This is a spoken response by Daniele Penna (YouTube) answering a listener's question about what he means by 'abbandono' (abandonment). Penna defines 'abbandono' as a child's felt experience of being left or unseen (e.g., parents not returning when expected) and contrasts it with 'rifiuto' (rejection), which is being actively unwanted (e.g., parents disappointed by a child's sex). He explains both experiences can produce the same underlying need for acceptance and act as developmental traumas shaping behaviors aimed at securing acceptance.
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Alessia Valentina dice Daniele Penna spieghi meglio dell'abbandono cosa intendi esattamente, per che cosa? Qual è la domanda? Alessia Valentina specifica la domanda. Cosa intendo esattamente per abbandono? Abbandono vuol dire che il bimbo o la bimba ha vissuto l'abbandono. Ciò vuol dire che ha vissuto qualche tipo... ha vissuto qualche tipo di esperienza in cui è stato... in cui ha sentito l'abbandono. Per la serie, che ne so, vado e poi mi sveglio di notte e i miei non ci sono a casa. perché sono andati dalla vicina a prendere il sale. In quel momento io piango, non arriva nessuno nei tempi in cui normalmente arrivavano i miei servi, perché il bambino ha i servi, schiocca le dita, piange e arrivano i genitori. Lui sa che piange e dal pianto all'arrivo dei genitori passano due minuti, quel giorno che ne passano cinque si sente abbandonato. Viene scritto nella sua mente abbandono. L'abbandono è cazzo non mi hanno visto, cioè mi hanno lasciato. quello è l'abbandono e lì rischi di diventare pacioccoso perché mi devi vedere cioè tu non mi puoi abbandonare che puoi abbandonare una creatura così pacioccosa dai e no non si può fa così diverso è invece il rifiuto il rifiuto è cazzo se sei andato a femmina ti volevo maschio va che schifo brutto ok oppure nasce e appena nasce mi dice oddio che brutto quello è il rifiuto ok quindi sono due cose diverse l'essere abbandonato cioè l'abbandono è tipo il cane che te lascia in autostrada ok il rifiuto è vedo il cane che schifo mi hanno regalato un cane e volevo un gatto sono due cose diverse quindi uno è Ah sì, ma hai abbandonato? Aspetta, ora divento più grosso, vediamo se la prossima volta mi abbandoni e non mi vedi. Ok? Invece il rifiuto... Ah sì, non mi volevi... Vabbè, allora, pur di farvi contenti, cerco di non... non... non farmi vedere. Poi entrambi, rifiuto e abbandono, generano l'accettazione. Cioè non vengo accettato. Perché sia se viene abbandonato, sia se viene rifiutato, non viene accettato. Quindi l'accettazione è il bisogno che si genera. Il rifiuto o l'abbandono sono le cause che lo generano. Ok? Sono i traumi. Quindi rifiuto. e abbandono sono i traumi. L'accettazione è il bisogno che si genera. Perché in entrambi i casi, mamma voleva un maschio, io sono nata femmina, ok non mi accetta. Quindi dovrò fare di tutto per farmi accettare, magari cresco come un maschio, faccio le cose da maschi, gioco a pallone, eccetera. Invece, i miei genitori mi hanno abbandonato, ok non mi hanno accettato, eccetera. E così si va avanti.