ABITUDINI INCONSCE, IMPEGNO E DISCIPLINA - Le Perle del Follow the Flow di Daniele Penna

Monologo di Daniele Penna sul processo di formazione e cambiamento delle abitudini, l ruolo dell'inconscio che automatizza comportamenti, e l'importanza dell'impegno e della disciplina (esercizi pratici: sfida dei 40 giorni, iniziare da piccoli cambiamenti). Include metafore neurologiche (sinapsi come cavi), analogie con la scuola guida e l'intelligenza artificiale, e un racconto-metafora finale sui tamarindi per illustrare la pazienza e la semina a lungo termine.
Chapters
Come si fa a prendere un'abitudine? Nel senso, ok ci voglio un 40 giorni, però difficoltà è non sgarare in questi 40 giorni e Magic Light l'abitudine si crea esattamente come quando, non so se hai mai fatto le guide con la macchina, si crea alla stessa maniera, cioè costantemente creare nuove, cioè costringersi a fare sempre la stessa azione è più semplice, non lo nego, se tu non avessi delle conoscenze. Cioè è più semplice creare un'abitudine che non ha delle basi rispetto che a cambiare un'abitudine già esistente. Proprio a livello mentale, a livello di sinapsi. C'era un bellissimo video, se non ricordo male, forse su un corso di Joe Dispenza, O forse l'ho fatto vedere nel mio corso quello gratuito sulla legge della trazione. C'erano dei video, degli spezzoni dove si vedeva come le sinapsi mentali, sapete le sinapsi sono quelle connessioni tra i vari neuroni, no? Il cervello e il cervello sono questi neuroni e sono un po' come delle radici. E le sinapsi sono queste connessioni tra i vari neuroni. Ogni sinapsi è un vero e proprio cavo dove passa l'elettricità. quindi un vero e proprio schema elettrico di base. E le sinapsi sono quelle connessioni che poi diventano azioni, pensieri, tutto quello che sia, compreso le abitudini. Per cambiare una sinapsi del genere, un'abitudine, è più difficile che crearne una nuova. Non solo. Tanto più le abitudini sono reiterate nel tempo, tanto più queste sinapsi, quindi questi cavi, sono grossi. è come se... come dire... non so se ho qualcosa di... vabbè non ho dei riferimenti però è come dire che sai, se è un'abitudine che tu hai da un anno magari quel cavettino è come se fosse un cavettino di quelli telefonici piccolissimi ma se quell'abitudine ce l'hai da trent'anni è chiaro che il cavo è una bestia bella grossa quindi capite bene che tagliare un cavettino sottile ci vuole un attimo lo spezzi con niente e lo riattacchi da un'altra parte quindi crea un'abitudine nuova tagliare un cavo grosso magari di quelli belli spessi tutti belli di rame e ci vuole una tronchesina cioè ci vuole più tempo ci vuole più lavoro ci vuole più impegno per cambiarlo da un'altra parte lo stesso concetto vale nelle abitudini cioè è più semplice insegnare una persona che non ha mai guidato a guidare a sinistra invece che a destra piuttosto che prendere una persona che guida da 30 anni a destra e dirgli adesso guidi a sinistra perché lì non hai una cosa nuova, lì devi cambiare una vecchia e cambiare una vecchia vuol dire che l'inconscio in automatico andrà a destra quindi per poterlo fare hai bisogno di più tempo e più impegno perché io dico 40 giorni consecutivi Perché è esattamente come la guida delle macchine, vi fanno guidare tutti i giorni per 30 giorni, cioè deve essere una roba costante, nuova. La mente deve capire che il comportamento nuovo è quello lì. Quindi è fondamentale, il vostro inconscio vi aiuta, il vostro inconscio è una macchina per facilitarvi la vita. Questo è la cosa fondamentale. Cosa fa il vostro inconscio? Quando capisce che voi fate sempre la stessa azione, a un certo punto dice ok, da adesso in poi non ci devi più pensare, cioè penso io l'ho capito. Cioè è un mese che stai a mettere le marce per cambiare nella macchina, mettere la prima e la seconda, a premere la frizione quando metti la marcia, ho capito che si fa così, stai sereno, ora ci penso io. Questo è il concetto dell'inconscio, ma questo vale per tutto. ma lo stesso vale per... ho capito che quando uno ti usa quel tono di voce tu ti devi incazzare adesso la prossima volta stai sereno ci penso io appena sento quel tono di voce da chiunque io faccio un culo così è la stessa cosa cioè l'inconscio funziona così... quella parte d'inconscio che automatizza le cose funziona così capisce quello che facciamo lo fa suo e ci penso io vai tranquillo questa parte di lavoro te la libero che magica questa funzione è davvero una delle cose più belle della nostra mente perché ci facilita tutto è chiaro che dobbiamo dargli le abitudini giuste perché capite benissimo quanti meccanismi automatici abbiamo che possono essere tranquillamente disfunzionali se io da piccolo ho avuto per tutta la mia infanzia, che sono stati, che ne so, 5 anni, un unico riferimento vicino a me, che era mia sorella, che mi spaccavi i coglioni costantemente, facendomi delle domande col fine di attaccarmi, il bimbo capisce che, che ne so, domanda uguale attacco, attacco io devo rispondere con un altro attacco, punto! dopo che lo fai per un anno, ma pure per molto meno, dopo che lo fai per uno o due mesi l'inconscio dice ho capito allora ogni volta che ti fanno una domanda tu devi rispondere perché questo è un attacco e che non è una vera domanda dove vogliono sapere delle robe ma è un attacco, tu a questo attacco devi rispondere con una difesa e così così, dopo che l'hai fatto per un mese o due l'inconscio dice stai tranquillo lo faccio io, non ci pensa più peccato che poi quel bambino cresce, non c'ha più la sorella e si ritrova a rispondere nella stessa maniera a qualunque domanda fanno magari uno gli dici, senti che ore sono? Ah tu mi stai attaccando, ho detto che ore sono, perché sono in ritardo, non è vero? Scusate che ore sono, scusa eh, un attimo, se no vado a chiedere da un'altra parte, capite? questi automatismi sono devastanti, cioè prendiamo questa funzione mostruosa, fantastica del nostro cervello e la usiamo a volte in maniere disfunzionali, ma a volte tanto, perché di sti meccanicismi di questi meccanicismi ce ne abbiamo davvero tanti quindi questi andrebbero scoperti e andrebbero magari modificati che non è una cosa che cambi così cioè ripeto per cambiare un'abitudine creata in anni, non ti dico che ci vogliono altri anni, ma di sicuro devi dare un segnale chiaro al tuo inconscio che le cose sono cambiate, cioè lui ti aiuta, ma non è che ti aiuta... io una volta feci una delle domande sul discorso degli sgarri, no? cioè, se tu ti impegni a fare una cosa, e a creare una nuova abitudine, e dire, allora, io mangio sempre così, ok? questa è la mia nuova abitudine, inconscio, oh, fallo fa in maniera automatica, questa deve essere, punto. se tu dopo dieci giorni, te risfonni di nuovo come prima, l'inconscio ci dice, sì, va bene, ma che cazzo stai a dire? cioè, è così, o ecco lì? allora, non è questa la tua nuova abitudine, è ancora quella vecchia, quindi io non te la rendo automatica. questo il concetto cioè perché dico 40 giorni consecutivi che molti dicono bastano 21 giorni perché è un abitudine secondo me non è vero ma non so neanche se bastano 40 a me 40 giorni consecutivi furono utili attenzione 40 giorni consecutivi ci ho messo sei mesi per averli forse anche di più forse anche di più per cui non è per niente facile molti abbandonano prima e lì vedi la disciplina e vedi quanto davvero vogliono qualcosa perché non è facile Ma quando dai un messaggio coerente all'inconscio per un tempo tale da far capire all'inconscio che quello vecchio non lo vuole più in nessuna maniera, manco per sbaglio, manco per mezza volta, allora l'inconscio dice ok, adesso è chiaro, tranquillo, ci penso io. Da adesso tu sei libero, io faccio... stai sereno. Non solo, che cosa accade? Quando l'abitudine è cambiata, ma dopo che l'abitudine è cambiata puoi anche sgarrare ma quello non verrà visto come una nuova abitudine perché ormai l'abitudine è nuova e questo concetto è abbastanza banale, ma non è facile da comprendere per molta gente cambiare un'abitudine, tra l'altro la nuova abitudine, il modo migliore per fare un cambiamento senza grosse paranoie, cioè qualunque cosa può essere cambiata in questa logica, abbiamo questo strumento devastante che abbiamo nella nostra mente, che è quello che ci facilita la vita, usiamolo, usiamolo per facilitarcela nella maniera più giusta, quindi rendiamoci, ecco questo è un altro esercizio, io avevo fatto Nel salto quantico c'è il video sulla stanza dei bottoni, dove si parla degli ancoraggi. Gli ancoraggi non sono tanto diversi. Gli ancoraggi sono più una cosa stimolo-risposta, che è diverso da un'abitudine. Però anche lì ci siamo vicini, perché spesso e volentieri le abitudini sono innescate da un ancoraggio. Quindi, l'avete fatto? Avete la vostra stanza dei bottoni? Avete nel vostro bravo quadernino tutta la parte della stanza dei bottoni? Spero di sì. Daniele, io ho provato la sfida dei 40 giorni, ma al massimo che ho fatto è stato 13-14 e con molta motivazione vista la difficoltà con... e non... e non molta motivazione vista la difficoltà a continuarla ma infatti Marco è quello che ti dicevo sono pochissimi a seguirla quella sfida perché non è per niente facile cioè è una sfida come tutte le sfide Raga, è come se fosse una competizione. Voi non è che domani potete pensare di vincere le olimpiadi dei 400 ostacoli così? Cioè, ci vuole impegno, ci vogliono mesi, anni, allenamenti giornalieri, delle cose facili. È vero che la nostra mente è facile, ma per arrivare a fargli fare cose facili dovete comunque reiterare le cose nel tempo. Non vi dimenticate che, appunto, come vi ho detto, l'innesco del processo di facilitizzazione dell'abitudine è un processo che non avviene immediatamente, cioè il vostro inconscio non è che capisce subito che quello è il vostro modus operandi, lo capisce dopo che lo fate per decine, decine, decine, decine, se non centinaia di volte. Allora l'avete già fatto, così come vi siete impegnati a reiterare sempre la stessa azione per un sacco di tempo e adesso serve l'opposto e capite bene che è così la cosa interessante è che si può in qualche modo velocizzare cioè se magari per creare quello schema che se mi fanno una domanda io devo entrare in protezione l'inconscio l'ha capito in sei mesi perché comunque non è che poi dipende se ce l'hai vicino tua sorella che ti fai domande ogni tre secondi ci metti venti minuti a creare uno schema Quando capisci che la risposta è sempre la stessa, in qualche giorno lo fai. Quindi comunque sia ci vuole una tanta reiterazione, puoi per ricreare un'abitudine fare appunto come la scuola guida, quindi crearti una scuola guida adatta per una determinata abitudine. Ovviamente, attenzione, la sfida di 40 giorni è molto ampia. cosa che invece è diversa dal ricreare un'abitudine io tempo fa vi lanciai una piccola sfida dicendo iniziate a capire come funziona questa cosa su una cosa piccola se riuscite a fare questa cosa piccola potete passare al successivo se non riuscite neanche a fare questa cosa piccola lasciate perdere cioè non è sperando vuol dire che il vostro impegno nel cambiare le cose è pari a zero il vostro focus è su qualcos'altro sui sprees o su qualcos'altro e la sfida era cambiate l'abitudine del piede con cui scendete dal letto che è una cagata, cioè è una cagata ci sono delle abitudini che sono degli automatismi che sono sempre le stesse il calzino che mettete in genere lo mettete sempre dallo stesso piede per primo scendete dal letto sempre con lo stesso piede normalmente cioè è una cosa abbastanza automatica non so se vi fate la barba per esempio, cominciate sempre dalla stessa parte se vi truccate, siete donne, cominciate sempre dalla stessa parte ok, queste sono abitudini sono automatismi volete cominciare a capire come si cambiano gli automatismi? fate un'azione diversa finché non vi renderete conto che diventerà automatica che vuol dire che almeno uno o due mesi devi scendere dal letto con il piede diverso. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che appena ti alzi dal letto, prima di mettere il piede a terra devi essere presente e dire aspetta sto in questa sfida. Esattamente come un esercizio, come quando andiamo a palestra. Oggi prima di alzarmi devo ricordarmi di mettere il piede a terra di là. Te lo sei scordato un giorno? A posto, il tuo incoccio è apposto così. Allora tu stai ancora in quella lì. Va bene così, il mio lavoro che sto facendo va ancora bene, me l'hai fatto capire. Invece fallo per uno, due, tre mesi che ogni giorno ti svegli il primo pensiero e... adesso cambio piede. E lo fai con attenzione, con presenza, cioè glielo fai capire all'inconscio. Guarda, adesso si cambia con questo piede. Adesso non mi fotti più, tu non scendi più col sinistro, scendi col destro. E uno, e due, e tre, e quattro, e cinque, e dieci, e mille, e dopo un po' vedrete che l'inconscio ha capito, perché non è credino, capisce e gli fa scendere automatico con quello. Sentirete proprio la spinta. Dopo che siete riusciti a fare una cosa banale come questa, perché è banale, banale fino a un certo punto, perché voi appena vi svegliate dovete avere quel pensiero, non vi dovete far fregare. Oddio la colazione, i bambini... Ragà, detto tra noi, è una roba di un nanosecondo, non è che ce l'ho tanto. Per cui, se non riuscite neanche a dedicare un nanosecondo, perché non è neanche un secondo, è proprio un attimo, piede e scendi. Non potete dire che non avete tempo. quindi se non riuscite neanche a fare questo la vedo difficile che riuscite ad impegnarvi su cambiamenti di di abitudini un po' più complicate andate per gradi, ricordate la filestra di Overton, andate per gradi cominciate a entrare nell'ottica di far capire al vostro inconscio che state cambiando abitudini, anche questa è un'abitudine cioè se voi cominciate a sfidarvi cioè a impegnarvi voi stessi a cambiare Prima una piccola, poi un'altra, poi un'altra, poi un'altra. Il vostro inconscio capisce che è in un ambito di cambiamento di abitudini, quindi si abitua a farlo anche più velocemente, perché lui nasce per facilitarti la vita. Cioè il cambiare abitudini può diventare un'abitudine stessa. E quindi a quel punto dice, ok, allora l'inconscio potrebbe anche... in un secondo momento la magia della nostra mente può fare una cosa del genere se capisce che io ho cambiato la prima abitudine, poi la seconda, poi la terza e mi ci sto impegnando seriamente l'inconscio dice oh cazzo questo si sta impegnando e le sta cambiando tutte ok adesso ho capito appena entra in un nuovo cambio di abitudini, io gli do una mano, non gli faccio aspettare sei mesi per cambiare, gli faccio aspettare dieci giorni, capisco subito, se vedo che la fa per dieci giorni, mi ha già dimostrato che l'ha fatta per altre volte per un sacco di tempo e l'abbiamo cambiata, adesso lo capisco, lo faccio prima. Questa è un'altra prerogativa della nostra mente. Cioè capisce quello che fa. L'intelligenza artificiale si basa su questo. Oggi siamo nel mondo dell'intelligenza artificiale. L'intelligenza artificiale fa esattamente la stessa cosa. Cioè, la logica è quella. Cerca di capire il comportamento. Eh, cazzo, siamo riusciti a creare i computer che fanno una cosa del genere, non riusciamo a farlo noi. L'intelligenza artificiale cerca di... si basa, appunto, sul nostro concetto di intelligenza. E il nostro concetto di intelligenza c'ha questa prerogativa. Facilitare i compiti. Quindi, le nuove intelligenze artificiali cosa fanno? capiscono dalle azioni della persona o di quello con cui si rapporta quali sono le cose che accadono sempre e impara. Imparando poi si può interagire in maniera migliore. Ma impara da cosa? E dalle reiterazioni. Se una persona ti fa una volta un determinato atteggiamento, una seconda volta, una terza, una quarta, una quinta, capisce che quella persona usa quello schema, usa quell'atteggiamento, usa quel modo di dire, usa quello che gli pare. un'intelligenza artificiale cazzo un computer lo capisce non riusciamo a farlo noi e dai raga allora veramente che stiamo conciati male cioè dobbiamo preoccuparsi davvero l'aver fatto qualcosa dimostra alla vostra mente che volete davvero cambiare le cose. Ricordatevi ad esempio quell'esercizio sul cambiare abitudine, vedete se ci riuscite, impegnatevi, ragazzi impegnatevi, la vera differenza tra il normale e lo straordinario sono dei piccoli dettagli e sono il piccolo dettaglio fondamentale, l'impegno, non serve avere queste qualità della madonna, l'unica vera qualità è l'impegno se ci si pone un obiettivo e si arriva con impegno e disciplina si arriverà sempre se invece non ve ne frega una mazza e le vostre priorità sono ben altre ve l'ho sempre ripetuto sono le vostre azioni che determinano le vostre direzioni è irrilevante quello che dite e l'unica cosa che conta sono le azioni che fate perché il vostro inconscio le registrerà come le cose importanti per lui e vi aiuterà a facilitarvi le cose e quindi continuerà a farle fare sempre più veloci se le fate nella direzione opposta a quello che dite che vorrete fare andrete sempre più veloci nella direzione opposta ed io di questo ho delle cose pratiche concrete cose che sono state continuate e reiterate in una determinata direzione opposta a quella che si diceva, sono diventate sempre più veloci, sempre più forti, sempre più incisive, perché l'inconscio ha capito che quella era la direzione e l'ha resa sempre più automatica. Poi la persona ti dirà, no non ci ho pensato, certo è automatica, è il tuo processo di facilitazione che ti fa questo, è la nostra grande fortuna. O sfortuna, chi lo sa? Fortuna o fortuna, chi lo sa? Dai, secondo te, dopo i 50 anni, è possibile far fare il salto quantico, eccetera, o è troppo tardi? Mi riferisco ai miei genitori. Fragrazioso, allora, il problema non è se puoi farglielo fare o meno, è se lo vogliono fare o meno. Cioè, vedi Luciana? Luciana ha più di 60 anni e altro che salto quantico che ha fatto. Ha fatto il salto in alto, quantico. Salto con l'asta ha fatto. per cui non è un concetto di è giusto, è possibile farglielo fare, non è che io lo devi far far tu, lo devono far loro, siamo sempre a questo discorso, cioè le persone devono volerlo loro, ma devono volerlo loro a chiacchiere, cioè non è che dicono, ah vabbè, ok, io adesso cambio, mi comincio a impegnare, ho capito che tutto dipende da me, che io attraggo, che io faccio, che le emozioni, i sintomi, le malattie, e poi domani appena mi è male la testa devi l'aspirina. o te vieni il tumore e subito vai giù di chemioterapia. Cioè, ci sta, per carità, non vi sto dicendo di non farlo, ma se volete cambiare, oppure peggio ancora, succede qualcosa e dicono subito è colpa tua. Adesso ho capito che il mio problema è il giudizio, però è colpa tua. Allora hai capito un cazzo, cioè non ti impegni. Non è facile, ma se si ha impegno, Andiamo al discorso della palestra, ragà. Mettere i muscoli come Arnold Schwarzenegger non è facile. Non è che tutti diventano Arnold Schwarzenegger. Se ti impegni come si è impegnato lui, si è fatto un culo così per decenni, forse ci riesci. Ne hai voglia? Io no. E quindi non è inutile che dico, ah, voglio diventare come Arnold Schwarzenegger e poi tanto faccio una sega. Non me lo pongo neanche. Non mi prendo per il culo da solo. ma nel momento in cui vi create un cazzo di obiettivo strategia, impegno e disciplina la strategia è fondamentale è fondamentale la strategia perché la strategia deve essere fatta giorno dopo giorno se non avete una strategia avete soltanto un obiettivo a lungo termine la mente non sa come raggiungerlo non sa quale azioni pratiche deve fare ogni giorno non sa come cambiare le abitudini Quindi cosa farà? Quello che è nella mente, il nostro processo di facilitazione, parola difficile, il nostro processo facilitatore. Facilitatore è legato troppo a gente che fa corsi di un certo tipo. Insomma, il nostro processo che ci facilita la vita ci continuerà a fare quello che ha imparato e quindi quello che ha sempre fatto. E poi diremo, ah non ho raggiunto le obiettive, cazzo. Non hai creato una strategia, non ti sei impegnato, non hai avuto disciplina, è ovvio. E' come se davvero vuoi perdere 20 kg entro un mese e non fai una sega. Non è che poi sta soltanto a dire voglio perdere 20 kg, voglio perdere 20 kg e soltanto perché lo vuoi cambia qualcosa. Non cambia assolutamente niente. Se continui a fare quello che hai sempre fatto non cambierai niente. Sto dicendo delle cose ovvie ragazzi. Il problema è che vengono fatte delle domande ovvie. Sono ovvie ma non si capiscono. L'unica vera grande qualità che uno dovrebbe avere per poter raggiungere gli obiettivi sono impegno e disciplina. Impegno e disciplina. Non esistono sgarri, non esistono cose se volete davvero avere l'aiuto della parte inconscia. Se non volete l'aiuto della parte inconscia vi dovete fare un culo pazzesco perché non ci arriverete mai. Questo è uno dei motivi ad esempio per cui le diete non funzionano. Cioè, i business della dieta sono enormi, perché sanno benissimo che non è definitiva. Proprio per questo motivo. Perché la dieta è una roba che non fate con un obiettivo reale. È un obiettivo, ah, c'è il mare e mi devo mettere il costume, e quindi devo far figo. Ma non è un obiettivo di salute, non è un obiettivo di cambiamento di abitudine, è un obiettivo del costume, poi arriva l'inverno, me copro e sti cazzi e mi ricomincio a sfonnare pizze, cornetti e so on, capito? C'è la storia dei tamarindi, no? Il tamarindo è un frutto che in Asia si trova, un frutto secondo me è abbastanza strano perché ha un gusto strano, è tutto seme, sembra un... cercate il tamarindo, sembra una specie di fagiolo. Vi lascio con questa, questa sera, perché può racchiudere un po' quest'ultimo pensiero. E c'è questa storia che sembra, non l'ho verificata però la storia che va in giro è questa, che il tamarindo ci metta 90 anni per poter, appunto, tirar fuori il frutto. Adesso non so se è vero, però la storia sembra carina. E qui, insomma, 90 anni, quindi l'albero deve crescere per 90 anni prima di dare i frutti. Altro che impegno e disciplina, no? Vogliamo le cose subito. No, cioè 90 anni per crescere i frutti. Allora un giorno c'è questo giovane che andava in giro per le campagne dell'Asia e vede sto vecchietto, avrà avuto 80-85 anni, che stava piantando degli alberi di tamarindo. Chissà se vado qua e c'ho 85 anni, 90 anni, ma che cazzo fa? Quindi va dal vecchietto e gli dici, scusa non è, ma levami una curiosità. Ma sta piantando i tamarindi? sono tamarindi. Ma lo sai che ci vogliono 90 anni prima che faranno i frutti? Sì. Ma tu così non li vedrai mai. Cioè perché li pianti? Perché il campo è mio e ci faccio il cazzo che mi pare. E da lì il giovane prese un grande insegnamento che nella vita è sempre meglio farsi i tamarindi propri. e con questa storia sui tamarindi come si dice fatevi tamarindi propri e campate 90 anni e oltre 100 anni e più e la vostra visione a volte, la vostra visuale a volte è quasi meglio che badanete per voi e la date soltanto a chi davvero la vuole la visuale, non capite mai la visuale quindi date i vostri doni solo davvero a chi li apprezza e li usa come diceva mia bisnonna diceva chi non apprezza non merita e tutto sommato non è già tutti torti come diceva quando ero piccino non è così sbagliato questo è il motivo per cui io faccio i flow perché quando trasmetti non trasmetti più a una sola persona trasmetti mandi nell'etere poi chi vuole prende prende chi non vuole prendere sti cazzi come si suol dire quindi amici miei ricordatevi nella vita una delle regole base e fatevi i tamarindi vostri.










