Breve monologo di Daniele Penna che critica le affermazioni ripetute a vuoto ("io sono magro"), sostenendo che sono inefficaci perché mancano di stato fisico e coerenza. Propone invece l'idea dell'"incantesimo": un'affermazione accompagnata da azioni coerenti (piano, obiettivi, palestra, digiuno, eliminare zuccheri) che mette l'inconscio nella condizione di sostenere il cambiamento.
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Oh, questa è carina. Affermazioni no, incantesimi sì, maledizioni no. Si è fatto tanto parlare delle affermazioni, no? Io sono magro, io sono magro, io sono magro, io sono magro, io sono magro, io sono magro, uno specchio te guarda, che cazzo stai a dire? Cioè, ma chi te sepila? Ma di che? Quelle sono le affermazioni. Le affermazioni non hanno un fondo perché di base gli manca lo stato fisico mentre l'incantesimo che cos'è? è un'affermazione coerente che è ben diverso cioè se io invece di dire io sono magro davanti allo specchio io mi guardo e dico cazzo sono un cesso grasso faccio schifo voglio cambiare e mi sbatto per farlo quindi entro nello stato non che l'universo per chissà quale spirito santo mi mangi un bombolone e mi fa dimagrire. No, mi sbatto io, entro nella coerenza, mi faccio un piano, mi creo degli obiettivi, vado in palestra, faccio il digiuno, tolgo gli zuccheri, tutta una serie di cose. Quella diventa un incantesimo, perché per la nostra mente, per tutto il nostro sistema interiore che abbiamo, diventa coerenza. Quindi il nostro inconscio dice, cazzo questo non è che la racconta soltanto, lo vuole davvero, è vero, è coerente, allora lo aiuto.