A short Italian conversational excerpt in which Daniele Penna and another speaker discuss how to recognize an "anima vecchia" (old soul): by rapid understanding of events and by an ability to "learn" the language in which the universe communicates. The transcript emphasizes that the universe communicates through events, messages and synchronicities rather than words, and ends with a practical reminder that you cannot help someone who does not want to be helped.
Chapters
Come si fa a riconoscere un'anima vecchia dalla barba?
Ti direi dalla capacità di comprensione di quello che accade. Io me ne sto accorgendo sempre di più in questo periodo e io mi sento ogni singolo giorno come se stessi imparando una lingua nuova. Cioè io sto imparando la lingua in cui comunica l'universo, in cui comunica la nostra anima, in cui comunica quell'intelligenza che ci vuole guidare dove dobbiamo andare.
E comunica non attraverso parole, comunica attraverso.
Eventi, attraverso messaggi, attraverso sincronicità, ma comunica.
Con una chiarezza così... non mi viene.
Neanche un termine così precisa a volte.
Il problema è che dobbiamo riuscire a capirla. Quindi è un po' come quando non.
Conosci una parola e te la devi andare a cercare sul dizionario, quindi vai.
Lì, solo che non c'è un dizionario.
Ancora del linguaggio universale. E questa è la cosa difficile.
Quindi sto imparando una lingua senza avere nessun supporto.
Ora, io penso che un'anima vecchia la puoi comprendere dalla velocità di comprensione di quello che accade.
Quindi, se trovi una persona che sta ancora nel io c'ho ragione, tu c'hai torto, quello che succede è colpa degli.
Altri, io non è mai responsabilità mia.
È tutta colpa tua, tu hai fatto una cazzata, io sono incazzato nero, io direi che uno è decoccio, due ne.
Ha ancora di strada da fare.
Ancora di più, ancora più giovane, sono quelle anime, secondo me, che nel momento in cui si ritrovano a trovare qualcuno che gli apre gli occhi, loro preferiscono tenerli chiusi.
E a quel punto non ci potete fare niente. Attenzione, questa è una cosa fondamentale ragazzi, non potete aiutare chi non vuole essere aiutato. C'è un vecchio detto che dice, puoi portare il cammello alla fonte ma non.
Lo puoi obbligare a bere.
Questo ricordatevelo sempre, soprattutto a chi chiama aiutare gli altri, a volte non li aiutate per niente, a volte li aiutate più lasciandoli soffrire nel loro brodo di sofferenza. Voi potete tendere una mano, ma tendere.
Una mano vuol dire che voi, per.
Poterli aiutare, dovreste aver come minimo già superato il problema che la persona ha ancora. Non li aiutate ripetendo le parole di qualcun altro, non è che voi sentite me o leggete un libro o fate un corso e potete aiutare la gente. No, risolvetevi voi le vostre cose, poi pensate agli altri. Ricordate! il segreto della vita, o meglio il senso della vita, vi viene detto ogni volta che andate su un aereo. Se ascoltate quella roba che vi dicono all'inizio, vi dicono in caso di perdita di pressione vi verranno giù le mascherine. Se avete un bambino vicino, mettete la mascherina prima a voi e poi al bambino. E questo è il principio. Prima pensate a stare bene voi, poi pensate agli altri. Non è che pensate agli altri per stare bene voi, perché questo è un sotterfugio. C'è gente che aiuta gli altri semplicemente per avere il grazio, per sentirsi importante, o per sentirsi di aver fatto qualcosa di utile, per sentirsi utile. Sentiti utile senza aiutare gli altri, perché spesso e volentieri non li stai aiutando.