Answer Night Torino 19/9/15 con Daniele Penna e Nadia Raise

Daniele Penna and Nadia Raise answer questions in Turin about animal behavior, communicating with dogs, and whether collective intention can change reality. They discuss benzodiazepines for anxious pets, the difference between ego and soul missions, and experiments by Masaru Emoto on water and intention.
Chapters
Esatto, oggi abbiamo fatto questo corso sperimentale per la prima volta qui a Torino, che si chiamava Humans, dove abbiamo messo in rapporto quasi umani-animali per comprendere come spesso e volentieri, anzi praticamente sempre, io controllo sempre se sta registrando, ciao agli amici di Youtube che ci vedranno indifferita, come spesso e volentieri quando i comportamenti ci generano stress a noi umani, cioè ci siamo resi conto, siamo partiti di questo principio che tutti i comportamenti che generano stress negli umani in natura non esistono, cioè nei nostri amici animali, quindi nei nostri fratelli e sorelle animali non esistono, quindi abbiamo compreso, in natura ovviamente, in natura che nei momenti in cui li mettiamo in cattività riusciamo a renderli psicotici o fobici esattamente come degli umani e questo è drammatico. per cui abbiamo creato questo corso dove abbiamo portato un po' ai partecipanti queste informazioni ma anche queste scoperte che abbiamo fatto passando questi cinque mesi interlandi assieme ed è stato interessante scoprire queste differenze tra umani e animali quindi ci sta lei oggi qui, l'ho costretto a stare qui così che così che ci possa essere un secondo riferimento magari su stesse domande che posso dare.
Sempre il per discorso del libero arbitrio, no?
Esatto.
Nel senso che gli animali sono costretti a fare tante cose, ma come vedete anche gli umani sono costretti a fare tante cose.
Infatti da notare, se qualcuno conoscesse il non verbale, vedete il suo livello di chiusura nei miei confronti e di stare lontano nei miei confronti. Potremmo anche mettere questo, questo e quest'altro. Lui anche mi dice che devo stare.
Dentro la telecamera in una determinata maniera.
Sì, sì, per carità.
Ci metta anche questa sopra così bene.
Ok quindi cosa faremo questa sera? come al solito le answers night funzionano così ovvero mettete nell'urna magica le vostre domande ne verranno estratte un po' ovviamente non potrò garantire che riusciremo a rispondere a tutti perché insomma sono abbastanza poi dipende dal livello di domande da quanto tempo ci vorrà per rispondere e ovviamente le domande cercate di farle quanto più ampie possibili, cioè che siano di largo spettro quindi non venite a chiedere la cosa personalissima che magari può interessare a qualcuno soltanto e non a tutti ma cercate di fare una domanda abbastanza ampia abbastanza ampia. Cos'altro dire? Come al solito, le risposte, sia da parte mia, penso potrò parlare anche da parte sua, saranno basate sulla nostra esclusiva esperienza, quindi se non saremo in grado di rispondere, diremo, non lo sappiamo, a volte mi fanno domande di tutti i tipi, delle cose stranissime che non ho mai sentito e a volte mi devo far spiegare cosa vuol dire. Quindi potete fare qualunque domanda, domandare è lecito, rispondere non è detto che saremo in grado. come al solito questa serata sarà registrata prima o poi verrà messa su youtube e vedremo che cosa ci porterà la nostra brava legge d'attrazione io faccio la valletta tu fai, volevo mischiare, non si.
Mischiano però c'era sempre la valletta a questo punto ho il privilegio di essere.
Qua di fianco ok iniziamo vediamo quale domanda ci porrà prego assolutamente sì stiamo già... no c'è qui un topo.
Dai, c'è il topolino!
Prima domanda! Si può cambiare la propria missione? Però aspetta, volevo far vedere... Con i topolini!
Con il topolino!
Ok, si può cambiare la propria missione? Per quello che... Allora, per quello che ne posso sapere io... No! Ovvero... Dipende di quale missione parliamo. Perché se parliamo di missione del nostro ego, sì, cioè la missione del nostro ego cambia a mano a mano che noi cresciamo. Vent'anni fa la mia missione era avere un marchio conosciuto in tutto il mondo. Megalomane come pochi. C'era roba che Mc Donald doveva sbiadire rispetto al mio. Questo era quello di vent'anni fa. Oggi mi viene da ridere a pensare a questo. Oggi la mia missione è completamente diversa, ma questa missione dell'ego si può assolutamente cambiare e si cambia. Si può cambiare assolutamente e si cambia a mano a mano che si cresce. Quello che per me era importante vent'anni fa non era importante dieci anni fa e quello di dieci anni fa non è importante adesso. Quindi quella egoica si e va di passo con la vostra evoluzione. Quella inimica, se volessimo ipotizzare una missione dell'anima cosa che io ho ipotizzato da qualche anno a questa parte vi direi no non si cambia si può si può raggiungere questo sì nella maggior parte dei casi per quella che è la mia esperienza la missione animica vuol dire risolversi quindi comprendere quello che sei venuto a fare su questa terra risolverlo se c'è da risolverlo e poi muoverti verso qualcosa da fare che in genere è, come abbiamo visto bene o male oggi, il miglioramento abbiamo visto la continuazione della specie e l'evoluzione in genere, quindi l'evoluzione è la nostra reale missione la missione di tutti a livello più assoluto per quanto mi riguarda si risolve in quella paronia lì, evoluzione Poi, come evolviamo, lì si può aprire un mondo. L'evoluzione in genere è appunto la crescita, la consapevolezza, la risoluzione delle cose che ci possono far star male e poi, in ultima ipotesi, l'aiuto agli altri. In qualche modo il miglioramento, il lasciare questo mondo un pochino migliore. Il che potrebbe essere con un figlio, aiutando degli animali, mettendosi a disposizione degli altri, servendo in qualche maniera. qui si potrebbe aprire un mondo. Comunque per chiudere questa domanda, che è abbastanza veloce da rispondere, grazie a chi l'ha fatta, che ha fatto una domanda veloce, la missione dell'ego si può cambiare e si cambia costantemente, la missione dell'anima si può raggiungere e poi andare avanti in questa vita. La cosa più opportuna sarebbe che ego e anima vadino nella stessa direzione e in quel caso che accadono le magie. in quel caso che tutto inizia a essere pura magia, le cose accadono semplicemente. Però ovviamente dovresti avere due motori che vanno nella stessa direzione. Certo che se l'eco va da una parte e l'anima dall'altra state fermi perché siete due elastici che tirano. Quindi il primo obiettivo dovrebbe essere capire cosa davvero dobbiamo fare in questa vita, tararci sulla nostra giusta direzione e poi risolvere quello che c'è da risolvere, comprendere e poi muoverci sparati dritti verso questa nostra strada. Questa è la mia visione delle cose. Vuoi aggiungere qualcosa?
No, va bene.
Beh, a posto così. Grazie per la benedizione. Vai, abbiamo delle domande animalesche?
Animalesche.
Vai! Certo, devo fare io il balletto.
Sì, vai male, scusate.
Devo fare il balletto io per la prima volta, che spettacolo. Allora, questo. A un certo punto... Vai.
Allora.
È bello fare i balletti ogni tanto. Intanto mettiamo sempre tu proprio davanti. Oddio.
Ogni volta che entro nel... Androne? è l'androne di casa ok di casa, aspetta aspetta, i miei cani mi saltano e iniziano ad abbagliare, a graffiare il muro come posso comunicare con loro in modo che capiscano cosa lui fa in.
Qualche modo ok allora in questo caso c'è una domanda personale ma che ci dà uno spunto per qualcosa di molto più interessante che potrebbe essere utile a tutti ovvero come far comprendere premi, punizioni e compagni.
Allora, intanto, che cosa si intende? Cioè, tu entri nell'androne e i cani graffiano che cosa? Allora, io entro con la chiave e loro già sentono che sono arrivata. Quindi iniziano ad abbaiare qualsiasi ora, possa essere anche di notte, loro iniziano ad abbaiare come pazzi. E una di loro inizia a graffiare la porta perché penso sia contenta che io stia arrivando. La cosa.
Che ho imparato grazie a lei in questi mesi che abbiamo vissuto assieme in Tailandia è stato il parlare con i cani. che non è quello che faceva San Francesco, ma la possibilità di poter comunicare con il loro linguaggio, è come se mi avessi in qualche modo insegnato una nuova lingua, che è il cagnuloide, il cagnulese. Il bello degli animali è che hanno un mezzo di comunicazione che è leggermente diverso dal nostro, poi siamo noi che pretendiamo che capiscono la nostra lingua, ma questo è un altro discorso, e loro comunicano in determinate maniere, che nel momento in cui le comprendiamo diventa facile parlare con loro, infatti ho visto, vedevo lei di notte, andavamo in questi posti, si.
Sappiaggia di notte, però praticamente noi lavoravamo e quello che abbiamo detto ai ragazzi di oggi è che in Thailandia fa molto caldo, quindi durante il giorno gli animali stanno quasi tutto il tempo a dormire e fanno poca attività, di notte sono svegli Visto che di notte noi eravamo svegli e poi dopo aver fatto lezioni andavamo fuori a mangiare, lo street food era chiuso, al seven eleven eccetera eccetera, riuscivamo a vedere tutta la comunicazione degli animali durante la notte che erano decisamente molto più svegli e gli traducevo quello che i cani si dicevano in qualche maniera.
E ogni tanto comunicava lei con i cani nel momento in cui questi cani interagivano con noi. Ed era bellissimo capire, cioè quando capisci la lingua...
Ma soprattutto quando i cani ti guardano e dicono, cazzo ma questa capisce che cosa diciamo? E quindi mi guardavano così come per dire, ma...
Tu come fai?
Che cosa stai facendo?
Quindi, utilizzando questa comunicazione dei cani, facci capire un po' come questa cosa può tornare utile a lei e come può essere utile per te.
Allora, questa è una cosa che in tanti versi colpisce tanti proprietari, ovvero quello che tu sei stata già oggi, quindi una parte del discorso abbiamo già fatto, in natura viene premiato il comportamento che suscita un risultato. Per cui, cosa succede? Questo è, passatemi il termine, il cane che si morde la coda. Perché? Perché lei, da cosa ho capito, abita in un condominio. Perfetto, quindi lei apre, i cani iniziano a bagliare. Cosa devo fare? Devo correre più velocemente possibile per farli stare zitti. Quindi in realtà questo comportamento viene premiato. Perché giustamente, vi faccio un esempio molto semplice, poi vabbè ci sono tutta una serie di regole che devono essere messe a posto perché il cane pensi di essere, passatemi in termine, un inferiore, cioè non gli spettano determinate competenze. Inferiore si intende questo, non che debba ubbidire. Però il discorso che cos'è? Quando noi parliamo di punizione, ok? Nella nostra metodologia noi non usiamo la punizione nel senso di tipo fisico, quindi non si picchia il cane, in realtà non si urla nemmeno eccetera, ma si usano delle punizioni diciamo di tipo ambientale. Se io devo mettere l'animale in castigo premettendo prima deve sapere qual è la cosa corretta da fare perché non posso punire un animale per qualcosa che non sa che deve fare, Per esempio, non posso punire un cane per un seduto se non sa come si fa un seduto, perché se non lo sa fare è inutile che mi arrabbio e gli urlo seduto. Però cosa faccio? Se il cane si comporta male, sa qual è la regola che deve rispettare? Supponiamo salire sul divano. Il cane sa che io non voglio che lui salga sul divano. Intanto mi dovrei preoccupare del fatto che qualcun altro in famiglia non lo faccia salire, perché sennò c'è incoerenza della comunicazione. Ma supponiamo che il cane sappia perfettamente che non deve salire sul divano. Alcuni cani cosa fanno? vedono che ce l'ha più lungo, cioè tra me e te è proprietario, quindi si mettono sul divano e ti guardano come per dire e adesso? Ok Cosa posso fare come punizione? O prendo e dico va bene vuoi stare sul divano ma non ti do la soddisfazione di lasciarti in questa posizione quindi prendo e me ne vado e quindi sarai il capo del divano ma sarai il capo da solo oppure il cane lo metto in punizione, cosa vuol dire? Lo prendo e lo metto in una stanza dove deve essere punito. Attenzione perché se il cane gratta la porta e io ho paura che mi rovini la porta e quindi gli apro, cosa avrò insegnato al cane? Che grattare la porta è funzionale perché gli venga aperta. Quindi se la prossima volta non lo considero succederà che il cane gratterà la porta ancora più forte e io per paura che mi rovini la porta andrò ancora prima a rispondere a questo comportamento. Il cane cosa prende? Gratta la porta e ergo mi aprono. urlo abbaio faccio casino questa corre ancora più velocemente quindi il loro comportamento è assolutamente funzionale quindi in realtà ogni volta che tu apri la porta nel momento in cui il cane sta aggraffiando la porta automaticamente rinforzi quel tipo di comportamento Aspetta, certo. Certo, dimostrare questo è un problema. Potresti cambiare appartamento e lasciare i cani lì. No, aspetta, sto scherzando. Allora, ricordiamo che ci sono poi, ne parleremo in dei video, eccetera, tutta una serie di regole per cui l'animale deve già capire che non è nella posizione di dover fare determinate cose. Però cosa faccio? Metto in atto la punizione nel momento in cui lo posso fare, quindi magari non alle due di notte, perché sennò magari i vicini fanno una petizione per mandarmi via di casa. avverto i vicini di casa che potrebbe esserci un peggioramento del comportamento iniziale, tutto il fatto che di notte per un po' di tempo non esco in modo da non dover rinforzare il comportamento perché sennò un po' lo pulisca, un po' lo premio. Cosa faccio? Vado vicino alla porta e appena l'animale sta zitto Apro e premio, in questa maniera premio. Così a mano a mano l'animale apprende che se sto zitto ricevo il premio, se faccio casino quello che vorrei ottenere che è la presenza della mia proprietaria non arriva. Ed era proprio la funzionalità del comportamento. Quindi fate attenzione che noi ci arrabbiamo, l'esempio che abbiamo fatto oggi è il cane che mi salta addosso, io gli dico stai giù, stai giù, stai giù. Il cane vuole attenzione, gli dico stai giù, stai giù e dare attenzione. quindi è inutile che io gli dica stai giù in realtà dovrei ignorare l'animale finché salta appena sta giù lo premio qual è l'incoerenza che c'è nel mondo nostro nei confronti del mondo animale ma nostro anche nei confronti della gente noi non andiamo mai a premiare comportamenti positivi cioè noi col fidanzato ci incazziamo perché ha spremuto oggi si parlava del tubetto di dentifricio a metà ma in realtà noi non premiamo mai nessuno per un.
Comportamento giusto neanche noi stessi.
Neanche noi stessi. Non ci gratifichiamo abbastanza. E questa è pura incoerenza.
Prendiamo questo che lei ha detto sui cani e cambiamo il soggetto. Cane uguale bambino.
Esatto.
Ed è uguale. Ci stiamo parlando della stessa cosa.
Se il bambino sta zitto non lo premiamo, se fa casino lo pugniamo.
Quindi il bambino capisce che per avere la vostra attenzione deve fare casino. Perché voi quando fa casino gli andate lì, comunque gli date attenzione, magari vi arrabbiate, ma comunque gli avete dato attenzione.
I bambini tendono a comportarsi peggio per ottenere l'attenzione dei genitori il cane si comporta male per ottenere l'attenzione del proprietario.
E se gliela date lui continuerà ad avere quel comportamento perché sa che così ha le vostre attenzioni che sia un cane che sia un bambino stiamo parlando della stessa cosa vero anche che appunto la non gratificazione degli altri, dei bambini, degli adulti e di noi stessi è una cosa che manca nella maggior parte delle persone, perché noi siamo bravissimi ad autocazziarci quando facciamo qualche errore, ma non ci gratifichiamo mai. Anche perché siamo cresciuti, e probabilmente molti di voi sono cresciuti così, confermatemi se è vero o sbaglio, che con i nostri genitori se fai bene hai fatto metà del tuo dovere, se fai male non va bene, mazzate. Hai avuto dieci e hai fatto metà del tuo dovere. Dove lo fate più? Prendi cinque. Madonna che sarà successo male. Per cui, cresciuti in queste condizioni, ci rendiamo conto che non va mai bene niente, che dovremmo sempre fare di più e che qualunque cosa facciamo non è mai abbastanza. Vi rendete conto a che livello di stress viviamo in una condizione del genere? Non ci gratifichiamo mai. parlate con un esperto di, come la sono risolta un po' di tempo fa, non di autopunizione, ma di autocritica. Io ero estremamente autocritico. Qualunque cosa facevo era fatta bene, ma si poteva fare meglio.
Io no.
Tu no. Io ero, lei lo è ancora. Per cui, invece, è bello gratificarsi, cioè oggi abbiamo fatto una bella cosa, bello, era un corso test, ci è piaciuto, è andato bene, gratifichiamoci. Certo, poteva andare meglio, è ovvio che puoi sempre migliorare, ma l'autocritica deve essere funzionale al miglioramento, non funzionale allo stress. Quindi, certo, prendiamo atto che alcune cose possono essere migliorate, ma è andato bene così. Si può sempre migliorare, ma questo non ci deve creare stress. Ci gratifichiamo e miglioriamo. Quindi imparate anche a gratificarvi, cioè datevi le vostre gratificazioni prima di tutto a voi stessi, poi agli altri, amici, compagni, figli, bambini e animali che sono uguali praticamente.
Prima a voi stessi e se avete dei figli direi anche in comitanza, non aspettate di gratificare voi stessi senza gratificare.
I figli perché se no diventeranno come.
Voi quando diventeranno adulti. Nell'animale è uguale, cioè l'animale lo considero veramente solo quando fa casino. e quindi urla, sgridata eccetera eccetera quando il cane sta nella cuccia nessuno gli dice niente perché non gli si dice bravo quando sta tranquillo la stessa cosa.
Ai bambini balletta prendiamo uno in giù in fondo prendi uno no no presi due hai esagerato e due voleva dire.
Che questo era il prossimo perché ci.
Sarà stato un perché eh no no vabbè non va bene così proviamo scuso per te cos'è il risveglio? ah qui due domande al prezzo di.
Una vedi così con questa sono anche.
Tre Cosa posso fare per raggiungerlo? Per te cos'è il risveglio? Quando ti rendi conto di aver smesso di dormire. prendete atto di questa frase che ha molto più senso di quello che può sembrare. Il risveglio è quando vi rendete conto che stavate dormendo e vi siete svegliati. Risveglio presuppone che io ero sveglio, mi sono addormentato e mi sono reso conto di essermi addormentato. Quindi per avere un risveglio prima di tutto dovete rendervi conto di star dormendo e poi che potete risvegliarvi. Cosa vuol dire dormire? Vuol dire essere assopiti, anestetizzati da tutto quello che in qualche modo ci hanno voluto far credere, ci stanno facendo credere. Oggi abbiamo fatto un intero corso su questo. Un intero sistema montato ad hoc per renderci consumatori, schiavi, mangiatori, anestetizzati, cioè non dobbiamo pensare. Abbiamo il nostro grande dono che ci può permettere di evolvere, il nostro grande dono che ci permette di crescere, creare, fare e noi lo usiamo nella maniera peggiore possibile. Quindi il risveglio prima di tutto è mi sono reso conto che sto dormendo, ho voglia di svegliarmi, perché ho qualcosa di più interessante da fare. Come come di concreto posso fare per raggiungerlo? Con una sveglia. Che non è il mio libro che trovate lì dietro. Con una sveglia vera e propria. Che cos'è una sveglia? La sveglia è qualcosa che in qualche modo vi sveglia. Cioè, inizialmente il risveglio, perché è la nostra parte più profonda che in qualche modo vuole svegliarci e che dopo tutto lei ci fa dormire bene o male più o meno fino a intorno ai 30 anni. Poi dopo un po' si stufa. Quindi intorno ai 30 anni comincia in maniera civile inizia a farsi sentire, magari inizia a sussurrarci all'orecchio, va che ti devi svegliare va che forse è il momento di cambiare però se non la sentiamo la sua sveglia inizia ad essere sempre più pesante quindi prima sussurra, poi parla, poi strilla, poi ti prende a schiaffi in faccia, poi ti dà una secchiata d'acqua in testa poi se proprio non hai capito ti prende, ti alza e ti scuote completamente Stiamo parlando a livello metaforico, sì. A livello concreto, che cosa accade? Le sveglie le avete tutti i giorni. Le sveglie sono le cose che incontrate nel vostro mondo. Le sveglie sono le persone. Le sveglie sono i drammi. Le sveglie sono gli incidenti. Qui abbiamo gente incidentata. Le sveglie sono Sono tutte quelle cose che in qualche modo vi danno estremamente fastidio. Qualunque persona che in qualche modo riesce a riattivarvi qualcosa che vi fa estremamente male, che vi fa tanto fastidio, vi sta ricordando che c'è qualcosa da risolvere, su cui vi dovete muovere a farlo. Più non lo risolverete, più arriveranno sveglie più grandi. Vi sarà capitato più di una volta che incontrate una persona, questa persona magari ci ha fatto una relazione, credete che sia l'uomo alla donna della vostra vita, poi succedono determinate cose che credete di aver sbagliato, quindi ho sbagliato persona. Non farò mai più questo errore. Sì, e che cosa succede? Il prossimo è uguale. fa una piega. Anzi, peggiore! Io credevo di migliorare, invece è stato peggio. E se non capirete neanche lì, il prossimo ancora sarà peggiore. Se poi non capite in questa maniera, vi inizieranno ad arrivare incidenti, qualcosa che in qualche modo vi fermerà e cercherà di farvi capire di cambiare strada. Per cui state andando al lavoro, oppure avete preso una strada parliamo di una strada teorica, quindi una strada di un certo tipo, un lavoro o qualcosa di nuovo, e vi comincia ad arrivare incidenti in macchina, incidenti in moto, incidenti in tutte le maniere, forse qualche dubbio che dovete cambiare strada vi dovrebbe venire. Queste sono sveglie. Quindi quale può essere un mezzo concreto per raggiungerlo? Allora, uno, rendersi conto di star dormendo. Due, rendersi conto che ogni singolo istante nella nostra vita ci sono dei segnali che ci possono permettere di capire qual è il modo per svegliarci e quale strada per seguire. Ogni singola cosa. Ricordate, nel momento in cui avrete la prima consapevolezza che mi ha letteralmente cambiato la vita, ma consapevolezza, attenzione, consapevolezza vuol dire che vi entra nel profondo, non che ve la dico io oggi. Io oggi vi dico nulla accade per caso, bello, lo dicono tutti, ma quando questo vi arriverà nel profondo, vi renderete conto che ogni singola azione, ogni singolo gesto, ogni singolo evento, chi è stato in Telania con me lo sa, ci si sono beccati di tutto e di più, hanno avuto scossoni, sveglie, mazzate di tutte le maniere, incidenti, cascavano il motorino, succedeva un casino e loro erano in grado di comprenderlo perché avevano una linea da seguire, quindi tutto era funzionale al loro risveglio, tutto era funzionale a ciò che dovevano comprendere. Ogni singola parte, qui c'è, vuoi raccontarla Debbie, la tua storia? Vieni qua, vieni qua, vieni qua. Deborah stava con noi, Deborah a un certo punto, più o meno intorno al, cos'è, verso l'ultimo me, verso la fine, verso la fine cosa fa? Casca in motorino, anzi, molto di più, così ci metti ancora più di divisione se regge sto tavolo, prima non reggeva, meno male allora Deborah è stata con noi questi due mesi in Telandia e a un certo punto è successo qualcosa, a Genova tu sei stata 3 mesi cosa è successo?
Raccontaci lo tu Allora, cosa è successo? All'inizio avevo male ad una spalla, quindi da lì era partito il mio male alla spalla. Dopo pochi giorni ho avuto un incidente motorino. Io stavo andando e erano un po' di giorni che avevo sempre più intuizioni, quindi... stavo lavorando sul discorso fiducia e mancanza di fiducia nel prossimo che per me era totale io vivevo con il chi fa da 6 fa per 3 punto mi metto tutto sulle spalle e via e avevo qualche scimmietta e così faccio questo incidente motorino, cado, cado io, il mio bimbo era con me in motorino e altri due motorini cadono sopra di me, marmitta spiaccicata al piede e cosa succede? La prima cosa che mi viene istintivo fare è chiedere aiuto a qualcuno, visto che non riuscivo a sollevare il motorino, nel momento in cui chiedo aiuto mi viene l'intuizione e capisco che è proprio quello che dovevo fare, imparare a chiedere aiuto a qualcuno. Quindi risalgo sul motorino.
Quindi è dovuta cadere in maniera tale che non si potesse rialzare per capire che era arrivato il momento di iniziare a chiedere aiuto. Gesù lo poteva capire prima, ma non l'aveva capito per una vita. E lì ha capito immediatamente, ok, prima cosa, non posso alzarmi, devo chiedere aiuto. Poi?
Esatto, risalgo sul motorino e dentro di me continuo a sentire la vocina che mi dice non hai capito tutto, devi capire ancora qualcosa e quindi ho detto cavolo adesso cosa mi succede? visto che ero già sfasciata con la gamba sanguinante. Quindi inizio a andare in motorino e all'improvviso dal cielo completamente sereno arriva il diluvio universale Così cosa succede? Devo fermarmi. Mi fermo e mi fermo davanti a una casetta, ristorante di una famiglia tailandese e cosa faccio? Entro dentro e trovo questo piccolo omino Thai che mi accoglie, mi vede sanguinante, mi fa sedere, mi porta da bere, mi porta le banane perché poi loro sono il popolo che hanno, cercano di darlo sempre. e nel momento in cui mi siede e vede appunto la ferita va a prendere delle ampolle sue e si avvicina con queste ampolle, il mio schema mi dice oddio io mi devo fidare quindi subito ero un po' sulla difensiva come l'ero stata in 27 anni e poi mi arriva un'altra intuizione del tipo se tutto questo non è per caso ti devi fidare quindi io ho lasciato fare, ho lasciato che lui mi medicasse e effettivamente mi ha fatto bene quello che mi aveva dato e ho capito c'è.
Un altro pezzo che mi hai raccontato il fatto che loro erano in tre quel giorno in motorino e qualcuno aveva detto vai avanti tu è vero sì.
Anche lì io sono sempre stata tra virgolette quella mi fido solo di me stessa di conseguenza mi prendo la responsabilità di tutto perché degli altri non mi fido quindi vado avanti io in motorino eravamo in un'isola vicino a dove stavamo e quindi loro mi avevano detto vai avanti tu, io avevo detto vado avanti io e l'unica che si è fatta male sono stata io e quindi anche lì ho capito che se passassi a volte, cosa che ora ho imparato, le scimmie a qualcun altro in senso buono quindi non prenderti tutte le responsabilità a te ma lascia fare un po' anche agli altri eviti i danni.
Tutto questo con un incidente di motorino, cioè lei è venuta totalmente sanguinante, sfasciata, felice come una pasqua perché in una botta ha preso tre lezioni. Questo è un mezzo per svegliarsi, queste sono le sveglie. E' vero anche che stavamo in una condizione in cui stavamo sul pezzo, cioè noi stavamo lì solo per quello, quindi ogni giorno era una lezione, era più semplice da interpretare, c'era un intero gruppo che ti dava una mano per interpretarlo, ti dava supporto, eccetera. Quindi quello che dico sempre è riuscire a svegliarsi e ad avere tutto questo mentre state nel vostro stress quotidiano è più difficile. perché le vostre fonti di stress sono sempre lì che vi tartassano. Riuscire a stare in un ambiente diverso, che non è necessariamente chissà quale, l'importante è che sia fuori dal vostro ambiente di stress. Lì vi diventa più facile stare su voi stessi, dedicarvi a voi stessi. Certo che se poi cambiate ambiente per un mese e state costantemente al telefonino a parlare con quelli che stanno in Italia, non avete risolto niente. Per cui, questo è stato un mezzo, questo è un mezzo per svegliarsi, cioè comprendere che si sta dormendo, comprendere che si si può svegliare, comprendere che la tua parte più profonda riesci ad attirare gli eventi costantemente per fartelo capire. Ovviamente se noi abbiamo come linguaggio la parola, i cani hanno come linguaggio le posture, la nostra anima ha come linguaggio gli eventi. E' un mezzo diverso di capire ma è una lingua anche quella. Nel momento in cui comprendiamo la lingua della nostra anima che non riesce a farsi sentire a volte a parole perché il nostro chiacchiericcio interno la sovrasta. Quindi non riuscendo a capire a parole cosa fa, crea il mondo attorno a noi affinché questo possa accadere. e così è stato, così è stato per lei, ma per tanti altri. Attenzione, queste cose qui sono abbastanza comuni, ma accadono tutti i giorni se noi riuscissimo a vederle. Quindi il mezzo migliore e più concreto è osservate i segnali, interpretateli, chiedetevi qual è il messaggio e regolatevi di conseguenza. Questo è quello che posso dirvi per quanto riguarda questa domanda.
Fatevi le domande se siete felici. Se non siete felici, non siete ancora arrivati in quella fase lì. Soprattutto se non vi rendete conto, cioè se ogni giorno è uno uguale all'altro e non vi rendete neanche conto di non essere felici. Allora lì sei ancora totalmente addormentato. Non è quella là che c'era qua?
No, è per te. Tocca a te adesso.
Ti sei fregato tutti e due?
Devo controllare tutte le urne. Guarda quanto scrivo Nanteo.
Allora gatta presa da un amico con problemi di paura sia verso i due che i quattro zampe dopo quasi cinque anni problema che che tengo sotto controllo solo con l'uso del... consigli, ok.
Stop, penso che sia un telegramma.
Grazie. La molecola di questa sostanza sapete qual è? Lexotan. Ah, Lexotan c'è scritto, scusami, ok, benzodiazepina. Leggevo leiotan e non riuscivo a capire che cosa fosse.
Allora... Scusatemi, è una gatta che sta sotto psicofarmaci, ho capito bene? Sì. Questo è quello che riusciamo a fare noi umani?
Allora, infatti non conoscevo il Leiotam ma forse non esiste il Leiotam. Allora, intanto per chi non lo sa, ma penso che quasi tutti lo sappiate perché l'exotano è un farmaco a utilizzo umano, è una benzodiazepina. Tra l'altro Le benzodiazepine non sono sempre così consigliate, soprattutto nel gatto. Mito da sfatare oppure no, sembra che soprattutto il valium possa creare uno stato di problema acuto al fegato per cui ci può essere una morte di tipo improvviso per quella che si chiama idiosincrasia, cioè l'animale non sopporta quello. Tolto questo, negli studi fatti, le benzodiazepine servono proprio per aumentare la capacità comunicativa dell'animale, cioè la socialità dell'animale con gli esseri viventi. Allora, premesso che va bene, perché comunque permette all'animale di stare un pochino meglio, non si dovrebbe dare nessun tipo di farmaco a meno che non si faccia una terapia comportamentale associata. perché non lo togli più e tra l'altro se lo togli rischi di peggiorare la situazione e poi non faccia più effetto. quindi bisognerebbe lavorare con questo animale nel senso che l'animale diventa più socievole ma nel momento in cui diventa più socievole e tra l'altro i benzodiazepine hanno un altro problema abbastanza serio comunque dovrei premiarlo in modo da consolidare la socialità dell'animale stesso. Qual è il problema delle benzodiazepine negli animali ma anche nell'umano che può essere usato come effetto invece benefico che crea amnesia nell'apprendimento? Quindi le benzodiazepine vanno molto molto molto molto bene nelle fobie da temporale perché l'animale non viene più sensibilizzato oltre a quello che già è stato sensibilizzato al temporale, cioè si deve dimenticare che il temporale gli fa paura. ma non apprende. Quindi il rischio è che togli la benzodiazepina e anche se tu hai fatto una terapia comportamentale, in realtà l'animale non l'apprende. Quindi togli la benzodiazepina e l'animale torna allo stato iniziale. Si possono usare degli altri farmaci e poi lavorarci insieme. Esistono anche, possono valere o non valere, le terapie feroormonali da associare a questi tipi di farmaci. Personalmente io non sono un amante delle benzodiazepine, tranne in quel caso lì, nelle fobie da temporale. però la fobia da temporale, io so che arriva il temporale, gli do il farmaco per quel giorno e basta. Qui si parla di animali che vanno avanti anni con le benzodiazepine e comunque sono tossiche alla fine. Quindi esistono dei farmaci con cui puoi anche lavorare per poi lavorare sul fatto di togliere il farmaco. Lo zilcene è un utraceutico, non è un farmaco, ma va bene su qualcosa di molto blando, anche perché un animale che ha questo tipo di patologia è un animale che probabilmente non è stato socializzato da piccolo.
No, è stato traumatizzato.
Ok, oppure è stato traumatizzato da piccolo. Per cui esistono degli altri farmaci che sono più efficaci perché ci puoi anche lavorare associato a questa cosa qui. Quindi tu fai arrivare l'estraneo, l'animale più socievole, lo fai premiare e vai avanti così.
Tu fai la psicologa dei cani e dei gatti? Psichiatra. Perché puoi dare i medicinali, giusto? Si vede che è una studiata, eh?
Ragazzi, io ho studiato questa roba qui. Quindi sì, si possono fare, bisognerebbe cambiare tipo di farmaco. Grazie.
Questa roba qui, anche in questo caso, se invece del gatto mettiamo un bambino, stiamo dicendo la stessa cosa. Qui socializzazione, paure, eccetera, eccetera.
Su traumi molto grossi, purtroppo, non puoi fare a meno dello psicofarmaco, ma sempre con l'idea di toglierlo. può darsi che si riesca a toglierlo. La benzodiazepina se non è data a un veterinario deve darla a un veterinario, non è il farmaco di prima scelta.
Come può convivere il concetto di reincarnazione vite passate con gli schemi mentali sbagliati?
Aspetta che non ho capito la domanda, io.
Come può convivere il concetto di reincarnazione vite passate con gli schemi mentali sbagliati? Allora, qui ci sono... c'è un presupposto infinito che ci siano degli schemi mentali sbagliati. Oggi abbiamo... una delle nostre slide era la natura è perfetta. Nel momento in cui ragioniamo su questo, la parola schemi mentali sbagliati cessa di esistere. In realtà, qual è una delle prime cose che loro hanno imparato il primo giorno, e che tra l'altro è stato pubblicato sul primo modulo di PNL che trovate online su PNLgratis, ovvero il presupposto della comunicazione che dice la mente, la parte in cosa, la parte più profonda, fa sempre la cosa migliore per te nel momento in cui sta per quello che sa il che vuol dire che nel momento in cui genera uno schema in quel momento quello è l'unico schema possibile il migliore per quello che sa in quel momento quindi per le sue conoscenze nel momento in cui si trova quindi nel momento in cui lo schema è creato è perfetto così poi noi cresciamo lo schema magari viene creato a due anni, noi arriviamo a 40 e diciamo questo schema mi dà fastidio ma non è sbagliato, non è più funzionale, è diverso quindi già si dovrebbe eliminare il concetto di siamo sbagliati cioè non c'è niente di sbagliato in noi, ci può essere qualcosa nato tanto tempo fa che oggi non è più funzionale ma non è sbagliato. Per cui noi da quando siamo piccoli impariamo migliaia di schemi, uno dei tanti schemi è la parola. Noi impariamo a parlare ed è qualcosa che noi apprendiamo in un determinato momento, o comunque in un momento più allungato, che ci servirà per tutta la vita. E' uno schema giusto o sbagliato? E' uno schema. Impariamo a camminare, anche quello è un apprendimento, e via. Quando apprendiamo qualcosa di diverso, che potrebbe non essere funzionale, ad esempio, mio papà non... non so, faccio qualcosa per lui e lui non mi gratifica, non mi riconosce che ho fatto una cosa bella per lui, ok? il bambino ha due anni, magari per il semplice fatto che ha fatto un disegno bellissimo e quando arriva il babbo che stava girato per i suoi cavoli lo prende, ah sì, bello, va bene e non lo guarda neanche, in quel momento, quando il bambino ha una mente di due anni, quindi non è che chissà quante cose ha, si rende conto e dice mio padre non mi accetta, oppure mio padre non riconosce quello che faccio, non mi riconosce che ho fatto questo, ho fatto questo, mi sono impegnato tutto il giorno e non sono stato riconosciuto, oppure, peggio ancora, mio padre non mi accetta come persona, non mi ama, per una minchiata di un disegno, attenzione, ma per un bambino quel disegno era il mondo, perché ci ha messo tutto il giorno, perché l'ha voluto fare, perché lì sopra finalmente sono riuscito a disegnare mio babbo con gli occhi azzurri e sono sicuro che gli piacerà. Il babbo lo vede, gli gira le balle e lo butta via. Ma non per il disegno, per i suoi cavoli. Il bimbo vede e dice mio padre non apprezza quello che ho fatto per lui tutto il giorno. E si crea un mondo dentro, si crea uno schema. In quel momento può essere funzionale perché il bimbo deve allontanarsi dalla paura magari di non essere amato o di chissà quale altra cosa. In genere sono paura di abbandono, tradimento, rifiuto, tutte quelle solite paure che creiamo. O peggio ancora, mia mamma non mi si fila mai tranne quando mi ammalo. E quindi il bambino crea lo schema malattia uguale coccole. è un po' come gli animali, è né più né meno, cambiamo gli soggetti ma è la stessa cosa. Quindi uno schema del genere è funzionale. Se io voglio le attenzioni, mi devo ammalare. Quindi a tre anni imparo questo. E rimane là. Non è che qualcuno lo va a cambiare. Esattamente come è rimasto là l'apprendimento della parola, l'apprendimento della camminata e tanti altri apprendimenti. Quindi noi, a mano a mano che viviamo, creiamo quello che è giusto per noi in quell'istante, per quello che sappiamo. Dopo, determinati comportamenti possono essere funzionali, determinati altri possono essere limitanti. I comportamenti limitanti, quindi non funzionali per quello che dobbiamo fare, possiamo andarceli a cambiare. Ma attenzione, togliamoci dalla testa la parola sbagliato. Cioè non c'è nulla di sbagliato in noi. Ci può essere qualcosa di non funzionale al momento. La domanda era tra l'altro come può convivere il concetto di reincarnazione videopassate con gli schemi mentali sbagliati, quindi adesso cambierei la parola sbagliati con gli schemi mentali non funzionali. Come può convivere? Perfettamente. Nel senso che a volte questi schemi che oggi potrebbero non essere funzionali, potrebbero non essere stati creati in questa vita. potrebbero essere stati generati in vite passate. È raro, ma non è neanche rarissimo. Quando si lavora sulle vite passate, noi l'abbiamo fatto a Milano, lo rifaremo a Cagliari tra breve, e chi l'ha fatto con noi lo sa, si scopre che andando indietro nel tempo, alcuni schemi che noi abbiamo in questa vita, in realtà ce li stiamo portando dietro da più vite. Questo cosa vuol dire? Che per il concetto di missione di cui parlavamo prima, se non Riusciamo a comprendere qual è la nostra lezione in questa vita. Nella prossima i maestri saranno peggiori. Quindi il concetto di maestro, di evento, di sveglie, quindi proprio di schiaffo in faccia, se in questa vita non basta, nella prossima o in qualcuna delle prossime dovremo riviverlo, cioè dovremo riviverci la stessa lezione in maniera ancora più potente. Quindi abbastanza tipico, e questo è il bello delle vite passate, che mi ha aperto davvero un mondo, comprendere come andando indietro nel tempo lo schema non si ripete solo in questa vita, ma in più vite e questo ci fa comprendere come le cose vanno in una sorta di continuo. Ricordiamoci che per la nostra anima il tempo non esiste, cioè che ci metti una vita per comprendere il tradimento, per comprendere qualcos'altro, o che ce ne metti dieci, alla nostra anima ce ne può fregà de meno, quindi in questo concetto il convive perfettamente gli schemi mentali non funzionali potrebbero essere stati generati per la prima volta non in questa vita e quindi avremo un continuo temporale se volete comprendere meglio questo concetto due firme che vi consiglio uno è Claude Atlas capolavoro dei fratelli Wachowski, gli stessi che hanno fatto Matrix, e l'altro è Nosso Larra, che è Nosso Larra e Nostra Dimora, è un film fatto, quindi preso da uno dei libri di Cico Xavier, uno dei più grandi psicografi, quindi canalizzatori del mondo, questo personaggio tra l'altro vi consiglio di vedere il documentario su di lui perché è particolare, questo personaggio sin da piccolo ha iniziato a canalizzare una certa entità se così si può dire che è stato il suo mentore in qualche modo questo tizio ha scritto qualcosa come 350 libri e non ha mai voluto un centesimo di diritti d'autore perché dicevano io ho scritto io, io ho solo usato la penna ma canalizzavo questo ed è stato questo personaggio che mi ha detto tutto questo molte delle sue cose e soprattutto quello che viene detto in Nossolar è abbastanza veritiero tanto per darvi un'idea la prima scena inizia con questo personaggio che è un tizio, un medico estremamente egoico tutto bello composo lui che proprio da medico e da chirurgo muore sotto i ferri e finisce in una sorta di limbo limbo dove tutti gli vanno contro e dove tutte queste anime lui si ritrova in questa cosa sporca di fango e lui si ritrova lì e tutti che gli dicono suicida, suicida, suicida e gli dici come suicida? ma io sono morto sotto i ferri che suicida sono? mica mi sono ammazzato io capirà dopo che in realtà la sua vita e i suoi comportamenti in vita l'hanno portato ad ammazzarsi cioè lui si è suicidato grazie a quello che ha fatto nella sua vita quindi ha pagato in qualche modo cioè non avendo capito quello che doveva capire era come se si fosse suicidato un po' come quando ci arriva una malattia perché ci deve far capire determinate cose oggi c'era... dove la ragazza c'è ancora? è andata via? Oggi c'è una ragazza che ha dato la sua esperienza bellissima, tra l'altro che, se non ricordo male, erano quattro figli e due di loro, la prima e la quarta, avevano un gene particolare mutante, o credo fosse mutante o qualcosa del genere, che portava alla SLA, alla sclerosi multipla, giusto? Quindi si è ritrovata un giorno di fronte ai medici che le hanno detto guarda è un gene mutante, non ci sono santi, devi morire. Quindi goditi la vita per quello che te rimane. La stessa cosa è successa alla sorella. Prima o poi devi morire. C'è questo, quando parte questo gene non ci sono santi. Bene, lei cosa ha fatto? Visto che doveva morire, ha cambiato completamente vita. Ha lasciato il lavoro, ha lasciato il fidanzato, ha cambiato tutto. Ha cambiato tutto e magicamente, dopo un anno credo, se non ricordo male, l'hanno richiamata dicendole i medici, dicendo guarda, noi non sappiamo come possa essere successo, ma a quanto pare questo gene è scompasso dal tuo DNA. Normalmente in medicina è difficile che un gene se ne vada per i cavoli suoi, ma dalla mia catena del DNA io oggi me ne vado. Per lei è successo, non l'hanno ancora capito come l'hanno fatto, però è successo. La sorella, a quanto pare, che invece di reagire si è arresa, inizia ad avere tutti i vari scompensi della SLA lei è rimasto e comincia ad avere delle problematiche di vario genere tipiche della malattia. Quindi, la malattia o un evento del genere può o far rimbalzare, quindi o ti fa cambiare totalmente vita oppure ti fa arrendere. E in quel caso fai un altro giro e vai avanti. le vite passate vanno benissimo in questo caso convivono perfettamente perché ripeto determinati schemi mentali non funzionali oggi potevano essere funzionali ieri e ricordiamoci sono funzionali al fatto che dobbiamo comprenderli e risolverli ricordiamoci il concetto di funzionale o non funzionale è come dire io mi sono iscritto all'università ma l'esame di matematica non mi piace ed è sbagliato, l'esame di fisica è giusto. No, sono tutti esami che vi servono per la vostra vita, li dovrete fare prima o poi. Non è che potete fare l'università dicendo no, la matematica non mi piace, io non la faccio, per me è sbagliato, a me frega niente. Ho capito, non lo farete in questa vita, non vi preoccupate che la prossima la matematica ve la trovate, due insegnanti di matematica come genitori vi trovate. state tranquilli, e così funziona di vita in vita. Quindi guardatevi questi due film, Claude Atlas e Nossolar, e vi farete un'idea un po' più... Nossolar. Ah, Claude Atlas e Atlante delle nuvole. Claude come C-L-O-U-D. Claude come nuvole. Atlas, Atlante delle nuvole. Claude Atlas dovete vederlo 3-4 volte per iniziare a capirlo. Infatti ha avuto pochissimo successo, loro lo sapevano, l'avranno capito in dieci. Ah, tra l'altro, non c'entra niente, ma visto che stiamo parlando di film, sta uscendo adesso, noi l'abbiamo visto sei mesi fa, ma va bene? No, due mesi fa l'abbiamo visto, ma andatevi a vedere Inside Out. un capolavoro. Sembra ci siano vent'anni di studi di psicologia dietro quel film. Io l'ho preso più di una volta esempio perché alcune cose sono perfette, fanno proprio capire determinate logiche. E' un cartone animato, è bello che finalmente fanno entrare queste cose ai bambini, ci vuole e guardatelo, perché guardatelo con attenzione. Cico, C-H-I-C-O, Xavier, X-A, tipo Xavier come quello degli X-Men.
Ok?
Bene! Ho risposto? Sì? A chi tocca?
Non è che tu peschi i tuoi.
E peschi i miei e peschi... No, io devo pescare i tuoi.
Sì, e peschi pure i tuoi, però...
No, era quello dell'altra volta. Ma quanta roba c'è scritto qui? Tu hai tutte le domande in chilometro.
Ho da anni diversi gatti che convivono, alcuni già morti per leucemia. Quasi tutti non vanno d'accordo, si menano proprio. Ok, c'è un sistema che può aiutare la convivenza? Qui sono veramente cavoli acidi. Allora, secondo determinate teorie, nello specifico Pagiat, che è il capostipite della scuola francese, dice che 4 gatti, c'è già un sovraffollamento di numero 4 gatti per 100 metri quadri pur vivendo anche all'esterno se i campi di isolamento e di alimentazione sono all'interno della struttura dei 100 metri quadri. Questo cosa vuol dire, ve lo traduco, cioè quello che si chiama stress da convivenza che era quello che dicevamo anche noi, cioè non possiamo obbligare gli animali a vivere insieme se non sono compatibili. Si può fare qualcosa? Sì, i risultati possono essere più o meno validi come più o meno scadenti. Sicuramente una delle cose che bisogna fare è aumentare tutte le risorse, quindi più punti d'acqua, più punti di cibo, possibilmente in altezza perché i gatti sono esseri tridimensionali e non bidimensionali come il cane. Molti posti in altezza. possibilmente posti in altezza anche chiusi perché l'animale, il gatto ama normalmente controllare gli altri pensando di non essere visto per cui ci vorrebbero dei posti in altezza dove loro pensano che nessuno sa che loro siano lì aumentare il numero di lettiere e soprattutto se è possibile fare scaricare tutte le energie più possibili quindi tantissimi giochi di predatorio, topini, le palle pazze che struppalazzano cose di questo genere tolto il fatto che non è detto che poi possano convivere questo è un problema molti autori consigliano gli psicofarmaci su questo discorso della convivenza se non ci sono alternative, perché non so chi darli e buttarli in una strada, però sono abbastanza combattuta del fatto che si debba dare un farmaco per obbligare a far vivere bene due animali che normalmente non sono compatibili. E' anche vero che ci sono stati casi di risoluzione tenendo lo psicofarmaco per un certo periodo, facendo un lavoro di socializzazione, c'è un lavoro abbastanza pesante perché li devi far avvicinare, premiarli se non danno segnali di stress e compagnia bella, lì bisogna vedere. Tolto il fatto che se ci sono delle scaramucce, si chiamano scaramucce ma se le danno veramente in santa ragione e possono avere dei danni anche grossi, diventa difficile riuscire a ottenere dei risultati. Vi dico un'altra cosa sui cani, che avevano uno stress da convivenza simile, io sono andata a vedere sette Yorkshire, tutti assieme, e a un certo punto c'era un casino lì dentro, perché c'era quello che andava d'accordo con quello che non andava d'accordo con quello, quell'altro che andava d'accordo con quello di prima ma non andava d'accordo quindi non potevi farli stare tutte e tre, gli altri non potevi farli stare assieme, quindi dovevi liberarne due, poi toglievi uno, lo mettevi con gli altri due, eccetera. Quello che avevo notato è che c'era uno che era un elemento estremamente pesante per tutto il branco, ho detto secondo me dovreste fare allora, dovete portare fuori tutti i cani ma i cani sono fobici quindi dovete abituarli a farli uscire, poi dovete farli uscire due per volta, poi dovete rientrare con quelli eccetera eccetera, oppure gli avevo detto secondo me se togliete questo cane che è il problematico E loro mi hanno detto assolutamente no, ho detto va bene, ok allora iniziamo a fare un intervento allucinante perché vuol dire stare anni a cercare di risolvere le dinamiche di sette cani. Al fine mi hanno telefonato dicendo, sai abbiamo pensato di dare il cane problematico a mio padre, risolti tutte le problematiche. Niente farmaci, risolte virgola perché c'erano grossi problemi sotto, però diciamo che l'equilibrio si è ristabilito togliendo l'elemento critico. quindi bisogna vedere se sono tutti che non vanno d'accordo con oppure se è uno che crea casini e tensioni su tutti quanti qui però bisogna andare a fare un'analisi abbastanza strutturata scegli.
Bene questo che è spessissimo io pesco.
Due in due Vuoi dire che io rispondo a una o a due?
O a tre? Allora, ammesso che già si sia a conoscenza riguardo alla malattia perché abbia colpito quell'organo del corpo, come si guarisce?
Vai.
Ormai hai riscritto. Traduci.
La malattia che cos'è legata, cioè se sia una malattia cronica ai polmoni, so che è legata alla tristezza, ho già visto mille video, mille di metamedicina, però prendo coscienza, è la tristezza, prendo coscienza che la mia vita è cambiata, ho fatto percorsi, continuo a farli, non riesco a uscirne. Che cosa devo capire?
Fino a dove sei arrivata? Hai compreso da dove è nata questa tristezza? Quando è stata generata?
Sicuramente dall'infanzia. Esattamente... No. Ho provato anche a chiedere in casa, ma chiaramente mia mamma... Mi avevi le difese immunitarie e basta.
Ma ce l'hai ancora adesso?
Sì, sì, ce l'ho cronica.
Cosa vuol dire? Cioè, che cosa accade concretamente?
Concretamente è che ho tosse perenne.
Hai tosse perenne? Che c'entra la tosse con i polmoni?
Perché la tosse è normalmente un'irritazione delle vie alte, quindi a livello tracheale. Ma ti dico, è partito quando avevo otto anni da un'infezione polmonare all'inizio di tubercolosi. Poi c'è stato uno stop fino al 2001. Nel 2001 ho fatto una bronco polmonite a lenta risoluzione che durato un anno e da lì ho iniziato a fare due polmonite all'anno per una decina di anni. Io ho un'alveolite neutrofila, quindi ho comunque un'infezione cronica, che mi dà congeo e tossisco in continuazione. Attenzione che c'è anche un discorso di neutrofili, quindi del sistema immunitario, non è detto che sia solo tristezza.
Sarebbe bene andare a scavare un pochino. Ti direi, il fatto che tu comunque abbia tosse, la tosse mi dà un segnale in più che ti chiederei come prima domanda, quale rospio ancora stai tenendo in gola? Hai tirato fuori tutto? Hai sistemato tutte le cose che non hai detto?
Ma non solo passi di consapevolezza, devi anche agire.
Cioè il fatto che la consapevolezza ti dice guarda questa cosa va cambiata, sì il fatto che tu hai capito che va cambiata ma non la cambi non ti risolverà il problema. Ricordiamoci che la consapevolezza può voler, come è successo per quella ragazza della malattia, dover mettere in gioco tutto. E se non lo vuoi mettere in gioco, il fatto che tu lo sappia, sei consapevole che lo sai, ma continui a restare lì dentro. Non c'è qualcosa di fondo che non sia ancora mostrato. Andrebbe scavato alla base. Quello che noi normalmente facciamo, in questo caso, va beh, diventa impossibile farlo in strada del genere, però ho deparato tosse tutti i giorni. Come uno sbadiglio. Vai, tossite tutti, un minuto di tosse. Vai, sfogatevi, andiamo alla grande. C'è una tristezza tutta a stadio. Come ho detto, cose che devi ancora dire a tutti quanti che cominciano a tossire. Quanti rospingo l'avete? Eccolo, vai, sì, finiamo il tuo argomento per tutto, dai. Chi ha altri? Chi offre di più? Bellissimo. Quando iniziai a sticare l'inconscio, sono spettacolare. Quello che normalmente ho compreso è che nella mia maniera pigra di lavorare facciamo questo e riuscire ad andare ad arrivare al momento in cui la problematica si è generata, il che potrebbe essere in questa vita gestazione o vita passata, quindi se è una vita passata andiamo a lavorare su una vita passata, se è in questa vita va a lavorare in questa vita, la cosa più semplice, in modo di dire, è arrivata al punto lo spiegavo oggi immaginate che ci rendiamo conto che queste luci sono accese la consapevolezza ci può portare, quindi il primo stadio di consapevolezza ci porta a capire che c'è un bottone da qualche parte che accende queste luci, scopriamo che il bottone è lì dietro quindi noi adesso siamo consapevoli che chiunque preme quel bottone si accende questa luce questo non ci porta a niente se non al fatto che sappiamo che chiunque andrà a toccare quel bottone accenderà questa luce quindi prima se accendevamo le luci non sapevamo quando e perché, sapevamo soltanto che ogni tanto si accendevano delle luci quindi che può essere ogni tanto ci arrabbiamo, siamo male, diventiamo più malati eccetera. Dopo diventiamo consapevoli che questo accade in concomitanza di qualcuno ha premuto qualcosa, quindi qualcosa è risuonata con qualcos'altro. Il passaggio successivo è, presa la consapevolezza di avere uno schema, capire quando e chi ha fatto l'impianto elettrico. Quindi dovremmo andare indietro nel tempo quando questo hotel si è costruito. E dovremmo andare a beccare l'omino che ha tirato quei cavi e dirgli, attenzione, questa cosa qui non mi piace più. Il cavo, invece di tirarmelo da quell'interruttore a questa luce, mi mette un interruttore qua. Che invece di accendermela bianca, me la accende rossa. Allora vado a fare il cambiamento. Se dovessi farlo adesso, a hotel costruito, dovrei smontare, abbattere Mezzasale, ricostruire tutto l'impianto. Diventa molto più facile andare quando Lomino lo stava costruendo e fargli fare il cambio. Metaforicamente parlando, questo vuol dire che se noi andiamo in regressione, ammesso che si possa chiamare regressione, nel momento in cui questo si è generato, che potrebbe essere qualunque cosa, a volte Un problema potrebbe essere preso neanche per qualcosa che abbiamo vissuto noi, ma preso direttamente dalla mamma. Cioè la mamma completamente triste per tutti i 9 mesi di gestazione ci passa la tristezza e noi non sappiamo perché. Magari abbiamo una vita della Madonna ma siamo tristi. Non si capisce perché. Può capitare anche questo. Oppure, a volte capita, e questo mi è capitato spesso su di me quando conoscevo solo la PNL, è che lavoravo su cose mie, continuavo a lavorarci, lavorarci, lavorarci ed erano tutte robe di questa vita e continuavano a risolvere. questo mi è stato risolto nelle vite passate, perché nel momento in cui vai lì a risolvere, cioè scopri che la genesi è lì, lo vai a risolvere lì. Le vite passate possono essere anche utili per malattie, eccetera. Ovviamente, attenzione, non è detto che lo devo risolvere solo nella mia testa. La risoluzione nella mia testa può appunto portarmi a dover fare dei comportamenti nella vita reale che dovranno essere pratici, concreti. Come fare? Ci sono diversi modi, impossibile farlo in una sedata del genere, ma tu sei di Torino? Ok, qui ci sono alcune persone, lei per prima, Stefano e qualcun altro. e qualcun altro che si vuole mettersi a disposizione c'è, per cui puoi sentire loro e magari farti una chiacchierata con loro. Arrivare non è così difficile, poi quando si arriva al punto si va a capire come intervenire. Attenzione però.
Benefici secondari.
Esatto. Attenzione però, perché proprio per il fatto che dicevamo prima che è tutto perfetto nel momento in cui si crea, La prima domanda da farsi è qual è il beneficio secondario. Cioè la prima domanda che si fa a un malato, che io faccio a un malato, che non è carina, però la faccio sempre, è se tu guarissi oggi, cosa accadrebbe? Il che presuppone qualcosa dietro. Quante volte usi la tua malattia come scusa? perché a volte la malattia diventa la tua identità e se vai a togliere la malattia togli un'intera parte di un'identità che magari ti stai portando a dieci anni e poi che gli racconti alla gente tu che sei? Cioè prima sei malato cronico, dopo sei un ex malato cronico? O cos'altro? Attenzione, in questo caso magari per malati cronici non credo sia questo il caso perché bisognerebbe andare a vedere qual è il beneficio secondario, però a volte che ne sono un diabete può avere un enorme beneficio secondario perché quando non voglio fare una cosa ho il diabete, quando la voglio fare oggi sto bene. ne vedo quante ne volete di queste cose qui. Quindi ricordiamoci che c'è sempre un beneficio secondario. Se ricordiamo questo principio che tutto accade per un motivo ben specifico e quando viene creato c'è una perfezione in quell'atto, quando la malattia è nata era perfetta così per il vostro inconscio. Quindi ciò che vi dovreste chiedere è cosa c'era di perfetto allora? Chiediti quando è nata, E che cosa accadeva in quel contesto? Tu hai detto in un periodo ho avuto una tubercolosi. Ricordati in quel contesto, in quel momento cosa accadeva nella tua vita? Com'era il tuo rapporto con i genitori? Che cosa accadeva e come stava? Ok, allora ti direi, chiacchiera con qualcuno di loro perché già se hai molti dettagli diventa ancora più facile. A volte ti serve soltanto qualcuno che da fuori ti unisce i puntini perché da dentro stando negli schemi non li vediamo. Cioè noi è come se stessimo girando come un flusso elettrico all'interno di questo e non riusciamo a vedere lo schema. Esatto, ma questo è abbastanza normale, perché da dentro lo schema tu non lo vedi. Per questo serve il coach, per alcuni versi. Serve per darti quella visione diversa dall'alto al di fuori dei tuoi schemi. Poi ti insegna quello che devi fare e magari te lo fai da sola, se non ti vuole rendere dipendente. E loro di sicuro non ti vogliono rendere dipendente.
Abbiamo altro da fare.
Abbiamo altro da fare, non è il loro lavoro. Quindi questo è il principio di base. Ricordiamo però sempre, io questo continuerò a dirlo e infilarlo nella testa delle persone, non c'è niente di sbagliato nel momento in cui è stato creato. Quindi fosse anche una malattia, chiedetevi in quel momento come quella malattia era la cosa perfetta. Ricordatevi che l'inconscio, se genera una malattia, in quel momento era la cosa migliore per lui, è l'unica soluzione possibile. Spesso e volentieri, tra l'altro, e questo non è un caso, ma forse me lo potrete confermare alcuni di voi, un bambino o comunque qualcuno crea una malattia che conosce, perché sa già come crearla. quanti di voi hanno avuto malattie simili ai propri genitori o conoscete persone che in qualche modo hanno avuto delle malattie che in famiglia si conoscevano? ne avete esperienza? questo perché in qualche modo se io ho mia madre che si è sempre ammalata di, che ne so, gastrite quando non devo andare a scuola mi verrà la gastrite perché so tutti i sintomi ma non lo sta, non sta bleffando, gli sta realmente venendo perché comunque lo sa e sa che anche l'altra persona lo capirà. Quindi ha un doppio vantaggio. Ok? C'è una mano alzata.
Vai, vai. Di che?
Rigidità. Guarda, c'è un personaggio lì dietro che è esperto di colon, lo sa benissimo. Gli hanno staccato un pezzo. Quando... Allora, il colon è la rigidità. Il colon è la rigidità e... appunto il colon e la rigidità, differenza dell'intestino, quindi la parte del colon tra l'altro è estremamente pericoloso, quindi rigidità parliamo di mancanza di flessibilità, che cosa vuol dire mancanza di flessibilità? l'essere incastrati all'interno di paletti troppo stretti vai bene se, non vai bene se Quanto più i nostri genitori, gli animassi o noi stessi ci siamo incastrati all'interno di paletti troppo rigidi, tanto più il colon potrà essere attaccato. Il colon può fare davvero male, cioè si può morire del colon. Quindi la rigidità tocca il colon, il lasciare andare tocca le altre parti dell'intestino, poi dipende dalle parti dell'intestino. Però il colon lo specifico e la rigidità.
Quindi una scimmia stitica da 18 anni.
Potrebbe essere... Stitica dipende se è colon e se non è qualcos'altro. Se mi parli di colon è rigidità, se mi parli di intestino è un altro, se mi parli di retto è un altro. Comunque ragazzi per queste cose è metamedicina, ogni sintomo un messaggio è la Bibbia.
Per quanto riguarda te non c'è solo il discorso del polmone, ma c'è anche il discorso che tu dicevi al veolite neutrofilica. Devi anche guardare quello che riguarda il sistema immunitario. perché c'è il combattere contro qualche cosa, in qualche modo. Quindi ci sono vari aspetti, non c'è solo l'organo ma c'è anche il sistema immunitario che sono un'altra parte da tenere in considerazione come sintomatologia di una problematica sottostante.
Lavorateci. Potrei, prima di riportare un'attualizzazione. Io ho sentito in uno dei tuoi video che, oltre al discorso sulla malattia così come l'hai legato adesso, ho pubblicato ieri, per chi si vede su youtube, ho pubblicato tempo fa L'esperimento del riso di Masaru Emoto. Non so se l'avete visto. Sette minuti di video fatto in Thailandia qualche mese fa dove mostro come le semplici parole e intenzioni positive e negative possono completamente cambiare la struttura molecolare dell'acqua del riso e quindi cambiare totalmente il suo modo di andare a male, per così dire. Questo cosa vuol dire? Che i nostri pensieri e le nostre parole possono in qualche modo influenzare. Ma è lo stesso discorso che dicevamo prima. Tu mi stai parlando di persone esterne? Ok, di influenze esterne. Allora, che i nostri pensieri e le nostre parole, per cui sono costantemente rigido, mi ammalo perché è vero che la mia intenzione va a influenzare la mia acqua interiore, ma va anche a influenzare l'organo specifico, quindi ammuffisce quell'organo. Da persone esterne, Sì, è abbastanza complesso, per quello che ne so, ormai sappiamo, e anche qui consiglio i libri di Lynn McTaggart sulla scienza dell'intenzione, sul potere delle intenzioni in genere, un'intenzione nostra di guarigione può aiutare, un'intenzione nostra di malattia può danneggiare. E' quello che si fa con i riti voodoo. Attenzione, non è una cosa così immediata. Così come è difficile guarire, è difficile ammalare. E' vero anche che ci sono persone che possono essere particolarmente brave in questo e possono in qualche modo danneggiare. Per la mia esperienza personale, ma è dura, Prima di tutto, affinché qualcosa del genere possa attaccarsi, cioè quindi possa avere influenza negativa su di noi, noi dobbiamo avere delle porte aperte. Porte aperte vuol dire che già noi siamo predisposti perché già nutriamo emozioni di base estremamente potenti, quindi già abbiamo dentro di noi rabbia, paura, sensi di colpa, eccetera. Se noi stiamo in equilibrio, come si dice a Roma, ci rimbalzano, ok? e già questo è un pezzo avanti quindi se riusciamo a stare noi in equilibrio quindi più noi ci ripuliamo più gli altri ci sciolano, più impariamo a farci sciolare cose addosso non è soltanto quello che ci capita ma anche quello che ci arriva. L'altra cosa che può accadere è che noi siamo predisposti e qualcuno da lontano può, ad esempio, nutrire un'invidia costante per anni, per tanto te, cioè questo vuol dire che non c'è niente da fare alla vita e pensa soltanto a te e ti invidia, ok? Il che è già abbastanza improbabile, però nel caso in cui qualcuno si mettesse proprio d'impegno, cioè lo prendesse proprio come missione della sua vita, io a quello lì lo devo distrugge, ce la dà il suo karma, quello è il problema suo, potrebbe danneggiare, cioè potrebbe in qualche modo aiutare il decorso di qualche malattia, oppure addirittura indebolirti, ok? Addirittura in alcuni casi la vera e propria malattia potrebbe prendere una sua identità. cioè è come se avessimo qualcosa di diverso dentro di noi, addirittura l'organo malato potrebbe diventare una vera e propria identità che ha un suo ego. Capita raramente, però è capitato. Ma ripeto, stiamo parlando di casi allucinanti, cioè gente davvero che non è che gli ha fatto la fattura cocolliva, cioè la fattura dei dieci minuti, cioè vuol dire di gente che ha davvero il pensiero fisso, fisso, fisso, fisso, devi morire, devi morire, devi morire, devi morire per anni. che è abbastanza improbabile. Però, per carità, è vero che... può succedere, attenzione. Ci sono davvero persone che in alcuni casi è capitato per cui si deve andare... Comunque rimane il fatto che nel momento in cui tu ti ripulisci dalle tue problematiche, dalle tue lezioni, ed evolvi, questa tua evoluzione ti permette di schermarti da tutto. Per cui la tua... cioè tu stai talmente tanto in un equilibrio e una coerenza che non ti può attaccare niente. cioè, il concetto è loro per attaccarmi devono in qualche modo inviare un'energia negativa e io devo poter essere un assorbitore di energia, una sorta di satellite come la luna che l'assorbe ma se io divento una stella, l'altra stella non mi tocca perché io ho la mia di luce quindi sono io che emetto la luce agli altri, non assorbo la luce degli altri quindi diventate stelle voi stessi e siate voi a illuminare gli altri e chiunque altro cercherà di toccarvi vi farà il solletico, non potrà neanche avvicinarsi.
C'è un'altra cosa da dire. che comunque poi alla fine è tutta gente che sta veramente male perché se poi quello che vuole creare un problema a te ti odia, ti detesta o vuole farti del male alla fine è gente che ha problemi di fegato, di reni o di cose di questo genere quindi alla fine il non lasciare andare e cercare di creare un qualcosa di negativo nei confronti di un'altra persona, alla fine l'altra persona se cresce sta bene e quello che continua a mandarti intenzioni negative alla fine ha tutte le problematiche del mondo e quindi continua a stare a avere sempre più dolore a tutti i livelli, problematiche a tutti i livelli, quindi alla fine è autodistruttivo.
Certo, grazie. Che volete? Ultima domanda. Ragazzi mi fiatto piangere, se scelgo, ah no vabbè non sceglierò.
Cosa scegli?
Che ne so, vabbè.
Allora, ho letto coma e invece era come? Come non umanizzare gli animali, quindi non fargli vivere emozioni e stress come noi. Allora, questo è la grossa puntocardine di quello che è la medicina comportamentale o quello che in teoria dovrebbe essere.
Posso dare una risposta?
Yes.
Non avendo animali.
No, vabbè, ok. Purtroppo però il discorso è che chi li ha non li può abbandonare perché così non ha più animale. Allora il discorso è imparate, cioè imparate perché l'animale vive bene se io gli faccio fare il più possibile l'animale e non se gli faccio fare l'umano. Quindi il cane ha bisogno, questa è una grossissima diatriba con gli animalisti, il cane la caccia allora lasciamo perdere la caccia quella umana col fucile eccetera eccetera ma l'animale è nato per cacciare poi non beccherà mai niente cioè i miei cani hanno preso il mio cane vabbè comunque i miei cani quelli che erano i miei cani hanno preso ogni tanto un coniglietto ma è successo che in cinque anni cinque cani hanno preso due fagiani di quelli di allevamento ma ragazzi non volano purtroppo così non ce l'aspettavamo due conigli e uno scoiattolo Ok, però io li ho sempre lasciati liberi, qui lo dico, qui lo nego perché purtroppo non si possono lasciare i cani liberi, però devo fargli fare la loro vita e cosa vuol dire? Parlavamo con qualcuno e ho la febbre, piove, nevica, c'è il temporale, ci sono meno 10 gradi, si esce. Ho voluto il cane?
Sì.
Si prende, si esce. Il cane devo uscire si deve vedere quant'è il benessere dell'animale perché un border collie deve fare magari 2-3 ore di attività al giorno, un Yorkshire magari ne fa mezz'ora, tre quarti d'ora quello che è il loro benessere è che gli faccio fare l'animale quello che la gente ogni tanto rimane sconvolta da quello che faccio io è che quando io portavo fuori i miei animali adesso è rimasta solo Wiki cioè io la porto fuori e Wiki sparisce Dopo un'ora e mezza io mi faccio due chilometri, ogni tanto comparo all'orizzonte, quando è ora di tornare fischio e lei torna. Non la chiamo. Non la chiamo perché per me l'animale in quell'ora il mio tempo è dedicato al suo benessere. Quindi lei va, gira, caccia, va nell'acqua, torna, va dall'altra parte del fiume, torna, rischia di annegare, poi torna, eccetera. Fa tutto il casino che vuole. Quando io ho iniziato a conoscere Daniele ai primi tempi dicevo io faccio servizio taxi per i miei cani. Ed era vero, loro scendevano, uno andava a destra, uno a sinistra, vabbè, premetto in mezzo ai campi, non ci sono macchine, non c'è niente a distanza di chilometri e io quando arrivavo un'ora e mezza, uno tornava, l'altro tornava, l'altro tornava, gli ultimi arrivati fischiavo e loro tornavano. Quindi non umanizzare vuol dire sapere qual è il loro repertorio comportamentale, quindi Il gatto deve cacciare? Il gatto deve cacciare, è nato per fare quello. Che a me la caccia sia, io sia d'accordo o io non sia d'accordo non è un problema di giusto o sbagliato. L'animale è nato per far quello, se devo soddisfare il suo benessere è quello. Immaginate voi non potete uscire. Il gatto non gli interessa guardare la televisione, non gli interessa leggere un libro, non gli interessa giocare ai videogiochi, quindi è come se io vi mettessi dentro una casa e vi dico ok televisione no, libri no, telefono no, computer no eccetera eccetera e voi cosa fareste tutto il giorno? quindi devo fare quello che è più possibile vicino alla loro natura, non alla nostra natura. C'è il Cailo Yorkshire, il pincher ha bisogno del capottino, sì il pincher è un animale a pelo raso, ha bisogno del capottino, però non è che se fa freddo il pincher non deve uscire, si ficca un capottino ed esce, perché comunque il pincher è un cane, un chihuahua ha le stesse necessità di un San Bernardo, la testa è uguale. Poi magari San Bernardo vive meglio in montagna, magari lasciamovi il pincher non portate le montagne perché muore anche col cappottino di freddo però devo fare quello e soprattutto anche cani di piccola taglia non dovrebbero stare in braccio dovrebbero essere trattati come dei cani di grossa taglia quindi lo stare in braccio essere abbracciati un bisogno che abbiamo noi hanno i primati ma non hanno i cani i cani non amano essere normalmente abbracciati Un cane che mette le zampe sopra le spalle del proprietario non è un bel segnale, non è un segnale d'affetto. Il 90% delle volte è un comportamento che gli abbiamo insegnato noi e quindi gratifica noi il cane l'ha preso, ma mettere le zampe qua sopra e leccare assistentemente il volto io inizierei a farmi qualche problema e qualche dubbio.
Segnale di dominanza.
Segnali di dominanza e anche con una certa sorta di aggressività ci sono dei cani che dopo questo passo se tu provi a mettere a comando e fargli fare qualcosa che non gli piace poi magari ti mordono quindi diciamo che qualunque sia l'animale devo studiare qual è il suo repertorio comportamentale e cercare di metterlo il più possibile nello stato naturale che ha bisogno di avere.
Una cosa che mi preme dire, che ne approfitto ogni volta per dirlo, perché l'incontro con lei mi ha aperto un mondo sugli animali e io sinceramente… Ah, il ed motivo.
È per cui noi risolviamo i problemi comportamentali, cioè la prima tecnica in qualunque problema comportamentale è cercare di rimettere l'animale in uno stato più naturale possibile, base di tutto.
Il che ho scoperto che in Italia è praticamente impossibile, cioè da quello che ho compreso e non lo sapevo, a meno che non sei nell'illegalità, che in Italia per amore abbiamo sottomesso l'intera razza, per amore, cioè i cani non possono più girare liberi, non possono più stare senza guinsaglio, non possono più stare senza microchip per lecce. per legge, cioè noi prendiamo per amore un'intera razza e la sottomettiamo a noi e quando lei mi ha detto la maggior parte dei clienti quando veniva da noi per la riabilitazione cosa ti chiedeva che dovevano fare i cani?
Il cane deve ubbidire.
Deve ubbidire, cioè tu prendi un animale affinché ti ubbidisca cioè vuoi sottomettere una specie, visto che non ci riesci con tua moglie, con i tuoi figli, con il tuo marito e con tutti i tuoi dipendenti, oppure te sottomettono a te dalla mattina alla sera, almeno fatemi scaricare, sottometto un cane.
E quante urla questi cani che devono obbedire, cioè anche lì il discorso seduto, queste urlate di seduto, seduto, seduto, ma poi gli chiedi ma scusa perché gli stai chiedendo il seduto? Cioè io chiedo il seduto al cane per me. prima della ciotola perché deve stare tranquillo per ficargli un collare, un guinzaglio per portarlo fuori. Tu chiedi al proprietario, perché hai richiamato il cane, perché li hai fatto fare seduto? Così. Non c'è un motivo. Cioè, pensa se io a voi dicessi, che ne so, aprimi la porta, hai aperto la porta, tu pensi che io debba oltrepassare la porta, io ti guardo, ok. Tu mi dici, scusa, perché mi hai fatto aprire la porta? Non c'è un perché. Mi divertiva il fatto che tu mi aprissi la porta, quindi apri, chiudi, chiudi, apri, apri, chiudi. C'è tantissimi comportamenti che pretendiamo dai nostri animali, in realtà non servono. Cioè, chiami il cane, ok? L'hai richiamato, il cane è arrivato, ti guarda, poi non funziona il richiamo, ok? Il cane ti guarda, ok, non lo premi, non gli dici niente, è arrivato, punto. Il cane ti guarda una volta, ti guarda due, poi gli dici scusa, ma che... Cioè, è come se io ti dicessi, Daniele, dopo due minuti, Dani? e in realtà lui mi dice che cosa vuoi che io intendo?
Ho questa idea ma o poco ci manca grazie, che interesse ho no, se non l'hai fatto però il cane si rende conto che andare lì non è funzionale e non lo fa più abbiamo imparato che gli animali non fanno le cose non funzionali gli umani sì quindi ok, andiamo avanti Alè, che ore sono?
Se continuo a prenderne due sono due.
Ah perché c'è, aspetta, c'era questa in attesa. Non va, c'abbiamo già quello di dopo. Come superare l'esame senso di colpa su cosa bisogna lavorare sul senso di colpa? Allora, come superare l'esame senso di colpa su cosa bisogna lavorare sul senso di colpa? qui è già intrinseca la risposta come farlo esattamente come abbiamo detto prima andare a comprendere lo schema e andare a smuovere quello schema una cosa che aggiungo a quel discorso di prima a volte trovare la nascita di uno schema non basta perché questo si può intrecciare con molti altri ed è per questo il motivo che non concepisco io non faccio coaching private di una sessione non avrebbe senso, perché tanto parte già un'ora, un'ora e mezza, loro lo sanno quando si comincia a lavorare, si sa quando si inizia, si sa quando finisce. ma soprattutto quando smuovi qualcosa te ne viene fuori un'altra, quindi è una sorta di dedalo, di bosco con delle radici sotterranee che si incastrano tra tante cose. Ecco perché il consiglio di fare un po' di tempo stando sul pezzo, cioè stando lì a lavorare, perché ogni cosa che viene fuori viene lavorata, ogni cosa che viene fuori viene smontata, in quell'istante non si aspetta troppo tempo. Quindi non è un intervento unico, è qualcosa che deve essere fatta in maniera drastica. È un po' come dire, io ho un bosco da 10.000 metri quadri, lo voglio ripulire, voglio piantare delle margherite, e allora oggi tiro via un albero, il prossimo fra un mese. Ma quello nel frattempo è ricresciuto, cioè comincia a ricrescere qualcos'altro, quindi il germoglio riviene fuori. Quando ho finito dall'altra parte, qui si è già ricreato tutto, Ed è questo una delle cose che ho compreso in questi anni e per cui ho loro stressato tutti i giorni ancora oggi. Deborah mi diceva adesso che ci siamo rivisti stiamo due giorni assieme e dobbiamo finire delle cose che abbiamo compreso in questi giorni, quindi sali subito a lavorarci. Ed è questo l'atteggiamento da prendere. Io ho lavorato per tanti anni su me stesso, avevo tecniche diverse, molto più lente però ancora oggi nel caso in cui mi venisse fuori qualcosa che mi desse fastidio non passa la nottata, non sto lì a menarmela per mesi quindi bisognerebbe entrare proprio... dovremmo dedicare a noi stessi lo stesso tempo che dedichiamo alla televisione, al lavoro e a tante altre cose Dedicare tempo a noi stessi vorrebbe dire, quindi alla nostra mente, alla nostra crescita, tanto tempo. Se noi dedichiamo sei giorni a settimana al nostro lavoro, se invece che del nostro lavoro vi guadagni a quattro soldi e farci sfruttare per una missione di qualcun altro, per gli obiettivi di qualcun altro, lavorassimo su noi stessi, allora potremmo avere dei risultati molto più potenti perché stiamo sul pezzo, non siamo distratti, stiamo lì. Lo so che non è facile. Infatti la Thailandia nasceva per questo, ma qualunque altro posto, perché potrebbero essere altri un giorno, ma è proprio il concetto di dedicare tempo esclusivamente a noi stessi. Cioè quel tempo viene dedicato esclusivamente alla nostra crescita e al nostro miglioramento. Vai. Senti, sono d'accordo su tutto ovviamente, però c'è un però. C'è sempre un però.
Però c'è un però, è bellissimo.
Da soli non è facile, sta diventando complicato. Ci sono dei limiti? Io ti dico, per quanto mi riguarda, le uniche persone oggi che hanno avuto una preparazione sono i ragazzi che sono stati con noi in Telandia 2-3 mesi, quindi loro hanno un'esperienza di 2-3 mesi. Non hanno l'esperienza di 20 anni, ma la loro esperienza di 2-3 mesi ti posso garantire che per alcuni versi è ben oltre buona parte della gente che c'è in giro. Loro non lo fanno per lavoro, io consiglio sempre loro di fare quanta più esperienza possibile per un motivo semplice, perché crescono anche loro. La mia maggiore crescita, e questa è una cosa che consiglio, me ne stavo rendendo conto proprio ieri, oltre a avere un coach, uno dei mezzi migliori per crescere è diventarlo un coach. perché la maggior parte delle mie problematiche non le ho risolte quando io lavoravo su me stesso, quando qualcuno lavorava su di me, ma quando io lavoravo sugli altri, perché le mie barriere erano abbassate. guarda caso in base alla legge d'attrazione, alla legge di risonanza, tiri tutte le persone che hanno i tuoi stessi problemi quindi cosa faccio? Io sono dedicato a risolvere la cosa a lui, quindi non sto pensando che quello risuona con me io sono sul pezzo, sto su di lui, sono dedicato totalmente a lui e sono uno strumento nelle sue mani. Dopo che hai finito con lui ti rendi conto che tu gliel'hai fatto su di te e che quello che hai fatto a lui era per te, era per lui per te. Cioè, è cambiato tutto, però mi rendo conto che mi serve... le cose mi arrivano più adesso che sono io che insegno... Ovvio, ovvio, e questa è la cosa spettacolare, non solo, ma nel momento in cui voi vi mettete al servizio degli altri, che cosa accade? Che iniziate ad avere un'esperienza maggiore. Quando avete un'esperienza maggiore, avete una maggiore casistica, avete una maggiore velocità, cioè dopo un po' vi diventa semplice vedere uno schema, vedere una cosa di una persona, perché bene o male sono sempre gli stessi, bene o male siamo incastrati in 5-6 macro schemi che sono sempre quelli. Quindi più lavorate sugli altri, più vi rendete conto di come funzionano le cose. Più esperienza avete, più diventa facile per voi. E una cosa che ho notato, e che un giorno spero ci arriverai anche tu, Mentre prima io avevo il bisogno di lavorare sulla gente, me li andavo a cercare. Cioè, serate come queste, diciamo, vabbè ragazzi, finiamo alle dieci e mezza, io se volete fino a mezzanotte sono libero. Chi vuole fare qualcosa, me li andavo a cercare. Perché? Perché dovevo risolvermi roba mia. Quindi io sapevo che più mi mettevo a disposizione degli altri, più risolvevo per me. Oggi, che da circa un anno sto tranquillo e beato, io non me li cerco più, cioè se è estremamente necessario ti faccio una goccia in prima, nel senso che stai morendo e allora sì, ma se mi chiedi guarda mi ha lasciato il ragazzo, sto male, guardati un video, cioè o faccio altro, non me li vado più a cercare, perché non ne ho più bisogno, Quindi quando comprendi, almeno questo è successo per me, quando mi sono risolto tante cose non ho avuto più il bisogno di dover lavorare sugli altri. Per carità, lo faccio, ma se necessario, non per bisogno. Non ti preoccupare, fai quello che ho fatto io. Ricorda che c'è una cosa di base, qualunque cosa farete avrete gente che vi giudicherà, quindi non c'è un modo per fare qualcosa di giusto o sbagliato, ci sarà sempre qualcosa che andrà bene a qualcuno e che andrà male all'altro, quindi è inutile cercare di essere perfetti per tutti.
Ma lo senti, più fai pagare di più e più sei bravo, cioè se lo stessa cosa che io faccio a 20 euro lo fai a 120 sarei sicuramente la nostra meglia età italiana.
Però il pensiero dominante è questo. I video vengono fatti per questo motivo. L'intero corso di PNL che viene ancora venduto a 1500 euro in giro sarà online da qui a breve, lo sto mettendo a moduli. Quando qualcuno avrà pagato 1500 e poi se lo ritrova online e lo vedi che forse sono le stesse cose e forse anche migliori, qualche domanda te la devi fare. Quindi è solo quello. Poi giudica quello che ti pare, però dovresti giudicare te che hai speso 1500 e me la cosa che potevi trovare. Grazie. Punto. Dopo ti fai due domande. Fai quello che puoi, fregateli di quello che dice la gente, se ti vuoi mettere a disposizione degli altri, fallo, qualunque mezzo è buono. Oggi abbiamo la grande fortuna di avere internet, usiamola. Usiamola. Tanto ricordatevi, attenzione, un'altra cosa, fare il coach, cioè mettersi a disposizione degli altri, io odio la parola coach, perché mi sta proprio qua, però devo ancora inventare una parola più figa. Fare il coach, quindi aiutare gli altri, Cos'è che volevo dire? Mi sono distratto. No, il trainer è quello che facciamo noi quando facciamo i corsi, quindi è il trainer. Ma anche quello c'ha già una logica. Cos'è che volevo dire? Mi sono perso. Mi prende le visite, mi perdo l'immagine, mi sono perso. Fare il coach? Eh, lo so.
No, fin lì ci sono arrivato.
Mi sono perso, è brutto di essere un visivo, c'è 10.000 immagini che scorrono davanti, mi arriverà più o meno. La grande fortuna di questo periodo è che c'è la rete. Ah sì, giusto, bravo. La grande fortuna in questo periodo è che c'è la rete e che potete mettere a disposizione le vostre conoscenze. Attenzione, ci sono persone che hanno un macroschema che dice io farò qualcosa sugli altri quando saprò alla perfezione tutto. e qualcuno già avete scarichi non verbali che risuonano con queste cose. Ora, non ci arriverete mai a sapere tutto, anche perché finché non vi mettete a disposizione non lo saprete mai. Quindi non esiste un mezzo per, cioè non esiste aspettare, mettersi a disposizione e mettersi a disposizione. Non potete sbagliare, solo mettersi a disposizione è già un pezzo avanti. Fatelo! Ricordatevi che se voi sapete una cosa che l'altro non sa, già gli state dando qualcosa di più. Ci fu una volta una persona che mi disse, mi chiamò... dicendo per fare un progetto online di formazione e io gli chiesi tu che fai? ma sai io faccio il coach per dei calciatori ad alto livello quindi mi faccio pagare una certa cifra e che esperienze c'hai? ma ho fatto un corso con un trainer abbastanza conosciuto italiano ho letto qualche libro e poi basta cioè, scusami, aspetta, fammi capire. Tu hai fatto un corso, hai letto qualche libro e adesso stai facendo il coach ai calciatori ad alto livello e ti fa pagare 5-6 mila euro a botta. Sì!
Bravo!
Bravo!
Bravo!
Però lui ha detto, effettivamente per me sembrava assurdo, però lui mi diceva a un certo punto, ho detto, sì certo perché non serve di più, nel momento in cui io con quello che so gli faccio ottenere dei risultati, va bene così Perfetto! Non faceva una piega! Cioè il calciatore che non sa niente e tu gli dai una tecnica stupida di PNL come può essere la visualizzazione dell'obiettivo e lui con questo fa più gol, tu hai ottenuto il risultato, va a darmi 10.000 euro. Lascia perdere quella tecnica che sta sul libro o su un video, lui non ci arriva sul video.
Sul volantino disegna la PNL.
Cioè, capite? Per cui... Ha ragione! Ha ragione! Quindi, quando voi sapete qualcosa, mettetelo a disposizione degli altri. Che volete fare dei course privati, che volete farlo con gli altri, che volete farlo su internet, che volete fare dei video. Ci sarà sempre qualcuno che ne saprà meno di voi e che vi ringrazierà. E tanti altri che vi diranno se è un idiota. Ma va bene uguale, non è un problema. Però è anche vero che sto ricevendo delle soddisfazioni infinite che per me sono poi il motore di tutto quello che sto facendo, soprattutto quando vengo in Italia, perché in Italia vengo a prendermi energia. Perché il pubblico, purtroppo, quando sei dietro una telecamera, si lo senti via messaggio, qui lo vivi. E trovarti, non so, dei ragazzini di 15 anni che ti ringraziano e ti dicono, grazie ai tuoi video mi hai cambiato la vita, ero così, adesso sono così. E hanno visto solo i video. cioè non hanno fatto niente di questi interventi ultra particolari, cioè non è che sono stati lì a fa coaching di tre anni, no! hanno visto dei video di svoltata alla vita perché hanno avuto quell'illuminazione che gli ha cambiato tutto, mamme che ti dicono io non so che cosa è successo, mio figlio stava sempre in casa, non voleva vedere nessuno, non faceva sport, andava male a scuola, ha cominciato a vedere i tuoi video, sta sempre in giro, adesso gioca a pallone, si è fatto gli amici, io non so che è successo ma è cambiato, grazie! Capisci? Quindi tu non sai che cosa stai facendo, ma fallo! Che ti frega? Ci saranno le persone a cui risuonerai e ti ameranno e a cui farai del bene, persone che ti odieranno, gli starai sulle balle a vita se potranno, ti manderanno tante di quelle invidie e intenzioni, tanto tu sei schermato che te frega? E purtroppo è così. Ma fallo, fallo, fallo, se vuoi fallo gratis. Io sono il primo a dirtelo, fallo. Anche perché quello che dai con una mano ricevi con due, sempre. E non è che lo fai per ricevere, lo fai per dare, per il puro gusto di dare. L'emozione del dare, del donare, è qualcosa che dovete provarla. Già dal semplice aprire l'armadio, prendere le cose che non servono e donarle, già è una liberazione ed è un'energia estremamente positiva. Quando vi rendete conto che le vostre parole, i vostri gesti possono addirittura migliorare la vita di qualcuno credo sia la cosa più bella che possa capitare, almeno questo è per me. Quindi fatelo, fatelo, avete dieci minuti di tempo, un'ora di tempo, mettetevi a disposizione. Quello che dico a loro, hanno fatto esperienza? Sì, è giusto anche, magari qualcuno non lavora, magari accetta qualche donazione, quello che vuole, ma è anche vero che più ne fanno meglio è, perché più ne fanno più cresceranno loro, più cresceranno loro più potranno aiutare gli altri. Quindi, se tu fai questo lavoro, bello, grande, continua così, e se puoi diffondi. Piazza di dietro una telecamera, fa qualunque cosa, fregatene di come viene, inizia così. Se avete visto il mio salto quantico, il primo video, l'ho rivisto l'altro giorno, è inguardabile.
E soprattutto non lavorate con lui che inizia a dirti, non fare riferimenti temporali, guardate le camere, non guardare le videocamere, ma guardate le videocamere.
Sì adesso stressa, abbiamo fatto il video con lei, se un giorno pubblicheremo il dietro le quinte, Cioè abbiamo visto tutti i segnali di stress di una persona messi assieme sul suo volto. Cioè cos'era? Ruttava, sbavava.
Ce l'aveva tutte.
Sudava a freddo. La prima volta l'avete notato? Io che poi ci mettevo il mio carico perché a quel punto mi stavo divertendo, la caricavo, la stressavo ancora di più. Ci siamo fatti un sacco di risalti. Due ore non abbiamo registrato una mazza.
Io sono abituata a parlare con la gente, sono abituata a rispondere alle domande e insegnavo, insegnavo al pubblico, insegnato a persone singolarmente, facevo lezioni per gli educatori cinofili oltre a fare le lezioni per le persone direttamente. Quindi io in aula mi trovo estremamente a mio agio, ma la telecamera, quindi io dovevo parlare esclusivamente davanti a quella cosa lì e poi qua recuperi nel senso, io qua dico una cosa sbagliata, mi correggo eccetera, lì devi tagliare perché non è che puoi fare tutti i servizi, quindi un po' mi ha fregato. Devo dire la verità. Per cui mi preoccupavo, nel senso, deve essere perfetto, è un po' uno di quelli che ti mette ansia, no? Per cui, guardate le camere. Poi diceva, t'ho detto di non fare riferimenti temporali. Più mi diceva di non fare riferimenti temporali, più dicevo, buonasera. Ma lo potrebbero vedere di giorno!
Come abbiamo detto ieri!
Cavoli!
Magari non vedono dopo due anni.
Però lui è forte del fatto che sono una Maria di Tempo che fa video, hai capito?
Eh, passavo l'esperienza!
Ovviamente!
No, in aula sì, a me piace insegnare da morire, e quindi mi trovo a mio agio in questa cosa qua, ma la telecamera è più difficoltà.
Ok, chiamiamo giro. Che ore sono? Sono le 10.20, quindi potrei dire che questa è l'ultima domanda. 10.10 a meno che non è estremamente veloce, ma non è estremamente veloce. Come faccio ad aiutare chi pensa di non dover essere aiutato? Chi non crede ci sia uno spirito, un'anima, gli angeli, come posso fargli capire come poter risolvere, comprendere e stare davvero bene? La domanda, posso sapere chi ha fatto questa domanda? Non si può sapere. Ah, sei te. Perché lo vuoi fare?
Se.
Una persona non vuole essere aiutata, cioè pensa di non dover essere aiutato, perché ti devi sforzare ad aiutarlo per forza? Ricorda il giuramento di oggi. Oggi loro hanno dato, hanno dettato un giuramento. C'è un giuramento? Ma ognuno ha il suo percorso. Ricorda che in realtà una risposta c'è ed è l'unica possibile. Oggi abbiamo fatto fare un giuramento alla fine del corso e una delle frasi diceva questo, di aiutare il prossimo, quindi era un giuro, di aiutare il prossimo umano o animale con uguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essimi ispirano e prescindendo da ogni differenza e di rispettare la sua decisione di essere o non essere aiutato. Da oggi in poi e per sempre. E' la parte del giuramento che abbiamo firmato oggi. Esiste un unico modo per poter fare questo? Il tuo esempio. Basta. quindi è inutile che tu cerchi di dire guarda puoi fare le cose, puoi cambiare, puoi dire, puoi fare, puoi brigare no, tu continua la tua vita e dai il tuo esempio le persone che ti vedranno cambiare quando ti avranno vista realmente cambiare ti diranno come hai fatto questo è l'esempio classico di una mia carissima amica su cui abbiamo lavorato tanto lei è diventata una brava, adesso sta facendo altro però ha delle grandi capacità lei era la persona più sfigata del mondo, di lei feci una terapia d'urto, cioè lei si autoflagellava dalla mattina alla sera. Considerate che quando l'ho conosciuta aveva una capigliatura che le copriva praticamente tre quarti del viso, quindi autostima meno 5. Non esiste, quindi non è giusto un occhio per sbaglio fuori. Lei si trattava malissimo. Lei si trattava malissimo. Cosa abbiamo fatto? Una sera eravamo a cena con degli amici e abbiamo cominciato a trattarla ancora peggio. Cioè, abbiamo continuato il suo schema, l'abbiamo massacrata. Ma massacrata. Ma non per un giorno. L'abbiamo continuato. Finché a un certo punto ha rimbalzato. Poi ovviamente, vabbè, nel frattempo si facevano tanti lavori. Così è accaduto, lei che aveva millefisime, tanti problemi, allergie, fumava, improvvisamente, ovviamente, il fratello la prendeva in giro, i genitori la prendevano in giro, lascia perdere queste cazzate, sono tutte cazzate, guardati te, blablabla. Dopo un po' torna, che smette di fumare da un momento all'altro. Quello che prima le faceva allergia, le era assolutamente allergica ai formaggi, improvvisamente scopre che era una cazzata. Pensate che questa ragazza aveva allergie ai formaggi perché aveva legato un quadro che aveva di fronte casa, cioè di fronte a dove mangiava lei, che le incuteva paura. Pensate come si era legato il cervello. Cioè lei era convinta di avere un'allergia ai formaggi quando in realtà il formaggio l'aveva mangiato per la prima volta di fronte a questo quadro che le incuteva paura. E da quel momento in poi ogni volta stava lì e mangiava formaggi. E per generalizzazione sono allergiche ai formaggi. Risolto questo problema ha cominciato a mangiare i formaggi. Quindi si ritrova con i genitori che se la ritrovano in casa con non fuma più, mangia formaggio, si taglia i capelli, si era da zero, quasi a zero. cambia completamente atteggiamento e modo di fare, lascia il lavoro, cambia tutto, i genitori che si trovano sconvolti non sanno più che fare. Il fratello che prima la prendeva in giro comincia a chiedergli, a chiedere, cosa hai fatto? Come hai fatto? E lei, nel momento in cui gliela ha chiesto, ha cominciato a parlare, ha avuto l'autorità, perché è il fratello che gliela ha chiesto. Il fratello cosa fa? Tempo qualche mese diventa peggio di lei, cambia tutto pure E si ritrovano tutti e due con i genitori che non sanno più che pesci prendere, ovviamente. E quindi i genitori cominciano a dire, ma che cosa hai letto? E allora iniziano ad arrivare i libri e le varie cose che cambiano. Quindi questa è l'unica maniera per poter instillare il dubbio. Ricordatevi, io quello che dico sempre a chiunque voglia dare una mano è Limitatevi a tenere la mano tesa davanti, ma mai a strattonare la persona verso di voi. La mano tesa davanti, per quanto mi riguarda, va tenuta tesa finché non me la prendi a forchettate o a coltellate, perché in quel caso la ritiro e te la scorchi. Qualcuno mi dice, sei diventato cinico? Sì. Sì, perché non ho tempo da perdere. Per cui se vuoi cambiare, cambi e sono a tua disposizione. Se vuoi coccole, ammirazione, accettazione e tutte quelle menate lì, vada agli altri. Vada a uno psicologo, gli dai 70 euro al giorno e lui ti coccola, ti ammira e ti fa stare lì a parlare 12 ore. Va bene così. Però rimane il fatto che la mia mano per chi vuole cambiare, per chi vuole star meglio, è sempre tesa. A patto che, ripeto, non me la... non me ce fai male, insomma. Ma questa è l'unica cosa che puoi fare. Puoi mostrare il tuo cambiamento e dire se vuoi esiste un modo migliore per vivere. Ti do una mano, ma non puoi trascinarlo a te. Purtroppo è così, non si può fare niente. Però l'unica maniera che puoi è mostrare coerenza col tuo cambiamento. Perché se tu mi dici, ah guarda io ho risolto la mia gestione emozioni, non mi arrabbio più e poi la prima cosa, uno sta attraverso la strada e te cazzi, quello te ride dietro e dici, ma vada al culo. quindi la coerenza è la cosa più complessa e difficile da raggiungere, ne parlavamo oggi a tavola, ma nel momento in cui la raggiungi la tua vibrazione cambia e le persone attorno a te possono cambiare, oppure si allontana, non è attenzione, non è detto che tu possa in qualche modo essere buona per tutti, per il suo discorso di prima, qualunque cosa farai ti giudicheranno. Però ricorda sempre che nel momento in cui semini Quando semini un semino nella testa delle persone non è detto che germogli subito, potrebbe germogliare dopo anni. E quando loro arriveranno nella condizione di consapevolezza a cui tu sei, o comunque da cui sei partita, potrebbero ricordarsi di te e chiederti, ma tu una volta mai detto quella roba lì? Spiegami un po'.
Peggio è se tu cerchi di aiutarli contro la loro volontà rischi che si chiudano ancora di più e che quindi quel seme che poteva installarsi prima non si installa per i picca.
Qualcuno.
Ha detto si attaccano.
Beh devo anche capire se la mia comunicazione è efficace.
Bisogna vedere se vogliono davvero aiuto o vogliono semplicemente la soddisfazione dei loro bisogni, che è molto più provabile. Nella maggior parte dei casi le persone non vogliono cambiare, le persone vogliono che tu gli dai quello che loro sperano di avere. che è ben diverso dal voler cambiare cambiare può voler dire mettere in gioco tutto tra l'altro una delle cose che tra l'altro sarà uno dei prossimi video che uscirà è che io dico sempre ormai quando le persone mi chiedono un cambiamento gli chiedo cosa sei disposto a fare per cambiare e loro ti diranno guarda potrei cambiare di tutto c'è una vita di merda voglio cambiare qua cambio tutto sono disposto a tutto si si guarda sono disposto a tutto a patto che non mi tocchi Mio marito, i miei figli, i cani, i gatti, il mutuo, la scuola, il lavoro... Ok, vabbè, quindi che vuoi cambiare? Cambia un paio di scarpe! Fate una tinta! Che puoi fare dentro questi paletti? Che cambiamento puoi fare? Attenzione, non è detto che tu debba cambiare tutto, ma devi essere in grado di poterlo fare. Perché se no, se tu mi dici, allora il mio compagno e i miei cani non si toccano, ok, il cambiamento io lo devo organizzare limitandolo a questi paletti, sapendo già che sarà un cambiamento limitato. Perché quando andremo a toccare quelli lì, ammesso che bisognerà toccarli, non potremo farci niente. Quindi questa è una prima cosa che chiedo sempre. A cosa sei disposto a cambiare per il tuo miglioramento di vita? Tutto a patto che, bene, almeno sappiamo già dove dobbiamo andare. Così poi non ti arrabbi che ti ho fatto cambiare cambiando qualcosa che non volevi cambiare. Perché questo è il vero danno. A un livello più elevato potresti pure prendere denunce. Perché addirittura potresti guarire quelle persone che non vorrebbero essere guarite. Attenzione. Perché la maggior parte delle persone non vogliono essere guarite, vogliono essere compatibili. Nel momento in cui tu cambi qualcuno senza comprendere i vari danni collaterali, potresti dirti chi ti ha chiesto. Tra l'altro, altra cosa che consiglio a tutti i coach, perché prima o poi vi capiterà chi lo intraprenderà o chi lo farà o chi si metterà a disposizione di tutti, ricordate che la regola per me è vitale, è chiedi e ti sarà dato, non te lo faccio capire e ti sarà dato. Quindi, vuoi una mano? Me lo devi chiedere. Mi devi dire, mi dai una mano a risolvere questo? Non, e vabbè Marchetto l'ho fatto capire in tutte le maniere, sì ho capito, ma non me l'hai detto. Perché il fare capire in tutte le maniere ti lascia la porta aperta per dire hai capito male tu. No! No, perché questa è una tecnica che usiamo spesso, hai capito male tu. Io te lo faccio capire, però poi se tu capisci e a me non sta bene, hai capito male tu, no? Se vuoi me lo chiedi esplicitamente. Ho bisogno di questo, mi dai una mano a capire questo schema o questa cosa o a risolvere questa cosa? Bene. Ti chiedo, cosa sei disposto a cambiare? Questo, questo e questo no? Ok, lavoriamo su questo. Se poi comprendiamo che lo schema sta proprio all'interno di quei paletti, ti dico, auguri. Basta, io non posso fare niente per te. C'è, cinico, io purtroppo sono diventato ci qualcuno in questi giorni mi diceva sei veramente cinico, sì, non c'ho tempo da perdere, lo faccio gratis, per cui non mi puoi far perdere tempo. C'è, dovessi crearti una rendita, fare i miliardi, perché stiamo lì, parliamo, gacchieriamo per anni, giochiamo su cose che non risolverei mai e ogni volta mi paghi, ma a che serve? Per cui diventate cinici in senso buono. Tra l'altro, una cosa fondamentale che dico sempre e che sto imparando sempre di più, ai coach o a chi si metterà a disposizione degli altri, chiedete l'impegno della persona. La persona si deve impegnare. Non è che tu ti devi impegnare soltanto quando vieni da me e poi non fai niente per due settimane e poi ritorni da me e non hai fatto niente. A volte si danno dei compiti a casa che potrebbero, detto tra noi, anche non servire a una benamata mazza. Ok, per la sede piata e stori medio, dì ste tre paroline, fa un balletto e gira tre volte davanti a un specchio. Può tornare a tamburelle, fa tutte quelle cose lì. Puoi fargli fare qualunque cosa, ma almeno lo deve fare. Perché se io vedo che tu ti impegni tre minuti al giorno per te stesso, allora potrai impegnarti ancora di più per il tuo cambiamento. Ma se manco quello fai e vieni soltanto da me mezz'ora ogni tanto, lasciamo perdere. Vai da di volta agli psicologi che fai prima. Capite? Quindi, reale volontà di cambiamento, reale capacità di poter uscire dai propri paletti, reale impegno, e allora iniziamo a ragionare. Allora iniziamo a ragionare. Vi posso garantire che sono in pochi. ma su quei pochi avrete dei risultati spettacolari. Quindi, per chi vorrà in qualche modo mettersi a disposizione degli altri, il primo passaggio è il croce rossino. Ve ne pentirete. Perché appena vi mettete a disposizione degli altri, vi piomberanno addosso tutti i mali del mondo. Chiunque pronto lì, ah, vuole, fai questo, facciamo quest'altro, facciamo quest'altro, facciamo quest'altro... Quando poi si rendono conto che rischiano di cambiare, diventa un casino. diventa un casino, perché molti lo fanno, dai facciamo, vediamo, intanto chiedono accettazione, riconoscimento, tutta una serie di cose. Quindi attenzione ai crocerossini, rischiate di perdere un botto di tempo in maniera estremamente non funzionale, cioè non serve a una mazza, né a voi né a loro.
Anzi, è frustrante, quindi in qualche modo vi fa del male, perché tu vorresti aiutare e in realtà vedi che in qualche modo sei, non dico preso in giro, ma comunque vedi che le tue buone azioni, quello che tu vorresti fare, vengono invalidate in qualche modo.
Quindi questi sono i consigli che posso darvi per rifiutare i coach.
Mi fate vedere un momento un'idea per l'educazione. Cattiva. Tante volte noi avevamo dei clienti che arrivavano e poi dicevano, eh però cosa hai fatto questa settimana? Eh però pioveva, non ho avuto tempo, eccetera, eccetera. Bisognava fargli pagare la lezione e dire, ok, adesso la prossima lezione e fai quello che non hai fatto la lezione precedente. perché effettivamente è così perché tantissima gente vuole che tu gli risolva il problema però non posso portare il cane fuori di più non posso farlo giocare con altri cani perché non ho tempo e quindi vengo da te ti scarico la.
Responsabilità in un'ora e tu devi risolvere.
Tutto in un'ora su alcuni proprietari abbiamo detto perfetto prenditi un dog sitter farà esattamente tutte le cose che non vuoi non hai tempo di fare tu cioè alla fine della fiera pagherai qualcuno per fare quello che dovresti fare tu, non lo fai. Il problema è che poi il cane si attacca di più al dog sitter.
Però è come i bambini che si attaccano di più alle babysitter. Poi si incazzano le mamme perché quando stanno male chiamano la babysitter invece che loro. Mi sono ripassato in un'altra cosa che avevo in testa. Non vale, perché sei così? Sono troppi pensieri a mille.
Scrivi tre.
Cosa volevo dire? Ci penso, ci penso, ci penso, ci penso. Dì qualcosa tu, eh, nel frattempo.
L'acqua minerale è buonissima. No, adesso, se avete delle domande, anche senza...
Riprendendo la domanda di prima, fare la PNL per farti capire che tu hai bisogno è la peggio roba che non posso fare. Non costringete nessuno, ciascuno ha la sua strada. Il maestro si presenta quando l'allievo è pronto. O meglio, l'allievo che chiede al maestro.
Cosa può dire per me.
E tra l'altro in realtà non si capisce chi è l'allievo e chi è il maestro, è quello il bello. Per cui in realtà siete tutti allievi e tutti maestri nel momento in cui vi ponete in quest'ottica. Io mi sono dimenticato quello che volevo dire, ma va bene, non importa, mi distraggo sulle cose, mi passa quell'attimo.
E comunque in medicina comportamentale esiste lo stesso identico cosa, non dare consigli a gente che non te li ha chiesti.
Esatto.
Perché tanto non te le ha chiesti, quindi... Dimmi. Allora.
Aspetta, posso farti una questione personale, poi gliela chiedi e risolviamo così più tardi. Ma è un comportamentale, se no adesso lei ti comincerà a raccontare tutta la storia e non possiamo... Hai 10 e mezza? Hai 10 e mezza? Sì, magari sì, sì, ok. Chiudiamo così. C'è qualche domanda su quello che abbiamo detto questa sera? Qualche aggiunta, qualcosa che vorreste sapere su quello che abbiamo detto prima di chiudere? Vai! Sì Sì Così come il servizio è disinteressato verso gli altri, quindi materiale, è una forma comunque sia di... come posso dire? Di servire. Di servire, di servire gli altri. Se uno dovesse trovarsi al bivio e dover scegliere tra queste due cose, tante le ho scritte una volta. Cioè? Meglio due mani che pregano o due che lavorano? Due che lavorano. Due che lavorano. Sì. Assolutamente sì. La preghiera non è indirizzata, prego e basta. Oggi dicevo, sembra che ci siano gruppi di, ad esempio le suore di clausura, che esistono esclusivamente per mandare energie positive, in qualche modo per equilibrare l'enorme negatività che noi, da bravi umani, riusciamo a creare sulle nostre teste. per cui loro in qualche modo compensano questo, però è anche vero che un'intenzione ben specifica su una persona o un lavoro ben definito hai un risultato sulla persona, quindi non è un qualcosa a largo raggio. E' anche vero che se mi parli di due mani che pregano ti dico meglio due che lavorano, se mi parli di diecimila mani che pregano iniziamo a ragionare, perché un'intenzione collettiva di 10.000 persone orientata verso qualcosa che può essere un amore incondizionato, che può essere la risoluzione di un problema, che può essere qualunque altra cosa, ha un senso. Ci sono stati esperimenti fatti da Masaru Emoto e anche credo dagli Metagar, dove con intenzioni collettive su un intero lago hanno cambiato il pH dell'acqua. Intenzioni che hanno cambiato l'acidità dell'acqua. Parliamone. Ma questa è una cosa che potete fare. Da soli è difficile perché una sola persona non riesce, ma oggi facevo un esempio ed è una cosa che potete fare tutti voi, a parte l'esperimento del riso che trovate online, che ho appena pubblicato. Fate semplicemente un test. Prendete una moka, la vostra brava macchinetta del caffè, e fate un caffè dandogli amore e un caffè dandogli odio, e poi assaggiateli. avranno due sapori totalmente diversi. Eppure il caffè è lo stesso, la macchinetta è la stessa, avete fatto prima uno e poi l'altro. Ma l'intenzione che avete infuso nell'acqua di amore e di odio cambierà totalmente il sapore.
Quindi se volete rovinare la giornata a qualcuno fatevi un caffè con poco amore.
E questo vale nel discorso che oggi dicevamo nel corso, capita spesso che, e vi sarà capitato a ognuno di voi, che ci sono dei luoghi in cui siete entrati e avete sentito un'energia pessima, un'energia in cui vi fa star male, a volte vi sentite di stare proprio male appena c'entrate, poi uscite e state bene, che vuol dire che quell'energia ha quella stanza o quel luogo ha un cumulo di vibrazioni negative probabilmente infuse dalle persone che stanno lì e che continuano a raccontarsi o a emanare rabbia o quello che sia. Quindi le intenzioni sono potentissime. Leggete, leggete, leggete su questo Lynn McTaggart, per me è la persona che mi ha in assoluto cambiato la visione delle cose, la scienza dell'intenzione, adesso ne ha scritto un altro che devo ancora leggere, persona eccezionale e tanta bibliografia, quindi per uno scettico come me c'ha tutti i riferimenti che si può andare a studiare la lingua originale, può andarsi a vedere gli esperimenti, può fare tutto. Quindi il potere dell'intenzione ormai è inconfutabile. due mani che lavorano con una giusta intenzione è ancora meglio perché quello che ho insegnato a loro è stato non è importante, e questo vale per tutti i coach, anzi questo ve lo aggiungo ed era cosa volevo dirvi prima non è importante quello che farete ma l'intenzione che avrete nel momento in cui inizierete cioè la vostra intenzione perché molti mi dicono ma io non posso fare danno io se non so ho paura di fare danno andate tranquilli che non potete far danno non potete far danno perché nel momento in cui la vostra intenzione è quella di fare del bene, non potrete mai fare danno, al massimo non succede niente, quindi male che vada non cambiate niente, bene che vada avete un cambiamento positivo, ma non potete fare danno quando lavorate sulla testa delle persone a un determinato livello, ad alti livelli, si può relativamente, ma è veramente ad alti livelli e sono quelli che vengono utilizzati magari da CIA, KGB e compagnia cantando per i vecchi progetti MK Ultra e compagni di cui si parla e tra l'altro se volete vedere qualcosa guardatevi il film che si chiama... quello di... ci voleva amore stasera ci voleva amore stasera quel film di... le capre si ammazzano, no cos'era? quello delle capre che muoiono L'uomo che fissava le capre. L'uomo che fissava le capre.
Ma non muoiono.
Uno muore. L'uomo che fissava le capre. E' un film particolare, ho messo sotto un punto di una chiave comica, ma non è tanto lontano dalla realtà, tra l'altro quel progetto esiste, l'Mk Ultra esiste davvero, cioè gli americani hanno fatto diversi esperimenti per condizionare le menti attraverso sedativi, attraverso medicina e tante altre cose. Al vostro livello andate tranquilli che non potete fare danno, quindi semplicemente dovete avere l'intenzione di essere uno strumento nelle mani della persona per fare il suo bene, punto. è, in quel momento, dimenticarvi di tutto quello che sapete e stare in ascolto. In realtà non c'è neanche una tecnica, sono solo strumenti. Più strumenti hai, più è facile per aiutare, ma nel momento in cui ti metti al servizio della persona, sarà la persona stessa che ti guiderà. e se non te lo guida a voce ti guida attraverso le intuizioni che ti arrivano. Buona parte delle tecniche sono state create mentre se avevo una persona davanti e non sapevo cosa fare, in quell'istante ti veniva un'intuizione. Facevi quello e creavi qualcosa di nuovo. Ne abbiamo creati un paio nuove quest'anno in Telandia, cose che non avevo la più pari idea, non ne ho mai provato prima. Ci è venuta un'intuizione, l'abbiamo realizzata, l'abbiamo creata, ha funzionato e adesso l'abbiamo messa a catalogo dei vari strumenti che possiamo tirar fuori dal cilindro quando ci servono. Quindi, questo è il consiglio che posso darvi. Mettetevi al servizio sempre. Ricordatevi che, per quello che ne so, il termine dell'evoluzione nel nostro corpo terreno è il totale servizio. quando arriveremo a essere al totale servizio degli altri potremo essere, quindi quando arriveremo a essere al totale servizio degli altri nel nostro corpo potremo evolversi e essere al totale servizio da un livello più elevato e poi potremo diventare noi quelle vocine che chiamiamo guide, angeli, maestri e compagnia ma per arrivare a quel livello dobbiamo aver sperimentato tutto qui ed è per questo che facciamo la nostra evoluzione, per questo che impariamo sempre di più più impariamo più possiamo aiutare gli altri a superare quello che noi già abbiamo imparato e più cose sappiamo, più potremo aiutare tanta gente. Quando saremo al totale servizio qui, il prossimo giro potrebbe darsi che non avremo più bisogno di questo corpo fisico e saremo quelli che magari veniamo canalizzati quando ci troviamo di fronte a dei corsi come questo e le parole vengono spontanee. Quindi questa è la mia visione delle cose, questa è la sua visione delle cose e direi che sono le 10.30.










