Come cambiare i PENSIERI INCONSCI - Le Domande del Follow the Flow di Daniele Penna

Daniele Penna answers audience questions about changing unconscious thoughts and why the law of attraction seems to fail: he argues the law always works but through unconscious programming rather than conscious requests. To change unconscious thoughts one must resolve personal wounds, learn to ‘know oneself’ through external self-observation ("guardati fuori per capirti dentro"), and understand the "dono" (gift) behind others' actions rather than rely on an unconditional forgiveness technique. Penna emphasizes observing behaviour in real contexts over talk-only therapy and warns against wearing social masks that create relational conflicts.
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Manu mi chiede, la legge d'attrazione tu dici che non funziona perché i nostri pensieri inconsci non sono in linea con quello che chiediamo, come cambiare quindi pensieri inconsci? Non ho mai detto che non... Attenzione. La legge della trazione funziona sempre. Funziona con i nostri poteri inconsci, non con le nostre richieste consce. Questo sì. Quindi torniamo al discorso dei segmentali o dei valori. Ok? Per cui cambiare i tuoi pensieri inconsci vuol dire risolverti le tue ferite. Ecco, su risolverti le tue ferite c'è la domanda appunto di Valentino che dice secondo te come si può accettare e risolvere una ferita inflitta da piccoli senza alcuna motivazione logica? Esiste una tecnica per il perdono incondizionato? No. Secondo me no. Cioè, allora... Potrebbe, ma non è detto che funzioni. Intanto, Valentino, non so se hai seguito l'ipno flow quello sul cuore dove c'è una tecnica del genere che ti consiglio di fare puntando su quell'evento, su quello di cui stai parlando per cui intanto quella ce l'hai però proprio il concetto del perdono l'avrò detto un miliardo di volte il perdono non è incondizionato il perdono presuppone che tu abbia capito il dono se no non è un perdono che dono è? Cioè tu non puoi perdonare, quindi non puoi capire il dono di una persona se non hai capito il dono di una persona. E come dì, oh guarda che quella persona ti ha fatto un regalo, ma io non l'ho visto, dov'è? Dov'è? Non trovo il pacco. Vabbè fidati, te l'ha fatto.
Eh, capito.
Ma se non capisco qual è il dono? Cioè come puoi perdonare? E quando capisci quando è il dono che cambi completamente la visione, il frame, la cornice di tutta la persona, di tutti gli eventi, un po' come quando io ho capito il dono dei miei genitori, cioè il fatto di essere stato da solo, di aver avuto la possibilità di vivere le mie esperienze e di avermi dato la responsabilità sin da quando ero piccolo, quindi di avermi rivestito di quella responsabilità invece di trattarmi come un bambolotto che non doveva fare un cazzo. è stato quello. Sì, per carità, stavo da solo. Sì, mi vivevo la mia infanzia in maniera diversa da tanti altri bambini. Ma sticazzi, oggi sono diverso da tanti altri personaggi che stanno in giro e non mi cambierei per niente al mondo. E' veramente fare una statua d'oro ai miei. L'ho detto, a 18 anni non li ho suicidati, a 30 li ringraziavo. Perché? Perché ho perdonato, cioè ho capito il dono Non è che li ho perdonati a chiacchiere, l'ho capito. Capirlo vuol dire fare un lavoro su se stesso di conoscenza non indifferente. Non c'è una vera e propria tecnica. Impara a conoscerti prima di tutto. Impara a stare più con te stesso e meno fuori. Impara a osservare fuori ma in funzione di comprendere te stesso. Cioè guarda fuori per capire dentro. Guardati fuori per capirti dentro. Guardati fuori per capirti dentro. Questo è il fulcro, il frutto di questo flow di oggi. Guardati fuori per capirti dentro. Questa frase raccoglie veramente tanto. Perché guardati fuori, cioè tu ti devi guardare da fuori. Vedi quello che fai, come ti muovi, i tuoi comportamenti, cosa pensi, come giudichi, cosa vedi negli altri, qual è la tua attenzione selettiva, tutto. E da lì capisci quello che c'è dentro. Perché tu vedi solo in funzione di ciò che conosci. Quindi in base a ciò che conosci, in base a come ti muovi, in base a come agisci, in base a cosa fai o cosa non fai, a cosa mantieni o cosa non mantieni, a quale strada prendi, quando torni indietro, quanto sei disciplinato, in base a quello che fai capisci quello che sei. Ed è più facile guardarsi da fuori per capirsi come si è dentro piuttosto che andare a chiedere dentro. E' quello che io faccio quando una persona è di fronte, la osservo. l'osservo senza dargli degli spunti, perché ho bisogno di vedere come agisce lasciando libero di potersi muovere in un ambiente libero, perché è lì che si mostra fuori, e guardando come si mostra fuori capisci qual è il suo mondo interiore, perché il suo mondo interiore è quello che gestisce i comportamenti. Ricordiamoci, la programmazione neurolinguistica il suo nome nasce proprio da questo, cioè la nostra programmazione interiore gestisce la neuro e la linguistica, e direi anche il comportamento. Quindi se tu vedi il comportamento e quindi anche la parola, come agisce, come parla, come si rapporta, come si muove, quello che fa nel mondo, quello che fa nelle varie situazioni, capisci la programmazione mentale. E' più difficile entrare nella programmazione mentale per capire come si comporta e più facile vedersi come si comporta. Ecco perché io non concepisco ad esempio la psicologia. Cioè che tu mi metti una persona sul lettino e la vedi solo sul lettino, ti devi fidare di quello che ti dice. Invece io non ho bisogno di lettino, ho bisogno di viverci con la persona. Perché ho fatto i corsi da 3-4 mesi qua? Tempo fa che non li farò mai più perché è un delirio. Perché devo vederle le persone? Perché non mi basta che tu mi racconti qualcosa? Ecco perché vi dico quello che vi raccontano è totalmente, spesso e volentieri, diverso da quello che poi accade di persona. Perché di persona vedi come sono fatte realmente le persone. E se le osservi capisci come sono. Vi sarà capitato milioni di volte durante le relazioni, milioni di volte no, mi sarà capitato tantissime volte nelle relazioni che voi create una relazione con una persona in base a determinate logiche per quel poco che lo conoscete e poi quando ci andate a vivere assieme si mostra un'altra persona, si mostrano cose che non credevate, si mostrano cose che non avevate visto, perché non l'avete mai visto comportarsi nelle varie ambientazioni? ma vi siete fidati di quello che vi ha detto o di quel poco che avete visto però ricordatevi che ad esempio la persona che voi conoscete se già sta di fronte ai genitori si comporta in un modo diverso soprattutto se sono persone che hanno messo maschere dalla mattina alla sera cioè se sono persone che hanno messo maschere per i genitori, per gli amici, per il lavoro, per tutta questa gente qua diventa un delirio se questa gente si mette assieme esempio classico quando vi trovate, non so, siete con il vostro fidanzato o la vostra fidanzata, e i genitori, o i vostri genitori, e vi trovate a dover fare un ruolo da fidanzato e un ruolo da figlio, e che se non siete stati autentici, e avete detto cose diverse, o avete dei comportamenti diversi, diventa un casino, perché se vostra madre vi aspetta in una determinata maniera, e la vostra fidanzata vi aspetta in un'altra, se succede che dovete scegliere un comportamento, andate in crash, cioè, temo che maschera metto, Ecco perché se avete messo maschere non è mai consigliabile far incrociare le persone con cui avete maschere diverse. Non lo fate, è un delirio. Alzi la mano e scagli la prima pietra qualcuno che ha scoperto facce diverse dei propri fidanzati, compagni, compagne, mariti, mariti, mogli, quello che è, quando si sono trovati a rapportarsi con lui o con lei e con i genitori o con voi e i vostri genitori. quante volte sono successi dei casini. Ditemelo voi. Dalia Bizza dice il mio ex dice che solo io riesco a farlo arrabbiare così tanto che quando sbrocca in realtà lui non è così, lo è solo con me. Eh sì, bella. Dalia, ti faccio una metafora. Se io ti volessi tirare dietro un oggetto e sto in questa stanza, secondo te quale oggetto ti posso tirare dietro? Un oggetto che sta in questa stanza o un oggetto che in questa stanza non esiste? Cioè, è talmente banale questa cosa, a me fa ridere quando qualcuno mi dice, ah no, scusa, non ero io, chi cazzo eri?
Cioè, no, quelle parole non le ho dette io, non le volevo dire.
Ma, ascolta, allora, se io te voglio tirare qualcosa dietro, io te posso tirare qualcosa che ho. Non è che te posso tirare un'astronave.
Non ce l'ho qua dentro, quindi io posso dirti solo cose che dentro ho. Posso? Pensare, solo cose che dentro penso, non è che le creo in quel momento.
Anche perché, ricordiamocelo, nel momento di stress.
O di sbrocco si diventa stupidi, non si ha creatività, quindi in quel momento non si è creativi, puoi soltanto raccogliere quello che hai sotto mano. Quindi è come se tu sbrocchi e vuoi tirare qualcosa dietro, le uniche cose che posso prendere sono quelle che io ho sotto mano, che conosco bene, che sono proprio lì a portata di mano.
Non credete assolutamente quando le persone vi dicono, oh scusa non ero io, non.
Volevo dire quelle cose, non le pensavo.
Sono tutte cazzate.
Perché se non le pensavi non le potevi dire. E soprattutto in fase di stress non le puoi creare.
Ok?










