Daniele Penna explains a coaching technique to understand trauma by precisely defining the bodily sensation associated with feelings like humiliation, rejection, or abandonment. He emphasizes that these emotional labels are nominalizations referring to physical processes (specific, repeated sensations in the body) and that identifying the first time that bodily sensation appeared usually points to the originating trauma; occasionally sensations may be inherited (from the mother). The method: name/define the sensation, recall a moment when it was felt, and trace it back to its first occurrence.
Chapters
Ciao Daniele, nel padre di tutti i video, cioè uno dei video più importanti che ho fatto si chiama il padre di tutti i video, proprio per ricordarvi che è il padre di tutti i video, prima o poi uscirà il nonno di tutti i video, hai spiegato come al fine di eliminare una paura sia necessaria la conoscenza, facendo l'esempio delle armi. Come applichi questo concetto alla paura di abbandono, rifiuto e omidiazione? Ne parlavo in qualche flusso precedente, comprendendone il dono, è sempre la conoscenza. Alex, alla base c'è sempre la conoscenza. Nella maggior parte dei casi tu non ricordi. Da dove quell'abbandono o quel rifiuto o quell'umiliazione è nata? Nella maggior parte dei casi l'evento reale, cioè il momento in cui la sensazione di rifiuto, la sensazione di umiliazione è emersa per la prima volta nel tuo corpo, tu non lo sai. Ok? Fatti questa domanda. Allora, uno, definisci la sensazione. Questa è una tecnica di coaching, è una delle tecniche principali che utilizzavo quando facevo coaching. Fatti questa domanda, prendiamo l'umiliazione, ok? Quello che tu nomini umiliazione in realtà è una nominalizzazione che fa riferimento a un processo. Un processo in cui di base c'è una sensazione fisica, ok? Quindi, definisci la sensazione di umiliazione, per esempio. Il che vuol dire che ti basta ritornare con la mente a un momento in cui ti sei sentito umiliato e sentirai la sensazione di umiliazione. Attenzione, ricorda che la tua sensazione è tua, non è del resto del mondo, perché quello che per te è umiliazione per qualcun altro può essere rifiuto, per qualcun altro può essere paura, per qualcun altro può essere piacere, ok? La sensazione è qualcosa di fisico, cioè un fuoco nel petto di colore rosso che mi gira da destra verso sinistra, di un'ampiezza tot, di una sensazione X, ok? Un blocco di marmo da qualche parte, una morsa di cemento alla gola. Queste sono le sensazioni, ok? Ora, qual è la cosa interessante? Che queste sensazioni, qualunque sia la sensazione, per l'umiliazione sarà sempre la stessa, per il rifiuto sarà sempre la stessa, per l'abbandono sarà sempre la stessa. Questa è una prerogativa della mente, lo spiego in uno dei primi video del salto quantico. La sensazione è sempre la stessa, ok? La cosa interessante è che nel tuo corpo, da quando sei nato, c'è un momento particolare in cui quella sensazione è nata per la prima volta. E in genere quello è il trauma a cui è legata la nascita di quella sensazione. Se è tua, ovviamente, se è tua. Perché potrebbe darsi che non sia tua. In questo caso nasce sempre, comunque, in un momento particolare nel tuo corpo, ma lo prendi dalla mamma. Ma questo è un po' più raro. Quindi io adesso ti chiedo, l'umiliazione dimmi esattamente la prima volta in cui ti è venuta fuori nel corpo. Una volta che lo trovi hai trovato il trauma, allora poi lì si può cominciare a ragionare.