Daniele Penna explains how to practice presence (mindfulness) using a simple behavioral challenge: for 40 consecutive days, start each morning by stepping out of bed with the opposite/different foot. He highlights how even small, non-traumatic changes are surprisingly difficult and contrasts everyday expectations about presence with the committed, lifelong practices of Buddhist monks. The talk mixes practical instruction, metaphor, and reflection on why sustained effort is required for real change.
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40 days consecutively.
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Essere presenti quando vi svegliate la mattina semplicemente per 40 giorni consecutivi di alzarvi con il piede diverso, cioè iniziare a fare questo enorme cambiamento nella vostra vita, cioè alzarvi con un piede diverso, fare un primo passo diverso all'inizio della giornata. La maggior parte di voi sono convinto che non ci è riuscito, cioè non è riuscita per tutto questo tempo, quindi quasi una settimana, quando ci siamo visti, e infatti un giorno sì, un giorno no, non mi riesce. Vi rendete conto che infatti qualcuno dice sì bello sbagliato dopo un giorno e questo è il bello cioè quando si parla di presenza c'è tanta gente che si dice la presenza la presenza che figa bisogna essere presenti la presenza la La presenza risolve qualunque cosa. Sì, è vero. Cioè, nel mondo buddista la presenza risolve qualunque cosa. È vero. Peccato che i monaci buddisti per un'intera vita cercano di essere presenti e fanno esercizi alla mattina e alla sera, e fanno solo quello. Cioè, la presenza. Punto. Come si dice, la consciousness. La consciousness. E questa ben detta consciousness vuol dire che tu sei presente in quello che fai. Sì, vero. È vero anche che se tu fossi presente nel presente e quindi non vivessi nel passato o nel futuro, quindi nei rimorsi del passato, nelle preoccupazioni del futuro, risolveresti qualunque problema. Perché nel presente non esiste niente. Se non il presente. Infatti non a caso si chiama presente perché è il vero regalo, cioè il vero dono. Ci sono tante frasi che dicono questo. Cos'era? Il passato è un assegno scaduto, il futuro è un pagherò, il presente è l'unico denaro contante che puoi spendere costantemente. E' così come c'è quella bellissima frase di Kung Fu Panda dove il maestro, la tartaruga o qualcosa, non mi ricordo come si chiama... a far riferimento proprio a questo. Il presente si chiama presente perché è il vero dono. Ed è così. Peccato che non riuscite neanche a essere presenti un secondo quando vi svegliate per fare un cambiamento, ovvero scendere con un piede diverso. E non è una cosa difficile. Non stiamo toccando nessun trauma, non stiamo toccando nessuna cosa complicatissima da cambiare nella vostra mente, eppure è difficile. Quindi, ora comprendete come ci voglia tanto impegno nella propria crescita, oppure ci possono fare tante chiacchiere, come spesso si fa.