COME FUNZIONA LA DOPAMINA IN MODO SEMPLICE - Daniele Penna Risponde

Video/segmento in cui Daniele Penna spiega in termini semplici il ruolo della dopamina come neurotrasmettitore che guida il sistema piacere–dolore: ciò che genera dopamina viene ricercato sempre di più fino a creare assuefazione e insoddisfazione. Offre esempi quotidiani (denaro, sesso, social media, relazioni, viaggio) e un’osservazione psicologica: l’anticipazione del piacere spesso supera il piacere reale.
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Daniele fai lo schemino, ma gli schemini... dovrei farlo uno schemino, sarebbe da fare una mappa mentale. Però è molto semplice, vi faccio un riepilogo veloce. Allora, la nostra mente funziona per un sistema piacere-dolore, ok? Il dolore, la generazione di piacere è data da un neurotrasmettitore, che si chiama dopamina, che viene scaricato nel corpo e che ci dà quella sensazione che noi diciamo piacere. quindi praticamente il piacere uguale dopamina ovvero tutto ciò che ci riesce a generare dopamina nel corpo noi tenderemo a volerlo raggiungere sempre di più molto semplice, banale quindi ciò dove noi tendiamo è ciò che ci da piacere la dopamina diventa una ci crea suefazione quindi se prima ci dava piacere una cosa dopo un po' diventiamo suefatti e ne abbiamo bisogno di più e di più e di più e di più questo tra l'altro porta ad esempio a persone che hanno avuto tante esperienze ad avere sempre più difficoltà ad avere piacere perché ormai è tutto normale e questo lo vedete col denaro, questo lo vedete col sesso, quindi dovete cercare qualcosa di più, dovete cercare qualcosa di oltre, lo vedete sui social media, no? Quando più hai, più diventa normale, più per avere quello scarico di dopamina devi avere di più, molto di più, molto di più. E questa è l'insoddisfazione, questo è il sistema che ci condiziona dicendo devi ottenere di più, devi avere di più, non ti basta mai, vai a ricordare le canzoni di giovanotti, non ti basta mai. Ecco, quella è una delle canzoni che ci fa ricordare come appunto il sistema, non ti basta mai, non ti basta mai, non ti basta mai, ed è così. Quanti di voi hanno vissuto, secondo me tutti, alzate la mano, mettete i diti. Quanti di voi hanno vissuto l'esperienza per cui si erano posti un obiettivo, oppure volevano assolutamente una cosa, oppure volevano conquistare una persona, oppure volevano raggiungere un obiettivo, oppure volevano fare assolutamente qualcosa, l'hanno raggiunto ed erano convinti che quando lo farò sarò felicissimo, da un piacere immenso, affigato, pazzesco, poi l'hanno raggiunto e vabbè, ok. Dico, andiamo avanti. E la vita continua. Tanto che, infatti, l'aspettativa del piacere è quasi meglio del piacere stesso. Quando si dice il viaggio è più importante della destinazione, quando si programma un viaggio, la programmazione del viaggio, magari vi fa una settimana di vacanza, ci fate tre mesi di programmazione, quella programmazione, cercare, immaginare, vedere, cosa vedrete, cosa scoprirete, bam, pum, Quella parte lì è davvero la parte più piacevole. Poi magari fate il viaggio, piave un sacco di sole, non trovate niente di quello che volevate e restate delusi. Ma nel frattempo tutta la preparazione vi ha dato piacere. Il cercare i posti, il guardare le foto, possiamo andare qua, possiamo andare su, vedremo questo, vedremo quell'altro. Ecco, quello vi dava già più piacere a volte del viaggio stesso. Quanti di voi hanno avuto questa esperienza? Qualcosa che volevano a tutti i costi, che sapevano che quella roba sarebbe stata la cosa più piacevole del mondo e poi l'hanno raggiunta? tantissime persone lo fanno così ad esempio con le relazioni sociali cioè si impuntano che devono conquistare una persona una volta conquistata a posto Perché il piacere è nella conquista. Una volta ottenuto, basta. Ci sono tantissime persone, io ero uno di questi, dove il piacere era più nella conquista, più che nell'atto, nell'avere la relazione o nell'andarci a letto. Era più nella conquista mentale. Cioè nel condizionare, nell'arrivare a dire, quella persona vuole te. Ok, obiettivo raggiunto, figo, andiamo avanti. Questo lo facevo io quando avevo vent'anni. Capite?










