Come realizzare i tuoi sogni ed esprimere te stesso con Daniele Penna

A recorded Italian interview with Daniele Penna about authenticity, redefining success, and how to pursue creative or personal goals. Penna contrasts societal standards (wealth, fame) with an inner definition of success (serenity, freedom from conditioning), recounts his own entrepreneurial rise and fall, and gives practical guidance: clarify true motivations, set clear objectives, assess resources/skills, use brainstorming/devil's-advocate, expand knowledge beyond craft (marketing, video), avoid distractions, preserve ethics, and focus long-term rather than chasing quick fame. The piece emphasizes expressing one’s true self and building sustainable projects rather than following externally imposed models.
Chapters
Immagina di poter vivere esprimendo quello che davvero sei la tua vera natura ok basta immaginare c'è da fare prima un'altra cosa conoscere la tua vera natura perché se non la conosci realmente come puoi immaginare il resto e soprattutto come puoi rendere reali i tuoi desideri Ed è proprio qui che ci viene in soccorso Daniele Penna, un artista della comprensione della mente umana che ci aiuterà a capire che dentro di noi c'è un mondo che non si può ignorare se si vuole vivere una vita di vero successo.
Quello che era per me successo a 20 anni non era per me successo a 30, non è per me successo a 40. Cioè è cambiato il mio concetto di successo a mano a mano che crescevo. C'è da dire una cosa, a 20, 25, 30 anni il mio concetto di successo è quello che ci racconta il sistema. Uno standard di successo che vede la persona avere valore in base a ciò che raggiunge, in base a ciò che ha. e io da piccino quando a 24 anni ero riuscito ad avere il successo teoricamente avendo aziende, un sacco di soldi, a 24-25 anni avevo circa 6 aziende vendevo informatica, guadagnavo milioni di miliardi all'ora di lire ed ero convinto di essere uno di successo secondo lo standard normale scoprendo poi in realtà a 30 che stavo inseguendo delle chimere e soprattutto mi stavo ammalando quindi era un successo secondo la società ma io non stavo bene e quindi a 30 ho perso tutto e mi sono convinto che il successo era qualcosa di diverso per poi fare un altro gradino oggi a 40 45 dove per me il successo è un equilibrio tra tutto la mia identificazione di successo secondo me è la serenità e la serenità non è esattamente quello che ti spiega il sistema quello che ti racconta la televisione, quello che ti raccontano i media e corri, corri, corri, fai, fai, fai, ottieni, ottieni, ottieni, compra, compra, compra, spendi, spendi, spendi, possibilmente ammalati e continua a spendere per noi. E tanta gente mi rendo conto che lo insegue, il che è un po' assurdo, però se ci pensi è quello che vediamo, buona parte delle persone insegue progetti spesso e volentieri o per denaro o per fama o per immagine e non più per lo stare bene. Convinti che avere soldi e avere fama vuol dire stare bene. Qui dobbiamo distinguere dei livelli di pensiero perché se stiamo nel mondo così come ce lo racconta la televisione è solo fare, fare, fare, ottenere, ottenere, ottenere e competere soprattutto perché è la base di tutto. essere più bravo di qualcuno devo cercare di raggiungere quello che quell'idolo ha raggiunto. Spesso e volentieri poi tra l'altro gli idoli, e ne abbiamo tanti casi nella storia, quelli che vediamo come idoli li abbiamo trovati suicidati, li abbiamo trovati senza una lira, li abbiamo trovati intossicati di droghe e quindi capisci che non è gente che è felice, non è gente che è serena. E' gente che è incompleta. Ecco, se te lo dovessi dire così in poche parole, il successo è non avere una sveglia la mattina, non avere nessuno a cui dover dare conto, poter fare quello che voglio e non dover stare a pensare a dei mutui da pagare, delle bollette da pagare o delle relazioni tossiche che mi possono intossicare. Quindi è l'essere libero da condizionamenti. Se riesci a essere libero da condizionamenti e fare le scelte per te e non per gli altri, allora per me davvero hai raggiunto il successo. Ti garantisco che è molto più facile fare i miliardi che raggiungere questo tipo di successo.
Collegandomi a questo, molto spesso tendiamo a voler raggiungere degli obiettivi, a credere che sia la nostra missione di vita, di dire sono nato per questo e cose così. Per poi magari dopo un po' renderci conto che siamo sulla strada completamente sbagliata. Secondo te perché succede questo e come soprattutto possiamo fare a renderci conto prima di cosa inseguire o cosa seguire?
Mi aggancio a quello che hai appena detto, alla tua stessa domanda. Inseguire o seguire? Cioè perché secondo te il successo, la mia strada, è qualcosa che c'è uno davanti e io lo devo seguire o peggio ancora inseguire? La differenza di queste parole è seguire se va piano riesco a seguirlo, se corre lo devo inseguire, inseguo a quella macchina. Cioè questi due concetti, che è bello perché tu hai espresso esattamente quello che la gente annela a me. io devo inseguire il successo, lui corre avanti e io lo devo inseguire. Mi ricorda un po' quelle immagini che troviamo di quello dietro della canna con il pacchettino di soldi e quello che corre nella speranza o come si fa con gli asini, si mette la carota davanti e lui corre nella speranza. Questo è il concetto di inseguire. Ma perché il successo deve essere inseguito? inseguire un idolo, raggiungere qualcuno qualcosa che ci fa da modello. Chi l'ha messo quel modello là? E siamo sicuri che quello è davvero un modello. O tu prendi a modello soltanto un piccolo spaccato della sua vita che è dato da un ufficio stampa, fatto apposta e creato affinché tu lo veda come modello. Perché se devi prendere come modello qualcuno dovresti prenderlo in toto, quello che c'è dentro. Ma siamo sicuri che sta bene, che è sano, che non è sclerato, che non è stressato o chissà quante altre cose. Quindi, prima di tutto dovremmo capire che quello che facciamo nella vita non dovrebbe essere inseguire qualcun altro, ma dovrebbe essere esprimere quello che siamo. Essere, esprimere quello che siamo, lì viene... Allora, nel momento in cui decidiamo di esprimere quello che siamo, lì nasce un altro dubbio. Perché? Noi in realtà siamo il cumulo delle nostre esperienze. Quindi nasciamo, abbiamo la nostra infanzia e da quell'infanzia ci facciamo un'idea del mondo, che non è il mondo, è una piccolissima mappa del mondo dataci un po' dai nostri genitori, dalle persone che abbiamo frequentato, magari dai nonni, magari dalla scuola, dalla chiesa o chissà chi. Quindi noi crediamo che il mondo è quella piccola gabbietta di informazioni che ci hanno dato. Da lì facciamo le nostre scelte. È abbastanza improbabile che un figlio di, che ne so, un medico e un commercialista che abbia vissuto un'infanzia felice voglia fare il ballerino. Probabilmente ha vissuto tra conti e avvocati, bene o male farà quello. A meno che non incontrerà nella propria strada qualche amico particolare o qualche mentore che lo indicizza. e lo indirizza verso questo. Io da piccolo avevo il mio caro amico che giocava a tennis e volevo giocare a tennis. Era la mia passione giocare a tennis. Era la mia passione giocare a tennis. Perché lo faceva lui e lo faccio pure io. Quante cose facciamo perché qualcuno di i nostri amici lo fa? La maggior parte della gente ad esempio prende dei vizi come la droga o il fumo perché lo fanno gli amici. Quindi, Quindi prima di tutto dovremmo capire se davvero è qualcosa che vogliamo. Io ho visto spesso e volentieri, ho partecipato in una trasmissione televisiva come super coach, una trasmissione dove appunto c'erano i coach delle varie arti e ho scoperto che tantissimi ragazzini avevano iniziato la loro carriera da ballo, canto eccetera perché i genitori li avevano spinti. Quindi lo volevano davvero loro? o sono stati spinti dai genitori perché magari sperano che il figlio riesca a fare quello che loro non sono riusciti a fare? Questa è già una cosa fondamentale, cioè la scelta è stata indotta e se sì da chi? Ce lo vogliamo davvero noi? Oppure siamo stati, diciamo è stata una scelta spintanea e non spontanea? Questo è già il primo. Poi una volta che abbiamo scelto cosa esprimere dovremmo fare attenzione a ciò che accade, ovvero Qui andiamo in un mondo un po' più spirituale, se così si vuol dire, ma non è neanche tanto spirituale, nel senso che è abbastanza ovvio. Se vedessimo la vita come un fiume che scorre, se tutto va secondo i piani, il fiume dovrebbe scorrere senza intoppi. Certo che il fiume ha il suo corso, ha i suoi bordi, insomma, ha il suo tracciato ben definito, è chiaro che se noi da quel tracciato improvvisamente volessimo muoverlo da un'altra parte, la fatica che dovremmo fare per spostare il suo flusso da un'altra parte diventa tanta e probabilmente troveremmo tanti ostacoli. Quindi, se facciamo fatica, quindi se iniziamo ad avere tanti, tanti, tanti e tanti ostacoli, forse dovremmo comprendere che dovremmo rivedere qualcosa da cambiare. Poi dipende ovviamente, non è detto che devi cambiare strada, a volte è soltanto un rivedere il tiro. Chiaro che in base all'ostacolo dovresti.
Secondo te questo non è anche un condizionamento un po' del sistema, appunto che è lo stesso sistema che ci vuole dire che dobbiamo andare sempre dritti, essere tosti e spaccare tutto?
È questo il problema, perché quello stesso sistema che crea gli idoli è quello stesso sistema che si basa sulla motivazione, finta motivazione, ti dice l'esatto contrario. O se vai da un coach, la definizione di coach è dato un obiettivo dal cliente, tu lo aiuterai a raggiungerlo. Non ti chiedi se è il suo vero obiettivo, non te ne frega niente. L'obiettivo è farlo raggiungere. Se ha degli ostacoli, tu lo aiuti a superare come una rieta le barriere. Ed è assurdo, perché io ti farei la stessa domanda. Se tu stai andando in autostrada a 130 all'ora per andare da Milano a Torino e trovi l'autostrada bloccata, chiusa, Tu che fai? Sfondi il coso oppure prendi la strada secondaria e te ne vai dall'altra parte? Sarebbe impensabile una cosa del genere però nella vita è assolutamente così ed è assurdo. Io sono una persona che mi reputo aver raggiunto quel livello di non dover aver necessità di essere accettato. Per cui se tu mi segui o non mi segui non me ne frega niente. Se mi metti un like o se mi metti un dislike benché meno. Quindi arrivato a quel punto io mi posso permettere di dire le cose in faccia come voglio, senza la paura di perdere followers. A me non interessa vendere, mi interessa trasmettere. L'artista fondamentalmente, il vero, vuole trasmettere emozioni, vuole trasmettere quello che ha dentro, vuole cantare le proprie storie in qualche modo. È diverso da chi vuole fare marketing.
Secondo te c'è un punto di unione di queste cose, ovvero Dal lato dobbiamo esprimere noi stessi con la nostra arte e quindi, come dicevi tu, dall'altro però anche riuscire a vivere magari di quello, quindi vendere. Possiamo unire queste cose in modo, diciamo, perfetto in qualche senso?
Secondo me sì, non è facile. Non è facile se devi dare conto a quello che dicevamo prima. Se devi dare conto ai genitori, se devi dare conto al sistema che ti dice di fare, fare, fare, avere, avere, avere, ottenere, ottenere, ottenere e... direi che bisogna fare dei passi prima perché se tu pensi che il tuo successo è dato dalla macchina che guidi o dall'orologio che tieni al polso o da quante persone con quante persone vai a letto chissà che cosa, capisci bene che è ben diverso dal trasmettere emozioni. La prima cosa che dobbiamo comprendere è cosa vogliamo vogliamo davvero. Per cui noi potremmo dire io voglio diventare il più grande cantante del mondo oppure voglio vendere tanti dischi ma perché? Qual è il vero fine? la fama, l'essere accettato, l'essere ammirato, avere tanti soldi per poterti comprare una Maserati perché così sei più figo. Qual è il bisogno che ti spinge a diventare X o a trasmettere Y? Perché se smettessimo di prenderci in giro sarebbe molto più facile. Questo non è un lavoro facile perché è nascosto anche a noi stessi. Cioè spesso e volentieri la vera motivazione che ci spinge a un'azione viene nascosta da una cosiddetta dissonanza cognitiva, cioè una scusa che vada bene per me e per gli altri. Quindi io voglio diventare un cantante, un ballerino perché voglio trasmettere le mie emozioni, dietro potrebbe essere perché voglio essere accettato da mia madre e mio padre perché loro non mi volevano, però se io divento un bravo ballerino e vado da amici allora loro potranno dire ai loro amici che io sto andando da amici. e questa cosa qui li renderà fieri di me. Quindi se muovi la tua vita per far rendere fiero qualcuno di te, invece che trasmettere davvero quello che è dentro, è finita. Perché rischi che alla fine non stai facendo quello che vuoi davvero. magari è vissuto nella povertà a suo tempo o per chissà quale altro motivo. Quindi è fondamentale avere la vera motivazione in fondo in fondo in fondo.
Come dicevi prima arrivare ad esprimere noi stessi.
Esprimere davvero perché se la tua motivazione è liberarsi dal condizionamento degli altri esprimi quello. non far finta di essere tutt'altro, perché a volte ci si mette delle maschere apposta per avere successo, secondo i dettami del sistema, ci si dimentica chi è davvero, chi sia davvero, ma quel chi sia davvero prima o poi... Ricordiamoci che reprimere quello che si è dentro è molto simile a quando si cerca di tenere un pallone gonfio d'aria sott'acqua. Sai, più è gonfio di aria più fa forza. Se tu cerchi di spingere un pallone sott'acqua fa tantissima forza. Quindi nascondere quello che sia davvero comporta tantissima energia. Sai cosa succede? Che arriva un giorno in cui per qualche strano motivo non ce la fai più e questo ti esplode in faccia. Quindi il successo che puoi avere che può sembrare che hai raggiunto, magari in 3-4 anni, potrebbe diventare il tuo peggiore dramma fra dieci anni. E ne abbiamo di storia. Ecco perché dico cercate di evitare questo, capite subito cosa volete davvero, invece di dover avere il pallone in faccia fra dieci anni e comprenderlo dopo. Il mondo è pieno di queste storie. Quindi essere consapevoli di quello che vogliamo davvero ci aiuta molto di più a raggiungere l'obiettivo. tanto per darti un'idea, io ho fatto i miliardi fino a 27-28 anni, perché quando l'ho scoperto mi sono reso conto che il mio obiettivo era dimostrare a mio padre di avere ragione, perché mio padre diceva che io dovevo fare il dipendente di banca, stare lì dietro a contare i soldi degli altri. Io dicevo no, non è così, ti dimostrerò che non è così.
Rendarizzio.
Esatto. Cosa accadde? Che quando arrivai con le mie aziende a guadagnare in un giorno quello che lui guadagnava in tre anni, Finalmente, dopo tanti anni, un giorno disse le paroline magiche. Mi disse... Effettivamente avevi ragione. Sai quanto tempo ci ho messo a fallire? Sei mesi. Quindi se andiamo appresso a questo... E se inseguiamo appunto queste logiche, che sono quelle che poi il sistema vuole che inseguiamo, perché la televisione, internet, il continuo bombardamento di modelli, tra l'altro anche finti, lo vediamo sulla conformazione fisica, vediamo sti modelli, le modelle che spesso e volentieri sono photoshoppati, perché se li vedi poi dal divo non se vanno a guardare. Quindi crei una sorta di costante inferiorità da dover superare. Vivere nell'inferiorità vuol dire vivere nel senso di colpa, vuol dire sentirsi inferiori, vuol dire sentirsi non di successo, vuol dire sentirsi di basso valore. Oggi come oggi il mondo è ti convince che il tuo valore è dato da ciò che possiedi, dal tuo stato sociale, dai soldi che hai e da tutte queste robe qua. Ma in realtà il valore, cioè se sei un ignorante che, nel senso che ignori, che non sai parlare italiano, che non sei capace a mettere due parole in croce, non è che se hai un Rolex da 20 mila euro al polso parli italiano. Cioè sei un ignorante con un Rolex. Eppure il sistema ci convince di questo. Quindi Il vero valore dovrebbe essere la conoscenza, chi comanda lo sa, è la conoscenza che ti dà il vantaggio sugli altri, è la conoscenza che ti dà la possibilità di risollevarti quando cadi, è la conoscenza che ti dà la possibilità di trasformare un'arte anche in una rendita ad esempio, è la conoscenza che ti fa comprendere che le modalità di generare denaro che ti vengono spiegate dal sistema di comunicazione sono errate, perché ti costringono e ti continuano a insegnare sin da quando sei piccolo e vai a scuola che devi scambiare tempo per denaro, cosa che nessuno dei grandi ricchi fa e nessuno ti insegna come si fa ad esempio a generare rendite, vivere di rendita e quando vivi di rendita puoi utilizzare la tua passione per fare quello che vuoi. Nel caso degli artisti, è una cosa che ho sempre detto tanti amici artisti, Il loro grosso problema è che la conoscenza dovrebbe spaziare su più campi. È un po' come dire, se volessimo usare la metafora di prima del fiume, che il nostro fiume finché continuiamo a aumentare le nostre conoscenze solo su quel tema, al massimo si può diventare più veloce il flusso dell'acqua, ma gli argini sono sempre stretti. non so, se io sono un disegnatore, posso continuare ad aumentare le mie conoscenze di disegno, di stili di pittura, di stili di disegno. Sì, ma sempre lì è. Quando cominciamo ad allargare la nostra conoscenza, è come se quegli argini li spostassimo. Quindi, impara ad esempio a conoscere anche il marketing sul web, che non c'entra niente col disegno, ma ti può tornare molto utile. Impara a conoscere, non so, la creazione di video. Anche questa è un'altra conoscenza che può non centrare niente, secondo una mente limitata, col disegno, con la pittura, col ballo, con la danza, col canto, ma se allarghi i tuoi orizzonti comprendi che più cose conosci più cose puoi mettere assieme e più puoi trasformare la tua passione anche nella tua rendita o nell'indotto che ti permetterà di avere una rendita.
C'è da fare una grossa distinzione anche tra il know-how nel senso le conoscenze applicate a quello che ci piace fare quindi dicevi della pittura e quindi come poter aumentare le conoscenze legate a quello e poi come riuscire magari a vendere i quadri. che sono due cose, due mondi a parte.
Rendar. Ecco lì, capisci che se tu sai soltanto dipingere quadri e non sai niente, l'unica cosa che puoi fare è andare nel mercatino della città, attaccarli lì e sperare che qualcuno li veda. Quindi se il tuo know-how è soltanto so dipingere, punto, Che puoi fare? Mercatino, lì sotto, quanta gente potrà vederli? Cento? Mille? Quelli che passano di vicino? Ma se iniziassi ad allargare i tuoi orizzonti e avessi un sito internet, lavorassi, che ne so, utilizzassi Facebook marketing, utilizzassi Instagram non soltanto per farti le selfie con i piccioni a Venezia o chissà dove, ma usarli per fare marketing in maniera diverso, allora capiresti che non è più un pubblico di quei 100, 200, 1000 che ti passano nel mercatino, ma possono diventare milioni. Quindi la possibilità di vendere il tuo stesso quadro, a parità di capacità di avere quel quadro, di creare quel quadro, la tua conoscenza porta il tuo quadro alla visibilità di un pubblico ben maggiore. È come avere un negozio in uno scantinato, è come avere lo stesso negozio in un centro commerciale grosso quanto tutto il mondo.
Nel momento in cui ti viene un'idea e la vuoi realizzare, c'è un processo che utilizzi sempre oppure in base al progetto? Proviamo a strutturare qualcosa più da seguire, diciamo, qualche passo?
Beh, dipende innanzitutto dal tipo di progetto, perché un progetto web, ad esempio, è diverso da un progetto di un corso. Adesso, per esempio, una cosa su cui inizierò a lavorare tra pochissimo sarà un gioco per bambini. un gioco per bambini che vuole essere totalmente rivoluzionario perché ha l'obiettivo, ecco ti dico già il primo passo, qual è l'obiettivo? Quindi prima di tutto fissiamo l'obiettivo. L'obiettivo è in questo caso il dare ai bambini delle abilità, delle conoscenze, delle qualità ogni singolo giorno, nuove. in maniera tale che, appunto, come dicevamo all'inizio, non crescano all'interno della loro gabbietta limitata le conoscenze che gli possono dare solo i due genitori. Quindi questo è il primo progetto, l'obiettivo. Ora, da qui dobbiamo capire da dove partiamo, quindi partiamo dal punto dove arrivare, punto B, o meglio punto Z. Capiamo dove stiamo oggi, A. Io che esperienza ho sui bambini? Ho l'esperienza sulla mente umana, quindi so come possono essere condizionati dal sistema dei genitori bambini. Non ho bambini, conosco tantissime persone che hanno bambini e ho un tot di conoscenze, ma sono limitate. Io non potrei mai dare conoscenze ai bambini, ad esempio di canto, ad esempio di disegno, ad esempio di scultura. o di astronautica, o di matematica per esempio, perché la matematica per me è un'opinione. Per cui vedo dove sto io, quindi cosa posso fare io. A quel punto, quindi sai dove vuoi arrivare, sai dove stai, cosa ti serve? Quindi che cos'hai tu e che cosa ti manca? Quindi ti possono mancare coscienze, No, siamo ancora a che cosa ti serve, cioè strumenti. Strumenti. Quindi, cosa mi servono? Mi servono conoscenze di X, Y e Z. Mi servono, ad esempio, in questo gioco che sto per fare, serviranno la costruzione di alcuni prodotti, di alcune cose. Quindi mi serve, ad esempio, qualcuno che sia in grado di disegnare, o che sia in grado di modellare delle cose in 3D, o che sia in grado di fare determinate cose. Quindi prima devo capire cosa mi serve. Dopodiché vado a vedere se le cose che mi servono le posso acquisire io o dovrò trovare persone che lo possano fare. Quindi stiamo ancora all'inizio perché la strategia non ce l'abbiamo ancora, quindi siamo ancora a che cosa mi serve.
Obiettivo, strumenti.
Obiettivo, quindi punto d'arrivo, punto d'inizio, cosa ti serve, ben definiti. dove trovarli o come trovarli, ad esempio denaro, perché per fare una roba del genere serviranno un sacco di soldi. Un'altra cosa che io faccio, e questa non la trovi nelle analisi e cose, è cercare delle persone che mi facciano da avvocato del diavolo. È il cosiddetto brainstorming. Il brainstorming, ovvero sta tempesta di cervelli che andrebbe fatto secondo me su qualunque su qualunque progetto, prevede appunto che più persone quindi con vissuti diversi possano dare idee opinioni qualunque cosa perché da lì possono venire o altre idee o magari potresti scoprire dei punti neri che a cui tu non hai fatto caso perché tu vedi solo quello e magari ci potevano essere degli ostacoli insomma magari ma sai in italia questo puoi fare il fisco di qua è tutta una serie di cose quindi Questo ti aiuta a essere più concreto, perché il visionario è un visionario. Vedi, stai già lì. Poi devi scendere a terra, come si dice, i castelli in aria sì, sono belli, ma devi cominciare dal terreno. perché devi mettere le basi, devi mettere le radici sul terreno, sennò i castelli se li costruisci in aria o se li costruisci come dei castelli di carte basta pochissimo per buttare giù tutto il castello. Invece sì, ci sta che vogliamo arrivare in aria, ma ci sta anche che devi mettere delle radici ben solide perché sennò rischi di cascare così come sei cresciuto, come dice la famosa storia del bambuno che ci mette cinque anni prima di germogliare. per cui tu stai lì, prima uscirà il primo germoglio, quindi per cinque anni tu lì lo curi e poi finalmente esce. E questo ci fa capire anche un'altra cosa, non avere fretta. Un altro condizionamento enorme del sistema è l'ottenere tutto e subito, il super enalotto. La gente vuole diventare multimilionaria, che cosa fa per diventare multimilionaria? Gioca al super enalotto. Allora, ci sono modi diversi. Uno perché vuoi diventare multimilionario, perché tra l'altro la statistica vuole che tutti quelli che si sono arricchiti attraverso le lotterie, più del 90% di loro sono finiti peggio di prima, quindi sono finiti nei debiti o si sono ammazzati. Quindi non fa affatto bene se non lo sai gestire il denaro. e la lungimiranza e la non fretta ti permette di vedere più a lungo termine. Ad esempio questo progetto per i bambini è un progetto che vedo a 10-20 anni. non che partirà fra 10-20 anni, ma che deve durare 10-20 anni. Quindi non è una roba che esco, faccio un sacco di soldi e poi sparisco, come fanno molti. Se vediamo nel tempo, più le persone vanno avanti con l'età, più si ricordano quello che accade nel mondo, più si rendono conto che è fatto di tante meteore. che passano, illuminano il cielo e spariscono. Vedi in tv, vedi nella musica, quanti sono quelli che sono rimasti nella storia? E quanti sono quelli che sono passati una stagione e puff spariti? Spesso e volentieri poi vai a vedere che fino a non farlo hanno perso tutto. Quindi in quell'istante hai il successo perché l'hai ottenuto e poi... finisci, quindi... Rendar.
Ma ritorniamo a tutto quello che abbiamo detto.
Matt. E torniamo a quello che abbiamo detto prima, quindi che cosa vuoi? Vuoi qualcosa che resti nel tempo? Vuoi lasciare un passo nella storia? Cioè, vuoi lasciare un solco nella storia o vuoi essere, sai, un disegnino che viene... un tracciato nella sabbia che viene cancellato alla prima onda che passa? Questo è fondamentale definirlo, perché se andiamo avanti con quello che dice il sistema, che devi fare tutto e subito perché così diventi qualcuno, rischi che così come sali scendi giù, diventa una parabola.
Come si dice, easy come, easy go.
Eh appunto, così come arrivi così te ne vai. E questo è quello che accade spesso. Ricordiamoci anche che nel mondo dell'arte spesso si è carne da macello, soprattutto se si va ad esempio nella musica o nella televisione si è vera e propria carne da macello. Cioè tu vieni usato finché fai numeri, quando non fai più numeri o quando non fai quello che ti dicono loro, vieni buttato via. O amici artisti o persone che hanno raggiunto anche un grande successo e poi perché non hanno fatto quello che il padrone voleva sono state completamente buttate fuori. E soprattutto, e questo è secondo me il vero segreto che non ti dirà nessuno, il non attaccarsi al risultato. Non attaccarsi al risultato, qui entriamo già, questa la mediamo dai mondi spirituali, questa la mediamo dal buddismo, questa la mediamo dai monaci Shaolin, questa logica la prendiamo dai mandala. I mandala vengono fatti dai monaci, ci mettono settimane con della sabbia e sono delle opere d'arte fantastiche, ma la cosa bella è che appena l'hanno finito lo cancellano. questo perché? per insegnare che nulla rimane per sempre e soprattutto che non devi attaccarti al risultato, cioè benissimo farò questo progetto, andrà bene? wow, bello! andrà male? non è che mi faccio cara a Kiri perché ha noto male, cioè andiamo avanti abbiamo imparato, l'obiettivo è fare esperienza questo progetto sarà una nuova esperienza. La cosa fondamentale è divertirsi mentre lo fai, perché se stai male mentre lo fai nella speranza, nell'utopia di stare bene quando lo raggiungerai, hai perso proprio il senso della vita. Non scambiate mai la vostra autenticità con il denaro, con il successo, con la prevaricazione o con qualcos'altro. Perché qualcuno lo chiama karma, per dirlo così in maniera un po' più buddista. A Napoli si dice che se sputi in aria in testa ti ritorna. In realtà tu attiri le persone che vibrano la tua vibrazione, per cui se tu ti abbassi a fare cose scorrette o furbe, per ottenere o per prevaricare o per stringere i tempi o per fare le cose più velocemente sappi che la tua vibrazione di furbizia attirerà persone che poi faranno i furbi con te. Quindi non puoi lamentarti se poi perdi tutto perché qualcuno t'ha fregato perché a monte tu hai fatto o hai accettato di usare strumenti magari poco corretti o poco etici Ecco perché mi rendo conto che da ogni esperienza dove ho teoricamente perso affari, soldi, magazzini, persone, quello che vogliamo, quindi si sono rovinate le azioni o mi hanno danneggiato in qualche modo, mi rendo conto che alla base c'è sempre una mancanza di conoscenza, una mia vibrazione è errata, non funzionale.
Che ti ha portato a quel... che.
Mi ha portato ad attirare determinate persone. Oggi dico sono io che ho attirato quelle persone perché io mi volevo liberare da quel fardello delle aziende e me ne volevo andare in giro per il mondo perché non ce la facevo più. Ma allora dicevo guarda sti strozi che mi hanno fregato tutto.
Proviamola a vedere nel lato opposto. ovvero le cose che assolutamente dovremmo evitare di fare nel nostro percorso, nella nostra carriera artistica e personale.
Cercare di sopravvaricare o di fare i furbi. Restare sempre nella propria autenticità, avere un'etica. Avere un'etica e non venderla per nessun motivo. Perché nel lungo termine non paga mai. nel lungo termine non paga mai. Quindi restare coerenti con la propria con il proprio vero essere. Poi attenzione se non hai un'etica per carità cioè se c'è gente che dice io voglio raggiungere X a tutti i costi non me ne frega niente. L'importante è essere consapevoli. Ovviamente quando sei consapevole poi ti prendi anche le conseguenze dopo. La distrazione insieme al mai vendersi nel mai vendere la propria etica è l'altra cosa fondamentale. Se vuoi portare avanti un progetto, zero distrazioni. Perché ogni volta, e questo tra l'altro adesso non ricordo esattamente i dati, ma mi pare che ogni qualvolta la nostra mente si distrae per guardare una notifica, per guardare una mail, per guardare una foto su Instagram, a necessità, se non ricordo male, o di 7 o di 11 minuti per rientrare nel focus. Capisci come praticamente sei totalmente distratto. Ora, come puoi avere un progetto ben definito, senza errori tempo, se la maggior parte del tempo la tua mente deve sganciarsi dal progetto, guardare la notifica, rispondere, ritornare lì, rientrare la più possibile. Adesso se ci pensi tutto è basato su queste maledette notifiche. Adesso anche su Windows c'è la notifica, ogni volta che entri in un sito ti dicono vuoi le notifiche e tu stai facendo qualcosa, puff nuovo articolo, cioè il mondo è fatto di distrazioni. Apri il telefonino e c'hai settemila messaggini e iconine di robe nuove che ti sono arrivate e stai lì a perdere tempo. Andross e Simonon. Ovviamente fatto apposta. Simo. Apposta. Andross.
E secondo te c'è un prezzo da pagare per vivere della propria arte? Qualcosa che magari dobbiamo rinunciare, a cui dobbiamo rinunciare?
Simo. Agli spritz. Andross.
Agli spritz.
Simo. Dobbiamo rinunciare alle cose inutili. e dobbiamo muoverci prima sull'indispensabile. Credo che questa sia una forma mentis da avere prima di iniziare ed è stata quella che mi ha cambiato completamente perché prima io facevo le cose per soddisfare i miei bisogni e le mie mancanze. cioè se volevo il bmw volevo la lotus volevo la villa volevo questo volevo quell'altro perché avevo dei buchi emotivi e speravo che un bmw me li avesse soddisfatti o coperti o riempiti in realtà non è così quando invece comprendi che le cose indispensabili sono realmente poche Quindi non sono, ad esempio, il fatto di doversi far accettare dal gruppo di amici che se non vai a prenderti lo spritz la sera ti dicono, ah ma dai, ma come? Come? Non vieni con noi? Non ci vuoi più bene? Ora, o usi il tempo per fare quello, o usi il tempo per fare altro. Il tempo è una risorsa. È come la benzina della macchina. Cioè, tu puoi usare la benzina della macchina per tenerla accesa 12 ore così, da ferma, solo perché stai sentendo la musica e vuoi l'aria condizionata, oppure per andare verso una direzione. Qual è la differenza? Che la benzina si finisce comunque. Uno rimane fermo e ha sentito la musica, l'altro si è fatto 300 km. e hai usato la stessa benzina. Quindi nel momento in cui si crea un progetto bisogna pure stabilire, definire un tempo. Ovviamente io ragiono in questa maniera, finché c'è un progetto che amo e che voglio realizzare, il massimo focus è su quello, non esiste nient'altro. Non esiste nient'altro che non sia indispensabile. A monte però ci siamo tolti il giudizio degli altri, l'accettazione degli altri, gli altri che ti chiamano e tutta quella roba degli altri. Quindi il prezzo da pagare sono gli altri. Se ci togliamo gli altri dalla testa, quelli non funzionali al progetto e quelli non indispensabili, perché magari non sono i genitori, determinate cose sono indispensabili, non è che ci dobbiamo chiudere col mondo, ma se vogliamo raggiungere qualcosa l'attenzione e il focus e il tempo devono essere dedicate a quel qualcosa. Che vuol dire? Conoscenze, applicarsi, fare, tutto quello che serve. Ovviamente il prezzo da pagare è che per un periodo di tempo magari potresti un attimo isolarti, però come si diceva quando facevo nel mio corso gratuito sulla mentalità finanziaria, che tra l'altro vi consiglio di vedere perché cambia proprio il concetto di mentalità legato al denaro, l'inizio dice proprio questo, cioè se farai nei prossimi anni quello che gli altri non faranno mai, vivrai una vita che gli altri non vivranno mai. Ma sei pronto a pagare il prezzo? Sei pronto a dedicare i prossimi anni di vita a realizzare quello che davvero vuoi nel profondo? Al 100%? Senza distrazioni? Sì, allora è più probabile che lo raggiungerai. Se invece lo dovrai fare a tempo perso, tra un aperitivo, la ricerca della donna ideale o del compagno ideale, o a mettere pace tra compromessi e relazioni, o a dover fare quello che ti vogliono far fare i genitori, allora amici miei sarà un po' più dura.
Sono d'accordissimo. Grazie Daniele.
Grazie a te, grazie per avermi dato questa opportunità. E voi siate sempre autentici ed esprimete sempre voi stessi.
Dentro e fuori di noi siamo bombardati di condizionamenti, modelli, schemi, credenze e sistemi che ci offrono una distorta illusione della vita. È più come se la vita vivesse noi. Ma quando si accende una luce, finalmente possiamo iniziare a vedere le cose come stanno. E proprio come in Matrix, il film, scegliere da che parte stare.










