Daniele Penna riflette su come il cambiamento personale profondo renda difficile restare con le stesse persone: quando cambi non "vibri" più alla stessa frequenza degli amici e spesso ci si allontana, pur mantenendo relazioni superficiali. Discute inoltre la difficoltà di cambiare i genitori, raccontando la propria esperienza di indipendenza già dall'adolescenza.
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Come puoi cambiare e rimanere con le stesse persone? K-Pax, questa è una cosa abbastanza complessa, cambiare realmente dentro e restare con le stesse persone è quasi secondo me un'utopia, quasi secondo me un'utopia. Nel momento in cui cambi davvero e cambi profondamente non stai più bene con quelle persone perché non vibri più a quella vibrazione puoi accettarle, puoi compatirle puoi compatirle ma se prima avevo un gruppo di amici con cui uscivo tutte le sere oggi ho una nuova vibrazione loro stanno là ogni tanto posso salutarli su facebook magari se ci ricapita una serata per salutarli ma so già che mi annoio perché si andrebbero a fare cose e che ormai non risuonano più con me, né tantomeno si potrebbero mai prendere discorsi che non risuonano con loro, perché comunque a loro non interessa una determinata evoluzione. Gli va bene il loro mondo, sta bene così, stanno nel loro limbo, magari sono malati, magari stanno impicciati, però va bene così. E' un po' come quei genitori, eh. I genitori non è che li puoi cambiare. Puoi dargli qualche spunto, ma è molto difficile che un genitore accetti consigli da un figlio. E' un po' dura. Un po' dura. per cui l'importante è che non ci stai mai cioè nel momento in cui cresci ed evolvi davvero non stai più con quelle persone perché non ti danno piacere ma non ti devono neanche dare fastidio perché se ti danno fastidio vuol dire che non sei ancora cresciuto abbastanza questo accade spesso coi genitori cioè nel momento in cui tu riesci a stare bene con i tuoi genitori quindi stai lì con gratitudine allora sei arrivato a un buon livello e questa è... mi sono voluti anni mi sono voluti anni Vabbè, io ho avuto una vita, devo ammettere, buona, nel senso che, ok, vivevo da solo, quindi i miei genitori lavoravano perché non mi potevano mantenere, ma fondamentalmente io sono vissuto da solo, meno male, e oggi ringrazio Dio. Ringrazio Dio di non aver avuto i miei genitori a fianco a rompere le mie scatole. Io sono cresciuto indipendente, veramente, a 12 anni, ero già maggiorenne nella mia vita.