Daniele Penna answers a viewer (Miriam) about how to resolve an emotional wound transmitted from a parent. He frames inherited wounds as having a functional 'gift' and recommends first cultivating awareness and then sustained present-moment presence so that, when a learned schema activates, one can consciously choose a different response. He also notes the option of doing regression work to address the wound in the parent (e.g., mother) and emphasizes repetition to form a new habit.
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Una ferita è trasmessa da un genitore, come si risolve se non si è creata da un nostro trauma diretto? E come te lo spiego qua Miriam, ci possono essere mille modi. Innanzitutto torniamo sempre al discorso di comprenderne il dono, perché comunque è tutto funzionale per te, quindi anche quella ferita è funzionale e ti serve avere quell'emozione di base proprio per capire qualcosa che devi ancora capire. Comunque sia sul concetto di siamo tutti uno, in realtà tu puoi addirittura lavorare su chi te l'ha generata, quindi anche su tua madre. Cioè quando vai in regressione puoi anche andare indietro e lavorare su tua madre. Però è ovvio, non è che devi avere un minimo di esperienza. Innanzitutto, comunque Miriam, la cosa fondamentale è essere consapevoli. Cioè il primo passaggio è la consapevolezza, il secondo passaggio è la presenza. Cioè se io sono presente ogni istante e quando mi scatto uno schema comprendo coscientemente che è uno schema che mi è stato generato da quell'evento X oppure che mi è stato trasmesso da mia madre, io posso sempre, con il mio libero arbitrio, scacciare quello e fare qualcos'altro, però deve essere presente. Cioè se hai uno schema che ti porta sempre da una parte, tu quando stai per andare da quella parte, se sei presente, puoi scegliere consapevolmente di andare dall'altra. Così facendo, se fai questo per diverso tempo, creerai una nuova abitudine. Non è facile, ma non è neanche impossibile. Torniamo sempre sul discorso presenza.