Come si esce dal FREEZE? - Le Domande del Follow the Flow di Daniele Penna

A spoken monologue by Daniele Penna discussing how entrenched beliefs (the ‘freeze’) are formed and why they’re difficult to change. He argues beliefs tied to identity, needs, and values require systemic, long-term work (identity or environment change) rather than quick techniques, and advocates a holistic approach considering mind, body and environment.
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Come si esce dal freeze da grandi? Daniela, beh non è che c'è una tecnica, ti potrei consigliare la mia tecnica che guarisce qualunque cosa, però non so se ti funziona per questo. Come uscire da questo giochino? Allora, innanzitutto dovreste capirlo questo giochino. dovreste capirlo questo giochino e vi garantisco che anche persone che l'hanno capito continuano a ripeterlo cioè ce l'hanno proprio scritto, preciso, lo sanno benissimo ne sono consapevoli e ci si rinfilano perché? perché la logica è, vedi te l'avevo detto diciamo che a monte dobbiamo ritornare sulla scala della vita cioè se il nostro problema è una credenza come abbiamo visto la credenza abbiamo visto che la credenza è in mezzo alla scala cioè abbiamo l'identità, i bisogni, i valori, le credenze le abilità, i comportamenti, l'ambiente per cambiare una credenza, quello che ci insegnava Diels ma che in realtà ve lo confermo Per arrivare a un gradino di mezzo devi sempre partire o dall'inizio o dalla fine, quindi o parti dall'identità o parti dall'ambiente. Se vuoi cambiare una credenza o vai a smontare la creazione dell'identità, il che vuol dire traumi, bisogni, ricordi, imprinting, il che non è per niente facile, sfattibile, ma non è per niente facile, dovresti avere tanto tempo, tanto lavoro su te stesso, non si sa esattamente come, perché poi dipende ognuno da quello che sa fare, da quanto ha studiato, da quanto ha lavorato su se stesso, da che accesso ha a se stesso, da quante protezioni ha, dalle ramificazioni dei vari traumi che ci sono, perché ricordiamoci che la nostra mente non deve essere trattata come la medicina tratta il corpo, cioè come cose totalmente separate. Tu hai il dolore al fegato, vabbè vediamo che c'è nel fegato. No, il fegato è una parte di una comunità più grande, di trilioni di cellule, quindi se il fegato sta male è perché c'è un disequilibrio globale, non è solo il problema al fegato. idem per il nostro cervello se abbiamo un problema su una credenza di un certo tipo non è che tratti quella credenza e basta o meglio dipende dalla credenza perché se è una credenza del tipo l'uovo sbattuto ok sti cazzi quella credenza è crollata semplicemente con una dimostrazione ma era una credenza banale non stiamo parlando di una credenza io non valgo non stiamo parlando di una credenza io non esisto non stiamo parlando di una credenza io non sono capace perché sono credenze di un altro livello cioè sono credenze ben più radicate perché sono agganciate ai valori sono agganciate ai bisogni che sono agganciate alla nostra identità mentre una credenza del genere del nostro uovo sbattuto è una cosa semplicemente vista che non è che mi fa crollare la stima di mia nonna perché adesso so che l'uovo se lo metto assieme mi si sbatte uguale non mi cambia niente è qualcosa di banale è qualcosa che ho visto che forse mia nonna sapeva che era così da sua mamma è apposto così ma è diversa una credenza dove i miei genitori mi hanno magari trattato da deficiente per 20 anni non è un evento non è un nuovo sbattuto nello zabbaione cioè è qualcosa di molto più potente quindi dipende da quello che devi andare a cambiare. Per andare a cambiare questo, una credenza del genere non è legata, cioè non è slegata da tutto il resto, perché nel momento in cui la credenza me la leghi ai valori, che me la leghi ai bisogni, che me la leghi all'identità, cioè tu mi stai legando, cioè è come dire, se tu scoprissi, che ne so, che Tu sei credente, ok? Credi in Dio e vai a pregà tutti i giorni, posto? Ti hanno sempre detto che le sedie della chiesa sono fatte di legno di noce, ok? E tu ce credi, vai lì e dici, ah che bello sto legno di noce, ti metti là, padre nostro che sei nei cieli, eccetera eccetera. e sei convinta di stare sulle sedie di noce. Un giorno ti arriva a fianco a te un amico che è esperto dei alberi e dici, oh cavolo, bello sto legno di ciliegio con cui si sono fatte tutte queste sedie, va che figata! In quel momento a te crolla una credenza che le sedie erano de noce e invece su de ciliegio. Ma non è che smetti de crede a Dio? Dio rimane là, la Chiesa rimane là, tu continui a di padri nostri, ma invece de sta in ginocchio sui cieci, sue sedie de coso, de noce, sei su de sedie di ciliegio. Quindi hai cambiato una credenza piccola, ma tutto il resto della fede tutto l'archibugio, tutto l'albaradan che c'è dietro, non è cambiato. Quindi, adesso non è che perché a sta persona gli hai smontato la credenza dell'uovo sbattuto cancella tutto quello che aveva della nonna. No, domani ricomincerà a aprire le finestre, riaprirà tutto, profumerà a casa, è uguale. L'uovo sbattuto lo fa in maniera diversa, ma tutto il resto sarà sempre uguale. Cioè, non è cambiato a monte il personaggio, è cambiato solo un evento. Quindi, è molto più complesso il concetto. La cosa che io consiglio è del motivo perché io non faccio coaching, non faccio assolutamente niente, perché per me le coaching sono assurde. Cioè, non puoi trattare un problema come se fosse un problema singolo, esattamente come la medicina allopatica. Bisogna ragionare come la medicina asiatica, ovvero la mente, il corpo, l'ambiente tutto l'Ambaradan attorno, mamma, padre, genitori, scuola, chiesa, eccetera, diventano un contenitore unico, quindi prima di tutto, passo numero uno, l'avrò detto un miliardo di volte, conoscenza di tutto l'Ambaradan, o almeno di quante più cose possibili, e lo so che è difficile, io sono 40 spicci anni, o forse più di 45, che lavoro su questo, e ancora oggi ne trovo, ne trovo e ne trovo, e faccio solo questo. Cioè, ricorda, io nella mia vita, cosa fai tu nella vita, a parte il giullare, il cantastore, il cazzaro, quelle due, tre volte a settimana, ma poi fondamentalmente io studio me stesso e il mondo attorno a me. ma studio il mondo attorno a me perché è una proiezione del mio mondo interiore, quindi quello che non riesco a vedere dentro lo vedo fuori e quindi riesco a riproiettarlo dentro, cioè a capire cosa devo capire dentro. Ma ancora oggi è così, eh. Cioè, per me le scoperte sono, non vi dico quotidiane, ma quasi. Se soltanto andaste a vedere i flow dall'1 al 173, andreste a vedere una serie di conoscenze e di momenti, di salti quantici della mia vita, che ho fatto in diretta, che sono avvenuti o che sono stati spiegati in diretta. E faccio solo questo. Infatti, io ringrazio sempre tutti voi, perché grazie a voi io mi istigo, mi spingo a a crescere, a studiare, a scoprire, perché poi diventano spunti per voi, ma gli spunti per voi non sono altro che le mie storie personali, o comunque storie che mi hanno toccato, ma sempre che mi hanno toccato personalmente, ok?










