Daniele Penna explains his view that life’s hardships (abandonment, childhood abuse, extreme neglect) contain a "dono" (a gift) which can enable growth and independence. He illustrates this with an anecdote about a roughly 20–21-year-old woman who, raised by alcoholic parents and forced into parental responsibilities early, became unusually independent and experienced by her early 20s; she herself recognizes her parents' treatment as the reason (the "gift") for her strength. The piece argues that one should search for the gift within trauma.
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Come si impara effettivamente una università? Puoi fare degli esempi? Come si impara? Ne parlavo ieri, trovando il dono. trovando il dono. Non è molto semplice, la risposta è semplice, ma a volte è facile trovarla. Se sei stato abbandonato da piccolo, oppure se sei stato violentato da piccolo, se sei stato, che ne so, stuprato da piccolo, qualunque cosa, comprendi nel dono. Tu mi dirai che quale sarà il dono nello stupro da piccoli? Non lo so, non conosco la tua vita, ma c'è sicuramente un dono. Ricorda una cosa, Ti faccio un esempio. Tempo fa ho incontrato una ragazza che tra l'altro era online qualche tempo fa. E' una ragazza che ha forse 20 anni, 21 anni, aveva dei genitori, se non ricordo, era straniera, aveva dei genitori, fammi ricordare, alcolizzati, era lei che da piccola, da quando era piccina aiutava i genitori, quindi era lei la mamma di famiglia, era lei il genitore dei Era il genitore dei suoi genitori, ok? Sta ragazzina, 21 anni, aveva un'esperienza che la maggior parte delle persone a 50 non aveva. Ovviamente veniva picchiata, veniva trattata malissimo, veniva... se senti raccontare la sua storia ti metti le mani nei capelli. 21 anni. 21 anni lei ha reagito con una ragazza assolutamente indipendente, riesce a fare qualunque cosa, ha un'esperienza pazzesca, se pensi che una ragazza ha 21, 20 anni, non mi ricordo ma anche quanti ce n'ha, stanno ancora a giocare a bambole e stanno a pensare a pittarsi le unghie, ok? A quel punto lei continua a raccontarmi questa storia perché i miei genitori bla bla bla bla bla bla mi racconta tutto quello che le era successo, una storia drammatica, tragica, violenta, cioè di tutto di più. A quel punto le feci una domanda e le dissi se tu avessi una figlia oggi e volessi che a 21 anni lei fosse come te cosa faresti? Ci ha pensato per un po', il suo volto è cambiato e mi ha detto l'unica maniera per farla diventare come me sarebbe trattarla come i miei genitori hanno trattato me. In quell'istante ha capito il dono. Lei è diventata quella che è diventata grazie, non a causa, grazie a quello che le hanno fatto i suoi genitori. È stato quello il dono. Perché se fossero stati come tutti gli altri genitori, lei a vent'anni starebbe ancora magari a scuola a pensare ai ragazzini, a pensare ai messaggini, a pensare a chissà le quattro cazzate che magari molte ragazzi con l'età pensano. Non dico tutte, ma molte. Quindi c'è sempre un dono. Va semplicemente cercato.