Come superare i BISOGNI DELL'EGO? - Daniele Penna Risponde

This is a spoken-answer video by Daniele Penna about how to overcome ego-driven needs. Penna argues that recognizing one’s needs (approval, acceptance, etc.) is only the first step; real change requires noticing when those needs drive actions and developing sustained presence (mindfulness) so conscious choices can replace habitual, unconscious responses. He illustrates with everyday examples (repeated route, roadworks) and references intensive meditative training as the extreme practice of presence.
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Una volta che uno ha capito i bisogni da cui è mosso, approvazione, accettazione, eccetera. Puoi fare un paio di esempi pratici di come vengono superati? Eh Riccardo, fosse facile, fosse facile. Non è così immediato. Uno perché il fatto che tu abbia capito di avere dei bisogni. E questo bene o male, se stai seguendo il salto quantico lo capisci, c'è un video apposito che ovviamente non andrebbe visto a caso, ma andrebbe visto dopo aver fatto tutto il percorso fino a quel video. Ovviamente andremo avanti, perché i bisogni sono l'inizio. Cioè voi pensate che sono quattro anni che sto portando avanti il salto quantico e siamo arrivati adesso ai bisogni, quindi adesso si inizia. E ne scopriremo ancora delle belle. e il fatto che tu abbia compreso che la tua vita si muove per raggiungere i bisogni già è un pezzo avanti, nel senso che l'hai compreso. Da lì il secondo passaggio è dovresti renderti conto quando, praticamente nel 99% dei casi, ogni tua singola azione sia mossa dai bisogni. In quel caso, nel momento in cui tu conosci, cioè la differenza è questa, prima tu non lo sai, quindi non hai scuse, segui i tuoi bisogni e sei convinto che la tua vita va bene così. Quando scopri che in realtà stai muovendo la tua vita, stai agendo, ti stai muovendo, stai facendo qualunque tipo di scelta soltanto per soddisfare delle mancanze che hai avuto probabilmente da piccino, o per soddisfare dei traumi, o per allontanarti da traumi, o per allontanarti da demoni che tu pensi possano essere dei traumi, a quel punto diventi consapevole di ciò che ti muove, quindi delle tue leve. queste leve col fatto che tu ne diventi consapevole non cambia assolutamente niente perché è come se tu improvvisamente scoprissi che all'interno di casa tua c'è un interruttore che accende una luce gialla il fatto che tu abbia scoperto che c'è quell'interruttore che accende una luce gialla non cambia niente nel senso che ogni volta che passerai da quella parte e quell'interruttore verrà premuto la luce gialla si accenderà però ne sei consapevole adesso lo sai nel momento in cui lo sai però puoi permetterti di Scegliere. Scegliere a patto che tu sia presente nel momento in cui fai l'azione. Perché ricordiamoci che buona parte delle nostre azioni, si parla del 95, direi anche del 99% delle nostre azioni, sono totalmente inconsce. Se non, non vivremmo. Nel 99% delle inconsce ci mettiamo tutto, il respirare, il far battere il cuore, il il parlare, cioè non sto adesso pensando a come devo parlare e a come dire la parola come dire, ok? Mi viene spontaneo perché è completamente automatico, così come non sto a pensare come devo respirare, non sto a pensare come devo muovere il diaframma per far entrare e uscire l'aria, non sto a pensare tutto questo, ne sto a pensare come sto, come devo gestire la voce in base al microfono. E' qualcosa che fa tutto in automatico, perché se no impazziremmo. Vi ricordo sempre il nostro benedetto 7 più o meno 2, che se non lo sapete è il numero, si dice il magico numero 7 più o meno 2, ovvero in genere il numero minimo e massimo, in base alle persone, quindi 7 più o meno 2 vuol dire che va da 5 a 9, il numero minimo e massimo di informazioni che la nostra mente riesce a gestire in un'unità di tempo, cioè in contemporanea praticamente. Quindi noi non è che riusciamo a fare più di tante cose in contemporanea, parliamo da 5 a 9, chi è più addestrato riesce a fare 9 cose assieme, ma per 9 cose assieme potrebbe voler dire io adesso sto guardando la chat, sto guardando quello che succede, sto pensando a quello che devo dire, sto osservando che tutto stia andando bene e che non ci siano dei problemi tecnici, quindi già sto avendo 4-5 informazioni. E queste già mi occupano completamente la mente, infatti non a caso uno dei mezzi migliori per ipronizzare una persona, e gli zingari purtroppo lo conoscono bene, è proprio quello di mandare in confusione la mente, perché se la mandi in overflow, cioè se la mandi in overdose di dati, cioè se gli fai fare troppe cose in contemporanea, la mente va in palla e si perde dei pezzi. Questo è un ottimo modo per per mandare in trance una persona, cioè se sapete usare la tecnica della confusione è utile per poi infilare dei messaggi ipnotici presupponendo che quei messaggi vengano usati a fin di bene, in realtà gli zingari li usano a fin di male e si fregano tutto quello che trovano davanti, beccano il pollo, come si suol dire, alla persona estremamente ipnotizzabile che sta a una cassa, la rincoglioniscono e gli levano tutto. Per cui questo non è difficile, è reale, realistico si può fare. Detto questo, tornando al discorso di come possiamo fare, il secondo passo dopo aver compreso i nostri bisogni è essere consapevoli di quando questi entrano in funzione. Ti renderai conto che entrano in funzione sempre. Quindi, innanzitutto all'inizio te ne accorgerai dopo, cioè a fine serata potresti arrivare e farne il resoconto di perché ho fatto questo, perché ho fatto quest'altro, perché ho fatto quest'altro, cavolo questo qui l'ho fatto per questo motivo, quest'altro l'ho fatto per quest'altro motivo, che servono per soddisfare i miei bisogni. Nel momento in cui cominci a diventare consapevole uno dopo l'altro, la mente si abituerà a rendersene conto sempre prima. Ti faccio un esempio classico che sta accadendo in questi giorni. Qui sotto casa dove vivo hanno rifatto la strada, cioè hanno distrutto la strada. Quindi io praticamente per non poter fare questa strada, cioè nelle sabbie mobili, devo farne un'altra. Ovviamente la mia mente ha fatto questa strada migliaia di volte, quindi se io non sono presente finirò sempre nelle sabbie mobili. per non finire le esabie mobili devo, quando arriva un determinato incrocio, essere presente e fare la scelta di girare. Se in quel momento il mio 7 più o meno 2 è occupato, per cui magari sto parlando, sto pensando, sto facendo altro, e mi distraggo un attimo, la mia mente mi porterà nella strada abitudinaria, cioè ovvero le esabie mobili. Capisci? Quindi l'abitudine è molto più potente dell'azione. dell'azione consapevole. L'azione consapevole è una delle cose più importanti che si dovrebbe riuscire a fare, ma in realtà non ci riusciamo a farla, perché per farlo, appunto, devi essere consapevole, ma essere consapevole tra le cose più complesse. Non ci dimentichiamo che la maggior parte delle discipline spirituali, quelle un po' più fighe, vedi il buddismo in poi, cioè se voi studiate buddismo, il buddismo vi fa fare una sola cosa. Né c'è tanteprana, né c'è la Bibbia, le cose che dovete ripetere, niente. Il buddismo vi insegna unico concetto, la presenza. Cioè voi riuscite a essere presenti, avete risolto tutto. Perché se sei presente, sei presente di quello che accade nella tua mente, nel tuo corpo, sei presente di quello che parte, sei presente di quello che stai cercando, sei presente di quello che stai muovendo, sei presente di tutto, quando sei realmente presente, un'azione sei presente prima di farla. quindi arriva prima, sorge prima il pensiero, quel pensiero se sei presente te ne rendi conto, lo puoi valutare, lo puoi analizzare, e a quel punto l'azione la fai con presenza. pura utopia, cioè puoi fare 20 anni di buddismo, ci riesci. La meditazione vi passa, che è una meditazione di estrema presenza. Io parlavo con un amico che ha fatto il percorso, il monaco buddista per tre anni, e mi diceva che Uno degli esercizi che avevano a livello più elevato, dopo tre anni di esercizio, era camminare per dieci metri in presenza. Dieci metri, che saranno mai dieci metri in presenza? Ebbene, potevano volerci ore, ore e ore. Mediamente ci voleva mezza giornata. Mezza giornata per fare dieci metri in presenza. Dieci metri in presenza vuol dire che tu sei consapevole di tutti i processi biologici, di tutte le sensazioni, di tutto quello che accade in ogni tua singola parte del corpo, di ogni muscolo che si muove, della sensazione del vento, dei capelli, di tutto. Di tutto. Ed è, ti posso garantire, qualcosa di veramente difficile. Però è la soluzione di tutti i mali. Perché nel momento in cui sei presente, sei tu che riacquisisci la scelta, riacquisisci il vero libero arbitrio e puoi fare quello che vuoi. Io ho fatto un video sul libero arbitrio dove spiego che una delle più grosse buffonate che vi vengono raccontate è che non avete il libero arbitrio, cioè lasciate questa cazzata e levatela dalla testa. Il libero arbitrio non ce l'avete manco per niente, ce l'avete forse e non lo so neanche, in alcuni momenti della vostra vita, ma nella maggior parte dei casi, anche quando andate al ristorante, credete di scegliere qualcosa secondo il vostro libero arbitrio, quella scelta sarà mossa da tutta una serie di condizionamenti. Quindi voi di libero arbitrio non avete niente, o quasi niente, ok? Iniziamo a ragionare su questo. Riacquistare un bricio di libero arbitrio vorrebbe dire togliersi un po' di condizionamenti o diventare consapevole dei condizionamenti e fare delle scelte consapevoli, non condizionate. E' la differenza tra scelta consapevole e scelta condizionata. Insomma, ce ne vuole. Questo qui sarebbe già il primo passaggio per poter cominciare a comprendere e andare oltre i bisogni, cioè capire quando questi stanno entrando e ti renderei conto che stanno entrando sempre. Quindi prima lo capisci, lo capirai magari dopo ore, poi lo capisci dopo minuti, poi lo capisci appena sono entrati, poi lo capisci prima. E in quel momento puoi scegliere. Puoi scegliere se farlo o no. E già lì abbiamo fatto un passo avanti, questo è già il primo passo, che se ci riesci ben venga.










