Come superare la PAURA d'ABBANDONO? - Daniele Penna Risponde

Estratto da un video di Daniele Penna (Follow the Flow #42) in cui l'autore risponde a una domanda su come superare la paura/ferita dell'abbandono. Propone un approccio di 'studio' e crescita personale: comprendere i comportamenti sottostanti, 'superare gli esami' emotivi, prendere distanza dalla propria identificazione con la paura e riconoscere i copioni relazionali come rappresentazioni teatrali riattivate inconsciamente. Suggerisce il teatro come strumento pratico per sperimentare nuovi ruoli e liberarsi del personaggio dell'abbandonato.
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Come fare a superare la paura dell'abbandono? bella domanda Laura e non è che c'è una bacchetta magica cioè se cerchi la bacchetta magica c'è un video che ho fatto che si chiama la tecnica che risolve qualunque cosa quella risolve qualunque cosa Poi se vogliamo una tecnica diversa bisogna valutarlo di volta in volta, non c'è un modo unico. La domanda che mi hai fatto è paragonabile alla domanda come faccio a laurearmi in economia e commercio? Come faccio a risponderti? La risposta più ovvia sarebbe studia, supera tutti gli esami, bene, e laureati. ed è la stessa risposta che ti posso dare. Come si supera l'abbandono? Studia. Supera tutti gli esami e laureati. Hai superato l'abbandono. Cosa vuol dire studia? Comprendi tutti i comportamenti che ci sono dietro. Cosa vuol dire supera tutti gli esami? Fa sì che tutte quelle cose che ti danno fastidio e che scrivi sul quadernino dei tuoi fastidi non ti diano più fastidio. A quel punto sarai evoluta talmente tanto da non avere più paura e l'abbandono, ma non è tanto la paura, è che l'abbandono, anzi, starai meglio da sola. Quindi arriverai a un punto in cui sarai meglio da sola che con gli altri. A quel punto puoi dire ok, ho superato l'esame. Io sono uno di questi, attenzione, io parto dalla paura, cioè parto dall'abbandono, non è la paura, è una ferita d'abbandono, che poi si trasforma in paura. Quindi ricordiamoci, la ferita, il dolore, piacere e dolore, il dolore, abbandono, diventa una ferita aperta, quindi io devo allontanarmi dal dolore, quindi diventa la paura di rievocare quel dolore. La paura ci genera stress. Il fatto di poter… e ricorda che la paura, attenzione, qui ritorniamo al discorso dell'identità. Nel momento in cui io mi identifico nella paura dell'abbandono, quello diventa il mio personaggio, quello diventa il mio presepe, quello diventa la mia commedia. E sai che cosa accadrà? Tu che sai di essere una persona che ha paura di abbandono, che ha la ferita d'abbandono e che sta male quando qualcuno l'abbandona, che cosa accadrà? Che ogni qualvolta ti ritroverai all'interno di una relazione, di un ambiente, di un luogo, di una nazione, di qualunque cosa, ricreerai la stessa pantomime, ricreerai lo stesso dramma, con persone diverse, con persone nuove, ma la storia sarà sempre la stessa. Addirittura L'inconscio, il tuo insegnante, quello che in qualche modo ti guida in questo, te la fa capire anche a volte in maniera palese. Cioè addirittura, che ne so, il dramma, la commedia, il copione è talmente tanto specifico che risenti nelle altre persone le stesse frasi. e quello lì ti fa capire che è un copione, capisci? Cioè quando vuoi risentire, cioè cazzo quello mi ha detto la stessa frase che diceva mi madre, e lì capisci che è un copione, cioè tu hai, è come se fossi andata da un'altra persona e gli hai detto, allora, qui c'è un concetto nuovo, ci stanno tre persone nuove, allora tu fai mi madre, tu fai mi padre, tu fai mi fratello, tu mi madre devi fa così così così, questo è il copione, tiè, tu mi fratello devi fa così così così, questo è il copione, tiè, tu mi padre eccetera eccetera, e lo rimettete in scena. Tra l'altro una cosa molto simpatica che accade è che quando rimettete in scena una commedia, a volte che cosa accade? Che le persone a cui sono state designati dei characters, quindi dei personaggi e dei copioni, improvvisamente entrano nel personaggio tanto da avere dei comportamenti che prima non avevano. Io l'ho vissuto. cioè persone che conosco bene, che improvvisamente cambiano completamente modo di rapportarsi, non si sa perché, ma poi si scopre che è cambiato perché era diventato un personaggio del copione di un'altra persona che era arrivata all'interno della situazione per rimettere in scena lo stesso teatrino. Quando ti rendi conto di questa perfezione capisci che sei veramente in un grande teatro, sei veramente in una grande giostra. Ed è divertente, perché una cosa è pensare con io sono, Daniele Penna, con questo corpo e con questi limiti, con queste paure e con queste ferite. Un altro è dire, poh, vediamo che copione mi hanno dato oggi, che stiamo a vedere oggi, copione così, così, così, vabbè mi devo comportare così, così, così, mo la metto in scena poi, famo finita questa buffonata e poi facciamo qualcos'altro. Cioè direi proprio questo, famola finita con sta buffonata, ecco questa è la frase di questo quarantadresimo follow the flow, famola finita con sta buffonata, che spesso e volentieri questa buffonata diventa quello che voi vi convincete essere la vostra vita, essere la vostra identità, in realtà è Passatemi il termine ironico, una buffonata. Cioè, un copione, un teatrino, una commedia, a volte un dramma. Chiamatelo come vuoi. A volte diventa uno spettacolo comico. Diventa più divertente se è uno spettacolo comico. A volte può diventare un film dell'orrore, ma sono sempre film, sono sempre rappresentazioni in cui voi fate un personaggio che vi siete scelto voi. Quando diventate consapevoli di esservi scelto un personaggio, ve ne potete scegliere altro. E quello è bello. Cioè vi spogliate di un personaggio e... e ve ne fate un altro. Studiate teatro. Ecco, volete fare crescita personale? Studiate teatro. Studiate teatro e imparate a rapportarvi in maniera diversa, scendendo, entrando nel personaggio. Voi siete entrati in un personaggio e ve ne siete scordati, non siete usciti più da quello. E siete convinti che siete voi? No, non siete voi.










