YouTube video in which Daniele Penna reflects on how to find motivation to continue helping others despite discouragement. He cautions that many people revert to old patterns and that 'pseudo-spirituality' and many coaching/alternative approaches focus narrowly on single symptoms rather than the whole-system balance. Penna contrasts Western symptom-focused approaches with Eastern holistic balance, uses a forest metaphor to explain interconnectedness, and emphasizes persisting because even helping one person can justify continuing.
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Lina mi dicevi tu mi sei stato vicino in un momento difficile, credo mi sei stato grande. Grazie a te Lina, a volte lo dico e è il motivo per cui continuo a farlo. A volte ti posso garantire Lina e così a tutti voi altri. Vi posso garantire che ti viene voglia di gettare la spugna perché vedi davvero tantissima gente dove tu ti sbatti, a volte gente su cui dedichi veramente tanto tanto tanto tempo, cosa che adesso non faccio più su nessuno. Cioè gente su cui dedichi tanto tanto tempo e poi li rivedi ritornare nel loro mondo e il loro ego ricrea completamente gli schemi di prima. Purtroppo non è facile, ragazzi, cambiare, non è per niente facile, soprattutto, ve ne dico un'altra, il sistema che avete attorno, anche il sistema di pseudo cambiamento, di pseudo spiritualità, è totalmente fuoristrada, è completamente fuoristrada. Ci siamo spostati, ragionati su questo, dalla medicina all'opatica, cioè da il medico che ti dice cosa hai, una malattia, un sintomo, quello che sia, via di questa medicina te passa. Ci siamo spostati a dei medici alternativi, che si chiamano omeopati, che si chiamano coach, che si chiamano trainer, che si chiamano tutto quello che vi pare. Ma di fondo l'approccio è lo stesso. Il coach che vi dice qual è il problema dell'abbandono? Aspetta, ora lavoriamo sull'abbandono. Oppure qual è il problema della paura di questo? Ora lavoriamo sulla paura. Oppure ci sono i motivatori. Qual è il problema? Vuoi raggiungere questo obiettivo? Adesso raggiungiamo, togliamo le credenze, facciamo, diciamo e raggiungiamo questo obiettivo. Ma stiamo ragionando sempre e solo su un unico punto, non su un equilibrio di tutto. la differenza tra l'Occidente e l'Oriente è che l'Oriente prende in considerazione l'equilibrio di tutto perché il nostro corpo, la nostra natura, tutto è in funzione di qualcos'altro. Quindi è un po' come vedere il Io qui ho sempre uno spettacolo bellissimo davanti a me, che è questa foresta di mille specie di piante, su cui poi bucano, si vedono, sono più palesi determinati alberi, come possono essere gli alberi di cocco, che sono alti 30-40 metri, quindi se tu dall'alto vedi soltanto quelli, puoi pensare che quelli sono i problemi. Ma in realtà, se vai a lavorare solo su quelli, non ti rendi conto che tanto loro sono connessi all'intera foresta. Quindi a voglia che io ti levo solo quel problema più grande o ti tagli o tre, quattro alberi, vengono ricreati. C'è una foresta sotto, ragazzi. C'è una foresta sotto. Quindi, è molto complesso, e ti dicevo Lina, più vado avanti, più a volte ti viene lo sconforto, perché ti rendi conto che il sistema è praticamente imbattibile, è perfetto su determinate cose, e tu non è che poi fa più di tanto. Però è anche vero che quello che si fa, stare qui alle 3.40 del mattino, non dormire, per stare con voi, per portarvi sempre qualcosa, per porvi anche soltanto un unico dubbio in più, so che a volte a qualcuno fa bene e soprattutto spesso e volentieri sono quelli che non te lo dicono, perché quando qualcuno cambia o guarisce, cambia, va bene così, cambia vita, basta, si dimentica di follow the flow e sono quelle persone a cui è fatto di più. Per cui ogni tanto qualcuno che ti dice questo ti aiuta nei momenti in cui ti farebbe voglia di mandarti fuori a fanculo, ti posso dire che ce ne sono spesso, ti aiuta ad andare avanti, ti aiuta ad avere nuova motivazione e sapere che, come si dice, anche se tutto quello che fai sarà utile soltanto a una persona e a quella persona gli avrai cambiato la vita, è meglio continuare a farlo.