"Cosa genera la paura del rifiuto e come sconfiggerla" - Daniele Penna Risponde 9

Daniele Penna traces rejection fear to a formative event in early childhood that gets reinforced over time, creating patterns like people-pleasing and conflict avoidance. He calls the "effetto Babbo Natale" the way small betrayals by caregivers expand into broader distrust. Overcoming it requires finding that original event and working directly on the memory through guided techniques.
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Allora, da cosa è generata la paura del rifiuto e come si può sconfiggere? Bella domanda. Da cosa è generata la paura del rifiuto? In teoria dovrebbe dirmelo chi ha la paura del rifiuto. Non c'è una regola di base. Chi ha fatto questa domanda se può dirmelo? Non c'è uno standard, cioè per la serie succede questo, io otterrò il rifiuto. Normalmente per la nostra esperienza accade che un'esperienza fatta nei primi sette anni di vita o prima ancora, quindi durante la gestazione, in cui abbiamo vissuto qualche forma di trauma che il bambino ha visto come rifiuto, può crearci questa paura. Cioè, se io in qualche modo sono stato rifiutato, ad esempio, classico, i genitori non mi volevano, sono nato per sbaglio, ok? E magari nella pancia di mia madre comincio a sentire litigi e contro litigi perché mio padre non mi vuole, mia madre non mi vuole tenere, i nonni dicono di abortire, io lo voglio tenere e sono triste e piango e tutto sto casino. in mezzo a tutto questo bordello il bambino cresce nella pancia, quindi non è proprio una situazione bellissima. Lì si può sperimentare il rifiuto. Attenzione, la stessa scena potrebbe essere vista come non accettazione, come abbandono, come rifiuto, come qualunque cosa. Ognuno poi nella mente del bambino si crea questo trauma che noi nominalizziamo con la parola rifiuto. Cosa vuol dire? Che nel momento in cui il rifiuto diventa un pensiero cardini, un seme, tra l'altro, se non l'avete visto, vedetevi il film della Pixar Inside Out, è bellissimo! è un film, è un cartone animato, spiega esattamente questo. Da quello che so ci hanno messo 20 anni di studi sulla mente per farlo e il cartone animato spiega esattamente come funzionano queste cose. Molte cose sono realistiche, cioè alcuni pensieri particolari diventano dei pensieri madre, dei pensieri su cui si costruisce l'intera vita. Un pensiero, quindi un evento di rifiuto potrebbe fare nel bambino, creare nel bambino il bisogno ad esempio di accettazione. Quindi io per non essere rifiutato devo fare di tutto per farmi accettare da tutti. Questo è abbastanza classico. O abbandono o rifiuto, bene o male hanno schemi molto simili. Quindi cosa farò? Mi zerbinerò col mondo pur di farmi accettare e non farmi rifiutare. Questo perché? Perché inzerbinarmi, quindi fare tutto quello che le persone mi dicono anche se io non voglio, e quindi il dolore che mi causa fare quello che gli altri vogliono pur di accettarmi anche se io non lo voglio, è inferiore al dolore che potrei avere rispetto a un rifiuto di una persona. Perché il rifiuto mi andrebbe a risuonare con quello che ho vissuto da mio padre quando ero piccino. Quindi cosa fa la mente? Ho vissuto questo trauma. Crea una protezione attorno che dice da oggi in poi, visto che questa cosa mi ha fatto un male cane, tutto devi fare tranne che farmi riavvicinare a questo rifiuto. Quindi immaginiamo che ci mettiamo sto rifiuto, si crea il bunco e si creano tutti gli omini a protezione, i fossati, i coccodrilli e tutte queste cose qui attorno. Quindi cosa farà il bambino? Anche quando crescerà farà di tutto pur di non essere rifiutato. un classico esempio potrebbe essere che si trova al lavoro e il capo gli chiede qualunque cosa pure oltre le sue necessità o quello che deve fare, lui pur di non essere rifiutato lo farà magari anche gratis Perché il dolore del rifiuto è il dolore maggiore da cui si deve scappare, da cui ci si deve allontanare, in cui non bisogna mai avvicinarsi. Oppure ci sarà una ragazza che in qualche modo gli chiederà determinate cose e lui farà tutto quello che vorrà la ragazza pur di non essere rifiutato. Casino pazzesco. Fate prima risolvervi il rifiuto, molto prima. Però, attenzione, non è semplice. Cioè queste sono le classiche domande che mi fanno online. e che purtroppo non è così semplice da spiegare online. Noi abbiamo lavorato con loro, con alcuni dei ragazzi che sono qui, sono stati tre mesi con noi in Telania, adesso abbiamo chiuso un altro gruppo di cinquanta giorni quasi. Abbiamo lavorato costantemente per tre mesi per iniziare a smontare qualcosa. dandogli una valanga di tecniche, quindi un sacco di strumenti pratici, ma pratici dove si lavora i stati alterati di coscienza sulla mente, cosa che non potrò purtroppo mai fare online, perché non potrò spiegare, non potrò mandare gente in stato di coscienza alterato attraverso un video, perché comunque non si sa mai quello che può accadere e deve essere sempre gestito da una guida lì presente. però si può fare, non c'è una bacchetta magica ovviamente c'è un lavoro da fare, ci sono tanti lavori da fare anche perché ricordiamoci una cosa la nostra mente non va vista come una serie di piloni separati tra di loro ma vedetelo come una foresta se vedete avatar, avatar è un film bellissimo che fa comprendere un po' come siamo fatti e come dovremmo funzionare tutte le piante sono collegate tra di loro e comunicano. La nostra mente è esattamente come un'enorme giungla. Se voi fate cascare una pianta, tutto l'ecosistema attorno in qualche modo subirà delle conseguenze. E non è detto che se tu rompi un pilone, quindi distruggi una colonna portante, ma rimani nello stesso ambiente che ha creato quella colonna portante, potrebbe essere ricreata nell'arco di qualche giorno. E questa è la motivazione per cui dico, restare nello stesso ambiente e fare un lavoro di cambiamento personale è estremamente difficile, non vi dico che è impossibile, ma è estremamente difficile. Perché se i vostri problemi sono dati dai genitori, i nonni e il lavoro, e voi, mentre lavorate la sera su voi stessi, il giorno dopo riavete i genitori, il lavoro e tutto il resto, cioè voi distruggete e loro ricostruiscono, voi distruggete e loro ricostruiscono. Il che non è semplice. Per questo ho sperimentato questa cosa di allontanare le persone dal loro ambiente e trasportarle in un'altra nazione. in un altro continente, così da poterli tenere focalizzati solo sulla loro crescita per un periodo ristretto di tempo, così che da lì puoi costruire di più. Ovviamente non tutti possono, rimane il fatto che come puoi risolvere la pura del rifiuto, la prima cosa è che devi diventare consapevole da dove arrivi. e che vuol dire c'è sempre un evento generante, cioè c'è sempre un attimo della tua vita che sia durante la gestazione o che sia nei primi anni di vita in cui hai vissuto per la prima volta il rifiuto. La prima volta, attenzione, la primissima volta, lì in qualche modo viene piantato il seme chiamato rifiuto, quel seme poi verrà verrà nutrito per anni. Quindi quel rifiuto, poi troverai altri rifiuti, rifiuti ancora, rifiuti ancora e direi che cacchio, tutti mi rifiutano. Sì, perché c'è quel seme che diventa la tua colonna portante, che probabilmente è la tua stessa esperienza di questa vita, dell'anima che dicevamo prima. quindi la tua anima è venuta qui a sperimentare il rifiuto tu hai avuto subito i genitori che ti hanno rifiutato, poi trovi la compagna, poi trovi gli amici di scuola, poi trovi la fidanzata, poi trovi la moglie e tutti quanti ti rifiutano e tu dici che cavolo tutti io li trovo ovvio perché è quella che ti sei venuto a cercare finché non risolvi il rifiuto quindi finché non cambierai la vibrazione di tutti mi rifiutano, tutti mi rifiutano, tutti mi rifiutano che continuerai ad attirare persone che tutti ti rifiutano finché non cambierai quella non cambierà il rifiuto. Come andare a cambiarlo? Prima di tutto scoprire dove si è generato, dopo andare a lavorare su quell'evento in primis, quindi sul primissimo evento in cui è successo. Lo pare da rifiutato perché quando sei nato non ti volevano, oppure potrebbe essere delle cazzate mostruose, attenzione! Si può dire cazzate mostruose? A volte si creano dei traumi su degli eventi che sono realmente banali. Parliamone banali. Per un bambino di 2-3 anni un evento che per noi può sembrare banale è il mondo. Quindi una perdita di fiducia, per esempio, di un genitore potrebbe avvenire per una cavolata. Eppure basta una cavolata per farlo. È quello che io chiamo l'effetto Babbo Natale. L'effetto Babbo Natale è devastante in alcuni casi. Perché i genitori li fanno credere che esiste il Babbo Natale, poi a un certo punto arriva il tuo compagno in scuola e gli dici, ma dai, ma che credi ancora a Babbo Natale? A te non vi ho dopo il culo da 7 anni. e me lo dice un mio compagno in scuola e a quel punto mi dico tu papà m'hai preso in giro per sette anni su babbo natale chissà per quante altre cose m'hai preso in giro e lì generalizziamo tutto quello che dice mio padre va messo in dubbio e vai alla levana cosa di questa A volte accadono queste cose, io lo chiamo l'effetto Babbo Natale, perché va bene non è Babbo Natale ma possono essere altre cose simili, ma ci può stare. Il genitore che ti dice domenica ti porto al mare e poi la domenica dici no guarda c'ho da fare, può creare un delirio. Se i genitori sapessero quello che riescono a fare sui bambini, ogni singola azione, movimento, pensiero, gesto, ci penserebbero due volte a fare i figli e quello che non comprendo mai è per quale motivo per avere una macchina bisogna avere una patente e per avere un figlio no come se la macchina fosse più difficile da guidare del figlio ma de che? cioè lo comprendo, lo comprendo perché il sistema è stato creato per creare gente con stress così che almeno non rompa un po' le scatole la macchina non dà problemi una persona che pensa può dare problemi quindi devono essere creati in maniera tale che non pensino, che abbiano stress, che abbiano rifiuto, accettazione, tutte queste menate qua, così che quando crescono pensano a tutte queste cose, non pensano a magari cambiare il mondo, magari creare qualcosa di migliore per la comunità, magari pensare che si può migliorare questo mondo ed evolvere finalmente, non soltanto involvere. Questa è la base, prima di tutto devi trovare il motivo generante, cioè la causa generante, l'istante in cui per la prima volta hai sentito il rifiuto in vita tua. non è difficile se hai una guida che lo può fare se vi va ci sono sempre loro che l'hanno studiato quindi adesso il giro tutti a loro e quindi se siete a Milano ci sono i ragazzi che sono stati in Thailandia con noi che hanno fatto due scatole così per tre mesi quindi qualcosina la sanno fare poi loro sono anche bravi e quindi se volete sfruttateli perché sono bravi e loro hanno bisogno di fare esperienza.










