Cosa ne pensi del CALCIO? - Daniele Penna Risponde

Trascrizione di un intervento di Daniele Penna in cui paragona il calcio moderno al concetto romano di "pane e circo": lo stadio e i giocatori servirebbero a distrarre, dividere e controllare la popolazione. Critica inoltre come sport, politica, religione, la struttura di coppia e tecnologie (realtà virtuale) frammentino le persone rendendole più facili da governare.
Chapters
Cosa penso del calcio come football? Ma è una continuazione del concetto di pane e circo che usavano i romani. Prima c'avevamo il Colosseo e i gladiatori, oggi c'avevamo lo Stadio Olimpico e Totti. E che cambia? L'unica differenza è che i gladiatori prima morivano e oggi pagano miliardi, ma il principio è sempre lo stesso. Cioè lo stadio è sempre uguale, tra il Colosseo e l'Olimpico non è che sia tanto diverso. I gladiatori sono più o meno gli stessi, muscolosi, fanno qualcosa... Prima almeno combattevano contro i leoni, adesso pieno a calci in pallone, certo. Prima i gladiatori morivano, adesso pieno soldi. Cambiano le cose, ma fondamentalmente il principio è sempre lo stesso, cioè serve per addomesticare alla gente, per non farli pensare. La regola del comando è mantieni il popolo nell'ignoranza e dagli da mangiare. Quindi un pezzo di pane glielo devi dare sempre, è da divertirsi e io devi da sempre. Dagli qualcosa su cui ti fare, non solo su cui ti fare, ma anche su cui combattere. Perché il calcio è molto più interessante sul fatto che non soltanto tu vedi gente che spesso e volentieri non conosce neanche l'italiano, ma che sa prendere a calcio un pallone e mandarlo dentro una rete. che non si capisce perché debba piacere così tanto, non l'ho capito. Però il fatto ancora peggiore è che ti mettono in concorrenza, ti mettono in competizione, ti mettono in sfida, ti identificano. Io sono interista, io sono milanista. Quindi una volta che ti identifichi e ti dividi, siamo sempre nel dividi e t'impera, ricordati, la logica è dalli da mangiare, dalli da divertirsi e dividili. Come possiamo fare per dividerli? Ci sono mille modi. per dividere le persone, con i partiti politici, con le partite di calcio, sempre partite si chiamano, chissà come mai, con la coppia. La coppia è uno dei modi migliori per dividere le persone. Tu prima c'era un sacco di amici e amiche, appena vai in coppia c'è una donna, c'è un uomo, te devi perdere tutta una parte d'amici, perché questo è dividi e timpera, no? Quindi più dividiamo le persone, più le rendiamo singole, le mettiamo da sole e li togliamo dal gruppo, più è facile comandarle. E questo è il motivo per cui 300 persone possono comandare 57 milioni di persone. Come poche persone nel mondo possono comandare 7 miliardi di persone. Perché di fondo le persone non unite, cioè non vedendosi come un'unità, non si lamenteranno mai oggi come oggi stiamo andando ancora peggio perché con la realtà virtuale con gli occhialini con gli oculus e tutte quelle minchiate lì ci si divide ancora di più quindi adesso si neanche più la realtà vedi la realtà virtuale quella che ti mandano loro quindi tra un po' ti incontrerai in virtuale con la gente. Magari andate in bar, andate in un stesso stato al ristorante, però tutti e due con gli occhialetti che vi faranno vedere l'immagine della persona che avrete di fronte. Probabilmente è così. Già ho visto gente che chattavano via whatsapp e stavano seduti l'uno di fronte all'altro. Perché non puoi parlare? Perché c'ho paura di dirlo. Quindi capisci come stiamo conciati. Per cui il principio è sempre quello. Ecco, le religioni, Jessica come dice giustamente, è un altro ottimo modo per per dividere, di base è dividi le persone, identificale in qualcosa e mettile in guerra per far sì che uno dimostri che ce l'ha più lungo dell'altro e questo è il principio poi, che sia un partito politico, che sia una squadra di calcio, che sia una religione, il principio è il mio dio è migliore del tuo, la mia squadra è migliore della tua, il mio partito è migliore del tuo ho capito, hai cambiato la parola, ma cambiando l'ordine delle parole il risultato non cambia fondamentalmente io sono diverso da te, tu mi stresci i coglioni e io devo avere ragione questo è il principio questo vale per tutto quindi mettiamoli in concorrenza e in sfida ci siamo.










