Breve estratto di un video/intervista in cui Daniele Penna riflette sulla nozione di legalità e sulla sua applicazione selettiva: sostiene che le leggi non siano uguali per tutti, dà esempi (banche centrali, INPS, fondazioni bancarie) e termina affermando che, personalmente, chi vive in un ambiente deve rispettarne le regole o cambiare ambiente.
Chapters
Tancredi dice cosa pensi delle attività illegali tipo produzione di droghe? Allora Tancredi se mi parli di attività illegali per te è un discorso se mi parli di attività illegali che vengono fatte normalmente dai governi sul mondo è un altro perché le attività illegali ricorda che la legalità è solo per te schiavo comune mortale cioè la legge non è uguale per tutti è chiaro Quella è la più grande battuta che viene scritta nei tribunali. Secondo me la scrivono un po' come per dire tu entri in un tribunale e la prima cosa che vedi è una barzelletta così almeno ridi ed entri già in uno stato emotivo e migliore. Perché il fatto che la legge sia uguale per tutti è palese e non è vero. Per il semplice fatto che se tu stampi denaro dal nulla e lo presti è illegale, se lo fa una banca centrale è legale. Iniziamo proprio dalla base. Se tu crei una struttura a modi Ponzi, quindi di schemi Ponzi dove gli ultimi pagano i primi è illegale, se lo fa l'Inps è legale. Non si capisce. Se tu fai la stessa struttura, se la fai tu è illegale, se lo fanno gli altri è legale. Se fai tu un'associazione culturale per pagare meno tasse della tua azienda illegale, se lo fanno le banche con le loro fondazioni è legale. La legalità dipende da chi si applica. Io parto sempre dal principio che se stai in un ambiente devi rispettare le regole di quell'ambiente. Quindi a prescindere da quello che fanno i grandi, sti cazzi, se la regola per me è quella, io devo rispettarla. Non è che vado contro. Se non voglio rispettarla, cambio ambiente. Basta. Molto semplicemente. La mia logica è sempre stata la stessa.