Cosa provasti a visitare i campi di prigionia di Pol Pot in Cambogia? - Daniele Penna Risponde

Daniele Penna describes visiting Pol Pot's prison camps in Cambodia during the 1970s. He was shaken by the physical memorials: glass cases of skulls and bones, schools turned into torture chambers. He reflects on how historical memory fades.
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Cosa provasti a visitare il campo di prigionia di Pol Pot? Mi hai fatto tornare i brividi solo al pensiero... Allora, Pol Pot è quel personaggio... particolare perché non si è ben capita la storia, come un insegnante delle elementari improvvisamente sia stato riempito di miliardi dall'America e per avere un aiuto, sembra, come appoggio durante la guerra del Vietnam e ha usato tutto questo potere per crearsi il suo regime e ammazzare tutti, tutti, tutti quelli che gli davano fastidio e cercare di imporre un nuovo regime partendo proprio dall'educazione scolastica, quindi voleva infilare un nuovo sistema nella mente dei bambini e nel frattempo ammazzava tutti i grandi. Considerate che si fa tanto casino per la Shoah, Hitler e compagni. Pol Pot, che qua dietro, negli anni 70-75, su 8 milioni di cambogiani, ne ha ammazzati tre e mezzo. vuol dire che il 50% della popolazione è stata ammazzata da questo personaggio. Gli altri sono stati menumati o si sono trovati sotto le peggio torture, cioè una roba che nei libri di storia non si racconta e se si racconta, si racconta male perché ci sono dei punti che mancano come al solito. Ricordatevi che la storia la scrive chi vince, non chi perde. Poi è andato tutto bene finché gli americani che sono stati loro che l'hanno finanziato e l'hanno fatto fuori. Per cui, cosa si prova? Se passate in Cambogia, io sono stato in due di questi campi, uno a Sian Rep, dove entrate c'è una teca con tutti i teschi e le ossa e se andate in giro ancora vedete le ossa che escono da fuori. ed erano campi di prigionia e fosse comuni e campi di tortura e poi un ancora peggio è a Phnom Penh tra l'altro ci dobbiamo andare tra qualche giorno a Phnom Penh c'è una scuola, una vecchia scuola che è stata adibita a prigionia e a campo di tortura, di concentramento non ho parole non ho veramente parole, ecco lì se entrate chiunque anche se non capite niente di energie secondo me Lo sentite? C'è una tale energia lì dentro, quei muri hanno visto talmente tanto dolore e cattiveria che è impossibile non sentire. La persona più insensibile del mondo vi entra dentro. Vi entra dentro come un treno. E pensare che gli umani, e questo è accaduto qualche anno fa, stiamo parlando di quando sono nato io, poco più, anzi poco meno di quando sono nato io, è storia di ieri, storia di ieri che si è dimenticata completamente perché adesso abbiamo Facebook, abbiamo la Coppa Campioni eccetera.










