Cosa sono i PIANI o LIVELLI di Conoscenza? - Daniele Penna Risponde

Daniele Penna argues knowledge isn't hierarchical levels but expanding planes, like puzzle pieces on the same surface. He criticizes spiritual culture that ranks people by experiences, and says real growth happens when you shift from knowing to noticing, adding pieces until rooms become houses become cities.
Chapters
Ultimamente credo di essere stato illuminato, ancora una volta, al passaggio successivo del piano di conoscenza. Proprio oggi stavamo montando il video della perla sui piani di conoscenza, che secondo me è una delle cose più importanti, cioè il fatto di comprendere che non ci sono non ci sono dei livelli di conoscenza, cioè non ci sono dei gradini. Ricordatevi, questo è uno dei concetti più importanti secondo me, perché adesso nel mondo finto spirituale si applica il concetto egoico esattamente come si applica nel mondo non finto spirituale, cioè adesso c'è questo prolificare di guru, sciamani, Cristi, madonne e santi, coach, trainer e compagni che stanno a un livello più alto di te secondo loro, cioè te vedono all'alto o in basso perché loro ne stanno di più, che è una cazzata mostruosa, cioè nel momento in cui una persona si mette o ti fa sentire a un livello, a un grado inferiore al suo, vuol dire che è lui o lei che sta al livello inferiore, cioè vuol dire che non ha ancora capito niente, che sta proprio al livello più basso, quindi nel piano di conoscenza più piccolo, che è quello appunto dell'ego. Invece, una delle più grandi consapevolezze, lo ripeto perché fa sempre bene ricordare, ripetita Yvonne, è il concetto di... non so se lo posso far vedere, no? Uso le palette dei like, nel frattempo mettete i like se volete. La maggior parte della gente vede le conoscenze come dei livelli, come dei gradini. Io sto a un livello più alto, io ho visto la Madonna, io ho visto Gesù Cristo, ho visto Padre Pio, io faccio meditazioni, io vado in astrale, tu vai in astrale, io vado nei 32 livelli paralleli, io vado nelle vite passate, future e quelle che devono ancora arrivare dopo le future. Ed è una gara a chi ce l'ha più lungo. Esattamente un po' come nelle altre parti, una competizione costante in cui chi c'ha la macchina più grande, chi c'ha la casa più grande, oppure per i vecchietti, chi c'ha più malanni, c'è, non importa, basta che ce n'hai di più. Eppure nel mondo finto-spirituale è così, no? io c'ho più questi, io ho fatto più corsi, io ho fatto di su, io ho fatto di giù e non hanno capito niente, se stanno quelli non hanno capito niente. Il concetto di piano di conoscenza invece è diverso, è piano di conoscenza, piano, che vuol dire piano di conoscenza, che sono sullo stesso piano, io la conoscenza la vedo come delle mattonelle, la vedo come dei puzzle. Però il puzzle funziona se sta tutto su un piano, non se sta ai vari livelli. Immaginatevi i pezzi di un puzzle sparpagliati su 50 gradini, non lo finirete mai perché dovreste andare sopra e sotto, sopra e sotto, si diventerebbe stupidi. Invece i piani di conoscenza, come i puzzle, voi cosa fate quando fate un puzzle? Avete tutti i pezzi davanti a voi su un piano, quindi su un terra o su un tavolo grande, e cominciate piano piano a... piano piano appunto... a mettere assieme i pezzi quindi a incastrarli esattamente la stessa cosa stiamo su un piano cioè la conoscenza non è tanto diversa secondo me da appunto dal concetto del puzzle quindi ogni volta che prendi un pezzetto hai un pezzo in più del puzzle fino a che finirai il puzzle e scoprirai che quel puzzle non era altro che un pezzetto di un puzzle più grande che non è un puzzle più su, è un puzzle più grande. Ciò vuol dire che nel momento in cui tu hai allargato il piano di conoscenza che è grosso quanto una stanza, ti rendi conto che quella stanza è una parte di una casa e quando hai riempito il piano di tutta la casa ti rendi conto che quella casa è il piano di una città e così via. Quindi non fate altro che allargare i vostri piani di conoscenza. Come si allarga i piani di conoscenza? Conoscendo di più, è ovvio. Se io conosco solo come si accende una luce, il mio piano di conoscenza si ferma lì. Se io conosco come si accende una luce e come si gira una lampadina, il mio piano di conoscenza si è allargato. Capite? Quindi più conoscenze ho, più il piano si allarga. La cosa interessante dei piani che si allargano è che essendo appunto dei piani io posso sguazzare, posso camminare, posso passeggiare attraverso questi piani e posso collegarli. Quindi quando ho bisogno di qualcosa io posso prendere, se devo risolvere un problema, se la mia unica conoscenza è andare a prendere gli spritz con gli amici e cercare di conquistare una donna, quello è l'unica cosa su cui posso fare riferimento. Che cosa posso fare? Quello, uno spritz e cercare di fare il cretino con la donna. Se invece i miei piani di conoscenza sono la comunicazione, la geometria, la matematica, l'elettricità, i mari, le montagne, la geografia, il sistema, ogni cosa è un piano di conoscenza. Possono essere incastrati, ed è questa la cosa interessante, perché più allargate i vostri piani di conoscenza, più riuscite a fare degli incastri che prima non vi venivano. cioè riuscite a risolvere, in questo caso, riuscite a vedere delle cose che prima non riuscivate a vedere. Questa è la cosa interessante. Quindi sono partito da tutto questo perché? Perché a questo nuovo piano di conoscenza qui ho acceduto, diciamo che ho sbordato col vecchio piano di conoscenza, sono entrato nel nuovo piano. In questo nuovo piano ho scoperto cose nuove. In realtà ho scoperto cose nuove, mi sono accorto di cose nuove. Ricordatevi il concetto dell'accorgersi. che non è il comprendere, non è il conoscere, è l'accorgersi. Cioè è una differenza abissale, ve l'avevo già spiegata. Se ve la siete persa, arrangiatevi, perché guardate, io posso stare a ripetere tutte le cose. L'accorgersi è la differenza importante, cioè io posso sapere una cosa, ho letto mille volte, che nulla accade per caso e ho una conoscenza, ho un'informazione e quando mi accorgo che nulla accade per caso quelle cose cambiano. L'accorgersi è qualcosa di interno, cioè dentro di me si crea una sinapsi, non è un'informazione che mi arriva all'esterno, è una convinzione che si crea dentro di me perché me ne sono accorto, cioè l'ho vista, l'ho toccata con mano. Quindi questo è quello che dovremmo cercare prima di tutto, quindi accorgerci delle cose. E mi sono accorto di cose nuove. Mi sono accorto di cose nuove che già vi ricordate credo, forse nel flow 60 o 50, non mi ricordo qual era, avevo rivisto e corretto tutto quello che facevo prima. Adesso tutto quello che facevo prima lo butto proprio al secchio. Cioè veramente lo butto proprio al secchio. Lo butto proprio al secchio perché è assurdo. Cioè ricordatevi che i piani di conoscenza sono proprio così. Cioè quando arrivate a un piano di conoscenza successivo, quindi più largo, vi rendete conto che le cose che facevate prima erano un po' inutili. Lo abbiamo vissuto tutti, e attenzione, quando eravamo bambini. Cioè quando eravamo bambini per noi la cosa più importante era magari, che ne so, giocare coi pupazzetti. Poi arriva un certo punto in cui ci accorgiamo che è una minchiata. facciamo qualcosa di più interessante però quando eravamo bambini i pupazzetti, i soldatini, le macchinine per noi erano la cosa più figa del mondo quindi è quella, cioè io vivo per quello e quindi in quel momento per noi quel bambino al suo piano di conoscenza potrebbe far guerre per convincerti che lui è nato per giocare con i soldatini ed è la sua unica esperienza di vita quello deve da far, basta Poi cresce e dici, no, i soldatini, ma questa è roba da bambino, io mica gioco più coi soldatini, adesso gioco a Doom 28 con la mia Playstation. Questa è la mia nuova vita, io gioco lei videogiochi per tutta la mia vita. Ti dice il bambino, che è cresciuto. Poi arriva un po' più grande e ti dice no, ma io che una cazzata figura, adesso sto pensando a tutt'altro, adesso il mio obiettivo sono le donne, gli amici, facciare l'amore e altre robe. Quindi ogni volta che noi evolviamo in qualche modo, reputiamo le cose che facevamo prima delle cazzate. Cioè oggi ognuno di voi se andasse a vedere quello che faceva da piccolo quando aveva tre anni, probabilmente non si rimetterebbe a fare perché lo vede come tempo perso. L'evoluzione è la stessa cosa. Qualcuno mi dice, ah vabbè, ma quindi tu hai rinnegato tutto quello che hai fatto. No, sono passato al livello successivo. Cioè, sono passato al piano successivo. È come quando il bambino passa da giocare con i pupazzetti che ti mettono sopra e ti fanno... E il bambino è tutto contento e pensa che il mondo è fatto di sti idioti che ti fanno giocare le cose sulla testa. Poi si rende conto che il mondo non è fatto di questi idioti che ti fanno girare sulla testa, sono a volte i genitori, che adesso scherzo ovviamente, che dopo invece prima lo facevano giocare e poi lo comandano. Io ho cazzo. Prima ero piccolo. e schioccavo le dita, anzi piangevo e c'eravo tutti al mio servizio ma improvvisamente questi io devo stare al servizio loro e loro mi devono dire quello che devo fare e loro mi devono dire questo non lo puoi toccare e questo telefono non lo posso sfasciare e questa cosa della mia madre non la posso dar fuoco e perché sta roba? e quindi cambiano le cose e noi la chiamiamo evoluzione.










