Cos'è la DUALITA' - Daniele Penna Risponde

Trascrizione di una risposta di Daniele Penna sulla natura della dualità: la convinzione che l'io e l'altro siano separati. Penna spiega che la dualità è la condizione normale della mente umana, necessaria per comprendere l'unità, e la illustra con metafore (scintille del fuoco, iceberg) per mostrare come parti apparentemente separate siano in realtà espressioni di un unico tutto.
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Anna Paola Siotto, ieri hai parlato della dualità. Di cosa si tratta? Oddio, la dualità è il peggiore di tutti i mali. Cioè la convinzione assoluta che io e te siamo due cose diverse. Che tu e gli altri siate due cose diverse. Che tu, tuo compagno, tuo marito, tua moglie, tuo figlio, siate due cose diverse. Che tu e il computer che c'è di fronte siate due cose diverse. Questo è duale. Nel momento in cui tu parli di io, sei già duale. Nel momento in cui io parlo a te, sto già parlando in dualità. Per la mente umana la dualità è normale, è in qualunque pensiero. Ripeto, fare un pensiero non duale è quasi impossibile per la mente umana. Infatti, non a caso, ricordiamoci che noi nasciamo duali per poter andare verso l'uno. Ecco perché noi parliamo di universo. Universo, verso l'uno. Quindi come potremmo comprendere di essere tutti uno se non sperimentassimo prima cosa vuol dire essere due? Come potresti comprendere il buio se non avessi visto prima la luce? Devi avere la differenza per poter avere un contrasto. Quindi io non posso, se tu vivessi sempre al buio, e io ti dicessi, hai mai visto la luce? Che cos'è? Quella cosa bianca che si vede ogni tanto. Eh? E che roba è? No, qui c'è solo questo. Ma questo è il buio. Ma questo è così, punto. Non c'è la differenza, non hai il metro di paragone. Invece vivendo la dualità puoi avere il metro di paragone. Che vuol dire essere duali? Cioè avere il tuo ego, avere la tua persona, avere il tuo corpo, quello che tu reputi, tuo corpo, eccetera. Per spiegarti la dualità potrei usare una metafora che mi è venuta tempo fa. Non so se mai hai visto un fuoco, un falò, un fuoco, anche un fuoco di cammino. Quando vedi un fuoco di vampare, vedi tante scintille. le faville, proprio queste scintille che si innalzano, poi si perdono in aria mentre salgono, le vedi illuminarsi, si spengono. Ora, se io ti chiedessi, quelle scintille sono singole o sono uno solo? Quelle scintille sono... cosa sono? Hanno una loro identità. oppure sono parti del fuoco. Ognuna di quella scintilla tu la vedi singola, ma in realtà un istante prima era parte del fuoco stesso, che era un'unità. Ti faccio un'altra metafora. Se tu nell'oceano vedessi degli iceberg, vedresti diversi iceberg, quindi io ti potrei dire cosa sono quelli, quanti iceberg sono, Gli iceberg sappiamo che sono semplicemente del ghiaccio, cioè dell'acqua che diventa ghiaccio, ok? E quindi tu mi potresti dire sono due, tre, quattro iceberg. Bene. Quindi tu li vedi come qualcosa che si è staccato dalla sua sorgente, che era l'acqua, per creare una sua identità. Bene. Ma se quegli iceberg si sciolgono, tu che cosa vedi? che è quella da cui prima loro arrivavano. Quindi, quegli iceberg avevano un'identità o no? O erano semplicemente una semplice rappresentazione dell'uno? E poi sono ritornati all'uno. Nell'acqua c'è tutta la memoria di tutti gli iceberg. Quindi quando loro diventano iceberg, Secondo te cominciano a dire io sono migliore di te, io sono più grande di te, io sono meglio, anzi io adesso mi stacco dalla mia sorgente perché io sono più grande, sono più figo, sono più duro eccetera eccetera? Questo è quello che fa l'umano. si stacca dalla sorgente, si dimentica di essere un tutt'uno, prende consapevolezza e neanche tanto della propria essenza e si convince di un sacco di cagate. E quindi pensa di essere diverso da tutti gli altri. E così via. Questa è la dualità.










