Daniele Penna answers whether he believes in ghosts. He distinguishes between caricatured "ghosts" (people in sheets) and non-human entities that can interact with humans, says he does not simply "believe" but bases positions on experience, and recounts having close encounters with non-human entities (not aliens). He explains that after sharing such topics in his courses many attendees confided similar experiences; he is cautious about encouraging curiosity because he feels there is a hidden world often kept from public attention. The tone is skeptical-turned-personal, anecdotal, and cautionary.
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Valsero credi nei fantasmi e dipende che intendi per fantasmi dipende che intendi per fantasmi se mi parli dei fantasmi quelli vestiti con lenzuolo bianco no se mi parli di entità che possono in qualche modo interagire o interferire con il mondo degli umani sì ma non è un credere ripeto io non credo se ho un dubbio mi vado a cercare ciò che mi serve per togliermelo quindi la domanda non è credi nei fantasmi è che conoscenze hai sui fantasmi o meglio sull'entità che non sono umane e si potrebbe aprire un mondo che preferiscono non aprire. Comunque non credo, ho determinate certezze, su altre cose ho dei dubbi che non mi sono mai risolto. quindi su alcune ho certezze per esperienza personale su altre ho soltanto delle informazioni per esperienza indiretta però già quelle di esperienza personale sono abbastanza quindi posso dirti che per mia conoscenza ho avuto rapporti, non capite male, ho avuto incontri ravvicinati anche di tipi abbastanza... del quarto tipo se così si può dire con determinati personaggi non umani che non sto parlando di extraterrestri quindi parliamo di entità non umane E' un periodo della vita che io tra l'altro da grande scettico e da non credente quando ho sentito queste cose mi sono... mi veniva da ridere. Poi ho visto delle cose e ho smesso di ridere. e mi ci sono infilato dentro in qualche modo e proprio perché le ho conosciute evito di parlarne, evito di mettervi anche la curiosità di andare a curiosare in determinate cose l'unica cosa che mi posso dire è che non ci hanno raccontato un cazzo cioè veramente c'è un mondo che non ci viene detto e che al pensiero mi viene la pelle d'oca ma lasciamo perdere c'è un mondo che non ci viene detto e da cui veniamo magistralmente distratti proprio perché se cominciassimo a vedere un po' di cose diverse ci dovremmo mettere in dubbio troppe cose e a chi comanda non va mai bene quando una persona mette in dubbio le cose per cui finché li metto in dubbio io sono uno spagliato ogni tanto va bene sapete che cosa accadeva? c'è una cosa interessante che accadeva quando facevo i corsi magari c'erano due o trecento persone davanti no? e usciva questo discorso improvvisamente le persone capivano che Io non li avrei presi per matti, ok? Sapete che cosa accadeva tutte le volte, tutte le volte in cui usciva un argomento del genere? Alla prima pausa c'era la fila, la fila di gente che iniziava sempre con cose del tipo, Daniele sai ti volevo dire una cosa che non sono mai riuscito a dire a nessuno, perché comunque ho preferito non dirla sennò mi prendevano per matta. Questa era la frase tipica. c'era praticamente buona parte della sala che aveva avuto dei tipi di esperienze che non aveva mai raccontato a nessuno o che avevano messo tra quelle boh forza una cazzata e che improvvisamente quando si trovano di fronte qualcuno che poteva capirli si aprivano ma ne ho sentiti di ogni ne ho sentiti veramente di ogni poi ci metto le mie più quelle che ho sentito più tantissime altre cose poi attenzione Tante sono avalanghe cagate. Alcune no. Teniamoci distanti.