Crescita ed Evoluzione Personale - Daniele Penna intervistato da Serena Pano.

Intervista video (YouTube) in cui Serena Pano conversa con Daniele Penna su crescita personale, cambiamento, autoconsapevolezza ed esperienze di vita. Penna racconta il proprio percorso (PNL, salto quantico, perdita e rinascita), spiega come le ferite infantili condizionino scelte ed emozioni, e propone strumenti pratici (ipnosi ericksoniana, questioni all’inconscio, HypnoFlow) per lavorare su abitudini, resistenze e trasformare emozioni come senso di colpa in risorsa. Il tono è colloquiale, riflessivo e orientato a stimolare ricerca personale e responsabilità interiore.
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Ben trovati a tutti continuano le interviste condividiamo contenuti di valore, emozioni, storie di vita e apertura del cuore nella reciproca conoscenza e crescita personale questa volta in una modalità differente rispetto alle dirette sulla mia pagina instagram serena.pano Provo gioia ed entusiasmo, ragazzi, nel presentarvi l'ospite di oggi, un uomo che ha fatto del cambiamento la sua essenza e il suo stile di vita. Parlo di Daniele Penna, ricercatore, trainer, mental coach e tanto altro. Attraverso la sua storia e la sua esperienza parleremo di cambiamento e di come imparare davvero a conoscere te stesso. Daniele, benvenuto. Grazie.
Bella la presentazione, come l'hai detto è un uomo che ha fatto del cambiamento alla sua essenza, bella me la segno, me la rivendo questa.
Un po' quello che di cui ti occupi nella vita, mi piacerebbe che ti definissi tu eh perché è sempre molto difficile già parlare di sé immaginiamo presentare qualcun altro perché non sappiamo di chi stiamo parlando. Quindi chi dentro di me dice chi sono. Pertanto Dani cosa puoi dire di più rispetto al curriculum vitae sulla quale sul quale si basa di solito per avere un'immagine egoica e quindi una maschera. Puoi dire che.
Posso dire che, innanzitutto di non aver mai fatto un curriculum in vita mia, in genere mi definisco un giullare e un visionario, e in alcuni casi un jolly nel mazzo delle carte della vita di qualcuno, paraphrasando una bellissima frase di Interstate Sixty, se non ricordo male. Perché un visionario? Perché ho sempre cercato di vedere oltre qualunque cosa, questo che fosse stato nell'imprenditoria ma oggi è ancora di più dentro le persone, quindi quando conosci approfonditamente il funzionamento della mente, non tanto le persone, ma il funzionamento della mente e il contesto in cui questa mente è stata addestrata diventa più semplice vedere più avanti, cioè prevedere quasi il futuro di quello che può essere una persona o una pandemia o qualunque altra cosa. e poi fondamentalmente oggi come oggi un giullare, un giullare perché il giullare è storicamente l'unico che può prendere in giro il re senza che gli venga tagliata la testa e in questo momento storico ancora di più devi farlo perché visto come le teste saltano e visto come la libertà di parola ormai è soltanto una frase senza senso, bisogna necessariamente dire tante cavolate e in mezzo far passare quel messaggio per evitare che ti venga chiuso, tagliato, devastato o attaccato o chissà cosa. Quindi di base faccio questo. Ma poi fondamentalmente il giuliaio è perché mi diverto, cioè ormai arrivato ad un certo punto non faccio più cose che non mi divertono. Quindi se ho accettato la tua intervista è perché sono certo che ci divertiremo. Vai!
Il famoso libero arbitro, ne ero soffermato un attimino su quello, libero arbitro che è un'utopia. Si va di far rivivere un po' ciò che hai vissuto, ciò che ti ha permesso di fare un po' di anni fa il salto quantico, la tua storia, una sintesi di quanto hai finito l'ombra nel tuo percorso evolutivo e come ti sei avvicinato alla crescita personale. Un po' di esempi semplici.
Auguri! Allora, tra l'altro mi fai un'intervista in un momento abbastanza particolare, perché innanzitutto il 13 di aprile il salto quantico, se non ricordo male, fa sette anni. e non avrei mai, sinceramente non ricordavo fosse iniziato sette anni fa tra l'altro proprio in Thailandia. Il Salto Quantico nasce, Salto Quantico credo sia stato forse il più visto videolibro o creai questa idea del videolibro no? Ma perché semplicemente Io avevo scritto un libro con MyLifeEdizione che si chiama Sveglia e quando diventi un autore di un editore serio ti rendi conto che se ci metti tanto lavoro, ci metti tante idee, poi l'editore ti cambia tutto quello che ti cambia perché questo lo puoi dire, questo va detto in un'altra maniera, a un certo punto sembra quasi che lo scrivano loro, per cui le tue idee vengono un attimo tagliate, riviste e corrette e per poi alla fine andare in libreria e forse vendere 10, 15, 20.000 copie. Quelle che con un video fai in una settimana. Per cui a un certo punto mi sono detto, ma voglio scrivere un libro perché fa figo scrivere un libro, tra l'altro cosa che odio scrivere. oppure voglio lasciare dei messaggi che possono essere davvero visti dalle persone gratuitamente e così nacque il salto quantico. Nacque così da un'idea di una notte di mezz'estate perché accesi la telecamera, ero in un'hotel a Bangkok tra l'altro durante quella che in Italia veniva chiamata rivoluzione ma che io in realtà credevo fosse una sagra popolare, quindi c'erano sotto casini, balchi, gente che suonava e cantava, ho dovuto mettere una musica odiosissima sotto. Nei primi video del salto quantico, una risoluzione pessima, avevo una telecamera pessima, però iniziai così, quasi per gioco e poi è diventata è diventata una vera e propria opera. Opera che non ti nego oggi comincia a starmi stretta, perché in sette anni io sono cresciuto tanto. Quindi è vero che non è terminata, è vero che ha dato tantissimo alle persone, è vero che tantissime persone hanno veramente svoltato la vita o hanno avuto quegli stimoli per Però oggi tante altre cose sono state dette, ad esempio nella mia trasmissione Follow the Flow, solo che il Follow the Flow è una trasmissione di intrattenimento, cioè ti vai a vedere, ce ne sono ormai 202 di trasmissioni e dentro ci sono perle, messaggi, difficile che qualcuno riesca a vedersene tutte, quindi questo è stato un po' l'inizio del salto quantico e lo stato attuale dopo sette anni. Nel salto quantico misi i miei anni di esperienza, io racconto sempre, io nasco come un ragazzino discretamente sfigato, mi reputavo tale, fondamentalmente insicuro, che non si piaceva, che non si apprezzava, che non era capace a parlare, che non era capace ad approcciarsi con l'altro sesso, che era cresciuto da una famiglia tranquilla, da un genitore che ti diceva tu devi essere migliore, devi studiare, devi fare dei vidi, insomma normale. Questo è stato così fino a un certo punto, fino al mio primo salto che accade nel 1996 più o meno, quindi avevo venti e spicci anni, venti e trenti, quattro anni, sono del 1973, fate voi i conti, non li calcolo più io, quando conobi la PNL, la programmazione neolinguistica. la quale mi diede pienere una neuroscienza. Attenzione, è una neuroscienza e ricordo sempre, e questo lo sottolino sempre, è un insieme di strumenti, quindi non è qualcosa da giudicare buona o cattiva, cioè un coltello non è né buono né cattivo, dipende da chi sta in mano e come lo usi. Quindi la PNL è uguale, la PNL è una serie di strumenti, una cassetta degli attrezzi che ti insegna l'utilizzo della mente, quindi in base a come li utilizzi puoi farci un po' quello che vuoi, che poi sia stato usato spesso e volentieri per manipolare o per vendere e questo è perché la società va da quella parte, ma a livello di terapia si potrebbe fare tanto altro. Io lo studia a livello terapeutico. Per cui poi grazie a questa iniziai a fare il mio cambiamento e riuscii a trasformarmi, quindi divenni molto più sicuro, aggiunsi capacità, diventi imprenditore, fesci un sacco di soldi, finché li persi tutti. E da lì cominciò il mio cambiamento, perché ebbi questo primo trauma. Dopo essere arrivato alle stelle, ritornare nelle stalle non è facilissimo, ma mi ha permesso di scoprire cose nuove. Dopo tanti anni di PNL, che non vi nego la PNL, non fa altro che pompare l'ego. Ricordiamoci, qualunque cosa che si venda, questa è una regola di base, qualunque cosa che viene venduta deve necessariamente soddisfare l'ego. Per un semplice motivo, è l'ego che strisce la carta di credito. Ed ecco che io ero cresciuto con quelle conoscenze, crescere, ottenere, avere una posizione, raggiungere, fare soldi, tutta una serie di cose che si fanno nel mondo occidentale. Che comunque sia, non è che portano alla felicità, portano al volere sempre di più, perché portano ad ottenere un obiettivo e poi volerne un altro. Quindi da lì entrai in un altro mondo. Entrai in un altro mondo e il mio salto fu, come racconto forse nel video che più viene conosciuto e quello sulla legge d'attrazione, quando vedi il film What the Bleep Do We Now? dove viene spiegato l'esperimento dei 4.000 di Mari Shiogi. ovvero questo esperimento in cui questo yogi indiano mise 4 mila meditatori esperti all'interno di una palestra, in realtà questi esperimenti furono fatti in più nazioni del mondo. La sua convinzione, ma è una convinzione già accertata, è che questi meditatori se meditavano per una settimana si sarebbero abbassati i crimini violenti all'interno della città che li ospitava. Questo fu fatto più e più volte e fu sempre ottenuto questo risultato, fino a quello più conosciuto di Washington D.C. dove addirittura il capo, il sindaco della città, rebutò la cosa impossibile, eppure fu così. Cioè 4.000 meditatori che meditano rendono le persone più buone. Ora questo che può sembrare wow sì che figata ok però per una persona che è cresciuta in un ambiente ateo perché fondamentalmente non credeva niente e credevo soltanto a me dentro di me. Quindi noi esistiamo e ci fermiamo qua. Questa è la nostra testa appunto. Un esperimento del genere che ovviamente sono andato ad approfondire poi su altri scritti su altri libri e su altre cose mi apriva un mondo perché questo mi dimostrava che i nostri pensieri andavano fuori di noi. e che quindi potevano condizionare il mondo esterno. Da lì mi si è aperto un mondo, perché da quel momento in poi non esisto più io come individuo all'interno di un mondo dove ci sono altri individui, ma le nostre vibrazioni vanno fuori e attirano e in alcuni casi condizionano. Quindi il dubbio come dico sempre è la chiave del cambiamento, finché siamo certi non cambieremo mai, quando inizieremo ad avere dei dubbi da quel momento in poi inizieremo a cambiare, perché il dubbio permette di aprire strade nuove, permette di crescere. E da lì mi si è aperto un altro mondo che mi ha portato poi a tutta una serie di conoscenze nuove e al mettermi a disposizione degli altri, sì, da una parte perché mi piaceva, però detto tra noi perché mi serviva? Perché io non ho studiato tanto, cioè non ho letto libri o fatto corsi, perché nel momento in cui comprendi qual è lo scopo del libro, che in genere è quello di vendere dei corsi, e qual è lo scopo dei corsi, che in genere è quello di vendere altri corsi, ti rendi conto che stai all'interno di una droga mediatica. Per cui i grandi maestri li trovi nella natura, nei gatti, nella testa delle persone. E quindi ho fatto per anni, mi sono andato a cercare chiunque volesse, avesse bisogno di coaching, come si chiamano oggi, prima esistiva anche questo termine, e davo il mio supporto con quello che sapevo. Così facendo ho scoperto tantissimo della testa delle persone, tanto da capire degli schemi predominanti, tanto da capire da capire come l'influenza dell'infanzia sia immensa. nel condizionamento della testa delle persone e come praticamente buona parte, ma sono ottimista nel dire buona parte perché dovrei dire tutti, i pensieri, le azioni, le scelte, gli obiettivi, i lavori, le relazioni sono condizionate da quello che abbiamo vissuto nella pancia della nostra madre e nei primi 5, 6, 7 anni di vita nella maggior parte dei casi, più qualche piccola aggiunta un po' più avanti.
Probabilmente anche prima.
Sì, probabilmente anche prima, ma comunque te lo ritrovi in questa vita, quindi se te lo ritrovi in questa vita è una proiezione o comunque una continua di qualcosa che non hai capito. Fondamentalmente sei stato rimandato a settembre, cioè vuol dire che non l'hai capito per vite e te la devi rivivere, il solito concetto di università.
Parla di conoscere te stesso. Conosci te stesso, nasce proprio da uno dei consigli filosofici più antichi della nostra cultura, inciso addirittura sul fronte del Tempio, dell'oracolo.
Esatto.
E quindi riconosci in primo luogo chi sei. Questo poi è un consiglio che è stato riproposto da vari filosofi come presupposto per vivere proprio una vita felice e piena di significato. come si fa a conoscere se stessi, quindi da dove partire secondo la tua esperienza, secondo il tuo punto di vista, secondo le migliaia di persone con le quali sei entrato in contatto. Probabilmente dall'ascolto di se stessi, dal mettersi in discussione. Quale potrebbe essere una sorta di scaletta da poter seguire?
Auguri. Allora, conosci te stesso? Dunque, innanzitutto, la prima cosa è la voglia. perché nella maggior parte dei casi si ha più voglia di conoscere come funzionano i filtri di Instagram che la propria mente. bisogna ammettere che sono più divertenti i filtri di Instagram. Cioè vuoi mettere il tempo che puoi dedicare a metterti le orecchie coi cuoricini rispetto all'andare a scavare in quel vagone di cacca che sta nella testa e che hai cercato di nascondere costantemente sin da quando sei piccolo. Andarci lì a smettere le mani non è così carino come farsi una bella foto con le orecchie i cuoricini e le freccine che ti arrivano in testa. Premesso questo, se riuscissi tra una foto Instagram e un'altra a trovare del tempo, ce ne vorrebbe tanto. ce ne vorrebbe tanto e soprattutto mi hai fatto la domanda su come si fa. La cosa più semplice, io lo dico nel salto quantico, l'ho detto sempre un po' ovunque, una frase che mi rappresenta è se fa fastidio scrivi, che non è neanche corretta, però è meno cacofonica del se ti dà fastidio scrivi. Se fa fastidio scrivi, cioè se qualcosa ti dà fastidio Quello è l'inizio per conoscerti, perché questo vale sia per un'altra frase simile che è stata aggiunta da pochissimo e che aggiungerò a questo è se una parola mi dà fastidio, ascoltala. Cioè, ascolta più le cose che ti danno fastidio, scrivi, tieni nota più delle cose che ti danno fastidio, perché se ti danno fastidio vuol dire che stanno toccando una ferita aperta. Se è una ferita aperta, sono proprio quelle che devi andare a ricucire, o meglio ancora, devi andare addirittura a eliminare la fonte che l'ha aperta. eliminare per modo di dire, lavorare, trasmutare, conoscere, comprendere, accettare, perdonare o chissà che cosa. Quindi l'inizio è quello e per un sistema abbastanza magico che abbiamo dentro e che ci contraddistingue come esseri umani, proprio perché abbiamo delle ferite aperte, noi andremo ad attirare persone che risuoneranno con quelle ferite. Quindi è normale che le persone che andremo ad attirare saranno delle revisitazioni di quelle ferite o di quelle persone che ci hanno aperto le ferite che sono ancora aperte e puntualmente, questa è un'esperienza che in tantissimi hanno, di incontrare persone o di avere relazioni con queste persone, che siano di amicizia, di amore, di lavoro, quel che sia, che si presentano in una determinata maniera e poi nel tempo diventano o si scoprano o si rivelano diverse, ma soprattutto diverse quasi come il padre o la madre, che sono poi le figure che spesso e volentieri sono state quelle che hanno creato le varie problematiche. Quindi, non ci dimentichiamo una cosa, noi nasciamo, o meglio, noi veniamo concepiti che siamo un pezzo di DAS, un pezzo di plastilina, anzi un pezzo di DAS, che il DAS rende più l'idea. Dal momento in cui siamo concepiti, attenzione, dal momento in cui siamo concepiti vuol dire nel momento in cui lo spermatozoo esce dall'aggeggio ed entra dall'altra parte, no? E non è raro, non è raro che ad esempio un'emozione come succede, perché a volte si sente dire è successo, non ho mai capito come è successo, però vabbè è successo. Nel momento in cui succede, il padre magari sta mezzo ombriaco e dice cazzo, ecco già quello è un imprinting. Perché mi è capitato, andando indietro nel tempo, in stati alterati di coscienza, a finire nel momento in cui lo spermatozoon è uscito in quel momento, ha beccato l'emozione del padre e si è sentito non voluto. E già là la frittata l'hai fatta. Quindi da lì inizia la storia. Inizia la storia come non voluto, come rifiutato, come abbandonato. Questo, tra l'altro, questa sorta di imprinting che avviene sin dall'inizio, Si andrà a ripercuotere sulla struttura fisica, sul metabolismo, su tantissime cose, poi ci sono studi su questo, ciò che il feto vive negli ultimi sei mesi, a parte i primi tre, questo secondo i loro studi, ma potrei dire sin dall'inizio, va a manipolare i metabolismo, cioè ad esempio se e questo furono fatti studi, se il feto cresce in un contesto di fame, quindi di carestia, nascerà con un metabolismo che trattiene di più i grassi, perché è cresciuto così. Ma io te ne dico anche tante altre, persone che sono cresciute in una famiglia dove il padre menava la madre, sono usciti grandi e grossi perché la dono difende, se sono diventati degli armadi. persone rifiutate che non vuol dire che quello lì appunto cazzo no e sono venute fuori piccole, basse e magre perché non dovevano occupare spazio e non si dovevano far vedere perché già non li volevano. Quando esco cerco di farmi vedere.
Ti posso portare anche la mia esperienza personale. Nel momento in cui mia madre era incinta di me moriva il padre di mia madre. tracheotomia, quindi tumore alla gola. Io ho avuto problemi alla gola da quando sono nata. Ho avuto la... non la tonsillite, come si chiama quella? Mi viene in mente questa cosa.
Tracheite che è?
Che ti soffochi.
E tonsille che è?
L'asma? L'asma sì.
Quella figura. c'è il ventolino lì che ha sparato.
Legate alla gola, l'edema della glottide, quindi allergie, che mi sono portata per una vita intera finché poi non ho compreso da dove partiva il tutto, ci ho lavorato, non posso dire di aver risolto, posso dire di essere sulla strada sicuramente della comprensione, dell'assimilare tutto questo, quindi di masticarlo, di comprenderlo, di farlo mio, e di interiorizzarlo ovviamente. Con il tempo mi auguro, spero, che avendo imparato e compreso proprio qual è la lezione vera e propria di tutto questo.
Ecco, hai detto una cosa giusta. Stiamo parlando di conosci te stesso. Sì, allora, guardando gli altri, guardando le persone che attiriamo, guardando a cosa facciamo attenzione, guardando cosa ci dà fastidio sia nelle parole che nelle azioni, guardando tutto questo possiamo cominciare a conoscerci. ok ci conosciamo, il fatto che però conosci da dove ti arriva, perché ti è arrivato, a cosa quella persona perché è arrivata e a chi fa riferimento e chi proietta e chi di su chi di giù, ok conosci, ma non hai cambiato ancora niente, cioè conoscere conosci, per la serie il solito Esempio che faccio è io entro in una casa nuova, non so come funzionano i tasti delle luci, le luci, comincio a premere i tastini. Ne premo uno e imparo che quel tasto fa accendere la luce che sta da una parte. Ora, il fatto che io l'ho imparato non è che se adesso lo spengo e lo ripremo si accende la luce da un'altra parte, no, si accende sempre la stessa. Quindi il fatto che io comprenda degli schemi non fa altro che prima qualcuno schiacciava il tasto e partivamo da soli. Oggi qualcuno schiaccia il tasto, mi rendo conto che è stato schiacciato e ripartono uguale. Quindi finché non andiamo a smontare la casa, a svuotare completamente lo schema e rifare un impianto nuovo, sarà sempre uguale. Però lo sappiamo. Cioè, li osserviamo.
È come dire un po' la consapevolezza. Cosa te ne fai nel momento in cui sei consapevole di qualcosa, se poi in qualche modo non lo metti in atto, non ci entri dentro, non metti le mani in quella melba di cui parli nella maggior parte dei tuoi video. ed entri proprio in contatto profondo con il dolore, con l'ombra, con il giudizio. Prima quello di cui abbiamo parlato riporta un po' tutto al giudizio, tutto quello che ci risuona in qualche modo è perché è qualcosa che non ho risolto, l'altro ci fa semplicemente da specchio. Diversamente se tu mi dici, Serena, quanto sei grassa, posso soltanto dire mettiti un altro paio di occhiali perché peso 40 kg cioè non mi tocca minimamente se invece mi vai a dire quella cosa per la quale ancora sto lì e ci sto lavorando ancora non ho risolto è normale che quel giudizio.
Ti ha fastidio.
Il mio stesso giudizio.
Esatto. Eh il giudizio nel mondo occidentale è una brutta bestia proprio tanto brutta considerando che veniamo addestrati e giudicati sin da quando siamo nati anzi forse quelle da prima.
Certo. Cosa suggerisci di fare, Dani, quando ci accorgiamo e riconosciamo di giudicare noi stessi o di giudicare gli altri?
Di giudicare noi stessi o di giudicare gli altri? Beh, considera che chi giudica gli altri prima di tutto giudica se stesso. Cioè ricordiamoci sempre, ah forse questo a volte si dimentica, le ferite sono bivalenti, quindi se io rifiuto me stesso posso rifiutare gli altri, se io vedo rabbia negli altri è perché sono rabbioso io, o comunque sia c'è qualcosa in me che deve essere risolta, sono all'opposto della rabbia, cioè una cosa che spesso per comprendere faccio capire è che noi in base a come cresciamo, a come veniamo addestrati, conosciamo le strade che ci hanno mostrato, quindi noi possiamo fare solo quella strada o da una parte o dall'altra, quindi o con la stessa reazione o con la cosiddetta reazione polare, cioè all'opposto. Per cui la prima cosa è conoscere altre strade, infatti lo dicevo ultimamente in una delle mie ultime trasmissioni, uno degli errori che spesso si fa nelle coaching o nelle discipline tradizionali, ma perché siamo stati addestrati così? Perché se una cosa non va, va eliminata. In realtà eliminare qualcosa da dentro di noi è impossibile, però possiamo aggiungere conoscenze ed esperienze e tools e strumenti tali da poter far sì di avere altre strade. Cioè, di base, se io conosco solo una strada per andare in ufficio e quella strada me la trovo coi lavori in corso, se non ne conosco altre me ne torno a casa e sto fermo lì. Oppure uso quel problema quindi quell'intoppo per trovare e scoprire strade nuove. A quel punto magari potrei scoprire che ci sono strade anche più divertenti o o diverse o migliori o peggiori ma che comunque mi portano sempre lì. Quindi vanno aggiunte le conoscenze non è che vanno tolte. La maggior parte della gente trova un intoppo vuole togliere l'intoppo. No lascia l'intoppo lascialo lì.
Scusami se ti interrompo, come il concetto degli abitudini. Gli abitudini non si possono eliminare, si possono sostituire, puoi aggiungere una nuova abitudine perché a qualche livello rimane sempre nella memoria, il corpo a memoria, la mente a memoria, quindi qualunque cosa imparato resta lì nel tempo, la puoi riprendere in qualunque momento, puoi scegliere di imparare qualcosa di nuovo anche con delle nuove strade e scegliere quello che ti fa bene in quel momento o comunque volta per volta.
Ma ti dirò, sulle abitudini è anche più interessante, perché un'abitudine è già qualcosa di molto profondo. Quindi più che cercare di togliere un'abitudine, che è difficilissimo, è molto meglio trasmutarla in qualcosa di utile. Cioè, se io ho l'abitudine di fumare dopo il caffè, il che è anche un'abitudine meccanica che prende qualcosa e la porta alla bocca, è molto più semplice cambiare la sigaretta con un bicchiere d'acqua e usare sempre la stessa abitudine, che è già automatica, piuttosto che andare a levare tutto. Quindi quella fai molto prima, ha già uno schema sinaptico all'interno della testa che funziona da decenni o da chissà quanto, quindi trasmuti l'abitudine. Questo vale anche per le emozioni tra l'altro. persone, non so, estremamente rabbiose o tristi o col senso di colpa o con la paura o quel che è, quindi emozioni predominanti è più semplice piuttosto che andare a togliere tutto che se sono emozioni predominanti vuol dire che ce le abbiamo di sottofondo da quando siamo nati o addirittura da prima. toglierle, sì, è un po' una chimera. È molto più semplice trovare una strada alternativa per poter dargli un utilizzo funzionale, perché non è che, ricordiamoci che tutto ciò che abbiamo dentro nasce per un utilizzo funzionale, cioè la nostra testa non fa cazzate, cioè non fa cose così per danneggiarci, fa cose per proteggerci. Quindi se a un certo punto non capiamo più il modo che lei ha per proteggerci e la cominciamo a, in qualche modo, a disprezzare per questo, innanzitutto ce la facciamo nemica. D'altra parte, non possiamo far sì di trasmutare quell'azione, quell'emozione, quel potere, perché le emozioni sono veri e propri potere, sono veri e proprie energia, quindi quell'energia la possiamo usare da un'altra parte. Un'energia di rabbia che esplode e fa danni, se la fai diventare come un laser, può diventare un'energia che ti può far raggiungere un obiettivo con una meticolosità e una precisione non indifferente. Ripeto, è molto meglio trasluntare che cambiare. Questo è stato un errore che ho fatto per anni, finché poi ho capito che non aveva senso. Ma perché questo? Perché avendo lavorato su tantissima gente mi rendevo conto che avevano dei risultati nel breve termine e poi nel lungo termine ritornavano come prima. Non tutto. però è successo a tante persone, ciò vuol dire che il contesto, e lo conosciamo benissimo il contesto, è talmente tanto condizionante che tu puoi anche fare qualche azione, ma il contesto è ovunque, sono le persone, i genitori, gli amici, il lavoro, la televisione, le pandemie, tutto, cioè ormai tutto influisce, quindi loro che possono ogni istante influenzare la mente rispetto al coach, allo psicologo, a quel che è, che ogni tanto te dà qualche consiglio, auguri.
Buon consiglio Dani, nella mia modalità di counseling, essendo partita da te, poi scardoveglia e poi tre anni di counseling pluralistico integrato non ho mai dato un consiglio. Anche quando me l'hanno chiesto, ma io voglio andare via da qui con un compito che un compito potrebbe essere Ma parte dalla persona stessa. Innanzitutto mettiti in ascolto, senti, avverti l'emozione. Qualunque emozione arriva, arriva per un motivo, come giustamente dicevi. E non esistono emozioni negative e positive. Esistono ad esempio emozioni piacevoli e spiacevoli. E giustamente tu dici che si possono trasmutare. Anche la rabbia stessa si può trasformare e canalizzare in qualcosa che ti può dare energia, ti può attivare verso qualcosa di buono.
Esatto.
Per niente ci ho scritto anche un libro, giusto per fare un minimo. Che non è caso è qui.
Eccolo lì, guarda, cancelling.
La cancelling è stato aggiunto per una questione editoriale, ma è vivere meglio sentendo le emozioni. C'è sempre un dolore nella rinascita. Dani hai parlato di senso di colpa. tra le righe così sono riuscita a accogliere dicendo che è una delle emozioni che maggiormente proviamo. Sappiamo che non è un'emozione di base, è un'emozione sociale, un'emozione indotta, quindi non nasciamo assolutamente ragazzi con il senso di colpa. ti chiedo qual è la sua funzione, qual è la sua funzione e come possiamo, se non liberarci di essa, come possiamo cercare di trasformare anche in questo caso, se possibile, il senso di colpa magari anche in responsabilità.
Allora, tu mi dici che non è un'emozione di base perché probabilmente i libri dicono questo. Una cosa che mi colpì fu come nella lista delle 47 emozioni che non so quale studio, di quali grossi scienziati, di quale grossa università aveva fatto, aveva nominalizzato le emozioni ed erano alla fine pochissime, credo 30-40. E la cosa bella è che il senso di colpa non c'era. Il senso di colpa è nel mondo occidentale altro che un'emozione di base. La metterei prima dell'emozione di base. Cioè è a monte, è a monte. Non ci dimentichiamo che noi nasciamo da una religione cattolica dove nasci e già sei in colpa perché hai sbagliato e devi fare tutta una vita per meritarti il paradiso. Già partiamo male. Per una che ha fatto un casino io devo avere la colpa.
Ti viene indotto ma ti viene indotto sin dall'inizio.
Tanto che addirittura il fatto di non essere voluto a volte uno se ne trovate di persone che si sono sentite in colpa per essere nate Quindi questo viene indotto ma pesantemente quando siamo ancora nella pancia, in alcuni casi ovviamente. Poi appena nasci cominciano, perché ogni giudizio, lì hai sbagliato, perché come al solito nel nostro mondo si insegna che è l'allievo che sbaglia, non che il maestro è incapace. questo è a monte, quindi tu hai sbagliato e tu hai sbagliato e ti senti in colpa, ma questo accade sin da piccolo, quindi è assolutamente sociale, cioè indotta, mentre sappiamo che la felicità e la tristezza sono le cose che il bambino prova. e la sorpresa è un'emozione fondamentale del bambino prova. Il senso di colpa ti viene indotto, ma ti viene indotto tanto, tanto che se ci pensi il senso di colpa è uno delle emozioni su cui, forse l'emozione in assoluto, viene usata di più per condizionare. Infatti guarda caso che l'emozione installata per condizionare i popoli è quella che è stata stranamente eliminata dalla lista delle emozioni. Non ci dimentichiamo che il senso di colpa è quello che a livello fisico e fisiologico va ad attaccare il pancreas. Autostima e milsa, senso di colpa pancreas. Autostima e senso di colpa sono uno sull'altro. Tra l'altro sono proprio uno sull'altro pancreas e milsa. Questo perché se mi sento in colpa la mia autostima cala. e non a caso guardo un po' come è stato creato questo mondo, dalla scuola in poi, dal lavoro in poi, il giudizio, gli esami, il confronto, il confronto prima con i fratellini, con le sorelline, con i cugini, con i nonni, poi a scuola è sempre il costante giudizio e il confronto con gli altri, le punizioni, Sono state fatte e sono stati impostati per creare un popolo di schiavi, non ci dimentichiamo che prima c'erano le catene, se facevi una cosa e sbagliavi ti davano le frustate, qualche anno fa se a scuola sbagliavi ti davano le bacchettate, poi è stato vietato, poi ti mettevano dietro la lavagna con le orecchie d'aciuco, poi è stato vietato, oggi ti mettono il voto cattivo. Però di base è sempre quello il concetto, quindi quando installi il senso di colpa ti puoi permettere ad esempio di far arrivare una pandemia e dare la colpa alle persone che sono andate in giro a fare la movida, per esempio, no? E quindi chiudere tutto dando la colpa a loro e invece quando apri è merito degli altri. Per cui il senso di colpa serve tantissimo a condizionare i popoli. Ecco perché è indotta ed è indotta a monte. ed è una delle emozioni più pesanti e più condizionanti e tra l'altro anche più mortali, perché il tumore al pancreas è una delle cose più devastanti che possiamo avere nel nostro corpo. Steve Jobs docet dove neanche i suoi soldi sono riusciti a salvarlo dal tumore al pancreas. Ora tu mi dirai senso di colpa Steve Jobs? Io una mia teoria ce l'ho, però.
Non Ho ascoltato in diverse occasioni la tua teoria che condivido appieno. Siamo sempre lì, quando non impari la lezione di questa vita, evidentemente...
Puoi avere tutti i soldi che vuoi.
Puoi avere tutti i soldi che vuoi, sarà per la prossima, esatto. Per quanto riguarda il concetto di responsabilità, proprio inteso come...
Ah, sì, mi dicevi... Dunque, il senso di colpa può essere assolutamente trasmutato. Io sono un senso di colpa, la mia emozione primaria è un senso di colpa. Il senso di colpa può essere enormemente utile, perché innanzitutto ti porta a migliorarti. Se io mi sento in colpa, O meglio, attenzione, il senso di colpa tra l'altro ha anche una cosa più subdola che ho vissuto per anni, il non sentirti abbastanza, cioè ti senti in colpa con te stesso, perché ricordiamoci che l'emozione è sempre bivalente, mi sento in colpa fuori e mi sento in colpa dentro. Quindi sentirsi in colpa con se stesso voleva anche dire ad esempio il sentirsi sempre in ritardo. Io sono una persona puntualissima, non esiste, arrivo 5 minuti prima, non arrivo dopo. Posso diventare e grazie al senso di colpa è stato il mio motivatore nello studio. Perché visto che mi sento in colpa, visto che ho scarsa autostima, vi ricordate come sono nato, con una persona sfigata, che non si piaceva, che si reputava incapace, eccetera. Quindi mi reputo incapace. Ok, posso fare due cose. C'è una strada, quella che dico, se sono incapace, mi deprimo, mi suicido. Oppure, cosa che ho tentato di fare a 18-19 anni, non ricordo neanche quando, il mio metaprogramma tempo non esiste, lo racconto nel libro. oppure prima fai quello poi svolti se non ci riesci. Penso ero così incapace che non sono riuscito manco a farmi fuori.
Posso farti una domanda?
Dimmi.
Quanto ti è rimasto di quel ragazzino che definisci sfigato? Mi arriva come un dolore. Mi dispiace proprio a livello empatico sentirti dire questo. In qualche modo mi piacerebbe rimandarti e chiederti quanto è rimasto di quel ragazzino.
Ah ma sta ancora lì, sta ancora lì ed è grazie a lui che poi si è trovato la forza di fare tutto il resto, è proprio per quel motivo, cioè è stata a lui la motivazione. Ecco perché ti dicevo prima, poi hai le due strade, o t'ammazzi o te deprimi o svolti. E tra l'altro non è raro vedere, se puoi vedere le storie dei grandi, poi i grandi dipende da come li vuoi giudicare, tantissime persone che hanno raggiunto grandi risultati partono da questo, partono dal sentirsi inferiori, sfigati, in colpa, non voluti, rifiutati, senza una lira, mezza una strada, questa è una base, mentre è difficile, e questo se lo andate a cercare è veramente difficile, trovare persone che nascono con tutto disponibile, soldi, genitori etc., che ottengono grandi risultati, da soli, non che gli hanno dati i genitori. Tra l'altro questa è stata anche un'affermazione del sultano, se non ricordo male, di Dubai, che aveva detto che i nostri pronipoti non sapranno fare niente, perché hanno avuto tutto da noi, cioè noi ci siamo fatti il culo per costruire tutto. e abbiamo avuto un'esperienza. E allora gli stiamo dando tutto, tempo due, tre generazioni, questi non saranno capaci a fare niente, si emanieranno tutto quello che abbiamo fatto. Che tra l'altro è una cosa anche abbastanza comune. Cioè i nipoti dei nonni che hanno creato imperi, si sono bruciati gli imperi. Questo perché la forza ti arriva da lì. È chiaro che devi, appunto, quel ragazzino che sta dentro, ha una scelta. e può andare o da una parte o dall'altra. Ho visto tantissime persone, ma anche in famiglia ce l'ho, che con situazioni simili hanno scelto l'altra, quindi si sono depressi, sotto psicofarmaci e va bene così. Quindi vivi una vita da sopravvivi, da ameba.
Nel tuo caso Dani, come un po' anche mi rivedo io in questo, sei siamo dei professionisti del dolore. Quindi facciamo questo lavoro perché siamo passati attraverso il dolore. Non sono un professionista perché ho studiato ma perché l'ho provato.
Ma infatti io odio la parola coach perché viene usata malissimo. Il coach è prima di tutto un campione. Quindi il coach del calcio è uno che ha vinto la Coppa del Mondo. oggi coach è gente che fanno tre corsi e si inventano coach e loro per primi non hanno cambiato una mazza nella loro vita e spesso e volentieri li vedi quindi bisogna partire da questo ecco perché dico lo studio è irrilevante cioè lo studio ti può dare qualcosina in più però è l'esperienza vera sul campo che ti fa quella dove ti sei sporcato le mani. Dopotutto a chi andresti a far costruire una casa? Al muratore di 60 anni espertissimo che non sa parlare in italiano o al ragazzino che è appena uscito dalla scuola di ingegneria però non sa manco come fa al cemento? la risposta è ovvia, per cui il consiglio è quello di di fare tanta esperienza, ma su più campi diversi tra l'altro, perché i diversi campi della vita ti permettono poi di unirli in modi diversi, per dirti io con le persone, con la mia stessa mente, nella mia stessa crescita ho utilizzato conoscenze di informatica, conoscenze di mining, conoscenze di criptovalute, conoscenze di qualunque cosa conoscenze di aviazione o di altre cose che poi messe assieme ti possono dare spunti, ma questo perché semplicemente tutto ciò che ha creato l'uomo l'ha creato a sua immagine e somiglianza, quindi se vedi un computer non è tanto diverso dalla nostra testa, se vedi oggi il Wi-Fi non è tanto diverso dalla connessione che noi abbiamo con la coscienza collettiva, se vedi Google non è altro che la coscienza collettiva dove se sai fare la giusta domanda ottieni la giusta risposta. quindi non è così difficile, solo che uno devi avere un'antenna che funziona, due devi avere una connessione che funziona, tre devi saper fare domande.
Esatto, poi mi vengono in mente anche un po' le difese in tutto questo, che poi diventano resistenza al cambiamento, che ci impediscono delle volte, sono sempre dei limiti mentali, che poi fondamentalmente per quanto mi riguarda la resistenza è già l'indice di cambiamento è già un volersi proiettare verso un cambiamento e lì a mio avviso che sta l'opportunità e il punto è che non tutti riescono a coglierla. Quanta gente? di fronte a delle difese, a delle resistenze a una realtà sbattuta in faccia, sono veramente disposte a mettersi di gioco.
Guarda, ti ho appena detto prima, le conoscenze servono anche a questo. Se ci pensi in elettronica, magari dico una cazzata però, le mie piccole conoscenze di elettronica, se non ricordo male, la resistenza in elettronica non è altro che un fregnino di ceramica che permette di fare resistenza tra una fonte di elettricità e un qualcosa a valle, quindi se a monte c'ho 200 watt e a valle ne devono arrivare 100, ci metto una resistenza in mezzo, questo ci permette di Oggi, non posso staccarlo questo, mi stacca il computer. Oggi di avere un caricabatterie dei nostri telefoni, attaccarli a una 220 e caricare un telefono con un USB a 5. Quindi da 220 volts a 5 volts. Dentro cosa ci sono? Resistenze. Se non ci fossero quelle resistenze e tu toccassi quel cavetto, ti bruceresti. Invece grazie alle resistenze ti salvi la vita. Quindi penso che il principio sia lo stesso, le resistenze servono a far sì che tu non ti faccia male e che tu arrivi per gradi a dove devi arrivare. Ti posso garantire che quelle che vengono spesso chiamate resistenze, che poi possono essere quelli che magari io posso chiamare bunker, quelli che la nostra mente mette a difesa, dei suoi traumi più profondi, se stanno a difesa c'è un motivo, ma c'è un motivo semplice, vuol dire che non sei ancora pronto a gestirli. Non è raro ad esempio che dei traumi da violenza, da stupro, vengano rimossi, in realtà non vengono rimossi, vengono nascosti e davanti a quel nascondiglio, che è un nascondiglio di una la dimenticanza fondamentalmente. viene messo un guardiano, cioè tu qua non devi arrivare, punto. Quindi che succede? Che se tu arrivi a un certo punto, e questo mi è successo su tante persone, se tu arrivi anche in stato alterato di coscienza, di fronte a quel punto, improvvisamente c'è il buio, o la persona si sveglia, o succede qualcosa, o ha dei crampi, oppure semplicemente è il buio, non vede più niente. Tu dici questa è una resistenza, ni! Perché se c'è una resistenza, sì, c'è un motivo. Quindi quella resistenza va capita, va compresa. Finché quella resistenza non comprenderà che tu sei pronto a toccare un cavo e resistere invece che a 5 volte a 2,20, allora te la darà la scarica. Ma quella scarica potrebbe essere scoprire che tuo padre ti ha violentato a 5 anni. sei pronto o avresti uno scossone che ti cambia la vita, perché se la mente che ti conosce benissimo sa che quello oggi tu non sei pronto a gestirlo, non te lo fa vedere. Quindi non è la resistenza cattiva, dovremmo semplicemente capire quella resistenza perché è stata messa da chi, cioè da noi, perché in realtà le resistenze le abbiamo messe noi, ma soprattutto andare a capire quando le abbiamo messe e per quale fine, è anche vero che quella resistenza è stata messa spesso e volentieri da un bambino di 4, 5, 6 anni, con le conoscenze di 4, 5, 6 anni, quindi quel bambino di cui parlavi prima, quel bambino che cosa fa? Quel bambino è a monte di quello che sono oggi, quindi se io ho un rapporto valido, funzionale, amichevole, collaborativo con quel bambino che sarà il bambino interiore come spesso viene chiamato, con lui possiamo fare tante cose, se invece lo vedo come quel bastardo che mi ha messo la resistenza verso il mio obiettivo da raggiungere, eh ho già perso!
Ed è proprio quello il punto, che spesso si ha questa ambivalenza dove si vorrebbe fare quel passo ma poi si ha quella vocina interiore, che spesso insomma è l'ego, le resistenze, chiamiamole un po' come vogliamo, che ci dicono ma non lo fare, ma non sei pronto, ma c'hai già provato, un po' come la frase che spesso ripeti, la mente fa sempre la cosa migliore per sé, quello che può nel momento in cui sta per quello che sta.
Ma infatti, basta sapere altre cose.
Molto spesso non ce la si fa a farlo da soli. È importante che ci sia qualcuno che ci agevoli, perché arrivare a quel punto, ad entrare in contatto con le nostre parti fragili, il bambino inferiore, la ferita, è un percorso, non si può fare da zero a cento. È importante che la persona si accompagni e se non può da sola, se non riesce, con il salto quantico, con tutti gli strumenti messi a disposizione da Daniele Penna e altri strumenti, altri libri, o partendo da se stesso, partendo dalla mente, dall'anima, dalla meditazione, da un qualunque punto di sé, è importante che ci sia qualcuno veramente che lo accompagni, perché quella a mio avviso è la risoluzione vera, è proprio poter integrare la propria parte adulta con quel bambino anteriore e poi anche questo genitore, no? Se vogliamo fare un po' riferimento all'analisi transazionale per chi la conosce, genitore, adulto e bambino, in equilibrio, sempre un po' tutto in equilibrio. Dani, che ne pensi? Cioè, c'è un modo diverso che una persona può fare? Perché farlo da soli è un processo molto più lungo, piuttosto che rivolgersi a qualcuno di valido è di valido si cuoprirà un mondo che ti possa veramente prendere per mano e traghettare.
Come Caronte.
Come Caronte.
Come Caronte. Caronte Monio negli occhi di Brace.
Non c'è la risoluzione in 24 ore come spesso anche tu.
C'è il mio video della tecnica che risolve qualunque cosa, quello mi raccomando è il più visto in assoluto, poi ti fa capire questo, fai 1500 video e quello che vedono di più è quello, vabbè.
Mi piacerebbe far passare oggi soprattutto.
Ma sai, è un percorso lungo e difficoltoso. Ti direi un po' come quello che dico sulla meditazione, ma è la stessa cosa che direi anche dei coach. Penso che il coach serva, il coach per modo di dire, diciamo che la guida il mentore più che il coach, perché il mentore non ti insegna niente, ti fa vedere con l'esempio. Il mentore dovrebbe servirti per farti arrivare a quel punto tale da capire che il mentore non ti serviva. così come la meditazione serve a farti capire che la meditazione non ti serviva. E a volte mi chiedono ma sai allora conosci quella tecnica di su di giù? Ora io non ho mai parlato di questo. Ci ho lavorato tanto. C'è tutta una parte della mia vita che non ho mai reso pubblico. Perché non ha senso almeno per adesso. Potrebbe darsi che ne parlerò perché sono dei settori un po' particolari. Che tra l'altro non serve spaventare la gente già stanguaiata di suo. Quindi non mi va di mettere le altre cose in testa.
La paura proprio non serve.
Esatto per cui però è bello come la gente mi chiede no ma quindi aspetta con la tecnica per chiamare l'arcangelo di su di giù di qua di là ma sinceramente voi pensate che Diamo per buono che esista una cosiddetta entità o energia o vibrazione che noi su questa terra possiamo chiamare Arcangeli, che è un essere così tanto evoluto, ma così tanto evoluto che tu hai bisogno delle candele del balletto, di una mano ad acavesi e di una mano alla cintura per chiamarlo? Che cazzo di evoluto è allora? Dai, oggettivamente! Cioè, se uno ci vuole tutto sto bordello per chiamarlo, non lo reputo e voluto. Vuol dire che sei più egoico di me e hai bisogno del rituale. Allora stiamo puntetti a capo. Però, giustamente, tu non è che puoi fare un corso dicendo come si fa a invocare l'Arcangelo Michele. Vieni là, mi paghi 200 euro e ti dico, per invocarlo basta fare... a posto, è arrivato, ciao 200 euro. No, ti devo dare tutta una serie di supercazzole per farti vendere tre giorni di corso e tu sei convinto. È un po' come i funerali, i funerali servono ai persone che sovvive, mica al morto, che gli frega al morto. ma è morto. Quindi tante cose servono per poi arrivare a capire che tante cose non servivano, però per far sì di arrivare a capire che non ti servivano dovevi passare da quel punto. Oggi come oggi io ho fatto tanti corsi, ho letto tanti libri per capire che facevo prima a osservare un gatto e un filo d'erba imparavo di più. Però ho fatto tanti corsi per arrivare a capirci. Per cui sì, quello che dici ha senso, ma soprattutto ha senso per un semplice motivo. Per lo stesso motivo per cui la gente va in palestra. Io non mi sono mai chiesto, cioè mi sono sempre chiesto, perché uno deve andare in palestra a fare il tapis roulant invece di andare a correre in mezzo ai boschi. Non ha senso secondo me, però il senso è che vai lì, c'è la gente, c'è il coach, c'è l'ora, hai pagato, quindi ti hanno messo tutta una serie di supercazzolettale che tu ti senti quasi costretto a farlo, perché se no da solo non lo faresti. Quindi di fondo manca proprio quella disciplina, cioè io non so quanta gente dice ok, allora oggi decido di iniziare la mia crescita personale, definisco tre ore al giorno per crescere e tre ore spengo tutto e faccio solo questo. Che vuol dire faccio questo? Te ne posso dare mille di mezzi per fare le cose da solo. Tra tutto il mio salto quantico è fatto per dare il potere alle persone. Ma quanta gente pensi che lo faccia? Quanta gente? Poi io mi ritrovavo in coaching a suo tempo e gli dicevo Ok, io ho fatto i video affinché tu arrivassi qua e non mi facessi perdere tempo. Perché quando arrivi qua, tu mi devi aver già detto di tutto quello che ho fatto i video. Che cosa hai fatto? Niente. Allora allora si torna all'asilo. Esatto, hai bisogno di qualcuno che ti cazzia. Perché siamo cresciuti così? Siamo cresciuti prima col genitore, poi abbiamo dato all'insegnante, poi c'è il datore di lavoro. Cioè, c'è sempre qualcuno che ci deve dar gli ordini. E allora, se siamo cresciuti così, come si dice dalle parti nostre, attacca il ciuccio dove vuole il padrone. Hanno bisogno di gente che gli fa questo. Per poi magari un giorno arriva a capire che non gli eservivano. Però gli eservivano per arrivare a capire che non gli eservivano. Che è un po' un'assurdità, però funziona così. Quindi sì, è vero. Cioè hai bisogno di qualcuno che ti guida per mano a mano e ti dice vieni.
Dani certamente quello che dici non fa una piega ognuno è un maestro di se stesso o può imparare ad esserlo guardandosi dentro in ogni caso noi impariamo per modellamento.
Esatto.
Per questo ti chiedo hai avuto tu personalmente dei mentori, un tuo ideale spirituale, mentori viventi a cui ti ispiri nella tua vita che hanno valori che risuonano un po' con i tuoi?
No, perché mi sono cascati tutti nel tempo, almeno come esseri viventi in natura umana. I miei migliori mentori sono stati o degli animali, sono stati la natura stessa e sono stati devo ammetterlo ma è difficile da comprenderlo e anche da spiegarlo, delle parti superiori di persone, non superiori in senso di giudizio, potrei chiamarle anime però è troppo complicato, diciamo i sè superiori di persone con cui ho lavorato. Quindi le loro parti superiori, che non erano maestri che facevano corsi, erano i loro inconsci, erano le loro anime, erano quella scintilla divina che andava di vita in vita e che in quel momento risiedeva in quel corpo e che in alcuni casi, rari casi, sono riuscito a entrare in contatto con loro, come se fossero dei veri e propri canali aperti. Loro sono stati quelli che mi hanno dato di più, così come quelli di cui parlavamo prima, però in contesti un po' particolari, un po' diversi. Lì ho imparato tanto, sicuramente ho imparato di più di quello che si può imparare in un corso dove il fine è venderti boccettine, un altro corso, un altro corso ancora. Posso avere degli spunti, posso avere degli strumenti, però poi quegli strumenti li ho sempre in qualche modo rivisti e corretti per utilizzarli a me stesso. Io sono nato con la PNL nel 95, quando esistevano forse tre libri tradotti in italiano male. E quello che facevo, devo ammettere che ho avuto una grande fortuna. La mia, il mio bimbo interiore, quello che si sentiva sfigato da solo, incapace di relazionarsi con la gente, proprio grazie a questo si isolava. Io sono sempre stato, sono stato figlio unico, sono sempre stato da solo, sin da piccolo, e sono stato da solo anche da grande. Quindi, avendo tanto tempo, io stavo lì sul mio bravo letto, leggevo, chiudevo gli occhi e provavo. Provavo, provavo, provavo, finché non creavo qualcosa di utile per me che funzionava. Quindi, io ho iniziato davvero così. ore al giorno a lavorare su me stesso. Poi, oggettivamente, ragazzi, non c'è un mezzo giusto o sbagliato. Prendete un libro a caso, usate la bibliomanzia, entrate in una libreria, prendete il primo libro che vi attira e ve lo leggete, ma non lo leggete e basta. Applicate quello che dice, dopodiché avrete un'esperienza nuova che potrà essere funzionale o disfunzionale, esattamente come quando hanno creato la lampadina, hanno fallito 10.000 volte, ho trovato 10.000 modi per non inventare la lampadina, ma ho dovuto trovare quei 10.000 modi. Quindi sapete quanti modi ho reputato e mi sono reso conto che per me erano inutili, ma quegli stessi modi io ho imparato a usarli su di me che non hanno funzionato, ma poi ho avuto la possibilità di usarli sugli altri e magari in alcuni hanno funzionato, perché poi siano diversi. Quindi intanto impara lo strumento, impara a usare quell'attrezzo, poi se lo userai con te o con gli altri, se sai mai quello che può succedere nella vita. Soprattutto se poi farai il coach o il mentor o quel che sia. Quindi mentori fisici ti dico no, perché poi alla fine, spesso e volentieri, avendoli conosciuti poi personalmente in rapporti molto più stretti, mi sono cascati nelle vite private. Per cui l'immagine che mostravano fuori era completamente diversa da quello che aveva dentro. alcune conoscenze sono sicuramente valide, però anche lì, anche un mentore, cioè un mentore, un trainer, comunque impari. Può cercare di insegnarti le cose di crescita personale, ma te le vende bene? Stai facendo un corso di vendita? Io ho imparato tantissima vendita dai corsi di crescita personale, quindi per me quelli sono corsi di marketing, perché riescono attraverso la crescita personale a venderti libri, rimedi, boccette, altri corsi, card o aggegini, qualunque roba.
In questo se in qualche modo c'è qualcosa che può aiutare qualcuno, o un libro, uno spunto, anche quella stessa frase che è stata detta mille volte da diverse persone diverse, da diverse anche tradizioni sapienziali che bene o male si rifanno un po' tutte agli stessi concetti, e che arriva quell'insight, quel momento come lo definisci tu, come tutti i maggioreni, oh cazzo, va benissimo, ok, se quella frase ti può arrivare come un qualcosa, che ti può creare quello stimolo.
Ti direi se vuoi iniziare in maniera facile se vuoi iniziare in maniera facile accendi YouTube e accendi Netflix e guardati 3-4 film a fila come Interstate 60 quindi Interstate 60, il come si chiama Peaceful Warrior e in assoluto The Truman Show perché The Truman Show l'ho rivisto l'altro giorno è un capolavoro. fatto dai Rothschild ed è un capolavoro. Se lo riguardate due, tre, quattro volte, lo guardate a vari livelli di conoscenza. L'avevo visto sei, sette anni fa e l'ho rivisto l'altro giorno. Ogni singola parola, ogni dettaglio è studiato ed è fantastico. E poi Matrix che fa sempre scena, bello, divertente. per capire un po', perché è fondamentale, io sto lavorando adesso, ho una mezza idea di fare un progetto un po' più avanzato sulla crescita personale quando avrò voglia e mi divertirò a farlo, però una cosa che ho detto spesso all'interno delle mie trasmissioni, ed è una cosa che spesso si dimentica, è quella di non sottovalutare mai, anzi di mettere addirittura sopra tante altre cose il contesto, perché non si può decontestualizzare qualcosa, invece spesso e volentieri, ma non è colpa nostra, la nostra mente funziona così, non ci dimentichiamo se studiate PNL e vi consiglio di studiare PNL, se studiate PNL comprendete che la nostra mente funziona per generalizzazioni, cancellazioni e distorsioni. Ma perché giustamente non potrebbe mai ricordare tutto? Se consideriamo che ci arrivano quasi, se non ricordo male, 2 milioni di stimoli al secondo, 2 miliardi di stimoli al secondo, cioè sono un'enormità, è ovvio che la nostra testa non può prendere atto di tutto, non può prendere atto del peso del vestito che avete adesso, non può prendere atto del dito indice che tocca il dito medio. Sono comunque sensazioni che voi avete, ma nel momento in cui ve le dico ne prendete atto. Prima di allora erano state cancellate. Nella stessa maniera la mente cancella di tutto. e cancella spesso e volentieri la base dei nostri condizionamenti primari, cioè noi ci possiamo sentire tristi a vita ma non sappiamo perché e il contesto che magari è stata una gravidanza di un certo tipo, la morte di qualcuno, la tristezza per qualcosa, quel contesto là viene completamente dimenticato, invece è fondamentale che venga sempre contestualizzato, tra l'altro la domanda classica che io faccio a un malato, quando dice ma sai ho questa malattia X, da quando ce l'hai? Da quando avevo sei anni? Seconda domanda, che cosa accadeva in quel periodo? E sempre, cioè sempre, nel momento in cui gli chiedi il contesto scoprirai che o i genitori sono divorziati o si sono lasciati o è successo qualcosa o è morto qualcuna. Sempre! Cioè non è mai stata una cosa di cui hai detto, ah niente ero felice e contento. No, non esiste. Quindi capisci che se soltanto contesto, e questo mi fa strano che un medico non te lo chieda per esempio, Perché se taglia il diabete ci sarà un momento in cui il corpo decide di cambiare un determinato metabolismo e secondo te il corpo decide così a minchia si gira un giorno di oggi cambio il concetto di insulina. No via.
No.
Cambia perché c'è una logica e c'è una logica metaforica dietro, perché poi il bello del nostro corpo che usa la metafora in qualche modo, la dolcezza per lo zucchero per esempio, chissà quali altre cose, per darci messaggi e la malattia è sempre un messaggio estremo, un messaggio diciamo profondo, un messaggio ultimo dopo che ti ha dato mille mazzate e non l'hai capito, vabbè mo l'ammalo così la prossima cosa lo faccio fuori. Per cui il contesto è fondamentale ed è una cosa che non smetterò mai di dire, anche perché spesso e volentieri per quelle resistenze di cui si diceva prima e per le protezioni che ci siamo messi prima, Una cosa che ho notato sempre, ma proprio sempre, delle persone che vogliono, in qualche modo dicono di voler cambiare qualcosa, è che nel momento in cui ti fai raccontare qualche storia, qual è il problema? La rabbia, la rabbia perché bum pim pam, oppure sono grasso, perché pam pim pum, ti raccontano la storia e la storia che ti raccontano è fatta per depistare il vero fine, sempre. Cioè, se ti dicono, perché mio padre... Pananduore è il padre, il problema è la madre, sicuro. Cioè, proprio al 100%.
Oppure a volte si raccontano la storia di non credere più alla storia.
Ma sì, ma perché proprio per quel concetto di resistenza esiste un guardiano messo a guardia di una situazione, quindi di un contesto in cui non deve arrivare nessuno, manco tu. Ecco perché in genere il lavoro del mentor o del coach deve essere quello di ascoltare ma molto più profondamente, cioè capire che cosa sta cercando di non farti capire. però è ovvio che è ovvio che se poi glielo fai notare può darsi che cambia coach perché la maggior parte della gente non vuole realmente crescere vuole una scusa per continuare a fare quello che ha sempre fatto e sperare di ottenere risultati diversi cosa che non accade.
Però vuole che tu gli dica cose che ha bisogno di sentirsi dire esatto.
Diciamo che la maggior parte della gente vuole essere ascoltata e paga per essere ascoltata Se ci pensi che ci sono persone che, l'ho scoperto da amici che esistono, persone che pagano, ma ti parlo di un euro al minuto per chiamare le hotline che non credevo neanche esistessero più, esistono ancora quelle che al telefono parlano. che teoricamente dovrebbero essere telefoni sexy. Io non mi spiegavo, perché ho conosciuto persone che facciano questo, mi dicevano ma riusciamo anche a stare ore al telefono. Scusa, ore al telefono? Che cosa gli racconti? Ma in realtà la cosa bella è che mi hanno detto sì ma mica parliamo noi, loro vogliono essere ascoltati? Cioè loro pagano noi un euro al minuto, non perché gli dobbiamo raccontare chissà cosa, ma perché noi semplicemente stiamo zitti, li ascoltiamo e ogni tanto gli diciamo qualcosa. Quindi pensa quanto sia recondita la necessità nelle persone di essere ascoltati attentamente, almeno di avere l'impressione che qualcuno è che lo paghi e ti ascolta, tanto da doverlo pagare.
Ci sta tanto nella società di oggi, Dani, perché fondamentalmente chi possiamo dire che ci ascolta davvero?
Sì, aspetta però, c'è un altro problema.
Chi ti ascolta? Ti ascoltano per rispondere, non ti ascoltano per capire.
Il problema poi diventa un altro, perché quando poi trovi qualcuno che ti ascolta e ti dà una sferzata e capisce dopo dieci minuti che stai parlando qual è la tua ferita e te la mostra e te la sbatta in faccia, fa paura e scappano. Quindi vogliono essere ascoltati fino a un certo punto. Cioè mi devi ascoltare e devi credere a quello che ti racconto io. Non è che devi andare oltre le mie parole e andare a capire le cose che non dico. Quello no, perché poi si sentono messi a nudo, si sentono sgamati e quella parte che stava lì a protezione dice oh cazzo questo è un pericolo. Attenzione, questo potrebbe fargli entrare in dubbio.
Avrei bisogno della persona a porsi il dubbio che quello che gli stai facendo vedere e rimandando potrebbe essere a qualche livello vero per la persona.
Se si pongono il dubbio già stiamo un pezzo avanti. Se non si pongono il dubbio è il posto così. È il motivo per cui faccio tutto gratis, perché mi posso permettere di dire le cose alle persone senza aver necessità di dovermi farmi pagare, perché sennò dovrei creare delle rendite.
Io fino a poco tempo fa ho lavorato con le donazioni, quindi è una cosa migliore. Tra l'altro un esercizio che ho estrapolato da uno dei tuoi blog l'utilizzo spessissimo, l'ho utilizzato ovviamente in primi su tutti me, come ogni cosa, e poi l'ho utilizzato in alcuni incontri di counseling, ma non in tutti. e quello delle risposte date dal sé più profondo.
Ah, bello, fantastico.
Quello che non erro è silenzio e ascoltati, con le campane tibetane in sottofondo. È un esercizio potentissimo, è un esercizio che veramente dà… e tra l'altro con quelle risposte che poi arrivano solitamente poi faccio fare la storia. faccio comporre una storia da quelle risposte, da ogni parolina delle loro risposte, compongo una storia che poi diventa un po' la storia della loro vita, che loro non immaginavano perché ovviamente in quel momento l'archiva Non so se proprio sei più profondo, ma quantomeno da meno costruzioni mentali e meno sovrastruttura.
Beh, pensa che quando ho creato quella tecnica, che poi è quello di cui dicevamo prima, se fai le giuste domande ottieni le giuste risposte, fatte in una determinata maniera, in un determinato stato, e soprattutto create da un pigro, perché ovviamente facendo le cose gratis, io lo vedevo una persona, Nora, e me dovevo dare una mossa, ottenevo immediatamente tutte le risposte, ma anche tutte le soluzioni da lui, perché non è che io non devo far niente, io devo essere semplicemente quello che dà voce al tuo inconscio, quindi non è che ti devo dare delle robe mie, devo far sì che da te vengano fuori tutte le cose che tu non vuoi vedere, poi sta a te accettarle o meno, però effettivamente le giuste domande, poi ovviamente puoi aggiungere le domande chiaramente a necessità, le domande fatte bene e ottenute con risposte immediate all'inconscio e poi le vedi sulla persona perché ti sarà capitato tantissime volte che alcune persone o ti scoppiano a piangere quando gli arriva la risposta o restano estremamente sbalorditi.
Si arrabbiano anche perché non volevano tirare fuori quella risposta.
Ma tu a quel punto glielo chiedi se è venuta da me a risolvere o a sentirti di quello che vuoi sentirti di. Perché lì lo capiamo subito se no cambia coach. Lo so sono su un'arma a doppio taglio le persone non è che ma anche perché sai cosa di fronte per chi non lo sa insomma qual era il flow in cui lo spiegavo. Te lo ricordi.
L'esercizio no, in realtà no, perché io ho tutto scritto come una sorta di vademecono su un quaderno.
Penso un po', figurati. Comunque sì, insomma, da qualche parte sul mio canale spiegavo questa tecnica, è una di quelle che ho usato. Guardatevi Flow, sono solo 202, sono 404 ore, insomma, un po' di tempo ce l'avrete. E sono divertenti. Almeno dimostrerete di voler veramente cambiare qualcosa. è una tecnica dove praticamente in un leggero stato alterato di coscienza vengono poste dal coach di turno delle domande che ovviamente la persona non sa e che andrà a scrivere in tempo reale, cioè proprio di getto la risposta. Le domande sono fatte in maniera tale che La mente dà delle risposte di getto, perché sono domande troncate. Questa è una tecnica basata su un concetto della nostra mente, per cui non può lasciare le cose ferme a metà. L'abbiamo fatto tutti a scuola quando imparavamo la grammatica o l'inglese. The cat is on the table, che è uscito dappertutto. Poi non ho mai capito che cazzo ci fa questo gatto sempre sulla tavola, però vabbè, a prescindere da questo, non ho un dubbio. Per cui, con lo stesso principio possiamo porci delle domande. Ovviamente le domande devono essere strutturate bene, perché se fai una domanda idiota otterrai una risposta idiota, quindi le domande devono essere estremamente specifiche, dettagliate, dove la risposta deve essere una, punto. Cioè non è che può argomentare, capisci? Per la serie, in maniera molto semplice, se io vi chiedessi al volo la persona che devo ancora perdonare oggi è? A molti di voi è venuta la risposta e qualcuno di voi può dare anche fastidio. Chi è?
Ho detto potrebbero scriverlo anche in chat.
Potrebbero anche scriverlo in chat. Per cui risposte fatte così possono essere molto utili e soprattutto questo era anche il motivo per cui io non li facevo neanche più parlare, perché tanto se mi devi perdere un'ora a raccontarmi una storia, un groviglio di dissonanze cognitive che hai raccontato a tutti, non me ne frega niente, fammi rispondere direttamente all'inconscio che facciamo prima. Se fosse per me sarebbe stile Erickson, che appena entra una persona una shock induction, un handshaking induction, li mette in trance e parla direttamente, non si fa neanche dire il nome. Erickson era un genio su questo. la sua induzione immediata con la rottura di schemi, ti prendeva la mano, te la metteva in testa e ti addormentava, è bellissimo. Ecco, vedi, Erickson e i miei mentori, questo sì, mi hai chiesto un mentor è Erickson, Erickson assolutamente sì. Milton Erickson credo sia forse uno dei geni più grandi dei nostri tempi. era su una sedia a rotelle, paraplegico, quindi la sua storia fa storia e va studiato lui, perché chi ha creato la PNL è Ben Leroy Grinder, parte da Erickson prima di tutto, poi c'è Regina Satir, tanti altri, però di base Erickson e studiare l'ipnoterapia di Erickson, le sue modalità, le sue forme sintattiche, le sue metafore, cioè è geniale, è appassionante.
Nel tuo Hypno Flow, nelle tue stadi alterati di coscienza, fai riferimento alla all'ipnosi ricksoniana.
All'ipnosi ricksoniana è il mezzo per poter parlare con il nostro inconscio, è proprio il linguaggio, cioè una lingua. Ecco questo dovrebbe comprendere la gente. Bisognerebbe scindere dal concetto di ipnosi, quella da baraccone, che ormai vediamo, apriamo Instagram e vediamo questi qui che ipnotizzano la gente, dall'arte della comunicazione con l'inconscio, che è un'arte di cui il maestro assoluto è Milton Erickson ed è una lingua, cioè non solo è un'arte, ma è una lingua, per cui non è l'italiano o l'inglese, è l'inconsciese, dovremmo chiamarlo in un'altra maniera, perché l'inconscio parla in quella maniera, quindi se non sei capace a parlare quella lingua, tu non potrai avere risposte da quell'inconscio che parla quella lingua. Ecco perché Erickson dovrebbe essere uno degli autori da studiare assolutamente. Non è facile perché vi prendete i suoi libri di ipnoterapia, sono dei tomi, però sono spettacolari. e Bandler e Grinder poi hanno preso tantissimo da lui. Milton Erickson ringraziò Bandler e Grinder, i creatori della PNL, perché in una delle prefazioni dei loro libri disse, grazie a loro io ho capito cosa facevo. Giustamente a lui veniva tutto in automatico e Bandler e Grinder nella PNL hanno codificato quello che faceva Erickson, quindi lui usava la sua lingua e loro due l'hanno codificata e quella è la PNL poi alla fine. e la PNL è questa, è quella lingua, se venisse vista come una vera e propria lingua da imparare e venisse scissa dalle tecniche di manipolazione di massa, dal condizionamento di massa o dalla vendita, allora facciamo salire la PNL a un livello ben diverso. però dovrebbe essere imparata con una lingua, cioè con una sintassi, con una logica. Non è facile perché ci vuole tanto esercizio, cioè come per la lingua affinché voi impariate a parlare in maniera inconscia ci vuole tanta esperienza, ci vuole parlarci tanto, non è facile. Infatti tra l'altro da un po' di tempo non uso più i pronomi di diczione, sono un po' arrugginito, però mi rendo conto che è bellissima perché utilizza Utilizza tantissimo le metafore, utilizza tantissimo le storie, le favole, utilizza dei comandi, cioè dei mezzi di parlare che capisce l'inconscio e non capisce il conscio. Cioè è fatta apposta per usare una lingua che l'ego non capisce e quello è il bello. Assolutamente sì, ma le metafore, le storie, i comandi di un certo tipo, gli errori fatti ad hoc, i modi di dire, c'è un mondo. Se volete studiare qualcosa studiate Ericsson, è pesante però bellissimo. Non so da dove eravamo arrivati, da dove siamo arrivati a Ericsson?
Dalle metodologie che utilizzi.
Sì, le domande.
Ma in realtà non sono domande che ho scritto, non sto seguendo per niente la scaletta che ho impiegato ore a fare.
No, no, intendevamo le domande che facevamo all'incoscio.
Ma le domande all'incoscio? Sì.
Oh, manca mezz'ora. Siam parlato un'ora e mezza. Ma avrei fatto cinque domande. Ti avevo detto che non arrivavi a 6 o 7.
Lo so, ma in realtà abbiamo seguito un pochettino il flusso.
Appunto, è inutile fare domande.
Va bene così. Dentro di te e attorno a te, Dani, attiri quello a cui vibri. Quanto praticare e vivere nella legge di risonanza, dell'attrazione, ti ha aiutato a raggiungere i tuoi obiettivi e a vivere meglio nella vita?
Praticare, in realtà, non è che devi far più di tanto, è naturale. Già, non è che mi devo sforzare per attirare. È molto semplice. Ecco, tu prima dicevi, nella prima domanda mi chiedevi come facciamo a conoscerci. È facile, guardiamo quello che attiriamo. Cioè, basta fare attenzione esattamente a tutto ciò che attiriamo e sappiamo la vibrazione a cui vibriamo.
Cosa credi che ci abbia attirato oggi in questa intervista?
Tu avevi bisogno di me o ho bisogno di te? E gli amici che ci stanno seguendo, ognuno di loro aveva bisogno di una delle parole che abbiamo detto. Se l'hanno capito bene, se non l'hanno capito, lo riguardassero alla ricerca di quello che devono comprendere.
Di bisogno e di energia. Energia intesa anche come la lingua in cui il corpo si esprime. Puoi dare una definizione di energia ad ogni cosa che rappresenta nella vita? e la vita. Cosa rappresenta nella vita?
Ma sai che sono abbastanza pragmatico? Uno dei salti miei quantici è stato il concetto per cui, se non ricordo male, Max Planck ha vinto un premio Nobel, ovvero la scoperta che in fondo tutto è vibrazione. Da questo principio mi si è aperto un mondo, perché andiamo oltre gli atomi, andiamo oltre l'oggetto, andiamo oltre l'organo, il nostro organo fisico, oltre il nostro corpo, cioè in fondo non siamo altro che vibrazione, quindi tra noi è un, che ne so, una pendrive, che cosa cambia? La vibrazione. E la vibrazione da che cosa è fatta, ci sono delle regole, ci sono delle leggi, è fatta da un'ampiezza, da un team, da un volume, quindi tutta una serie di cose. Nel momento in cui comprendi questo, ti rendi conto che tutto è fatto della stessa materia, o meglio, non inteso come materia fisica, tutto è fatto dello stesso mezzo, della stessa matrice. Da quel momento in poi diventa più facile perché essendo tutto vibrazione noi non dobbiamo far altro che attirare o meglio che cambiare vibrazione per attirare cose diverse. Quindi esattamente come il concetto del diapason, come la forchettina che vibra, entra in risonanza nel momento in cui trova un diapason che vibra la stessa vibrazione e questa è una legge, non stiamo parlando di una teoria, è una legge, quindi funziona che voi ci crediate o no. Ed ecco il bello, ricordiamoci il mio primo salto quantico, Mari Shiyogi che mi fa comprendere che la vibrazione, l'intenzione di 4000 meditatori esce fuori e rende più buone le persone. Ciò vuol dire che hanno creato un campo di risonanza tale, talmente potente da poter influenzare gli altri. è un po' come dire io ti metto una nuvola così grande addosso che ve bagnate. Questo ha inondato quelle persone, questo mi ha fatto capire che la vibrazione che noi emettiamo attira tutto ciò che abbiamo attorno. Quindi non è difficile capire che vibrazione mettiamo, basta andare a vedere quello che abbiamo attorno, basta vedere le persone che abbiamo attorno, basta vedere il lavoro che abbiamo, basta vedere il denaro che abbiamo, basta vedere che cosa attiriamo, se attiriamo gente bella, brutta, cioè una bella persona, una persona che ci vuole fregare o una persona che ci vuole tradire. Uno dei salti quantici più grandi. Ricordate una cosa. La vostra crescita inizia nel momento in cui prenderete la con avrete la consapevolezza assoluta che tutto ciò che attirate cioè che tutto ciò che vi capita e che avete e che avverrà avverrà la vostra vita l'avete attirato voi. Cioè è solo vostra responsabilità. Da quel momento e da questo punto possiamo iniziare. Finché non arrivate a questo stiamo a giocare.
Che ci ascoltano e che ci guardano abbiano già questa consapevolezza.
Meno male.
Poter modificare la vibrazione di base. Se io vibro a una frequenza di base, rabbia piuttosto che tristezza, senso di colpa, quello che sia, e voglio per gli sformi verso un qualcosa che mi piacerebbe raggiungere, che mi piacerebbe essere, che mi piacerebbe ritornare ad essere, quindi la gioia, la serenità, la pace. Come poter fare? Qual è un piccolo passo che si può fare? Si può fare attraverso un atteggiamento, un pensiero? Quale credi sia la metodologia più efficace che tu hai sperimentato per predisporti in quella vibrazione, in quella specifica vibrazione?
Torniamo alla prima domanda, prima di tutto prenderne consapevolezza, cioè se prendo consapevolezza che non ho attirato un traditore o una traditrice ma cioè o meglio che non mi è capitato che sfiga mi è capitato quel bastardo che mi ha tradito. Ma è come mai l'ho attirato io. Che cosa risuona in me. Cosa devo comprendere da questo. In che cosa è mio maestro questa persona. Ecco già se cambiamo queste domande e spostiamo il concetto dal è colpa sua al l'abbiamo attirato noi capiamo perché siamo già un pezzo avanti. compreso il perché, probabilmente andremo a scoprire che risuona con qualcosa che nel nostro passato non abbiamo ancora risolto, quindi presumibilmente si sposta immediatamente il focus da quel bastardo che mi ha tradito a mio padre che mi ha abbandonato o che ha tradito mamma o che chissà che cosa è successo e quindi andiamo a fare quel passaggio indietro e iniziamo a contestualizzare la nascita del problema. Ricordiamoci, la vita non è altro che un continuo trovare persone, o meglio, la vita è un continuo attirare persone che hanno in mano una manciata di sale pronte a mettercele sulla nostra ferita aperta. Non sono loro che ci fanno male, loro ci ricordano che abbiamo una ferita che non abbiamo ancora chiuso. una, più di una, non è solo una magari. Quindi togliamo subito la colpa a loro, ringraziamoli che ce l'hanno ricordato e andiamo a cercare di capire chi l'ha aperta. Primo punto. Una volta capito chi l'ha aperta, il secondo passaggio, quello più semplice per modo di dire, sarebbe comprendere, uno, la motivazione per cui è stata aperta, due, capirne il dono. Il che non è facile, perché il cosiddetto perdono, che è una delle cose probabilmente più utili a livello di crescita, non è una roba che è faccio il perdono, faccio la meditazione, dico papà ti perdono, sì tutte queste super cazzole che alla fine non sono una cazzole, ma è proprio nella frase il segreto, cioè perdono, quindi comprendere il dono che mi ha fatto mio padre violentandomi a tre anni. Tu mi dirai, che dono c'è? Eh, quando lo capirai e lo ringrazierai, andrai lì con gratitudine, allora avrai risolto. Se non ci arrivi a capirlo, ah, vai avanti a giocare. Però, in verità, quello che le persone spesso dimenticano, ed è una delle cose che io faccio fare in Udemy HypnoFlow, è un esercizio, e questo potrebbe essere un ottimo consiglio, ecco, diamo la perla oggi, visto che siamo in chiusura.
Che l'avrei chiesto alla fine, va bene.
Ecco, la perla è questa. Vi ho detto sempre all'inizio di contestualizzare le cose. Quindi è vero che noi conosciamo quello che abbiamo vissuto. Se ci sbattiamo un attimo possiamo anche accedere alle nostre memorie nascoste. Però quello è il nostro vissuto. Cioè, quello ce l'abbiamo. Una cosa che però non abbiamo e raramente si fa è come sarebbe stata la mia vita se non fosse accaduto. Quindi il cosiddetto sliding doors, l'effetto sliding doors, avete visto il film, ci ho fatto un hipnoflow su questo. L'effetto sliding doors prevede che a un certo punto della nostra vita accade qualcosa, quindi la nostra vita prende una via. Ma che cosa sarebbe accaduto se non ci fosse stato quello e avesse preso un'altra via? Ma lo dovete fare in senso realmente critico, non dire ah sì, tutto bello e figo. Eh no, ferma, ferma. Perché? Se io non fossi stato lasciato a casa da solo con le chiavi da quando avevo 4 anni perché i miei genitori mi hanno fatto che non avevano abbastanza soldi e quindi dovevo lavorare per mantenermi, ma io lasciato da solo pensavo che i miei genitori vogliono più bene il loro lavoro che a me, quindi mi hanno abbandonato bastardi. Se questo non fosse accaduto, c'è da dire che io a quattro anni avevo le chiavi, alle cinque andavo da solo, alle sei facevo la cena pronta quando tornavano. Ho imparato a fare tutta una serie di cose, a cavarmela da solo, tale che oggi mi hanno permesso di avere quello che ho ottenuto e di diventare quello che sono diventato. E questo è stato. Che cosa sarebbe accaduto se io fossi stato trattato come dentro una cupola di bambagia, coccolato, fatto tutto quello che chiedevo? Magari diventavo, come vengono visti gli italiani all'estero, come dei mammoni che a 40 anni lasciano la mamma per trovare una moglie che gli deve fare una mamma. Io questa seconda versione non ce l'ho. Quindi noi spesso dispreziamo la versione che abbiamo senza vedere in maniera realistica, e sarebbe carina farla in uno stato alterato di coscienza, ad esempio come faccio a fare nell'ipnoflow, se andate sul mio canale trovate l'ipnoflow, c'è una playlist apposta, nell'effetto sliding doors, cioè che cosa sarebbe accaduto se E guardatevi il film, è carino, se non lo conoscete. Quindi a un certo punto del nostro spartiacque, e questo attenzione, la nostra vita è fatta da mille sliding doors, cioè ogni punto di svolta, ogni momento in cui noi facciamo una scelta, si apre, un po' come i fumetti a scelta, dove vai adesso di qua o di là? Di qua. E di qua prende una strada. Poi c'è un altro bivio, poi c'è un altro, poi c'è un altro, poi c'è un altro. Teoricamente per ognuno di questi andrebbe fatto, soprattutto quelli più importanti, non so, una scelta come il lavoro, il cambiare nazione, un matrimonio, un figlio, sono effetti importanti. Qualunque genitore potrebbe dire ok hai fatto un figlio bene adesso c'è la strada e se non l'avessi fatto boh. Però questo non va affatto in maniera egoica cioè in maniera cosciente perché cosciente si potrebbe raccontare in modo egoico tutto quello che vuole ma va fatto in stato alterato di coscienza in maniera tale che l'inconscio possa far fuoriuscire la realtà alternativa. e magari farti vedere che se non ti avessi violentato tuo padre a tre anni, tu oggi saresti stato tutto un altro tipo di persona. E non so se oggi faresti cambio. Per cui questo confronto dobbiamo averlo.
Ti saresti oggi se non avessi passato tutto quello che hai passato.
Esatto, perché noi oggi siamo il frutto di quello che siamo stati, in bene e in male. In bene e in male.
Ma voi dovete portarci quello che di buono ci ha insegnato e quello che è il caso di lasciare andare.
Il dono. Ecco questo è il dono per cui nel momento in cui noi riusciamo a comprendere il dono che ci è stato fatto che noi chiamiamo ferita, quella ferita noi ne diventiamo grati e diventa un po' come la storia giapponese del piatto che si rompe, non mi ricordo qual è quella che diventa che in quel momento quella ferita viene saldata ma viene saldata con un oro con dell'oro che diventa anche più bello quindi diventa un segno che rimane nella tua immagine ma è un segno che la la rende migliore, la rende più bella, la rende più preziosa, quindi è un dono che impreziosisce, non è una ferita che indebolisce. Bella questa, questa me la vendo, scriviamocela.
Mi vuole approfittare, Dany, la vita è in modo semplice, senza far sì che le nostre profezie autoaberante si realizzino.
Smettetela di correre, usate la logica degli animali, osservate gli animali. Tempo fa feci un corso con un'esperta di animali, Abbiamo fatto una serie di valutazioni e abbiamo scoperto che tutti i comportamenti che in natura non esistono sono i comportamenti che negli umani generano i peggiori stress. Tutti. Cioè tu prendi un qualunque comportamento che nell'essere umano genera stress, nel mondo naturale non esiste. Prendine uno a caso, che ne so, avere una casa più grande di quello che ti serve, nessun animale lo farebbe. perché non è che devono far venire la gente a casa e fargli vedere quante stanze hanno più o perché devono ospitare gli amici, per loro un metro in più, più grande nel territorio vuol dire sbattersi di più nel proteggerlo, quindi non vedo perché, se nel mio territorio c'è cibo a sufficienza, risorse a sufficienza, me basta, più piccolo è meglio è, meno me sbatto, perché loro fondamentalmente magnano dormono e si divertono e trombano. Se si facesse anche questo negli umani sarebbe molto meglio, ma questo è uno dei tanti, l'accumulo così come la competizione inutile, così come l'immagine, sono tutte cose che non hanno senso. Quindi basterebbe ritornare un attimo alla nostra natura di mammiferi predatori e comportarsi come loro, ad esempio mangiare solo ciò che ci serve, per esempio nel cibo, e ciò che ci fa bene, e nel limite di quello che ci serve. Voi prendete un gatto, i gatti domestici non fanno testo, però in natura Non è che se loro trovano un bue se lo mangiano tutto perché l'hanno pagato al ristorante, no, mangiano quello che è e poi se ne vanno, basta, se ingolfano, perché sanno benissimo che poi sarebbero male e sarebbero più deboli, potrebbero essere presi da un predatore o chissà che cosa. Noi facciamo tutte cose errate perché ci siamo denaturati, ci siamo snaturati completamente. Noi chiamiamo tra l'altro ultimamente, se non ricordo male, mi sa che hanno addirittura sganciato l'essere umano dal regno animale, hanno creato un regno nuovo per gli umani. Hanno fatto bene per rispetto agli animali perché noi non c'entriamo niente con gli animali, cioè noi siamo un'offesa al mondo animale. per cui hanno fatto bene a sganciarci da loro. Ecco, il segreto potrebbe essere osservare molto di più gli animali e ricordandoci che noi arriviamo da loro, quindi noi abbiamo, e quella è la cosa particolare, perché noi siamo costruiti e veniamo da quel mondo e non ci dimentichiamo che dei cambiamenti hanno bisogno di 10, 15, 20 mila anni, ogni nuova abitudine, cioè ogni nuovo piccolo cambiamento. Noi abbiamo avuto un'evoluzione talmente veloce che il nostro corpo non si è adattato a niente, Noi ieri stavamo in mezzo alle caverne con una clava a mangiare animali bruciati sul fuoco e la frutta che riuscivamo a prendere, oggi andiamo da McDonald's. Non si è abituato il corpo a questo passaggio. ne paghiamo le conseguenze. Per carità, purtroppo, per fortuna, noi abbiamo un corpo che si adatta a tutto, non ci dimentichiamo che l'essere umano è diventato il predatore per eccellenza per un'unica grossa capacità che è quella dell'adattamento, Però è anche vero che l'adattamento presuppone che si ci ha fatto diventare quello che siamo diventati, ma per lo stesso concetto di adattamento tu prendi una sigaretta, continui a fumarla, il corpo cerca di spiegartelo e poi dice vabbè, questo è cretino, mi adatto. E' sempre lo stesso principio di adattamento, cioè lui si adatta, poi magari ti fa vivere vent'anni in meno, però finché può si adatta, te lo fa capire, però se sei le coach giustamente non lo può fare.
Forse una macchina perfetta siamo noi che lo spingiamo oltre i limiti.
Sì, ho creato un aforismo dicendo siamo una testa di minchia dentro una macchina perfetta. Il problema è quello. La macchina è perfetta. Anche il guidatore è perfetto. Peccato che l'hanno addestrato in maniera imperfetta. ed è sempre sociale il problema, per cui in realtà il guidatore cambia in base alla nazione dove vai, perché già vedi come guidano i corpi in modo diverso nelle diverse nazioni, ma anche nelle diverse regioni. Vai in Sardegna e scopri che ci sono persone più longevi del mondo, quasi tra quelle più longevi del mondo, chiediti come mai, si vede che là l'hanno addestrato in modi un po' diversi, ma anche qui ma ce n'è. Vabbè ragazzi sono le 5 e 46 da voi. Cioè no da me. Da voi è presto.
12 e 46 da noi. Quanto tempo. Siamo ancora a disposizione. Dani così.
Dai quattordici minuti. Poi devono andare a mangiare. È l'una. Se mangia. E oggi è sabato. Ci saranno i troccoli le cose. Ci sarà il pranzo della del sabato no? Dai facciamo fare qualche domanda alle persone che sono online. Una due.
Io leggo Dani, non sono per niente d'accordo, non so rispetto a cosa e poi la tua espressione mi dà ragione.
Ma chi? Non ho capito.
Huawei P30 Lite.
Non si è d'accordo su che cosa? Ho parlato da due ore. Io non vedo però la scritta, dove sta?
Messaggi, messaggi.
Direct message.
Partecipanti, chat.
Allora alzate la mano se avete le domande.
Ecco.
Il risend.
Nel frattempo aspetta io non alzano le mani no? Non ci sono domande?
Mi si legge dice Giulia to everyone. Sì Giulia, ti si legge.
Ok, sì. Sai, nel frattempo che arrivano le domande, leva, piacere, dolore. Riusciamo a cambiare solo se il pensiero di vivere come stiamo vivendo ci fa provare così tanto dolore e quindi c'è lontana tanto dal.
Allora, diciamo che il dolore è il mezzo che ti permette di svoltare in maniera organica, per modo di dire, cioè che accade con te, nel senso del cosiddetto superamento di soglia. Per cui, quando una persona supera la soglia per troppo dolore, cambia proprio per allontanarsi da quel dolore. Però il problema è che sempre per quel principio di adattamento enorme che abbiamo noi, la soglia del nostro dolore è molto alta, oltre al fatto che spesso e volentieri il nostro dolore è spesso compensato ed equilibrato da fonti di piacere. Ho fatto in diversi video questo concetto della bilancia piacere-dolore, cioè noi da una parte in qualche modo attiriamo quelle persone che ci aiutano a cambiare, quindi tecnicamente che ci fanno male. però perché speriamo di svoltano però dall'altra parte l'ego che nasce per proteggerci cosa fa per evitare di sbrocchiare o di stare troppo male ci fa fare cose che ci danno piacere che può essere mangiare che può essere non so fare sport dipingere fare sesso Qualunque cosa che ci dia piacere. Il cibo è tra l'altro una delle fonti migliori, non a caso una delle droghe migliori per generare piacere e oggi come oggi i cibi sono fatti per generare piacere, non per nutrire, che è fondamentale questo. Oggi la tecnologia sul cibo è fatta per generare piacere alla vista, all'olfatto e al gusto, non a dare nutrimento, cioè quello proprio non è previsto. E sicuramente è indubbio, ma è indubbio che un pacchetto di Pringles è sicuramente più buono che un piatto di broccoli. Cioè, sicuro, sono assolutamente d'accordo. Il piatto di Pringles ti dà piacere, il piatto di broccoli sciapo, insomma, ti dà un'ottima forza. appunto se devo soddisfare il piacere mi mangio i pringles, se devo soddisfare la richiesta di nutrimento del corpo mi mangio i broccoli, per cui il lego farà sempre di tutto per riequilibrare quella quella bilancia. La nostra parte più profonda diventerà sempre più brava e lo diventa sempre di più oltre i 30 anni ad attirare sempre più eventi, persone, occasioni e situazioni per darci sempre più dolore finché non svoltiamo, finché non riesce l'ego a compensare, il che spesso e volentieri può accadere in estrema istanza con una malattia. Per questo c'è Sammala. Per cui ecco che se noi riuscissimo a capire tutto questo prima, ci eviteremmo tutta una serie, ma soprattutto ci eviteremmo una vita persa a girare in tondo. Perché sinceramente stare a vivere nell'ottica di equilibrare la bilancia piacere-dolore con una vita che mi fa star male, perché l'ho scelta in base a quello che volevano i miei, perché non avevo voglia di parlare, perché non avevo voglia, o perché non avevo le palle di dire a mio padre che non volevo fare il dentista, o perché non avevo le palle di mollare mia moglie o mio marito, o chissà che cosa. Però per questo devi equilibrare, rischi che arrivi poi a 50, 60, 70 anni, fai un resoconto della vita e dici che cazzo ho fatto nella vita? Girato un tondo, cioè mi sono giocato da una parte all'altra. Tra l'altro una cosa che spesso accade e potrebbe essere molto utile farsi ad esempio un giretto negli RSA e parlare con gli anziani e chiedere la loro vita. e si noterà, ad esempio, che persone di 80-90 anni hanno lì negli RSA, cioè quando si potrebbero rilassare tranquilli e non fare cazzo la mattina o la sera, hanno le loro stesse abitudini, cioè se devono svegliare alle 7 di mattina perché andavano a lavorare in fabbrica, cioè continuano, ne hanno bisogno. Io lo vedo con mio padre, mio padre adesso ha 83 anni, mia madre è morta da un anno quasi, E si è perso, ma lui si è perso da quando non ha lavorato più, perché il lavoro era tutto. Lui insegnava gli allievi, la scuola, i compiti, le cose, lo studio, la preparazione, le lezioni. Cioè, si è fatto quello per una vita e poi quello ti dava piacere. È chiaro che poi a quel punto, tolta la più grande fonte di piacere, te ne devi andare a cercare altre.
A meno che non arrivi sul punto di morte l'ultimo giorno prima di passare. ad un altro livello ti arriva tutto quello che sarebbe stato importante fare nella vita e probabilmente non hai fatto. Quello che pensavi di aver investito, quindi in questo caso il lavoro, magari quello che ti voglio bene che non hai detto, quel piaggio che non hai fatto, tutto ciò che non può essere matriamo.
Sì e non è detto che in quel momento tu lo possa fare perché magari sei sedato sotto morfina e stai per morire.
Esatto, esatto. Magari rimane a livello inconscio per la prossima esperienza.
Questa la sei bruciata praticamente. Beh, c'è da dire una cosa però. Ecco, se poi vogliamo dare un altro consiglio in chiusura. Una delle tecniche che si potrebbe utilizzare è la visualizzazione del giorno di morte, cioè se dovessi morire domani e la devi visualizzare, la devi vedere, in quel momento sul letto di morte non ti puoi muovere, non puoi far più niente, sei morto, lo sai, cioè sei sotto morfina, ti funziona soltanto la testa, fai un resto conto della tua vita. Ecco, fatto bene, questo potrebbe essere un mezzo per velocizzare il superamento di soglia. Perché ricordiamoci che il superamento di soglia può essere superato anche mentalmente. Non è facile, è una tecchia molto complicata. Il che vuol dire ammucchiare in una piccola unità di tempo tutte le cose che ti hanno fatto male. peggio ancora, in quel caso non solo le cose ti hanno fatto male, ma anche i rimorsi per non aver potuto fare tutta un'altra serie di cose. Quindi metti tutto assieme in un unico lavoro che può durare 1-2 ore, tu ti svegli di là e può darsi pure che prendi e rimbalzi. Però attenzione, e qui concludiamo, ricordatevi che determinate cose che possono essere dei momenti di svolta, come ad esempio un lavoro del genere, va fatto solo a patto che voi possiate permettervelo, perché il cambiamento purtroppo non è una cosa per tutti. Vi faccio un esempio pratico. una relazione in cui lui, appassionato del suo lavoro e la cosa più bella del mondo, trova una relazione con una figura materna molto più grande di lui, ma scassa palle che non si può vedere, però gli fa da madre. gestisce le finanze, gestisce le bollette, gestisce tutto, cioè lui fa il suo lavoro, punto, basta, è felice così. Bene, sa che è una relazione tossica, sa che non è il meglio per lui, sa che non va bene, va da Serena, fa il lavoro della morte, questo parte, si sveglia, affanculo, ho capito, ma non ti affanculo. Bene, sì, non lo vuoi Non lo vuoi fare perché tu mani tutta a fanculo, non sai neanche quanti soldi hai sul conto, non sai neanche dove sta l'atto notarile di casa, non sai niente. Quindi determinate cose, ed è questo torniamo al concetto di resistenze di prima, le resistenze stanno lì per evitare che fai cazzate, cioè è quello il concetto. Quindi se noi comprendessimo le resistenze, capiremmo che quelle resistenze stanno lì per dirti guarda che questa resistenza serve a farti capire che prima devi aggiustare questa roba, poi devi aggiustare quest'altra, poi devi preparare questa, poi devi preparare quest'altra, poi puoi cambiare. non puoi farlo subito e fanno bene, ecco perché la nostra macchina è perfetta, siamo noi che non vogliamo capirlo. Quindi nel momento in cui, ricordiamoci che il cambiamento non è tanto diverso da una strategia di guerra, Cioè abbiamo un punto A, dobbiamo arrivare a un punto B, quindi dobbiamo conquistare la nostra vita ideale, c'è una strategia da fare e la strategia può essere innanzitutto capire chi è il nemico, ammesso che sia un nemico, che non siamo certo noi, che non è dentro di noi, però il nemico può essere tutta quella gente che ci siamo attirati e che oggi è disfunzionale per noi. Però non è che li possiamo fare fuori così e basta. Dobbiamo, e qui concludiamo davvero come consiglio, ricordiamoci che quando, e questo nella mia esperienza è fondamentale, quando creiamo un obiettivo, se vogliamo avere l'aiuto sia della nostra parte inconscia sia dell'universo intero, questo obiettivo deve essere funzionale per noi e per gli altri. possibilmente senza danneggiare nessuno. Ciò vuol dire che non puoi oggi fare un lavoro di svolta sulla tua testa, impazzire e domani mollare moglie, figli, lavoro, mutua azienda. No, perché faresti danni collaterali. Quindi uno non è bello a livello, cioè non è, attireresti, entreresti in una vibrazione tale che poi dopo qualcuno lo farà con te. Ma non è un concetto di karma, eh. Cioè non è un concetto di sputinaria, me ne torna un faccio, di punizione divina. No, è un concetto di vibrazione. Cioè io me ne sono sbattuto degli altri. Bene, le prossime persone che attirerai saranno quelle che ti fotteranno a morte perché se ne sbatteranno di te. e se te vedono sul letto di morte ti schiattano lì.
Quindi un win win win.
Esatto un win win win che vada bene a noi, agli altri e all'universo intero. Ok almeno di sicuro non danneggi. Quindi ciò vuol dire che per fare questo c'è bisogno di una strategia perché se io voglio cambiare vita ma c'ho marito moglie due figli non puoi avere marito e moglie uno o l'altro. Insomma c'è un marito due figli muto è una cosa che devi organizzare. Devi organizzare in maniera tale che quella strategia renda tutti indipendenti e soprattutto anche a livello comunicativo andrebbe usata quella che nella manipolazione di massa mi ha chiamata finestra di Overton, cioè dovrai spostare da ciò che è impossibile oggi a qualcosa che te lo devono chiedere loro. Ricordate che a livello strategico e comunicativo, se diventate dei maestri nell'arte della guerra, come Laozuli, la cosa più bella è, e questo accade nella vendita, a livelli alti è quella di far arrivare agli altri l'idea che voi volevate, il concetto dell'inseption. Quindi se voi siete veramente bravi, arriverete, non so, voi volete divorziare, allora creerete le condizioni tali che, d'amore e d'accordo, sarà l'altra persona che lo chiederà. Contenta, d'amore e d'accordo, senza danneggiare i figli, addestrando i figli prima, facendo sì che i figli l'avessero già capito prima e che saranno loro stessi e diranno, ma perché non vi divorziate? Noi abbiamo già organizzato, cioè che vi siano tutti amici, che non ci siano più nemici, ma che diventino tutti amici. Ecco che la guerra diventerà non più una guerra, ma diventerà un atto di pace, di serenità di tutti, perché cambiare vita e avere tutti contro ti trascini delle scimmie della vecchia vita. Il problema è che questo non è immediato. Quindi è vero che si può cambiare, è vero che si può realizzare tutto, è vero che si può fare tutto, ma va fatto con logica. E ricordatevi, il cambiamento vi arriva solo quando siete pronti per poterlo fare davvero. Non lo potete forzare. Non lo potete forzare in nessuna maniera. Quindi resistenze, guardiani, mostri stanno là apposta. Evitate che voi facciate cazzate, praticamente.
E non facciamoci abbagliare da chi ci dà la pittura e la soluzione nelle 24 ore di un corso, di un minicorso. Ci vuole impegno, ci vuole volontà e coscienza. Dario, se non leggo qualche domanda, altrimenti possiamo procedere con... Con i saluti.
Possiamo procedere con la di partita.
Con la di partita, possiamo concludere. Prima di tutto, qualcuno che dice, che chiede qualcosa.
Di qualcuno che dice qualcosa. Dai ultima no, sono le sei zero uno, ve l'avevo detto, alle sei dovevo andare via.
Ok, ma se io ho fatto di tutto per farlo cadere all'altro e non ci sono riuscita, non posso aspettare che si deve svegliare per avere la pace per tutti.
Il di tutto è rilevante, è il di tutto fatto con quello che sapevi, ci sono mille modi per poter comunicare le cose in maniera diversa, studiate i mezzi di manipolazione di massa e studiate la finanza di Overton, studiate come come convincere l'inconscio a fare questo. Lo so, non è facile ragazzi, cioè è un lavoro, non è semplicissimo. Poi non è detto che ci si riesca sempre. Ogni tanto qualcuno affanculo va pure mandato. Potremmo essere d'amore e d'accordo con tutti. Mi rendo conto che ci sono alcuni casi in cui c'è speranza, però insomma, però, però, però dovete sempre uscirvene sempre con... ci avete provato in tutte le maniere cioè il vostro ce l'avete messo poi vabbè insomma per la serie l'impossibile l'abbiamo fatto straordinario no cos'era straordinario ci sono riuscito per l'impossibile ci stiamo lavorando.
Va bene, Dani, allora siamo per terminare la nostra chiacchierata. Come stai concludendo questo incontro e qual è la perla che ci lasci oggi, se c'è una perla in particolare?
Beh, quella che ve ne ho dette prima, diversa. Riguardatevi il video.
Come stai concludendo? Allora, come vai via? Che cosa ti porti da questo incontro?
Mi porto un video interessante che pubblicherò sul mio canale ovviamente così mi farò vedere di nuovo per la millesima volta però faranno conoscere farà conoscere anche te al mio canale e se qualcuno vorrà comprare il tuo libro vorrà contattarti o vorrà fare chissà qualunque cosa ve la spicciate con lei tra l'altro metterò i contatti sotto anzi poi mandameli così li aggiungo sul video con i vari siti e compagnia Serena tra l'altro, a parte aver seguito tutti i miei flow eccetera, è stata presente al mio lab e durante il lab siamo andati un attimo oltre. Ci sono cose che comunque non ho ancora spiegato in pubblico perché non si possono spiegare in pubblico. Lei ha partecipato quindi sa di cosa sto parlando e probabilmente in qualche modo integra in tutte le conoscenze che ha. se vi trovate dalle parti lecce. Dove sei? Proprio lecce lecce?
In questo momento abito a Copertino ma in realtà il mio progetto è in itinera. Io ho acquistato un camper in itinera. e quindi lavorerò sia tramite Skype con chi ovviamente non abita in zona e soprattutto andrò in giro per il momento Lecce Province e poi per la Puglia e poi non lo so.
Ma che figata!
Il mio macroprogetto è quello di creare quanti più counselor in itinere per poter aiutare quanta più gente possibile.
Bella come idea! Beh allora passa per Foggia, quando torno a Foggia ci vediamo. Facciamo un video live dal camper.
Con i miei valentieri con il mio.
Dai che figo beh bellissima com'idea bella bella ecco questa è un'idea nuova bella.
Brava ottimo ci sta piacendo tantissimi spunti contenuti di valore che sbobbineremo poi un impegno a contribuire quindi grazie di cuore Dani ti abbraccio forte forte grazie a tutti coloro che hanno partecipato scusate se non abbiamo potuto rispondere a tutti eh Daniele ti voglio bene.
Ciao, alla prossima. Grazie a tutti.










