Dani, come fai con il NON ATTACAMENTO? - Le Domande del Follow the Flow di Daniele Penna

Daniele Penna responds to a question about non-attachment, arguing that non-attachment (rooted in impermanence) prevents suffering caused by clinging to people, objects, and past experiences. He uses Buddhist examples (mandala practice), pop-culture (Yoda), personal anecdotes (finding an old CD, stress, aging) and social critique (parental over-attachment creating dependent adults) to explain differences between non-attachment and detachment, the harms of attachment, and the need to resolve 'sospesi' before end-of-life. He frames non-attachment as a practical attitude: enjoy the present without projecting past traumas into a feared future.
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Tu come fai con il non attaccamento Pierpaolo Di Santo? Cerca di essere un po' più specifico. In che senso come fai con il non attaccamento? Il non attaccamento è fondamentale, lo diceva Yoda. Yoda dice da questo che l'attaccamento e l'attaccamento e altre cose, l'attaccamento alla rabbia, la vendetta, ma soprattutto l'attaccamento è la strada migliore per il lato oscuro della forza. Per cui L'attaccamento porta tristezza, porta rabbia, porta vendetta, porta mille cose. Tra l'altro non vi dico che... non vi nego che proprio su problemi di attaccamento stiamo avendo problemi più grossi. Non tanto miei, cioè l'attaccamento delle altre persone. Torniamo sempre al suo discorso. Cioè, l'attaccamento che senso ha? i miei genitori resteranno sempre con me, non ho bisogno di dover andare al cimitero a trovarli, cioè a me che mi serve andare di fronte a un pezzo di marmo dove so che dietro c'è un corpo senza anima senza vita che sta putrevacendosi. Cioè a cazzo serve? Gli insegnamenti, tutto quello che c'è stato ce l'ho con me quindi che senso ha? né tantomeno posso permettere alla loro mancanza perché è una mancanza che ho dentro di me di far star male a me cioè di far male alla mia vita che non l'avrebbero mai voluto cioè se mi vedessero si sentirebbero in colpa e non va bene questo è quello che sto cercando tra l'altro di spiegare pure a persone care e vicine che rimangono attaccate alle perdite e non se ne fanno una ragione non ha senso Invece i buddhisti sono tanto abituati a questo. Vi ricordate che c'è un corso gratuito su Hanera che è quello sui mandala. Capire i mandala è importante perché vi fa capire come funzionano i magici buddistici. Loro possono passare mesi per fare dei mandala con la sabbia enormi e una volta che li hanno finiti li cancellano questo perché non devi restare attaccato a niente anche se ci ha messo tempo anche se è bellissimo anche se è qualcosa di spettacolare ma ti fa capire l'impermanenza delle cose ricordatevi quando capiremo che nulla è permanente nella nostra vita neanche noi siamo permanenti neanche la permanente che te fa lo sciampista Non ho mai capito perché si chiama permanente quella che fa non testa, perché non è permanente, è impermanente pure lei, quindi non c'è niente di permanente, manco la permanente. Per cui quando si riesce a fare proprio il concetto di impermanenza, la vita diventa molto più facile. perché, comunque sia, non ti attacchi a niente e a nessuno. Puoi avere ricordi, puoi fare tutto quello che vuoi, però alla fine sono oggetti, sono persone, sono corpi vuoti, soprattutto quelli dei morti, ma anche le stesse persone vive. Ricordatevi, l'amore non vuol dire attaccamento. A volte purtroppo si scambia spesso, troppo spesso, il concetto di amore con attaccamento. Cioè se la persona non è attaccata a me, oppure non è gelosa, oppure allora non mi vuole bene, non mi ama. Che cazzo c'entra? Sono due cose diverse. sono due cose comprensibili e come se io dicessi allora se questo cd non suona solo per me vuol dire che non mi ama io lo metto dentro il cd cioè lo metto dentro il mio lettore e se deve sentire se lo metti tu no non se deve sentire deve saltare perché è mio invece oggi c'è questo cd domani non c'è più io me lo devo godere oggi Lo devo vedere oggi che c'è. Senza la paura che domani non ci sia più. Senza la paura che domani lo perda. Infatti l'avevo perso, l'ho ritrovato dopo 20 anni. E dopo 20 anni l'ho ritrovato e me l'ho rigoduto. Oggi stamattina me l'ho rimontato. Tra l'altro ho ritrovato anche il mio vecchio impianto audio da... spettacolare. Me lo son montato. E oggi mi son sparato il CD a palla. Me lo son goduto. Bene. Adesso se lo perdo o se si rompe me posso star a strappare i capelli? Che manco ce l'ho. No, già ce n'ho pochi. Capite? Quindi questo è il concetto di impermanenza. La stessa logica vale sulle persone. Godetevi le persone nell'istante in cui ci sono, quando ci sono. Perché la vita è impermanente. Se ne possono andare, può succedere una disgrazia, potete morire voi, possono succedere mille cazzi. E una cosa che ho notato, e di questo dovremo parlarne durante un flow prima o poi, perché è molto importante, è uno dei grandi insegnamenti dei miei. Non solo dei miei, ma anche di chi lavora con gli anziani e ha visto morire tanti anziani. Una costante è il fatto di e dovremmo lavorarci su questo di arrivare alla fine con dei sospesi io ve l'ho detto i sospesi sono drammatici drammai a tutti i livelli a tutti i livelli uno dei prossimi vlog probabilmente sarà su questo proprio sul concetto dei sospesi i sospesi sono drammatici non solo perché non so che cosa fare domani o non so se potrò viaggiare eccetera ma anche da un punto di vista come dire più profondo ovvero sul fatto che si può arrivare in fin di vita con dei sospesi e non avere più l'opportunità di chiuderli perché spesso crediamo di essere permanenti cioè che non moriremo mai invece una delle cose che aiuterebbe tanto la maggiore permanenza su questa terra è proprio quella di non tenerli sospesi di qualunque tipo il che è molto difficile però è una cosa che andrebbe fatta e dovremmo lavorarci su uno dei prossimi flow, deve essere uno dei grandi flow perché è uno di quelli massicci, potenti, importanti bisognerebbe spostare le priorità dagli spritz, dai soldi come dire, dal successo, dalla carriera, da quel che è, a qualcosa che sia molto più adito a facilitarci la vita, ma a livello interno. Ricordiamoci che lo stress, io lo sto vivendo in questi giorni, in questi mesi, mi sto rendendo conto di quanto lo stress stia colpendo il mio corpo, o meglio, riformulo, di quanto io stia permettendo allo stress di colpire il mio corpo. Sono ingrassato, sto riavendo delle problematiche fisiche che avevo quando ero in Italia ed ero sotto stress, quando avevo mille cose da fare, quando avevo mille problemi da risolvere. Certo che mi vedevate a mille prima, cioè stavo in Thailandia, stavo al mare, non facevo niente di particolare, non avevo grossi problemi da risolvere, stavo da Dio e mi preoccupavo, mi occupavo soltanto di crescere, di far crescere voi meglio di così che voi. Adesso... Adesso ci sono tante altre cose, però è l'obiettivo su cui si sta lavorando adesso. Cioè adesso per me questo è, posso dire, il mostro... Non so se è finale, spero sia finale, perché mi sono pure rotte le palle, però, di questo videogioco. Diciamo che questo è uno dei mostri importanti, dei più importanti, che a cui sono arrivato dopo anni di preparazione. Dopo anni di soluzioni di problemi, di evoluzione, di crescita, di batoste, di traumi, di rotture di palla, tutta una serie di cose. Oggi cerco di superarlo nella maniera migliore possibile, ma soprattutto spero che sia uno dei mostri finali. E l'obiettivo è proprio quello di smettere di giocare, cioè di uscire dal videogioco. Cioè non di continuare ad avere altri mostri, basta! Ho 48 anni, insomma, manco io quant'anni c'ho che gioco a questi videogiochi, basta! Insomma, uno ad un certo punto cresce, basta videogiochi. Mostro finale, finisci la partita, apposto così, game over, apposto così. Cerco di creare qualcos'altro. Magari aiuto voi a giocare, li faccio da coach a giocare ai videogiochi, non lo so. Poi bisogna andare su Twitch quando si fanno i videogiochi. Per cui... De che stava a parlare? Non mi ricordo. Ah, sull'impermanenza. Quindi, questa è una cosa fondamentale. L'impermanenza è sospesa, è una cosa su cui dovremo... su cui dovremo lavorare tanto. Ecco, poi nato a 2707 dice attaccamento ai figli è forte per noi. Questo ancora di più, questo ancora di più sui figli è una cosa drammatica, ragazzi. Drammatica. Drammatica. E sottolineo, drammatica! Cioè voi non potete capire quanti danni fanno gli attaccamenti dei genitori ai figli, non solo! Gli attaccamenti dei genitori ai figli creeranno figli attaccati! Che spesso e volentieri, ve l'ho sempre detto, gli uomini italiani sono conosciuti per questo, lasciano una madre e trovano una moglie che fa da madre o da badante! Gli italiani, uomini ma anche le donne! per cui non è sano. Dalle altre parti del mondo 18 anni vanno fuori dai coglioni e i 18 anni precedenti aiutano, cioè servono a costruire dei figli, a formare dei figli, che a 18 anni vadano fuori dai coglioni e siano già pronti, preparati. Da noi è l'opposto. Da noi i genitori fanno tutto per far sì che i figli siano attaccati. Che c'è, non sanno fare un cazzo, per cui devono chiedere sempre tutto ai genitori, poi i genitori morono che hanno 50 anni e questi a 50 anni non sanno farsi neanche un uovo fritto. che dovranno trovare, quindi avranno bisogno di nuovi padroni per continuare a non fare un cazzo come hanno fatto prima. Per cui non c'è un solo motivo per cui l'attaccamento sia valido. Attenzione, ricordatevi l'enorme insegnamento che ci danno i buddhisti c'è della grossa differenza fra attaccamento cioè non attaccamento e distacco sono due cose completamente diverse non attaccamento e distacco sono due cose diverse attenzione non confondetelo mai il distacco è proprio una roba che io non te voglio più vedeva fanculo il non attaccamento è ti amo così come sei mi amo così come sono non sono attaccato a te cioè se nel mio presente, mi godo il presente, se domani non ci sei più, apposto così, e me devo ammazzare io. Posso avere il dolore che posso avere, ma la vita continua, show must go on. Questo però, ci arrivate, e questo soprattutto ricordiamo sempre i buddhisti docet, dociono, come si suol dire, è la base della presenza. Perché il problema del non attaccamento, dell'attaccamento, che ho visto purtroppo mille volte è che le persone si rovinano il presente per una paura futura inesistente cioè per un teorico futuro c'è gente che stanno assieme e litigano perché potrebbe capitare che tu domani vai con altro e intanto ti sei bruciato il presente cioè di oggettivo di oggettivo esiste solo che tu quel tempo che non ritornerà mai più te lo sei bruciato per una cosa che non esiste ma che esiste soltanto in un teorico futuro nella mente traviata di una persona che ha avuto dei traumi di attaccamento e che ha paura di perdere. E tu permetti al tuo passato di influenzare il presente per una preoccupazione futura. Che è assurdo! Cioè questo è il peggiore dei drammi? creato dal pensiero astratto che dovrebbe essere la fonte della potenza dell'essere umano rispetto all'animale, ma che noi usiamo a minchia. Questo è il problema. Cioè il pensiero astratto ci permette di vedere un futuro del cazzo, cioè un futuro che proietta i traumi del nostro passato e ci rovina il presente. Che è assurdo. Cioè, è come se una scimmia piasse una banana, trova una banana bella, figa, cazzo, guarda che bella sta banana, buona, mo me la apro, a un certo punto, mentre sta a mangiare la banana, gli viene nella testa l'idea che quella banana, se la lasciasse a terra, tra una settimana marcirebbe e starebbe male mangiando quella banana marcia. Mentre gli arriva sto pensiero, la scimmia pia e butta la banana. Tu, se vedessi una scimmia che si mangia una banana a metà che è buona, dici questo è scema! Che cazzo è buona! Però non puoi sapere che quella lì, nella sua testa, ha pensato che quella potrebbe diventare a marcia! Ecco, noi facciamo così. Noi ci roviniamo il presente proiettando il passato in un ipotetico futuro. Ed ecco lì la cazzata. Ed ecco lì l'attaccamento. Ma l'attaccamento non è alla persona. L'attaccamento è al passato che ci fa proiettare le nostre minchiate sul futuro. Non solo, ma questo ormai lo dovremmo sapere, che facendo questo creiamo la cosiddetta profezia autoverantesi, fissiamo il nostro obiettivo, la mente vorrà avere ragione, quindi mettiamo in moto tutto un delirio di casini mentali interni ed esterni per far sì di attirare esattamente quella proiezione e alla fine quella cazzo di banana andrà a male e tu dirai, vedi? e saranno tutti felici, non felici e contenti, infelici e incontenti, incontinenti. Quindi, vabbè, questo è. Quindi ricordatevi questo principio, ragazzi, il distacco, e non te voglio più vedere, il non attaccamento, e ti amo così come sei, mi amo così come sono, adesso, nel presente, non sono attaccato né al passato né al futuro. E ricordatevi che spesso e volentieri quello che viene chiamato attaccamento, perché ad esempio, lo si vede per esempio con le morti, cioè, il dolore non è perché mio padre non c'è più, è perché non c'è la sua presenza fisica che mi poteva dare le emozioni, cioè mi manca quella droga, ma è una cosa mia, perché lui sta in un posto migliore, sono io il problema se ho quel dolore, quindi non è lui che non può tornare, so io che me lo devo risolvere e se io mi sono attaccato così tanto alla persona fisica e non alla sua essenza, alla sua anima, ai suoi insegnamenti, al suo essere, a tutto quel che è, starò male io quindi attenzione a specificarla perché poi tra l'altro anche lì quando si parla di attaccamento in genere si generalizza sono attaccato a quella persona non specifica a che cosa di quella persona alla presenza alle emozioni che ti dà a tutto perché non è ricordatevi l'attaccamento è una droga e il lato è la buona strada per il lato oscuro e la forza quindi Non confondiamo questo e ricordiamoci che l'attaccamento è nostro, cioè la mancanza di qualcosa nostra, di qualcosa che soddisfa un nostro bisogno, dell'altra persona, dell'oggetto, della cosa, non c'entra proprio niente, cioè non hanno proprio niente a che fare. Questo bisognerebbe, dovrebbero capirlo anche tanto i genitori, perché spesso l'attaccamento, vi dicevo prima, dei genitori verso i figli è devastante.










