Daniele, perchè parli sempre al plurale? - Daniele Penna Risponde

Daniele Penna answers why he speaks in the plural: he describes himself as an "aggregante" (a person who groups others) drawing on NLP metaprograms and a theatrical metaphor of multiple inner personas. He explains that inside him live many distinct 'characters' with different roles, preferences and goals; when these parts agree they become a unified motor toward an objective, but when they conflict (the "paradosso dell'elastico" or tug-of-war) a person remains stuck. Penna connects this idea to Pirandello (Uno, Nessuno e Centomila) and shares that Pirandello influenced him from youth (maturità thesis, theater visits).
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Tancredi dice Daniele perché parli sempre al plurale? Chi siete? Allora Tancredi io parlo sempre al plurale uno perché sono un aggregante se hai studiato PNL e hai fatto il master di PNL che trovi Suona Era a 2 spicci invece che a 2.000 euro sapresti che cosa sono i metaprogrammi e sapendo che cosa... forse nel Practitioner si dice metaprogrammi sapendo cosa sono i metaprogrammi sapresti il metaprogramma aggregante e disaggregante quindi io sono innanzitutto un aggregante quindi parlo proprio in genere di noi ma non solo, il mio noi e io e tutti quelli che ho dentro. Cioè, dentro io ho una, potrei dire, una compagnia teatrale. Io l'immagino un po' così, no? è una vera e propria compagnia teatrale, quindi ci sono tanti personaggi, cerca d'autore, ci sono tanti personaggi, ognuno ha un ruolo, ognuno ha delle capacità, ognuno ha delle maschere, ognuno ha un certo tipo di comunicazione, ognuno ha delle sue preferenze, dei suoi cibi preferiti, dei suoi modi di fare, delle cose che le emozionano e delle cose che non le emozionano, delle paure, degli stili, ognuno di loro Quindi, non lo posso dire in giro, sennò sarei preso come schizofrenico, multipersonalità, disturbo, qualche roba strana. Però è così, però è così, adesso sta parlando questo con voi ed è un personaggio, il personaggio è il flow man, cioè quello che sta qui, che non è lo stesso personaggio che magari domani sta lì davanti a un computer a investire in criptovalute e a guadagnarsi qualche spicciolo. che non è lo stesso personaggio di quando devo stare da quella parte lì dove c'è il green screen e registrare un corso per darvi un valore, per darvi delle nozioni, per darvi qualcos'altro, che non è lo stesso personaggio che si rapporta con un cane, che non è lo stesso personaggio che si rapporta con degli oggetti o quando devo creare un computer nuovo, sistemare qualcosa, che non è lo stesso personaggio di quando mi rapporto con i miei genitori, che non è lo stesso personaggio di quando mi rapporto magari con qualcuno di voi che mi incontro in Italia. Siamo tutti diversi. Quindi, visto che siamo un sacco di gente qua dentro, dico noi, perché siamo un sacco di gente racchiusi all'interno di un unico corpo, purtroppo, e a volte ci sono gli spintoni, no? usci io, no aspetta questa volta esco io, no esco io ma questo non è tanto differente da quello che accade a ognuno di voi ognuno di voi ha avuto la percezione di avere parti diverse dentro di voi nei fumetti vengono visti come l'angioletto e il diavoletto due voci distinte e contrastanti che uno ti dice fai questo e l'altro dice fai quell'altro cosa pensi che siano? Se non personaggi diversi dentro di te che hanno obiettivi diversi. Infatti quella è la cosa un po' più drammatica. Nel Flow 100, quello del mio compleanno, quando parlavo delle 20 regole, una di queste regole era era fai pace col cervello fondamentalmente, cioè fai sì che tutta quella gente che sta dentro di te vada d'accordo, cioè che ci sia una sorta di votazione all'unanimità verso un unico obiettivo. Quando tutti si muoveranno verso un unico obiettivo allora avrai il vantaggio di averli tutti come motori per raggiungere quell'obiettivo. Il problema è se uno di quei personaggi rema contro o più personaggi remano contro allora diventa un casino diventa un casino perché in base a chi sta sul palco fa qualcosa e magari uno fa qualcosa che va da una parte poi arriva l'altro che si ritrova dalla parte opposta e deve farsi un culo per ritornare indietro e c'è quello che poi ho chiamato all'interno di una perla il paradosso dell'elastico Il paradosso dell'elastico è come se ci fossero dei personaggi dentro di te, quindi delle parti dentro di te, l'angioletto, il diavoletto, chiamalo come te pare, che giocano il tiro alla fune. Io voglio andare da una parte? No, io vado di qua. No, io vado di giù. No, io vado di giù. E alla fine che succede? Quando c'è un tiro alla fune con due forze contrastanti uguali o dello stesso potere, cosa succede? Stai fermo. Stai fermo e non fai una mazza nella vita. Cosa che accade spesso a molte persone. cioè alla fine stanno fermi per anni, passano gli anni, ma non fanno niente, si affaccendano, non hanno fatto niente, sono andati da una parte all'altra, fermi là, stesso posto, stessa città, stesso lavoro, stesse persone, stessi amici, stesso limite finanziario, stesso tutto, non è cambiato niente. Quindi quella gente, non so, sta vivendo o sta sopravvivendo? Perché ti affaccendi, alla fine non fa niente. Se proprio devi solo vivere, che tocco più a fare? Cosa ti affaccendi a fare? Perché non è un affaccendarsi, cioè non è che tu stai lì a goderti la vita, cioè vabbè io sto in un posto da Dio, tutto a posto, me la godo e ci starebbe. Invece no, si affaccendono, girano intorno, fanno un sacco di fatica per girare intorno. E molti fanno così. Qualcuno mi dice, ami Pirandello? Sì, assolutamente. Pirandello è stato uno dei... il mio autore preferito quando ero giovane. Cioè, ora sono vecchio, però quando ero piccolo andavo a scuola. Ho fatto una tesina su Pirandello. La mia tesina degli esami di maturità è stata fatta su Pirandello. Ho delle foto di quando avevo tre anni sulla tomba di Pirandello, se non ricordo male, da Grigento. Da Grigento, sì. E... E' uno dei libri che mi toccò da piccolo e poi l'ho capito da grande. Forse è stato quel libro che in qualche modo mi ha segnato la direzione. O forse ho letto quel libro perché la mia direzione era già segnata. Che è ovviamente Uno, Nessuno e Centomila. Uno, Nessuno e Centomila ti fa già capire la logica delle maschere. Tu sei uno, sei nessuno, sei centomila. Ecco perché tu mi dici parli al plurale sì perché siamo i centomila siamo i centomila pirandelliani siamo i centomila pirandelliani o siamo i personaggi in cerca d'autore sempre di pirandello e tanti altri quindi sì pirandello ha segnato tanto la mia strada da piccolo Poi non l'ho più seguito, ma da piccolo ho avuto una grande formazione a Pirandello. Ho visto molte sue opere in teatro. Una delle poche cose che ho visto in teatro è stato Pirandello. Non è che sono andato tantissime volte in teatro, però ci sono andato a vedere Pirandello.










