A short spoken response by Daniele Penna to the question "Di cosa hai paura?" He frames fear as largely irrelevant once one recognizes external events as messages for personal evolution, advocates gratitude over fear, suggests belief in lives before/after reduces fear (including of death), and argues that mental clutter attracts obstacles while inner freedom clears the path to goals.
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Daniele, tu di cosa hai paura? Oddio, bella domanda, sai che non ti so rispondere al volo? Minchia, mi viene niente. Bella domanda, grazie Domenico per avermi fatto questa domanda. Di cosa ho paura? Ma sai cosa? Nel momento in cui arrivi alla consapevolezza che tutto ciò che ti arriva ha un messaggio valido per te e serve per la tua evoluzione, in realtà non ha senso avere paura, puoi avere soltanto gratitudine. Cioè, puoi avere puoi avere, magari egoicamente parlando, cioè nel livello più basso puoi avere, che ne so, paura del... cacchio, non mi viene, non mi viene non mi viene, non so di che cosa... anche perché quando ti togli la paura della morte, quando hai la consapevolezza assoluta che esistono vite prima e dopo sinceramente credo che ti sei tolto la maggior parte delle paure puoi avere paura del dolore, ma se anche sai che il dolore è qualcosa che serve a te, se non ti serve non ti arriva. capite? cioè, ricordiamoci che l'ambiente è un'estensione della tua mente, quindi se hai paura di qualcosa, l'attiri. se non hai paura di niente, l'attiri niente. cioè attiri quello che ti fa piacere. infatti è quello il bello, quanto più ti liberi dell'immondizia mentale, tanto più ti si spiana la strada. cioè il tuo inconscio, che era quello che ti bloccava prima come un elastico, come ho detto in uno dei precedenti flow, dopo ti diventa uno schiacciasassi, uno schiacciasassi che ti spiana la strada e ti schiaccia qualunque ostacolo, tu hai la strada spianata, quando ovviamente arrivi a quel punto.