Daniele, tu non mediti più? - Le Domande del Follow the Flow di Daniele Penna

This is a first-person spoken piece by Daniele Penna in which he explains that after a four-year period of being "sedated" he has returned to meditative practice using what he calls "ipnoflow" — guided meditations that arrive as requested. He contrasts doing meditation as an act with receiving a flow that manifests when one is a balanced, connected channel. He emphasizes the importance of knowing the "true purpose" of one's actions (arguing most people cannot articulate it), describes social/internal resistance he calls "sentinelle" that block personal change, and closes with a parable about a preacher who continues preaching so he himself is not changed by others.
Chapters
Daniele, quindi tu non mediti più? Allora, Giulia, io in realtà... medito adesso, sto a rimeditare. Per quattro anni no. Vabbè, ma è stato il periodo in cui, come vi ho raccontato, ero... ero... ero circondato dalle sentinelle del sistema. Sono stato sedato per quattro anni. Fortunatamente ho ripreso a vivere da un po', e... adesso grazie agli ipnoflow ho ripreso io a meditare per gli ipnoflow cioè gli ipnoflow sono delle meditazioni che io faccio prima ma la cosa bella è che non sono cioè l'altra volta stavo qui con una persona questi giorni c'è una massaggiatrice personale ancora per poco e a un certo punto ho detto, aspetta devo preparare l'ipnoflow, devo fare questa meditazione, in quel momento ho chiuso gli occhi e ho dato la mia intenzione, cioè ho bisogno di qualcosa, si parlava di libero arbitrio la sera prima, quindi ho bisogno di qualcosa che possa far comprendere alle persone dove hanno perso il libero arbitrio. Questa è stata la mia richiesta. Ho chiuso gli occhi e la meditazione è arrivata. Cioè, nella mia testa è apparso un viaggio, che è quello che poi ho fatto nell'ipnoflow. Quindi, il flow, il flusso è proprio quello. Non è più qualcosa che io ho che faccio, è qualcosa che chiedo e arriva. Ma per arrivare a questo livello devi stare in un flusso, e per stare in un flusso vuol dire che vuol dire che te ce ne vuole non è semplicissimo perché le persone stanno già fuori di sé non fuori di sé che sono fuori da capoccia ma proprio stanno fuori da proprio stessi quindi prima devi entrare dentro te stesso, devi riequilibrarti, ripulirti, capire, fare, dire, brigare, impiccià quando sei in equilibrio, quando diventi un vero e proprio canale, quando sei connesso con tutte le tue parti, quando smetti di raccontartela quando sei consapevole di quello che stai facendo, perché, per come, quando sai il vero fine di tutto. C'è un mio video sul vero fine che consiglio a tutti. C'è una bella frase che ho letto ieri che diceva, quando saprete dire il vero fine delle vostre azioni, allora quelle azioni avranno senso di essere fatte. Questo diventerà uno dei miei prossimi aforismi. Quando saprete spiegare il vero fine di ogni singola azione, allora quell'azione ha un senso farla. Ha un valore farla. Nella maggior parte dei casi le persone non sanno, o meglio, sì, non sanno il vero fine. Perché se voi vi state pittando le unghie, vi state dipingendo le unghie in qualche modo strano e qualcuno vi chiede, perché ti stai facendo le unghie così? Perché mi piacciono? In realtà il vero fine è tutt'altro. ma non ci arrivano per una cosa banale come le unghie, immaginate per tutto il resto. Quindi, ed è difficilissimo, una delle domande, ecco qualcuno prima mi chiedeva come fai a farti odiare? Chiedete il vero fine di qualunque azione a una persona e vi farete odiare così. Non saprà rispondervi. E più insisterete, più insisterete, più insisterete, più la persona va in palla. Perché c'è una protezione a monte che non vuole far scoprire il vero fine di ogni singola azione, di una direzione, di una scelta, di un lavoro, di un rapporto, di una relazione, di qualunque cosa. Non c'è. perché sennò dovrebbe arrivare in fondo a conoscere le motivazioni che muovono la propria vita e capire che magari stai facendo tutto per soddisfare tua mamma, tuo nonno, tuo zio o per allontanarti da quello, quello e quell'altro poi dici ma cazzo ma c'è gente che veramente arriva a 40 anni e dice ma io che ho fatto la vita, sono stato tutta la vita a scappar da quello o avvicinarmi a quell'altro e poi te la menti che ne hai raggiunto niente Quando lo capisci, magari puoi cambiare. Ma quando lo capisci, non è facile cambiare. Perché appena cerchi di cambiare, il sistema, con le sue sentinelle, ti avvinghia e ti dice, ferma! Chi è che stavi guardando te, Daniele Penna? È stato lui che ti ha manipolato! Ecco perché io cerco di dare strumenti a voi, che non mi venga mai detto che sia io. Cioè, do tutto a voi, cazzi vostri, fatene quello che volete, usateli, non usateli. dateli agli altri, regalateli, buttateli al secchio, dite che sono tutte cazzate, non mi interessa io creo messaggi nelle bottiglie, vivo sul mare, chiappo bottiglie, metto dentro un messaggio e lo butto a mare a chi coglio coglio, se a qualcuno arriva bene se a qualcuno non arriva non è che mi cambi qualcosa mi è passata, è passato il tempo in cui avevo bisogno di far star bene gli altri per star bene io Adesso, sinceramente, se state bene, sono felice. Se non state bene, provo compassione per voi, ma non è che mi ammazzo, cioè non ho più, non è più una fonte di dopamina vedere le persone che stanno bene. Certo, per carità, mi fa piacere quando qualcuno mi scrive, Daniele, ho svoltato, ho capito... finalmente adesso ho mollato, ho cosato, ho capito i miei schemi, ho capito la mia roba, sono guarito, ciao sta roba non ce l'ho più fantastico, bello questo al massimo mi può dare la motivazione a fare ancora più bottiglie a fare ancora più messaggi, a fare di più, questo si, questo si però comunque lo farei non è che se non mi arrivo a donazioni non lo faccio più non è che se nessuno mi scrive più non lo faccio più l'ho detto qualche tempo fa il flow mi ha salvato quindi questi flow sono per me la vera ancora di salvezza per me voglio chiudere con una con una breve storia che mi avete fatto tornare in mente prima, che è una storia molto carina ed è molto attinente un po' al mio momento. Ed è la storia di questo predicatore che va in questo nuovo paesino e inizia a predicare. Inizia a predicare e quando inizia a predicare tutti tutta la città, tutto il paesino sta lì ad ascoltarlo, lui predica e loro sono tutti entusiasti, seguono le sue prediche e lui continua a predicare, predicare, predicare. Senonché poi col passare del tempo questa gente inizia ad andare sempre di meno. inizia a non voler più riascoltare il predicatore perché non riusciva a mettere in pratica quello che gli diceva, perché bisogna impegnarsi, perché c'è un'altra cosa da fare, per mille altri motivi. E il predicatore continua a predicare. Continua a predicare costantemente tutti i giorni. E un giorno un viandante che passava di là vede sto predicatore che parlava praticamente a nessuno. cioè parlava a nessuno lui predicava e davanti a lui non c'era nessuno e il viandante sconcertato gli chiede ma scusa ma perché stai continuando a predicare? e lui rispose sai prima predicavo con la speranza di poter cambiare queste persone adesso predico con la speranza che loro non cambino me. Grazie a tutti.










