E' possibile risolversi i BISOGNI con la sola PRESENZA? - Daniele Penna RIsponde

Daniele Penna answers whether presence alone can solve deep needs. He says it helps but has limits: many patterns live in the unconscious and need outside help or altered states. If something works for you, keep doing it. First become the thing you want to teach.
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Ciao Daniele, è realmente possibile risolversi i bisogni funzionali attraverso la presenza e il costante monitoraggio delle proprie azioni e schemi per almeno 90 giorni di fila, quindi a livello conscio, come spiega il video apposito? Oppure sono necessari lavori più profondi come gli stati alterati di coscienza? Oppure entrambe le cose? Oppure non ho capito una mazza e sto delirando? Tutte e tre, Alex. Tutte e tre sono possibili soluzioni. La presenza sicuramente aiuta. C'è da dire una cosa, la presenza sui propri bisogni è quasi un paradosso. Perché è quasi impossibile vedere qualcosa in cui noi stiamo dentro. Ecco perché è utile un aiuto esterno, perché da esterno si vedono delle cose che tu non vedi, proprio perché sono inconsci. Se sono inconsci vuol dire che rientrano in quel 95% di comportamenti che la mente fa in maniera inconscia. Se sono inconsci non puoi essere presente. E quello è il bello. Quindi tu, è quasi impossibile che con quello spicciolo di mente cosciente che hai, che è veramente un briciolo, riesca a essere presente sui, non mi ricordo forse, 200 milioni di processi mentali al secondo che avvengono. Quindi come minimo potrei essere presente su uno, due, tre processi, ma tutti gli altri passano inconsciamente. Ecco perché da fuori è più semplice vederlo. Ti posso garantire che anche persone abbastanza addestrate non li vedono. Io infatti una cosa che dico sempre alle persone è che se notate qualcosa di me, fatemelo notare, perché soltanto così io posso porre attenzione su quello che mi dite. Che ne so, un tono di voce, una ripetizione, un qualunque schema, un atteggiamento, qualunque cosa che possa essere un dettaglio di uno schema che io ancora non riconosco, ditemelo, perché così mi ponete l'attenzione sull'io posso andarlo in presenza cioè posso posso direzionare il mio faro di presenza su qualcosa che io da dentro non vedo Cioè io da dentro non vedo le mie espressioni facciali, le posso ipotizzare, ma non sto davanti a uno specchio. Quindi non vedo la mia comunicazione non verbale, se la conosco e sono bravo me la posso anche vedere da solo, ma devi essere presente. Dovresti vivere in una sorta di dissociazione, dovresti vederti come un osservatore esterno. Ti dirò, io lo faccio, ma ho un'esperienza folle su questo, per cui ho fatto talmente tanto lavoro che la mia mente entra, esce, gira, fa quello che vuole. Io riesco veramente a lavorare come se avessi sei telecamere attorno a me e mi posso muovere come un regista come diavolo voglio. è ok, ma faccio queste cose qui da quando avevo 18 anni, ce n'ho 40 spicci, sono del 73, quindi, insomma, la mente è stata addestrata non per 90 giorni, ma per anni. Per cui è utile un aiuto esterno. I lavori inconsci sono utili, se ben fatti. Non hai capito una mazza? Stai delirando? anche essere attenzione io lo do sempre come ipotesi mia personale cioè potrebbe anche darsi che tutto quello che sto dicendo e tutto quello che ho imparato e tutto quello che posso trasferire o posso canalizzare potrebbero essere una valanga di minchiate spaventose ci sta poniamoci il dubbio sono il primo che dice non credo a una prova di quello che vi dico e mettiamo in dubbio qualunque cosa io sono il primo che mi metto in dubbio Il mio metro di riferimento è, qualunque cosa stai facendo ti fa star bene, ti fa star sereno e ti fa star sano, è rilevante se è vero o no. Se per te funziona, continua. Quindi il principio è, se funziona, keep going, vai avanti. Se non funziona, cambia qualcosa, è ovvio. io ti racconto quello che per me funziona non mi posso mai dimenticare quando andavo in giro a fare le conferenze sulla legge di attrazione che poi trovate nel mio primo corso online, è stato quello lì che mi ha in qualche modo fatto conoscere, mi ha fatto un milione di visite ci fu una persona da dietro mentre parlavo di legge di attrazione, la mia storia, come ho compreso questo concetto della legge di risonanza eccetera Si alzò, alzò la mano tutt'un cazzato e disse, ma tu come fai a dire che queste cose sono vere? Ho detto no, mica vi dico che sono vere, io dico che questa è la mia esperienza. Tu magari c'hai la tua e ti dirò se hai un'esperienza che ti ha permesso di stare sano, essere sereno e ottenere tutto quello che vuoi nella vita, vieni qua sul palco e vienicela a spiegare così imparo pure io. E lì si è zittito e si è messo a sedere. Sono tutti validi, basta che avete un'esperienza da raccontare, portate la vostra esperienza pratica, quindi, torniamo al discorso di prima, prima di aiutare gli altri, createvi la vostra esperienza, diventate dei leader, l'unica maniera per... aiutare gli altri e diventare un modello. Cioè le persone non vi devono, non devi essere tu a dire guarda io faccio il coach, ti voglio aiutare. No, le persone devono guardare, devono vedere la tua vita, devono vedere la tua salute, devono vedere come stai, devono vedere come parli, come ti poni, come gestisci, come fai, come dici, e poi ti devono guardare e dire scusa ma come cacchio fai? Ma me lo insegni? E allora a quel punto siete autorizzati a insegnare. A quel punto dettate voi le regole. Sì, ti insegno a patto che queste siano le regole. Se vuoi ti insegno, se no ti arrangi. Va, punto. Così è. Quindi prima di tutto diventate voi un modello per gli altri.










