"EGO: ciò che non ti hanno mai detto" - Salto Quantico - MENTE - M17E1

Video di Daniele Penna che introduce la distinzione tra ego (parte terrestre/materiale) e anima (parte spirituale) e presenta la "scala della vita"—un'espansione dei livelli neurologici di Robert Dilts—con particolare attenzione ai bisogni che guidano il comportamento umano. Il capitolo spiega i tre bisogni primari (sopravvivenza/continuazione della specie, allontanamento dal dolore, avvicinamento al piacere), come dai traumi infantili nascano bisogni funzionali (es. bisogno di accettazione) e propone un esercizio pratico di auto-osservazione delle emozioni negative.
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Rieccoci assieme in un nuovo video del salto quantico. Come avrai visto dai video precedenti, e se non li hai visti ti consiglio di vederli perché essendo un percorso adesso inizia a diventare indispensabile che tu li abbia visti tutti per poter andare avanti, sennò ti perderesti dei pezzi, come ho detto nel video precedente dove ti ho spiegato la neuromatrice, quindi come siamo fatti, come funzioniamo, come si incastra la nostra parte terrena con la nostra parte animica, come e perché si incrociano determinati eventi, persone, malattie e tutto, come ti dissi appunto in quel video, da questo video in poi, o meglio, da quel momento in poi avrei diviso i video in due categorie. Una che portava avanti tutta la consapevolezza e le conoscenze che ho acquisito, quindi ti parlo sempre delle mie conoscenze, che ho acquisito per quanto riguarda la parte terrena, che ho voluto chiamare ego, ma non vediamo la parte ego come tutto ciò che riguarda la terra, il materiale, il nostro corpo, la nostra vita, quella che viviamo tutti i giorni. dall'altra parte invece avrei parlato dell'anima, quindi di quella nostra parte superiore, della nostra scintilla divina, di quella parte che si reincarna di vita in vita e che va a farsi le varie esperienze. Quindi seguirò questi due percorsi per poi incrociarteli, quindi per poi farti avere, o meglio, farti arrivare alla consapevolezza di come ego, quindi parte terreno e materiale, parte animica e spirituale, si incrociano nella tua vita fondamentalmente. tutto ciò che ti sto per spiegare da adesso in poi, soprattutto in questo capitolo, sono conoscenze che ti portano a un livello di consapevolezza superiore o meglio, ti portano a un livello di conoscenza superiore nel momento in cui porterai la tua conoscenza dentro di te e ne diventerai consapevole, appunto, sarai passato al secondo livello quindi dalla conoscenza alla consapevolezza nei capitoli precedenti ti avevo parlato di quella che avevo identificato come scala della vita che espande ed estende quella che in PNL vengono chiamati i livelli neurologici di Robert Dills. Mi sono reso conto nella mia esperienza che, non me ne voglia Dills, ma nella mia esperienza mi sono reso conto che mancava qualche pezzo in quei livelli neurologici, li ho aggiunti e li ho fatti diventare questa cosiddetta scala della vita. Nella scala della vita abbiamo visto nel paio di capitoli fa come c'erano questi.
Appunto che identificavano la nostra esistenza, che incrocia ego e anima, quindi parte materiale e parte spirituale. e avevamo messo prima in assoluto sopra la nostra anima, che tratteremo dall'altra parte, quindi nell'altra serie di video dedicati all'anima, abbiamo messo quindi sopra l'anima, poi la nostra identità che già diventa terrena, perché la nostra identità è ciò che si forma all'interno della nostra mente, quello che molti chiamano carattere. Molta gente pensa che il carattere è una cosa immutabile, che si nasce col carattere, in realtà non è così, perché il bambino nasce ed è come un panetto di plastilina morbido e informe e ogni singolo evento, anzi in realtà viene concepito come un panetto di plastilina in forme e ogni singolo evento, pensiero, azione, emozione che ha vissuto o sentito dai genitori plasma questo panetto per poi indurirsi come poi abbiamo spiegato in diversi capitoli fa, soprattutto all'inizio di questo processo. adesso andiamo a scendere nei dettagli come si forma la nostra identità. e appunto nella scala della vita, subito dopo l'identità, avevo inserito i bisogni primari. i bisogni primari quali sono? sono molto semplici e sono alla base di tutti gli esseri viventi. i due bisogni primari per eccellenza sono la sopravvivenza è la continuazione e il miglioramento della specie che cosa vuol dire? che di fronte al rischio di vivere o morire tutto il resto non conta più ti faccio un esempio pratico sei in crisi mistica perchè che adesso il tuo ragazzo o ragazza ti ha lasciato e pensi che il mondo ti sta crollando addosso non fai altro che pensare a questo hai tutta la mente focalizzata su questo pensi che sia la cosa peggiore del mondo che ti potesse cadere mentre accade questo, mentre stai passeggiando rimurginando tutto quello che è accaduto e quanto sei sfortunato o sei sfortunata finisci dentro le sabbie mobili e dentro le sabbie mobili affondi e ti rendi conto che stai per morire in quel momento cosa fai? continui a pensare al tuo ragazzo o ragazza che ti ha lasciato oppure entra in automatico il bisogno superiore, la sopravvivenza. adesso penso a sopravvivere, poi dopo continuerò a menarmela sul fatto che il mio ragazzo e la mia ragazza l'hanno lasciato, però per adesso il mio bisogno fondamentale è la sopravvivenza, devo sopravvivere. e quindi scatteranno determinate azioni, capacità eccetera eccetera come abbiamo visto nella scala della vita. quindi la sopravvivenza viene soprattutto, tanto per farti capire perchè la sopravvivenza, un altro caso è quando è di moltissime persone che hanno il valore salute inesistente, i valori come ti dicevo nella scala della vita vengono subito dopo i bisogni, quindi i bisogni generano i valori. Cosa accade? Io me ne frego della mia salute. Fumo, bevo, mi drogo perché credo di essere immortale. La mia salute non conta, io sto da Dio anche se mi sfascio dalla mattina alla sera. Binissimo. quindi il tuo valore di sopravvivenza non viene toccato perchè tu stai bene. per quanto ti distruggi la vita e l'esistenza e il fisico con tutte le droghe o le cose tossiche che puoi mettere dentro, stai bene. quindi il tuo valore di sopravvivenza sta lì, beato e tranquillo, tu pensi a soddisfare tutto il resto. che succede però se improvvisamente ti viene, stai malissimo e ti scoprono un cancro ai polmoni terminale. o comunque abbastanza avanzato, facciamo le corna ovviamente, però diciamo che improvvisamente inizi a sentirti male, vai a farti reanalisi e ti scoprono un cancro ai polmoni. in quel momento che cosa accade? accade che il bisogno che c'era prima, che poteva essere magari quello di soddisfazione personale, di accettazione, perché devi bere e fumare per chissà quale strano motivo, passa in secondo piano rispetto al bisogno primario, che è quello della sopravvivenza e improvvisamente di fronte a un medico che dice, ascolta, o smetti di fumare o ti do tre mesi di vita, tu smetti di fumare e improvvisamente il valore salute, quindi il bisogno sopravvivenza, diventa predominante. scatta in automatico, entra perché diventa bisogno fondamentale e ti cambia completamente tutte le azioni. per cui se prima tu fumavi, ti drogavi, bevevi eccetera, improvvisamente di fronte a tre mesi di vita smetti tutto, come per magia, e come per magia non esistono più la dipendenza, non si riesce a smettere di fumare, non si riesce a smettere le droghe, no, smetti tutto subito, perchè il valore sopravvivenza ti permette di cambiare tutto all'istante e ne ho visti dei casi del genere. quindi, valore sopravvivenza fondamentale in assoluto qualcuno mi dirà, e vabbè, però se io devo scegliere tra la mia morte e la morte di mio figlio, scelgo di morire io per lui. quindi in questo caso la sopravvivenza non conta. è vero fino a un certo punto, perchè come ti ho detto prima nei bisogni primari c'è la sopravvivenza e la continuazione della specie. quindi tu potresti mettere la continuazione della specie, che non è una scala tra sopravvivenza e continuazione della specie, è molto simile, ci siamo più o meno allo stesso livello, quindi io potrei scegliere di far sopravvivere la specie qui siamo sempre sul concetto di evoluzione, cioè l'evoluzione è alla base di tutto. e questo è un concetto di animali, vegetali, di qualunque forma vivente. quindi se io muoio e c'è mio figlio, bene. perchè lui continua la specie. ma se io io e mio figlio, e l'unico muoio mio e figlio, c'è siamo in mio figlio, pericolo, io faccio in modo di salvare lui e morire io, bene. perchè lui può continuare la specie. e questo è il principio di evoluzione. quindi la sopravvivenza viene detta, parliamo sempre di sopravvivenza, quindi sopravvivenza mia o della specie? io potrei tranquillamente immolare la mia vita per salvare la specie umana, per esempio. lo farei volentieri, perché se la mia vita potesse essere utile a salvare l'intera specie umana, la darei subito. non c'è ombra di dubbio. io da solo non ci farei niente se rimanessi solo su questo mondo. la specie umana potrebbe continuare a progredire se io non ci fossi più. quindi la nostra sopravvivenza è sopravvivenza della specie, quindi sopravvivenza nostra e continuazione della specie. e questo è il bisogno in assoluto primario, quindi prima di tutto noi dobbiamo soddisfare questo bisogno, noi dobbiamo poter essere vivi. e la nostra specie deve poter essere viva. se questo bisogno è soddisfatto, quindi io sono vivo e il bisogno di sopravvivenza l'abbiamo messo a parte, appunto questo bisogno non entra, non entra in automatico in modo tale da cambiarci comportamenti, pensieri e tutto il resto. il bisogno di sopravvivenza è risolto. andiamo a risolverci il secondo bisogno primario che è l'allontanamento dal dolore quindi prima di tutto io non devo rischiare la vita nel momento in cui la vita non è a rischio entra il secondo bisogno, la seconda priorità io non devo provare dolore e qui si apre un mondo perchè sull'allontanamento dal dolore si monta tutta la nostra esistenza terrena e tutti i tuoi problemi, paure, limiti, blocchi, malattie, qualunque cosa avvengono se andiamo indietro alla causa sempre per un unico e solo motivo l'allontanamento da un dolore e qui possiamo stare a parlare per ore, giorni, mesi, perchè qui si apre il mondo più importante. se riesci a comprendere questo passo, ti rendi conto che tutto ciò che tu reputi un problema, un fastidio, una malattia, un blocco, un atteggiamento, un'abitudine, qualunque cosa nasce alla genesi da un unico bisogno l'allontanamento da un dolore e adesso ci arriveremo. per questo ti consiglio di rivederti il capitolo della prima serie di video che si chiamava appunto il sistema piacere dolore, lì spiegavo bene il sistema piacere dolore. e adesso lo riprendiamo, perchè qui si basa tutto. quindi, sopravvivenza, soddisfatto, sono vivo. se non ho dolori da cui allontanarmi, quindi primo bisogno sopravvivenza, secondo bisogno allontanamento dal dolore, terzo bisogno avvicinamento al piacere quindi se non ho nessun dolore da cui mi devo allontanare tenderò ad avvicinarmi al piacere questo vale per tutti gli organismi viventi se tu prendi una serie di batteri e li metti dentro una capsula di petri, che sono quei vasettini, quelle capsuline trasparenti che vedi nei laboratori, metti questa serie di batteri e di fronte a loro ci metti un elemento patogeno, quindi qualcosa che a loro dà fastidio, quindi qualcosa che a loro dà dolore vedrai tutta questa colonia di batteri che se qui c'è l'elemento patogeno e qui c'è la colonia di batteri loro si allontaneranno per stare quanto più lontani possibili da ciò che gli genera dolore. se poi togliamo l'elemento doloroso, il patogeno, quello che sia, e gli mettiamo un elemento utile del nutrimento, qualche sostanza nutriente per i batteri, che cosa accadrà alla colonia di batteri? si avvicinerà all'elemento nutritivo. quindi si avvicinerà al piacere, tolto il dolore, si avvicinerà al piacere. questo è il sistema di qualunque organismo, dalla cellula singola al batterio, all'uomo, allo scimpanzee, alla natura, alla terra, a tutto. tutto ciò che un organismo è vivente si basa su questo semplicissimo banalissimo, stupidissimo principio prima di tutto mi allontano dal dolore se mi sono allontanato dal dolore e quindi il dolore me lo sono tolto dalle scatole mi avvicino al piacere punto l'intera tua vita si basa su queste due regole quindi sopravvivenza, allontanamento dal dolore, avvicinamento al piacere da questi tre macro bisogni primari si crea tutto ciò che viene dopo all'interno della nostra scala della vita quello che vedremo nel prossimo capitolo sono i bisogni funzionali i bisogni funzionali sono quelli che hanno una funzione a che? a farci allontanare dal dolore quindi tutti i bisogni che vengono, che giustificano, o meglio che costituiscono la nostra vita, quindi tutto ciò che è la nostra mappa grazie alla quale, o a causa della quale, noi facciamo qualunque movimento, azione, scelta, decisione, qualunque cosa verrà fatta in base alla nostra scala della vita. bisogni, che quindi generano i valori, che quindi generano le credenze, che quindi generano le azioni, i comportamenti, le capacità, ecc. tutto si basa da questo. bisogni primari, sopravvivenza, piacere e dolore questi generano i bisogni funzionali. che appunto hanno la funzione di allontanarci dal dolore ma i bisogni funzionali ci allontanano da un dolore specifico perchè nel gradino successivo cosa andiamo a vedere? andiamo a scindere i vari tipi di dolori cosa vuol dire? che in base al dolore che noi abbiamo provato nel momento della genesi del dolore stesso si crea nella nostra mente, e in genere nella mente del bambino, un bisogno funzionale. sto parlando troppo tecnico diciamolo chiaramente allora, principio numero 1 allontanamento dal dolore esempio, bambino di 3 anni bambino che ha il papà che non c'è mai a casa perché lavora è sempre fuori e quando arriva a casa arriva sempre che ne so stanco sfatto che non ha voglia di giocare con lui nervoso eccetera per cercare di ottenere le attenzioni del babbo, si impegna tutto il giorno a fare un bellissimo disegno, bellissimo ovviamente se con un bambino di 3 anni. ricordiamoci che da 0 a 7 anni il bimbo è è un panetto di plastilina da plasmare, quindi ciò che viene infilato nel bambino in quell'età forma l'identità, un forma i bisogni, i valori, le credenze bambino ecc. di 3 anni. quindi il bambino fa questo bellissimo disegno, secondo lui, e aspetta con tutto il cuore il padre il padre arriva alle 9 di sera stanchissimo, butta via le chiavi e chissà cosa, si siede sul divano, si prende una birra e cerca di rilassarsi. arriva il bimbo, papà papà papà e papà papà papà papà nel papà bimbo papà c'è papà papà papà nel papà papà cuore papà papà la voglia che il babbo papà papà lo prende papà pap in braccio, gli dica quanto sei bravo, che bello che hai fatto questo, che gli dia un riconoscimento, che gli dia un po' di attenzione, che gli dia qualcosa. Il bimbo spera questo con tutto il cuore, l'ha sperato per tutto il giorno, ha disegnato, ha colorato, si è impegnato, ha fatto di tutto, va dal babbo, babbo, babbo, babbo, guarda che bel disegno, il babbo lo prende, sì, sì, e continua a bersi la birra e a guardarsi amici in televisione. o qualunque altra cosa che c'è in televisione. che cosa accade nel bambino? nel bambino si crea il trauma. il bimbo resta traumatizzato da questo. tu adesso mi dirai, per una minchiata del genere, passami il termine, ma minchiata è un termine tecnico da corsi, per una minchiata del genere si crea un trauma un bambino? sì. perché il bimbo ha solo 3 anni quella che per te oggi a 20, 30, 40, 50, 60 può sembrare una minchiata ha 3 anni e il mondo perché il bimbo a 3 anni aveva un unico obiettivo, quello di farsi riconoscere da suo padre, di farsi abbracciare, di farsi dire bravo, di avere un briciolo di attenzione dal padre che non lo caga mai e si era inventato ed era certo che quel disegno l'avrebbe aiutato in questo scopo quel disegno non è bastato, non è servito e allora, mentre il padre butta quel disegno nel bambino si stampa nella sua testa, nel suo cervello, si imprime a fuoco una frase mio padre non mi accetta attenzione, io sto facendo un esempio potrebbe essere mio padre non mi riconosce, mio padre non mi vuole, io non merito amore, cose del genere quello che si crea nel bambino poi dipende da caso in caso, da evento a evento, da imprinting a imprinting, da quello che è accaduto prima, insomma da mille variabili. ma è irrilevante che cosa si forma, almeno in quel momento, l'importante è che noi capiamo come si forma e perché. perché dopo possiamo andarlo a recuperare. quindi che cosa accade? si crea nel bimbo il trauma. mio padre non mi accetta. io non sono accettato. accettazione, quindi la mancanza di accettazione e il trauma il bisogno funzionale che si verrà a creare e quindi quello che è nella seconda parte della scala sarà appunto l'accettazione. cosa vuol dire? che di fronte al dolore enorme di non essere accettato, che il bimbo ha provato nel momento in cui il padre ha preso il foglio, l'ha cartocciato e l'ha buttato via, in quel momento il dolore infinito si chiama non accettazione, gli diamo questa parola, non accettazione, quindi la nostra non accettazione diventa il trauma, il dolore, quello da cui noi ci dobbiamo allontanare per bisogno primario quindi dolore, non accettazione io mi devo allontanare dalla non accettazione quindi io farò di tutto nella mia vita per allontanarmi dal dolore per allontanarmi dal dolore della non accettazione cosa devo fare? devo avere accettazione perchè l'accettazione mi darà piacere la non accettazione mi darà dolore e qui nasce il bisogno funzionale il bisogno funzionale nasce dall'opposto del trauma che è stato generato perchè se il dolore massimo è stato la non accettazione il piacere massimo sarà l'accettazione che cosa accadrà nel momento in cui questo trauma, che serve per farlo allontanare da un dolore, genera un bisogno funzionale che è l'accettazione che il bambino vivrà la sua vita con, o meglio facendo di tutto per poter essere accettato dal padre e qui comprendi meglio come funziona la scala. dolore, quindi sopravvivenza, dolore, dolore, mancanza di accettazione, piacere, accettazione, bisogno. accettazione, quindi bisogna funzionare l'accettazione, bisogna funzionare l'accettazione genererà tutta una serie di valori, credenze e azioni che ti permetteranno di andare verso l'accettazione della persona. che cosa accadrà quindi? potrebbe essere che questo bambino farà di tutto, di più nella sua vita per essere accettato dal padre, per ottenere l'accettazione dal padre, per dire, per arrivare a un punto in cui il padre dirà bravo, finalmente ti riconosco che sei stato bravo figlio mio. c'è gente ho conosciuto che ha fatto, ha impostato la propria vita per questo, gente che fa, che ne so, delle università che non vuole per avere l'accettazione del padre, che fa lavori che non vuole per avere l'accettazione del padre, della madre o dei genitori, che fa una vita che non vuole pur di essere accettato, e a quel punto mi dici ma come tu ah, il dolore, quindi tu subisci il dolore di fare qualcosa che non ti piace pur di farti accettare a tuo padre. sì, perchè l'accettazione del padre e quindi l'accettazione in genere è un bisogno funzionale. che risponde al bisogno primario del dolore. per cui il non essere accettato è un dolore superiore rispetto al studiare una cosa che non mi piace, fare un lavoro che non mi piace. questo è un passaggio estremamente fondamentale, va compreso, perchè qui si basa tutto ciò che nella tua vita ti crea ancora fastidio, dolore, problema. noi continuiamo a cercare in tutti i modi di allontanarci dai dolori che ci sono stati causati da piccoli che, passami il termine, nella maggior parte dei casi sono delle vere minchiate per noi adesso sono delle vere minchiate ma per il bimbo a un anno, a due, a tre, non erano così un bambino che nella pancia della madre sente litigare i propri genitori fuori può avere un trauma così grande che si ripercuoterà per tutta la sua vita sui suoi bisogni, sui suoi valori, sulle sue credenze, sulle sue azioni e addirittura sulla corporatura fisica un bimbo che ha ricevuto amore sin da quando era nella pancia della madre, che era voluto, che era accettato, che era ben nutrito di emozioni, anche di cibo e di tutto, avrà una indole, un carattere, un'identità, dei bisogni, eccetera, completamente diversi da un bimbo nato perchè i due genitori erano ubriachi, si sono nati per sbaglio, avevano 20 anni, non sanno più a chi lasciarlo, lo danno ai nonni, eccetera. sono traumi che vengono registrati dal bambino. Un bambino che scopre che il padre lo tiene sulle ginocchia solo quando è malato, comprende una strategia per farsi prendere sulle ginocchia, per essere considerato, per essere amato, per chissà che cosa. Sono tutte cose molto per così dire, adesso che siamo grandi, ma quando si è bambini, dove il nostro mondo sono soltanto i nostri due genitori, una parola di un genitore può creare un trauma infinito. ho visto persone che hanno generato dei bisogni che hanno condizionato la propria vita, semplicemente perché magari sono rimaste al buio o sono, che ne so, sono rimaste nella stanza a dormire, erano convinte che c'erano i genitori o che c'era la mamma vicino, apre gli occhi, la mamma non c'è, magari è nella stanza accanto, e in quel momento si crea la paura di abbandono, mi hanno abbandonato. poi scoprono che era nell'altra stanza. ma nel momento in cui la paura si è installata, quella è diventata un bisogno, può diventare attenzione, non è una cosa standard, cioè bisogna vedere quali sono i veri traumi che hanno generato i veri bisogni, poi ci sono tante sfaccettature chiaramente. però di base al principio è sempre questo, nei primi 7 anni di vita più i 9 mesi di gestazione, quindi 9 mesi di gestazione e 7 anni di vita, tutto ciò che il bambino ha identificato e interpretato come enorme dolore, attenzione non ho detto che è stato un dolore, ma che ha interpretato come un dolore, diventa il bisogno diventa tutto ciò da cui si deve allontanare e il principio è io mi sono bruciato col fuoco bene, fatemi stare più lontano da quel fuoco quanto più possibile perché io lì non ci voglio più avvicinare e se quel fuoco che brucia è la mancanza di accettazione, la paura d'abbandono, la mancanza di riconoscimento, la mancanza di conferma, la mancanza di rispetto, la mancanza di fiducia o quello che sia io vivrò la mia vita per allontanarmi da quel dolore e per fare in modo che mai nessuno più possa andarmi a mettere la mano su quella fiamma accesa che viene chiamato riconoscimento, accettazione e tutto quello che insomma sono i bisogni funzionali che poi vedremo nel prossimo capitolo. da quel momento in poi i bisogni si creano e tutte le nostre azioni, credenze, valori eccetera eccetera eccetera si baseranno su questi e noi passeremo la vita convinti di avere libero arbitrio e di avere la scelta delle nostre azioni e delle nostre decisioni ma in realtà le nostre decisioni, le nostre azioni dovranno sempre rispondere ai bisogni primari e funzionali questo cosa vuol dire? che ipotizziamo che appunto il bambino che ha avuto il disdisegno strappato gli si sia creato la paura quindi di non essere accettato, il trauma di non essere accettato e quindi il bisogno di accettazione cresce con questo bisogno e va avanti e si trova un giorno con i suoi amici che gli chiedono se vuole andare con loro a fare nottata in giro. il bimbo in quel momento non vorrebbe, perchè è stanco, perchè non vedeva l'ora di andare a casa, ma si trova di fronte a una decisione. cosa faccio? vado a casa o vado a fare nottata con i miei amici? e allora in automatico la mente fa il passaggio dei bisogni se vado con gli amici rischio la vita? no, ok, non è un problema se vado a casa rischio la vita? no, non è un problema quindi il bisogno di sopravvivenza non conta in questa decisione seconda decisione andare con i miei amici mi provoca dolore? no andare a casa mi provoca dolore? e cavolo se vado a casa magari i miei amici non mi accettano più quindi io sono stanco, mi troverei un fastidio a passare la notte fuori a bere, fumare e ballare, ma il fastidio, il pensiero che i miei amici non mi accettano più nel gruppo perché non sono andato con loro, sono voluto andare a casa, è maggiore del fastidio di dover andare con loro e passare la sera da fuori per quanto io potessi essere stanco. quindi cosa farò di fronte a una scelta che può sembrare banale e che può sembrare da libero arbitrio perché devo solo scegliere se andare a casa a dormire o continuare la serata con gli amici io cosa sceglierò? la serata con gli amici di sicuro perché se no starei male non so perché ma starei male noi lo sappiamo perché? perché c'è un bisogno nato a tre anni di allontanarsi dal dolore massimo che è quella della non accettazione io parlo di accettazione perchè è uno dei bisogni molto comuni all'interno soprattutto del mondo occidentale ad esempio in una coppia il bisogno di accettazione porta la persona con questo bisogno a fare qualunque cosa l'altra persona gli chiede perchè pur di essere accettato o accettata si inzerbina, cioè diventa uno zerbino, fa qualunque cosa, il marito, la moglie hanno bisogno di accettazione, gli viene chiesto, a me piacerebbe che tu facessi questo, lo fa, lo fa anche se non gli piace, non gli piace però il non piacere un atto qualunque è sicuramente meno doloroso che il non essere accettato, che l'essere abbandonato dalla persona eccetera eccetera perché tutto questo? perché abbiamo dentro un file che dice io la mia vita la dovrò vivere in modo tale da non riprovare mai più quell'enorme dolore che mi ha causato il trauma da bambino quando mio padre mi ha cartocciato il disegno e me l'ha buttato sappi una cosa, qualunque cosa che ti da fastidio, qui ti sto dando attenzione, mi fermo un attimo e ti dico, quello che ti sto dando adesso è la base, qui sei oltre ogni libro, quello che ti sto per dire è davvero la base. qualunque cosa che ti provoca fastidio, disturbo, rabbia, incazzatura, che ti fa scattare, che ti dà tristezza, che ti dà senso di colpa, qualunque cosa che ti genera qualunque emozione negativa ti sta semplicemente riavvicinando a un dolore che hai provato da e che, in qualche modo, la tua mente ha registrato come una sorta di trauma e quindi ha un programma che dice sta lontano da quella cosa lì ed ecco che questo sta lontano si trasforma in un'emozione negativa ogni tanto faccio un corso molto particolare sulle montagne e la prima cosa che io dico quando faccio questo corso appena entro e appena mi presento dico cari amici sappiate una cosa da oggi in poi e per questi giorni che staremo assieme io mi farò odiare perché dico questo? perché in qualche modo il mio atteggiamento per primo dovrà generare dentro di loro il fastidio soltanto quando scopro qual è il loro fastidio posso scoprire da dove arriva soltanto quando scopro il loro fastidio posso capire e tornare indietro e capire da dove realmente arriva infatti la prima cosa che faccio fare è far scrivere e tenere nota di qualunque cosa che generi fastidio, generi rabbia, generi incazzatura, generi qualunque elemento negativo. infatti il motto di chi fa il bootcamp, che è questo corso particolare che faccio sulle montagne, il motto di chi fa questo corso è fa fastidio scrivi. perchè tutti abbiamo questo compito, tutti dobbiamo fare in modo non di fomentare i bisogni della persona, se noi scopriamo che una persona ha bisogno di accettazione e per accettazione piange e si dispera perchè così ha tutti vicino, beh se lo vuoi davvero aiutare a questa persona, se la vuoi aiutare a questa persona non devi andargli vicino e dargli consolazione quando te la cerca perché è una vita che fa così ed è il suo stratagemma è una persona che piange per accettazione la devi lasciare da sola la devi lasciare da sola, sbottare, e poi andarla ad aiutare a capire per quale motivo ha quel comportamento e a quale dolore, o meglio, da quale dolore si sta allontanando nel momento in cui hai scoperto qual è il dolore, vai a scoprire da dove arriva e magari scoprirai che ci sei arrivato da piccolo, quindi da piccolo è successo qualcosina quindi questa è la cosa fondamentale, tutto ciò che ti genera fastidio, dolore, incazzatura o qualunque emozione negativa lo fa perchè sta risuonando e sta riattivando come un innesco, ormai sai che cosa vuol dire, come un ancora, come un bottoncino che sta riattivando un programma installato quando eri piccino, nella maggior parte dei casi. ricorda che è il trauma che genera il programma, quindi può capitare anche che tu abbia un trauma quando sei grande e si genera in programma, però nella maggior parte dei casi, la maggior parte delle problematiche interiori, dei limiti, dei blocchi, delle paure, delle malattie, arrivano sempre, potrei dirti al 99.9%, però la mia casistica è sempre, da un trauma da piccino, quindi da un grosso dolore accaduto da piccino. il dolore da piccino si trasforma in bisogno, il bisogno si trasforma in comportamenti, i comportamenti si trasformano in emozioni. quando qualcuno ti genera un'emozione negativa, questo qualcuno sta facendo riattivare l'emozione, è l'evento primario che giace dentro di te registrato a fuoco nella mente del bambino. questo è il motivo per cui difficilmente riuscirai a risolvere qualcosa di veramente profondo lavorando su qualcosa accaduto adesso perché il vero problema, la vera registrazione, il vero programma è stato installato quando era piccino ed è lì che va cambiato ma qui diventa un po' più complesso perché bisogna fare dei lavori un po' più particolari intanto la cosa fondamentale è comprendere che l'emozione negativa non ti arriva causata da quella persona contro cui noi siamo abituati a puntare il dito è lui che è stronzo o è lei che è così in realtà quella persona è una maestra nella nostra vita quindi non fa altro che attivarci quel qualcosa dentro di noi per dirci guarda che ce l'hai ancora, lo devi risolvere ecco perchè spesso quando le persone mi dicono ma ti ho dato fastidio, ti ho fatto arrabbiare, la mia risposta è sempre magari tu ci fossi riuscita, o ci fossi riuscito, perchè se tu fossi riuscito a farmi arrabbiare avresti toccato un punto dentro di me che è stato, quindi qualcosa di ancora risolto, che è stato installato quando ero piccino, quindi in realtà tu non sei colui o collei che mi ha fatto arrabbiare, ma sei colui o collei che mi sta dando l'opportunità di crescere. ecco perchè dico una persona non può farti del male, può o farti del bene o darti un'opportunità di crescita, ma per capire questo dobbiamo essere al punto e a livello di conoscenza e di consapevolezza di quello che ti ho detto adesso, cioè che esistono delle cose dentro di noi che ci hanno provocato dolore e i nostri comportamenti e le nostre azioni faranno di tutto per allontanarsi da quei dolori quando scattano delle cose negative vuol dire che qualcuno sta toccando o cercando di avvicinarci a quel dolore e noi facciamo di tutto ci incazziamo, litighiamo, quello che vogliamo affinché a quel dolore si allontani da noi in realtà a un livello di consapevolezza superiore, che adesso hai, dovresti fermarti e dire il comportamento di quella persona mi ha fatto scattare, arrabbiare, immervosire eccetera eccetera eccetera con che cosa avrei suonato dentro di me? chi o cosa mi ricorda questo? quale bisogno sta toccando? ma i bisogni funzionali li vedremo nel prossimo capitolo. ciò che mi interessa in questo capitolo, te lo ripeto per l'ultima volta, so di essere prolisse, di ripetere le cose tante volte, ma ripetita juvent, quello che mi interessa che tu capisca bene in questo capitolo è che appunto esistono questi bisogni primari verso cui e contro cui non si va sopravvivenza e continuazione della specie allontanamento dal dolore avvicinamento al piacere tutto si basa su questi tre principi da questi tre principi e rispettando questi tre principi e per rispettare questi tre principi si creeranno i bisogni funzionali che vedremo nel prossimo capitolo per adesso e per questo capitolo ti chiedo di fare attenzione a qualunque cosa ti dia fastidio e di scrivertela, perchè ti servirà sul tuo quaderno di bordo scriviti tutto ciò che da oggi in poi ti genera fastidio, rabbia, paura eccetera scrivitela e cerca di scrivere a fianco, di comprendere qual è il dolore da cui cerchi di allontanarti. che ne so, quella persona mi ha tagliato la strada e mi ha fatto incazzare come una iena? bene, ma quella incazzatura quale dolore tocca? la mancanza di rispetto? o chissà che cosa, il capo mi ha trattato male e mi ha preso a parole, e ci sono stato male, ok, bene, questo dolore, da che cosa, qual è il vero dolore da cui ti vuoi allontanare, e il capo mi ha trattato male, trattandomi male, potrei rischiare di non avere più quel posto migliore e quindi la mancanza di riconoscimento delle mie capacità io sto male perchè il capo con quest'azione potrebbe non riconoscermi le mie capacità però qui io sto ovviamente ipotizzando adesso, però qui ti sto dicendo qual è il percorso mentale che devi fare, ovviamente non ti devi prendere in giro, perché mi sono incazzato perché uno stronzo, ok, ricordati che se tu ti sei incazzato hai permesso a quella persona di farlo fare, e quella persona in realtà ha toccato solo un innesco di qualcosa di più profondo, cerca di comprendere da oggi in poi e fino al capitolo successivo, ma anche oltre, di tutto ciò che ti fa male e lo scrivi sul tuo quaderno, qual è il vero dolore da cui ti vuoi allontanare? e ti ripeto, il vero dolore da cui ti vuoi allontanare in genere è sempre più o meno lo stesso, saranno, sono 3 o 4, poi scopriremo nel prossimo capitolo che sono 3 o 4 i bisogni che ci muovono alla nostra vita e scopriremo che tutta la nostra vita si basa su quei bisogni quindi, fa questo esercizio, appuntati qualunque cosa ti da fastidio, appuntati e cerca di entrare dentro di te e chiediti qual è il dolore primario, tra l'altro potrebbe capitare che mentre entri dentro di te a chiederti qual è il dolore primario, potrebbero tornarti alla mente, e probabilmente ti torneranno, immagini del tuo passato. in cui questo stesso dolore, quindi questa costante, sia ripetuta e potrebbe darsi che tu arrivi direttamente alla genesi, ovvero quando il semino è stato piantato nella tua testa e magari scopri che quella persona ti fa incazzare perchè usa lo stesso tono di voce di tuo padre di quando ti picchiava e chissà che cosa succedeva e quindi il dolore di chissà che cosa, delle cinghiate, quindi magari di non avere amore o rispetto, quello che sia, si sta riattivando. Sono questi i processi mentali che generano le nostre, tutto ciò che abbiamo dentro. Adesso qui in video non è semplicissimo poterlo spiegare, perché dovrei potertelo far vedere nella tua testa, però scoprirai passo dopo passo come funziona. In questo video, ti ripeto, mi interessava farti capire il principio di sopravvivenza e continuazione della specie, allontanamento dal dolore e avvicinamento al piacere. Ti consiglio di rivedere il capitolo, il sistema piacere-dolore, che è uno dei capitoli della prima parte, e di appuntarti appunto a tutto quello che succede e fare quello che ti ho detto. Bene, come al solito ho parlato troppo, spero di essere stato chiaro e l'ho ripetuto apposta tante volte perché questo capitolo è veramente importante adesso hai i tuoi esercizi da fare, non mi rimane che ricordarti che il salto quantico è un progetto gratuito e se vorrai potrai sostenerci con una donazione oppure se vorrai adesso potrai sostenerci con il tuo tempo e darci una mano a diffondere tutto questo attraverso il nuovo progetto vecchio, il salto quantico, che viaggiano assieme e che ci permettono di diffondere sempre di più la cultura della formazione e la conoscenza gratuitamente. Quindi hai qui sotto i link per effettuare una donazione se vorrai, oppure per collaborare con noi con lo sviluppo del sito e di tutta la diffusione di queste informazioni e quindi non mi rimane.
Che ringraziarti e augurarti.
Buon lavoro, alla prossima.










