FELICITÀ, AMBIZIONE E COMPETIZIONE - Le Perle del Follow the Flow di Daniele Penna

Monologo di Daniele Penna (estratto da un episodio di "Follow the Flow") che riflette criticamente su felicità, ambizione, competizione e consumismo. Parte dall'analisi del film "La ricerca della felicità" e della frase della Dichiarazione d'Indipendenza USA sul "diritto alla ricerca della felicità", per sviluppare aneddoti personali (tiro a segno) e osservazioni su come scuola, lavoro e società addestrino alla competizione, all'ambizione e all'insoddisfazione permanente.
Chapters
Ho visto alla ricerca della felicità un film che volevo vedere da un sacco di tempo quello con Will Smith regista muccino capolavoro bla bla bla non l'avevo mai visto mi è stato ricordato e ce lo siamo visti bel film per carità però mi ha fatto molto riflettere perché il messaggio che passa se l'avete visto se l'avete visto, è un messaggio che è letteralmente quello che il sistema che ci controlla e che ci comanda vuole che noi seguiamo. Perché? E' interessante, ad esempio, la... se ci andiamo a leggere la dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti, no? Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti, documento che segna la nascita degli Stati Uniti in America, ratificato a Filadelfia il 4 luglio 1776. Ricordiamoci che il 4 luglio è festa in America, perché è la festa appunto di indipendenza. 4 luglio 1776, i padri d'America scrivono questo all'interno della dichiarazione di indipendenza, che oggi è la base degli Stati Uniti, dicono. Noi riteniamo che le seguenti verità di per se stesse evidenti, cioè che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti, che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che si sono dotati dal loro creatore di alcuni diritti inalienabili. Che tra questi sono la vita, diritto alla vita, diritto alla libertà, che è già un po' una barzelletta, però va bene, e poi udite, udite, il diritto alla ricerca della felicità. Questi già il 4 luglio del 1776 non hanno detto che tu hai il diritto a essere felice, hai il diritto a cercarla! La felicità! Dov'è trovarla? Cioè tu hai il diritto di cercarla, poi vabbè, noi magari la nascondiamo per bene, però tu cercala, c'è il tuo diritto a cercarla, qual è il problema? Vabbè. già questo mi ha fatto molto sorridere e stiamo parlando del 4 luglio il 76 ora il film la ricerca e la felicità che appunto fa riferimento proprio a questa citazione della dichiarazione di indipendenza se lo vedete, se non l'avete visto guardatelo vedete lui che s'ammazza del lavoro c'è tutta una serie di casini insomma fatto sta lui poi divide la vita in diversi momenti questa è la vita che ho, questo è il momento in cui corro questo è il momento in cui sono felice indovinate un po' quando è il momento in cui lui è felice quando dopo che era stato in mezzo a una strada a dormire nelle metropolitane a dormire nei centri d'accoglienza finalmente trova lavoro e quindi la sua ricerca della felicità lui diventa felice quando ha trovato lavoro cioè leghiamo ricerca della felicità a ricerca di lavoro quindi tu sei felice quando trovi lavoro ma poi se si coglie ancora qualche spunto in più di quel film che è interessante lui trova un lavoro poi da broker dove alla fine si racconta che questo personaggio è una storia vera e lui poi da broker riesce a farsi la sua azienda che poi vende a diversi milioni di dollari quindi ha raggiunto questo ben detto sogno americano è un po' questa chimera, questa ambizione a cui tutti tendono, cioè di poter diventare ricchi dal giorno alla notte, perché in America è realmente possibile, teoricamente. Ci sono, ci sono stati dei casi, ne sono tanti. E quindi, alla fine, il film quale messaggio ti dà? Ti dà che la felicità, cioè la ricerca della felicità è uguale alla ricerca del lavoro. e poi devi avere l'ambizione di poter fare fare fare fare fare per poter fare miliardi e appunto vivere questo sogno americano ma ci sono dei passaggi che danno anche qualche altro messaggio quando lui fa lo stagista nella società di broker questi dicono vabbè allora ragazzi il vostro obiettivo è portarci clienti portarci polli poi a spennarli ci pensiamo noi questo passaggio fa anche capire che non solo devi cercare lavoro, ma che sia etico o meno, sti cazzi! beh, non ce lo dimentichiamo, poi soprattutto nella storia del brocheraggio abbiamo visto quante ne sono fallite, abbiamo visto probabilmente The Wolf of Wall Street, film mitico di DiCaprio, che racconta anch'esso una storia vera, che ha inculato una valanga di persone. per cui quel film ci fa passare che la felicità si raggiunge, cioè la ricerca della felicità è uguale alla ricerca del lavoro e poi il lavoro è irrilevante che sia etico, il sogno americano è pura ambizione non ci dimentichiamo che oggi come oggi l'obiettivo delle company, delle società, di chi ha una partita IVA di chi ha una società è il profitto a fine anno è il profitto a fine anno Non pensiate che sia il vostro bene. Il vostro bene, se accade, è un beneficio collaterale. È un beneficio secondario. Ma è per sbaglio. Cioè, non è detto che ci sia. E basta guardarsi in giro per capire questo. Fino a 60-70 anni fa, le aziende puntavano sulla durevolezza dei prodotti. Oggi puntano sulla bellezza dei prodotti. tanto che addirittura prima era un must, era un punto di forza il fatto di avere appunto dei prodotti durevoli che tu li comprai una volta e non morivano mai oggi invece devono essere fighi ma tu fra un anno li devi buttare perché c'è l'obsolescenza programmata tanto che i prodotti si autorompono da soli ho appena buttato quattro piastre madri, quattro computer ossidate guarda caso un mese dopo la scadenza e la garanzia. Ora, l'umidità c'era sempre, vabbè, c'è stato un po' di più, li ho lasciati spenti, per carità. Però quattro piastre mari, quattro computer buttate, ossidate, perché ci sono ossidate un mese dopo la loro scadenza, ma guarda un po', cazzo. Prima non ci ossidavano, ci ossidavano dopo, vabbè. E questo è una cosa... questo messaggio che passa, la furbizia, la non etica, la ricerca del lavoro, cioè, è quello che ti insegnano sin dall'inizio oggi ragionavo, oggi siamo stati, abbiamo ripreso il lavoro di vivisezionamento dei vecchi flow oggi avete visto, ho cominciato a pubblicare delle domande e ci siamo resi conto che è un lavoro della madonna un flow, il flow numero 8, che era un flow di un'ora ci è voluta una giornata per dividerlo in 7-8 domande ora secondo voi la gente pensa che si guadagni da questo in realtà no perché nessuno fa donazioni ha voglia noi a mettere il banner di donazioni su tutte le domande se ci pensate abbiamo non so quante decine e decine di domande in tutto abbiamo raccolto forse 60 euro di donazioni zero Se pensate che per ogni flow ci vogliono giornate intere per sezionare le varie parti e mettere online. Quindi è un lavoro che può fare soltanto chi lo può fare per passione, perché non c'è un guadagno. Questo cosa vuol dire? Le cose che si fanno online, le cose che si fanno offline, devono necessariamente avere un guadagno, perché o ce l'hai, lo fai come passione, lo posso fare io, lo può fare qualcuno che sta vicino a me, che è mosso dalla stessa passione, ma se dovessimo essere pagati, dovessimo incassare per questo, non lo faremo mai. Quel lavoro lì è assurdo. Questo lavoro qui è assurdo. Cioè questo se io dovessi farlo per denaro non lo farei mai. Perché sono ore e ore tra preparazione, montaggio, stare qui online con voi per darvi informazioni che non rende assolutamente nulla. Forse un flow può rendere 2-3 dollari di pubblicità in qualche mese. Zero. Però lo fai per passione. Solo che per farlo per passione non devi avere quelle ambizioni che ti muove la società. Vediamo cosa vuol dire, ad esempio, il termine ambizione. Ambizione... Ambizione, se vediamo proprio sul significato da Google, ci dice desiderio assiduo ed egocentrico di affermarsi e distinguersi. Assiduo ed egocentrico di affermarsi e distinguersi. Quindi non siamo tutti uno, ma siamo tutti diversi, io sono meglio di te, mi devo distinguere, devo essere meglio di te, devo essere più alto, devo avere più ambizione, devo ambire a qualcosa di più. cioè ricordiamo quel concetto del nostro ego che è un eterno insoddisfatto e che ha come fonte di piacere il porsi un obiettivo ambizioso, raggiungerlo se ce la fa e poi porsene un altro, raggiungerlo ma non sarà mai soddisfatto perché appunto l'ambizione non si soddisfa mai quando arrivi a un punto ti rendi conto che ok questo ho raggiunto ne voglio un altro, questo ho raggiunto ne voglio un altro non solo, poi c'è la competizione, ora la competizione è una cosa, stavo cercando di ragionare quando sia nata la competizione, non ho trovato questa risposta, quando sia nata la competizione, e ragionavo su come siamo stati programmati, sul fatto di competere, sin da quando siamo piccoli, stavo ragionando sul fatto, sul motivo per cui gli sport debbano essere competitivi, cioè Se a me piace nuotare, io vado in mare e nuoto. Che cazzo? Il mio piacere è nuotare. Ok? Non mi frega niente se devo essere più veloce o meno veloce di un altro. Mi piace nuotare, ma mi piace stare in mezzo alla natura, al mare, quello che sia. Quando è che l'hanno fatto diventare competizione? Cioè, quando è che hanno spostato il piacere di fare una cosa che può essere uno sport, come giocare a pallone tra amici, o come giocare a tennis tra amici, o come giocare a ping pong tra amici, senza manco conto ai punti o decide chi ha vinto o chi ha perso o comunque sia giochi in allegria e poi deve fare una spaghettata tutti assieme quando è che è diventata competizione? perché nel momento in cui diventa competizione tu perdi completamente il piacere e io questo l'ho vissuto purtroppo sulla mia pelle io nel 93-94 iniziai a sparare, sparare tirassegno, sapete la mia storia, chi la conosce? iniziai a sparare nel poligono di tiro vicino a casa, a Foggia e mi si resero conto che ero enormemente portato, dopo una settimana vinsi la mia prima gara ed era bello, mi divertivo, sparavo una volta ogni tanto, con piacere, con enorme passione, facevo le gare sì, bello, anche le vincevo, per carità, era bello vincerle però di base a me piaceva sparare era un centrare un bersaglio perché per me era un modo di superare i miei limiti di essere focalizzato io ho imparato, tutta la mia crescita è nata dal tirassegno perché è da lì che ho capito il focus su qualcosa io batto tanto sul focus perché sono un tiratore, so che cosa vuol dire fare centro essere focalizzato su un punto per ore perché era il mio lavoro Cos'è accaduto? Che quando sono stato chiamato nel centro sportivo dei carabinieri, me l'hanno fatto odiare. Me l'hanno fatto odiare perché, uno, io venivo da un mio mezzo, una mia modalità di allenamento che li aveva distrutti, perché io ero sopra di 10-20 punti a loro, perché se no non mi avrebbero mai chiamato. Quindi il mio sistema di allenamento, il mio personale, che era sparare una volta ogni tanto con piacere, era sicuramente più funzionale del loro, perché io vincevo, loro no. Era chiaro, no? Quando invece sono andato lì, mi hanno imposto il loro sistema di allenamento, che era allenarsi quattro ore al giorno. Du cojoni! Cioè, me l'hanno fatto diari, io non vedevo l'ora di fare una gara per poi avere due o tre giorni di piacere, che non devo sparare. Tanto che io appena sono uscito dai Carabinieri, appena ho potuto, cioè 18 mesi e una settimana, perché avevo firmato per quattro anni, ma come sportivo potevo uscire dopo 18 mesi, 18 mesi e una settimana, io ho lasciato la mia pistola al poligono e sta ancora lì, ed è mia, al poligono di Roma. Non l'ho più toccata. ma l'ho fatto passarla a voi ma c'è una cosa su cui voglio farvi riflettere non mi ricordo in quale anno, se era il 96 o il 97 io sparavo di pistola d'aria compressa, finisco ovviamente alla finale nazionale e finisco nella finalissima finalissima dove ci sono 10 persone che si giocano, cioè possono possono sparano altri dieci colpi e quei dieci colpi ti giochi la classifica finale per cui anche se eri decimo in classifica teoricamente potresti salire tantissimo ovviamente è difficile che tu arrivi nei primi tre perché magari tra i primi tre e il decimo c'è tanto però te la puoi giocare ebbene io arrivai decimo in quella classifica e nell'ultima gara dei dieci colpi successe qualcosa di praticamente magico perché io credo abbia provato il più elevato stato di trans della mia vita ero in pura transe ipnotica e ho fatto una gara dove praticamente ho fatto... considerate che su dieci colpi il massimo è cento però nelle gare, negli ultimi colpi puoi arrivare fino a centonove centonove e novantanove perchè... centonove scusate perchè vengono calcolati anche i decimi quindi viene calcolato il dieci punto uno, dieci punto due, dieci punto tre, dieci punto nove ebbene io in quella gara feci centootto cioè non solo feci tutti dieci ma feci tutti dieci perfetti cioè ero in trance dietro di me si scatenò il delirio non avrò mai visto una gara del genere arrivai secondo a un passo dal primo cioè dal decimo al secondo era una roba spaventosa dietro di me si creò il boato cioè io che ero uno sfigato qualunque che non mi conosceva nessuno che si faceva i cazzi suoi ero uno dei tanti tiratori che tra l'altro era la mia prima finale da Senores quindi nessuno mi conosceva stavo lì tranquillo e beato Faccio questa gara della madonna. Sapete che cos'è accaduto? Quella sera, tutti volevano diventare miei amici. Tutti di tutta Italia volevano conoscermi. Tre quarti delle donne mi si volevano trombare. Cioè, io... Ok, per carità, lì è bello, perché ero nel pieno dell'ego, era figo, cercavi questa cosa qui, bello, hai fatto una competizione, felicissimo, ti sei preso le tue soddisfazioni, figo. Ma ragionandoci oggi, mi sono chiesto, ho detto, però, pensate un po'. La gente ti apprezza? Perché sei riuscito a bucare un bersaglio? Io non è che ho dimostrato delle capacità di, che ne so, di guida, di leadership, di risoluzione di problemi, di trovare, di inventiva, di creatività. Noi non ho dimostrato una minchia. Io ho semplicemente dimostrato di saper fare un buco su un bersaglio. Sì, meglio degli altri. Ho capito, ma faccio un buco su un bersaglio? Dio buo! Cioè, Tutto il mondo, tu eri diventato il dio, quindi vieni messo al top perché avevi vinto una competizione. Oggi come oggi mi chiedo, ma che senso ha? Cioè, io non avevo dimostrato di avere delle capacità utili al mondo, avevo dimostrato di saper bucare un bersaglio al centro. Tra l'altro, abilità che non servirà mai a una mazza, perché o veramente mi devo trovare dentro a una sparatoria e devo beccare in fronte preciso qualcuno, ma a parte quello, la capacità di essere un cecchino, se non sta in guerra, non serve a una mazza. Per cui, io ero diventato un figo perché avevo vinto una competizione in un'abilità che non serviva assolutamente a niente. Poi invece, se sei un genio vero, come possono essere i nerd, quelli secchioni che studiano, imparano e magari ti creano il Facebook della situazione, non ti caga nessuno? Ora, questa cosa qui, se ci pensate, ci è stata inculcata sin da piccoli, cioè l'ambizione, la competizione, come segno distintivo di sei più figo. In realtà non è così. Cioè, mentre nel mondo animale la competizione c'è, non c'è l'ambizione, c'è la competizione, ma ha un fine evolutivo. Per cui, la competizione c'è nel momento in cui un branco, un capobranco, deve aumentare il suo... o deve spostarsi in un altro territorio perché le risorse sono finite. allora deve conquistare un altro territorio, se c'è un altro branco lì va lì, fa vedere chi è il più forte e se vince la competizione pia tutto cioè diventa il nuovo capobranco e si prende le risorse, le femmine, il cibo eccetera ha un senso, ha un senso evolutivo questa è la competizione naturale ma la competizione a chi c'è la macchina più grande, a chi c'è l'orologio più figo a chi c'ha più follower su Instagram o a chi... o a chi è vestito meglio, o a chi ha più soldi. Che cazzo serve? Cioè, non dimostri qualità da leader, non sei una guida. Cioè, sei un pirla con un Rolex. Questo non ti fa. più figo io ero un pirla che sapeva bucare un bersaglio questo non faceva di me un leader anzi ero uno sfigato qualunque in quel periodo c'ero veramente il peggio sfigato di questa terra che in quella gara era riuscito a superare un limite perché stavo studiando stavo imparando la pnl era quello il momento il periodo in cui stavo cambiando me stesso e quella è stata la mia grande dimostrazione che stavo cambiando me stesso quindi ero riuscito a scendere dentro me stesso focalizzarmi liberandomi da qualunque menata esterna esisteva solo quell'obiettivo e l'ho raggiunto beh, ok, ma questo non faceva di me un dio per il mondo attorno invece sì, ero diventato un dio oggi questa cosa qui mi fa sorridere perché se il valore di una persona da parte del mondo circostante è dato da queste cose, cioè dalle pseudo competizioni o dalle pseudo ambizioni è assurdo ed ecco perché stiamo andando sempre più verso la deriva perché non hai più, cioè oggi il valore non è visto dal mondo esterno da quanto magari sei capace a risolvere uno stato d'animo di una persona a far star bene una persona, a far guarire una persona queste sono qualità che non cagano a nessuno cioè oggi è più importante se hai una macchina figa, se hai una Ferrari, hai più valore di uno che magari ti guarisce una persona con la sola imposizione delle mani perché quello lì non gli frega niente di ambire e neanche di dirlo in giro ragionavo l'altra volta su quante guarigioni reali ho avuto io di cui non me ne può fregare, manco me ricordo eppure è accaduto una mini guarigione è accaduta ieri tramite chat addirittura per cui devo star lì a raccontarla ma di cazzo è una cosa che faccio per piacere non devo mostrarla prima invece ero tutto ego, tutta ambizione, tutto miliardi, tutte macchine, tutte droghe, donne ma a distanza di tempo mi sono reso conto che non paga ma soprattutto non solo non paga E spera che non ti arrivi mai un problema vero, perché non lo saprai risolvere? Perché poi un Rolex non ti risolve il problema. una crisi all'interno di un'azienda non lo risolvi dimostrando che è la macchina più grande, ma la risolvi se hai capacità comunicative, capacità di gestione del dissenso, capacità di problem solving, creatività, brainstorming, una serie di qualità che non vengono viste fuori perché sono dentro. quindi è assurdo oggi come tendiamo a dare un valore alla persona in base all'apparenza esterna e ce ne freghiamo altamente del valore interno questo ovviamente è stato costruito apposta è stato costruito apposta com'è il concetto appunto dell'ambizione ovvero il fatto di sin da piccoli non istruire, non addestrare il bambino a godere di quello che ha, ma a farsi rodere per quello che non ha. E questo è un addestramento che avviene sin da piccoli nel mondo occidentale. Nel mondo orientale non è esattamente così. Vabbè adesso sta arrivando un po' ovunque. e questo vedevo in Egitto e mi ricordavo i bambini felicissimi a giocare con un pezzo di bidone arrugginito che lo facevano rotolare con un bastone e questo era il loro gioco e godevano di questo non stavano lì a piangere perché non avevano l'ultimo gioco dell'Xbox oggi i bimbi hanno dieci giochi all'Xbox e vogliono l'undicesimo perché ce l'hanno gli amichetti oggi hai cento paia di scarpe e apri l'armadio e dici cazzo che scarpe mi metto oggi no? e devo comprare un'altra guardate, aprite soltanto gli armani, guardate quanta roba avete ancora col cartellino che non avete mai messo, che avete speso denaro, l'avete comprato e non avete mai messo, che senso ha? Eterni insoddisfatti. La mente è un eterno insoddisfatto. Un eterno insoddisfatto alla ricerca di ambizioni, di competizioni, perché ci hanno istruito che la felicità la raggiungi competento ambi... ambi... ambiendo. Ambi... come si dice ambi? Ambiziendo. Ambiziando. Ambendo. Ambendo. Ambendo, credo. se c'è mio padre adesso in linea mi corregge e mi dice subito da ambire ambendo dovrebbe essere ok? quindi è questo è questo il concetto no? questo è il concetto per cui Per cui, su questo volevo farvi riflettere, su come siamo stati intortati su questo concetto qua. Pensi agli internet e a questo concetto. Ecco, qualcuno mi dice gli influencer. Gli influencer è la stessa cosa, ma gli influencer almeno la usano, cioè sfruttano questo sistema, no? Conosci il popolo degli Hunza. Ci sono tanti popoli che sono ultracentenari, ma hanno sempre delle basi, cioè ci sono delle costanti nella salute. Uno è l'alimentazione sana, due il luogo sano, tre la mente sana. ricordiamoci che competizione, ambizione, ricerca spasmodica di questa teorica felicità che in realtà è legata al lavoro, alla furbizia, all'ambire, eccetera è una delle prime droghe peggiori, cioè la ricerca del denaro facile tutta questa serie di... che poi il denaro facile a cosa serve? per ottenere altre cose probabilmente inutili quindi è tutto un giro che non fa altro che come fine è sempre il solito cioè non farvi rompere le balle ricordarvi farvi stare all'interno del gregge poi se un gregge ha una pelle più pulita ha un pelo più pulito un pelo più sporco se uno ce l'ha marcato dolce gabbana e l'altro ce l'ha marcato china taroc ma sempre nello stesso gregge stai e la cosa bella che tu da fuori, quando guardi questo gregge, vedi la pecora che è marcata Dolce e Gabbana che dice Poraccia alla pecora a fianco a lei che è marcata Cina. Siete due pecore, state nello stesso gregge, fate le stesse identiche cose, ma vi giudicate in maniera diversa e perdete il tempo a giudicarvi in maniera diversa senza ragionare sul fatto che siete pecore. cioè di un gregge che funziona alla stessa maniera Daniele io sono povera ma felice, brava Anna eh ma così dovrebbe essere, cioè l'importante è essere felici ma ragazzi detto tra noi io sono molto più felice, molto più sereno e molto più sano adesso che ho molti meno soldi di quando ero giovane cioè prima ne avevo veramente milioni a uffa ero malato, ero stressato e avevo soltanto finti piaceri effimeri macchine, moto, donne, ville oggi vivo su una spiaggia all'altra parte del mondo con un'alba che è impagabile rispetto alla casa che avevo sopra l'ambasciata italiana Tallin in Estonia con... ragazzi avevo di tutto e più, avevo le ville a Roma, c'è un pezzo quante cagate che ho fatto nella mia vita il mondo, la scuola ci ha convinto che questo è il mondo migliore possibile ma è la più grande bagianata che ci passano nella scuola la scuola esiste praticamente per dirci questo la cosa che mi ha sconvolto tra l'altro, ho scoperto una cosa l'altro giorno che mi è stata detta, sono rimasto letteralmente sconvolto, non sapevo cioè oggi, praticamente non so da quanti anni, i bambini dall'asilo fanno anche il pomeriggio Cioè praticamente dall'asilo alle elementari alle medie superiori i bambini vengono da subito addestrati a essere portati da un'altra parte fuori dalla famiglia a lavorare mattina e pomeriggio ai comandi di qualcuno e fare compiti che ti vengono dati da qualcuno. dove sarai giudicato in base a quello che farai, dove sarai messo in competizione con gli altri, dove se aiuti è peggio, invece tu devi tenere per te quello che stai a fare, lo devi usare solo te in maniera furba e questo ti viene insegnato a scuola, ma te lo insegnano da quando sei all'asilo, è ovvio che tu dopo non fai altro che continuare la stessa cosa, sei abituato a svegliarti alle sette e a tornare la sera a casa Hai finito la scuola, devi svegliarsi e devi tornare a casa. E ricercherai subito, appena esci da scuola, di fare la stessa cosa. Cioè, trovi un lavoro e fai la stessa cosa. Non ti viene insegnato nient'altro. Nient'altro. Mr. Green dice che non c'è più rispetto per i bambini, orari, scuola, vaccini... Ma, Mr. Green, sì non c'è più rispetto per i bambini, vero, però, attenzione, attenzione, ma perché si è arrivati a sto livello? Cioè... E chi è che ha spinto le scuole, gli asili a tenersi i bambini pure il pomeriggio? Se non gli stessi genitori che si volevano levati dai coglioni? Eh. Cioè, oh, alla fine il bambino è un problema per la maggior parte dei genitori. Guardate la ricerca e la felicità, il bambino quanto era un problema per i genitori. Va l'apprendituno, va l'apprendituno, io devo uscire dal lavoro, devo fare, devo dire, devo cosa... Cioè, il bambino si sente un pacco, lo lascio lì, poi lo devo lasciare là, poi devo andare a preo, oddio non posso. Cioè, è un casino. Allora, se tu togli il bambino dalle palle ai genitori, permetti ai genitori di lavorare di più, perché prima la mamma stava a casa e il padre lavorava. Adesso non gliela fanno più, perché con tutte le porcate che hanno fatto Euro e compagni, che forse ci siamo dimenticati, come ci hanno depauperati del 50% del nostro capitale, se non sapete che vuol dire depauperati, vuol dire impoveriti, con la cagata dell'euro, perché l'euro ci ha letteralmente ridotto della metà a tutti i nostri patrimoni, quindi prima avevamo un potere d'acquisto, dopo abbiamo avuto la metà di quel potere d'acquisto, e così sono stati costretti anche le donne a dover lavorare, o comunque le madri, quello che era. A quel punto, come fa una madre a lavorare a tempo pieno se ha un figlio da curare e te lo lasciamo all'asilo al pomeriggio, a scuola al pomeriggio, il coso al pomeriggio e via. Poi quando esce lo portiamo a catechismo, lo portiamo a calcetto, lo portiamo a danza, basta che togliamo dei coglioni e quando torna a casa gli dai un iPad finché non lo stronchi e va a dormire.










