FLOW BAMBINI dai 6 ai 14 anni - Prima edizione sperimentale - Daniele Penna

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E questa sera ragazzi è uno speciale quindi versione speciale del flow a sorpresa per molti di voi infatti ho visto che su youtube non c'è ancora nessuno perché probabilmente non se l'aspettava non se l'aspettava neanche youtube ormai credo che ormai anche youtube sia abituato al fatto che noi ci siamo martedì e giovedì quindi non avrà neanche mandato le notifiche probabilmente e che cosa che cosa accadrà questa sera boh non ne ho la più pallida idea vedremo cosa ci porterà il flusso la cosa interessante però per tutti voi che state ascoltando è che questa sera potrete solo ascoltare a meno che non siete dei bambini che hanno tra i 6 e i 14 anni. In tal caso potreste entrare all'interno della chat di Telegram nata apposta per questo, di cui chiedo gentilmente a chi ne fa parte di mandare il link sia su Facebook che su YouTube. Così da poter eventualmente per un futuro migliore per i nostri bambini o per i vostri bambini poter avere più persone insomma. Allora innanzitutto le regole. Oggi possono, quindi io andrò a vedere le domande esclusivamente dei bambini e della chat di Telegram. Dovunque voi siate, se siete su YouTube o se siete su Facebook, anche perché Facebook funziona, YouTube no, potrete soltanto ascoltare, non potrete... non potrete interagire. Mentre io interagirò esclusivamente con i bambini. I bambini sono sulla chat di dello speciale bambini, chiedo a Lara o a qualcuno delle mamme o dei papà di inserire la chat di Telegram all'interno della chat di Facebook. YouTube ormai abbia deciso che è morto, va bene? Così da poter avere anche loro questo link. Andiamo poi a vedere questi bambini. Giulia, 14 anni e Gabriele, 11. Presenti? Oh, fai da tipo scuola. Giulia, 14 e Gabriele, 11. Allora, le regole per questa sera sono abbastanza semplici. Io leggerò soltanto la chat di Telegram e ovviamente voi che vedete, quindi voi tutti i spettatori che vedete la chat integrata, noterete il nome delle persone che sono i genitori e... dicevo, voi vedrete il nome delle persone, Lara Bellotti che... oppure Michela Meini che non è lei, il bambino, ma lei è la mamma e poi ognuno, quando i bimbi parlano, mettono il loro nome, la loro età e poi fanno le loro domande o chiacchieriamo con loro. Ecco qui Anita, 9 anni. Benvenuta Anita. Thomas, 6 anni. Thomas chiede qual è la vera storia di Cappuccetto Rosso. Eh, ce ne sarebbe da parlare il cappuccetto rosso, ragazzi, come tante altre storie. Su queste cose qui vi consiglio di vedere... vi consiglio di vedere Igor Sibaldi, anche se siete piccini, però la storia di cappuccetto rosso, così come tante altre storie, sono simboli di iniziazione. Ma non posso parlare con dei bambini di iniziazione a 6 anni, ragazzi, forza e dai! Lorenzo Seani dice la vita è un gioco. Certo che lo è. Lo è se la prendi come un gioco. E se non ti fai fregare da quelli che ti dicono che la vita è troppo seria. Io oggi ho un gracchiare alla gola. È un fastidio. Questi giorni ho sto gracchiare alla gola che devo buttare giù troppe cose che non vanno. Non vanno, ne parlavamo ieri di robe che leggevo. Cominciamo, cominciamo. Francesco, sette anni, benvenuto. Il fratello, eh sono il fratello di Anita, bene. Sofia, undici anni. Prima media. Perché ci danno troppi compiti e lo zaino pesa dieci chili? Ah, adesso ne parliamo della scuola, ragazzi. Adesso parliamo della scuola. Danilo, tredici anni, perché quando faccio le verifiche a scuola mi si impalla il cervello e mi dimentico tutto di colpo. Gabriele, undici anni. Tu sai chi sei veramente. Fantastico ragazzi, le domande dei bambini sono sempre qualcosa di meraviglioso. Grandi, persone grandi o che vi reputate grandi, imparate da loro. Allora, volevo... mi avevano chiesto i bambini, prima di iniziare... Ciao Robertino! Robertino lo conosco di persona, il figlio di Sara. Fai il bravo, mi raccomando. Anzi, fino a un certo punto fai il bravo. Non fare troppo il bravo. Vito, 8 anni. Figlio di Rosa. Marvin mi chiede perché hai organizzato questa cosa. In realtà Marvin, di 13 anni, Mi chiede perché ho organizzato questa cosa. Perché mi è stata chiesta da voi. Cioè, magari non da te, perché forse sia arrivato adesso. Però ci sono stati diversi bambini che hanno chiesto esplicitamente di poter... poter partecipare a questa roba loro. Cioè, vedevano i genitori che facevano sempre le domande, guardavano sta roba e dicevano, noi? E quindi abbiamo deciso di fare questa cosa, ci è voluto un po' di tempo, perché varie mamme e papà si sono dovuti organizzare in questa chat, abbiamo raccolto una ventina, forse una trentina di bambini, e l'abbiamo fatta, sperimentale ovviamente, perché non so quello che può accadere, non so quello che può venire fuori, non ho la più pallida idea di quello che può succedere. però vediamo vediamo vediamo perché secondo me da queste informazioni possono venire fuori cose utili per le per tutti per tutti anche per i grandi qualcuno mi diceva della scuola nel frattempo Giuseppina Giardana mi chiede cosa ne penso io del Cicong Poi ti parlo del Qigong. Allora ragazzi, bimbi anzi, ma io direi ragazzi perché qualunque sia la vostra età dai 6 ai 14 anni siete già ragazzi, secondo me. Ovviamente tutto ciò che vi dirò sono mie opinioni personali, non prendete mai niente per buono. Ecco, questa è la prima cosa di cui voglio dire. La prima cosa di quello che vi voglio dire è non prendete mai niente per verità assoluta. Niente. Niente. E qui entriamo nel discorso scuola. Adesso faccio una domanda a voi, bambini. Secondo voi, la scuola perché è impostata così? perché qualcuno mi diceva lo zaino pesante, le verifiche, vi stufate, noiosa, perché secondo voi, perché secondo voi? Ditemelo voi bambini, perché secondo voi la scuola che dovrebbe essere la base delle nuove generazioni, cioè voi, perché voi siete le nuove generazioni, voi siete quelli che avranno in mano il mondo, se vorranno, oppure il mondo avrà in mano voi. E questa è la scelta, cioè o voi avrete in mano il mondo o il mondo avrà in mano voi. E voi vi formate praticamente grazie alla scuola. È vero, un po' in parte i vostri genitori, ma i vostri genitori non sono preparati, a meno che non fossero gli insegnanti, ma anche se fossero gli insegnanti non sarebbero preparati su tutto. per potervi dare quello che dovrebbe darvi la scuola, che dovrebbe darvi la scuola, che per carità ve la dà anche la scuola, informazione, conoscenza. Ma perché secondo voi la scuola è così noiosa? Perché secondo voi è così pesante? Perché alla maggior parte di voi non piace andare a scuola? Secondo voi per quale motivo? Qualcuno mi dice Daniela, mi dice un peso la scuola Giuseppe Giarratana a quanti anni hai? e mi rispondi secondo me perché ci vogliono un popolo di lavoratori non è neanche questo il fatto che vogliono un popolo di lavoratori che vogliono che voi bambini siate dei bravi lavoratori tra un po' è un obiettivo è un obiettivo, ma non è l'unico fine della scuola. Non è l'unico fine della scuola. Vittoria, adesso ti rispondo. Siete in tanti, non posso rispondere solo a te. Sto rispondendo prima a un'altra cosa. Arrivo a tutti, non vi preoccupate. Perché o parlo di una cosa o parlo di un altro, quindi un po' come si fa a scuola, alzate la manina e vi rispondo a uno a uno. Adesso stiamo parlando della scuola. Poi parliamo dei cani e dei gatti e poi parliamo del cibo. Parliamo di tutto. Datemi il tempo di poter rispondere a tutto. Vittoria, tu normalmente quando sei a scuola se l'insegnante sta parlando con qualcun altro tu ti metti in mezzo e parli con questa persona cercando di prendere l'attenzione assolutamente e facendo in modo che l'insegnante cambi discorso e parli solo con te? Penso di no. In genere non dovrebbe essere così. Se così fosse sappi che Ci sono delle regole, ci sono tantissime regole. Alcune regole sono valide, sono utili, sono funzionali, altre regole no. E proprio perché Vittoria dice che ti piacciono cani e gatti, dovresti imparare tante cose da loro. Da loro si può imparare tantissimo. Ovviamente non tanto da quelli che si vengono usati come giocattoli in casa, perché quelli non sono cani gatti, quelli diventano dei pupazzetti purtroppo. Invece parlo di animali che dovrebbero stare in libertà. Ma ci arriviamo, ci arriviamo a tutto. Vabbè, non mi rispondete, mi sa che c'è il solito ritardo per cui Ecco, Francesco mi dice perché dobbiamo imparare. Vittoria, aniera aniera, mi piace la scuola, fantastico. Ora, bellissimo che alcuni di voi piaccia la scuola ed è ottima e spero che vi continui a piacere fino alla fine della scuola. Vi svelo una convinzione che ho. data un po' dalla mia esperienza. Bimbi, ricordate una cosa, io sono figlio di un insegnante, quindi io praticamente sono cresciuto dentro una scuola, quindi ce n'avevo proprio fin qua. Pensate, figlio di un insegnante vuol dire che tu c'hai a casa, io non avevo pareti, a casa dei miei genitori avevo libri ovunque. Quindi mio padre, insegnante di italiano, di storia, italiano, storia, letteratura, Cosa vorrebbe? Vorrebbe che il figlio leggesse, vorrebbe che facesse un sacco di cose. E io ovviamente odiavo i libri. Io odiavo leggere. Odiavo leggere. Cioè ci credete che odiavo leggere? Ero il primo della classe a scuola, ma non mi chiedevate di leggere qualcosa in più al di fuori della scuola. Ero il primo della classe perché mio padre mi faceva due scatole così che voleva che io diventassi il primo della classe. Ma non è che poi avessi tutta sta voglia. Per carità fortunatamente mi era facile studiare cioè nel senso che legge una volta imparavo e via. Ma a distanza di tanti anni. A distanza di tanti anni. Posso dirvi qualcosa in più. Secondo me. La scuola nasce per. Farvi odiare la scuola. Per farvi odiare. lo studio. Questa purtroppo è una cosa che accade spesso, perché se già ha… ecco Federica, fortunatamente qui ci sono bambini di un altro livello, non c'è niente a fare. Federica ha 14 anni e mi dice io faccio liceo classico e mi piace studiare. Grandiosa Federica, sei fantastica. Non è facile trovare così. Non è facile trovare così, trovare persone così. Non è facile che ancora a 14 anni ti piaccia ancora studiare, devi avere una passione tua. La cosa interessante è che dovreste appassionarvi di quello che studiate, ma spesso e volentieri gli insegnanti ve lo rendono noioso. Poi dipende anche tanto dagli insegnanti. Ricordate una cosa ragazzi, adesso vi do un consiglio, questo spero vi faccia da… come dire, d'antivirus per la mente. Il consiglio che vi posso dare riguardo la scuola è se la scuola fanno di tutto per farvela odiare, non vi fate fregare. Perché è quello che vogliono. Cioè, chi vi vuole addestrare come dei bravi lavoratori, perché poi di base la scuola vi addestra a diventare dei dipendenti. Chi sono i dipendenti? Quelli che trovate nei negozi, quelli che trovate negli uffici, quelli che trovate alla posta, quelli che trovate ovunque. Quando voi andate da qualche parte in giro, che ne so, andate a comprare al supermercato qualcosa, quel tizio, quella tizia che sta alla cassa è un dipendente. È un dipendente che prima ha fatto una scuola come avete fatto voi. Come state facendo voi? Cosa dipenderà? Cosa cambierà tra l'essere quel dipendente o fare altre scelte? Quello che fate adesso. Cioè, come prenderete la scuola adesso farà probabilmente la differenza nel vostro futuro. E vi parla uno che la scuola laudiata, la lettura laudiata, è stato il primo nella classe perché doveva esserlo, ma di quella roba che ho studiato non ricordo assolutamente niente. se non le cose che mi piacevano e che poi sono state parte del mio futuro, la matematica finanziaria, l'economia, il diritto, qui parliamo già di scuole superiori, la ragioneria, tutte cose che poi sono state utili per me per fare aziende, per creare business, eccetera. Qualcuno mi chiedeva che scuole ho fatto, ho fatto i ragioneria. quindi che cosa succede? vi fanno odiare la scuola in maniera tale che voi quando uscite dalla scuola i libri non li volete neanche vedere da lontano e se guardiamo in giro vi sarete resi conto anche voi bambini che ormai il mondo non va più per cose scritte ormai il mondo funziona per video funziona per qualcosa che vi intrattiene qualcosa che vi deve far perdere vi deve distrarre quindi a scuola fanno in modo di farvi odiare lo studio e dopo fanno in modo di distrarvi dallo studio così che quelle poche cose che imparate a scuola se le imparate bene restano quelle praticamente smettete di crescere ora Daniela mi dice perché hai tanti libri perché in teoria dovresti studiare tante cose Ma è anche vero che hai tanti libri perché così poi ti fanno odiare i libri. E visto che ne hai così tanti, è un po' come quando... vi è mai capitato che mangiate talmente una cosa, talmente tanta, che non la volete mangiare più per tantissimo tempo? Cioè vi fanno venire, vi fanno stufare di quella roba lì. Se voi mangiate qualunque cosa vi piace. Vi piace la marmellata? Bene. Provate a mangiarne 10 chili tutti assieme. Voi direte a vostra madre, mamma la marmellata lascia aperta, non la voglio più vedere per i prossimi dieci anni. Ed è così, se vi riempiono di libri, tutti i giorni ve lo fanno pesare, lo zaino pesante, andate a scuola e fate tutto questo, alla fine voi ne avrete, sarete stofi dei libri, così appena uscite da scuola li bruciate i libri. E poi volete soltanto avere un telefonino per guardare Instagram, per guardare le foto e per guardare i video. Di libri non se ne parla più, ma neanche se uno scrive volete saperne. Neanche un testo scritto, già solo perché è scritto, non va bene. Eppure proprio quello è il gioco, ragazzi. La scuola nasce per farvi odiare lo studio. Tanti anni fa, tanti anni fa, stiamo parlando del periodo delle streghe, no? nel periodo dell'inquisizione eccetera, lo studierete probabilmente, forse, non lo so se lo studierete perché determinate cose non so neanche se le studiate. La conoscenza che dava fastidio, i libri che davano fastidio venivano bruciati perché le persone non dovevano sapere determinate cose. Oggi non vengono più bruciati, non serve. Fanno in modo che voi non li leggiate. E' semplice. Non serve bruciare i libri. Basta convincere i bambini di oggi che domani i libri non vanno letti. E i libri possono avere anche tutte le cose interessanti di questo mondo. Tanto voi non le leggerete. Daniela mi dice, vi piace la matematica? A me no, non l'ho mai sopportata. Io amavo la matematica finanziaria. Matematica finanziaria vuol dire tutta quella serie di, che non sono neanche chissà quanto complicati, però sono quei calcoli matematici che servono per fare i calcoli aziendali, cioè per fare percentuali, per fare, che ne so, quando devi vendere qualcosa, per sapere per sapere quanto puoi guadagnare, quanto puoi perdere, tutte queste cose qua. Ma la matematica, l'analitica non ho mai capito, anche perché non l'ho studiata. Ragioneria non si fa. Danilo di 13 anni dice, come facciamo a farsi piacere la scuola? Danilo, innanzitutto pensa che la scuola nasce per far sì che a te non piaccia la scuola. Quindi, loro vogliono che tu odi la scuola. Tu dici, ma perché la scuola nasce per farsi odiare? Proprio perché tu dopo la scuola non continui a studiare e rimani solo con le conoscenze che ti dà la scuola. Che non sono tantissime, in alcuni casi potrebbero anche non essere totalmente vere. Potrebbero anche non essere totalmente vere. Vedi la storia. Vedi la storia. Perché la storia degli ultimi 50 anni, quando andrete a studiare la prima e la seconda guerra mondiale, vi vengono omesse una enormità di informazioni che vi farebbero cambiare completamente l'idea sulla storia stessa. Però ricordatevi che i libri sono scritti da chi vince le guerre, per esempio. non da chi le ha perse, né tantomeno da chi le ha fatte, da chi le ha volute. E questa è la cosa interessante. Però la cosa importante che dicevo a Michele, mi pare, giusto? Ricordatevi, la scuola vuole che voi la odiate. Voi fregatela. Cioè, si può dire fregatela, è una brutta parola, fregatela, no. Non è che qualcuno deve pagare i pegni perché ho detto fregatela. Nel senso, perché fregatela? Perché loro vogliono che voi la odiate, voi amatela. Ma perché amatela, ragazzi? Perché amatela? Il mondo, quello che comanda, vi vuole ignoranti. Voi mi direte, ma come? Ci mandano a scuola e ci vogliono ignoranti? Sì. Vi vogliono ignoranti. Vi vogliono ignoranti con poche conoscenze. Ed è per questo che non ve la fanno piacere la scuola. Invece, ragazzi miei, A distanza di 40 anni, quanti anni c'erano? C'erano tanti gli anni ormai, sto diventando anziano tra un po'. Vi posso dire che quello che vedo in giro, vedo tantissima ignoranza, vedo tantissima gente che non riesce a fare niente nella vita. Sapete perché? Perché è insicura. Che vuol dire essere insicuri, vuol dire che hanno paura di fare qualunque cosa. E sapete da dove arriva la paura? Vi è mai capitato di avere paura? Sapete che cos'è la paura? Vi sarà capitato di avere paura di qualcosa, di avere paura di un'interrogazione, di avere paura di qualunque altra cosa. Ebbene, la paura, cari amici, cari bimbi, bimbi per modo di dire, ma ragazzi, cari ragazzi e ragazze, la paura non è nient'altro che mancanza di conoscenza. E se cominciate a odiare la scuola, odierete la conoscenza. Odiare la conoscenza vuol dire amare la paura. Ma volete amare la paura? Volete vivere la vostra vita dentro la paura? Dentro l'insicurezza? Dentro il non sapere come si fa qualcosa perché non l'hai studiata? Il non sapere come parlare a qualcuno perché non l'hai studiato? Il non sapere come dire qualcosa in un modo che ti ascoltano e che ti capiscono perché non l'hai studiato? È quello che vogliono loro! Non fatevi fregare! Non fatevi fregare ragazzi! Ci sono cose che la scuola vi dà e che servono tanto. Prima fra tutti, in assoluto, fatemelo dire, l'italiano. Ragazzi, l'italiano. La maggior parte delle persone oggi non sa parlare neanche l'italiano. Non ha la più pallida idea della grammatica italiana. Non sa mettere una frase in maniera corretta. Questa cosa qui oggi è sempre più drammatica. La gente non sa parlare. Ovvio che se non sai parlare cominci ad avere paura di approcciare con qualunque persona. Che vuol dire approcciare di parlare con qualunque persona. Tra un po' inizierete ad avere la necessità di chiacchierare con gli altri. e comincerete a voler parlare con i bimbi e le bimbe, con altre persone, è chiaro che se voi cominciate a parlare e l'altra persona di fronte si mette a ridere perché voi avete detto qualche cavolata, voi vi diventate insicuri, iniziate ad avere paura di parlare, perché magari qualcuno si mette a ridere e vi giudica. Questo è classico della scuola, la scuola nasce col giudizio, vi danno i voti, vi chiamano alla cattedra, non so se vi chiamano alla lavagna, non lo so se sono cambiate le cose, però fondamentalmente vi giudicano, vi giudicano a scuola, poi magari a casa vi giudicano i genitori, i noni, non so se vi giudica qualcuno, magari c'è sempre qualcuno che vi giudica. Questo mondo di giudizio mette paura, non vi fate fregare, non vi fate fregare. Innanzitutto, se posso darvi il mio consiglio spassionato... Ecco Giuseppe, o non so come ti chiami... Giuseppe dice, io non riesco a esprimermi come faccio a imparare a esprimermi. Giuseppe, allora, la scuola non ti insegna la comunicazione. Questo è un grosso limite della scuola, perché ti vuole un lavoratore, non ti vuole un comunicatore. Ricorda che la scuola crea dei dipendenti, cioè crea quello che farà il cassiere alla Carrefour o alla Lidl, crea il postino, crea lo spazzino, crea il commercialista, crea l'avvocato, che non sono dipendenti ma sono dipendenti di se stessi. Non crea persone libere, crea persone che lavoreranno per qualcun altro. E quindi è ovvio che tu debba avere paura di esprimerti, perché così non ti esprimi. Non ti insegnano la comunicazione, ti insegnano solo delle nozioni, cioè delle conoscenze. Ti insegnano la storia, la geografia, la matematica e qualche altra roba. Ma non ti insegnano a comunicare, anche perché a volte gli insegnanti stessi non sanno comunicare. Ricordate una cosa, bimbi, sapere una cosa non vuol dire saperla trasmettere agli altri. Cioè io posso sapere come funziona un telefonino, ma se lo devo spiegare a qualcuno non è mica detto che sono in grado di farlo. E qui, primo, serve l'italiano, la vostra lingua. Secondo, serve che voi sappiate comunicare. Daniela Sofia mi dice perché le mie amiche a scuola mi escludono. Adesso arriviamo anche a questo. servono che voi sappiate comunicare per saper comunicare meglio dovrete studiare qualcosa che va oltre quello che vi insegnano a scuola ma dovete iniziare ad amare lo studio perché nel momento in cui invece di odiare lo studio e la scuola voi iniziate ad amare la scuola e ad amare lo studio che non è solo la scuola vedrete che la roba che vi insegnano a scuola la studiate al volo la mettete la mettete La mettete da parte e poi iniziate, poi chiedete magari ai vostri genitori di studiare altro, di insegnarvi la comunicazione, di insegnarvi le tecniche di comunicazione per comunicare meglio, per convincere meglio, per farvi accettare meglio, come qualcuno mi dice che non viene esclusa dagli altri bambini. La comunicazione può far fare alle persone quello che volete voi. Invece di far sì che voi fate quello che vogliono loro, potete imparare a far sì che gli altri fanno quello che volete voi, ma soprattutto che vi capiscano quando voi parlate. Poi, prima di passare a un'altra logica. L'altra cosa interessante, e qui ragazzi ve lo dico davvero, a me è mancata questa. A me questa è mancata davvero. E spero che a voi non sia così. Vi do un consiglio veramente spassionato ragazzi. Se c'è una cosa che dovete imparare bene, che dovete imparare bene. e l'inglese. Se dovete prestare attenzione a una materia, bimbi miei, imparate l'inglese. Ma bene. Bene. Perché l'inglese è la chiave che vi apre al mondo. Se non imparate l'inglese rimarrete chiusi dentro una scatola piccola piccola piccola chiamata Italia. E sapete che vuol dire non conoscere l'inglese? Vuol dire non poter accedere a niente. Se un giorno vi appassionerà qualunque cosa, voi troverete in inglese qualunque tipo di informazione. In italiano no. Le cose in Italia arrivano anni dopo, anni dopo. Volete stare avanti agli altri? Imparate l'inglese. L'inglese vi aprirà le porte del mondo, vi permetterà di girare il mondo. Perché se avete paura di parlare con una persona che non capisce l'italiano, ovvio che avete paura anche di girare il mondo. E se avete paura di girare il mondo, non potrete aprirvi a nuove mentalità. Ma girarlo può essere un girarlo veramente, viaggiando con gli aeri, eccetera, ma anche girandolo virtualmente. Perché oggi abbiamo la possibilità di girarlo virtualmente attraverso internet. Sì, ma se non conosci la lingua, come fai? Non capisci niente. Quindi, passatemi questo consiglio, ve lo dico veramente con tutto il cuore. Ci sono due cose su cui dovete davvero, davvero, davvero, davvero, porre la massima attenzione. L'italiano, cioè lo dovete saper parlare bene, non mi dovete mettere dei condizionali e dei gerundi così a caso, e l'inglese. Già queste due van da Dio. Questo è fondamentale. Poi tutto il resto, dategli l'importanza, ci sta, va bene la geografia, va bene la storia, la storia poi magari da grandi la rivediamo, va bene tutto il resto che vi insegnano, va bene il disegno, va bene tutto, ma italiano e inglese sono fondamentali. Questo. Poi, se vorrete, chiedete ai vostri genitori di darvi delle conoscenze di comunicazione. Allora, allora, bimbi miei, se sapete comunicare, sapete rigirarvi i vostri insegnanti, perché una buona comunicazione vi permetterà di ottenere migliori voti, non soltanto perché voi conoscete quello che avete studiato, ma perché siete bravi a comunicare. E questo è il bello. Ah, questa è bella come domanda, Federica di 14 anni. Federica dice, studio canto da quando ho otto anni, come mai quando canto riesco a esprimermi molto facilmente, cosa che invece quando devo parlare non riesco a fare? Sai Federica che questo è il tipico della maggior parte dei cantanti? La maggior parte dei cantanti, soprattutto dei compositori, quindi quelli che si scrivono pure le loro canzoni, Nasce la loro voglia di cantare, la loro passione, nasce dal fatto che non si riuscivano ad esprimere a parole e quindi usavano il canto. Ma questa cosa qui è tipica di tanti artisti. Così come chi dipinge. Chi dipinge spesso e volentieri sono persone che non si sanno esprimere a parole e si esprimono con le immagini. Così come coloro che suonano si esprimono con la musica. Tutte le arti, almeno questo tipo di arti, sono tutte forme di espressione, sono forme di comunicazione. Quindi o comunico a parole, o comunico a suoni, a musiche, o comunico a disegni, a pittura, o comunico a canto, a canzoni. Sono tutte forme di comunicazione. Ricordatevi che la comunicazione io la reputo un'arte. Cioè, saper comunicare è un'arte, esattamente come saper cantare, così come saper dipingere. Quindi sapere l'italiano non è saper comunicare, saper comunicare è un'arte, dovrebbe essere insegnata in educazione artistica, invece in educazione artistica vi insegnano a cantare, a suonare, ecco anche il ballo è un'altra espressione artistica, è un'altra espressione della comunicazione, quindi c'è gente che non riesce a esprimersi a parole e lo fa con il ballo. Poi Vittoria mi chiedeva se il cibo va a cani e gatti. Vittoria, sinceramente dovresti chiederlo alla tua mensa, io non lo so se va a cani e gatti, ma detto tra noi non credo. Non credo perché... Michele, 49 anni da neve, grazie che hai detto dell'inglese. Ma sì, Michele, è quello che a me è mancato in assoluto. Io ho imparato l'inglese da solo, chattando, quando avevo ormai 20 anni. E meno male, perché mi ha aperto un mondo. Cioè, se io non avessi saputo l'inglese, non starei qua, non avrei quello che ho, non avrei le conoscenze che ho, non avrei potuto fare il 90% di quello che ho fatto. Non avrei potuto. Io ormai l'italiano non lo considero neanche. Cioè, studio in inglese, guardo corsi in inglese, mi informo in inglese, leggo tutto articoli in inglese e... cioè... A scuola scrivo troppo, sono stanco. Anita, io da grande vorrei farla ballerina, quindi devo imparare l'inglese. Anita, tu impara l'inglese. Perché anche se vuoi fare la ballerina, metti il caso che tu davvero diventassi una brava ballerina e se ti chiamassero in America a fare una tournée? E se vincessi uno stage nel più grande corpo di ballo americano o inglese o in qualunque altra parte del mondo, tanto comunque sarai in inglese, tu cosa fai? Gli dici, ah ok grazie, eh scusatemi, sono la più brava ballerina italiana, però non posso venire allo stage in America perché non capisco una parola di inglese. Io stavo soltanto a ballare dalla mattina alla sera. Questa è la mancanza dell'inglese, la perdita di opportunità. Ragazzi miei, infilatevi questa frase nella testa. Ricordatevela, scrivetevela. E scrivetela anche voi grandi. Perché può tornarvi utile. La frase dice, meglio essere preparati per un'occasione e non averla, che avere un'occasione e non essere preparati. Ve la ripeto. Meglio essere preparati per un'occasione e non averla, che avere un'occasione e non essere preparati. È quello che dicevo poco fa ad Anita. Anita, mi pensiamo. Tu vuoi farla ballerina? Ma impara l'inglese. Perché intanto sei preparata ad accogliere qualunque occasione. meglio essere preparati per un'occasione e magari non averla, che invece avere l'occasione di essere chiamata a Hollywood nel corpo di ballo del più grande film del mondo e non ci puoi andare perché non sai neanche come comunicare con quello che ti ha invitato, perché non hai imparato l'inglese. Fidate. Guardate, bimbi, se soltanto questa informazione passasse oggi a voi, questo lo avrebbe fatto la cosa migliore che poteva fare. Studiate l'inglese. Studiatelo, studiatelo, studiatelo. Vittoria perché ti piacciono cani e gatti? Ma io penso che i bambini forse non ti piaceranno, non credo ti piacciono solo cani e gatti, ti piaceranno gli animali in generale o ti piacciono cani e gatti. Dovresti dirmelo tu perché ti piacciono cani e gatti, forse perché sono pelosi e sembrano dei pelusci. Ecco un'altra cosa Vittoria così come a tutti voi bambini, un'altra cosa che vi consiglio è non solo amate gli animali Ma tutti gli animali, rispettateli. Ricordate che gli animali non sono dei giocattoli e non sono delle cose nate per il divertimento dell'uomo. Rispettateli. Sono come voi. Sono esseri viventi, hanno un cuore, hanno una mente, hanno un cervello, hanno dei sogni, hanno dei ricordi. Hanno un istinto. Hanno dei cuccioli. Hanno la stessa voglia che vostra mamma e vostro papà ha con voi di proteggervi. Le mamme e i papà degli animali ce l'hanno coi loro cuccioli. Quindi rispettateli. Rispettateli come esseri viventi esattamente come rispettereste un altro bambino. Quindi utilizza, Vittoria, questo piacere, questa cosa che gli animali ti piacciono, per comprenderli, per imparare da loro. Osservali. Soprattutto osservali non quando ce li hai tu sotto mano, perché se ci giochi tu diventano giocattoli, ma soprattutto osservali quando non stanno con te, quando stanno fuori liberi. Se osservi gli animali Se osservi gli animali imparerai tantissimo, in alcuni casi addirittura cose che la scuola non ti darà mai. Io oggi come oggi imparo tantissimo degli animali. Tantissimo. Anche gli insetti sono così, Marvin13, tutti gli animali sono così. Ragazzi, ricordate una cosa. Vi faccio un esempio. Se voi andate da un vostro compagno di classe e lo riempite di botte, così, senza motivo. Secondo voi, questo compagno di classe vi vorrà bene? No. Anzi, non solo non vi vorrà bene, ma quando potrà, vi menerà lui. Vi riempirà di botte lui. Ora voi mi direte, questo che c'entra? Cambia il compagno di classe con una mosca, con un'ape, con una vespa, con una lucertola, con qualunque altra cosa. Non cambia nulla. Il tuo compagno di classe non è diverso da una lucertola. Entrambi hanno una testa, delle gambe, un cuore, dei polmoni, un sistema nervoso, del sangue, un cervello. Sono uguali. Hanno solo una forma diversa. Ma non è che perché Non è che perché il bimbo è nero, giallo, rosso e la lucertola ha una faccia diversa dal bimbo, sono diversi. Cominciamo a non distinguere. Adesso c'è sempre questo principio dell'uguaglianza, siamo tutti uguali, siamo tutti uguali. Siamo tutti uguali, dobbiamo rispettare tutti. Sì, ma non ci fermiamo a rispettare gli altri bambini solo perché hanno colori diversi, religioni diverse o gender diverse, o orientamenti diversi. Rispettiamo tutti gli esseri diventi. Quando andrete più avanti, soprattutto con i genitori che avete, probabilmente più avanti, inizierete a inizierete a sentire le parole siamo tutti uno che è difficile da capire siamo tutti uno come fai a essere tutti uno io so qua tu stai la come facciamo a essere uno in realtà da un altro punto di vista siamo tutti connessi ma non soltanto con gli esseri umani con tutto con tutto tu oggi uccidi una lucertola domani non ti lamentare se un ragno ti morde. Ma che c'entra? Perché siamo tutti uno. E una cosa che fai oggi a qualcuno ti ritorna indietro, magari dopo anni, magari sotto altre forme. Ma l'insegnamento ti torna, prima o poi. Quindi se rispettiamo tutti, e proprio tutti, tutte le forme di vita, non sbagliamo mai. E se qualcuno non rispetta noi, non è un problema nostro. Non è che dobbiamo abbassarci al suo livello. Ricordatevi, se volete iniziare a ragionare a un livello superiore, iniziate a ragionare con il rispetto verso tutti. Pagherà sempre. Cioè non ci sarà mai una controindicazione nel rispettare gli esseri viventi. Ripeto, esseri viventi. Babbo mi dice che siamo tutti diversi. Sì, è vero. Infatti non ho detto che siamo tutti uguali. Ho detto che siamo tutti connessi. Siamo tutti uno. Una lucertola e un ragno non sono uguali. Non sono uguali, ma sono connessi. Sono parti di uno stesso insieme, come siamo connessi noi. Quindi, se noi rispettiamo tutti, non sbagliamo mai. anche se qualcuno non rispetta noi, non importa, noi rispettiamo tutti a lungo andare avremo la meglio avremo la meglio ricordatevelo io non sto capendo che cosa sta accadendo alla chat perché sto vedendo le cose Roberto mi dice tu ci parli con gli animali non ci parli a voce con gli animali, ci parli con questa sorta di connessione Come ti dicevo, siamo tutti connessi, siamo tutti uno, quindi soprattutto se siete abbastanza giovani bimbi, 5, 6, 7 anni, probabilmente voi riuscite anche a sentire gli animali in maniera molto più forte dei grandi che non ci riescono più. E cercate di non spegnerla questa capacità, perché i bambini possono fare cose che i grandi non possono fare. Questa è una di quelle. Percepire gli altri esseri viventi. Ecco perché poi Vittoria dice ti piacciono gli animali. Ma è normale, perché li comprendi, li capisci, li ascolti, probabilmente riesci anche a parlarci con loro, magari con la mente. Daniele, a te non ti risponderanno perché è il caro. Sì, perché dice che non sto rispondendo a voi. O parlo con voi o leggo. Adesso leggo tutto, vediamo un po'. Giulia, 14 anni. Io voglio fare la maestra di asilo e aprirne uno mio. Bello, bello Giulia. Ecco Giulia, per te ancora di più, per te ancora più importante, studiare bene la comunicazione, non l'italiano, non solo l'inglese, ma proprio la comunicazione. I bambini sono fondamentali, soprattutto un asilo. Nell'asilo si crea proprio la testa dei bambini. Ultimamente si vedono delle robe negli asili di gente che lo fa soltanto per lavoro. Se apri un asilo devi fare per passione, perché veramente ami i bambini e vuoi dargli un futuro, non perché devi prendere uno stipendio. Tra un po' inizierete a ragionare sul concetto del denaro e attenzione al denaro, non fatevi fregare, perché il denaro è una schiavitù mica da ridere. Babbo mi dice che è tutto vivo. È vero. Assolutamente vero. Non solo è tutto vivo quello che ti sembra vivo, ma è vivo anche quello che non ti sembra vivo. C'è anche la sedia, il tavolo, è tutto vivo. Lorenzo, 12 anni. Sono discal... cos'è che sei? Discalculico. E che roba è? Dislessico e disgrafico. eeeh oddio mamma mia che t'hanno detto lorè tutta sta cosa? discalculico? non so neanche cosa vuol dire sembra una brutta parola non è, si può dire discalculico da bambini? boh non lo so, secondo me è una brutta parola dislessico e disgrafico in classe mi sento escluso dai compagni, perchè? ma Lorenzo, perchè t'hanno convinto che è così? eeeh vedi la cosa... bravi Grande, Lorenzo, mi hai dato uno spunto importantissimo. Bimbi, bimbi e non solo bimbi. Bimbi e non solo bimbi. Stiamo parlando già da un po' di tempo. Tra un po' chiudiamo. Però questo qua è importante, bimbi. Lorenzo dice, sono... Lorenzo, 12 anni, io sono discalculico, dislessico e disgrafico. Lorenzo, tu non sei niente di questo. Bimbi, scordatevi il concetto che voi siete quello che vi attaccano sulla testa, quello che vi dicono che siete. Voi non siete disgrafici, voi siete Lorenzo, voi siete Vittoria, voi siete un essere vivente, anzi siete addirittura di più di un essere vivente, voi non siete neanche il vostro corpo. La vostra mente, la vostra essenza, la vostra anima è di più del vostro corpo, è di più di quello che vi dicono che siete, è di più di quello che vi raccontano che siete in grado di fare o non fare, è di più di quando vi fa male qualcosa o di quando vi dicono che sei discalculico o disculico o non so che cosa neanche vuol dire o disgrafico o de che. Voi non siete quello che vi dicono che siete. Questa è la cosa fondamentale. Cioè, non vi identificate in un corpo, non vi identificate in un'etichetta, non vi identificate nel disgrafico, non vi identificate nel dislessico, perché sennò domani direte, ciao chi sei? Ah io sono Francesco e sono dislessico. No! Non sei dislessico. Oggi, per chissà quale motivo, hai scelto, hai scelto inconsciamente di essere dislessico, o meglio di fare il dislessico, non di essere, di fare il dislessico. Che per quello che si voglia di dislessico bisogna capire che cosa vuol dire. Ciao Vittoria, buonanotte. Mi raccomando, non vi identificate in questo, perché se cominciano a dirvi tu sei cretino, tu sei idiota, tu non vali e tu ci credi, ti convinci che così in realtà non è così. Non è così, tu non sei ciò che ti dicono che tu sei. Puoi sempre migliorare, qualunque cosa accada. Nel momento in cui credi a quello che ti dicono, dicendo tu sei dislessico, tu sei stupido, tu non riesci, tu non sei capace di imparare, tu sei lento o tutte queste cose che a volte a scuola vi dicono e voi ci credete, voi vi identificherete in questo, cioè diventerete quello che vi hanno detto che siete. Ma non è così. Non è così. Voi siete qualcosa di talmente più grande che può diventare qualunque cosa vuole nel momento in cui lo capite. Quindi mi raccomando, non fatevi etichettare, cioè non prendete etichette dagli altri. Ricordate, siete sempre, siete sempre, potete sempre essere meglio di quello che vi dicono che siete. E soprattutto, come diceva giustamente Vittoria, che il babbo gli dice che siamo tutti diversi, chi ti conosce per qualche ora al giorno non sa niente di te, non sa che cosa hai vissuto prima, non sa quali sono state le tue esperienze di vita, qualunque sia la tua età non lo sa. Quindi non ti può appioppare un'etichetta senza sapere chi sei e perché lo fai. Sarebbe diverso? capire perché hai scelto di essere, o meglio, di fare il dislessico in determinati ambienti, o di balbettare come qualcuno fa. Vi dono spunto a chi ha problemi di comunicazione, dislessia come viene chiamata, ammesso che sia un problema, che la dislessia è stata creata come assura agli psicologi, o balbettio eccetera. Questi sono difficoltà di comunicazione che voi bambini inconsciamente, cioè non è che lo decidete voi, lo decide una parte della vostra testa e c'è un motivo, c'è sempre un motivo. Che cos'è che può capitare? Può capitare a volte che magari avete problemi a comunicare con i vostri genitori. Magari i vostri genitori sono divorziati. Magari i vostri genitori non riuscivano a comunicare bene tra di loro. Magari voi volevate. che i vostri genitori stessero assieme e non riuscivate a trovare il modo per farlo fare, per riuscire a comunicare con loro. Magari vi siete convinti che non sapevate comunicare, oppure magari venivate sempre messi da parte quando dicevate qualcosa, oppure loro litigavano e voi non dovevate parlare, non vi dovevate mettere in mezzo, oppure ogni volta che dicevate qualcosa venivate contraddetti, oppure ci sono mille motivi per cui voi potete scegliere di non comunicare. Ma questo, magari ragionateci con i vostri genitori, perché a volte i problemi di comunicazione possono trovare le radici dentro il rapporto di comunicazione dei vostri genitori. Ricordatevi, voi siete il frutto dei vostri genitori, quindi è importante. importante Francesco di sette anni mi dice io vorrei fare da grande calcio devo imparare l'inglese Francesco vai la stessa cosa come per la ballerina Tu pensa a studiare l'inglese, poi studierai anche calcio. Metti il caso che davvero diventi un bravo calciatore e metti il caso che ti chiamano nella squadra inglese. Tu che fai? Gli dici, oh scusate, scusi mister, non so l'italiano, non so l'inglese, mi spieghi coi disegnini come devo fare? No, quello ti manda a quel paese e va bene così. Oggi è risaputo che i calciatori sono delle zappe, sono ignoranti persi. Magari potresti essere un calciatore non ignorante, chi lo sa. Magari, parlando inglese, potresti anche avere dei manager internazionali che potrebbero farti trovare posti in squadre molto più importanti che in qualche squadretta italiana, chi lo sa. Ragazzi, l'inglese vi apre tutte le porte. Ve l'ho sempre detto, l'inglese è una... Perchè si chiama chiave inglese, secondo te? Oh, ragazzi, questa è il momento o aciderbolina. Volevate un momento aciderbolina? Oh... Fatevi dare ai vostri genitori una chiave inglese. Perché si chiama chiave inglese? Ci sarà un motivo. Mica si chiama chiave italiana. La chiave inglese è uno strumento che apre un sacco di cose. Svita un sacco di bulloni, chiude un sacco di bulloni, apre un sacco di porte. Chiedetevi come mai si chiama chiave inglese e non si chiama chiave francese, chiave italiana, chiave tailandese. La chiave inglese perché è una chiave che apre... che l'inglese è una chiave. Vi fa capire che l'inglese è una chiave che apre mille cose. Quindi, proprio perché è la chiave inglese, prendiamo questo esempio, che ovviamente è una metafora, ovviamente è una forzatura, ma l'inglese vi serve. Tiziana come si fa a realizzare un sogno? Ah questo è facile, svegliati e fai tutto quello che serve in pratica per trasformarlo in realtà. Ricordati Tiziana o Anita scusami, per realizzare un sogno prima di tutto devi svegliare, perché il sogno si fa quando si dorme, quindi il modo migliore per realizzare un sogno è svegliarsi, alzare il culetto dal letto e iniziare a muovere dei passi veri verso quel sogno che hai sognato quella notte o che hai sognato a occhi aperti. Capite? Questo è importante, questo vale anche per i grandi. I sogni si trasformano in realtà prima di tutto quando vi svegliate. Io ho fatto un libro che si chiama Svegli apposta, cioè smettetela di sognare. Sognare non serve a niente. Perché sognate di notte, poi nella mattina vi svegliate e ricominciate quello che facevate prima. Invece no. Sognate di giorno. Ho fatto un video che si chiama Sognate di giorno. Simona, tot anni, mi hai spaventata per il momento. Oh, che t'ho detto Simona? Puoi dirmi cosa pensi del Qigong e perché gli animali che non sono miei mi amano, cioè al posto di amare di più i loro padroni vogliono stare con me perché li attiro. Allora Giuseppe, se sei Giuseppe o sei figlio non so, o figlia non so. Del Qigong noi abbiamo un corso su una era però in inglese, ecco vedete abbiamo un corso su una era, se non conoscete una era fatelo spiegare ai vostri genitori. Abbiamo un corso su Hanaera che non sta ancora inserito. Abbiamo un intero corso di Qigong su Hanaera ma è completamente in inglese. Se sapeste l'inglese potreste seguire il corso di Qigong. Qigong è un'ottima arte. E' un misto tra un'arte marziale e un'arte spirituale. Per cui se puoi seguirlo il Qigong non è male. Fa bene. Fa bene, assolutamente. Ho conosciuto un maestro con cui abbiamo fatto questo corso per Anaera, quindi ne so qualcosa. Le basi del Qigong sono molto importanti, sono arti antiche, sono arti orientali, quindi quando si parla di arti orientali fan sempre bene. Ah, perché gli animali? Ecco, un'altra roba ragazzi. Gli animali che non sono miei mi amano. Gli animali, così come le persone, se potete, non pensate che siano vostri. Gli animali sono esseri viventi. Gli esseri viventi non si posseggono. si può condividere loro l'amore si può... si può... si può condividere qualche spazio, si possono condividere dei momenti ma non si possono possedere si iniziate da piccoli a ragionare al di fuori del possesso perché oggi possedete un cane o un gatto, lo mettete al guinzaglio domani quel guinzaglio lo passerete al vostro ragazzo o alla vostra ragazza Dopodomani lo passerete a vostro figlio quel guinzaglio, perché siete abituati a tenere al guinzaglio qualcuno. Capisco che dà un senso di potere, no? Poter comandare qualcuno. Ma non funziona così, perché quel qualcuno non vi ha autorizzato. Quel qualcuno non vi ha detto, sì, io voglio che tu mi tieni al guinzaglio. Lo avete deciso voi, lo avete imposto voi. Quindi imparate a non imporre ma a far sì che sia l'animale, la persona, il figlio, quello che sia a scegliere che tipo di rapporto vuole con voi. Se l'animale vuole venirvi a trovare soltanto una volta ogni tanto per venirvi a salutare e poi se ne va, non lo chiudete in casa perché voi lo volete sempre lì. Ripeto, attenzione, questa è una cosa che in Italia è abbastanza complessa, questo è il mio pensiero, ma mi rendo conto che non è facile in Italia perché gli animali non possono stare in giro da soli. Però oggi vi parlo di animali, domani vi parlo di persone, è la stessa cosa, cioè dimenticatevi il concetto che si possa possedere una persona o un animale, non si possiede, non si possiede niente. Se vi slegate dal possesso, se ragionate al di fuori del possesso avrete un vantaggio rispetto alle altre persone tra un po' tra qualche anno enorme, enorme, enorme. Perché il possesso, la necessità di possedere oggetti e persone è uno degli strumenti di controllo maggiore di chi vi vuole controllare. Quindi il fatto che voi vogliate controllare gli altri è il modo migliore per far sì che altri controllino voi. Questa è interessante, la capirete magari più avanti. I cani come fanno a sentire l'arrivo di un terremoto? Ma non solo i cani, gli animali. Ma in realtà anche noi se non ci fossimo dimenticati come si fa. Gli animali, come anche noi, hanno delle percezioni extrasensoriali, hanno delle percezioni ben diverse rispetto alle nostre. In un terremoto se ne accorgono i cani, i gatti, i pappagali, gli uccelli, i piccioni, tutti se ne accorgono, tranne noi. Pensate come siamo rimbecilliti. Pensate come siamo rimbecilliti. Non è che non ce ne accorgiamo, è che non lo sappiamo capire. Perché in mezzo a tanti stimoli, se stiamo lì su Facebook o su Instagram a farci una selfie e ci arriva nella testa quel messaggio che dicevo sta arrivando il terremoto, tu sei tutto occupato a fare la selfie e non ti accorgi che ti è arrivato un messaggio che ti sta dicendo che sta arrivando il terremoto. Non è che noi non siamo capaci, non lo sappiamo più capire, è diverso. Gli animali che invece non hanno Instagram, non hanno i telefonini, non hanno Facebook, se ne accorgono subito. E' semplice. Anita, grazie mille per la risposta del sogno. Come si fa a fare pace con un amico? E dopo di questa, vediamo un po', io non ho proprio seguito che cosa sta accadendo su Facebook. Dopo di questa chiudiamo, eh. Che sono un'ora e undici, ho detto un'oretta, non di più. Come si fa a fare pace con un amico? Beh, la cosa più semplice è chiedere scusa. La cosa più semplice per fare pace è chiedere scusa. Lo so che può sembrare banale, però è la cosa più ovvia. Per fare pace con qualcuno dovete mettere da parte l'orgoglio. È molto semplice. Cos'è l'orgoglio? È quella cosa che vi dice che voi avete ragione e gli altri hanno torto. Se vi togliete questo, questo concetto, diventa tutto più facile. Cioè chiedete scusa, ammettete di aver sbagliato. Ma aver sbagliato, attenzione, potreste anche aver ragione in qualcosa, ma avete sbagliato il modo di comunicare. Di sicuro c'è un errore da parte vostra. Poi mi direte, ah ma ha sbagliato anche lui. Sì, ma non è questo il problema. Sei tu che vuoi far pace. Se sei tu e vuoi far pace, ti poni l'obiettivo di far pace, trovi il modo di far pace. uno dei modi più semplici è chiedere scusa e ammettere di aver sbagliato e chiedere scusa e cercherai di non farlo più o di impegnarti a evitare quello che è successo qualunque cosa sia successa poi ripeto mettetevi da parte l'idea di avere ragione o torto finché starete con l'idea di dover avere ragione e di dover dimostrare agli altri che avete ragione avete già perso avete perso amici avete perso tempo avete perso momenti che avreste potuto utilizzare a fare qualcosa di più utile quindi toglietevi da parte questa logica di dover dimostrare per forza di aver ragione o torto tanto non serve a niente cioè quando hai ragione allora che cosa ti cambia? niente se non che ti fa perdere un sacco di tempo e a volte ti fa anche arrabbiare poi quando sei arrabbiato non ragioni più e poi vedi se sei arrabbiato non capisci se ti arrivano i terremoti Ok dai ragazzi allora ultima domanda vediamo chi mi scrive in chat rispondo un'ultima domanda e poi chiudiamo nel frattempo ci sono 118 persone su facebook, non so cosa sta succedendo, youtube è bello che sta andando online tranquillamente ma non c'è assolutamente nessuno, fantastico, vabbè ed è pure online, non si capisce com'è Non si sa. Se fai della salve, so sia come faccio ad apprezzare la mia professoressa d'inglese che continua a dirmi che non sono in grado di comprendere la sua materia mentre lo so io di conoscerla meglio di quanto lei affermi. a Patrizia Lunni dice ciao sono Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean Sean C'era Sean Sean la mia professoressa Sean di francese che mi odiava, ma non è che in realtà odiava me, odiava mio padre che stava nella stessa scuola. E quindi se la doveva prendere su di me. Per il fatto che lei mi odiava e mi metteva a 4, ero il più bravo della classe, nonché uno dei più bravi della scuola, e prendevo 4 in francese, ma non perché non lo sapessi. Perché lei mi odiava e gli stava sulle scatole mio padre. Il fatto che lei mi odiasse mi costringeva a studiare tantissimo di più per poter prendere 5. Era un mosso in francese, cioè era la mia madrelingua, io l'inglese non l'ho studiato, io studiavo solo francese. Era quasi... cioè lo parlavo benissimo, adesso l'ho dimenticato, cioè lo leggo benissimo ma ho dimenticato il parlato perché parlo solo inglese, non l'ho più utilizzato. Ma a causa della professoressa che mi continuava a estigare dicendo che non imparavo, che ero stupido eccetera, io studiavo come un matto. Sai che cosa è successo? Che quando siamo andati in Francia, l'unico che parlava francese ero io. Tutta la classe veniva da me. Io ero l'unico che trattava per fare i biglietti, trattava con i musei, trattava con i gruppi, trattavo con tutti. Già a 15 anni, 16 anni. Cioè praticamente ero diventato il capogruppo. Io che ero quello che prendeva il voto più basso in francese, e poi c'erano le preferite della professoressa di francese che erano i suoi fiori all'occhiello, hanno fatto delle figuracce pazzesche Perché alla fine loro il francese non lo parlavano. Io che ero martoriato da questa qui che piava 4 e 5 e mi continuava a massacrare, ero il più bravo in assoluto e parlavo perfettamente. Dopo 3 anni questa qui è cambiata, il quarto anno che la professoressa è cambiata, io sono risultato il migliore in francese di tutto il mio corso. Quindi apprezzala, apprezzala che ti tratta così perché questo ti spinge a studiare di più ed è grazie a questa professoressa d'inglese che non crede in te che tu imparerai l'inglese meglio di chiunque altro. Quindi usa questa cosa per dimostrarle che l'inglese lo sai ma dentro di te ringraziala, cioè spera che ti tratti sempre più male, spera che ti dica sempre che tu l'inglese non lo sai perché così ti spingerà a studiarlo sempre meglio. Un giorno la ringrazierai, te lo garantisco, te lo garantisco. Io ho ringraziato la mia professoressa di francese per come ho imparato il francese. Purtroppo non ho avuto un insegnante d'inglese. L'insegnante d'inglese era schizofrenico, si è suicidato il terzo anno, non l'abbiamo mai visto. Eravamo sempre dei supplenti, per cui io purtroppo l'inglese non l'ho imparato, l'ho dovuto imparare da grande. Ah, ma vedo che qua su Facebook ci sono altri bambini. Ah, io stavo leggendo soltanto quello lì. Quello lì. Riccardo, nove anni. Cosa fare se il gruppo della tua classe ti esclude dai giochi? Fatti in altro gruppo. non è che devi stare per forza nel gruppo eh ragazzi non scendete a patti non scendete a patti fatevi un altro gruppo se i loro giochi a voi non vanno bene fatevi un altro gruppo, createvi voi i giochi e fatevi un altro gruppo ma che problema? ragazzuoli, io direi che per oggi può bastare così anche per voi inizia a fare tardi inizia a essere tardi, i bimbi devono andare a dormire Mi raccomando ragazzi, la scuola non fate di fregare, amatela, studiate quello che dovete studiare, non prendete tutto per buono, studiate bene l'italiano, l'inglese e poi magari fatevi dire dai vostri genitori come approfondire le tecniche di comunicazione. Se le avessi imparate quando ero piccolo, mamma mia, sapete cosa potevate fare. Fatevi spiegare un po' di cose di comunicazione, fatemi insegnare un po' di programmazione neurolinguistica, imparate come si entra in sintonia con le persone, come si entra in sintonia con gli insegnanti, con gli amici, vedrete che vi ameranno tutti saprete comunicare con tutti, saprete risolvere qualunque problema, saprete fare un sacco di cose. E poi per le mamme o i papà che hanno delle coppie, ormai è sempre più raro che ci siano mamme e papà insieme, che hanno dei bambini da 6 a 14 anni c'è questo link di questa chat di Telegram, che è quella dove stavo leggendo, dove ci sono appunto le mamme con i bambini, i kids of Follow the Flow, i bambini di Follow the Flow. E chissà, magari ne facciamo un altro prossimamente in uno dei prossimi mercoledì, chi lo sa. Vediamo, vediamo, io ogni tanto entrerò in chat, vedremo che cosa accade e vedremo che cosa succede. Nel frattempo ragazzi vi ringrazio, bimbi andate a nanna oppure andate a studiare, qualcosa di utile mi raccomando, e poi noi ci sentiamo prossimamente. Se avete qualche domanda magari voi segnatela, puntatevela, così la prossima volta ne rispondiamo già. e mi fate sapere magari in chat attraverso la chat di Telegram mi mandate un po' di informazioni nel frattempo invece per tutti i grandi ci vediamo domani solita ora 20.30 follow the flow normale, classico e domani inizierò subito con una bella perla inizierò subito con una bella perla una consapevolezza di oggi alquanto ovvia ma a volte non ci si fa caso proprio alle cose più ovvie Quindi ci vediamo domani con il flow per i grandi e a voi bambini grazie per essere stati con noi, grazie per aver dato vita a questo flow e a queste informazioni che secondo me sono state utili anche per i grandi e ci vediamo chissà, magari fra un paio di settimane, chi lo sa. ne facciamo un altro. Intanto vediamo che succede con questo, metteremo la registrazione online, vediamo che succede, vediamo la gente cosa ci dice e vediamo questa chat come cresce con tutti i genitori e con tutti i bambini da 6 a 14 anni. Grazie ragazzi, grazie bimbi, grazie mamme, grazie papà, buonanotte a tutti e ci vediamo domani. E adesso vi metto anche la sigla.










