Francesca, malata di MCS da oltre 20 anni, guarisce totalmente grazie ad un esperimento di gruppo.

Francesca spent over 20 years severely disabled by Multiple Chemical Sensitivity, unable to eat most foods or leave isolation. She joined a group healing experiment with daily meditations and gradual exposure tasks. Her diet expanded from a handful of foods to nearly normal, and blood tests showed reduced inflammation and allergies.
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Ciao a tutti, allora con noi finalmente Francesca, ne avete sentito parlare nella settimana d'addio e lei è la persona che a oggi potremmo dire ha avuto dei risultati abbastanza notevoli, chiamiamoli notevoli, ma adesso ce lo facciamo raccontare da lei. Francesca!
Ciao a tutti, sono Francesca e vi illustro un pochino la mia disavventura di questa vita che si sta risolvendo meglio. Allora, io ho cominciato più o meno ad avere problemi di salute intorno al 2002-2003, quindi si parla di 20 anni fa. Io all'epoca ero una persona normale, non avevo problemi di salute, andavo in Giappone, viaggiavo, mangiavo cose che non sapevo nemmeno che cosa erano in Giappone. Qualche piccola allergia alla polvere, di di particolare, lavoravo nell'ambiente dell'illustrazione, della grafica e lavoravo con la fotografia, con la serigrafia, quindi avevo tutta una vita mia attiva, amici, normale come tutti. Ho cominciato ad avere dei problemi di salute inspiegabili, quindi cominciavo che alcune cose mi mi davano palpitazioni, alcune mi davano reazioni allergiche, volte di sinteria non non si riusciva bene a capire che cosa che cosa avessi quindi ho cominciato a girare in Italia tutti i medici possibili immaginabili sono andata a Firenze a Milano perché sono di Roma e niente nessuno riusciva a capire che cosa avevo in particolare diceva chi diceva una malattia autoimmune ma non si capiva bene quali analisi su analisi se non che io ho provato terapia autoimmuni, ho provato cortisoni, immunosoppressori, un po' di tutto mi davano le le diagnosi e le cure un po'.
Anche a casaccio Scusa, Francesca, ma già dall'inizio avevi quelle reazioni allergiche di cui poi adesso facciamo vedere le foto ai nostri amici?
No, all'inizio erano lievi e poi erano molto sporadiche, quindi magari per due o tre mesi non avevo niente. Poi all'improvviso magari andavo a una fiera o facevo un viaggio, ma anche semplicemente uscivo di casa. bomba una botta fortissima, una reazione fortissima, non si ne non si capiva bene per quale motivo ce l'avevo a volte svenivo le strada non si capiva per quale motivo cioè magari poi dopo l'ho scoperto perché magari sentivo un odore chimico molto forte che mi dava subito questo svelimento però all'epoca non sapendo qual è fosse il mio problema non non si capiva per quale motivo succedevano queste cose a un certo punto poi ho cominciato a peggiorare sempre di più perché nel frattempo senza avere una diagnosi non sapevano più che che cosa fare io ho cominciato ad avere soprattutto allergie alimentari a un certo punto e non riuscivo a mangiare più niente. Sono arrivata al duemila e nove in cui riuscivo a mangiare solo mele gialle particolarmente gialle perché se se le mangiavo rosse mi sentivo male. Ero dimagrita guarda ripresavo trentasette chili però ero quasi arrivata alla fine e il immunologo che mi seguiva all'epoca mi disse a mio padre di prepararsi a peggio che non c'era più niente da fare. Lì fortunatamente ho incontrato uno specialista della patologia che poi mi è stata diagnosticata.
Che era sensibilità chimica Quella conosciuta come MCS, giusto?
MCS, esatto. eh sì la la in italiano è sensibilità chimica multipla allora praticamente questo medico che era il maggiore specialista di tutta l'Europa di di questa patologia capì subito che avevo quel problema e cercò di aiutarmi per farmi rimettere un pochino in sesso purtroppo però eh otto anni di diagnosi sbagliate, cure sbagliate mi avevano.
Quindi.
Un pochino ci abbiamo messo qualche toppa ma più di tanto non si poteva fare per cui a un certo punto mi sono dovuta trasferire sulle Dolomiti dove c'erano appunto un ambiente privo di allergeni e lì sì non stavo ne non peggioravo però non miglioravo nemmeno semplicemente mi ero isolata da tutto ciò che era chimico ora spiego un pochino di di cosa si tratta di cosa di che cos'è questa Sembrerebbe una semplice allergia, invece è una sindrome multiorgano causata dal fatto che l'organismo non riesce a disintossicarsi. È una patologia neurotossica, quindi mentre una persona che non ha problemi entra in contatto magari con una vernice, con una colla, con un detersivo, ma anche con un sapone per le mani, un prodotto di uso quotidiano, non gli succede niente, chi ha questa patologia ha dei problemi di disintossicarsi, quindi l'organismo accumula, accumula, accumula, finché a un certo punto va in tilt e scoppia la patologia, la reazione allergica, che si può manifestare come crisi respiratorie, demi al viso, anche pomonari, anche reazioni violentissime come sciocca anafilattici. C'è chi addirittura va in coma. Sento storie anche di altre persone che hanno questa patologia. che hanno reazioni violentissime. Io pure avevo, ad esempio, la reazione più violenta che ho avuto è stata la cataratta, perché io una sera sono andata a dormire, faceva caldissimo, stavo ancora a Roma, non ci riuscivo a stare con la finestra chiusa, ho aperto la finestra, è entrato un odore di bruciato e mi sono svegliata che non ci vedevo più. Non è... non me l'aspettavo ovviamente, sennò mi sarei fatta una estraiusa però eh eh sono anche reazioni imprevedibili nel senso che non quando meno te l'aspetti una minima cosa ti può danneggiare quindi basta magari il vicino che stende i panni o qualcuno che ti passa vicino con una sigaretta o tutto praticamente un profumo Entri in un negozio e hanno appena lavato per terra, ma anche se non hanno appena lavato per terra abbassa il profumatore ambientale.
Cioè io non vivevo più, dovevo... Praticamente i malati di questa malattia devono isolarsi dentro una camera stagna, non possono uscire.
Sì no praticamente devi creare innanzitutto il tuo ambiente indoor lo chiamano protetto quindi togli dalla tua stanza tutto ciò che che puoi togliere quindi togli le tende togli i quadri togli tutti gli oggetti che non ti servono lasci il letto e alcuni hanno hanno problemi anche con le redi con il materasso c'è chi dorme per terra c'è chi dorme in macchina perché non riesce più a stare dentro casa gli danno fastidio i muri di casa non non riesci più a gestire niente, non non sei più padrone delle tue cose perché i vestiti ti danno fastidio, gli oggetti ti danno fastidio, vivi così, scappi da tutto ciò che è chimico, dovresti stare in mezzo al bosco senza niente intorno sperando che poi magari non accendono un caminetto perché anche lì ci sono dei pericoli anche lì.
Cioè ben peggio di una qualunque disabilità da sedi a rotelle o da qualunque cosa perché almeno quello si può muovere, tu no. Cioè tu non puoi incontrare persone, non puoi... come fai? Mi ha mandato una foto, ricordo la foto che mi hai mandato di come dovevi conciare la casa, magari poi la aggiungiamo qui in post-produzione, come dovevi conciare la casa mettendo carta stagnata per tutto se doveva venire tipo un meccanico, un elettricista, qualcosa.
Sì sì infatti qualsiasi minima cosa diventa un problema cioè si rompe anche anche il lavandino che perde diventa un problema incredibile perché bisogna far entrare un tecnico in casa per risolvere il problema e quindi una persona esterna ti può contaminare l'ambiente poi rischi che non puoi più stare dentro casa per una settimana dove dove hai in macchina ma anche portare la macchina ad esempio a bisogno di fare la revisione e lì io addirittura avevo meccanici che una volta spiegata la patologia non si prendevano la responsabilità di farmi la revisione alla macchina quindi io dovevo cominciare a girare meccanici finché non ne trovavo uno che gli fermavo un foglio dicendo che se dopo la revisione io sarevo in macchina e mi sentivo male non erano la responsabilità sua cioè.
Quindi se se avevi un palazzo i tuoi vicini ti odiavano perché non potevano.
Stendere i panni Sì, anche uno provava a spiegare il problema, addirittura a volte proponevo io, dicendo guardate questo prodotto mi dà un po' meno fastidio, potete usarlo per favore. Però sì, magari trovi chi ti viene incontro, chi invece non ti viene incontro, devi cambiare casa. Io prima abitavo, quando ancora stavo a Roma, abitavo in un appartamento, sono dovuta andare via perché lì era ingestibile. Poi alla fine mi sono trasferita in montagna ma anche lì comunque c'era chi butta l'erbicida e il caminetto, anche lì non c'era, è impossibile trovare un ambiente completamente esente da prodotti chimici.
In questa società credo veramente impossibile, a meno che non vai in un bosco sperduto da qualche parte, su un albero, non so neanche.
Infatti, poi non ne parliamo, ma da quando c'era la pandemia tutti questi igienizzanti, tutti questi prodotti hanno peggiorato ulteriormente la situazione, perché quindi magari io entravo anche nel supermercato, dove io riuscivo ad entrare Toccavo il carrello dove magari avevano appena messo le mani qualcuno che aveva l'igienizzante, io cominciavo a avere le mani piene di vesciche, di bolle. Quindi anche fare la spesa era diventato un problema, senza contare il cibo che comunque io devo mangiare il biologico. Anche l'acqua del rubinetto era un problema perché ci mettono il cloro, quindi dovevo bere solo acqua in bottiglia. Poi non tutte le bottiglie vanno bene. Era una vita di obbligazioni, di problemi, di scappare. Non era una vita.
Eri arrivata a un punto in cui mangiavi cosa? 4 o 5 cose? Cioè prima che abbiamo iniziato il nostro esperimento tu mangiavi cosa?
Mangiavo le zucchine, le carote, le mele. Quando sono andata in montagna, dopo sei anni di isolamento, avevo recuperato quei due, tre cibi, ma niente di... cioè, miglioramenti proprio minimi. Non era una vita quella. Era un isolarsi, un sperare che non succedeva niente.
E che tu sappia, ce ne sono tanti di malati di MCS.
Sì ci ne sono tantissimi nel mondo e in Italia ci sono almeno 500 persone che hanno una diagnosi di MCS e purtroppo nessuno cioè il problema non è evidente perché il problema è l'ambiente non è la cioè è un'incapacità del fisico di tollerare tutte queste sostanze chimiche che sono state messe nell'ambiente quindi riconoscere.
Non è poi così sbagliato cioè in teoria diciamo che noi ce lo facciamo star bene voi no ecco sì cioè.
Noi siamo come in america ad esempio i malati dmcs vengono chiamati canarini perché mandavano i canarini nelle miniere se il canarino non cantava più infatti c'è un famoso libro americano che si chiama ventimila canarini non possono sbagliarsi che parla appunto dei malati di MCS di come noi siamo dei rilevatori di tutte queste sostanze chimiche malate nell'ambiente.
Fino a quando poi ci siamo conosciuti noi? Io ricordo che ti ho conosciuto già diversi anni fa, mi raccontavi sempre di questa patologia che giustamente non vuole mai legata, non so perché, poteva essere psicologica, però effettivamente ci sono delle reazioni talmente tanto potenti che Insomma, diventa abbastanza improbabile e Francesca spesso mi chiedeva qualcosa ma sinceramente per quanto potessi lavorare sulla testa di fronte a una roba del genere avevo le mani legate perché oggettivamente sai una cosa è un un'allergia a un prodotto specifico che può essere legato a qualcosa, cioè il pomodoro, il nickel, si può, si fa. Perché comunque sia un'allergia singola è un discorso, è abbastanza facile, ma è un momento in cui, ma soprattutto un'allergia che ha reazioni banali. Nel suo caso le vediamo, le stiamo vedendo, le abbiamo viste, le reazioni che ha, fino a svenire, fino a scioccanafilattico, cioè scioccanafilattico insomma non è che te lo inventi. così ne è tantomeno una cataratta che ti scende per cui per cui era qualcosa che sinceramente io tra l'altro non conoscevo conosciuto con lei e siamo eravamo in contatto ma insomma niente di che fino a che poi non abbiamo iniziato il salto quantico 2 e l'esperimento di una settimana d'addio in cui non avevo inserito perché Nella settimana d'addio erano state scelte soltanto persone di un certo tipo, ma conoscendo la patologia di Francesca e sapendo quanto fosse invalidante, sinceramente in un esperimento non mi sono permesso di andarla a inserire, anche perché se lei che mangiava quattro alimenti e stava rinchiusa dentro una bolla di vetro andavi a fare un mezzo esperimento rischiava uno sciocco all'affilattico e ce la perdavamo quindi ovviamente in sincerità non me la sono sentita di fare una roba del genere per cui gli esperimenti vanno fatti per gradi se non che un giorno dopo aver già fatto alcune settimane la settimana d'addio ho proposto a lei un esperimento però non con i ragazzi da settimana da dio ma semplicemente era una cosa tra me lei e un'altra persona che ha fatto parte di questo esperimento scelta perché posso dire la persona in assoluto più devota se così si può dire uso questo termine devozione perché vuol dire che lo fa con assoluto amore incondizionato ecco cioè e aveva tempo da dedicarci e veniva già Cioè, era già ben predisposta. Quindi, cosa ho voluto provare? Ho costruito il mini tempio che ho qui, frattempo in attesa che arrivi quello grande. Sia io sia l'altra persona, in un'ora specifica, quindi lei sapeva qual era l'orario. Noi, in un'ora specifica, per un'ora esatta, eravamo completamente devoti a lei, quindi eravamo in meditazione verso di lei, verso le nostre aiutanti che aiutassero lei e lei... c'eravamo... diciamo l'obiettivo qual era? Di fare dei piccoli esperimenti dalle cose più banali, cioè partendo non da quelle da sciocca anafilattico ma al massimo da quelle in cui diventi insomma devengono un po' debolle ecco però che non muori e da lì capire che cosa succedeva, cioè se c'era qualche miglioramento o no. Questa era la cosa che le ho proposto. E, Francesca, a te il racconto di quello che è successo.
Io quindi ho voluto provare, mi sono fidata perché comunque io Daniele lo seguo da tanti anni, anzi ci tengo a dire che io Daniele l'ho scoperto nel 2015 quando non vedevo, perché per colpa di quella cataratta di cui abbiamo parlato, e navigando con il cellulare, con l'assistente vocale, perché io non vedevo, ho scoperto il salto quantico e mi sono apparentemente... in un anno io mi sono vista tutti i video di Daniele, per me adesso mi sono sentita tutti i video di Daniele.
Scusami Francia, ma quanto tempo sei rimasta... cioè tu da quella sera che è entrato quell'odore della finestra, sei rimasta con la catalatta? Quanto tempo?
Per dieci mesi sono rimasta completamente ciega, perché non riuscivano a trovare i farmaci per operarmi e alla fine hanno dovuto allestire una sala operatoria apposta per me, dove avevano tolto tutto ciò che non serviva, con tutti i farmaci che avevamo trovato per fortuna nel frattempo dopo dieci mesi di prove. E alla fine sono riusciti a togliermi la cataratta, ma non a mettermi il cristallino intraoculare, quello che si utilizza normalmente quando si toglie la cataratta. Io ho fatto questi occhialoni giganteschi che ti fanno il posto del cristallino.
Cioè ti hanno dovuto operare per toglierti quella cataratta venuta quella sera che stava la finestra aperta?
Sì, sì, perché la cataratta una volta che viene, già anche chi non ha problemi è difficilissimo mandare via una cataratta senza un intervento. Normalmente si toglie il cristallino naturale e si mette quello artificiale, che sono delle micro lentine che si inseriscono dentro l'occhio. Nel mio caso la micro lentina, che è fatta di plastica, proprio non se ne poteva assolutamente parlare. Già è tanto che sono riuscita a trovare questi anestetici che mi hanno permesso di...
Ovviamente le anestesie non vanno anche a parlarne, se devi farti una cosa ai denti non esiste.
Qualsiasi medicina veramente non si sapeva che tipo di reazione poteva avere quindi lui bisognava trovare l'anestetico, l'antibiotico, il nitriatico, quello che allarga la pupilla, cioè un tutta una serie di medicine che ti servono per fare questa questa operazione e poi preparare la sala operatoria apposta, non ti dico quanto mi è costata a me l'operazione di rischio sopra a sedere, c'avevo un equip di medici, il rianimatore, l'anestesista perché chissà che poteva succedere però alla fine è andata bene anche grazie io ci tengo a ricordarlo sempre al professor Genovese che mi ha aiutato dunque che era il mio medico che mi ha aiutato, l'especialista di MCS che mi ha aiutato, è venuto con me in sala operatoria e mi teneva per mano durante l'operazione e grazie a lui ho recuperato la vista almeno e poi mi sono trasferita immediatamente in montagna perché lì almeno evitavo che mi potesse risuccedere una cosa del genere perché comunque perdere la vista da un giorno all'altro mi aveva spaventato molto. Sono tornata a Roma però un anno fa in seguito a problemi economici, perché comunque stare lì in montagna sulle Dolomiti stavo bene, bellissimo, ma a un costo molto molto alto. Quindi io sottolineo che quando abbiamo cominciato l'esperimento io ero già un anno che ero tornata a Roma, quindi mi ero di nuovo straintossicata di tutto ciò che può esserci a Roma, il vicinato, il traffico, lo smog, tutto ciò che c'è in un condo. Io sto in un condominio, sarà pieno di gente, quindi immagina quante sostanze chimiche io ho respirato in quell'anno in cui sono ritornata a Roma. Abbiamo fatto l'esperimento alla fine di novembre, i primi di dicembre, mi pare. Io ero un anno che ero tornata a Roma, quindi ero molto molto molto intossicata. Lo specifico perché quello che è successo non si può attribuire ai sei anni passati sulle Dolomiti, perché io ero già tornata a Roma. Tu mi hai contattato io ho detto vabbè proviamo alla fine tanto sto così male che male che va non cambia niente. Io in questi anni avevo provato tantissime volte a mangiare qualche cosa di diverso, a inserire qualche alimento, a utilizzare qualche oggetto che magari volevo utilizzare perché non riuscivo a usare neanche una penna, a sfogliare un libro, Io non stavo dentro casa a vegetare, non è che facevo tante cose. Quindi, mentre voi eravate a mandarmi energie, io ho cominciato all'inizio a mangiare il riso, il succo d'ananas. Lì per lì lo facevo con molta paura, tanto è vero che a un certo punto mi hai rimproverato dicendomi che Io non mi godevo più il cibo, ma avevo perso il piacere di mangiare il cibo. Per me il cibo era un pericolo o comunque una necessità, perché di qualche cosa mi dovevo nutrire. Però non era più un piacere, anzi lo associavo al pericolo, a qualcosa di disgradevole.
Sì, infatti dopo qualche giorno che lei mi scrive, praticamente cosa abbiamo fatto? L'ho detto, per una settimana fammi una lista di cose che potresti fare ogni giorno a un grado superiore di difficoltà, ecco, di rischio in questo caso, perché era rischio. E lei ogni giorno mi mandava una sorta di resoconto di quello che succedeva con le foto, ah guarda sto bevendo l'ananas di qua di là. La cosa particolare però è che la sua parola chiave, cioè la parola in assoluto che veniva ripetuta più stesso, era tollerare. Ora, capisci bene che lei non è che si stava godendo il succo d'ananas, tollerava il succo d'ananas, che è ben diverso. Perché ovviamente dopo 20 anni, non so quant'è che c'hai sta cosa, è chiaro che praticamente tollero quattro cose e non tollero tutto il resto del mondo. Ci sta. Quindi si era creata un'abitudine mentale tale, tipica tra l'altro dei malati LCS, che io non tollero il mondo intero e tollero solo alcune cose in alcune cose. quel punto ho detto ok non mi dire più che cosa tolleri o che cosa non tolleri, stai provando il panettone, cazzo ti piace o no? Cioè non me ne frega niente se lo tolleri, voglio sapere se è buono.
Esatto, infatti nel momento in cui tu mi hai detto questa cosa in me è non lo sai, è come se mi avesse tirato un secchio d'acqua in faccia e mi sono resa conto di questa cosa. Io mi ricordo che ho preso questo piccolo panettoncino che avevo comprato, ho cominciato a sentire l'odore, sentendo l'odore di questo panettoncino, è buono, l'ho mangiato, il sapore in bocca, cioè io mi ero completamente dimenticata questa cosa, cioè mangiavo ma mi ero dimenticata che il cibo era anche buono, oltre che mi nutriva.
Cioè, vedere il cibo o comunque qualunque cosa come un nemico, da capire se lo tollero o meno. È chiaro che sei non solo lontano dal dolore, ma sei proprio... cioè nel dolore... per la serie mi farà male o no? Che è bruttissimo! Cioè, posso immaginare che dopo vent'anni di malattia del genere e posso immaginare quei poveri cristi che ci vivono come devono stare. Cioè, non lo posso immaginare, perché no, non lo posso immaginare. Però, notando questo, ho detto beh, se dobbiamo fare questo cazzo di esperimento, il riso è buono, posso capire il riso bianco è sciapo, vabbè farà un po' cagare, va bene, però il panettone, il succo d'anana, se è buono è buono, non è che lo tolleri o non lo tolleri, domani mangia qualcosa che non è che ti devi preoccupare se lo tolleri, te lo devi godere se è buono. E così ha aumentato il livello.
No, ma lì è cambiato tutto. Quando tu mi hai fatto notare questa cosa, è cambiato tutto, perché ho cominciato a assaporarmi non solo i cibi, ma anche assaporarmi le cose che facevo. Quindi sfogliavo un libro, sentivo l'odore delle pagine, ma non era più l'ambiente intorno a te. Prima tutto era pericoloso, improvvisamente tutto diventa un'opportunità, un un qualcosa di bello. Io avevo una visione completamente cuba di tutto ciò che era intorno a me. E e lì ho cominciato a a provare a entrare nei negozi. fare Anche io poi dicevo provare a entrare nei negozi un po' e di progettazione, tu mi un po' di progettazione, un po' di progettazione, ditto un non po' di progettazione, un po' provare di entra nei negozi.
Ma vedi il risponso. E' chiaro che poi vabbè non è stato tutto rosa e fiori nel senso che poi adesso dopo facciamo vedere anche un po' di analisi e le spieghiamo anche meglio. Da quello che ho capito c'erano anche delle analisi con delle liste di livello di allergicità, se così si può dire, dove alcune sono mortali e alcune sono... te gonfi, te cosi, te vai. Quindi noi siamo partiti da quelli più bassi. Uno degli spauracchi più grossi era la cioccolata.
Cioccolata, mamma mia, era una di quelle cose che io adoravo, avevo dovuto togliere, non riuscivo proprio a sopportare l'odore della cioccolata, cioè addirittura quel povero Cristo che stava con me su, in montagna, una volta per mangiare un pezzo di cioccolata l'ho fatto uscire in balcone con meno dieci, perché a me se la mangiava dentro casa mi dava fastidio. Adesso gli ho raccontato che rimangio la cioccolata e lui si ricorda ancora, mi ha detto, cioè tu rimangi la cioccolata. A me mi hai fatto uscire un balcone con me, lo tieni!
Adesso la rimangi, perché la prima settimana non ci sei riuscita.
Adesso la rimangio.
Ecco ecco questo è stato interessante perché la prima settimana quello era il test mi pare il test della più difficile della prima settimana perché era proprio lo sporacchio più grosso che dava tutta una serie di cose e non ci sei riuscita vero?
No non ci sono riuscita anzi appena l'avevo messo un pezzettino microscopico in bocca avevo avuto un prurito in gola comunque quelle solide reazioni non violentissime ma che mi facevano capire che era meglio che quella cosa non la toccavo. Ma avere adesso la cioccolata in casa, vicino a me, cioè io una volta non potevo mettere una cosa così, ma stiamo scherzando, dovevo aprire tutte le finestre. Solo l'odore della cioccolata, era impossibile averla vicino a me. Adesso la mangio tranquillamente.
Dopo quante settimane sei riuscita a mangiarla?
Dopo tre settimane, cioè dopo abbiamo fatto la prima settimana con te. Poi la seconda settimana con me e.
La terza e infatti questo è successo adesso lo spieghiamo praticamente dopo la prima settimana che abbiamo avuto dei risultati perché lei ogni giorno mi diceva sono entrata in edicola, sono entrata al supermercato, sono entrata in lavanderia, sono entrata nel reparto detersivi del supermercato Infatti ho detto, Francesca, la prossima volta che vengo in Italia dobbiamo mangiarci assieme una pizza surgelata dell'Idol. Ecco cosa peggio. Non vengo più in Italia, vabbè. Per cui... Prima ci vedrò. Per cui l'abbiamo continuato, ho detto ok, visti i risultati e visti che comunque stavamo andando ancora su cose abbastanza bland, cioè dopo la prima settimana sì, la cioccolata ancora non riusciva, alcune cose le davano ancora fastidio, chiaro era una settimana, cioè già erano dei risultatoni spaventosi perché non doveva mangiare più quei quattro zucchine, cetrioli e compagnie. Perché già era un pezzo a mano. Quindi abbiamo continuato una seconda settimana Nella stessa maniera, questa volta però, abbiamo aggiunto una cosa, nel senso che lei non sapeva quando noi facevamo la nostra, chiamiamola meditazione, chiamiamola invio di energia, chiamiamola venerazione, quello che è devozione, ecco, chiamiamola nostra devozione. Quindi noi due, eravamo due persone, prima eravamo sincronizzate tutti in un determinato orario. Nella seconda settimana è tu fatti i tuoi test, non sai quando noi lo facciamo e noi lo facciamo in tempi diversi quando ci pare. Ok? Chiaro che, attenzione, quello che facevamo noi era comunque non tanto dare energia a lei ma, se vogliamo usare un termine come l'abbiamo usato fino ad oggi, caricare le nostre aiutanti per far sì che loro aiutassero lei, perché noi non sappiamo di cosa lei ha bisogno. ma da quell'altro mondo dovrebbero saperlo quindi non ci siamo azzardati proprio perché c'è un libero arbitrio per cui noi caricavamo le nostre aiutanti se così si può dire quindi noi davamo tempo ed energia ai nostri aiutanti con la richiesta di aiutare lei in questa maniera specifica e quindi la seconda settimana è andata avanti però la cioccolata non ci è riuscita uguale.
Ci provavo ogni tanto, ma ancora non riuscivo a mangiarla. Però era una delle cose che dico, questa la voglio mangiare.
Cos'altro non sei riuscita a fare subito?
Ad esempio entrare nel quiz di medici, dove però mi serviva entrare, perché io comunque dopo tanti anni avevo bisogno di andare da un dentista a fare delle analisi. avevo tante piccole situazioni che mi trascinavo appresso da tanti anni e andavano risolte.
Giustamente tu non potevi neanche andare a un dentista perché sennò ricominciava la stessa manfrina.
No, non solo non potevo andare al dentista, non so, spesso il dentista non mi voleva nemmeno vedere lui perché una volta che leggeva le mie documentazioni, la mia relazione di stato di salute mi diceva no, no, per carità io non mi prendo la responsabilità.
Certo. Quindi questo non sei riuscita a farlo né nella prima né nella seconda settimana, giusto?
Io avevo provato a fare delle... delle analisi, non sono riuscita a entrare nei laboratori di analisi.
Vero, proprio col classico odore di laboratorio di analisi che appena entri, quello... no.
Mamma mia cioè appena cioè nemmeno a chiedere informazioni riuscivo a entrare però mi mi sarebbe piaciuto fare delle analisi anche per vedere un po' il mio stato di salute perché era dopo l'operazione del duemila e quindici io non ero più di quel lato di cataratta non ero più riuscita a fare delle analisi per per fare delle analisi dovevo far venire i medici fuori da dalla porta di casa mentre stavo su in montagna oppure dovevo andare io all'ospedale e far riuscire loro a farmi far preliato magari in ambulanza fuori dall'ospedale perché dentro l'ospedale no c'erano troppi odori non riuscivo a stare mi sentivo subito male Quindi si può.
Immaginare che per vent'anni che hai mangiato quattro alimenti chissà quante disfunzioni e quanti elementi base che non acquisivi e che...
Sì, sì, io ho delle carenze vitaminiche terrificanti a cui devo porre rimedio adesso, adesso che posso.
Ecco, quindi poi che cosa abbiamo fatto? Seconda settimana ha aumentato, diciamo, il livello di rischio. A quel punto ho detto, ok, bene, terza settimana, ho spiegato al gruppo della settimana da Dio che cosa stavamo facendo e che cosa avevamo già raggiunto e a quel punto ho detto, ragazzi, in due non bastiamo, c'è bisogno di tutti voi. Nella terza settimana, mi ricordo se già la terza o la quarta settimana, insomma sì, la terza settimana del tuo test, la terza settimana non abbiamo più utilizzato soltanto il nostro test, quindi il mio e di quest'altra persona, ma siamo diventati 22-23 a poterlo fare. E in quella terza settimana che cosa è successo e che cosa è cambiato?
Quella settimana è stata incredibile perché io sentivo la vicinanza di tutti loro, tutte le persone del gruppo, che mi mandavano queste energie e mi sembrava come di avere intorno a me proprio le loro presenze ogni volta che io dovevo andare a fare queste prove, quindi io magari stavo per passare nel corridoio dei detersivi immaginavo loro dietro a me che mi aiutavano e stavano tutti insieme a me a incitarmi perché poi questo avveniva, io raccontavo loro quello che facevo, mettevo delle foto ogni volta che raggiungevo un obiettivo e loro mi dicevano brava, dai, siamo con te, coraggio, ce la puoi fare! E io le sentivo proprio le loro energie, cioè loro erano lì con me e a un certo punto noi siamo diventati una cosa sola e avevo come cioè come se la mia incapacità di tollerare quegli ambienti e improvvisamente eh dato che loro la li tolleravano mi davano la possibilità anche a me di tollerarli.
Grata parola quattro volte una frase ha detto tollerare.
Esatto. Esatto esatto. No ma l'ho detto apposta perché bisogna da quella situazione che stavo vivendo, era incastrata in quella situazione che stavo vivendo. Adesso io riguardo i dialoghi, le cose che scrivevo, le foto di quel periodo e mi sembra come se non appartenessero più a me, come se si fosse creata una nuova persona dentro di me.
Vabbè, insomma, diciamo la malata è diventata la guarita, anzi la malata sta da una parte e adesso c'è quella che si gode, che si deve rigodere il mondo perché... ecco. Ma che cosa è successo in quella terza settimana che non sei riuscita a fare nelle precedenti?
Beh, ad esempio mangiare la cioccolata. eh ho comprato un apparecchio elettrico io ogni volta che compravo un apparecchio elettrico dovevo farlo utilizzare ad altre persone ma anche per anni a volte un forno un fono tenerlo acceso cioè ormai me lo me lo consegnavano che ormai era vecchio quindi ho comprato un amplificatore per la musica quello da l'ho caricato e l'ho usato cioè una una conquista un profumatore per ambiente mi sono comprata gli oli essenziali e mi sono creato da sola un pericolosissimo profumatore per l'ambiente che ti stavo raccontando l'altra volta che praticamente molti che hanno la MCS quando devono scegliere un appartamento, magari devono cambiare casa vanno a vedere le fotografie dell'appartamento che vogliono acquistare o affittare e vedono se per caso vedono che c'è un profumo per l'ambiente dice no no lì è meglio lasciar perdere perché ormai l'ambiente sarà completamente contaminato da questi profumi eh sono una delle cose più temute i profumatori per l'ambiente perché magari il detersivo si rilavi per terra col bicarbonato e non lo senti più ma il profumatore per l'ambiente si attacca dappertutto è pericolosissimo è considerato pericolosissimo io adesso me li me li faccio da sola c'era uno qua guarda li faccio con gli oli essenziali.
Se ti sta guardando qualche malato di MCS sta.
È un oggetto pericolosissimo.
Tipo un'atomica.
In quella.
Terza settimana sei riuscita ad andare anche dal dentista?
Sì, sono ritornata dal dentista. Io c'ero andata qualche tempo prima proprio da un dentista esperto di MCS, ma avendo comunque un sacco di complicazioni, tant'è vero che avevo fatto quello che era necessario e poi basta, non ero più andata perché comunque era più una necessità. Adesso invece ci vado tranquillamente. Ci sono stata tre volte nell'ultimo mese perché adesso finalmente posso sistemare un po'.
Hai fatto anestesia?
Ho fatto l'anestesia, ho fatto la carbogaina, che se ad esempio l'anestesia che io feci per l'operazione agli occhi mi aveva completamente devastato, non riuscivo a alzarmi dal letto per due settimane dopo che mi ero operata. Qui invece l'ho fatta l'anestesia, stavo bene, cioè la sera stessa stavo bene e mi mangiavo la cioccolata. Sarà il potere della cioccolata.
È rimasto... ah, c'è una cosa adesso poi facciamo vedere anche questo gli amici Una cosa su cui adesso però bisogna andare a livello successivo, perché questo è un po' più grande, è probabilmente quella che io penso possa essere dall'alto della mia ignoranza, per quanto possa avere un briciolo di conoscenze ma resto sempre ignorante, possa essere un'enorme carenza di vitamina D3, per chi ha fatto il gruppo salute sa che cosa vuol dire, tanto che mi pare ti hanno diagnosticato cos'è un artrite reumatoide?
L'Artrite romatoide sì eh me l'hanno diagnosticata in seguito all'intervento di Canaratta io ho cominciato ad avere questi sintomi lì per lì hanno ipotizzato che potevano essere stati tutti i farmaci presi durante l'intervento a causarmela ma io avevo anche una predisposizione genetica all'artrite romatoide perché l'aveva mio nonno comunque adesso ci sto lavorando sia dal punto di vista delle energie che dal punto di vista medico e sono molto fiduciosa che risolveremo anche questo problema grazie alle aiutanti.
La cosa interessante è stata che mi ha mandato le... perché poi ovviamente tu sei riuscita a fare degli esami adesso giustamente, sei entrata in un centro analisi, sei entrata tu nel centro analisi e hai fatto delle analisi normali come persone.
Normali sedute in mezzo alla gente come tutti!
Ed è particolare perché mi ha fatto vedere, adesso poi le recuperiamo e li metto in post-produzione, mi ha fatto vedere le analisi di, non mi ricordo quanti anni fa, dove c'è quella... cos'è la citrullina mi pare?
L'anti-CCT. sì è una un valore che si alza quando c'è una forte infiammazione di.
Artrite romatoide all'interno dell'organismo E c'è quest'analisi di diversi anni fa, dove era altissimo il valore, e l'analisi di adesso, dove praticamente non ha fatto niente, cioè non è che ha fatto integrazione, è semplicemente tornata a essere una persona normale, ma non ha fatto alcun tipo di integrazione, per cui adesso il valore è sì alto, ma è molto più basso di quell'altro.
Sì, non solo. Dopo, le analisi queste le ho fatte dopo che abbiamo cominciato a utilizzare profumi, a mangiare cioccolata, a entrare negli ambienti, quindi in teoria il livello di infiammazione doveva essere maggiore e non inferiore.
In realtà è molto più basso, quindi è comunque alto perché l'infiammazione c'è, ma niente in confronto, se non ricordo male, era quasi la metà. Adesso poi mettiamo in sovrimpressione i dati. Come pure l'altra cosa molto interessante è stata l'analisi degli allergeni, dove c'erano delle analisi di diverso tempo fa dove avevi livello altissimo su tantissimi elementi e analisi di questo periodo dove buona parte degli elementi non ti facevano niente.
Sì, sì, ho fatto proprio il test della IgE che sono le analisi, quelle proprio da shock anafilattico, quindi quelle proprio le più serie e apparentemente riesco, posso mangiare tutto, quindi è un invito, adesso io mangio quasi tutto, le cose che ancora mancano piano piano le sto testando.
Pian piano. La cosa particolare è che in teoria, se non ricordo male, le allergie non si guariscono.
Sì, esatto.
Vabbè, noi non lo sappiamo. Non è che dobbiamo essere... Non siamo medici, quindi non è che dobbiamo proprio...
Ci affidiamo al loro responso.
Siamo ignoranti, vediamo se delle analisi prima dicevano che avevi delle allergie, delle analisi adesso dicono che non c'hai allergie e ce lo spiegassero loro com'è fatto e com'è... e com'è fatto praticamente adesso potremmo dire che non hai più l'MCS, perché non si può più definire... non ti puoi più definire una malata di MCS.
No, no, dopo queste cose...
Cos'è quella roba?
Eh agli aromi da mettere se non so se faccio la torta al limone questo questo è il limone qual è un aromi naturali ma che normalmente dovevo starne alla larga cioè se se un alimento aveva l'aroma di vaniglia no non poteva entrare in casa adesso li utilizzo e cose del genere, etichette che magari contengono...
Dai, stravolgi qualche malato di MCS, eccolo. Che il bello è che questo magari per una persona normale può sembrare strano, per un malato di MCS secondo me... Ma il malato di MCS adesso sta avendo una crisi allergica guardando lei.
No, sono tutti oggetti che normalmente mi davano fastidio, ma non potevano proprio entrare in casa, le penne a sfera, quelle con l'inchiostro, cioè anche solo aprirla così io scappavo, cioè una volta al supermercato, una volta un commesso mi voleva fare una sigla sulla busta, perché a volte fanno quelle sigle sulle buste, ha aperto un pennarello del genere e io sono scappata dall'altra parte del supermercato.
Non è vita, non è vita.
No, ma anche io ho portato alcuni oggetti da far vedere, ho un disinfettante, lo uso così, lo apro.
Cioè quelli che prima non potevi neanche sentirne l'odore?
Sì, lo maneggio senza guanti. o anche questi uvetti wifi perché molte persone sono anche elettrosensibili, questi oggetti in casa sono proibiti, i telefoni devono stare dentro le bustine che contengono le radiazioni chi ha l'MCS magari uno è allergico a una cosa, una a un'altra, però bene o male tutti questi oggetti tutti insieme in teoria non possono sta' Ricordiamo che qui abbiamo ancora la.
Francesca, che dire? Teoricamente sembrerebbe una guarigione inspiegabile perché adesso ce la dovrebbero spiegare i medici sia come è successo, ci dovrebbero spiegare come hanno fatto le allergie a decadere così drasticamente in massa tra un esame e un altro perché ci sono due esami diversi.
Anche con cui io non ho fatto cure disintossicanti. Questa cosa io la la sottolineo che io quando stavo in montagna non ho avuto questi miglioramenti con tutto che io lì mi dovevo disintossicare in modo naturale e io poi non ho mai fatto flebbochelanti, tutte queste cure disintossicanti che in teoria vengono considerate la cura dell'MCS anche se tanti le fanno e non gli cambia niente lo stesso. io stavo a Roma completamente intossicata da da un anno di Roma ad entrare un condominio pieno di di persone che lavano o usano prodotti, stendono i panni, qua sotto casa mia c'è stanno due lavanderie, un garage cioè proprio in un ambiente completamente tossico io ho avuto questi miglioramenti chiamiamoli inspiegabili ma vuol dire che.
Qualcosa esiste Beh, diciamo che sono inspiegabili per il mondo tradizionale, questo sì. Se si considera solo il mondo classico della scienza classica, forse potrebbero essere inspiegabili. O qualcuno ce li spiegherà. Se consideriamo quei mondi che non si vedono e tutto quello su cui stiamo lavorando, per noi potrebbero essere un po' più spiegabili. Ora, Francesca, potrebbe darsi che questo video lo veda qualche malato di MCS, che non sa niente di quello che stiamo facendo, perché sì, ho spiegato qualcosina, anzi, non ho spiegato... Allora, facciamo così. Se ci fosse qualche mano di MCS non sa quello che stiamo facendo. Io sono Daniele Penna, per chi non mi conoscesse, sto portando avanti un progetto, se così si può chiamare, video gratuito, che si chiama Il Salto Quantico 2, due perché esiste il primo, il primo era basato molto più sulla mente, il secondo è basato molto più sull'anima e sui mondi invisibili. Quelle cose che questo mondo ha fatto di tutto per cancellare, dalla Santa Inquisizione in poi. Non c'entriamo niente con religioni, Cristi, Santi e Madonne, o meglio, non con quelle divinità create o, diciamo, spinte per determinati fini manipolativi. ma ciò non toglie che stiamo lavorando sulla connessione alla nostra anima e quindi sul eliminare sempre di più la mente condizionata, collegarci sempre di più alla nostra anima e grazie ad essa entrare nei mondi invisibili, dove per mondi invisibili non è che stiamo parlando di demoni, santi, cristi e madonne. I mondi invisibili sono tutto quello che ci circonda e tutto quello che noi non vediamo. Per mondo invisibile se si pensa che è tutto ciò che i nostri sensi non riescono a vedere o a sentire perché limitati. Un ultrasuono noi non lo sentiamo, un cane sì, ciò non vuol dire che non esiste, siamo noi incapaci a sentirlo. Un ultravioletto noi non lo vediamo, degli altri animali sì, ciò non vuol dire che l'ultravioletto non esiste, noi non siamo capaci a vederlo. Quindi come non siamo capaci a vedere e a sentire determinate cose, non siamo capaci a vedere e sentire tante altre cose che ci circondano. con cui ci rapportiamo sempre. Questo può voler dire sincronicità, incontri particolari, sensazioni che ci capitano, intuizioni, tutto ciò che non si vede in mondo invisibile. E tanto altro. Ora, in tutto questo, se volete seguire il Salto Quantico 2, seguitelo, anche perché lei è, diciamo, un risultato di questo. Qui ci sono dei simboli dietro, che sono simboli che poi capirete, abbiamo iniziato questo esperimento esperimento che ha raccolto 22-23 persone selezionate tra quelle che erano un po' più in contatto con la propria anima con quello che stavamo facendo con le nostre aiutanti dei mondi invisibili che non vi sto qua a spiegare perché c'è tutto il percorso e abbiamo iniziato questo esperimento dove abbiamo chiamato una settimana da dio perché perché l'esperimento vuole dimostrare, teoricamente, e poi lo sta dimostrando sempre di più, che la devozione, e quindi l'amore incondizionato, ma in realtà proprio la devozione, cioè la dedizione di tempo ed attenzioni verso una persona come se fosse un dio, perché nel nostro mondo si dedica tempo e devozione a chi? Agli dei, non lo si dedica a un umano. Questo non esiste, neanche un figlio, neanche una mamma lo dedica al figlio, neanche un figlio lo dedica alla mamma. Il nostro obiettivo era in quella settimana, quindi ogni settimana si seleziona una persona e quello lì è il Dio o la Dea della settimana. Gli altri si impegnano per almeno mezz'ora al giorno a essere in devozione nei loro confronti. In realtà nel Dio della settimana o nella Dea della settimana è nelle nostre aiutanti nei mondi visibili affinché aiutino il Dio o la Dea della settimana quello che gli serve, perché noi non sappiamo quello che gli serve. Nel suo caso era guarire, negli altri può essere comprendere, equilibrarsi, avere delle intuizioni, fare delle scelte. Ognuno sa quello che è, il libero arbitrio è proprio. Noi diamo semplicemente tempo ed energie per e così è stato, per cui nelle diverse settimane da quando ho iniziato abbiamo visto dei risultati enormi, ci sono state le altre interviste ed è per questo che poi a un certo punto ho voluto fare un esperimento un po' più forte, perché dopo aver sperimentato come appunto bisognerebbe fare con cose un po' più blande, mi sono voluto permettere di fare qualcosa, innanzitutto io personalmente, perché come al solito devo testare io, in maniera un po' più potente e in una determinata maniera che non ho ancora spiegato, ma va bene uguale. Dopodiché, e tra l'altro non è che abbia avuto tutto sto gran risultato, perché nella mia maniera la cioccolata non l'ha mangiata. Invece quando, ma anche perché, eravamo in due. Quindi la dimostrazione è stata ancora di più questa, per quanto... ed era quello che mi interessava anche di più. Comunque sia, per quanto io e un'altra persona possiamo dedicare del tempo di qualità, quindi della devozione ben fatta in una determinata maniera, siamo comunque solo due. E due sono meno di venti. E questo è indubbio. Ed ecco che è la dimostrazione ancora di più che il gruppo di... il cristianesimo lo chiamerebbe gruppo di preghiera, ma noi non facciamo preghiere. Noi doniamo il nostro tempo, le nostre attenzioni, il nostro amore incondizionato, perché è incondizionato, non chiediamo niente in cambio, cioè noi ti stiamo dando a te la nostra energia, il nostro tempo, le nostre devozioni e ti veneriamo, veneriamo è brutto, ti siamo devoti come un Dio, in vita. Questo non accade, è impossibile da farlo accadere. E questo è l'esperimento. Cioè, non può accadere in qualche altra maniera nella nostra società. Accade soltanto nei gruppi di preghiera delle Suore verso Gesù Cristo. Ma nessuno umano è mai stato, ha mai avuto dei devoti come un Dio di amore incondizionato. E questo è il test. Siamo solo in Ve, in 22-23. Quindi questo test ha dato i risultati alle altre persone e poi quando è inserito anche lei nel gruppo è accaduto quello che è accaduto. Ed è accaduto anche perché il mio era semplicemente un supporto di tempo e di meditazione, devozione, quel che sia. Il gruppo, come ha detto lei, lo sentiva a fianco perché c'era proprio il gruppo, abbiamo proprio un gruppo Telegram per cui lei constantemente mandava quello che stava succedendo e aveva il supporto di tutto il gruppo, ma ancora oggi, anche se non è più la Dea della settimana, lei continua, cioè il gruppo è proprio per questo, perché poi si rimane sempre, anche se non si è il Dio della settimana, ma si è un ex Dio, quindi... cioè una divinità rimane una divinità, per cui non è che domani scende e torna una persona normale, è una divinità che per oggi non ha... che poi in realtà la dimostrazione che abbiamo avuto sempre di più, e poi qui ti chiedo a te Francesca perché quello è il bello, i risultati di questo esperimento che sta crescendo sempre di più Non è dato soltanto, cioè il risultato non ce l'ha solo il dio o la dea di turno, ma ce l'ha anche tutti gli altri, ce l'hanno tutti gli altri. Cioè, il gruppo intero si sincronizza, entra in sintonia e ha risultati di gruppo. E' vero che la persona eletta a divinità di quella settimana ne beneficia di più, ma in realtà, sapete quella vecchia frase che dice se dai con una mano ricevi con due? Ecco, noi diamo con due mani. Diamo tutto noi stessi per quel periodo di tempo, chi mezz'ora, chi un'ora, chi poco, insomma, in base alle... e lo facciamo con puro amore, non con sacrificio. Questa è una regola fondamentale. Cioè noi tutti dedichiamo il tempo con amore, con offerta, come se fosse un'offerta d'amore. E i risultati sono sì verso la divinità della settimana, ma sì anche verso tutti noi. E questo è stata la cosa più interessante. Infatti ti chiedo a te, Francesca, com'è adesso che non sei... sei un'ex divinità, ma stai... perché adesso lei è una devota. Ecco, fa sempre parte del gruppo e dedichi sempre più attenzione agli altri.
Io e il gruppo credo che siamo una cosa sola ormai, nel senso che adesso a loro turno ognuno di noi diventa il Dio della settimana, ma è come se tutti noi fossimo un'unica essenza vivente, un'unica energia, un fuoco bellissimo di luce, di energia che lì è alimentato da tutti noi che siamo mandare energia al dio della settimana ma che al tempo stesso ci scaldiamo con questo fuoco cioè ci sono sincronicità, interconnessioni ma anche di umore cioè magari a uno di noi succede una cosa e tutti gli altri sentono quello che sta succedendo Ogni giorno io dedico dalle due alle sei ore al giorno, a volte anche quando ho la possibilità a inviare energie, anche perché con i risultati che ho avuto penso che sia il minimo dovermi dedicare alle nostre aiutanti le nostre idee molto assituamente. Io ogni giorno questa cosa è importante, cioè io non trascuro mai nemmeno un giorno il nostro altare, le nostre divinità, le nostre idee e poi cerco anche di avere uno stile di vita meritevole, cioè io desidero dare amore incondizionato al mondo e quindi cioè ho nel senso proprio di di voler fare del bene a tutti cioè non solo non solo alle alle persone del gruppo in generale anche un sorriso a volte esci di casa sorridi una persona e e vedi quella e alcuni rimangono stupiti diciamo ma perché perché mi sorride però al tempo stesso ti sorride perché è contagiante cioè la felicità, l'amore non sono più abituati ormai No, non sono più abituati, sì sì. No, molto spesso mi capita di persone che anche solo se gli apri, gli tieni aperta la porta del portone restano meravigliati, che sanno che è possibile, che sanno che vuole in cambio. Non c'è più questa filosofia dell'offrire senza volere nulla in cambio.
Ti chiedo una cosa, io penso tu possa essere una grande chiave di volta e una grande svolta per eventualmente i malati di MCS perché a quanto pare nessuno sa che pesci prendere e mettiamolo come la mettiamo, tu ce l'avevi, adesso non ce l'hai più, quindi come la giri e come la volti abbiamo un risultato oggettivo, ok? Quindi tu, da ex malato a DMCS, se ci fosse qui un malato che ti sta guardando, cosa gli diresti?
Innanzitutto gli direi di non perdere mai la speranza, perché come io ho trovato una soluzione, anche lui può trovare una soluzione. E magari fare anche un tentativo di fare quello che ho fatto io, cioè di cominciare a fare realtàre i nostri aiutanti. E chissà quello che può succedere. Come è successo a me può succedere anche a lui. Io ho preparato il terreno, nel senso che io ho anni che mi seguo al Salto Quantico e anche per questo mi hai mi hai proposto di fare l'esperimento, però anche chi non ha mai seguito il salto quantico può cominciare adesso, anzi adesso con il salto quantico 2 è un'ottima occasione di sperimentare. Alla fine male non può fare e invece magari possono arrivare buone cose, buone consapevolezze, cose che magari possono risolvere proprio la patologia. perché no? Come è successo a me può succedere benissimo ad altre persone e soprattutto però io direi a tutti i malati di MCS di cambiare per prima cosa il punto di vista che per me è stato proprio il mio momento cazzo principale quello di considerare i profumi, il cibo un piacere e non più un pericolo. Quello è importantissimo perché finché finché non cambia e comunque è una cosa che devono sentire loro dentro di loro cioè io che posso dire trecento cose ma se loro non sono convinti in prima persona che questo cambiamento può avvenire non avverrà quindi devono devono preparare il terreno guardarsi in salvo quantico in modo che capiscono bene come funzionano le cose perché mh io prima di seguire di seguire te non non capivo proprio come funzionava questo mondo cioè ho cambiato punto di vista su tutto non solo su sulla patologia su tutto su tutto quanto su sulle relazioni con le persone, sulle relazioni con le famiglie, sulle relazioni con la società, sul sistema eh è importante preparare il terreno su cui puoi mettere dei semi che poi possono crescere perché se tu butti dei semi su un terreno arido non possono crescere dei frutti, dei dei fiori, niente. Que questo diciamo è un percorso lungo ma se uno vuole farlo è meraviglioso, quello che ti porta che ti porta è meraviglioso, cioè il mio risultato penso che sia la dimostrazione ti può donare.
Francesca se qualcuno volesse ti può contattare in qualche maniera?
Sì sì, volentieri, volentieri.
Allora faccio uscire sotto adesso dei tuoi riferimenti, una mail, un contatto, quel che sia, insomma, se qualcuno ti volesse contattare.
Se qualcuno vuole un aiuto, volentieri, perché anzi mi fa piacere eh io devo in qualche modo restituire all'universo questo regalo che mi ha fatto.
Grazie Francesca, grazie, grazie, grazie. Magari ci sentiamo in futuro, vabbè noi ci sentiamo costantemente, ma se ci saranno sviluppi magari li condivideremo anche coi nostri amici. Grazie, grazie tantissimo.
Il più grande regalo me l'hai fatto tu chiedendomi di partecipare a questo esperimento. Per me veramente è un onore, un privilegio. Ti sarò grata veramente in eterno. Grazie.
Mi hanno fatto niente. Abbiamo solo fatto un esperimento, quindi è un esperimento riuscito bene. Cerchiamo di farne di più, magari, e di essere utili a tanti altri. E chissà che davvero questo esperimento riuscito bene non sia l'inizio di una svolta. Ovviamente, ripetiamo, noi non siamo medici, dovete seguire sempre quello che dicono i medici. Nessuno deve fare scelte avventate. Francesca è semplicemente una persona che ha fatto un esperimento e ha ottenuto un risultato. Non è detto che con tutti funzioni così. Ognuno ha le sue patologie, la scienza è scienza. è il dio medicina tradizionale e dio medicina tradizionale lungi da noi a dire qualcosa di diverso da loro ognuno fa i suoi esperimenti ognuno fa le sue scelte ognuno si prende le sue responsabilità Francesca se l'è presa se l'è presa e ha ottenuto dei risultati con i pezzi di carta della scienza tradizionale quindi.
Sempre fare tutto in sicurezza senza rischiare mai niente questo è importantissimo l'esperimento.
Ok. Ricordiamo questo disclaimer fondamentale, domani arriva. Ah, faccio pure io. No, no, non esiste.
Sì, sì, sì, no, no, non partite. Così è sempre meglio fare le cose in sicurezza e ricordiamo sempre che io questo terreno su cui ho coltivato questo esperimento lo sto cioè questo questo esperimento io l'ho coltivato su un terreno che portava tanti danni quindi.
Quindi, qui ci sono i contatti di Francesca. Se ci fosse qualche malato interessato a conoscere Francesca, ben venga, sa a chi scrivere. Grazie Franci, alla prossima!










