GIUDIZIO, AMBIZIONE ed OSSERVAZIONE - Le Perle del Follow the Flow di Daniele Penna

Italian-language YouTube monologue by Daniele Penna reflecting on how judgment is ingrained from early childhood (family, school) and how it leads to constant comparison, insecurity and servitude to consumerist models. Penna contrasts judgment with neutral observation, urging listeners to notice thoughts without labeling them; he critiques media-propagated, unattainable role models and modern marketing that creates needs, and recommends inner silence to hear the soul's guidance. The piece includes anecdotes (village banana sellers, grandparents), rhetorical questions, and brief audience comments illustrating local attitudes toward judgment and ambition.
Chapters
Nel mondo occidentale siamo talmente tanto abituati a essere giudicati perché lo siamo da piccoli. appena andiamo all'asilo veniamo giudicati, ma spesso e volentieri anche già dai genitori, a volte ci mettono a confronto coi fratelli, io fortunatamente sono figlio unico quindi non sono stato mai messo a confronto coi fratelli, ma venivo messo a confronto coi cugini per esempio. Poi appena vai all'asilo, appena vai a scuola, a scuola è giudizio per eccellenza, ti danno addirittura il giudizio su quello che fai, giudizio, confronto, lui è più bravo, lui è meno bravo, hai sbagliato, guarda lui come fa eccetera. quindi cresciamo sin da piccoli in un ambiente di costante giudizio, senza dimenticare che la maggior parte dei casi probabilmente i nostri genitori hanno giudicato completamente qualunque cosa accade, io lo vedevo con i miei ad esempio, mia madre, mio padre, comunque sia era un costante giudizio, vedi quello, non vedi quell'altro, quello ha fatto così, quell'altro ha fatto così, non vedi quello che stronzo, non vedi quello che... è una cosa abbastanza normale il giudizio purtroppo e qui bisogna fare una distinzione enorme tra giudizio e osservazione perché spesso ci si dimentica a un livello evolutivo superiore di anime o di vibrazioni o di entità o di personaggi che parlano da un altro livello il giudizio non esiste, è stata una cosa che ho imparato tantissimo nei periodi in cui ero costantemente in, diciamo, connessione o canalizzazione con altra gente con altri personaggi di mondi superiori ed era molto particolare come si puntasse tanto sull'assenza di giudizio cioè la presenza presuppone che tu osservi le cose, non le giudichi Quindi, è quell'uomo che mi sta passando davanti. Non vedi quanto è grasso quell'uomo che mi sta passando davanti? È un giudizio, non è presenza. E facciamo attenzione a questo, infatti io adesso vi sprono a osservare i vostri pensieri, ad ascoltare i vostri pensieri. Se sono delle semplici osservazioni, quindi delle prese d'atto, cioè io prendo atto che Daniele è appoggiato su un Don Raimon gigante. An vedi che pirla, che è appoggiato su un Don Raimon gigante, è un giudizio. Perché il giudizio, attenzione, presuppone che presuppone uno un confronto rispetto o a qualcos'altro di esterno o a qualcos'altro di interno che la presa d'atto è Daniele ha appoggiato su Don Raimon. Daniele è un pirla che ha appoggiato su Don Raimon. È un pirla perché rispetto a cosa? Rispetto alla tua mappa dell'essere pirlo o del non essere pirla? Rispetto ai tuoi criteri dell'essere pirlo o del non essere pirla? Quindi è un'applicazione della mappa e un giudizio basato sulla mappa. È un confronto basato sulla mappa. Ricordiamoci che i giudizi, a differenza dei commenti, cioè, scusatemi, dell'osservazione vera e propria, portano al confronto. Guardate questo giochino malsano che ci è stato infilato dal sistema. Allora, ci infilò il giudizio sin da quando siamo piccoli, ok? Quindi noi giudichiamo qualunque cosa. Il giudizio ci porta al confronto. Quindi noi siamo migliori o peggiori di qualcuno. Attenzione, confronto rispetto a cosa? Ci infilano una mappa i media, che è assolutamente irraggiungibile, quindi lo standard è figo della madonna, figa della madonna, ricchissimo, istruitissimo, geniale, ci fan vedere Elon Musk, ci fan vedere Steve Jobs, ci fan vedere tutta sta gente, ci fanno le trasmissioni su su Netflix di Bill Gates, tutta questa gente che ci fa da modelli, non è che ti fanno vedere la trasmissione dell'ultimo pirla del del portinaio sotto casa che ha fatto la vita da portinaio o del postino che, cioè su di lui non gli fanno il serial da 30 puntate, 5 stagioni e ti fanno vedere la vita di come il portalettere porta tutti i giorni le lettere dalla mattina alla sera. No, non te lo fanno. Ti fanno vedere dei modelli ultra eccelsi. I quali modelli sono quelli su cui tu poi vai a creare dei giudizi e vai a creare dei confronti su te stesso. Quindi, il giudizio porta al confronto. Il confronto viene fatto su un modello irraggiungibile creato da un sistema facendoti confronti con quei modelli tu ti senti sempre inferiore sentendoti sempre inferiore inizi ad avere dei sensi di colpa e dei sensi di insoddisfazione e dei sensi di insicurezza e a quel punto sei fottuto perché sei diventi uno schiavo del sistema alla continua ricerca di raggiungere dei modelli di migliorare il tuo giudizio di migliorare il tuo status sociale di migliorare la tua bellezza estetica di migliorare qualcosa per raggiungere quella il modello ragazzi tanto per darci un'idea noi qui viviamo in un villaggio di pescatori dove ieri compravo le banane grigliate da una coppia di vecchietti che avranno avuto 85 anni a testa felici come delle pasque, sorridenti come... gioiosi come pochi, vivono in una catapecchia, hanno quattro caschi di banane, fanno banane grigliate, guadagnano quei 10 euro forse in tutta la giornata, hanno fatto la giornata, sono felici come delle pasque. Non stanno pensando di fare dei volantini e vendere più banane, creare il franchising del banana grigliata in tutto il mondo perché così apriamo i chioschi del banane grigliate in America, in Italia, e diventiamo il marchio più grande del mondo. No, stai minchiate qui, loro non ce l'hanno. non gli hanno infilato questo mondo di ambizione, perché qui ancora non è arrivato, è arrivato nelle grandi città perché vedono le cose americane, ma nelle piccole città, nei villaggi, questa mentalità non ce l'è, lo si vede anche in televisione, lo stile è completamente diverso, è un po' stile manga, è molto pacchiano, molto più gioioso, sorridente, le pubblicità sono sono veramente pacchiane, cioè sono quasi delle buffonate. Però è il loro modo, è il loro modo per ride. I loro modelli sono cose sorridenti, non sono cose serie, irraggiungibili, fighissimi. Tra l'altro non solo, i loro modelli, cioè se voi vedete che cosa c'è in giro, ci sono delle pubblicità con dei trans enormi, con la barba vestiti da don, cioè delle cose che non è che diventano sti modelli irraggiungibili, anzi sono raggiungibilissimi, quindi quelli che vanno in televisione sono più cessi di quelli che stanno fuori. Ed è una cosa interessante perché qui ad esempio l'immagine non conta, non gliene frega assolutamente niente, la gente va tranquillamente in pigiama, in giro, senza trucco e magari coi baffi, cioè non gli interessa. Così come appunto non c'è l'ambizione. Se ci pensate, chiedete alle vostre nonne se hanno mai pensato di rifarsi qualche parte del corpo. chiedeteglielo, chiedeteglielo se ci sono persone che hanno 70, 80 anni dice ma nonna ma tu hai mai pensato di rifarti qualche parte del cuore, non so rifarti le tette, rifarti il naso, rifarti il culo, rifarti le labbra ci hai mai pensato? vedete che vi risponde vostra nonna non sapevano neanche che cos'era cioè non si preoccupavano neanche se avevano il naso storto e tette piccole è stato un problema successivo quando? non è che prima non ce l'avessero, ce l'avevano pure prima solo che prima non gliene frega niente a nessuno Era così punto, così era così di dove di tenere. Cioè non esisteva il problema. Oggi invece creandoti il problema, ricordiamoci che la base del marketing è ti creo un problema, quindi devo creare io il bisogno, ti creo il bisogno che tu non sai di avere, te lo creo, prima fase della vendita, seconda fase della vendita ti aumento la paura, terza fase della vendita ti do la soluzione. marketing spiegato in tre righe e questo lo vedete ovunque no? qualunque prodotto si basa su questo che ne so, arriva quello che vende il folletto, tu stavi tranquilla con la tua aspirapolvere e questo ti crea il bisogno che tu devi avere una cosa più potente, più figa, più grossa, che fa un sacco di cose, ti pulisce, spazza le cose, i virus, i batteri, ti fa pure la pizza, il caffè, un sacco di cose e ti pioppa 2.000 euro. Tu dici, ma perché devo piare una aspirapolvere da 2.000? Perché ne hai bisogno. E se sono dei bravi venditori, te lo creano il bisogno. cioè tu fino a ieri non sapevi che esisteva una bottiglietta di acqua che ti fa l'idrogenazione dell'acqua però oggi io ti dico che l'acqua idrogenata ha molte più caratteristiche utili e funzionali per il nostro corpo rispetto all'acqua normale che bevi da rubinetto ti aumenta il pH, quindi migliora il pH del tuo corpo, aumenta l'idrogenazione, aumenta un sacco di qualità enormi, fondamentali, che senza dell'acqua idrogenata tu non potresti avere. Quindi cosa fai? l'acqua tua normale non lo è, tu l'idrogeno lo puoi prendere da nessun'altra parte se non attraverso una bottiglia H2 che trovi su Anaera a poco prezzo e anche in offerta, quindi vai su Anaera, cerca H2 bottiglia idrogenata e potrai finalmente avere anche tu la bottiglietta che adesso devo ricaricare, che si ricarica con l'USB e che ti crea l'acqua idrogenata con tante altre funzioni che puoi leggere sulla scheda di Anaera vedete l'idrogenazione che è partita mi sono dimenticato di caricare la carica una volta a settimana quindi è così che si crea il bisogno è così che si crea il bisogno che prima non avevate perché prima non sapevate che l'acqua si poteva idrogenare poi improvvisamente lo sapete e non ne potete fare a meno ok questo è la base del bisogno quindi se il sistema vi crea questo bisogno vi dà anche la soluzione e torniamo al giochino del giudizio il giudizio è alla base quindi capite quanto fondamentale è tutto questo gioco giudizio, confronto incapacità di reggere quel confronto quindi insicurezza eccetera eccetera eccetera e così si crea un ammasso di insicuri che deve vivere la propria vita con un bastone sapete il bastone con la carota davanti che si mette al mulo e il mulo corre nella speranza di prendere la carota ma non sa che la carota è legata alla alla sua stessa testa non la raggiungerà mai. All'uomo è stato fatta la stessa cosa, gli viene messo la mazzetta di denaro davanti, dico dai corri che la raggiungerai prima o poi, in realtà non la raggiungerà mai o se la raggiunge poi se la brucia o se la mangia appunto soddisfacendo i bisogni consumistici che sono stati creati dal consumismo stesso. Eppure è così. Mister Dado dice Daniela mia mente giudica automaticamente il prossimo in negativo, come fare per cambiare questa abitudine malsana? Mister Dado, ecco giudica il prossimo in negativo, è un po' come se giudicando il prossimo in negativo tu ti senti più figo, sapete come si dice no? Se vedo gli altri che stanno peggio io mi sento meglio. Ricordatevi tra l'altro che si attira quello a cui si vibra, per cui se vibrate di costante giudizio attirerete persone che vi giudicheranno costantemente. Molto probabilmente già a fianco a voi avrete una avrete persone che giudicano costantemente come si distingue un giudizio da una constatazione? dice Antonietta Basile è semplice la constatazione è una presa d'atto di qualcosa che non ha nessun tipo di riferimento di confronto o di giudizio cioè quella donna è vestita di rosso è una presa d'atto quel vestito rosso le sta veramente male oppure che è cesso quella donna col vestito rosso è un giudizio quel vestito le sta male è un giudizio vedi com'è vestita quella è un giudizio quella donna è vestita di rosso è un'osservazione cioè la grossa differenza tra osservazione e giudizio e questo è importante per cui osservare è la capacità della mente di stare fuori e vedere quello che c'è. Questo perché vi dico è importante l'osservazione? l'osservazione ci permette di stare con la nostra testa fuori e di poter osservare anche quello che l'universo ci manda se noi invece osserviamo in funzione di giudicare non potremo mai carpire il messaggio che l'universo ci manda per farci fare il prossimo salto evolutivo perché, dovendo giudicare tutto, ci perdiamo le cose che ci sono da osservare. Non solo, dovendo giudicare tutto, noi porremo la nostra attenzione selettiva su ciò che possiamo giudicare. E, come ha detto Mr. Dado lì, se noi dobbiamo giudicare qualcosa in negativo, saremo capaci, in mezzo a cento persone, di porre l'attenzione solo su quei personaggi che, in base alla nostra mappa, possiamo giudicare in negativo. e magari ci stiamo perdendo quella persona che non viene vista lì in mezzo che è il vero messaggio, che è il vero dono dell'universo che ci sta arrivando e noi ce lo perdiamo perché dobbiamo stare a vedere un vedi quello quanto è basso, un vedi quello che è eccesso, un vedi quella... non c'ha senso. Ricordiamo sempre il concetto del 7 più o meno 2 per cui se noi occupiamo la nostra mente di tutte ste cagate capiamo bene che ci perdiamo tutto il resto, cioè davvero potremmo dire che la nostra vita è quella cosa che accade mentre pensiamo ad ascoltare le nostre vocine interne. Il segreto, io ho detto più di una volta, penso che si inizia ad evolvere quando cominciamo a fare silenzio dentro di noi. Cioè devi avere silenzio per ascoltare la tua anima. Devi avere silenzio. Tutti i giudizi, i casini interiori sono tutta parte dell'ego. L'ego continua a strillare e a distrarci. Cioè noi le armi di distrazione di massa siamo noi stessi. Quindi se non abbiamo le vocine interne ci mettiamo a giocare su Facebook o su Instagram. L'importante è che non pensiamo. Se facessimo silenzio nella nostra testa potremmo forse ascoltare quel sussurro lieve della nostra anima che a volte ci vuole dare, anzi spesso ci vuole dare delle informazioni, dei messaggi, delle indicazioni che potrebbero tornarci molto utili ma se siamo costantemente minchiati di queste voci interiori, di questi commenti, di questi giudizi, di queste robe qua non ce la faremo mai Quindi, impariamo a osservare. Osservare senza giudicare. Ma osservare anche noi stessi. Cioè, mi sveglio la mattina, vado allo specchio e osservo. Oggi mi sono svegliato con due occhiaie. Punto. Cazzo, mi sono svegliato con due occhiaie. Che palle. È già un commento negativo. Perché in questo caso è un commento negativo. Dovremmo anche tenere nota del modo in cui lo diciamo. Perché un, mi sono svegliato con due occhiaie, è una presa d'atto. Michè, mi sono svegliato con due occhiaie, non è una presa d'atto, è un giudizio. Anche se la mia frase è la stessa, ma il tono è diverso, la modalità con cui mi pongo è diversa. Quindi, attenzione, non è soltanto una questione di parole, è anche una questione di come ci poniamo. Soprattutto su noi stessi, poi. Alezzina dice qui da noi in Puglia se non giudichi sei strano o sei fuori dal mondo. Eh lo so Alezzina.










