Daniele Penna argues that objects are created with a purpose and therefore should 'fulfill' their function; he compares objects, humans and natural items at the atomic level to claim a shared material basis and suggests objects possess an 'anima' or energy that can communicate, often more directly than humans because objects lack ego and language filters. He uses everyday examples (a broken chair, an amplifier, jewelry) to illustrate purposive behavior and unpredictable, meaningful interactions between people and objects.
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Oggetto nasce anche per avere una funzione, deve avere una funzione, se no non sarebbe nato. Quindi per il rispetto all'oggetto stesso, quell'oggetto deve funzionare. Quindi se io ho un amplificatore della Yamaha che deve amplificare il suono per un home theater, quell'oggetto non può stare chiuso a un magazzino, deve amplificare il suono perché è il suo lavoro, è la sua missione. Quindi lasciare chiuso un oggetto all'interno quindi non fargli portare avanti la sua missione esattamente come spesso si fa quando si incastra una persona all'interno di alcune gabbie o quando si incastrano i figli all'interno di una bolla pur di non fargli fare qualcosa, ecco non è tanto tanto diverso con gli oggetti l'energia io la reputo la stessa tu adesso mi dirai ma come puoi mettere allo stesso pari un amplificatore di suono che ne so un anello d'oro con un diamante e un bambino a livello più profondo siamo la stessa cosa, cioè siamo fatti degli stessi atomi, anzitutto noi diamanti non è che ci manca proprio tanto, tutto carbonio siamo, quindi cioè gli atomi sono gli stessi, sono soltanto messi in funzione diversa, messi in una sorta di shake diverso Ma è come dire... come puoi mettere a fianco una caipirinha con uno spritz? Sono due cose diverse. No, sono due cocktail. Cioè sono degli ingredienti miscelati in modo diverso. Quindi che venga miscelato una serie di atomi per fare una persona, una serie di atomi per fare un diamante, una serie di atomi per fare un amplificatore, una serie di atomi per fare una stampante... che cazzo cambia? e non crediate che adesso qualcuno mi dirà no, perché noi abbiamo un'anima sperateci che gli oggetti non ce l'hanno potrei darvi più e più dimostrazioni che gli oggetti hanno un'anima pensante e possono reagire a noi e su questo ne ho assoluta certezza ne ho assoluta certezza l'interazione con gli oggetti è a volte più affascinante dell'interazione con gli umani perché gli umani ci mettono il linguaggio di mezzo e imputtanano tutto, gli oggetti no, gli oggetti sono azione e reazione, un po' come gli animali ed è fantastico alcune volte, perché a volte sono imprevedibili, a volte sono dei portatori di messaggi dei portatori di messaggi molto... anzi, tra l'altro, proprio perché non hanno il linguaggio e l'ego di mezzo, spesso e volentieri la nostra parte più profonda, chiamiamola anima, quello che sia, ha più facilità a interagire con gli oggetti, quindi con l'anima degli oggetti, per comunicarci dei messaggi. Infatti è molto più semplice che un messaggio ce lo comunichi un oggetto o un animale, piuttosto che una persona. perché la persona ha troppi filtri, perché una persona ci mette l'ego di mezzo, fa minchiate, si fa le pippe mentali, cioè un oggetto no. Un oggetto, se una sedia si deve rompere, cioè se una gamba si deve rompere di una sedia e tu devi cadere a terra esattamente in quell'istante mentre pensavi a una determinata cosa, fidati che la sedia si rompe punto. cioè non c'è l'ego della sedia che dice, eh no, io mi devo rompere, e sti cazzi, no, deve cadere lui senza che me rompo io, vaffanculo, che so io che me devo rompere per lui, no, la sedia non c'ha queste pippe, queste seghe mentali per cui si rompe, punto, poi sta a te capire il perché quella sedia si è rotta in quell'istante, in quel momento, mentre tu stavi sopra e facevi una determinata cosa o pensavi a una determinata cosa.