"I BISOGNI FUNZIONALI" - Salto Quantico - MENTE/EGO - M25E8

A spoken YouTube lecture by Daniele Penna explaining "bisogni funzionali" (functional needs). Penna lists 12 needs (accettazione, apprezzamento, approvazione, ammirazione, cura, comprensione, conferma, consolazione, fiducia, incoraggiamento, rispetto, riconoscimento), explains these arise from childhood trauma as protective drives to avoid emotional pain, and shows how they shape choices, relationships, consumer behavior and limit free will. He closes with two exercises (retrospective review of past decisions to identify which needs drove them; a "pop‑up" pause—count to 10—before any action) and recommends a 40‑day repetition challenge to build new habits.
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Accettazione, apprezzamento, approvazione, ammirazione, cura, comprensione, conferma, consolazione, fiducia, incoraggiamento, rispetto, riconoscimento. 12 parole. In queste 12 parole ce ne sono due o tre che sono proprio le tue. e su quelle due o tre parole si fonda l'intera tua esistenza. Questi sono i bisogni funzionali. Finalmente ci siamo arrivati. E dopo il padre di tutti i video, quello che hai visto nel modulo precedente, quello che hai visto nel capitolo precedente, ora è arrivato il momento di capire come fare a comprendere quali sono le tue vere paure, quali sono i tuoi veri demoni, dove stanno e cosa osservare all'interno della tua vita per poter essere presente e capire da cosa ti stai allontanando e non verso dove stai andando. Cosa sono i bisogni funzionali? In un capitolo precedente abbiamo iniziato a parlare dei bisogni, ne abbiamo parlato nella scala della vita, abbiamo spiegato cosa sono i bisogni primari, ovvero quelli che sono la sopravvivenza soprattutto, quelli basati sul concetto piacere-dolore, quindi allontanarsi dal dolore e avvicinarsi al piacere, così come l'evoluzione della specie eccetera. Poi ci sono i bisogni funzionali, che sono funzionali a cosa? Perché si chiamano funzionali? Perché ho voluto chiamarli funzionali. Li ho voluti chiamare funzionali perché questi bisogni, queste paroline, sono funzionali a farti stare lontano dal tuo trauma o dai tuoi traumi, dal tuo dolore. Nel capitolo precedente, nel padre di tutti i video, spiegavo quanto fosse importante il dolore e stare lontano da esso. Bene, per fare questo Per fare esattamente quello che ho spiegato nel capitolo precedente, il tuo ego, il tuo sistema simpatico, ricordati, crea dei bisogni e i bisogni sono questi. In pratica il trauma, quindi l'evento traumatico, ovvero ciò che ti ha generato dolore emotivo, quando si genera il dolore emotivo il tuo sistema sistema di protezione genera un bisogno, ovvero il bisogno di stare lontano da quel dolore. E a questo bisogno, che è un insieme di azioni, noi diamo un'etichetta per comodità, perché la nostra mente ragiona per etichette, se non ti saprei, diventerebbe difficile poter raggruppare insieme di azioni, comportamenti, scelte e pensieri all'interno di Niente. Ecco perché ci sono i bisogni, che sono appunto delle etichette che noi appiccichiamo su un enorme scatolone, su un enorme barattolo, dove dentro ci mettiamo tutte le azioni, le scelte, i pensieri, i desideri, i condizionamenti, le motivazioni, tutto ciò che fa riferimento a quello che serve per allontanarti dal dolore che ha generato il bisogno. ti dico che hai due o tre bisogni fondamentali perché in genere ci sono due o tre grossi traumi fondamentali che poi si ripercuotono ovviamente nella vita ecco perché, non so, l'abbandono può, o il rifiuto può generare l'accettazione ma può generare anche l'ammirazione può generare anche la comprensione, la consolazione, la conferma può generare qualunque bisogno la cosa interessante è che non c'è uno schema definito Ad esempio, se trovi due gemelli che hanno vissuto nella stessa famiglia, che hanno vissuto gli stessi traumi, uno dei due potrebbe aver vissuto, potrebbe avere l'accettazione, l'altro potrebbe avere la comprensione. Perché? Perché lo stesso evento può essere visto e incamerato all'interno della nostra mente, quindi della mente del bambino, in due maniere completamente diverse. L'evento è lo stesso, il filtro, il dolore è diverso, il bisogno è diverso. Ma come funzionano questi bisogni? Adesso li andiamo a vedere uno a uno in maniera che tu li comprenda al meglio, perché alcuni sembrano simili, sembrano quasi uguali, ma in realtà sono sostanzialmente diversi. Vediamo un po' il processo, cioè comprendi il processo prima di tutto di generazione del bisogno. ipotizziamo un esempio il bimbo non è accettato non è voluto i genitori l'hanno fatto per sbaglio stavano ubriachi quella sera mezzi sfasciati e il padre non è riuscito a uscire un attimo prima e hanno fatto il danno ok in quel momento il padre dice oh cazzo non volevo e mo che casino Quando lo scopre la madre, oh porca Eva, non è il momento, non lo voglio, di qua, di là, insomma, tutta una serie di storie. Il bambino, lo spermatozoo che è già arrivato, una cellula uovo, ha già memoria di tutto questo e sente già il fatto di non essere accettato. Spesso e volentieri uno dei primi traumi avviene proprio in quel momento. Ma potrebbe non essere in quel momento, potrebbe essere più avanti. Ad esempio, non so, i genitori vogliono una bimba, vogliono una femmina, scoprono che è un maschio e che palle se lo devono tenere. E quindi il bambino lo sente che non era voluto o che era voluto in maniera diversa. Insomma, in qualche modo non si sente accettato ecco perché il dolore primario, che può essere ad esempio il rifiuto, quindi il dolore e il rifiuto mi rifiutano, rifiutano la mia presenza, rifiutano il mio essere, rifiutano il mio esistere, rifiutano il mio sesso, rifiutano la mia altezza, rifiutano i miei pensieri, rifiutano quello che vuoi insomma ad esempio appunto il rifiuto che è una ferita può generare l'accettazione quindi che cosa accadrà? il bimbo definisce nella sua mente che io devo essere accettato. E quello diventa la missione della sua vita. Deve essere accettato prima dai genitori, ma poi per estensione, per generalizzazione, dovrà essere accettato dal mondo intero. Spesso e volentieri, se ad esempio è solo uno dei due genitori che lo rifiuta, non so, magari la mamma voleva un maschio e lei è nata femmina, cosa accadrà? La bimba tenderà magari a sembrare un uomo o a fare le cose da uomo per farsi di essere accettata dalla mamma. Per estensione, cercherà di fare la stessa cosa con tutte le donne che troverà. e per estinzione con tutte le persone che troverà. Perché questo? Perché il suo sistema di protezione, che abbiamo spiegato nel capitolo precedente, nel padre di tutti i video, suo sistema simpatico, è un sistema di protezione che deve tenere il bimbo o la bimba, la persona adulta che poi cresce ovviamente, lontani dal dolore, rifiuto Perché dico dolore e rifiuto? Perché quando si prova un rifiuto, la persona, adulta o bambina che sia, prova una sensazione di dolore emotivo tale come se davvero gli venisse infilata una spada dentro le viscere. Quindi quel dolore deve essere quanto più lontano possibile. Io devo evitarlo in tutte le maniere. Come posso fare per evitarlo? Il nostro sistema di protezione crea il bisogno di accettazione. Quindi che cosa farà? farà di tutto per essere accettato o accettata, creerà le sue brave mascherine per tutti, cercherà di capire cosa quella persona che ho di fronte vuole da me in maniera tale che mi accetti e io creerò tutta questa serie di appunto teatrini per farsi di essere accettati. Questo perché? Perché se una persona mi rifiuta quel rifiuto mi fa così male che mi fa rivivere appunto quel dramma iniziale questo ad esempio è il caso delle persone molto timidi, io ero così per paura del rifiuto non mi muovevo proprio cioè non parlavo, non mi esprimevo, non approcciavo, non facevo niente certo che se non parli nessuno ti rifiuta, non esisti Quindi questo è uno dei modi. E questo è il bisogno di accettazione, ad esempio. Quindi il bisogno di accettazione prevede che tutti mi devono accettare e io faccio tutto quello che serve. Attenzione, accettazione mi devi accettare così come sono. Adesso andiamo a capire la distinzione tra i vari bisogni. Accettazione mi devi accettare in toto. Quindi mia mamma non mi accettava, mio papà non mi accettava proprio come persona, tu mi devi accettare. e questa è l'accettazione tra i bisogni più comuni nel mondo occidentale. Un altro bisogno è l'apprezzamento. Qual è la differenza tra accettazione e apprezzamento? Bene, lo dice la parola stessa, apprezzamento, cioè mi devi dare un prezzo. mentre l'accettazione mi devi accettare così come sono, a prescindere, l'accettazione spesso è proprio anche sul fisico, spesso è volentieri la non accettazione fisica, cioè qualche parte di se stessi che non ci si accetta, o proprio l'intero sesso della persona, cioè l'essere maschio invece di femmina eccetera, oppure qualche parte del corpo, essere grasso, essere senza capenza, ma tutto quello che sia, che non venga accettato del proprio corpo, quindi non mi accetto io, non mi accettano gli altri, appunto genera l'accettazione. L'apprezzamento invece è mi devi dare un prezzo, cioè mi devi dare del valore. La persona che ha bisogno di apprezzamento ha bisogno che gli altri diano a te maggior valore di qualcun altro. Quindi mi devi proprio dare un valore. È come dire, non so, una persona che ha bisogno di apprezzamento, per soddisfare il suo bisogno dovresti, non so, se per te è importantissimo il lavoro, allora dovresti togliere del tempo al lavoro per dare del tempo a questa persona che vuole l'apprezzamento. Ok? E' diverso, non è l'accettazione, cioè l'accettazione è in toto. L'apprezzamento è mi devi dare più valore di qualcosa che per te ha valore. Cioè mi devi dare un prezzo superiore di altre cose per te importanti. Ok? Apprezzamento. Approvazione. L'approvazione è quel bisogno che porta le persone a dover chiedere l'approvazione di altri prima di fare qualcosa. Quindi io scelgo di aprire una nuova azienda, scelgo, non è che lo scelgo, ho quest'idea, prima di farlo comincio a dire a mia madre, a mio padre, mamma sai ho pensato questo e quest'altro, voi che ne dite? Se mamma e papà dicono stai facendo una minchiata, quella persona lì che ha bisogno di approvazione non l'aprirà mai l'azienda, parlo di azienda o di qualunque azione. L'approvazione, quindi il bisogno di approvazione, muove la persona a chiedere, ad avere una referenza esterna, cioè a chiedere referenze esterne. Se persone reputate importanti, amici, genitori, parenti, quindi tutti quelli che noi reputiamo importanti, a cui noi diamo potere. Quelle persone devono approvare qualcosa, devono approvare i nostri comportamenti, devono approvare quello che facciamo, devono approvare le nostre scelte. Quindi le persone che hanno il bisogno di approvazione non si muovono se non hanno l'approvazione di qualcuno. Poi c'è l'ammirazione, fantastico! L'ammirazione è il bisogno classico di tutti quelli che stanno su un palcoscenico, di tutti quelli che ballano su un cubo, di tutti quelli che stanno davanti a un pubblico, di tutti quelli che stanno in televisione, di tutti quelli che si devono nutrire della standing ovation, dell'applauso del pubblico che li brama, che li adora, che li ammiri appunto, che li ammiri. L'ammirazione anche in questo caso può essere un'estremizzazione dell'accettazione. Cioè tu non solo mi devi accettare, ma mi devi proprio ammirare. Spesso e volentieri ci sono donne, ma anche uomini, che hanno bisogno dell'ammirazione e sono quelli che devono mostrare il fisico, che devono essere sempre perfetti, che devono essere tutti truccati, oppure che devono essere davanti a un palcoscenico, oppure che si capita anche tra i grandi trainer, che sono quelli che si nutrono proprio del pubblico, cioè devono stare davanti a un folto pubblico per nutrire il proprio bisogno. Se avessi avuto bisogno ed ammirazione non starei mai di fronte a una telecamera perché sto da solo dentro uno studio con un occhio con un obiettivo invece di avere 3.000 persone davanti, non avendo, essendomi risolto i bisogni, non ho più bisogno di tutto questo. Per un periodo ce l'ho avuto, devo ammettere che per un periodo lo stare davanti a un pubblico dava energia e dava anche tanta carica, ma in realtà soddisfava un bisogno. Che l'ammirazione appunto non solo vieni accettato per quello che sei, ma vieni anche ammirato. la cosa interessante dei bisogni è proprio questo che a mano a mano che li scopri e che li risolvi non sono più la motivazione delle tue azioni quindi acquisisci il tuo libero arbitrio perché attenzione i bisogni ti rubano il libero arbitrio tu non hai il libero arbitrio tu ti muovi in funzione dei bisogni che hai quindi i bisogni generati dai traumi per scappare dai traumi stessi diventano ciò che condiziona la tua vita andiamo avanti Cura. Cura è il dover dare cura a qualcuno. Dover curare gli animali, dover curare i malati, dover curare i bambini, dover curare qualcosa. Attenzione, la cosa interessante è che i bisogni sono bivalenti, cioè sono verso gli altri, ma anche verso noi stessi. Io avevo un tremendo bisogno di cura. Ma perché? Perché mi è mancata. Essendo vissuto praticamente da solo, perché i miei lavoravano, io non avevo qualcuno che mi curasse. Io ricordo scene di quando è arrivato il terremoto, che stavo 4 anni, 5 anni, quanti avevo, a casa da solo. Non sapevo neanche cosa fosse, perché ballava tutta casa. quello che ti manca diventa quello che vuoi dare agli altri io per un periodo ho avuto il bisogno di cura estremo che ha avuto il mio vantaggio secondario di poter aiutare tantissima gente e di fare tantissima esperienza ma prima me l'andavo a cercare cioè quando avevo il mio bisogno di cura io avevo necessità di dover aiutare qualcuno perché aiutare qualcuno mi distaccava dal trauma iniziale che era la mancanza di cura e quindi mi nutriva, mi dava piacere io provavo piacere ad aiutare la gente quindi andavo in giro per l'Italia gratis a fare coaching privati, aiutare la gente, chiunque mi diceva sto male, arrivo perché ne avevo bisogno io ovvio che aveva il beneficio secondario che stavano bene anche loro e nel frattempo io facevo tantissima esperienza ma capisci che non era un obiettivo era uno scappare da e andare e soddisfare un bisogno. Quindi non ero un libero arbitro, io avevo bisogno di questo, tanto che se non lo facevo per troppo tempo dovevo per forza aiutare qualcuno, avevo sempre bisogno di qualcuno da aiutare. Quindi questa è la cura. La conferma! Ti piace questo video, eh? Dai, scrivimi sotto nei commenti, fammi sapere se ti piace, mi raccomando, ti piace, vero? Questa è conferma. La conferma è quel bisogno che a differenza degli altri, qualcosa l'ho già fatta, ma voglio la tua conferma che l'ho fatta bene. A volte quelli che hanno bisogno di conferma usano spesso l'intercalare, no? Che ti dicono, che ne so, ti parlano e ti dicono... è come se ti facessero la domanda se stanno dicendo qualcosa di giusto. Allora, allora, andiamo al cinema, eh? Che ne pensi? Facciamo questo? Ti preparano un piatto. Com'è? Buono? Ti piace? Sei sicuro? Ti piace? Ti piace? Quindi devono avere la conferma che hanno fatto bene. Quindi a differenza dell'approvazione, che è un'approvazione su qualcosa che magari devo fare, la conferma è su qualcosa che ho già fatto. Poi abbiamo la comprensione. La comprensione è più a livello concettuale, cioè tu mi devi comprendere, io dico qualcosa, tu mi devi comprendere, oppure io sto in silenzio e tu mi devi comprendere lo stesso, questo è tipico, a volte sono donne che fanno così, ma anche uomini a volte, stanno in silenzio e dicono ma come non hai compreso, che devo comprare, sei stata zitta due ore e io devo comprendere cose esattamente, quindi sono quelle persone che sperano che tu sia un telepate, sia quello dell'X-Man che riesce a capire la mente. La comprensione è la necessità di essere compresi dalle altre persone. Tu cominci a parlare di la fisica quantissima, le scie chimiche, i vaccini e le cose. I tuoi genitori o la tua famiglia dicono, ma sai, sei un complottese, tutto è cazzazzo, tutto è buffa, l'hai visto? Lì le scie chimiche sono le colle, gli aerei che spruzzano colorano, fanno quelle robe lì. ti deridono, tu non hai comprensione, quindi le persone non ti comprendono, non comprendono le tue idee, non comprendono quello che pensi, non comprendono il tuo stile di vita, non comprendono una mazza. appunto quello è il bisogno di comprensione. Spesso e volentieri il bisogno di comprensione viene appunto dai traumi infantili quando il bambino non era compreso. Che ne so, lui aveva l'amico immaginario e la mamma lo porta sotto psicofarmaci. Parlava con gli animali e lo portano allo psicologo. Insomma, quindi non c'è la comprensione del bambino e poi diventa per estensione tutto il resto. Poi abbiamo la consolazione, la consolazione tipica di quelle persone che piangono costantemente, si piangono addosso, non vogliono risolvere una beniamata mazza, ma vogliono soltanto che tu gli dica povero è vero quello lì ti ha lasciato, che stronzo è proprio lui, vedrai povero... insomma la consolazione non vogliono risolvere le cose vogliono soltanto una spalla su cui piangere litri e litri e litri di lacrime mentre una voce li consola e gli dice che il mondo sarà migliore faranno sempre la stessa cosa dopo l'importante che ci sia sempre qualcuno che li consoli poi andiamo nella fiducia fiducia ovviamente anche in questo caso è bivalente in genere la persona non dà fiducia agli altri oppure non si fida degli altri e spera che gli altri si fidino di lei quindi la fiducia, mi devi dare fiducia, mi devi dare qualcosa e ti devi fidare, lo faccio bene, oppure mi devi lasciare i chiavi dei casi, insomma in qualche modo quella persona che ha il bisogno di fiducia ha appunto bisogno di qualcuno che si fidi di lei e gli dia qualcosa, gli affidi qualcosa su cui poter avere fiducia anche in questo caso la fiducia è mancata da piccoli probabilmente spesso ad esempio capita tra fratelli, sorelle dove magari a qualcuno viene data fiducia e all'altro no perché magari perde le cose perché magari le rompe e quindi si dà di più a uno e niente all'altro come fiducia e quindi il bambino o la bambina cresce con la necessità di avere fiducia Poi abbiamo l'incoraggiamento. L'incoraggiamento, a differenza degli altri. Allora, vediamo la differenza. L'approvazione, io scelgo di fare qualcosa, cerco l'approvazione. La mamma e il papà che ti dicono, ok, secondo me lo puoi fare. Quella è l'approvazione. La conferma, e dopo che l'ho fatto, mamma che dici, l'ho fatto bene questo? Sì, fatto bene. Questa è la conferma. L'incoraggiamento è, voglia di fare questa cosa, ma tu che dici? Sì, dai, vai, ce la puoi fare, tu hai le palle per farlo, vedrai che ci riuscirai, vai tranquillo, io ti incoraggerò fino alla morte, poi vai a tuo padre, sì, vai, puoi farlo, vedrai che qui diventerai il migliore, vai, vai, vai. Questo incoraggiamento non è approvazione. Quindi, non solo mi devi approvare quello che faccio, ma mi devi anche incoraggiare. Ricorda, l'incoraggiamento è quando fai una maratona e il pubblico ti incoraggia. Vai, vai, ce la fai, ci riesci, vai, ce la fai. Capisci che l'incoraggiamento, se stai facendo qualcosa, ad esempio stai facendo un'impresa, stai aprendo un'azienda, stai portando avanti un progetto, qualunque cosa, avere l'incoraggiamento vuol dire che devi avere costantemente l'incoraggiamento. Cioè, magari, chi ha l'incoraggiamento, potrebbe capitare che al primo intoppo di qualcosa, se non ha l'incoraggiamento, si ferma e torna indietro. Ok? Cioè, io sto andando per la mia strada, caddo, in quel momento, se nessuno mi dice, dai, vai, non ti preoccupare, vedrai che sarà meglio dopo, dai, rialzati, ti do una mano, facciamo, diciamo, vai avanti, che ce la puoi fare, eh, si ferma. Si ferma. Perché ha bisogno costante di incoraggiamento. Capisci come i comportamenti sono condizionati dai bisogni e come possono sembrare uguali ma sono sostanzialmente diversi. Quindi l'incoraggiamento l'abbiamo detto. Arriviamo agli ultimi due. Rispetto. Un po' come la fiducia, anche in questo caso, il rispetto probabilmente mi è mancato da piccolo. E quindi, anche in questo caso, spesso e volentieri è sempre bivalente. Io non rispetto qualcuno, ma non lo dico. però voglio che io venga rispettato. Rispettato, poi ovviamente, attenzione, il rispetto, come tutte le parole, come si spiega in programmazione neurolinguistica, sono delle nominalizzazioni. Il concetto è che il rispetto per te può essere non rispetto per me, cioè per te il rispetto potrebbe essere, che ne so, ad esempio una coppia, no? questa la devo raccontare perchè fu proprio l'apoteosi del rispetto, l'ho raccontata in più direzioni ma ho fatto scena, ho fatto testo questa tanti anni fa stavo con una ragazza molto più grande di me, una delle prime ragazze stavamo bene assieme, ero a casa sua vado in bagno, esco, entra lei in bagno esce incazzata come una biscia incazzata mi ha vomitato addosso mezz'ora di parole, io non capivo che cosa avessi potuto fare in bagno per essermi meritato quella svagonata di parolacce e di... e la sua base è tu non mi rispetti, tu di su, tu di giù, tu di qua, lei mentre... mi vomitava addosso in puro stato di stress, per cui non riuscivo neanche a capire, a parlare, a interferire quello che diceva in questa apoteosi di delirio di onnipotenza, di mancanza di rispetto. Lei continuava a far fugire questa cosa del rispetto, il mancavo di rispetto. Io penso, cazzo, sono andato in bagno. Allora, la tavoletta l'ho abbassata, l'acqua l'ho tirata. Cazzo ho fatto che non le ho mancato di rispetto? A trombarmene un'altra, non me ne so trombate. Che cazzarola potrò aver fatto di così grave per non averla rispettata? Insomma, dopo mezz'ora finalmente riuscì a cercare, a fare una domanda, per dire, scusa, che cazzo ho fatto per mancarti di rispetto? Come? Ed è ritornata per l'altra mezz'ora perché non avevo capito. Insomma, alla fine si è scoperto che avevo lasciato una goccia di dentifricio nel lavandino e non l'avevo pulito. E per lei questa era una mancanza di rispetto devastante, perché voi uomini non capite che noi torniamo dal lavoro e dobbiamo pulire, dobbiamo cucinare, dobbiamo fare... Ma ha fatto tutta una pippa pazza sotto, guarda che bastava dirlo? Cioè io sinceramente non ho mai notato quando... una goccia di dentifricio rimane nel lavandino. Adesso sì, cioè da quel momento sono stato traumatizzato a vita. Se vado in casa di qualcuno di voi, non troverete mai più una goccia di dentifricio nel lavandino, perché ogni volta che mi lavo i denti, addirittura uso le polveri, uso i dentifrici in polvere così che non possono lasciare le gocce. E ho risolto il problema. Vite come si crea ogni trauma e poi si va lontano da... Quindi, capisci che se io non so che cos'è per te il rispetto, cioè infatti lo dicevo, guarda, scusa, la prossima volta ti pulisco il lavandino e me ne vado a trombare altri cinque, per me il rispetto era rispetto te, non vado con altre, se ne sapevo che per te il rispetto era la goccia nel lavandino. Quindi è fondamentale, tra l'altro, che quando, soprattutto nelle relazioni, perché poi, ah poi arriviamo alle relazioni, Soprattutto nelle relazioni. Il grosso problema nelle relazioni è che le regole sono imposte ma non si conoscono. Quindi quello che è rispetto per me non è rispetto per te e viceversa. E bisognerebbe dirlo prima. Rispetto l'abbiamo detto. Riconoscimento. Riconoscimento è bello perché è il bisogno che viene istigato dai network, dai network marketing, o da tutto ciò che è competizione, cioè il riconoscimento è la spillina, è il premio, è il bambolotto, è lo stemmino, è la cosa che ti attaccano, è il riconoscimento, cioè tu mi riconosci che ho fatto qualcosa di meglio degli altri. e questo si muove proprio la competizione, la gara, l'andare sul palco, l'applauso, la spillina, l'oggettino. I network marketing puntano tantissimo su riconoscimento. Se vuoi trovare persone con il bisogno di riconoscimento all'estremo troverai, vai in un network marketing, vai in una sala in cui fanno la presentazione e li beccherai quasi tutti con il bisogno di riconoscimento, che si vanteranno della spillina, dell'andare sul palco, di aver fatto chissà che cosa. avevo tantissime persone che il loro obiettivo nel network non era guadagnare, ma era andare sul palco, avere una spillina in più, cioè pur di avere quella spillina, di avere quel riconoscimento, spendevano più soldi di quello che guadagnavo. E questo è il bello, il bello e il brutto dei bisogni è che quando si scoprono i bisogni adesso cominci a capire come funzionano. I bisogni sono le tue leve motivazionali principali, quindi tu fai tutto per soddisfare questi bisogni. Attenzione, questi due o tre, perché due o tre di questi bisogni sono i tuoi, li hai già identificati. Dopo ti faccio fare un esercizio, nel prossimo modulo troverai una meditazione per scoprire quali sono i tuoi bisogni, ma diciamocelo chiaramente, lo sai già. A mano a mano che te ne parlavo dicevi, ah cazzo questo è mio, anche questo, oh cavolo anche questo, un po' meno ma anche quest'altro. Li hai già beccati. Non solo, ma i bisogni sono di potere diverso, cioè avrai un bisogno che è estremamente più alto rispetto agli altri, tipo un bisogno al 60, al 70, al 90%, poi magari uno al 10, uno al 5, oppure uno al 60, uno al 40, uno al 30. che vuol dire potresti avere accettazione, ammirazione, riconoscimento. Ok? Accettazione primo posto, ammirazione secondo, riconoscimento terzo. Cosa vuol dire la scala dei bisogni? Vuol dire che se devi fare una scelta, sceglierai in base alla soddisfazione del bisogno più importante. Quindi, in pratica, fondamentalmente sai che cosa accade? Ipotizza di stare davanti a un computer, no? E la tua mente fa una verifica, fa una checklist per ogni singola azione. ipotizza, non so, di uscire, di dover uscire con una persona, oppure di dover scegliere con chi uscire, se con una persona o con un'altra, oppure se andare da una parte o da un'altra, oppure se prendere un lavoro o un altro, insomma accettare una proposta o un'altra, aprire un'azienda o un'altra, qualunque cosa, una scelta qualunque. Ebbene, la mente cosa fa? Scelta 1, se scelgo questo, sarò accettato? Sì. spuntato. Sarò ammirato? Sì, spuntato. Sarò rispettato? Rispetto questo qua, no. Scelta due, se esco con quest'altro, verrò accettato? Sì. Verrò ammirato? Sì. Verrò rispettato? Sì. Con chi esco? Con quell'altro, sicuro, garantito. stessa cosa col lavoro, stessa cosa con le persone, stessa cosa con qualunque cosa. Capisci perché gli umani sono lenti e prevedibili? Perché nel momento in cui conosci i bisogni di una persona, saprai prevedere perfettamente le mosse, le scelte, le idee, i comportamenti, gli obiettivi a lungo termine, i fallimenti a lungo termine, se non cambierà questo. perché tutte le sue azioni saranno basate non verso la realizzazione di uno scopo o di una missione, ma verso la soddisfazione di bisogni. Le relazioni, e qui arriviamo alle relazioni, ne ho parlato più di una volta in diverse digressioni, Le relazioni, cosa pensi che siano? Sono due persone che si soddisfano temporaneamente i bisogni l'un l'altro, senza esserseli detti o dichiarati. Quindi, per come si sono mostrati, si rispettano, o meglio, si soddisfano i bisogni e allora si crea una relazione. Peccato che la relazione sta in piedi finché non lasci una goccia di dentifricio nel lavandino. finché un bisogno non viene soddisfatto, e lì crolla tutto. Attenzione, ecco perché le relazioni crollano, perché si presuppone che a vita queste due persone, o più persone, perché le relazioni possono essere di qualunque tipo, è amicizia, parentela, eccetera. Che queste persone soddisfino i loro bisogni e non cambino i loro bisogni e non evolvino e che non creino cambiamenti dentro se stessi, non migliorino se stessi, non facciano niente assieme. Cioè che nella loro vita nessuno di due evolva. Quindi ciò vuol dire che io conosco te e ho questi bisogni, che ovviamente sono basati dai miei traumi da piccolo, di ammirazione, accettazione e rispetto, e devo restare con questi tre bisogni a vita. Tu avrai altri tre bisogni che io ti soddisfo e devi restare con quei tre bisogni a vita. Soltanto così possiamo sperare di andare avanti un po' o per un buon periodo di tempo. Perché nel momento in cui io comincio il mio processo di evoluzione e comincio a scoprire tutto questo, a eliminare tutto questo, a cambiare, a evolvere, il mio bisogno di accettazione comincia a non avere più potere e quindi sinceramente a me non frega niente se tu mi accetti o non mi accetti Prima era importante, adesso non è più importante. Quando quel bisogno viene a mancare, quindi io non ho più bisogno di quello, e tu mi soddisfavi quel bisogno, non mi nutri più. Cioè, il tuo nutrimento non mi piace più, non mi dà più effetto, non mi sa più di niente. Perché quello non è più il mio piatto preferito. Perché me lo sono risolto. Capisci? Cioè parliamo proprio di nutrimento e la soddisfazione di bisogni sono nutrimento. Tu ne hai bisogno, come se fosse l'aria, come se fosse il cibo. Non vede proprio cibo per il nostro ego. Capisci questo? Quindi comprendi quanto sono fondamentali i bisogni. Ed è questo quello che devi andare a vedere da oggi in poi. Cioè, una volta che hai compreso quali sono i tuoi bisogni, e l'hai già compreso, ti ripeto, Dicevo nel video precedente, nel padre di tutti i video, che l'importante è la presenza, cioè l'essere presente prima o mentre fai determinate cose. Ora che conosci come funzionano i bisogni e che hai scoperto i tuoi, prima di fare qualunque azione, questo è l'esercizio con cui ti lascio in questo capitolo, prima di fare qualunque azione, qualunque scelta, anche qualunque uscita, ti chiamano gli amici, non so, sei già in pigiama, stai già a letto dormendo, ti chiamano gli amici e ti dicono devi venire, è una festa spettacolare, manchi solo tu, tu non puoi mancare, dai vieni per forza anche tu, dai dai dai dai dai dai dai! Ora, se tu hai come bisogno l'accettazione o l'incorazzamento o l'ammirazione o quello che vuoi, ma soprattutto l'accettazione Se tu hai l'accettazione, sai cosa fai? Anche se stai dormendo, anche se hai il mal di testa, ti togli il pigiama, ti vesti, ti inghingeri, ti trucchi se sei una donna e vai con i tuoi amici. Perché? Perché la paura di essere rifiutati dagli amici, la paura di non essere accettati, la paura che poi non ti chiamino più, la paura che non ti ammirino più, che non ti accettino più, è più forte della voglia di dormire, è più forte del tuo mal di testa, è più forte di qualunque cosa che possa già magari star facendo. Queste sono le azioni, questi sono i condizionamenti, queste sono le vere motivazioni. Quando le persone mi dicono io non trovo la mia missione, ce l'hai già una missione, soddisfare i tuoi bisogni, punto! Questa è la tua missione, basta! Finché avrai i tuoi bisogni che hanno così grande potere nella vita, questa è la tua missione. Quindi se vuoi cominciare a riacquistare il tuo libero arbitrio, Prima di fare qualunque azione devi essere presente, è come se tu dovessi mettere un pop-up nella tua testa. Sai come quando stai lavorando sul computer, stai per far partire un programma che magari può essere dannoso e il computer ti dice, attenzione, stai per far partire questo programma, sei veramente sicuro? Va che potrebbe danneggiare il tuo computer. Che vuoi fa? E tu dici sì o no. Questo è l'esercizio che dovresti fare. Se tu riuscissi a mettere questo pop-up nella tua mente, prima di fare qualunque singola azione, ti chiama l'amico e ti dice vieni con me, è fighissima questa cosa, tu gli dici due palle, non c'è voglia, c'è la partita, chissà quale altre cose stai facendo Stai per dire al tuo amico con malvoglia, ma devi farlo per forza, stai per dire ok arrivo prima di dirglielo pop up. Attenzione! Stai per rispondere sì al tuo amico anche se non te ne puoi fregare di meno. Lo stai facendo per accettazione. Lo fai davvero? Oppure no? Ed è lì il momento in cui puoi generare il vero cambiamento. Perché se cliccherai sì nella tua mente E continuerai a fare quello che hai sempre fatto, continuerai a soddisfare i tuoi bisogni come hai sempre fatto. Però non mi venire più a rompere i maroni e dirmi che non trovi la tua missione. Non mi venire a dire a 50 anni che stai girando in tondo e non riesci a raggiungere niente. Perché l'hai raggiunto. Stai raggiungendo la soddisfazione dei tuoi bisogni da sempre. stai facendo qualcosa, quindi quello stai facendo, accontentati. Se vuoi continuare a cliccare sì su quel tastino quando il tuo pop-up verrà fuori e dire stai facendo questo per essere ammirato, stai facendo questo per essere riconosciuto, stai facendo questo per essere consolato, lo vuoi davvero fare? Se clicchi sì smetti di vedere questi video, sono inutili, hai perso solo tempo. Se invece cominci a cliccare NO per una volta, due, tre, dieci, cento, mille, genererai una nuova abitudine. genererai un nuovo comportamento, genererai una nuova abilità e finalmente riacquisirai il tuo vero libero arbitrio. Questo è il libero arbitrio, riottenere la capacità di scelta, non dover scegliere condizionato dallo spauracchio del non essere accettato, di essere rifiutato, di non essere rispettato, di non essere incoraggiato e tutte quelle paroline lì. Il libero arbitrio è riacquisire la capacità di scelta, il pop-up. Sforzati! Sii presente, prima di ogni singola azione, prima di parlare, prima di scegliere, prima di muoverti, prima di scegliere un vestito, anche il vestito, scegli qualunque cosa fai, il modo di truccarti, il modo di... la macchina che compri, il lavoro che hai, qualunque cosa, se tu andrai a vedere perché l'hai fatta, ti renderai conto che l'hai fatta per rispettare i tuoi bisogni. E se andrai a vedere nella vita che hai già vissuto tutte le scelte che hai fatto quando ti sei trovato di fronte a un bivio, ti renderai conto che tutte le scelte che hai fatto le hai fatte per soddisfare i tuoi bisogni. Tu non hai deciso niente della tua vita. Il tuo libero arbitrio è soltanto una parolina stratta, ma non l'hai mai avuto. perché i tuoi bisogni, ovvero ciò che è stato creato per allontanarti dal trauma, hanno sempre deciso per te. Ti chiedo di fare questo esercizio. Prendi il tuo passato, prendi le tue scelte, prendi le tue decisioni quando hai scelto un lavoro, quando hai scelto di iniziare una relazione, quando hai scelto di chiudere una relazione, quando hai cambiato casa, quando hai cambiato città, quando hai fatto qualunque cosa. Parti dalle più importanti e ritorna con la mente a quando hai preso quella decisione, scoprirai che la decisione che tu credevi vinisse dalla tua scelta, in realtà è stata generata dalla soddisfazione dei tuoi bisogni. Tu hai scelto quello che credevi avrebbe soddisfatto di più i tuoi bisogni. Credevi. Perché poi magari nel tempo hai scoperto che non è stato così. Ma questa è un'altra storia. Capisci che tutto si basa sui bisogni. Quindi l'esercizio per chiudere questo capitolo è, due esercizi. Uno, torna indietro nel tempo, vai a verificare tutte le tue scelte e nota su quali bisogni, quindi se hanno soddisfatto determinati bisogni. Se è una domanda retorica, sì hanno soddisfatto i tuoi bisogni, io lo so, serve soltanto per farlo capire anche a te. Nel frattempo avrai già identificato alcuni bisogni che per te sono fondamentali, già ti sono risuonati. Nel prossimo capitolo! te li farò risuonare un po' meglio, ma già più o meno tre, quattro, cinque li hai identificati, adesso capirai quali, facendo questo esercizio di tornare indietro nel tempo, capirai quali sono quelli veramente fondamentali, cioè quale, soprattutto uno in particolare, o al massimo due, sono quelli che hanno sempre spinto la tua scelta motivazionale, quindi hanno sempre motivato le tue scelte. Bene, questo è il primo esercizio. Il secondo esercizio è il pop-up. Qualunque cosa, prima di farla, prima di emettere parola, prima di fare una scelta, prima di fare una decisione, prima di dire un sì o un no, prima di vestirti, prima di truccarti, prima di scegliere una qualunque cosa nuova da comprare, prima di fare un acquisto, prima di fare qualunque cosa, conta fino a 10. E chiediti, lo sto facendo per soddisfare uno dei miei bisogni? la risposta sarà quasi sempre sì. A quel punto potrai scegliere se continuare a fare quella scelta, fare quell'azione oppure fermarti e fare qualcos'altro. La cosa più banale che puoi fare è anche al supermercato. Ricorda che ogni tua singola mossa, ogni tua singola azione è mossa da un bisogno. Anche l'acquisto di un detersivo invece di un altro. Probabilmente quello è condizionato dalla pubblicità, ma condizionato da quale tipo di pubblicità? Ricorda che la pubblicità fa leva sui bisogni. Le basi della vendita sono proprio queste. Ecco perché conoscere i propri bisogni ti rende meno manipolabile. e per il mondo commerciale conoscere quali sono i tuoi bisogni ti rende una marionetta nelle loro mani perché tu comprerai in base a quello cominci a vedere le pubblicità nell'ottica di su quale bisogno stanno facendo leva perché tutte le pubblicità fanno leva su dei bisogni ovviamente su un target di persone la macchina figa e sportiva falleva su un determinato bisogno, il profumo di un certo tipo falleva su un altro, la macchina con 300 airbag falleva su un altro bisogno. Inizierai a comprendere quando vedrai le cose in base ai bisogni che il mondo ti si ti si prospetta davanti in maniera completamente diversa. I bisogni sono come Matrix. Se hai visto il film Matrix, appena cominci a comprendere come funzionano i bisogni, vedrai il mondo nella sua vera matrice. Vedrai le persone muoversi non in funzione di chissà quale motivazione, ma solo in funzione di soddisfazione dei loro propri bisogni. A mano a mano che andrai avanti diventerai pratico. Comprenderai dai pochi comportamenti che bisogni hanno, dal linguaggio che hanno, che bisogno hanno. Da come dalle foto che mettono su Facebook puoi capire che bisogno hanno. Tutto è basato sui bisogni. Gli account Facebook sono fantastici perché gli account Facebook sono l'apoteosi dell'espressione dei bisogni. Tu puoi vedere un account Facebook e capire al volo, senza mai parlare con una persona, da che bisogno è mosso. Devi soltanto diventare pratico. Nel video precedente, appunto, dicevo che bisognava essere presente, iniziare a comprendere i propri traumi e i propri demoni. Bene. Il modo per comprenderli è osservare i bisogni e le azioni che vengono mosse dai bisogni. Non solo iniziarli a osservare è il primo passo. Il secondo passo è bloccare quell'azione e fare un'azione nuova, creare un'abitudine nuova, creare una sinapsi nuova. Per decine di anni nella tua vita, per ogni singolo stimolo, l'azione è sempre stata condizionata da quegli stessi bisogni. Devi creare una sinapsi nuova, un comportamento nuovo, un'azione nuova, un'abitudine nuova. E l'abitudine si può creare solo con la ripetizione. A volte ci dicono che bastano 21 giorni per creare un'abitudine. Sinceramente, non è vero. Io penso che ne servano almeno 40 consecutivi. Ciò vuol dire che tu per 40 giorni dovrai bloccare qualunque singola azione mossa dai tuoi bisogni e crearne una nuova. Ciò vuol dire che potresti aver bisogno di mesi per fare questo. 40 giorni consecutivi è un po' come la sfida dei 40 giorni. Se al decimo giorno ti rendi conto che t'ha fregato, hai fatto qualcosa per bisogno, devi cominciare da capo. Ti posso garantire che i bisogni sono talmente tanto inconsci che è veramente difficile comprenderli, perché qualunque tua azione è mossa da quei bisogni, qualunque, quindi per essere presente devi veramente stare sempre lì sul pezzo, devi sempre stare lì a visionare quello che stai facendo e chiederti per quale bisogno lo sto facendo? Perché sto mettendo questi scarpe invece di quest'altro? Perché scelgo questo vestito invece di quest'altro? Perché questo spazzolino invece di quest'altro? qualunque cosa può essere mostrata ai bisogni, dalle piccole alle più grandi. Hai un grande esercizio da fare, rivedere il tuo passato e scoprire come i tuoi bisogni l'hanno condizionato, fare attenzione al presente e fermare i bisogni in maniera che non lo condizionino più. Buon lavoro!










