"I presupposti della comunicazione" Modulo 1 - Practitioner PNL Gratis

Italian-language recorded module by Daniele Penna introducing Neuro-Linguistic Programming (PNL/NLP). Penna gives a brief history (founders and modeling of psychotherapists), frames PNL as a "user manual" for the brain, explains the course format (modules, exercises, multimedia, 'dispensa') and emphasizes practice. The bulk of the module lists and explains foundational presuppositions of communication (e.g., "non si può non comunicare", "il significato della comunicazione sta nel risponso", "la mappa non è il territorio", representation via senses, positive intent of behavior, "non esistono fallimenti, esistono solo risultati", "ascolta due volte, osserva due volte, parla una", and "non si muove una foglia che l'inconscio non voglia").
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Benvenuti in questo primo modulo del practitioner di PNL innanzitutto che cos'è un practitioner e che cos'è la PNL? da tanti anni, da ormai quasi 20 anni da quando ho studiato la PNL ho sentito l'esigenza di poter trasferire queste tecniche al grande pubblico prima di tutto perché le ho provate su me stesso e ho ottenuto risultati, ho ottenuto risultati che non avrei mai immaginato quando ho iniziato a fare questo percorso. Risultati che mi hanno portato da quel ragazzino sfigato e complessato, che forse avrai sentito quando racconto la mia storia e gli altri video che si trovano su YouTube, a una persona di successo. E, alla fine, tra questi due personaggi non è passato altro che tutta una serie di conoscenze, appunto, di PNL. Ma che cos'è questa benedetta PNL? per Pirnelle si intende inizialmente programmazione neurolinguistica, quindi che cos'è la programmazione neurolinguistica? torniamo al 1973, quando un linguista e un matematico, Richard Wendler e John Grinder, nella scuola di comunicazione di Palo Alto, decidono di codificare ciò che fanno i più grandi psicoterapeuti del tempo quindi vogliono capire praticamente come diavolo fanno personaggi come Milton Erickson, Virginia Satir, Fritz Perls a risolvere i problemi psicologici delle persone e quindi cosa fanno? vanno da questi personaggi e gli chiedono di poter registrare tutto ciò che fanno accettano e piazzano nei loro studi telecamere, registratori, tutto ciò che serve per poter registrare tutto ciò che questi grandi psicoterapeuti fanno ai propri clienti e così scoprono determinati schemi e strategie sia delle persone sia degli psicoterapeuti che servivano per cambiare, per riprogrammare in qualche modo la mente delle persone quindi per superare stati negativi piuttosto che superare i limiti, paure, fobie, cambiare schemi comportamentali, qualunque cosa e una volta aver registrato tutto questo, hanno codificato le tecniche che venivano utilizzate. Quindi, in pratica, la PNL non è altro che un manuale, io lo chiamo il manuale di utilizzo del nostro cervello, perché è una vera e propria codifica di come la nostra mente funziona, di come registra le informazioni, di come le inserisce, le immagazzina nella propria mente, di come le tira fuori, quindi di come le recupera e le riporta fuori attraverso appunto l'ultimo input che è la linguistica, ecco perché programmazione neurolinguistica, cioè come tutto ciò che è fuori di noi viene programmato all'interno del nostro cervello e come questo viene riportato fuori attraverso la nostra linguistica. e avere un manuale d'uso del proprio cervello è una cosa estremamente utile, perchè se ci pensi, quando tu compri un elettrodomestico, compri una telecamera, compri un frigorifero, ti arriva sempre un manuale perchè così tu sai quei tasti a che cosa servono sai che il tasto rosso serve per fare qualcosa, per accendere, per spegnere, o per programmare, o chissà per cosa peccato però che quando sei nato e ti hanno infilato nella testa il più potente computer esistente al mondo, non ti hanno dato il manuale d'uso o meglio, a me non l'hanno dato, i miei genitori, penso anche te, non credo tu abbia avuto una fortuna diversa, ma intorno ai 6-7 anni, quando ho cominciato a ragionare, i miei non mi hanno detto, caro figlio, eccoti il manuale alla tua mente quindi sappi che da oggi in poi se hai una paura vai a pagina 8 e qui sai come risolverla se hai un momento negativo vai a pagina 12 e lo risolvi se hai, che ne so, un trauma da abbandono perché ti ha lasciato la donna vai a pagina 28 e te lo risolvi io non l'ho avuto neanche tu probabilmente e la PNL risolve esattamente questo problema cioè ti insegna come funziona la tua mente e ovviamente una volta che sai usare la tua mente puoi farci quello che vuoi quindi puoi non più essere controllato dalla tua mente ma essere tu il controllore della mente stessa quindi se un comportamento non ti piace lo potrai cambiare se un'emozione non ti piace la potrai cambiare se un obiettivo non riesci a raggiungerlo sarai in grado di cambiare i tuoi comportamenti, i tuoi schemi per poterlo raggiungere e ovviamente tutto questo comporta determinate conoscenze ma soprattutto comporta tantissimo esercizio perchè la pnl non è altro che un manuale esattamente come il manuale che hai avuto per imparare a guidare una macchina e come tutti i manuali se non vengono messi in pratica non servono a nulla quindi è come se io ti dicessi questo è il libro per imparare a pilotare un aereo. Studiatelo tutto. Una volta che l'hai studiato, se ti mettessi su un aereo, tu non sapresti neanche accenderlo. Perché è vero, hai studiato un libro, ma non hai fatto la pratica. quindi, e qui viene la parte più difficile della PNL, tutto quello che imparerai dovrai, se vorrai cambiare le cose all'interno di te, metterlo in pratica in maniera tale che la tua mente si abitui, si addestri e faccia diventare tutto automatico esattamente come è successo quando hai imparato a guidare una macchina e più le cose saranno automatiche e più i tuoi comportamenti, le tue emozioni, tutto quello che servirà verranno cambiate automaticamente non dovrai stare lì a pensare, a guardare, a osservare, a lavorarci sopra come dovrai fare per poter raggiungere determinati obiettivi quindi questo corso online l'ho organizzato in una maniera particolare ed è molto più incisivo di un corso che posso fare o che facevo prima live, di persona perché di persona ero limitato nel tempo, si faceva in 6-8 giorni qui online non ho limiti e soprattutto non ho limiti nel materiale multimediale che ti posso dare Per ogni modulo avrai degli esercizi da fare, per ogni modulo avrai dei contenuti multimediali, avrai dei video, degli audio in più. su degli esercizi che ti proporrò. Quegli esercizi serviranno per darti la tua scuola guida, per far sì che tu possa frequentare quella scuola guida. Quindi questa è la parte teorica, quegli esercizi saranno le guide. E nel momento in cui li farai, e li farai sempre di più, quindi seguirai gli esercizi, dopo metterai in pratica nel mondo reale, lo metterai in pratica nel tuo ambiente, con gli amici, con le altre persone, e pian piano queste cose diventeranno inconscie, quindi diventerai un vero e proprio programmatore neurolinguistico. il programmatore neurolinguistico non è quello che ha un diplomino purtroppo tante persone si freggiano di diplomi con tanto di emblemi e firme ma alla fine hanno semplicemente letto il manuale di istruzioni ma non l'hanno messo in pratica quindi la differenza tra chi ha letto un manuale di guida, chi ha guidato veramente, e chi addirittura è in grado di fare guida veloce, magari su macchine sportive, ce n'è di differenza. Tutti hanno letto il manuale all'inizio, ma pochi sanno davvero guidare, e lo vediamo nelle nostre strade in effetti. Ma questa metafora è perfettamente azzeccata per la PNL. quello che mi interessa non è dare diplomini, quello che mi interessa non è dare decine di video per informare gente, quello che mi interessa è di creare dei veri e propri programmatori neolinguistici, ma non solo, dei veri e propri coach. chi è il coach? il coach è una parola che io in genere odio, ma oggi va tanto di moda. è una guida, è una persona che in qualche modo è riuscita a fare delle cose su se stesso o meglio, che in teoria dovrebbe essere riuscita a fare cose su se stesso e oggi può insegnarle a te. il coach nello sport in genere è un campione prima, quindi prima è stato un campione nel suo sport, dopo può insegnarti come lui è stato un campione nello sport. il coach nella vita dovrebbe essere la stessa cosa è qualcuno che prima è stato un campione nella vita e dopo ti può raccontare la sua storia, ti può spiegare quello che ha fatto di persona, quindi sulla sua persona e te la può spiegare. non ti spiega quello che ha letto sui libri, non ti spiega quello che ha visto negli altri corsi, ti spiega quello che ha applicato su se stesso. questo è quello che dovrebbe fare un coach e questo è quello che cercherò di trasferirti e che spero che tu potrai apprendere in modo tale da poter diventare tu per primo il coach di te stesso. perchè questa è la prima cosa che bisogna fare, prima di poter insegnare gli altri dobbiamo risolverci i nostri limiti, i nostri programmi limitanti, raggiungere i nostri obiettivi, comprendere come si guida questa nostra fantastica macchina che chiamiamo cervello e che guida un corpo ancora più fantastico. e, una volta che abbiamo fatto tutto questo, potremmo permetterci, se vogliamo, se rientra nella nostra missione, se rientra nei nostri obiettivi, anche trasferire tutto questo agli altri, che è quello che adesso io sto facendo con te. ma, bando alle ciance ed entriamo nel vivo di questo Practitioner di PNL. non ti ho detto che cosa vuol dire Practitioner, tra le altre cose. Practitioner vuol dire praticante, ovvero nella scala gerarchica dei diplomini di PNL, esiste il practitioner, quindi il praticante, poi esiste il master practitioner, quindi il praticante master, quello più bravo, che in realtà non fa altro che conoscere un po' più di tecniche e diciamo in teoria dovrebbe avere più esperienza. quindi in questo percorso che voglio dare il progetto è appunto quello, quello di darti il practitioner e il master in maniera tale che tu possa avere tutte le conoscenze disponibili in PNL e applicate oltre che quello che nella maniera che si trova sui libri anche nella mia maniera personale quindi con tutto quello che ho fatto per la mia esperienza e nella mia esperienza. prima di iniziare, o meglio, andiamo già all'iniziare scoprendo quali sono i presupposti della comunicazione qui iniziamo a mettere le prime basi, le prime fondamenta ti chiedo di prestare attenzione, anche perché dopo farai gli esercizi, e soprattutto di, se vuoi, seguirlo sulla dispensa. Questo corso è stato diviso per moduli e ogni modulo avrà una sua dispensa, o meglio, avrà una parte della dispensa che sarà quella di cui si parla nel modulo stesso. Ovviamente ogni modulo avrai la dispensa precedente più quella nuova, così che alla fine avrai la dispensa totale in un unico file e sarà tutto quello che abbiamo fatto. poi, se vuoi stampartela, ti consiglio di farlo, così almeno magari puoi prendere appunti, magari te lo stampi su dei fogli di quelli con i buchi, così ti puoi creare un vero e proprio manuale, e in più ci puoi aggiungere in mezzo le tue osservazioni personali, gli esercizi che farai, le cose che scoprirai di volta in volta, quindi ti troverai un vero e proprio manuale bello corposo del tuo percorso di studio. quindi, cosa sono i presupposti della comunicazione? il primo presupposto è non si può non comunicare questo vuol dire che ogni comportamento è comunicazione ti faccio un esempio classico se tu stessi in un treno e una persona di fronte a te apre il giornale davanti e legge quella persona sta comunicando o no? sì, anche se non sta dicendo assolutamente nulla ti sta comunicando, probabilmente, un messaggio del tipo non voglio parlare con nessuno, sto leggendo il giornale quindi non esiste un comportamento che non sia comunicazione le uniche persone che non comunicano sono i morti tutti gli altri, dal momento in cui vivono, dal momento in cui nascono, cominciano a comunicare in un modo o nell'altro questo è il primo presupposto fondamentale ricorda, queste sono le fondamenta ogni comportamento è comunicazione il secondo presupposto anch'esso, estremamente importante, ci dice il significato della comunicazione sta nel risponso che se ne ottiene questo lo ritroveremo spesso attenzione, questa frase è estremamente importante il significato della comunicazione sta nel risponso che se ne ottiene il che vuol dire che non è importante che obiettivo ho io quindi quale obiettivo mi muove nel comunicare determinate cose, nel scegliere un mezzo di comunicazione ma è importante il risultato che ne ottengo ti faccio un esempio pratico decido di conquistare una donna e quindi riesco finalmente a uscirci a cena e per fare bella figura le porto un mazzo di rose quindi il mio obiettivo è quello di fare colpo di conquistarla, insomma ho un obiettivo positivo cosa accade? appena vedo il mazzo di rose la ragazza appena gli si avviseo le rose mi va in sciocco anafilattico perchè era allergica quindi invece di avere una cena galante mi ritrovo a portarle in ospedale e a salvarle o in qualche modo a cercare di mettere una pezza al casino che ho creato questo cosa ci fa capire? non è importante ciò che io volevo come obiettivo, è importante ciò che ho ottenuto. quindi io volevo conquistarla e lei me l'ha mandata a quel paese perché le ho fatto rischiare la vita. in questo caso, l'unica cosa importante di ciò che noi comunichiamo è il risponso. tutto il resto non conta. ok? quindi, primo, non si può non comunicare, due, il significato della comunicazione sta solo ed esclusivamente nel risponso che noi otteniamo. tutto il resto non conta. il terzo presupposto della comunicazione ci dice che l'essere umano si rappresenta l'ambiente circostante attraverso i cinque sensi questo è anch'esso estremamente importante perchè sarà la prima cosa su cui andremo a lavorare nei prossimi moduli quindi qualunque cosa accade all'interno del nostro ambiente qualunque cosa verrà rappresentata all'interno della nostra mente attraverso i nostri cinque sensi che sono la vista, quindi visivo l'udito cinestesico, cinestesico cosa vuol dire? nella parola cinestesico, e la troveremo centinaia di volte in pnl, si intendono le sensazioni, quindi sia sensazioni tattili, ciò che tocco, sia sensazioni corporee, le sensazioni interiori, ok? quindi visivo, auditivo, cinestesico, olfattivo e gustativo ok? per comodità didattica normalmente le ultime due olfattiva e gustativa quindi gusto e olfatto vengono racchiuse all'interno del cinestesico questo perché normalmente sono meno utilizzate dalla nostra mente umana anche se in alcuni casi impareremo a doverle scendere ma lo impareremo più avanti quindi terzo presupposto della comunicazione l'ambiente viene rappresentato all'interno della nostra mente attraverso i cinque sensi quarto presupposto direi, forse più importante di tutti gli altri, quindi se gli altri sono delle colonne portanti belle grandi, questo è il pilone centrale. E questo pilone centrale ci dice la mappa non è il territorio. Cosa vuol dire? Ti faccio un esempio pratico. La mappa di Roma, quindi se tu avessi la cartina di Roma, non è Roma, ma è una sua rappresentazione. di rappresentazioni di Roma e di mappe di Roma ce ne sono diverse. C'è la mappa stradale, la mappa dei trasporti, la mappa dei fiumi delle montagne, la mappa dei monumenti, sono tutte mappe diverse di una stessa città. Quindi sono tutte rappresentazioni diverse di una stessa città. Ciò vuol dire che la mappa non è il vero territorio. Roma è una cosa ed è ciò che sta fuori. come questo ambiente reale, quindi come la realtà, viene rappresentata nella nostra mente diventa la nostra map, che non è la realtà ma è una nostra rappresentazione interna che, come abbiamo visto nel presupposto precedente, avviene attraverso i nostri cinque sensi e, altra cosa importante, nessuno ha una mappa uguale all'altro quindi ogni persona ha una propria mappa che rappresenta una stessa realtà questo è un presupposto estremamente importante questo perché capiremo più avanti che la maggior parte dei problemi comunicativi si hanno nel momento in cui le persone pensano che la propria mappa è uguale al resto del mondo in realtà non si rendono conto che la propria mappa, come impareremo, è creata all'interno propriamente attraverso una serie di filtri. E' un po' come se ci fossimo io e te a fare delle fotografie ma la mia macchina fotografica ha un filtro sfaccettato e blu e la tua macchina fotografica ha un filtro sfocato e rosso. Facciamo entrambi la stessa fotografia ma in realtà quello che viene rappresentato all'interno della mia macchina fotografica e della tua sarà completamente diverso. e quindi noi siamo convinti di star parlando della stessa cosa ma la mia fotografia è totalmente diversa dalla tua e litigiamo su questo perché io sono convinto che la foto è blu e sfaccettata e tu dici no ma guarda che è rossa e sfocata io no ma guarda sono sicuro che è blu e sfaccettata e potremmo continuare così all'infinito. Su questo ci lavoreremo tanto perché tutti i primi moduli tratteranno la mappa quindi come si crea la nostra mappa e come si entra in rapporto con la mappa dell'altra persona. altri due presupposti fondamentali che ti unisco perché complementari ci dicono che ogni comportamento che un essere umano ha è mosso da un'intenzione positiva e ogni comportamento è creato dal nostro inconscio in base a ciò che sa, ciò che conosce e alle sue esperienze passate quindi in base all'ambiente in cui si trova, a ciò che conosce e alle sue esperienze passate in pratica potremmo riassumere tutto ciò che viene fatto quindi che ogni pensiero, ogni azione che facciamo è la cosa migliore per noi nel momento in cui ci troviamo per ciò che conosciamo quindi questo è importante perchè non esiste un comportamento sbagliato è giusto e ha un'intenzione positiva per il momento in cui si trova e per quello che conosce è ovvio che aumentando le conoscenze avremmo potuto scegliere avremmo potuto fare una scelta diversa ma nel momento in cui si trova l'inconscio fa sempre la cosa migliore per te questo è importante perchè presuppone che non c'è niente di sbagliato quindi la tua mente, ricordiamoci ancora, fa la cosa migliore per te nel momento in cui si trova con ciò che conosce. ricordiamo questi presupposti, perchè su questo costruiremo il nostro palazzo, costruiremo la nostra conoscenza, non dobbiamo mai prescindere da questi presupposti, non ce li dimentichiamo mai. ulteriore presupposto della comunicazione ci dice che non esistono fallimenti, esistono solo risultati. ricordiamoci che il fallimento non è altro che un giudizio che viene condizionato da quello che ci hanno infilato in testa tanti altri quindi se qualcosa è sbagliato secondo determinati canoni risulta un fallimento in realtà per la nostra mente sono semplicemente esperienze quindi non hai fallito nel fare qualcosa ma hai semplicemente trovato un modo per non fare qualcosa quindi se lo vedi come un risultato e non come un fallimento ne prendi esperienza estremamente importante è anche la linguistica, stiamo parlando di programmazione neurolinguistica, quindi impareremo nei prossimi moduli quanto è importante l'utilizzo delle parole. Nel momento in cui noi diciamo, crediamo di aver fallito in qualcosa, la nostra emotività, la nostra biologia si organizza di conseguenza e magari ci crea uno stato negativo, una depressione, chissà cosa. Nel momento in cui noi intendiamo un evento come un risultato e non come un fallimento in quel momento essendo un risultato ne prendiamo spunto, ne impariamo, ne traiamo esperienza e magari il prossimo risultato sarà migliore quindi non esiste, ripeto, un fallimento ma esistono soltanto risultati questo è importante qualunque cosa accade nella tua testa non avrai mai fallito avrai semplicemente trovato un modo per non fare qualcosa questo ti servirà per non ripeterlo e per quindi trovare altri modi finchè non troverai il modo giusto ed è così che si ottengono i risultati ricordiamoci che se tutti gli scienziati o gli sperimentatori o gli studiosi si fossero fermati al primo risultato negativo, tutto ciò che abbiamo attorno a noi, tutte le scienze, tutte le ricerche, tutte le invenzioni non sarebbero mai state create. il penultimo presupposto della comunicazione è uno di quelli che io adoro di più ed è un presupposto estremamente fondamentale per tutto il lavoro che farai, soprattutto su te stesso, ma soprattutto sugli altri, se vorrai un giorno aiutare gli altri. il presupposto presuppone questo, ovvero che noi siamo fatti di due occhi, due orecchie e una bocca cosa vuol dire questo? che la nostra esperienza dovrebbe essere fatta da due parti di osservazione, due parti di ascolto e una parte di parlato molte persone fanno l'esatto contrario, parlano al 90% e osservano e ascoltano al 10% invece il bravo programmatore neurolinguistico osserva due volte, ascolta due volte e quando parla, parla con coscienza di fatto perché dice quelle poche cose, ma le dice bene, mirate e con un obiettivo ben definito e questa è una qualità estremamente importante del programmatore neurolinguistico, questo vale sia quando ascolti e osservi gli altri, ma soprattutto all'inizio, quando dovrai lavorare su te stesso, per osservare e ascoltare te stesso. perché nel momento in cui ti osservi e ti ascolti, sapendo come osservarti e ascoltarti, avrai già tutto quello che ti serve per poter diventare consapevole degli schemi, per sapere come cambiarli sia su di te che sugli altri. quindi ricordiamoci, ascolta due volte, osserva due volte e parla una. ultimo presupposto della comunicazione è una frase che dice non si muove una foglia che l'inconscio non voglia. questo cosa vuol dire, e lo impareremo più avanti sempre di più, che non c'è niente e ti ripeto niente che accade nella tua mente o nel tuo corpo che non sia comandato dal tuo inconscio con una logica non esistono cose che accadono per caso se nella tua mente, mentre stavo parlando, ti sono venuti dei ricordi, delle immagini, delle cose non sono venute casualmente, sono venute per un motivo sta a te! con la capacità di ascoltare due volte, di vedere due volte, di parlare una volta, di comprendere qual è la motivazione del tuo inconscio, o meglio, qual è il messaggio che il tuo inconscio vuole darti per cui ti ha fatto vedere o sentire o provare chissà che cosa. quindi ricordati, non si muove una foglia che l'inconscio non voglia. lo impareremo più avanti. quando lavoreremo sulla linguistica, sulle parole, sui pensieri, sul modo di parlare, sulla comunicazione non verbale, sui gesti, sui grattamenti, sugli scarichi tensionali, non esiste niente. un minimo grattamento, un minimo prurito sul corpo non è casuale. Tutto avviene per un motivo e tutto è gestito dal tuo inconscio e tutto è gestito con un'intenzione positiva perché è la migliore per te in quel momento. Iniziamo a unire i vari presupposti. con queste colonne portanti di base possiamo chiudere questo capitolo, possiamo chiudere questo primo modulo e in questo caso non ti desercizi se non quello di comprendere quello che ti ho detto, di rileggertelo e di farlo tuo. così che tu possa essere pronto per il prossimo modulo. ci rivediamo più tardi.










