"Il bambino e l'albero" - Storie che nutrono Anima e Spirito di Daniele Penna

Daniele Penna narrates a story where a boy and tree grow old together, the tree giving leaves, fruit, branches, and finally its trunk so the boy can thrive. It ends with the boy resting on the stump, a meditation on gratitude for the trees that sustain us.
Chapters
C'era una volta un albero che amava un bambino. Il bambino veniva a visitarlo tutti i giorni. raccoglieva le sue foglie con le quali intrecciava delle corone per giocare al re della foresta. Si arrampicava sul suo tronco e dondolava attaccato ai suoi rami. Mangiava i suoi frutti e poi insieme giocavano a nascondino. Quando era stanco il bambino si addormentava all'ombra dell'albero mentre le fronde gli cantavano la ninna nanna. Il bambino amava l'albero con tutto il suo piccolo cuore e l'albero era felice. Ma il tempo passò e il bambino crebbe. Ora che il bambino era grande, l'albero rimaneva spesso da solo. Un giorno il bambino venne a vedere l'albero e l'albero gli disse, avvicinati bambino mio, arrampicati sul mio tronco e fai l'altalena con i miei rami, mangi i miei frutti, gioca alla mia ombra e si felice. Sono troppo grande ormai per arrampicarmi sugli alberi e per giocare, disse il bambino. Io voglio comprarmi delle cose e divertirmi, voglio dei soldi, puoi darmi dei soldi? mi dispiace rispose l'albero ma io non ho dei soldi ho solo foglie e frutti prendimi i frutti bambino mio e va a venderli in città così avrai dei soldi e sarai felice allora il bambino si arrampicò sull'albero raccolse tutti i frutti e li portò via e l'albero fu felice ma il bambino rimase molto tempo senza ritornare e l'albero divenne triste poi un giorno il bambino tornò e l'albero tremò di gioia e disse avvicina di bambino mio arrampicati sul mio tronco e fai l'altalena con i miei rami e si felice ho troppo da fare e non ho tempo di arrampicarmi sugli alberi rispose il bambino voglio una casa che mi ripari continuo voglio una moglie voglio dei bambini e ho dunque bisogno di una casa puoi darmi una casa? io non ho una casa disse l'albero la mia casa è il bosco ma tu puoi tagliare i miei rami e costruirti una casa allora sarai felice il bambino tagliò tutti i rami e li portò via per costruirsi una casa e l'albero fu felice Per molto tempo il bambino non venne. Quando ritornò, l'albero era così felice che riusciva malapena a parlare. Avvicinati, bambino mio, mormorò. Vieni a giocare. Sono troppo vecchio e troppo triste per giocare, disse il bambino. Voglio una barca per poter fuggire lontano di qui. Tu puoi darmi una barca? Taglia il mio tronco e fatti una barca, disse l'albero. Così potrai andartene ed essere felice. Allora il bambino tagliò il tronco, ma non del tutto. e si fece una barca per fuggire, e l'albero fu felice. Molto, molto tempo dopo, il bambino tornò ancora. Mi dispiace, bambino mio, disse l'albero, ma non resta più niente da donarti, non ho più frutti. I miei denti sono troppo deboli per dei frutti, disse il bambino. Non ho più i rami, continuò l'albero, non puoi più dondolarti. Sono troppo vecchio per dondolarmi i rami, disse il bambino. Non ho più il tronco, disse l'albero, Non puoi più arrampicarti. Sono troppo stanco per arrampicarmi, disse il bambino. Sono desolato, sospirò l'albero. Vorrei tanto donarti qualcosa, ma non ho più niente. Sono solo un vecchio ceppo. Mi rincresce tanto. Non ho più bisogno di molto ormai, disse il bambino. Solo un posticino tranquillo per sedermi e riposarmi. Mi sento molto stanco. Ebbene, disse l'albero, raddrizzandosi quanto poteva. Ebbene un vecchio ceppo è quel che ci vuole per sedersi e riposarsi. Avvicinati bambino mio, siediti, siediti e riposati. Così fece il bambino e l'albero fu felice. Ogni tanto dovremmo sederci in un angolo tranquillo e aiutare il nostro cuore a ringraziare tutti gli alberi della nostra vita.










