IL GIALLO DELL'UOVO SBATTUTO - Perla del 28 aprile 2020 - Le Perle del Flow di Daniele Penna

This is an informal spoken piece by Daniele Penna using a kitchen anecdote — the belief that egg white must be whipped separately from yolk — to illustrate how entrenched beliefs (often inherited from family) shape actions in ways that confirm those beliefs. Penna recounts performing a counter-test (whipping whole egg longer), describing how a preconceived, shared conviction was overturned by a more thorough experiment, and then generalizes to his "scala della vita" (life ladder) model: identity → needs → values → beliefs → abilities → behaviors → environment. He gives multiple real-life examples (family cooking habits, parental rejection leading to attention-seeking, self-sabotage) and a short practical recipe for whipped egg+fruit as a demonstrative aside. The talk emphasizes questioning inherited assumptions and recognizing self-fulfilling patterns.
Chapters
Quando si sbatte un uovo con la frusta, vi è stato insegnato che il bianco va sbattuto separato dal rosso. Perché? C'è anche una micromolecola di rosso dell'uovo. Va a finire nel bianco, il bianco non si monta più manco a carci. Quanti di voi hanno questa convinzione nella loro testa? Ditemi ciò, ditemi se qualcuno di voi lo sa. perchè questo è importante perchè questo? perchè tempo fa più di una persona che è passata da ste parti faceva sta cosa qua vedevi che quando gli entrava se vede che quando apri l'uovo per mettere o c'hai l'apposito coso o comunque anche se ce l'hai a volte capita che riesci, cioè l'uovo non riesci a dividerlo completamente, quindi il rosso si rompe la membrana e passa un po' all'interno del bianco. Sembrava una tragedia, avevi visto? Ostia, Sofìa! Oddio, oddio, l'uovo, cazzo, no, il bianco, lo devo togliere! Pia, il cucchiaino deve prendere questa molecola di rosso che fida il bianco. Io facevo, ma perché tutta sta cacciando? No, perché l'uovo non si smonta. il bianco non si monta se l'uovo, se va a finire rosso nell'uovo ecco infatti molti di voi mi dicono ah è vero, è vero, è vero io lo so, io lo so, io, io, io, io è vero, è vero ora la cosa bella qual è stata? ma sei sicura? sì sì sì sì sì sì ma guarda no perché mia nonna mia zia mio fratello di su di giù tutta una serie di prove e controprove nella sua testa per dimostrare che è sempre stato così che il bianco dell'uovo se ci va a una molecola di rosso non se monta più e quindi che faceva montava il bianco da una parte mezz'ora con la frusta, poi montava il rosso dall'altra, un'altra mezz'ora, una mezz'ora no, però insomma qualche minuto, poi li rimetteva assieme e li rimontava assieme, cioè voleva 300 tazze, ci servivano 3 tazze, cioè facevi 10 minuti, un quarto d'ora per far l'uovo e mezz'ora per pulire tutto quello che è sporcato. Vabbè, il bello è che un giorno mi faccio, ma scusa, lei mi aveva una curiosità, ma Ma sei sicura di questa cosa? No, perché sì, mia nonna... Ok, è finito un attimo e gli era finito un pezzo di rosso nella parte bianca. No, perché vedi e comincia a montare per dimostrarmi questa sua teoria avallata dalla nonna, bisnonna, avora, trisavora e... da tutti di più fino agli antichi... e... fa questa cosa, fa... Vedi? Non si monta. e in effetti non si era montato più di tanto io in quel momento non ci avevo pensato e gli ho dato ragione e basta tosti cazzi vabbè ora come si monta l'uovo vabbè adesso vi spiego che cosa ci fate con l'uovo peccato perché non mangiare l'uovo perché a parte è uno degli alimenti più forse migliori in assurdo lo so che chi è vegano per principio non lo mangia però però è uno degli alimenti migliori. Come si fa un uovo sbattuto? Teoricamente, secondo appunto questa ricetta, voi dovete frustare, quindi mettete la frusta elettrica nel bianco, poi mettete la frusta elettrica nel rosso, poi metterli assieme e rifrustarli elettricamente, porerli, non so se vi affrustate a destra e a sinistra, e poi, nella mia versione, io ci infilo dentro, nell'ultima frustata, un po' di frutta, quindi una banana, mango, quel che è, frusto tutto e diventa una sorta di crema montata che, sa, è una sorta di crema di banana, una crema di mango, eccetera. Una spruzzata di cacao nero sopra e via, e viene fuori un dolce della madonna. Dove non ci avete messo zucchero, dove ci avete messo semplicemente un uovo e una banana. Basta. E state a posto per mezza giornata, se non di più. però sta cosa che il bianco e il rosso si dovevano montare a parte è che non riuscivo a capire fisicamente qual era la logica per cui una molecola di rosso mi avrebbe smontato il bianco però c'era tutta questa controprova, generazioni e generazioni, non solo una persona, più di una persona mi ha detto sta cosa e voi mi avete e voi m'avete m'avete m'avete confermato sta cosa qua, no? E io sinceramente, che è successo? Oggi, o ieri, apro l'uovo, per farmelo, con la solita procedura che avevo imparato, metto da una parte, dall'altra, divido, e insomma, una molecola di rosso mi va a finire nel bianco, visto che non c'avevo quegli oi di levarla. Ho detto, ma sai che ti dico? Ma sti cazzi, adesso voglio vedere che cazzarola succede, per quale motivo fisico non se deve montà. Lei me l'ha fatto vedere l'altra volta, voglio provarlo io. ho messo bianco e rosso all'interno del mixer e ho cominciato a girare non pochi secondi come lei fece la prima volta per dimostrarmi che non si montava ma lo stesso tempo che normalmente ci voleva per montare uno per montare l'altro e per montarli tutte e due assieme quindi un tempo maggiore solo di uno Monto, monto, giro, giro, giro, giro e questo si comincia a gonfià, gonfià, gonfià, gonfià sempre di più. Tanto che al momento io mi usciva dallo shaker, dal fregnino. A che mi sono reso conto e ho detto ma guarda un po', c'è credenze di nonne, bisnonne, avori e trisavori smontate semplicemente da una controprova perché non ci ho voluto credere. Qual è stata, però, la cosa simpatica? Che, andando a ricordare quello che aveva fatto questa persona in quel momento, ho rivisto la scena nella mia testa e per dimostrarsi, per dimostrarsi a se stessa, e a me, in quel caso, che la nonna aveva ragione, avallata da un'altra persona e dalla bisnonna e dal vicino di casa e dallo zio e da qui e di su e di giù, avallato da tutta sta gente, cosa ha fatto? Li ha messi assieme con una piccola molecola, li ha girati, ma non per tanto tempo, per il tempo che avrebbe forse neanche metà del tempo che ci metteva per montare il bianco. Quindi che cos'è accaduto? Mi sono reso conto che la mente, pur di confermare una credenza certa che aveva nella sua testa e confermata anche da altri, ha fatto in modo di creare un'azione errata in maniera tale da confermarsi la credenza. Io che non ci ho voluto credere, sono andato oltre e avanti, non ci ho creduto e ho smontato la credenza. e quando io ho fatto vedere, c'è rimasta... è rimasta un po' così, ho detto, oh cazzo, come? e infatti adesso, oggi, qui a casa, mettiamo tutti quanti, cioè io e lei praticamente, mettiamo l'uovo dentro questa cosa, frulliamo, ed è venuto fuori quello che avete visto. Cioè, era una crema! Non è che non era montato, era una crema! Da qui il giallo dell'uovo sbattuto. Allora, vediamo un po' che cosa dice. Sara, ma infatti il pane di spagna si fa montando il rosso. Zucchero. E per altre ricette qua anche uovo intero. Ma sì, ma immagino... La cosa interessante è che non è tanto chi aveva ragione o torto. Il concetto di fondo è che c'era una credenza certa nella mente di una persona, di più di una persona, come in alcuni di voi anche, da parte di qualcuno autorevole. Nonna, bisnonna, quel che è. che vi aveva detto una cosa e voi l'avevate presa per buona tanto che quando qualcuno l'ha messa in dubbio voi avete creato un'azione tale da dimostrare quella credenza non da confutarla quindi nel suo caso mi ha montato l'uovo alla metà del tempo per dimostrare che non si montava io ho fatto la stessa cosa l'ho montato al doppio del tempo e si è montato quante credenze esistono nella vostra testa di cui siete assolutamente certi che condizionano le vostre azioni in modo tale non da confutarle ma da confermarle e questo purtroppo è un processo comune a tantissime persone e da qui possiamo stare a parlare un'eternità partiamo dal nuovo sbattuto e andiamo avanti ora nel frattempo intanto se volete farvi l'uovo sbattuto come ho fatto anch'io vi consiglio di provarlo se avete una frusta elettrica o se non ce l'avete veramente comprate questa 5-6 euro prendete un uovo, mettetelo dentro il mixer, dategli tante di quelle frustà, cioè state lì col flurlino, con la frusta elettrica finché non si gonfia e diventa una crema, ma ce ne vuole un po' eh, cioè non è che... ce ne vuole, abbiate fede, abbiate fede, bisogna avere fede, perché voi state lì un minuto e si è spumoso un po', due minuti è spumoso, tre minuti è spumoso, poi improvvisamente... si è gonfiato. Quando si è gonfiato aggiungeteci frutta, quella che volete, ovviamente non ci mettete una mela perché sennò la frusta non gliela fa, ma un frutto morbido, una banana morbida, una cosa morbida. Frullate ancora tutto, quindi montate ancora tutto, se volete dopo infine ci mettete un po' di cacao e via. Se lo volete più zuccherato, magari un po' di stevia, un po' di zucchero, ma preferirei non lo zucchero in polvere, magari lo zucchero sciolto. Io non lo uso. O se uso, uso la stevia. però, insomma, una volta che è montato metteteci quello che è e vi garantisco che vi verrà fuori una roba che se fosse per i bambini sarebbe una colazione della madonna è buonissimo, è sano perché un solo uovo non c'ha merda dentro ed è solo un uovo e una banana un uovo e un mango, un uovo e una frutta ed è veramente fantastico questo, ok e non è lo zabbaione, perché lo zabbaione è tutto zucchero questo è soltanto uovo e frutta montato e basta c'è solo frustato ora Però quello su cui voglio farvi riflettere questa sera è ben altro, cioè le credenze che voi vi continuate a confermare, come è stato fatto da questa persona che confermava la credenza che gli aveva installato la nonna senza mai aver messo in dubbio questa credenza stessa e aver fatto delle prove per confutarla ma dandola per buona nella stessa maniera se la credenza fosse io non valgo io non sono capace io non sono buono io non so parlare io non sono amato io non esisto Io non so fare niente di buono. Io non so capace con la matematica. Io non so capace a studiare. Io non so capace ad apprendere. Tutte queste credenze, se esistenti all'interno delle vostre menti, normalmente genereranno azioni simili a quella dell'uovo sbattuto. cioè creeranno un'azione tale da confermare la credenza stessa. Siamo alla base ad esempio della PNL, se andaste a vedere il mio video del salto quantico che si chiama... la... che si chiama? La Scala della Vita? Mi pare sì, La Scala della Vita. Nella Scala della Vita, quella che per alcuni versi in maniera un po' modificata, un po' diversa, un po' limitata, viene ritrovata in PNL come i livelli neurologici di Robert Dills, che per alcuni versi sono simili alla mia scala della vita, però io ci aggiungo un altro paio di pezzi alla scala della vita che in PNL non vengono considerati. Nella scala della vita capiamo come ci sia appunto questa scala dentro di noi dove noi possiamo fare cambiamenti solo di gradino in gradino. Cioè non possiamo fare un salto di 3-4 gradini. La scala della vita comporta una gerarchia che ci fa capire che noi abbiamo un'identità, l'identità è quello che siamo, che si è creato a causa dei vari traumi, dei vari eventi, dell'imprinting da piccoli, della gestazione, dei primi 6-7 anni di vita. e quella diventa la nostra identità. Durante questi anni di vita nascono i bisogni, che sono l'opposto dei traumi. Cioè, il bisogno è l'opposto di quello che ci ha generato il trauma, ne ho parlato tante volte. I bisogni, che è ciò di cui ho bisogno, accettazione, appartenenza, ammirazione, rispetto, fiducia, conferma, riconoscimento, eccetera, sono tutti quanti nel salto quantico, eh? I bisogni generano i valori, quindi identità, primo gradino, bisogni, secondo gradino, valori. Ognuno crea l'altro, cioè i valori non è che nascono così, sono la conseguenza dei bisogni, che sono la conseguenza dell'identità, quindi dei traumi e degli imprinti. Quindi se i bisogni è ciò di cui ho bisogno, i valori è ciò che è importante per me. Quindi, ad esempio, se io avessi bisogno di riconoscimento, Per me potrebbe diventare importante come valore, ad esempio, vincere le competizioni perché mi viene dato il riconoscimento, il premio. Mi viene importante partecipare nei network, nei network marketing dove ti danno la spillina e ti dicono bravo sul palco con mille persone, quindi il riconoscimento. Mi viene importante trovare una persona con cui creare una relazione che mi dica sempre bravo, quanto sei bravo, quanto sei figo, il riconoscimento. Quindi il valore diventerà soddisfazione personale, diventerà sfida, diventerà relazione, diventerà tutta una serie di valori che corrispondono al cosa è importante per me. i valori, genereranno le credenze o convinzioni, non le credenze quelle in do trovi le uova, ma le convinzioni, cioè ovvero ciò che noi crediamo sia vero o falso. Le credenze, ciò che sia vero o falso ci viene detto, ad esempio nel caso dell'uovo, potrebbe essere una cosa del genere. Ad esempio, nel caso della persona che aveva questa credenza dell'uovo potrei ipotizzare bisogno, che ne so, trauma, rifiuto, ok? Trauma, rifiuto. Si crea il bisogno di accettazione. Bisogno di accettazione che da piccola viene soddisfatto dalla nonna. La nonna quindi diventa la soddisfazione del bisogno, nonché l'autorità, Dio. in quanto Dio, per il bambino, quello che dice è Bibbia, quindi fede assoluta in Dio. La nonna dice che l'uovo se fa così, così, così, quindi abbiamo detto bisogno e accettazione. Valore, famiglia, nonna, quindi famiglia soddisfatta dalla nonna, bisogno, valore. Credenza, quello che dice nonna è giusto, punto. Ok? Perché Dio. Ed ecco che nasce la credenza. Quindi cosa prendiamo? Prendiamo tutto quello che dice nonna e lo mettiamo tra quello che dice nonna e vero. A prescindere. Non ci poniamo il dubbio se sia realmente vero, se si possa fare in un'altra maniera, se sia falso. No, lo prendiamo per buono. Questo accade tutto nella mente del bambino da 0 a 5-6 anni, quindi non è che ha tutti i processi mendanei che si mette a fare la ricerca fisica di come l'uovo si mischia. Gli ne frega niente. Nonna dice questo, se fa così, punto. Ok? Grazie, Davide. Credenza. La credenza, o la convinzione, genera le azioni, cioè genera i comportamenti, o meglio, scusatemi, genera le abilità, quindi le competenze. Quindi, la nonna mi accetta. Quello che dice nonna è giusto. Se quello che dice nonna è giusto, Io imparerò a fare le cose come le diceva nonna. Competenze, abilità. Grazie Prisca. Ok? Quindi credenze creano le competenze. Io dalla nonna imparo a fare le cose come le fa lei e quindi acquisisco le competenze, acquisisco le abilità. dai comportamenti, scusatemi, dalle abilità, si generano i comportamenti. Quindi, visto che nonna è Dio, visto che quello che dice nonna è giusto, visto che ho imparato a fare le cose come le faceva nonna, io continuerò a fare le cose come le faceva nonna. Chiaro questo principio della scala? Lo ripeto velocemente. Traumi, rifiuto, esempio. Adesso facciamo un esempio. Trauma, rifiuto. Genera il bisogno di accettazione, soddisfatto da un valore famiglia, che in questo caso viene soddisfatto dalla nonna. Quindi la famiglia diventa la nonna, perché quella che non l'ha rifiutata è l'ha accettata. La nonna viene elevata a Dio, cioè l'autorità. Quello che fa nonna è giusto. Credenza. Tutto ciò che fa nonna e che dice nonna è giusto. Io imparo le cose come le fa nonna. Quindi abilità. Di conseguenza farò le cose che faceva nonna. Azioni. Se nonna, che ne so, lavava, se svegliava la mattina, apriva le finestre, doveva aprire l'aria, doveva stare al sole, doveva pulire, doveva lavare, doveva fare, doveva cosa fare, doveva dire, ecco, rischia che potrebbe fare inconsciamente lo stesso processo o comunque dei processi molto simili. Potrebbe essere molto unita al pulito, a aprire i fadi, pulire, tutte queste cose. Quello che faceva nonna inconsciamente cioè inconsciamente, per una serie di, appunto, della scala della vita o dei livelli analogici di Robert Deals. Non solo! Andiamo ancora avanti, i comportamenti, quindi, bisogni, valori, credenze, abilità, comportamenti, genereranno l'ambiente. Che cosa accadrà? Che, se vogliamo continuare questo esempio, dovessimo continuare questo esempio, Finiremo a trovare questa persona probabilmente che voi entrate nella sua casa e sembra entra dentro una casa dei barbi Pulitissima tutta in ordine profumatissima come se fosse stata pulita in quel momento perché in effetti è stata pulita in quel momento tutti I giorni Tutto preciso tutto fatto tutto un po come la nonna docet Ed è una cosa automatica. Cioè, se non si fermassi un attimo a rifletterci con tutto questo, questa scala, per questa persona sarebbe la vita così. Cioè, è così, punto. Ricordatevi, quando vi trovate di fronte a una frase dentro di voi o fuori di voi, cioè da un'altra persona che vi dice, è così, siete di fronte a una credenza. Proprio l'espressione vocale della credenza è quando arriva di «è così». Classico dei bambini che chiedono al genitore «Ah, perché il sole brilla? Perché è una stella? Perché è una stella? Perché fa luce? Perché fa luce? Perché brucia? Perché brucia? Perché è così?» Quando non sai più dove andare a parare perché c'è qualcosa che tu hai dato senza una conoscenza tua reale, è così. Ok? È come il virus. Ma l'AIDS è un virus. Come lo fai a sapere? Perché l'ha detto quello là. Come lo fai a sapere? L'hai mai visto? No, non l'ho mai visto. Ma come fai a sapere che è un virus? Perché è così. E vabbè, crediamo che è così. È come qualunque cosa. Quindi quando arrivi a un punto dove non hai dimostrazioni o dove ti trovi a un è così vuol dire che hai preso una credenza da qualche altra parte di cui non hai una prova pratica perché se tu avessi una prova pratica io potrei spiegarti nei dettagli perché è così infatti quando io ho chiesto a questa persona scusa e mi spieghi per quale cazzo di motivo il rosso dovrebbe inficiare il montamento del bianco E così me l'ha detto mia nonna, ma non è che me l'ha detto solo mia nonna, me l'ha detto pure mia zia, mio padre, la nonna di quel mio amico, la nonna di quel... e quindi l'unica prova che aveva era il fatto che qualcun altro avesse detto la stessa cosa. Ma se diamo per buono questo, non è escluso che questo qualcun altro stava ripetendo qualcosa di qualcun altro ancora a sua volta. Le credenze si trasferiscono così, no? Lo sapete la storia. classica della credenza di quella persona che va a cena da un allieva e l'allieva gli fa un pezzo di carne, di bistecca, non me ne vogliano i vegani come al solito, è una metafora, è una storia gli fa questa bistecca e questa bistecca ha gli angoli tagliati, cioè gli porta nel piatto la bistecca con i due angolini tagliati da parte e questo gli dice, scusa, ne ho una curiosità, ma perché fai sta bistecca con gli angoli tagliati? e sta ragazza, che era l'allieva, dice, perché mia mamma me l'ha sempre fatta così la mamma era lì e quindi il personaggio gli chiede, scusi signora, ma perché faceva a sua figlia la bistecca con gli angoli tagliati? e la mamma? e perché a mia volta mia mamma faceva così, quindi la nonna perché Il tizio gli chiede, scusa ma è sua madre, quindi la nonna della ragazza, è ancora in vita? Sì, ma me la puoi chiamare? Mi voglio togliere sta curiosità. Chiamano, ah nonna senti c'ho un amico che ti vuole dire una domanda. Senta signora ho una curiosità, ma mi togli una curiosità. Perché quando faceva la carne a sua figlia, la bistecca, la faceva con gli angoli tagliati? E questo gli fa... Eh, perché c'aveva la padella piccola e non c'entrava e tagliavo gli angoli. Quindi, la mamma e la figlia di conseguenza, quindi la nipote, hanno continuato a replicare un comportamento, dandolo per buono, perché nonna uguale Dio, in quel caso, senza chiedersi il perché. Ed era un perché assurdo. Cioè, era un perché funzionale per la nonna, perché aveva una funzione, ma non era funzionale per loro due, che hanno semplicemente continuato a replicare i comportamenti senza chiedersi il perché, dandoli per buoni. Cioè, è così. Perché la carne è così? Perché? Perché la bistecca si fa così. Perché? Perché me la faceva mia nonna. Perché me la faceva mia mamma. La facevano tutti così, se fa così. Ora, questi sono due esempi banali. ma fanno capire tante cose sulla scala che vi ho appena spiegato perché togliamo la bistecca, togliamo l'uovo sbattuto e mettiamo una credenza del tipo tu non vali un cazzo mia madre mi ha sempre detto mia madre mi ha sempre detto tu non vai io conosco ma più persone adesso senza fare i nomi tanto sono tutte storie che si ripercuotono cioè sono accadute nella mia vita di persone che ho incontrato con cui ho vissuto con cui ho avuto esperienza con cui ho fatto coaching eccetera persone ad esempio e vediamo forse qualcuno di voi ha esperienza di questo persone ad esempio che Sono state trattate dai genitori, o dalla mamma o dal padre, sempre come degli incapaci. Tu non si riesci, tu non sei capace, tu non sei buono, tu sbagli sempre, sei un coglione. Costantemente. Qualunque cosa facevano, li cazziavano. Ovviamente qualunque cosa sbagliata facevano, perché non è che... Cioè, sai, purtroppo ci sono alcuni genitori che... Ovviamente poi hanno le loro cause, i loro passati, non stiamo lì a smenarcela. Rimane il fatto che se andassimo a vedere il comportamento che hanno nei confronti dei figli è un comportamento di costante penalizzazione. Cioè tu tratti il bambino o la bambina sempre come un cretino, ok? Penalizzandolo costantemente sulle cose sbagliate che fa. Sbagliate, ma non perché tu gli hai fatto vedere come si fa giusto, sbagliate secondo una tua logica che il bambino non sa. E se gliela fai vedere non gliela spieghi, perché spesso e volentieri ti dicono non fare questo ma non ti spiegano perché. Perché se al bambino venisse spiegato e fosse logico e fosse funzionale probabilmente il bambino capirebbe anche. Ma gli viene dato un'imposizione o gli viene dato hai sbagliato, cretino, non lo fare più. Ora, il bambino non capisce, ma capisce che è un cretino. Capisce che non sa studiare, capisce che non è capace a fare niente, capisce che non è ad esempio capace a portare a termine qualcosa. Capisce di essere un idiota. Capisce che io qualunque cosa faccio non riuscirò a portare a... faccio casini. Ok? Non conosciuto di persone, anche molto da vicino. Che cosa succede però? Che cosa succede? Io ho visto questi schemi ad esempio, ho visto questi schemi dal vivo, applicati con persone molto vicine a me. Che cosa succede? Allora rifacciamo la scala della vita su una persona del genere, ok? Identità. creata da traumi di non accettazione. Magari i genitori non c'erano, l'hanno mollata dalla nonna. Facciamo sempre questo esempio della nonna. L'hanno mollata dalla nonna, i genitori non c'erano, quindi abbandono. Trauma di abbandono. Identità. Accettazione. Io devo farmi accettare dai miei genitori che non mi hanno voluto e mi hanno mollato da mia nonna. Per esempio. bisogno, quindi identità, abbandono, bisogno, accettazione, valore, famiglia, ovvero io devo fare in modo che la mia famiglia mi accetti. Non m'hanno voluto, ma hanno sempre trattato come un idiota, perché aspetta, non solo l'hanno abbandonata, ma magari quando poi c'erano la trattavano sempre come un idiota. Non vali, non sei capace, non sei fagnente, non sei in grado di fagnente, eccetera. Quindi abbandono, accettazione. Cosa devo fare per farmi accettare dei miei? Che è il valore, cioè il bisogno. Quindi abbiamo detto bisogno, accettazione, valore, famiglia, credenza. E qui nasce la credenza. Per farmi accettare dai miei, devo fare le cose come loro vogliono che vengano fatte. Perché se loro mi hanno detto sempre che io non so capace, allora se io riuscissi a fare le cose come vogliono loro, se io riuscissi ad essere come loro vogliono, allora loro mi accetterebbero. E quindi io devo diventare quello che loro vogliono che io sia. Credenza? Abilità. Vedo quello che fanno i miei. Magari i genitori hanno fatto, che ne so, attività, imprenditoria, vendita, si sono inventati di tutto di più. Allora il bambino o la bambina capisce che per farmi accettare dai miei dovrei fare qualcosa come hanno fatto loro e la dovrei fare bene. La dovrei fare bene. qui c'è un giochino molto molto paradossale che accade in tanti quindi abilità cerco di imparare, di buttarmi in mezzo a tutte le cose che possono far sì che i miei mi accettino. Quindi non so, i miei vogliono che io abbia un buono status sociale così si possono mantare con gli amici, allora divento il responsabile marketing globale, mondiale, faccio, dico... Però fondamentale è l'etichetta, no? L'immagine. Faccio, mi affaccendo, faccio cose interessanti, vedo aziende importanti, viaggio, dico, faccio, brigo, bum, pam, pim, pum, pam. Sembra che faccio le cose bene. Però... Però... Che cosa accade? Che... Qui potrebbe esserci... Un giochino molto subdolo. Perché? Perché razionalmente il bambino, ascoltatemi bene qui c'è una perla grossa quanto una casa, razionalmente il bambino dice mia madre mi prendeva sempre per idiota perché io non riuscivo a portare avanti o a finire una cosa fatta bene. Però è anche vero che inconsciamente, ad esempio, questo essere trattato male dal genitore, da una persona che ha vissuto un rifiuto, un abbandono da parte dello stesso genitore, diventa un premio. attenzione perché qui c'è un giochino molto subdolo molto subdolo stay with me ragionate ok ve la faccio rivedere questo schema qua i genitori trattano male il bambino o la bambina dicendo tu non vali tu non sei capace ma gli stessi genitori prima l'avevano proprio perché lavoravano e facevano gli imprenditori, avevano abbandonato la bambina dai nonni. Ok? Quindi la bimba si sente abbandonata, o il bimbo si sente abbandonato. Quando ci sono i genitori, trattano il bambino o la bambina come un idiota. Ma ci sono. Attenzione. Una persona che ha sofferto l'abbandono anziché il rifiuto, l'abbandono presuppone che qualcuno mi caghi, cioè che qualcuno sia con me quindi che qualcuno mi consideri è esattamente come quando fa il cane che per attirare la vostra attenzione vi piscia sul divano e comincia ad abbaiare e saltare sul divano voi quando vi rivolgete smettete di giocare a Tetris sul telefonino e dite fermati basta Ora, il cane non capisce le parole fermati, basta. Capisce che lui ha pisciato sul divano e voi avete finalmente smesso di guardare quel cazzo di telefonino e avete dato attenzione al cane rivolgendogli la parola e sbracciandovi anche. Quindi per lui dice, ah che figo, mi ha cagato. Quindi gli viene premiato il comportamento, cioè lui piscia sul divano e salta sull'iPhone o sull'iPad e voi finalmente smettete di fare quello che state facendo e lo cagate, gli date attenzioni. per lui è un premio, continuerà a farlo, questa è la base dell'addestramento degli animali. Ora, pensate un attimo a un bambino che non viene considerato, qui attenzione vi sto dando una perla grossa quanto una casa, il bambino che non viene considerato, rifiuto, abbandono, quando fa una cazzata, viene considerato, magari gli viene presa a parole, viene menato, viene insultato, viene umiliato, sia un idiota sia un deficiente, ma viene cagato, cioè in quel momento il bimbo nella sua testa lega il fatto che ho fatto una cazzata quindi esisto per il mio genitore, il che diventa un premio. Quindi fare una cazzata vuol dire inconsciamente per il bambino essere visto ed essere considerato dal genitore che è per lui sempre Dio ok? questo non lo sappiamo a livello cosciente lo registriamo a livello inconscio esattamente lo stesso la stessa logica per cui capiamo che quando siamo malati non andiamo a scuola e i nostri genitori stanno a casa con noi quindi quando vogliamo l'attenzione ai nostri genitori ci ammaliamo lo capiamo da piccoli o non andiamo a scuola, lo capiamo da piccolo. Questo però è più inconscio, perché noi a livello conscio diciamo, ah io voglio adesso dimostrare ai miei che sono capace, mi hanno preso per il culo, mi hanno trattato male da piccolo, io adesso da grande voglio dimostrare che io esiste e che sono bravo a fare queste cose. Cacchio, adesso lo faccio bene. Questo in teoria, quindi mi metto a fare azioni, mi metto a fare impresa, mi metto a fare aziende, mi metto a fare un sacco di azioni, ma alla fine inconsciamente saprete che cosa accadrà probabilmente in una persona del genere? Che come al solito arriverà alla fine e farà una minchiata perché inconsciamente sa che quando fa una cazzata viene consigliato ai suoi genitori perché questo è l'unico cosa certa cioè il bimbo non ha la certezza che se fa una cosa bene verrà premiato ma ha la certezza che se fa una cazzata viene premiato con l'attenzione anche se fosse uno schiaffo, anche se fosse un'umiliazione, anche se fosse un cazziatone, ma rimane il fatto che il beneficio primario è l'attenzione, ok? Quindi, cosa faccio? Vado a distruggere quello che ho costruito, che se poi, lo dirò ai miei, mi ritratteranno di nuovo male, ma di nuovo avrò attenzione da parte dei miei genitori e il giochino sarà soddisfatto. Fatto questo, ricomincerò il giochino da capo. Ne ricreerò un altro, arriverò alla fine e lo distruggerò. Io conosco persone così. Conosco persone che si infilano da anni, da decenni all'interno di sistemi, sapendo già che alla fine si autodistruggerà. Cioè autodistruggeranno tutto. Perché dovranno continuare a confermare, confermare che il giallo nel bianco non se deve mettere. Che l'uovo va sbattuto separato. cioè vanno a confermare la credenza primaria la credenza che i genitori gli hanno infilato tu non vali ripetuta e ripetuta e ripetuta e ripetuta e ripetuta e ripetuta migliaia di volte dei genitori quando però veniva premiato cioè quando gli veniva data attenzione quindi attenzione a questo perché questo giochino qua può essere molto subdolo in quanto voi potreste inconsciamente continuare a replicare le azioni per confermarvi la credenza. Cioè, esattamente come la metafora dell'uovo sbattuto di prima. Ovvero, la persona che è convinta che rosso e giallo non devono stare assieme, se si mischiano, fa un'azione errata per confermare che bianco e rosso non si mischiano, per dire, vedi? Te l'avevo detto! E come diceva mia nonna, non si montano! Ora, questa stessa logica noi la ripetiamo costantemente. Ricordiamo che il nostro ego, lo sport migliore del nostro ego è arrivare, portarci a un punto affinché possa dire finalmente, vedi? Te l'avevo detto! Sei un idiota, non riesci a combinare niente, non riesci a fare niente, non vali, la gente non ti caga, non sei capace a fare questo, non sei capace a fare quell'altro. Vedi? Te l'avevo detto. Ok? Allora, Alessia mi dice, quindi, ok, chiarissimo, quindi questo può comportare l'uso di sostanze stupefacenti, cioè io per farmi vedere dai miei genitori, diciamo, per essere salvato, arrivo addirittura a fare ciò? Sì, Alessia, se uno dei... se capisci che quello è un modo per attirare l'attenzione dei tuoi, e l'attenzione dei tuoi è una cosa fondamentale per te, ogni... il fine giustifica sempre i mezzi ma guarda che ci sono persone che si ammalano dei cancro per attirare l'attenzione questo stesso giochino fatto dai figli da piccoli poi te lo ritrovi a volte dai genitori da grandi cioè i figli vanno via e i genitori si fanno venire i cancri per dire che fai, mo me lasci da solo? che mo non torni? e come fai? Cioè, sapete quante persone si sono ammalate per non perdere l'altra persona? Figli o compagni e compagne, no? Cioè, c'è gente che magari, per la paura di perdere una persona in relazione, si ammala per giocare sui sensi di colpa della persona e per dire che me lascimo, che me so ammalato. C'è gente che muore per questo. Quindi, figurati se l'inconscio si fa problemi delle sostanze superfacenti. Lo superfacente è il minimo. Il problema c'è.










