INSTAGRAM, STORIE, CONDIVISIONI E TARGET - Le Perle del Follow the Flow di Daniele Penna

Daniele Penna explains why creators need Instagram even if they hate it, and how to use Stories to reach the right people. First impressions stick on social profiles, so build a real communication plan instead of posting randomly.
Questions this video answers
About 7–8 years ago (from the time of the talk).
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Se non avete... o meglio, se avete Instagram, adesso prendetevi 20 secondi e cercate nella... cliccate sulla cosa della... sulla... come si chiama? Sulla lente di ingranaggio e cercate Daniele Penna. che è il mio nome, lo sapete Daniele Penna? se state qua e non sapete il mio nome preoccupatevi che è Daniele Penna e aggiungetemi, fate follow mi followate, ok? perchè mi followate su Instagram? perchè dici ma come tu fino a ieri lo odiavi Instagram? si no lo continuo a odiare non è un problema però mi rendo conto che oggi è diventato lo strumento primario del gruppo Zuckerberg quindi Facebook praticamente se non paghi non ti caga più nessuno Instagram adesso ancora ti caga qualcuno ma poi finirà come Facebook e dovrai pagare per essere cagato però devo ammettere che Instagram in quanto enorme fonte di dopamina per buona parte delle persone inizia a diventare uno strumento molto interessante possiamo parlare di manipolazione delle masse, possiamo parlare di rincoglionimento delle persone, possiamo parlare che si sta muovendo il mondo verso un abbandono di questa roba qui, cioè dello scritto, della lettura, e si butta tutto su immagini e video, sulle storie, ne abbiamo già parlato. rimane il fatto che è una cosa che funziona. Quindi che cosa vuol dire? Vuol dire che se hai un'idea di... sapete abbiamo... c'è l'altra serie che appunto il passion è basato anche sul vivere delle proprie passioni. Ora, vivere delle proprie passioni vuol dire anche essere presente. Perché se hai una passione qualunque essa sia, se in qualche modo vuoi trarne qualche tipo di beneficio, o semplicemente hai la passione di cantare e la tua missione non è cantare per te stesso perché ti piace cantare dentro quattro mura, ma è cantare per emozionare un pubblico, per emozionare gli altri. Ecco, se questi altri sono tanti, emozioni più altri che se sono pochi, ok? Quindi per avere tanti più altri possibile, è necessario essere presenti, teoricamente ovunque, cioè dovresti avere l'onniscienza, l'onnipresenza, che però non è facile, perché è un lavoro, è un vero e proprio lavoro, quindi hai uno staff che sta lì a darti presenza su tutti i tipi di social, e sono tanti, non solo sono tanti, ma devi stare al passo coi tempi, perché loro vanno più veloci di te, cioè tu quando ancora stai a pensare a Instagram, già ne sono usciti altri, un'altra dei cinema, cioè tiktok, qualcos'altro dove bisognerebbe stare snapchat, tutta un'altra serie di cagate che però cagate che sono quotate in borsa e che fanno numeri quindi se la gente migra da quelle pari, ricordiamoci che la gente è molto più simile a un gregge di pecore per cui se il pecoraro ti sposta su un altro su un altro su un altro campo perché il campo di prima ha finito le risorse tutti si spostano da là quindi adesso facebook è diventato uno strumento per cui o paghi e quindi è per aziende o è per quello che sia oppure il o è per aziende o non si è più visibile instagram ancora è un posto dove bisogna stare quindi state su Instagram, Daniele Penna mi followate, se non ci siete su Instagram registratevi ma attenzione non per pubblicare minchiate ma per avere un piano di comunicazione quindi in base a quello che vorrete comunicare al mondo di voi stessi attenzione ricordate una roba quello che pubblicate resta per sempre, è vero che lo potete cancellare ma potrebbe essere condiviso quindi quello che pubblicate resta per sempre Attenzione a pubblicare minchiate, perché in base a quello che pubblicate voi date la vostra immagine. Ricordate una frase fondamentale. Non avrete mai una seconda occasione per dare una buona prima impressione. Questa è una frase che vi dovreste schiaffare in testa, anzi quasi quasi ve la faccio come aforisma e ve la metto su Instagram. Non avrete mai una seconda occasione per dare una buona prima impressione. La prima impressione è quella di impatto. Quindi se tu un impatto è, vedi, che ne so, la persona che su Instagram c'ha solo cibo, capisci che la sua priorità è il cibo. Non avrai mai una seconda occasione per dare una buona prima impressione e vi rendete conto che la prima impressione che date o che voi avete, perché ricordatevi che per quanto si possa raccontare quella cagata che la nostra testa non dovrebbe giudicare, teoricamente quando entri nei mondi pseudo-spirituali cominci a parlare di non giudizio. Ma è una cosa teorica, perché la nostra mente è abituata da piccola di impatto a giudicare, subito. Poi tu puoi far finta di non aver giudicato, comprendere il giudizio, capire da dove arriva, bla bla bla bla bla. Quindi se hai una mente addestrata puoi in qualche modo mettere una pezza al giudizio che la mente fa di suo. Quindi, ma a livello terreno, nel chakra terreno, quello in cui vivi tutti i giorni, quello in cui mangi, quello in cui bevi, quello in cui fumi, quello in cui ti droghi, quello in cui cammini, quello in cui ti trucchi, quello in cui vai in palestra, quello lì, che non è niente di spirituale, è un qualcosa di molto terreno e degiudicante. e la prima impressione che ci facciamo di una persona oggi ormai sul social è proprio quella che vediamo di impatto. Infatti oggi stavo guardando il mio Instagram e oggi se avessi saputo meglio che sarebbe diventato quello che è diventato, il mio feed, quindi la mia Tutte le mie robe che stanno su Instagram non le avrei messe così, perché ad esempio io parto inizialmente con tutte frasi in inglese, perché il mio Instagram era internazionale, inizialmente aveva quell'obiettivo. Poi mi sono reso conto che il mio pubblico è italiano, quindi ho dovuto switchare sull'Italia. Però quando parti in una maniera, poi cambi, Poi, deve avere un piano di comunicazione. Come tutte le cose, come ho spiegato nel passion, quando capisci qual è il tuo vero fine, devi avere un piano di comunicazione. Se no, il piano di comunicazione comunque ce l'hai. Quindi quello che mostri è quello che è. Se mostri che magni solo, te vedono quello. Se mostri che cerchi di fare la figa di turno, Ti capiranno per quello. Poi, non vi lamentate se il target che vi raggiungerà saranno solo i morti di figa o quelli che cercano ricette o quelli che... che cacchio, ne so. Capite? perché poi ritargettizzarsi è un casino cioè è fondamentale che i vostri followers siano in target, not out of target quindi siano nel vostro target io adesso sto facendo dei test, infatti dico anche a voi le storie che ultimamente io non sopportavo e non le sopporto ancora però mi rendo conto che funzionano, purtroppo, però devo... Io sono, quando sono arrivato in Asia, ormai 7-8 anni fa, quando avevo qui sui telefoni in Asia non si usa Whatsapp, ma si usa Line o si usa WeChat, e c'erano queste storie, e la gente condivide i cazzi suoi, ma qual è il senso? Non lo capivo. Poi l'ho visto fare a Instagram, poi l'ho visto fare a Facebook, e poi l'ho visto fare a YouTube. Quando l'ho visto fare a YouTube mi sono preoccupato. Infatti YouTube non lo seguo ancora come story. Devo capire ancora come funziona, però non ho ancora ben capito se hanno un senso. Google non c'è mai riuscito a fare un social. Google è l'unica cosa che non è mai riuscito a fare un social. Ha fatto di tutto, ci ha provato mille volte quei social, ma proprio non è forza sua. Per cui, ste cazzo di storie, da un certo punto di vista, a livello tecnico loro, quindi di Facebook, di Google, di Youtube, di Instagram, eccetera, è una valanga di dati, cioè noi diamo dei metadati spaventosi ogni storia che mettiamo, perché ve ne ho parlato in uno dei flow quando ero in Italia. di quanto è importante e di quanto è enorme il mercato dei metadati, ovvero tutte le informazioni che noi diamo al fine di condizionare la nostra mente per qualunque cosa. Domani potranno essere votazioni, dopodomani potranno essere chissà che cosa. Oppure infilarci qualche nuova convinzione o qualche nuova idea. la cosa interessante è che le storie danno metadati al sistema e poi si cancellano quindi non appesantiscono i loro server ma danno un botto di informazioni e vengono oggettivamente in qualche modo premiate perché c'è da dire che su Instagram visto che la gente ormai cazzo vedo che campa là sopra perché io vedo l'engagement su Instagram è una cosa spaventosa cioè la gente campa con Instagram acceso e Instagram tra l'altro non è neanche una roba che tu hai sul computer, cioè io sul computer ho tutto, tranne Instagram, perché non lo posso gestire da computer, è un casino. Per cui sono costretto a usare questo maledetto telefono, perché se fosse per me starebbe in un'altra stanza dentro, chiuso dentro una gabbia di farada. Quindi, stando sempre su Instagram, avere le storie vuol dire che più storie fai, più c'hai quella tua faccina di minchia sempre in mezzo alle scatole. Vedi, stai sempre lì che ti cosa, per cui tu finché non clicchi su quella cazzo di storia per vedere che minchia ha pubblicato quella persona lì, ti sta lì sempre in mezzo alle palle che ti esce fuori ogni tre secondi. Che da un certo punto di vista, a livello di visibilità, è potentissima come cosa. Per cui se la storia non la utilizzi per delle minchiate, ma la utilizzi per qualcosa che ha un senso all'interno del tuo fine, all'interno del tuo piano di comunicazione, all'interno del branding, all'interno di quello che vuoi fare, cominci ad avere un senso sempre maggiore. Quindi usiamo gli strumenti che ci vengono dati dal sistema nel migliore dei modi. Questo è fondamentale perché ricordiamoci il sistema non lo puoi cambiare ma lo puoi usare. Nella maggior parte dei casi è lui che usa te quindi se stai usando Instagram per distrarti da qualunque altra cosa, perché in qualche modo ti dà dopamina, lo strumento sta usando te. Se invece usi Instagram o qualunque altro social o qualunque altra cosa per un tuo fine ben specifico, con una logica, con una strategia, con delle conoscenze, allora tu stai usando il sistema. Queste sono le due cose fondamentali.










