A short Italian-language monologue by Daniele Penna (from a YouTube video) reflecting on the likelihood that artificial intelligence will achieve self-awareness, and the social/economic consequences of increasingly capable machines. Penna says AI may already be or will soon be self-aware, warns that powerful inventions are often misused, and links AI-driven automation to mass unemployment within a consumerist economy. He contrasts satisfying basic needs (food, shelter, sleep) with consumerist desires, references Edward Bernays and the Venus Project, and argues that current economic incentives preserve work despite machines being able to replace human labor.
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Ciao Daniele, credi che in un futuro più o meno prossimo l'intelligenza artificiale possa arrivare ad avere autoconsapevolezza? Daniele, penso di sì, siamo sempre più vicini, ammesso che già non ci siano arrivati e non ce lo dicano. però l'intelligenza artificiale è forse uno dei più grossi problemi perché come al solito le cose possono essere usate in bene o in male e purtroppo la storia ci ha sempre insegnato che le più grandi invenzioni sono state usate sempre prima in male quindi c'era un film, quello con Will Smith, mi pare. Cosa era? No, io non mi ricordo. Comunque ce ne sono stati diversi di film dove l'intelligenza artificiale, proprio perché intelligenza, se si muove, consideriamo sempre una cosa, è l'uomo che la crea. Se l'uomo la crea a sua immagine e somiglianza siamo rovinati, cioè veniamo distrutti appena quell'intelligenza prende potere. e soprattutto quelle macchine saranno sempre più potenti, saranno sempre più agili, quindi saranno qualcosa di migliore a noi. Ciò vorrebbe dire che teoricamente potrebbero lavorare al posto nostro, perché questo era quello che si era detto nella rivoluzione industriale anni fa, al tempo della rivoluzione industriale si diceva non vi preoccupate che tra 50 anni ci sarà bisogno di lavorare ma neanche 20 anni ci sarà bisogno di lavorare due ore al giorno perché le macchine faranno tutto per noi che teoricamente è giusto cioè oggi noi siamo nella condizione in cui le macchine potrebbero fare tutto per noi ma non conviene a nessuno, non conviene a nessuno perché lo vediamo tutti i giorni, c'è iperproduzione di tutto, la roba si butta, continuano a usare uomini per fare cose che potrebbero fare le macchine, spostano la produzione all'estero, ci sono tante quelle porcate che potrebbero essere tranquillamente risolte con l'utilizzo delle macchine, ma non perché sennò poi tutta la gente che non lavora che fa? ma torniamo pure sempre al solito discorso se dovessero iniziare a lavorare macchine la maggior parte di voi verrebbe licenziata e che farebbe? è quello il problema quindi da una parte dovremmo avere le macchine che lavorano per noi dall'altra parte dovremmo avere un'abbondanza sempre maggiore e dei prezzi sempre minori però in un mondo fatto da consumisti ricordatevi che guardatevi il video che ho messo sia su follow the flow sia su su YouTube, quello di Edward Bernays, siete stati costruiti già da prima della prima guerra mondiale e ancora di più da dopo la seconda come dei consumisti, come dei robot che però non hanno un'intelligenza artificiale, hanno un'intelligenza condizionata a consumare. e quello è il bello, quindi il consumista ha bisogno di avere qualcosa per poter consumare, non è più un bisognista se invece tutti ci accontentassimo di soddisfare i nostri bisogni, quindi mangiare, dormire, avere un tetto sulla casa eccetera e non andare oltre quello che ci serve basterebbe veramente poco e basterebbe pochissimo per vivere ma soprattutto non si dovrebbe lavorare perché davvero basterebbero le macchine per farlo o se non alcuni pochi lavori ma come diceva quello lì che ha inventato venus project basterebbe davvero che tutti lavorassimo un paio d'ore al giorno all'interno di una comunità autogestita e non avremmo bisogno di nient'altro E' chiaro che però ti devi accontentare perché se vuoi Rolex non devi fare più così, devi lavorare molto di più perché ti serve il bene inutile che non si sa per quale motivo.