IPNOSI REGRESSIVE: I due lati della medaglia - Le Perle del Follow the Flow di Daniele Penna

Daniele Penna explains why regression hypnosis alone doesn't work: it can clear space for change, but clients must do the ongoing work to keep old patterns from returning. He uses a forest metaphor to show how hypnosis plants seeds that need consistent nurturing through his twice-weekly group practice, Follow the Flow.
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Manuel Altibrandi mi chiede su Facebook, Dani tu fai ipnosi regressive? Che brutta domanda, no, cioè sì ma no, nel senso che ho smesso di fare ipnosi. perché sono arrivato al piano di conoscenza successivo. L'ipnosi serve fino a un certo punto. Prima basavo tutto sull'ipnosi. Chi mi ha conosciuto durante gli ultimi corsi che ho fatto puntava tantissimo sull'ipnosi. Però potrebbe risultare completamente inutile, perché spesso e volentieri le persone danno a te, come al solito, la responsabilità di risolvere le cose sotto l'ipnosi. In realtà non è così. In realtà sei tu sempre che devi fare, l'ipnosi può soltanto servire a velocizzare determinati processi, può servire per fare tante cose, ma l'ipnosi, per quello a cui sono arrivato, è un modo non per risolvere, ma per preparare il terreno. Ti faccio un esempio. Questa è la prima volta che lo dico, perché molti delle persone che mi hanno seguito tempo fa sanno che io puntavo tanto sull'ipnosi e sono arrivato anche a conoscenze molto elevate, proprio per questo mi sono fermato, non sono andato oltre perché ero un po' troppo avanti, cioè siamo quelle usate da KGB e CIA per veramente fare danni, solo che se le usi in bene potresti fare tanto altro. Il problema è un altro, è che è vero che sono veloci, ma non sono persistenti, perché il finale lo devi fare sempre tu. Toglietevi dalla testa, e qui do veramente l'ultima per le porci, questa è una... questa non l'ho mai detta ed è una delle intuizioni raggiunte da pochissimo. Intuizioni non più che intuizioni e risultati, perché dopo 20 anni ho la variabile tempo. E' una cosa vedere i risultati dopo un anno, una cosa vedere i risultati dopo un anno, dopo 5, dopo 10 sulla stessa persona. Quindi comprendi come le cose si evolvono. E comprendi come alcune cose possono essere servite in un momento, ma dopo c'è bisogno di altro. Con questa chiudo. Immaginate l'ipnosi per quanto mi riguarda, come questo. Voi arrivate che avete la vostra mente che è peggio di una foresta infestata di mille piante di cui non sapete quali sono quelle buone e quali sono quelle cattive. cioè quali sono quelle funzionali e quali sono quelle disfunzionali, quali sono quelle tossiche, quali sono i parassiti e quali sono le colonne importanti. Non lo sapete perché voi dall'alto vedete soltanto una foresta verde o in alcuni casi manco verde o di tanti colori e non sapete una mazza. A quel punto voi mi dite, vorrei piantare un semino nuovo. Io dico, ma dove lo pianti un semino nuovo? Non vedi che se pianti un semino manco arriva a terra perché ci sono talmente tante piante che la terra non la vedono neanche. Per piantare un semino nuovo devi prima creare un terreno. Per creare un terreno devi sradicare letteralmente tutta una serie di cose. non solo le devi sradicare, ma devi far sì che tutte le radici che stanno attorno non devono permettersi di poterle ricreare. Quindi devi sradicarle e creare così tanto in profondità, è come se dovessi mettere un vaso all'interno di una foresta. Quindi prima devi togliere un po' di roba, poi non è che fai un buco soltanto, ma ci devi mettere un vaso in maniera tale che le altre radici non ricreino e non tocchino il nuovo semino, perché sennò lo affogherebbero in un attimo. Perché è nuovo, è piccolo, per l'altro non fa parte dell'ecosistema, quindi devi metterci qualcosa di più. Ebbene, fare tutto questo da sola, non sai neanche da dove partire. Sotto ipnosi io ti posso aiutare a fare un po' di spazio in quel terreno e farti capire come si pianta il vaso. Punto. Come si mette il vaso, come riempirlo di terra, come dare cura a quel semino che deve diventare germoglio, che deve diventare piantina, che deve mettere le radici e che poi deve farsi strada in quella foresta, quello è un problema tuo. Non ci sono io tutti i giorni a dare l'acqua a quel semino. E quello è il problema. Quindi l'ipnosi può essere un inizio, ma se la persona dopo non si fa un culo quanto una casa, a nutrire quello che è stato creato sotto ipnosi, non serve assolutamente niente. Abbiamo perso tempo in due. E la maggior parte delle persone non la vede così. E quello è il bello. Pensa che ha risolto, vede un risultato a breve termine, cazzo è tutto cambiato. Non si rendono conto che hanno piantato un semino all'interno di una foresta infestata. Date tempo alla foresta di ricreare le radici e di affogare quel semino e ambiente, persone, genitori, amici, ego, società, sistema, o quello che sia perché sono queste le radici, rischiano quel semino di distruggerlo anche quando è già grande. E purtroppo questo l'ho visto diverse volte. E questo è il fattore tempo. Una cosa che può sembrare valida, che può sembrare essere cambiata dopo un anno, magari ve la ritrovate dopo 5 anni di nuovo lì. Quindi, facciamo le cose per bene. L'ipnosi, sì, ma è sempre dare una responsabilità fuori, esattamente come un medico a cui chiedete una medicina, esattamente come un'autoropata a cui chiedete un fiore di bacca, o un angelo a cui chiedete una benedizione, o un guaritore a cui chiedete... che cacchio ne so. Vi dovete sbattere voi, ragazzi, le cose si fanno da voi. Questo è il principio. Con quale mezzo? L'ipnosi è uno dei tanti. Ma non serve a cambiare, serve a iniziare. Ricordate questo, tutto ciò che farete è un inizio, non è una fine. Siete voi che dovete sbattervi. a dare nutrimento a tutto. E ricordatevi che i vostri pensieri, ogni qual volta pensano a una paura, a un giudizio, a qualunque cosa che in qualche modo è stato il vostro passato o è il vostro presente, nutre, nutre tutta quella foresta lì. Quindi voi costantemente state nutriendo quella foresta. E' inutile che io vi pianti un semino se non lo nutrite. Capite perché ora i follow the flow? Perché almeno due volte a settimana noi nutriamo quei germogli, almeno per un'ora. Noi ci fermiamo, ci connettiamo, stiamo tutti assieme e stiamo collegati a quei germogli. Uno dopo l'altro, ed è quello che vi chiedo, Dategli tempo, dategli nutrimento, dategli attenzioni, dategli coccole. Le cose le ripeteremo, le aggiungeremo, avrete intuizioni, cresceremo assieme. Ma se smettete di nutrire quei pensieri, questi pensieri smetterà di crescere. Io ho sempre detto, sin dall'inizio del follow the flow, che è nato per gioco, ho detto è una delle cose più belle che mi sia accaduta. Io sono costretto, due volte a settimana, per più di un'ora, a connettermi e a stare sul pezzo. Questo mi permette di crescere, di nutrire quella parte di me che deve crescere insieme a tutte quelle piantine, a tutti quei semi che vengono generati. Quello che io dico a voi lo imparo anch'io. Non lo so, spesso e volentieri. Infatti io mi risento ai follow the flow, spesso e volentieri, per ricordarmi che cosa ho letto, che cosa ho detto, che mi rileggo le domande che vengono fatte, per vedere che cosa è accaduto. E questo è il follow the flow. È un fertilizzante per i germogli della vostra mente. Ecco. Questo, e considerando che il miglior fertilizzante è la merda, oddio, forse non ho trovato un ottimo, un'ottima metafora per il follow the flow.










