La Competizione - Le Perle del Follow The Flow di Daniele Penna

Daniele Penna riflette sul senso e le radici della competizione moderna: la distingue dalla competizione naturale per sopravvivenza, mostra come oggi sia spesso guidata dalla paura del giudizio altrui e dall’insicurezza, e invita gli ascoltatori a identificare onestamente i motivi personali delle proprie competizioni per recuperare tempo, salute e autenticità. Sostiene che le competenze, non i premi o la fama, aumentano il valore personale e che lo stato cronico di stress da giudizio è dannoso per la salute individuale e collettiva.
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Competizione. Sei mai arrivato primo? E sei mai arrivato secondo? O hai mai tentato di arrivare primo? Hai mai tentato di essere migliore di qualcun altro? Hai mai tentato di fare qualcosa per le aspettative degli altri? Perché? Ditemi per quale motivo voi competete? Cioè voi entrate in competizione. a volte attenzione si entra in competizioni anche con se stessi cioè perché create competizione? perché accettate le competizioni? perché ricordatevi che questo è il primo concetto nessuno vi mette in competizione siete voi che le accettate Ricordatevi che il sistema, il sistema vuol di prima di tutto i genitori, spesso e volentieri sono i primi a crearci competizione. Ci fanno i confronti col fratellino, con la sorellina, con gli amici di scuola, col cugino, con la cugina, con chi che te pare. Poi a scuola ci mettono in competizione e devi avere il voto migliore. Non solo ci mettono in competizione, ma soprattutto cominciano gli esami. e gli esami sono giudizio più competizione. Quindi se mettiamo il concetto di competizione e confronto, nonché aspettativa di altri, e giudizio ed esami abbiamo fatto la frittata. ditemi voi perchè entrate in competizione ok allora per essere riconosciuti Rodolfo Rigano perchè cioè se io te vedo e tu mi dici ciao sono Rodolfo dici che se tu non competi e non diventi primo e te vedo una seconda volta non te riconosco più? no se ti vedo una seconda volta non te riconosco ciao vedi è Rodolfo l'ho già visto questo qui non è che pure se tu nel frattempo non diventassi un campione del mondo di qualcosa io ti riconoscerei uguale no? A meno che per riconosciuto intendi riconoscimento, che è diverso. Anche se, attenzione, le parole sono importanti. Ma spieghiamoci perché. Io adesso ti ho fatto una battuta, ma non è tanto... stupida, a volte io faccio lo stupido però ricordare che lo stupido fa a chi lo stupido è, stupido è, stupido fa, lo diceva Forrest Gump una roba del genere però riflettiamo un attimo su questa cosa per essere riconosciuto io ti ho fatto la battuta e ti ho detto che non te riconosco più se te rivedo pure se non si è diventato campione del mondo di spada e fioretto no, te riconosco uguale, te guardo in faccia e ci vedi Rodolphe però il bisogno di riconoscimento è un bisogno fondamentale, è uno dei dodici bisogni capitali secondo la mia logica dei bisogni, quella che trovate sul salto quantico gratis su youtube ed è interessante perché si chiama riconoscimento Perché il riconoscimento, che è visto come un premio, si chiama riconoscimento? Cioè, ho ottenuto un riconoscimento. Guardi che mi hai riconosciuto. Cioè, metti il concetto di riconoscermi, cioè, ti ricordi di me? Mi hai riconosciuto, vedi? Oh, guarda, c'è una faccia conosciuta. con il riconoscimento cioè col premio che per carità se lo vediamo nel mondo degli attori o ma anche lo vedo nel mio piccolo a me la gente mi riconosce perché c'è 697 flow c'hai sbomballato i maroni per 200 flow due ore al giorno 400 ore due coglioni se te vedo in faccia davanti te riconosco mortacci tua e a volte capita che tu vai in giro per le città e dici oh Daniele Penna va beh si ciao che vuoi? chi te sei? Quindi è particolare come il riconoscimento sia legato a un bisogno e sia legato anche alla stessa parola, mi ha riconosciuto, cioè ti sei ricordato di me. quindi già il premio ci porta a un'idea che se io faccio qualcosa di grande o vinco qualcosa o mi premiano qualcosa o arrivo primo per qualcosa quindi se io vinco una competizione la gente mi riconoscerà perché so quello che si è si è in qualche modo è venuto fuori dalla massa bene vediamo qualche altra idea Emiliana dice per appagare il bisogno di riconoscimento e per il bisogno di appartenenza e ammirazione. Allora sul bisogno di riconoscimento sono d'accordo, Emiliana, sul bisogno di ammirazione sono d'accordo, sul bisogno di appartenenza no, perché appartenere a qualcosa non è che viene da una competizione cioè se io appartengo all'Italia non è che ho dovuto fare una competizione per essere italiano in realtà sto a fare una competizione per andarmi dall'Italia ma questo è un altro discorso più che fare una competizione sto a fare una lotta che ormai andarsene in Italia sembra una lotta greco-romana però l'appartenenza è un discorso diverso l'appartenenza è teoricamente qualcosa che senti dentro poi che oggi per appartenenza si prende qualunque gruppo di qualunque tipo e devi fare quello che ti dice il gruppo per poter appartenere al gruppo questo è un altro discorso però se ci si fa forte della parola appartenenza ormai traviatissima in qualcosa che appartenenza non è perché l'appartenenza è qualcosa che senti dentro, è qualcosa di interiorizzato, di interno, di sentito, non è una roba che oggi perché tifo Inter appartengo al club dell'Inter e allora per appartenere, per farmi essere accettato devo andare a tutte le partite, fare l'Ultra e essere vestito con le cose nera azzurre. Cioè, quello è un'appartenenza finta, fatta apposta, studiata per coinvolgere gente per qualche altro scopo. che può essere il rincoglionimento, può essere la violenza, può essere qualunque altra cosa, ma l'appartenenza vera e propria, insomma, la porterei a un livello superiore, che per me il concetto di appartenenza è il concetto più alto, in assoluto, subito dopo la sopravvivenza. Anzi, in alcuni casi potrebbe essere addirittura prima. Però è molto più profondo. Purtroppo c'è da dire una cosa, il nostro italiano è molto povero di parole. Per cui, ricordate questo principio fondamentale, noi possiamo pensare limitatamente alle parole che conosciamo. Se prendeste un vocabolario zingarelli, che è una bestia così, buona parte delle parole che sono scritte lì sopra non le conoscete. Ma non le conosco neanch'io. Normalmente si dice che bastano 500 parole per conoscere una lingua. Sì, per conoscere una lingua, per poter parlare, per potersi far capire. Ma il problema è che sono quelle stesse parole che noi usiamo per pensare. Tempo fa feci un flow dove parlai delle emozioni, come sono state definite dagli grandi scienziadoni, psicologi eccetera, e c'era una lista di non mi ricordo quante, forse 30-40, non mi ricordo. Il bello è che avevano etichettato le nostre sensazioni corporali in 30-40 etichette. Ora, ma voi pensate davvero che nel nostro corpo noi abbiamo in totale 40 sensazioni corporali, ma stiamo scherzando, 40 sensazioni corporali le provo in 10 minuti, e tutte le altre? Solo che se non abbiamo quelle sensazioni corporali, cioè se non abbiamo le parole per definire determinate cose, noi andremo a incasellare in ciò che ci è stato detto. Quando... ad esempio, chi fa il perito ad esempio filatelico, quindi quello di Franco Bolli che era una delle mie vecchie passioni, sa riconoscere molte più sfumature di colore di un occhio normale. Voi sapete che ci sono 16,7 milioni di sfumature di colore, cioè quindi 16,7 milioni di colori. Voi quanti colori conoscete? 6 o 7. Quindi come fai a descrivere, se tu dovessi descrivere a un cieco un fiore il quale fiore ha magari già 50.000 sfumature di colore tu gli potrai dire solo ma è più o meno viola e rosso Ma lui non la potrà mai immaginare, perché non riesci, non hai le parole per spiegargli tutte le sfumature, dove, come, perché. Perché se avessi tutta una serie di range di parole diverse, potresti dire il fiore ha cinque petali, nella parte esterna è sufrusio, e nella parte più interna il colore è ambrionchionchio. Non ce l'hai le parole. C'hai viola, violetto, viola scuro, viola chiaro. E lì devi capire. che per avere 16,7 milioni di colore, insomma, e noi ne abbiamo assieno una decina, è un po' scarso. Questo vale per lo stesso motivo. Quindi che cosa facciamo? Le parole sono la prima forma di condizionamento assoluto dei popoli. Meno è vasto il vocabolario, più è facile condizionare i popoli. Perché? Perché sei tu che crei le parole, cioè il sistema che crea le parole e tu ti adatti a quelle parole, come noi ci stiamo adattando alle regole, le parole sono le regole per eccellenza. Quindi tutto questo perché stiamo parlando di appartenenza, vabbè. Stavamo dicendo invece perché competete? Cioè perché fate competizione? La competizione con noi stessi e con gli altri serve per riuscire a ottenere i propri obiettivi sulle scelte che facciamo. Licia me la puoi spiegare? Cioè, se l'obiettivo è il mio e la scelta è la mia, perché devo competere per gli altri per raggiungerla? Cioè, per la serie. Se io scelgo di alzarmi adesso e andare cesso, ok? e voglio ottenere questo obiettivo, mica c'ho bisogno di chiamare tre persone e fare una corsa per vedere chi arriva prima, non mi pare, a meno che tu non funzioni così, tu adesso mi dirai, no io non sto parlando di questo tipo di scelte, e ho capito ma se non mi specifici le scelte, perché le scelte sono io scelgo di andare a mangiare una cosa che sta in frigorifero, L'obiettivo è, cioè, c'ho fame, l'obiettivo è mangiare. La scelta è adesso me alzo e me vado a mangiare una cosa che sta in frigorifero. Però se tu mi dici che devi competere per poter raggiungere un obiettivo, vuol dire che se io non c'ho altra gente, non c'ho gusto di mangiare. Cioè, se io non ho altra gente che me scioppa, mi leva il cibo da bocca, io devo combattere o devo arrivare prima per ottenerlo, non lo riesco a ottenere. è un po è un po limitante questa versione degli obiettivi nel senso che ti limita pesantemente se così è. Cioè tu non raggiungi un obiettivo se non è legato a una competizione che poi per carità lì c'ha. Cioè quello che stai dicendo tu è vero. Il bello è che è proprio questo il fulcro. Ma voglio farvi ragionare su questo. Cioè hai preso il fulcro in pieno concetto di base. Adesso lo estendiamo un po meglio ma voglio vedere se ci arrivate voi cioè se pian piano ci arriviamo. dunque premesso che non mi piace competere Rodolfo Rigano perché non devo dimostrare a nessuno quanto valgo bravo Rodolfo perché non devo dimostrare a nessuno quanto valgo questa è un'idea ipotetica questa è un'idea ipotetica poi bisogna vedere se nella realtà è davvero così tu andresti vestito come uno straccione in pieno centro a Milano nella nella nella via della moda Se mi dici sì, bene, non devi dimostrare niente a nessuno. Che ne pensi di competere per cercare di valere? Ora mi dite quale competizione aumenta il valore di una persona? Perché Marco è proprio lì che te volevo. Quale competizione aumenta il valore di una persona? Io adesso sto cercando di svuotare casa da tutti gli oggetti inutili. Sono pieno di coppe, medaglie, targhe, diplomi. Sinceramente, nessuna di quella targa o di quel diploma ha aumentato il mio valore. Quello è soltanto un pezzo di carta che mi ha detto, in quel momento, in quel contesto, con quella gente, si è arrivato primo. Vabbè, ma il valore ce l'avevo già prima, non è che quell'attestato lo attesta. Cioè, quell'attestato lo attesta. Ma pure se non l'attestava, io ce l'avevo uguale. Quindi non è la competizione o la vincita della competizione o il premio, la coppa che aumenta il tuo valore. Lo attesta soltanto, infatti si chiama attestato. Io attesto che la coppa attesta che tu sia Riado primo, cioè che sapevi fare, avevi quella competenza, ma non è che grazie alla coppa tu diventi migliore in quella competenza, quindi in realtà il riconoscimento o la competizione o il premio non aumenta il tuo valore. Non è così. Modesta Gandhi non bisogna competere per gli altri ma la competizione dovrebbe essere utile solo per se stessi. Si spiegami anche questo perché parli con uno che si automotiva competendo con se stesso. Mai con il porco vai semmai la competizione aumenta le prestazioni della persona. Ma in realtà non è neanche vero. Non è. è bellissimo come si siete incastrati, guardate ragazzi è bellissimo quello che sta accadendo siete quasi 300 mi fa piacere leggete quello che scrivete perché state scrivendo le vostre credenze sulla competizione che nella maggior parte dei casi sono delle frottole sono delle dissonanze cognitive che raccontate a voi stessi per farvela star bene Kevin Coole dice, se spogli gli uomini ci guarderemo il pene per vedere chi di noi ha più valore. Beh, chi ha più valore no, al massimo chi l'ha più lungo o chi l'ha più corto. Ma a quale pro, ancora una volta, a quale pro lo guardate? A quale pro lo guardate? O lo guardereste? Prima ha detto che la competizione aumenta le prestazioni. Non è vero, è l'allenamento che aumenta le prestazioni, non la competizione. stai sereno che se la competizione è soltanto l'attestazione di un risultato ma non è che la tua competizione cioè non è che se tu una volta quando io facevo tirassegno non è che il fatto che io vincessi una gara mi faceva diventare più bravo io vincevo la gara perché mi ero fatto un culo così dalla mattina alla sera ad allenarmi. Quello ha aumentato le prestazioni, non la gara vinta. La gara vinta attesta che ero bravo, basta. Ma io continuo ad essere un attestato. Cioè, il fine della competizione? Qual è? Smettetela di raccontarvi puttanate, entrate dentro e ditelo realmente. Dichiaratelo a voi stessi, perché cazzo competete? Non è vero, non aumenta le prestazioni, non dimostra che siete migliori, cioè non vi fa diventare migliori, non vi fa guadagnare di più, non vi fa... non serve a una beniamata minchia, ma... tutti lo fanno per quale motivo? ammettetelo! forza voglio vedere chi è che lo ammette per sopraffare l'altro dice il viaggio del bagatto per quale motivo lo devi sopraffare? e quando l'hai sopraffato? bravo! allora che ti rimane? che hai guadagnato? la competizione ti motiva a tirare fuori risorse che normalmente non avresti Michael Allora, guarda, che normalmente riuscirebbe a tirar fuori delle risorse che normalmente non avresti, ti dirò, se vuoi veramente delle risorse che normalmente non avresti dovresti trovarti in un momento di pericolo di morte. Fidati che nessuna mamma, nessuna donna è riuscita a mai alzare un'intera macchina, un'intera auto con due braccia. Nessuna donna che fa bodybuilding ha mai alzato una tonnellata di peso. Ma una mamma che aveva il bambino sotto le ruote l'ha alzata. Quindi non è la competizione che trova mental, non è neanche lo sforzo fisico. è lo stato di emergenza al massimo che ti tira fuori le risorse eccezionali se vogliamo parlare di risorse eccezionali ma è uno stato di emergenza non è uno stato di competizione nello stato di competizione non ho mai visto tirar fuori qualcosa che già non ci fosse nello stato di competizione chi supera il record l'ha già superato mille volte in allenamento Io non ho mai fatto in competizione un punteggio superiore a quello che ho fatto in allenamento, era sempre sotto. Quindi al massimo la competizione te li toglie le risorse. La condizione momento solo stress. Per sentirsi più considerato. Salvo Olivo. Per sentirsi più considerato da che? Da chi? Ecco salvo cominciamo a specificare. Per sentirsi più considerato da chi esattamente? Mirko Bevacqua dice per l'accoppiamento come tutti gli animali ma Mirko non è vero non è vero perché se volessi competere per l'accoppiamento e si fosse obiettivi, si fosse realisti non si farebbero mille altri cazzi Cioè, se il mio obiettivo è l'accoppiamento, vado da N donne finché non mi accoppio. Cioè, quello è il mio obiettivo, la vado. Non è che inizio a creare un'azienda per fare più soldi, per poi vestirmi meglio, per avere la macchina più grande, per fare questo, per fare questo, per fare questo, per poi trombarmene di più. È un dispendio di tempo enorme. Se io non me la fossi raccontata per anni e avessi detto, voglio trombà perché mi sento uno sfigato, avrei trovato tutte altre strategie. invece che fa tutto sto bordello. Quindi, per questo vi dico, iniziate a essere onesti con voi stessi. Perché cazzo competete? Perché? Per quale motivo, invece di pensare a quello che volete davvero creare un obiettivo e raggiungerlo, a prescindere dal mondo, gli obiettivi vengono o traviati o trasmutati o allargati o nascosti e coperti da qualcos'altro per arrivare a qualcosa che non volete ammettere neanche voi nel momento in cui ammetterete perché diavolo competete avrete già un primo inizio di miglioramento della vostra vita uno perché sapete esattamente perché state competendo due capirete se serve davvero e tre capirete qual è il vero obiettivo. Ammesso che si sia un vero obiettivo. Vediamo, vediamo. Vediamo cosa mi dite. La competizione è una forma di dipendenza. Verissimo Elisa, verissimo. Eh ma dimmi perché. Dimmi per quale motivo. Cioè mi state dicendo tutte cose vere, perché sono credenze e sono assolutamente vere, ma io voglio sapere perché. cioè arrivate voi nel pro, vi sto facendo una coaching di gruppo ragazzi gratis voglio farvi arrivare questa sera a comprendere profondamente perchè competete perchè competete realmente non mi venite a dire perchè la società, perchè di su, perchè di giù no no voglio nomi e cognomi, voglio una roba specifica voglio che ognuno di voi questa sera arrivi a dire cazzo io ho orientato la mia vita a fare questo, questo e quest'altro perchè Non perché voglio competere, voglio essere migliore, voglio aumentare il valore perché è la mia passione, perché di su, perché di giù. No! Voglio quello reale, quello che anche voi vi nascondete. Quello che non avete il coraggio di ammettere a voi stessi e ve lo raccontate da una valanga di tempo. Ecco perché le cose non cambiano mai, perché il primo passo per migliorare la propria vita è a capire, ammettere perché si fanno determinate cose, perché quando lo capite allora potete cambiare qualcosa. E' come se voi andaste dal meccanico, voi sapete che sentite il rumore dietro alla gomma sinistra, andate dal meccanico e gli dite, senti c'ho un problema al motore davanti, lì c'è qualcosa che non va. e il meccanico sta lì a girà, a girà, giorni e giorni a smonta tutto il motore e non capisce che cazzo c'è sta, ma perché? Perché gli avete detto il problema sbagliato e voi probabilmente, buona parte di voi, ma io l'ho fatto per decenni questa cosa eh, cioè io parlo sempre dall'alto della mia esperienza per decenni io mi sono raccontato una valanga di puttanate Io mi sono creato una passione per il tirassegno quando in realtà non me ne fregava niente, il mio obiettivo era tutt'altro. Mi sono creato aziende che facevano miliardi, ma di quando non me ne fregava niente, dovevo soltanto... Per un altro obiettivo, che lo sapete qual è, però voglio farvelo arrivare a voi. Voglio che arriviate voi. Vediamo se ci arriviamo. La ferita del rifiuto, per aumentare l'ego, per azzittire il nemico, addirittura, invidia degli altri, per essere accettati. Vincere una competizione fa sentire superiore agli altri, perché nutre il mio ego. Elisabetta nutre come esattamente? Dimmi che cosa ti nutre. cioè avere il premietto e dicono eh lasciarli sul podio tiè sei stata più brava tiè e quanto dura quel premietto? 5 minuti e poi ne devi competere con altra? perché? perché sennò che succede? per rendere fieri i nostri genitori vivi 92 già ci iniziamo a ragionare la sapete la storia la sapete la storia che trovate spesso raccontata... cos'è? trovate spesso raccontata, no? ve la leggo, ce l'ho lì sull'altro computer c'è una foto che gira su internet di questa corsa di cani questi cani che partono le loro guardiole e un ghepardo che non esce, manco per sbaglio, dalla sua guardiola dalla sua casetta, no? E praticamente che cosa fecero? Ci fu un periodo in cui volevano capire se i cani da corsa fossero più o meno veloci di un ghepardo. Che sappiamo, il ghepardo sembra essere l'animale più veloce sulla Terra. Poi arrivava, non so, qua a tipo 130-140 nm orari, non mi ricordo. E quindi che hanno fatto? Hanno messo sulle linee di partenza i cani da corsa e il ghepardo. Hanno fatto la prima partenza, i cani sono partiti a razzo come al solito e il Ghepardo stava lì bello sdraiato nella sua casettina e gli è rimasto sdraiato guardando i cani lo si vede proprio dalla foto se si vede proprio la faccia ha uno sguardo attonito cioè lo sguardo del Ghepardo è per la serie se lo dovessimo dire a parole umane guarda questi cani che corrono e questo penserà secondo me che cazzo stanno a correre a fa' perché è quello lo sguardo se lo guardate la foto cercate Ghepardo Corsa di Cani e lo trovate l'hanno fatta quattro volte questa partenza quattro volte per quattro volte i cani via subito come dei robottini pam sono partiti a razzo e per quattro volte il ghepardo non gliene è potuto fregare nemmeno è rimasto lì non si è mai mosso giustamente quando poi hanno chiesto al proprietario della corsa dei canici ma come mai secondo te il ghepardo non si è mosso e lui giustamente disse ma cioè a volte cercare di dimostrare la tua superiorità vediamo cosa ha detto, aspetta voglio vedere proprio dove la frase è ah ecco, a volte cercare di dimostrare che sei il migliore a volte cercare di dimostrare che sei il migliore è un insulto è un insulto un ghiapardo non deve dimostrare a nessuno di essere più veloce non gliene può fregare meno sa di essere più veloce ma non solo lo sa ma soprattutto la sua motivazione per essere veloce non è certo dimostrare a qualcuno che è più veloce. Il ghepardo corre per motivi di sopravvivenza o per cacciare o per fuggire. Quindi per quale cazzo di motivo dovrebbe correre per qualche altro motivo? Ora, capiamoci, la competizione non è sbagliata. Cioè, vediamo da dove nasce la competizione. La competizione, se andiamo a vedere il mondo animale, Esiste per questo motivo, cioè per motivi di sopravvivenza e continuazione della specie. Ora, se io sono un leone, lo sapete la storia, no? Se tu sei un leone e ti svegli ai sette di mattina, appena sorge il sole, devi correre. Se invece sei una gazzella, ai sette di mattina, appena ti svegli, devi correre, perché se no il leone ti mangia. Quindi, che tu sia un leone o una gazzella, alle sette del mattino alzati e corri. peccato che alla fine della giornata uno dei due o rimane a digiuno o è morto ecco la competizione per la gazzella corre e spera di essere più veloce del leone perché ecco così può resistere un'altra giornata viva il leone spera di quindi compete con la gazzella perché se è più veloce magna se no resta a digiuno ma secondo voi se mettono dieci leoni che hanno magnato e che hanno drombato e che voglia a corre loro partono e corrono solo per dimostrare chi è il migliore ma chi se li incula? ma manco per sbaglio un altro caso in cui possono competere può essere quello ad esempio di una femmina cioè per l'accoppiamento di una femmina migliore nel senso che una femmina alfa potrebbe dare una prole migliore quindi con maggiori capacità di sopravvivenza perché è sempre la sopravvivenza il concetto quindi se io riesco a ottenere una femmina migliore e io dimostro di essere migliore non è che mi danno un premio o me lo diranno al prossimo delle giornali dei leoni ma avrò dei figli, quindi dei cuccioli che avranno maggiori possibilità di sopravvivenza rispetto a seppi o una mezza sciancata che ha già una gamba monca ed ecco che se trovano una femmina decente e ci sono più leone questi competeranno tra di loro a botte e zampate per potersela trombare ancora siamo per continuazione della specie sopravvivenza e fin qui ci siamo ora mi spiegate l'anello di congiunzione che ha trasformato la il bisogno di competizione per sopravvivenza o continuazione della specie questo è l'inizio, cioè siamo partiti da qui e oggi ci ritroviamo a competere per che cosa? per paura del giudizio degli altri per paura del giudizio degli altri perché abbiamo un cazzo di giudizio di paura del giudizio che è ben maggiore del bisogno di sopravvivenza Questo passaggio me lo spiegate? Perché oggi la gente non compete più per sopravvivere. Non compete più per accoppiarsi, teoricamente competono pure, ma non per la continuazione della specie. Non compete più per poter mangiare o poter sopravvivere. compete per avere il voto più alto ma non per chi ha il voto più alto perché poi quel voto più alto lo può portare a papà e papà gli dice bravo t'accetto invece se gli porto un 3mp a schiaffi e non mi accetta e dice vedi tu fratello è un genio tu sei un cojone e così via e così puoi al lavoro e così puoi ovunque vai quindi abbiamo cambiato la sopravvivenza con il giudizio. E qui ci siamo fottuti. Qui ci siamo fottuti. Perché la competizione vera ha un fine ed è reale. La competizione che abbiamo noi non è finalizzata alla sopravvivenza, ma è finalizzata alla dimostrazione di qualcosa verso qualcuno. Ora, quello che io vi chiedo Quello che io vi chiedo adesso è definite, fatelo questo esercizio, cominciate a ragionare, vedete tutte le cose su cui state competendo, competendo vuol dire anche vestirsi meglio, perché mi comprate una camicia da 200 euro, però non serve a a vestirsi o a coprirsi, che sarebbe un bisogno primario, serve a qualcos'altro. Perché? Perché lo fate? Per quale bisogno? Nei confronti di chi? Cioè, di chi avete quella cazzo di paura del giudizio che vi costringe a lavorare quattro giorni per poi spendere quei quattro giorni di lavoro in una camicia da 200 euro? Chi è che vi muove? Perché è vero, l'avete detto, la competizione è motivazione, è vero, ma qual è la vera motivazione? Fate nomi e cognomi. Io mi sono ritrovato a fare miliardi per dieci anni, a aprire sei aziende, a stare dalla mattina alla sera chiuso dentro degli uffici, per un semplice, fottutissimo motivo. Mio padre voleva che io facessi il direttore di banca. Io volevo dimostrargli che potevo fare molto di più. e per 10 anni ho fatto di tutto di più, ho fatto miliardi a non finire per arrivare a un giorno quando finalmente io in mezza giornata guadagnavo quanto mio padre guadagnava in un mese io li guadagnavo più o meno tra le 9 e le 10 del mattino Quando sono arrivato a quel punto mio padre per la prima volta in vita sua e forse per l'unica volta in vita sua perché non mi ha mai detto altre volte, ha detto beh effettivamente avevi ragione. Io per dieci anni, per dieci anni, mi sono fatto un culo quanto una casa, ho fatto di tutto di più, ho destinato la mia vita solo a questo, per sentirmi dire effettivamente avevi ragione. e sapete che cosa è successo quando me l'ha detto? Ho perso completamente interesse per tutte le aziende e sono tutte crollate e ho chiuso tutto e ho perso pure tutti i soldi perché il mio obiettivo non era fare soldi il mio obiettivo era dimostrare a mio padre di avere ragione Beh, testa di minchia, eh! Cioè, l'avessi capito dieci anni prima questo, ma me ne sarei sbattuto altamente i maroni. Mi avrei fatto ben altro, mi sarei goduto dieci anni di vita senza dover far tutto questo, perché, cioè, oggettivamente, a ventiquattro anni avevo talmente tanti di quei soldi che mi potevo mettere in pensione e bastava così. Invece no, sto ancora qua a combattere, sto ancora qui a far di, a cercare di sbarcare a Lunario. a dove chiede a voi ogni tanto, ah ragazzi se volete fate le donazioni perché così sostenete il canale, abbonatevi eccetera. Perché? Perché dovevo avere ragione verso mio padre. Quindi, ecco, su questo vorrei farvi rasonare, su questo vorrei farvi rasonare. Per che cosa state facendo davvero i vostri obiettivi? Perché cosa state facendo le vostre scelte? Cioè le vostre scelte da che cosa sono motivate realmente? Perché la competizione è... uno dei mali peggiori che vi fa perdere anni e anni e anni di vita come li ho persi io. Poi è vero che sono tutte esperienze per carità però le esperienze sono fatte per avere un per per ottenere un insegnamento. Se questo insegnamento lo ottengo in un anno lo ottengo in dieci anni i nove anni mi sarei potuto risparmiare. L'insegnamento lo devo prendere poi quanto tempo ci mettiamo per ottenere un insegnamento dipende da noi se siamo decoccio oppure no. vediamo un po' si ma allora dici perchè hai la consapevolezza di adesso Carlo Fracasso si cioè ma infatti io sto qua a girarvi le mie consapevolezze nella speranza che possano essere utili a qualcuno per evitarvi di fare le stesse cose che ho fatto io per decine di anni poi non è che poi c'è da dire una cosa c'è da dire un'altra grandissima cosa ragazzi il La competizione mossa dal ottenere un riconoscimento per avere un buon giudizio da parte degli altri. Sapete che cosa nasconde sotto? Vediamo se me lo sapete dire. Ditemi che cosa nasconde sotto. Cioè la necessità di avere il croccantino, come lo dice qualcuno, no? La necessità di avere il premio, la necessità di essere ben giudicati dal sistema, la necessità di essere ben visti da qualcuno, la necessità di essere accettati, la necessità di avere un premio, qualunque necessità sia legata alla competizione. Sapete che cosa nasconde? Insicurezza, insicurezza, scarsa autostima, insicurezza fottuta, bravi, bravi, così vi voglio, bravi, vedete che lo sapete. Autostima sotto i piedi, autostima sotto i piedi, bravi. Esattamente questo. La competizione, una persona che compete, mostra una tremenda insicurezza. Se io sono sicuro di me stesso come quel ghepardo, me ne sbatto i maroni che quelli corrono. Li guardo e dico vabbè, correte. il mio valore non mi serve dimostrarlo cioè non ho bisogno di dimostrare il mio valore se io ho davvero un valore e se il valore non ce l'ho o penso di non averlo che devo competere per far sì che qualcun altro lo attesti ragazzi il valore non è dato dall'attestato che qualcuno vi dà il valore è dato da quello che voi avete da quello che voi siete non dall'attestato che vi danno, l'attestato lo attesta, serve agli altri, serve per far vedere quel diplomino, attaccarlo al muro e dire, oh vedi, c'ho l'attestato perché quelli magari non stavano a guardarvi quando avete fatto la competizione ma non serve a voi, non aumenta il vostro valore, vi ha fatto perdere un sacco di tempo e soprattutto non ha fatto altro che dare un contentino alla vostra scarsa autostima ma sapete qual è il bello? è che anche vincere una competizione non vi rende più sicuri perché la sicurezza è mentale non è fisica la sicurezza non è qualcosa che potete acquisire vincendo una competizione sarete sempre un insicuro che ha vinto una competizione quando io avevo i miliardi ero uno sfigato coi miliardi poteva mettersi la maschera del miliardario va bene ma ero sempre uno sfigato con la maschera del miliardario che usava i miliardi per per compensare la sua infinita insicurezza l'insicurezza non si vince con la competizione ecco perché vi dico si rischia di perdere un fottutissimo immenso tempo sulla strada sbagliata perché ognuno di voi lo sa ognuno di voi lo sa Potresti aver vinto qualunque tipo di competizione, potresti essere arrivati primi in qualunque altra cosa, potresti aver sopraffatto gli altri, potresti aver avuto mille attestati di mille... competizioni diverse ma siete insicuri quanto prima non è cambiato un cazzo nella vostra testa siete solo degli insicuri che guardano quell'attestato e dicono oh cazzo quella volta ce l'ho fatto eh sì chissà se ce la faccio adesso o chissà se posso fare di più chiunque ha fatto competizioni e lo so benissimo sapete che cosa accade e chi ha fatto competizioni lo sa quando ne hai vinto uno ti poni subito un altro obiettivo da raggiungere perché vuoi fare un altro record io detengo credo ancora il record italiano universitario ma quando l'ho fatto ne volevo fare subito un altro perché non mi bastava volevo di più con chi cazzo competere non c'era nessuno con cui competere ero il migliore allora i record ne metto uno in più perché così son meglio ma non cambia un cazzo c'è state perdendo una valanga di tempo affinché gli altri attestino che voi, per un attimo, in un determinato contesto, in un momento specifico, siete stati il migliore. O comunque, insomma, siete stati migliori di altri. Il momento dopo non servirà più a niente, sarete esattamente come prima e cercherete un altro obiettivo per compensare, per dare un altro contentino a quel personaggio dentro di voi che si sente uno sfigato cronico, che ha una scarsissima autostima, che è in sicuro marcio, ma non sta facendo qualcosa per avere maggiore sicurezza. Sta facendo qualcosa per avere un briciolo di popolarità pur restando insicuro. Se ottenete un milione di like su Facebook, non vi rendono più sicuro. Siete uno sfigato con un milione di like su Facebook. Se avete un Rolex al polso, siete uno sfigato con un Rolex al polso. Se avete una Lotus Elise come c'avevo io nel box, siete uno sfigato con una Lotus Elise. e andavo in giro, da fuori ti vedevano e potevano dire, ah vedi questo che figo, si ma quanto dura quel, ah vedi questo che figo, l'attimo che gli passa per la testa, un attimo dopo, di voi ci sono dimenticati. Quindi, vincere una competizione, serve bene a poco? Sapete chi ha vinto le ultime olimpiadi? Ve li ricordate? E cazzo hanno vinto le olimpiadi? Vi ricordate i nomi dei primi, delle ultime olimpiadi? No. Sono dei perfetti sconosciuti. Hanno avuto quel bricio di popolarità. Ma poi non si ricorda più nessuno. Se li incontri per strada manco li riconosci. E' più facile che riconosci me che quello che ha vinto le olimpiadi. Cazzo ha vinto le olimpiadi e oggettivamente ha delle capacità enormi chi l'ha vinte. Eppure se andiamo per strada è più probabile che riconoscono a me che a lui. quindi ragionate su questo la competizione serve solo a portare avanti la vostra insicurezza portare avanti non a risolverla cioè a rallentare la risoluzione della vostra insicurezza la competizione a mio parere oggi come oggi non fa altro che farvi perdere tempo E vi posso garantire una cosa, più andate avanti con l'età, più sarete voi a dare il valore al tempo. Perché oggi voi date il valore alla competizione, domani comincerete a darlo al tempo. E quando lo darete al tempo? non avrete più voglia di perderlo. Difatti con l'età crescita anteriore è tutto scema. Ma infatti la saggezza, la saggezza degli antichi è questa, cioè degli antichi, degli anziani è questa qui. L'anziano a un certo punto comprende che non ha più senso dedicare il tempo a delle cazzate. Infatti Io non ho lavorato con gli anziani, ma c'è gente che ha lavorato con gli anziani e che ha avuto dei grandissimi insegnamenti. Adesso ho mio padre che è anziano e li sto avendo anch'io questi enormi insegnamenti dagli anziani. vedono le cose in maniera completamente diversa ma perché il loro tempo stringe e quindi ogni attimo per quanto sia uguale allo stesso attimo che avevamo quando avevamo dieci anni il suo valore è enormemente più grande perché adesso sappiamo che ne abbiamo sempre di meno quindi la scarsità del tempo lo rende di maggior valore e nel momento in cui il mio tempo diventa di maggior valore io non lo perdo incazzate non lo perdo incazzate quindi scusatemi se ogni tanto a qualcuno rispondo male o lo stronco perché è già tanto che vi rispondo perché appunto se devo dedicare il mio tempo a leggere o a rispondere deve essere un tempo che mi accresce o che può aiutare ad accrescere se dobbiamo star cazzeggià vabbè si possiamo farlo però insomma nel tempo estremamente limitato né tantomeno mi spendo a dover a dover dimostrare che quello che dico io è vero e falso. A parte che sono il primo a dire non credete nella parola di quello che vi dico. Ma soprattutto non mi interessa avere ragione. Ricordatevi che la vostra vita, la vostra nuova vita inizia quando non avrete più bisogno di avere ragione. Quando non me ne frega più niente. Quando non vi interessa di dimostrare a qualcuno. Anche perché ragazzi oggettivamente io ho fatto una cosa per una vita avete dimostrato una cosa a mio padre, ma non vi dimenticate che appena avete dimostrato qualcosa e vi hanno detto bravo, subito dopo ne dovrete dimostrare un'altra. Quindi o scegliete di passare la vostra vita dimostrando che voi avete valore agli altri, attenzione, non vi dimenticate che per dimostrare agli altri che voi avete valore, non è che dovete fare qualcosa che piace a voi, dovete fare qualcosa che piace a loro. Quindi ricordatevi che per gli altri il vostro valore è direttamente proporzionale a quanto voi ubbidiate a quello che loro vogliono che voi facciate. Quindi in pratica è se tu obbedisci hai valore, se non obbedisci non hai valore. Che è esattamente quello che fa il sistema con noi eh. Se obbedisci stai in casa, bravo. Non obbedisci, vabbè dacci a noi 3-4 mila euro di multa va, mo te arrestiamo. Oggi mi ha fatto sorridere che c'era un articolo su Foggia Today dove un tizio della malavita a Capodanno è sceso in strada e ha cominciato a sparare in aria così per Capodanno, innalzando una sorta di inno alla malavita, no? Ciao, auguri alla malavita, buon anno, eccetera Ora, in questo nuovo mondo in cui tutti hanno i telefonini Questo, capiamoci, è uno della malavita, ha preso un'arma da fuoco e ha cominciato a sparare in aria, rischiando di ammazzare qualcuno, perché se stai in strada è un attimo che prendi un balcone o qualcuno che sta in giro. Insomma, il video è diventato virale e i carabinieri l'hanno subito riconosciuto e l'hanno arrestato. Sapete per che cosa l'hanno arrestato? Sapete per cosa l'hanno arrestato? Voi mi direte portabusivo d'arma, omicidio preterintenzionale... Ce ne potrebbero essere tutta una serie dei capi d'accusa solo perché usi un'arma così e spari in giro. No, è stato... in realtà non è stato neanche arrestato, è stato denunciato per aver violato il lockdown. Del fatto che sparasse in giro, vabbè, a posto così. Quindi guardate un po' come cazzo stiamo messi. e non c'entrava niente con quello che volevo dire è giusto una notizia simpatica tanto per ricordarci il mondo in cui viviamo ma a parte questo insomma ho allentato un po' il tono perché volevo farvi ragionare anche su questo ragionate su questo amici miei iniziate a comprendere perché fate le cose perché scoprirete che buona parte delle cose non le fate per sopravvivenza ma le fate per giudizio definite il giudizio di chi soprattutto e capirete di chi siete schiavi perché state normalmente creando una vita o vivendo una vita non vostra ma fatta in genere per il buon giudizio degli altri. Conosco migliaia di persone che non si lasciano per paura di che cosa direbbero gli amici, che cosa direbbero i genitori. Hanno una vita di merda, sono separati in casa ma fuori devono fare vedere che sono tutti belli e bravi, si amano ad amore e d'accordo con tutte le fotine simpatiche. Perché per giudizio degli altri? Per paura del giudizio. Ora, siamo passati nell'arco di poche centinaia di anni dalla paura della morte, cioè quindi dal bisogno di sopravvivenza, alla paura del giudizio. Tra l'altro, non ve vorrei di niente, però se la volessimo vedere da un punto di vista più tecnico e fisico, non ci dimentichiamo che noi abbiamo un unico sistema per gestire la paura, che è quello che è detto un miliardo di volte, è il nostro sistema di generazione di stress. Ora, il nostro sistema di generazione di stress, che è quello che genera tutta una serie di reazioni all'interno del corpo, tra cui quella di farci diventare più cretini, perché il sangue sparisce dalla prefrontale, quindi dalla parte dove noi ragioniamo e va verso il cervello rettile, che è quello in cui agiamo istintivamente per correre, per scappare o per combattere, Questo sistema, che è il sistema dello stress, quindi le ghiandole surrenali, il cortisolo, eccetera, che ci aumenta anche le prestazioni fisiche, ci aumenta la resistenza, ci aumenta la resistenza al dolore, infatti si genera il cortisone, il cortisolo è cortisone, il cortisone è un precursore del cortisone, il cortisone è un antinfiammatorio. Quindi noi generiamo queste medicine interiori per far sì di poter correre di più, di far sì che non ci venga l'acido lattico, di far sì che i muscoli non si infiammino perché dobbiamo correre o combattere. E quindi si genera tutto questo, però dimenticandoci che il cortisone e il cortisolo sono due droghe pesantissime, cioè negativissime per il nostro corpo. Ma perché? Non è che il nostro corpo è stupido. Il nostro corpo genera queste sostanze per il cosiddetto stress acuto. Lo stress acuto vuol dire che è istantaneo, cioè vedo il leone e scappo. basta, non c'è più il leone, è finito lo stress quindi il nostro sistema di stress creato dalla paura e quindi dalla supervivenza è nato per essere breve nel tempo perché se no ci avveleneremmo saremmo più stupidi e saremmo estremamente avvelenati non ci dimentichiamo che il cortisolo e tutto quello che genera lo stress fa sparire le nostre difese, cioè addormenta le nostre difese immunitarie perché tutta l'energia deve andare agli arti e deve andare all'istintualità, cioè devo scappare o combattermi, devo salvare la vita. Questo sistema si genera di fronte a una paura che è nato appunto per scappare dai predatori. Non possiamo vivere in uno stato di stress, perché è come se fossimo costantemente avvelenati. Chiedete a un medico che cosa accadrebbe se io prendessi cortisone 24 ore al giorno, se il mio corpo fosse sempre inondato di cortisone 24 ore al giorno. Chiedete a qualunque medico che effetti collaterali avrei. Beh, sono quelli gli effetti collaterali che avete avendo sempre stress. E la paura del giudizio non è diversa dalla paura di essere mangiato da un leone. Cioè nel nostro corpo non si è generato un sistema parallelo che distingue paura dall'essere mangiato dal paura dall'essere giudicato. È la stessa. E questa è la cosa drammatica. Con l'unica differenza che è la paura dell'essere giudicato è costante, cioè cronico, non è acuto. La differenza tra acuto e cronico è acuto e immediato, dura poco e sparisce. Cronico è costante, sempre. E lo stress, cioè la nostra gestione dello stress non nasce per essere cronica. Ecco perché sono aumentate tremendamente le malattie. perché quelle droghe interiori ci rendono più cagionevoli il nostro sistema immunitario ce ne va a puttane fondamentalmente è questo il concetto il nostro sistema immunitario ce ne va a puttane il cortisone fa anche questo il cortisolo ancora di più quindi Per questo, la paura del giudizio, oggi come oggi, che poi è generata da un'insicurezza e che si tramuta in competizione, è forse la causa della vera pandemia dei nostri tempi. Questa dovrebbe essere giudicata pandemia. Cioè, quando vedi uno che compete, lo dovresti rinchiudere in casa, da solo, in maniera tale che non può fare più danno. Non solo, ma la competizione è tremendamente virale. Avete visto le challenge? Oh quanto si divertono con le challenge su Instagram. Sono tremendamente virali. Perché sono virali? Ecco, quelle sono le vere pandemie, perché fanno molti più morti del Covid, compagni, e sono molto più virali del Covid, compagni. Guardate quanta gente non compete attorno a voi. Nessuno. Forse un anziano. Un anziano si era rotto i coglioni di competere. Forse! Forse, e non so neanche. Forse. Un anziano saggio, forse. Io faccio le cose perché la mente fa quello che sa, non altro. Carlo, è vero, la mente fa quello che sa, e ma sei tu che gli metti dentro quello che sa, eh? Cioè, tu puoi scegliere che cosa sapere. La mente fa quello che sa, sì, ma non è nata imparata. Hai scelto tu cosa metterci dentro. Per cui, shit in, shit out, cioè se ci metti merda, merda viene fuori e farà solo quello. Torniamo al solito discorso, se conosciamo 500 parole e le nostre cose le possiamo dire in base a quelle 500 parole non è che se le potevamo inventare altre. Quindi dipende da noi cosa mettiamo dentro. È vero quello che dici, ma siamo sempre noi a scegliere se dedicare il tempo a competere o a crescere. Perché anche la crescita, lo studio, Quello aumenta realmente il valore, perché sono le competenze che aumentano il valore. Le competenze, non le competizioni. Le competenze. Cioè, penso che il valore vero e proprio potrebbe essere considerato nella capacità di risolvere problemi e nella capacità di supportare gli altri. Quindi di aumentare la tua qualità di vita e di aumentarla quella degli altri. per cui tu puoi essere bravo quando vuoi, quanto vuoi ma se nel momento in cui per risolvere un problema perché ti si sta allagando casa puoi avere pure sei lauree ma non hai una cazzo di pinza per chiudere un tappo o un tubo tu non hai valore in quel momento quindi il valore è qualcosa di estremamente irrisorio perché il valore dipende sempre dal contesto e dalle persone per cui o tu sai di aver valore a prescindere da dove ti trovi a prescindere da quello che sai fare a prescindere da quello che dicono gli altri oppure troverai sempre dei contesti in cui potrai dimostrare qualcosa e contesti in cui potrai non dimostrare qualcosa ma se invece il focus fosse sono funzionale a me stesso e al mondo? Cioè le competenze che ho sono funzionali a farmi vivere meglio? Sì, keep going. Continua. Le competenze che ho sono funzionali a far vivere meglio gli altri? Sì, continua. Se servono invece solo a farti applaudire e a generare invidia, sono competenze che oggettivamente non hanno valore. Perché il valore ce l'hai quando puoi risolvere davvero un problema. Cioè io posso avere tutte le competenze di questo mondo, ma se mia madre sta morendo e io non so fare niente che possa aiutarla, il mio valore non serve a un cazzo. Quindi posso fare le uniche cose che posso fare, posso star lì, posso dare la mia presenza, ma non sono utile. Posso supportare, ma non sono utile. E non contano le lauree, non contano i diplomini, non contano le coppe che hai sugli armati, non conta un cazzo. Se cerchiamo di basare la nostra vita sul valore, sappiate che il valore assoluto non esiste. Esiste il valore in un contesto. Quando facevo tirassegno ero un dio nel tirassegno. Fuori dal tirassegno non mi sinculava nessuno. Cioè, quindi, allora che fai? Vai solo nei contesti in cui sei un dio e gli altri non li tocchi più perché lì non sei nessuno? È proprio quello l'errore. Invece, il valore aumenta nel momento in cui aumenti le competenze. Quando una cosa la sai fare, ok, so sparare, basta! Ho imparato, stigazzi, mollo. Ho vinto tutto, un anno, e basta, che me frega. l'anno dopo faccio qualcos'altro troviamo altre competenze quando imparo quelle passo ad altro quando imparo quelle passo ad altro a cosa ti serviranno intanto sai di più e soprattutto le competenze che vai a cercare te le vai a cercare in base alla funzionalità di quello che vuoi raggiungere come qualità della vita se l'obiettivo è la qualità della vita l'obiettivo dovrebbe essere prima la sopravvivenza poi la qualità della vita ma se invece l'obiettivo sarà sempre quello di farvi accettare dai vostri genitori farvi accettare dai vostri parenti farvi accettare dal vostro fidanzato alla vostra fidanzata vi renderete conto che passerete un'intera vita o decine e decine di anni a cercare di dimostrare di avere un valore che non serve a una benamata minchia se non a dimostrare che avete un valore cioè un valore che serve a dimostrare che avete un valore non serve assolutamente a niente capite? cioè è come se io prendessi un pezzo di carta e perdessi io sto fazzolettino e scrivo sopra 100 euro ok? l'ho scritto e passo la mia vita a volervi dimostrare che questo fazzolettino vale 100 euro e quando ve l'ho dimostrato? che se ne facciamo? sempre il fazzolettino per pulirci il culo rimane che sopra c'ha scritto 100 euro Però posso io perdere tempo per dimostrare che una cosa che penso ha valore a qualcuno che vuole che faccia esattamente questo? Non ha senso. Non ha senso, no? Chiunque sia in TV è insicuro, sarà Francesco Graziuso. Ah beh, tutti quelli che sono in TV, nella maggior parte dei casi, per quello che ho visto io, il loro bisogno assoluto è l'ammirazione e il riconoscimento. infatti sono tantissimi, vi basta vedere i grandi attori o i modelli, le modelle che fine hanno fatto, guardate la statistica guardate quante persone che sono diventate famose, quante persone sono morte bene per vecchiaia e quante hanno fatto una bruttissima fine o sono rimasti senza... vedete Maradona che fine ha fatto vedete tanti altri c'è una storia infinita di questo quindi bisogna sempre vedere la statistica I soldi non la fanno la felicità, aiutano a vivere meglio, questo sì, ma non sempre. Mi ricordo sempre che denaro e fama non hanno mai fatto grandi risultati, cioè le persone più felici che ho conosciuto non avevano né fama né denaro. E sono anziane, hanno 90 anni, hanno ancora tutta la forza del mondo e un sorriso sulla bocca che non vedi a nessuno. Chi ha ragione? Danny quanto vorrei avere alcune lezioni da te, al lavoro mi sto esaurendo perché voglio dimostrare di essere meglio di come mi dipingono. Tony Pugliese, ma... Tony, posso dirti una roba? Ma che cazzo ti fai? Le persone, il dimostrare di avere ragione, te l'ho detto prima, non porta a niente. Intanto ti dico una cosa, vi ricordo questa cosa ragazzi, e di questa cosa qui avete, molti di voi hanno dei riferimenti quanti di voi hanno dimostrato palesemente che avevano ragione su qualcosa a qualcun altro che voleva avere ragione ma questo qualcun altro non vi ha mai dato la soddisfazione di dirvi avevi ragione Ricordatevi che chi vuole avere ragione di fondo non vuole avere torto e che sembra di la stessa cosa ma non è la stessa cosa. Chi vuole avere ragione di fondo non vuole avere torto e se ha torto non ve lo dirà mai. Bravo avevi ragione. Sarà difficilissimo. Difficilissimo. Se vi capita allora una persona del genere potrebbe essere degno di continuare a parlargli ma oggettivamente non ha senso perdere tempo ricordatevi quando una persona vuole avere ragione mi credi un incapace bravo c'hai ragione Perchè devi fare come quel ghepà? Perchè devi competere? Perchè devi perdere tempo a dimostrare quello che sei? Che cazzo te ne frega? Tanto, loro non ti daranno mai ragione. A te non te ne viene niente in tasca, ma soprattutto hai perso del tempo e delle risorse che potevi usare per qualcos'altro di serio. Che è sicuramente di più della ragione. Anche perchè con la ragione 1. Non mangi 2. Non diventi felice 3. Non diventi più sano 4. Non trombi di più Non serve assolutamente a una sega. ma ti ha fatto perdere un botto di tempo nonché ti ha messo in uno stress cronico che ti ammala quindi per avere ragione perdiamo tempo che non ci tornerà più perdiamo salute che non ci tornerà più c'è tutta una serie di cose che non hanno senso cioè noi paghiamo la nostra ragione con anni e salute e denaro non ha senso non ha senso per avere ragione io ho pagato miliardi delle vecchie lire, miliardi, per dire che cosa? Per sentirmi dire hai ragione, ma sti cazzi, preferirevo continuare a dire ad aver torto e tenermeli in tasca. Dani, quali sono i primi passi per abbassare lo stress cronico? Posso usare qualche tecnica o meditazione? Bexor, prima di tutto i primi passi per abbassare qualunque cosa e capire quali sono le fonti del tuo stress cronico. Per cui se le fonti sono la dimostrazione, però è fondamentale che le fonti dello stress cronico siano reali, cioè non vengano, tu non te le racconti, è fondamentale questo, perché se tu racconti a te stesso una valanga di puttanate per non ammettere a te stesso qual è la vera fonte dello stress, non ne uscirai mai. Ricordatevi, questo è uno delle mie, anzi me lo devo segnare, regia, segniamo così poi la metto tra le cose di Instagram. Iniziamo a vivere quando smettiamo di raccontarci puttanate. La nostra vera vita inizia quando smettiamo di raccontarci minchiate. Ecco, possiamo usarla così. La nostra vera vita inizia quando smettiamo di raccontarci minchiate. Di raccontarci, non di raccontare agli altri, di raccontarci minchiate. Per cui... Per cui questa è la cosa fondamentale. Quindi questo è il primo passo. Poi, una volta che l'hai identificato, puoi cominciare a ragionare su come risolverlo cosa fare cosa togliere eccetera eccetera ma prima di capire che cos'è perché se scopri che a fondo è voglio dimostrare di essere più bravo e mio fratello a papà allora ho capito ma parliamone cioè ricordate anche una cosa che probabilmente questo concetto a vostro pare non gliene frega niente quindi in realtà è solo nella vostra testa perché questa l'altra l'altra bastardata della nostra testa. Buona parte delle competizioni sono finte, sono solo dentro di noi. Cioè dall'altra parte non c'è qualcuno che vuole avere ragione. Siamo noi che vogliamo avere ragione sull'altra persona. Siamo noi che vogliamo dargli torto. Siamo noi che vogliamo dimostrare di essere migliori. Io ho fatto, ripeto, ho fatto dieci anni. Mi sono fatto un culo quanto una casa per dimostrare a mio padre di avere ragione. Ho capito, ma non è che lui tutti i giorni stava a pensione. Io per dieci anni mi sono fatto un culo quanto una casa pensando a questo obiettivo, che ovviamente era inconscio perché me la sono raccontata per dieci anni. Attenzione, io l'ho capito vent'anni dopo. Però per dieci anni me la so raccontata così, ma mi padre non è che per quei dieci anni stava a pensare, ah chissà se ho ragione io, ah era meglio che faceva il direttore del banca e stava a pensare solo a quello e si è rovinata la vita per questo, assolutamente no. Non gliene poteva fregare di meno. A un certo punto se ne è accorto, solo che io mi sono fatto dieci anni de culo e lui un attimo ci ha pensato e ha detto, ah si vabbè c'hai ragione, ma se l'era pure scordato. Quindi spesso e volentieri le nostre Ipotesi di competizione sono veramente delle vere e proprie ipotesi, perché stanno solo nella nostra testa. Quindi o non avremo mai la ragione, o in realtà all'altra persona non gliene può fregare nemmeno. Oppure se glielo andate a diri, forse gli dirai, ma che cazzo stai a diri? Ma pensa a vivere tranquillo e beato invece che a pensare a queste struzzate. Capite? La fonte dello stress è sempre i genitori, si risolve semplicemente con delle comprensioni. Francesco Graziuso, eh magari. Magari ci credi. No, le comprensioni innanzitutto ti servono a capire quali sono le fonti. Quelle comprensioni sono un piccolo puzzle. Inizia a comprenderle, però attenzione, comprendile non in maniera allopatica, cioè non in maniera non in maniera, come dire, distaccata da tutto il resto, ma in maniera olistica, in maniera, come dire, come un pezzo di un puzzle molto più grande. Quindi ogni comprensione non è fine a se stessa, Non è che mio padre mi ha generato quel trauma, punto. No. Quel trauma e quella figura è un puzzle che ha quattro incastri, che si incastra a quattro altri tasselli, che si incastrano a sua volta ad altri sedici e via discorrendo e diventa un intero puzzle. Quindi, prima dovresti comprendere il puzzle. Cioè, tutto il giochino. è come se tu volessi capire una foresta guardando da un centimetro un albero. Cioè tu da un centimetro vedi solo questo, non capisci un cazzo, non capisci che albero è, qual è il suo stato, dove stai, cosa c'è attorno, quali sono i suoi frutti, qual è il sottobosco, non vedi un cazzo! Ma pensi di aver capito tutto solo perché stai guardando un albero da vicino? No! Quello è un albero. ma se tu ti innalzassi come se fossi un drone sopra quella foresta, quell'albero non lo vedresti più ma vedresti qualcosa di molto più ampio e quella figura ampia che serve che però puoi acquisire solo nel momento in cui cominci ad avere una visione molto più completa quindi insomma ripeto non è solo stimolo risposta non è come la medicina che ci vogliono vendere problema soluzione problema medicina no problema è causa di contesto vita anni persone stress bordello invece non gliene frega niente mal di stomaco medicina tappa mal spasta Dani, rispondi dal fuori al ragazzo di 16 anni, ha bisogno di conferme. Ma non ti posso dare io le conferme sul discorso dei tuoi progetti di lasciare la scuola. Continui i tuoi progetti continuando a stare a scuola. La scuola secondo me per quello che serve comunque andrebbe finita. usala come uno strumento utile cioè approfitta per imparare l'inglese perché ti servirà sempre approfitta per avere studia con più passione con le competenze che servono davvero non so che cosa stai facendo ma continuala perché comunque ragazzi è brutto da dire ma il mondo occidentale sta diventando Schifosamente ignorante, schifosamente ignorante. Io quando leggo delle robe, ad esempio su Instagram c'è gente che mi scrive, ma c'è dove veramente l'italiano ci siamo giocati a carte anni e anni or sono. E non mi venite a dire che so i correttori automatici, perché alcune cose manco il correttore si permetterebbe di scriverle. c'è un'ignoranza così devastante poi non mi potete dire ah ma mi sento insicuro ma fai bene cioè ricordatevi che attenzione ora chiudiamo in bellezza questo discorso e qui ve lo faccio un po' più da demotivatore dovrei mettere il mio schermo verde dietro e vestirmi da militare l'insicurezza non sempre è negativa perché se sei un ignorante cronico che non hai studiato un cazzo che quando andavi a scuola giocavi ai videogiochi quando stavi fuori da scuola giocavi ai videogiochi e hai usato il tempo nel peggiore dei modi e sinceramente non riesci neanche a cocchiare a mettere assieme tre frasi di senso compiuto in un italiano più o meno decente è giusto che tu ti senta insicuro perché il mondo ti prende la pesce in faccia è giusto In questo caso, attenzione, aggiungiamo una postilla a tutto quello che abbiamo detto prima. Perché è vero che la competizione è legata all'insicurezza, l'insicurezza ci porta alla competizione e quindi alla necessità del giudizio degli altri. Ed è vero anche che il valore dovrebbe essere interiore, dovrebbe essere il nostro punto. Ma ammesso che ce l'abbiamo, ammesso che ce l'abbiamo, perché ricordiamoci che il valore è dato dalle nostre competenze e dalle nostre esperienze. quindi se come competenze sappiamo rullare una canna e farci una pippa e sappiamo giocare a quattro videogiochi non riusciamo a usare un congiuntivo o un condizionale non riusciamo a parlare di fronte a una persona di qualcosa che sia diverso dal videogioco o dalla palestra o dai muscoli o dalle proteine o da quello che devi prendere per avere più muscoli è giustissimo sentirsi insicuri è giustissimo la cosa assurda è che quello che si vede è che tanto meno capaci si è tanto più ci si crede di essere sto cazzo e questa è la cosa più devastante cioè l'ignoranza sembra sia diventato un valore che ti dà sicurezza mentre l'ignoranza dovrebbe farti sentire più in sicuro cioè io sono ignorante non riesco a parlare quindi sono sicuro sto zitto più che altro per evitare di fare figura di merda proprio per dimostrare non essere ignorante poi se devo esprimere un concetto per me fondamentale te lo esprimo anche nella mia ignoranza ma perché quel concetto so che ha un valore io su quella cosa so farla ma se no sto zitto quindi l'insicurezza capiamo se arriva da un'ignoranza reale o da un bisogno di accettazione esterno perché dobbiamo distinguere l'insicurezza utile che ci serve per motivarci a crescere dall'insicurezza inutile che ci serve per motivarci a competere e qui c'è la perla finale ricordatevi l'insicurezza non è cattiva l'insicurezza può essere estremamente funzionale e motivante se usata in bene, estremamente disfunzionale e inutile se usata in male. Quindi, ripeto per chiudere, se siamo insicuri perché sappiamo di essere ignoranti, cioè di ignorare tantissime cose, di avere pochissime conoscenze e competenze, quella sicurezza è un ottimo motivatore per aumentare le nostre conoscenze, competenze ed esperienze che poi sono il vero valore. I saggi sono saggi perché essendo anziani hanno vissuto più tempo e hanno avuto più esperienze. Ma se adesso le esperienze ce le rinchiudono dentro una casa si diventerà sempre più difficile, quindi le persone saranno sempre più ignoranti, saranno sempre con meno esperienze, vivranno con gli occhi della televisione o di internet e saranno sempre più condizionabili. Questo è un po' il quadretto. In questo contesto però ricordiamoci anche che abbiamo oggi come oggi la tecnologia che ci porta ad avere qualunque tipo di conoscenza a portata di mano e gratuita o a bassissimo costo. Alla era è uno di questi casi ma ce ne sono mille altri. Quindi oggi l'ignoranza ci può motivare ad aumentare le nostre conoscenze e competenze, ma è anche vero che grazie a questo momento storico abbiamo tempo e tecnologie per poter aumentare le competenze come non è mai successo prima al mondo. Cioè oggi un ragazzino potrebbe avere delle conoscenze talmente ampie in pochi anni che nessuno si poteva permettere 50 anni fa perché avrebbe dovuto leggere tonnellate e tonnellate di libri, spende un sacco di soldi, avere spazio, doveva trovare i libri, doveva sapere che esistevano. Oggi abbiamo Google. Non avevi bisogno di andare nelle grandi biblioteche del mondo e andare lì a zonzola, girovagare in giro per cercare qualcosa che ti interessava. No! Quindi viviamo in un momento storico estremamente fortunato. Quello che vi dicevo prima, cercate come usare questo momento per voi stessi, invece che starci a lamentà. Date valore al vostro tempo. Il vostro tempo è scarso. Uno. Due, non sapete quanto ne avete ancora. Tre, non tornerà mai più. Quindi quando fate qualcosa, chiedetevi sempre, ha senso di essere fatta? perché se deste un valore di 100 euro ogni secondo della vostra giornata probabilmente lo dedichereste in qualcosa di diverso immaginate di avere di dover pagare 100 euro al secondo quindi dovete usare quel tempo al meglio possibile e vedete che ad esempio non fareste più telefonate di un'ora a cazzeggià date valore al vostro tempo così date valore a voi stessi nel momento in cui date valore al vostro tempo scegliete le cose migliori da fare in quel tempo e in genere se veramente vi sentite gli sfigati vi sentite insicuri la cosa migliore da fare del tempo non è dimostrare che voi ne sapete perché tanto siete insicuri ci sarà un cazzo di motivo se siete insicuri vuol dire che non avete le conoscenze adatte a rendervi sicuri Ma non le conoscenze che vi rendono sicuri, tipo il motivatore che ti dice sì tu vali, tu vali. No, sei sempre un coglione che ti pensa di valere. Sono le competenze, le conoscenze, le esperienze che ti danno valore. Fai più esperienze, non guardare corsi. Cioè, guarda sì i corsi ma fai le esperienze riguardo a quei corsi, non ripetere le cose a pappagallo senza averle provate, cose che spesso accadono. Quindi date valore al vostro tempo e usate quel tempo come se vi costasse 100€ al secondo. Sceglietelo al meglio, approfittate di questo momento storico, studiate, accrescete, create progetti e il momento migliore, questo momento storico, lo ricorderemo in futuro, sarà l'inizio di un'enorme trasformazione e per ognuno di noi potrà essere l'inizio dello sprofondamento nel baratro più assoluto oppure l'inizio di un cambiamento, di una vita migliore. Lasciate perdere il virus. Il virus è un'opportunità. Non è una crisi. Non è una pandemia. È una enorme opportunità. Il sistema sta facendo miliardi grazie a questo. Cerchiamo di imparare da chi lo sa far funzionare. Tutto il resto è fuffa. Pensate a voi. Cioè chiedetevi come tutto questo può essere funzionale per me. Allora questa è una domanda saggia. Se no dottoresso non ha senso. Quindi per cortesia vi chiedo di capire perché state facendo ciò che state facendo, di fare una lista delle cose su cui state competendo, che sia l'immagine fisica, che sia il numero di scarpe, che sia il lavoro, che sia i like su internet, su qualunque cosa, perché lo fate. Poi dalla prima risposta fatevene un'altra domanda. perché lo fai davvero e chiedetevi perché lo fai davvero davvero davvero davvero finché smetterete di raccontarvi quella valanga di puttanate che vi raccontate normalmente e arriverete al punto in cui direte perché voglio x perché voglio essere accettato da x perché voglio che questa persona mi giudica così perché voglio trombarmi questo perché questo perché quest'altro arrivate alla verità reale Da quel momento inizierete veramente a crescere perché iniziate ad essere onesti con voi stessi e penso che nessuno potrà mai ottenere un obiettivo se prima non sa perché realmente lo vuole. Quindi primo passo diventate onesti con voi stessi. Ammettete a voi stessi perché lo state facendo. Dopodiché chiedetevi se è realmente a valore continuare a fare questo per quello strano motivo. E se non ha valore, abbandonate quell'obiettivo e continuate a fa' qualcos'altro. Fa' qualcos'altro che sia fatto per voi, per accrescere il vostro di valore, per accrescere le vostre esperienze, per accrescere le vostre competenze. Non perché qualcuno vi attesti che voi ce l'avete. Non ve ne frega niente di quello che dicono gli altri. Imparate a fregarvi.










