La differenza tra SCHEMA e MODELLO - Le Perle del Follow the Flow di Daniele Penna

Daniele Penna distinguishes between schema, the unconscious behavioral patterns we repeat, and modello, the deeper blueprint underneath them. Spotting the model makes it easier to interrupt the schema. He uses family patterns and concrete metaphors to show how different outcomes can come from the same underlying template.
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Come uscire dagli schemi ricorrenti che ti accadono nella vita gli schemi ricorrenti sono un casino perché appunto sono ricorrenti e sono estremamente inconsci il primo passo l'ho già detto l'altra volta dovete essere consapevoli dello schema il che non è facile perché ricordatevi che è uno schema protettivo Quindi, appena qualcosa o qualcuno vi tocca quello schema, entrerà immediatamente in protezione e direte, no no no no, non è quello. Oh, sto posto così, va benissimo così, è fantastico. Ok? Perché ricordiamoci che gli schemi di comportamento sono schemi di protezione, cioè nascono da un trauma e nascono da un bisogno di allontanarsi da quel trauma. Quindi, da una protezione. Da una protezione contro il dolore. Cioè, opposto al dolore. Il che non è facile, perché è funzionale. Quindi la cosa fondamentale è che prima dovete comprendere i vari schemi. Dopo, la grossa fatica più che altro, o attenzione, è l'essere presenti, in un mondo che cerca di distrarvi, l'essere presenti per capire in tutti i contesti in cui quello schema l'applicate. E vi garantisco che non è facile. Una delle cose migliori che posso darvi, però questo consiglio ve lo posso dare, è quello di spiegare nei dettagli gli schemi che avete conosciuto di voi stessi ad altri e pregarli di avvisarvi ogni qualvolta abbiano il sentore che voi lo stiate rimettendo in atto. Poi starà all'attenzione dell'altra persona, quanto tempo ci passate assieme, quanto è capace di osservare, quanto osserva, quanto ascolta, quanto sta con l'attenzione a voi e quanto non sta con l'attenzione dentro se stesso, eccetera. C'è tutta una serie di cose, però più persone lo sanno, più è probabile che magari qualcuno vi aiuti a riconoscere lo stesso schema. Attenzione però, attenzione però, e qui però una cosa interessante ve la posso dare. La differenza tra uno schema e un modello. Ascoltatemi bene e vi faccio una metafora. Uno schema, ricordiamoci, uno schema è un comportamento che si attua sempre nella stessa maniera. Ok? Che vuol dire? Ad esempio, schema classico, noi ogni giorno inconsciamente ci alziamo dal letto sempre con lo stesso piede. Inconsciamente mettiamo i pantaloni sempre iniziando dalla stessa gamba. se ci facciamo la barba inconsciamente se non ci pensiamo inizieremo a raderci sempre dallo stesso punto ci sono migliaia di schemi quindi lo schema è un processo comportamentale se lo dovessimo identificare ad esempio con... è come se noi iniziassimo a unire dei puntini sempre dallo stesso punto quindi tun tun tun tun tun tun tun tun tun ok? Quindi lo schema è inizio da qui, inizio sempre, è come lo schema della scrittura, cioè che ne so, la O. Voi come la fate? Iniziate da qui e girate, iniziate da qui e girate, iniziate da qui e girate, iniziate da qui e girate, girate a destra o a sinistra. Questo è lo schema. Disegni sempre la O, ma lo schema con cui lo disegni è un comportamento che ha un inizio e una fine e un passaggio, ok? E questo è lo schema. Ora, diverso invece è il modello, perché il modello è quello che viene applicato allo schema, cioè i cartamodelli. Sapete i modelli? Come ve lo spiego? Vediamo se c'ho qualcosa... ecco, diciamo questo. Diciamo un esempio banale, no? Allora, io devo fare un cerchio con sto pezzo di carta, ok? Allora che faccio? Prendo sto bicchierino, lo metto qua sopra, pio una penna, disegno il cerchio e poi ritaglio, ok? su questo pezzo di carta io userò inizio magari da qui giro in questa maniera poi prenderò le forbici e comincio a tagliare dall'altra parte questo processo è lo schema cioè inizio sempre da qui giro sempre di qua poi taglio di q poi taglio di là questo è il modello ora questo modello io lo posso applicare su questo foglio Lo posso applicare su questo quaderno, lo posso applicare su questo pezzo di plastica, lo posso applicare su quello e che succede? Che lo stesso modello verrà Quindi verrà usato per fare delle cose completamente diverse perché lì avrò fatto un cerchio di carta, qua avrò fatto un cerchio di cartoncino, qui ce faccio un sottobicchiere di legno, qua ce faccio una padella di plastica. Cioè sto facendo cose che sembrano completamente diverse. Da fuori, se voi le vedessi, sono totalmente diverse. È diverso il materiale, è diversa la figura, è diverso il colore, è diverso l'utilizzo, è diversa la funzione. Ma il modello utilizzato è sempre lo stesso. Quindi è un po' come il carta modello per i vestiti, che è sempre lo stesso. Poi quel vestito lo fai in seta, lo fai in cotone, lo fai in cartone, lo fai in lana, in cashmere, lo fai di colore giallo, rosso, verde, blu. Se tu alla fine li vedessi tutti quanti assieme, vedresti dei vestiti totalmente diversi per colore, per tessuto, per quel che è, per tal, ma il modello è sempre lo stesso. è quello a monte, lo schema è come utilizziamo il modello, il risultato di quello schema può essere totalmente diverso, perché ad esempio nell'effetto carta modello Noi abbiamo il modello, lo applichiamo sulla seta, lo tagliamo sempre iniziando da una parte per finire dall'altra parte, e poi ci facciamo il vestito blu de seta. Lo stesso modello, cominciamo sempre dalla stessa parte, lo tagliamo e lo facciamo in cashmere di giallo. Quindi abbiamo dei risultati totalmente diversi su cose che saremmo totalmente diversi, ma usando lo stesso schema e lo stesso modello. Quello che mi interessa, lo stavo facendo notare ultimamente a alcune persone, non è lo schema, ma il modello. Perché il modello è quello che sta molto più in alto. Io faccio sempre un esempio con una mia carissima amica, che rimase un po' scioccata. perché stavamo chiacchierando e mi dicevano guarda io sono proprio all'opposto di mia madre no no no guarda proprio l'opposto di mia madre perché lei ha fatto questa cosa e io invece sto facendo completamente l'altra lei ha studiato questo io ho fatto quest'altro lei di su io di giù quindi mi ha dato tutta una serie di evidenze che dimostravano che lei era l'opposto della madre, quindi sembrava proprio una reazione polare. No, no, io mia madre è stata proprio l'esempio di quello che io non dovevo fare. Cioè mia madre andava di là, io andavo dalla parte opposta. Che tecnicamente in psicologia parliamo di reazione polare. Poi però, a un certo punto le ho fatto una domanda perché lei mentre mi parlava degli schemi io guardavo il modello più alto a un certo punto le ho fatto scusami tua madre eh...quante figli aveva quando si era da te? c'era due sorelle ok e...ha divorziato vero? si e quanti anni avevate quando lei ha divorziato? eh io ho otto anni e...l'altra mia sorella ha due anni ah ok E quand'è che hai avuto il tuo primo figlio? Bah, molto giovane, aveva 19 anni. A posto. Ok. Quanti figli hai tu adesso? Due. E stai per divorziare, vero? Eh, sì. Quanti anni hanno i tuoi figli? E lì, tum. Due e otto. A quanti anni hai fatto il primo figlio? A 19. Ah. E sei sicuro che non hai fatto quello che ha fatto tua madre? Cioè, il modello più grande era stato completamente replicato. Stessa età di figli, stessi figli, stessa fine del matrimonio, stessa cosa. E il lavoro era diverso, la casa era diversa, il luogo era diverso, era tutto diverso, ma lo schema più grande era fatto. Lo vedo io. Io l'esatto opposto dei miei genitori. proprio opposto i miei sono sempre stati in italia insomma i mossi mi ha preso un aereo viaggio in giro per il mondo faccio dico c'è proprio l'esatto opposto l'esatto opposto dei miei genitori cosa facevano i miei genitori mia madre aveva una libreria e vendeva mio padre faceva l'insegnante io che faccio non faccio l'insegnante l'insegnante e il venditore Cioè, non faccio l'insegnante che partecipa ad una era che è un sito dove vendiamo corsi e libri, e soprattutto la libreria cosa vendeva? Vendeva libri di scuola, vendeva i libri di formazione. E io cosa faccio? Faccio il trainer e faccio prodotti di formazione. Cioè, a livello più grande, io ho applicato pari, pari il modello dei miei, in maniera completamente diversa, ma il modello grande è esattamente uguale. Cioè, capiamo la differenza tra modello e schema, perché sono davvero abissali. Se cerchiamo di comprendere il modello, gli schemi diventano molto più facili da capire, perché gli schemi sono riapplicati costantemente, solo che ricordiamo una cosa fondamentale, fondamentale. Qualcuno mi dice il modello è come la matrice, sì Andrew, bravo, è il crusetto blueprint, la matrice è quello stampino, è quella da cui poi si stampano le banconote, la matrice di base, quella da cui poi veniamo fatte tutte le cose tutte uguali, facciamo. Ricordiamoci che la mente può vedere solo ciò che conosce, per cui... se noi ci fermassimo allo schema noi vedremmo lo schema fatto di carta e noi diciamo che allora se vedo il cerchio di carta non mi schermo più, ora ho capito lo schema, il cerchietto di carta è facile poi però che facciamo troviamo il cerchietto di plastica lì non lo capiamo subito cioè lo capiamo dopo se ci rimettiamo a lavorarci su perché questo de plastica è diverso da quello di carta quindi lo schema noi lo conoscevamo di carta e ci ha fregato invece adesso de plastica e ci ha fregato e ci frega in un'altra maniera perché non lo conoscevamo vi faccio un esempio più pratico perché sennò non si capisce allora ad esempio uno schema in cui uno schema che conosco di qualche persona che ho conosciuto, uno schema in cui la persona deve e sente necessità per tutta una serie di cose passate, qualcuno mi aveva chiesto un'altra domanda di oggi e mi ci fa vedere qualche altro schema, adesso mi dirò un altro. La persona per tutte le sue esperienze passate, perché si sente di non valere, perché si sente di essere inferiore, perché di su, perché di giù, se le viene chiesta una cosa di farla in un'eterminata maniera lei ci deve mettere del suo e cambiare le cose perché spera così di dimostrare di aver fatto qualcosa di buono di testa sua ma allo stesso tempo quando lo fa si giustifica per averlo fatto ok? questo è il modello Quindi il modello è, a causa della sua infanzia in cui è stata trattata in una determinata maniera, ha bisogno di mostrare di essere in grado di fare delle cose e di fare qualcosa di utile di conto suo. Questo è il modello. Perché sente la necessità in questa maniera? su questo modello lo può applicare su qualunque cosa. Cioè, tu, che ne so, le dici... sentimi, vai a comprare un quaderno per cortesia così rosa, di questa forma, con le righe? Lei torna con un quaderno verde lungo e coi quadretti. e ti dice sì tu mi hai detto quella, però io ho creduto perché questo allora costava meno poi i quadretti però sono più comodi perché ho pensato che a te ti serviva così così così e invece dei righe mettendo i quadretti puoi essere più preciso e poi puoi mettere verdi e poi vedi essendo più lungo questo puoi scrivere più cose in lunghezza insomma ti dà tutta una spiegazione che nella nostra mente conosciamo come dissonanze cognitive per dare una spiegazione plausibile a me e a se stessa della scelta diversa da quello che è stato chiesto. Ok? Ora, io le faccio vedere lo schema. Guarda che ho applicato uno schema in cui io ti chiedo una cosa, tu me ne porti un'altra diversa da quella che è, e poi mi spieghi la motivazione per cui l'hai fatta, che può essere valida o non valida, rimane il fatto che tu hai fatto da testa tua. Cioè, ti è stata chiesta da te fa X, mi hai portato X2. Ok? che può essere giusto o sbagliato, ma rimane il fatto che è uno schema. Io vedo questo schema, glielo faccio notare. Allora che succederà? La prossima volta che io le dico compra un quaderno rosa a righe, Lei si ricorderà dello schema perché lo conosce già? Dirà, ah cazzo, già m'ha fregato quella volta del quaderno rosa. No, ma stavolta mica glielo porto verde quei quadretti perché l'altra volta m'ha cazziato. Allora glielo compro, preciso, rosa uguale come dice lui e la seconda volta lo schema l'ha bloccato perché lo conosceva già. Ma che succederà quando io gli chiederò di andarmi a comprare una penna blu che scrive blu e che è blu pure fuori a scatto? E' diverso lo schema. Qui le parte in automatico di nuovo. perché non starà più a pensare al quaderno che già conosceva ma si riapplica il modello ah ma ha detto di comprare la penna blu però cavolo nero effettivamente diventa più incisivo quando scrive nero è più nero poi questa qui è più figa perché c'ha la cosa di plastica invece di essere blu e nera però c'ha un grip migliore e questo invece di avere il tappo che pigi questo c'ha tutta un'altra cosa che fai così eh e ti dirà guarda ho preso tu mi hai detto però io ho preso sta penna verde che scrive nera che c'ha sta cosa ed è diversa e ti darà tutta una serie di spiegazioni e lì avremo riapplicato di nuovo il modello con uno schema diverso perché non è più applicato al quaternino ma è applicato alla penna e così via and so on quindi la mente riconosce quello che sa e se ha identificato uno schema vedrà lo schema se ha identificato il modello sa che quello lo può applicare ovunque quindi lo blocca prima ed è fondamentale secondo me il concetto di modello e di schema ed è una cosa a cui sono arrivato davvero ultimamente perché molto spesso ho visto io per primo riconoscere schemi già conosciuti ma non riconoscere schemi non conosciuti mentre se becchi il modello, il modello lo becchi subito è lo stesso discorso per vestito no? cioè se io so che il modello è un determinato taglio se quel taglio è fatto in un materiale o in un altro in colore o in un altro io so che quel taglio è quello lì appunto lo sgamato non sto più a vedere il dettaglio sto a vedere il macro schema il macro modello ecco la grossa differenza tra schema e modello sono i dettagli cioè lo schema è molto dettagliato il modello è molto ampio ancora con l'idea del cartamodello, no? Cioè, il cartamodello mi dà i bordi, mi dà la forma, poi se lì ci mettete le paietta e tutti gli accessori, le spilline, cioè fate una cosa fighissima, ma il modello è molto... come dire... molto spartano, molto... ha soltanto definiti i boundaries, i... che cazzo si chiama? I confini. mentre lo schema può essere molto più dettagliato. Francesco dice fai un corso con tutti gli schemi da te conosciuti. Francesco sai che non ho una raccolta di schemi. Ti dirò mi sono anche pentito di non averla perché io tendenzialmente con tutto il lavoro fatto con le persone proprio per non tenermi dentro tutta la roba degli altri tendo a dimenticare subito. Quindi, nel momento in cui, soprattutto quando facevo tante coaching, andavo in giro per l'Italia a fare cose gratuite pur di avere conoscenza, dimenticavo immediatamente dopo. Cioè, a meno che non venivano cose veramente particolari. Ma ho fatto talmente tante cose di cui non ho ricordo, ma per un semplice motivo, se no di portarli tutto dentro. Ho visto talmente tanta merda nella gente delle persone che sinceramente ricordarla mi avrebbe soltanto ricordato tanta merda nella gente delle persone. Quindi, ho preferito non ricordarla. ne ho visti davvero tanti però poi magari mi tornano in mente all'occorrenza ma fare una lista non è facile, fare una lista non è facile ma non è un dono tutta quella merda che hai scoperto, Naskforce? allora sì, assolutamente sì ma mi interessava il messaggio, non il ricordo della merda cioè ecco, continuando quel discorso di prima rivediamo il discorso modello, no? A me non interessa ricordare tutti i traumi, le violenze, gli stupri, tutta quella roba che ho visto nella mente delle persone di quando loro erano bambini, di quanto sono stati picchiati a sangue, di quanto sono stati violentati, stuprati. Cioè, non mi serviva ricordare quello. mi serviva ricordare il messaggio, l'insegnamento, la tecnica, come si è risolto, che cos'è successo, se vogliamo riutilizzare la metafora della merda. Non mi interessa trattenere quella merda tra le mani, ma mi interessa usarla per fertilizzare un albero che mi darà delle mele e alla fine di tutta quella merda mi resterà un raccolto di mele. A me interessa il raccolto di mele, non mi interessa ricordare la merda di chi ho usato, ok? sì, è stato un dono, assolutamente sì, cioè tutto quello che so viene da tutto quello che ho fatto, ma non ricordo quello che ho fatto, mi rimane soltanto, o meglio, no, non ricordo tutto, ma mi rimane soltanto quello che mi è servito per crescere, per capire le cose di me, per capire quello che poi poteva tornare utile agli altri, quindi sì.










