La LEGGE DELLO SPECCHIO è FALSA - Perla del 30 luglio 2020 - Le Perle del Flow di Daniele Penna

Daniele Penna argues the mirror law is false: people don't reflect what you need to see if you're blind to it. Instead, encounters amplify unresolved inner parts until you can't ignore them. The real work is listening, acknowledging, and changing.
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Vediamo di cosa parlare stasera. Questa sera volevo stravolgervi un po' l'idea della... della... questa teoria dello specchio. Anzi, più che è una teoria, ormai è una moda. Tutti dicono, ah perché tu sei il mio specchio, io sono il tuo specchio e lo specchio è lo specchio specchio del mio brame. Chi è il più figo del reame? Eh... le persone che incontri sono il tuo specchio, l'ambiente è il tuo specchio, proiettiamoci, proiettiamo l'illusione, lo specchio, il riflesso. Insomma, lo specchio e il riflesso. Eh sì, ma... c'è qualcosa che non quadra, cioè c'è qualcosa che non quadra e questo era, è stata una delle riflessioni che ho fatto che ho fatto in questi giorni ma perché continuate a dirmi che c'ho un testa, che in che senso, meno male c'ho uno specchio va che c'ho un testa oh che cazzo c'ho, c'ho i capelli in testa, si c'ho dei capelli di me, quello si pochi capelli, però ce l'ho che c'ho un testa, oh c'ho lo specchio, guardate me sto a guardare nello specchio a proposito di teoria dello specchio voi dite che c'è qualcosa in testa io me sto a guardare nello specchio in testa buh buh non vedo niente eppure è uno specchio ma che c'ho in testa oh le idee cioè i capelli cosa c'ho in testa oggi parliamo, volevo parlare appunto di questo discorso dello specchio innanzitutto ditemi voi nel frattempo, ditemi voi nel frattempo cosa pensate di questo concetto che adesso va tanto di moda dello specchio no? la teoria dello specchio, cioè gli altri sono il nostro riflesso ciò vuol dire che teoricamente noi negli altri dovremmo vedere i nostri non voglio dire difetti perché in un corpo perfetto, in una vita perfetta non ci sono difetti ma potremmo vedere i nostri nei, i nostri punti disfunzionali oggi ricordiamoci, entriamo nel clou della trasmissione Oggi va tanto di... prendiamo questa come perla che poi quando si andrà a ritagliare questa diventa la perla. Allora, parliamone. Parliamone, metto comodo, eh. Metto comodo, gambe incrociate. Posizione del loto. Mai capito perché questa è la posizione del loto. Perché il loto... dovremmo fare una trasmissione sulla posizione del loto non ho mai capito perchè questa viene chiamata la posizione del loto cioè quella a gambe incrociate come se il loto stessa a gambe incrociate il loto è un fiore che galleggia ed è tondo si accia a 100 petali, si apre, si chiude Cazzo c'entra questa come posizione del loto? Però va bene. No. Sapete il mettere in dubbio tutto, no? Uno si deve chiedere il perché dio. Sono tipo i bambini. Perché si chiama posizione del loto? E il genitore dice... Boh, perché è pari in fiore del loto. No, mica si è aperto come una cozza. Cioè, la fiore si schiude in questa posizione. Anzi, si è anche abbastanza chiusa. Non ho mai capito perché si chiama posizione del loto. Ma va bene. A prescindere da questo, cominciamo con la perla, coi fiocchi. Questa ha un fiocchetto bene e poi ci ragioniamo da subito. Qualcuno dice stai stravolgendo una legge importante. Attenzione! Ebbene sì, lo sapete, è il mio lavoro. Io devo mettervi in dubbio tu. Però è proprio così, cioè, vengono stravolte le cose. Ogni volta che ho avuto un salto quantico nella mia mente, quindi ho avuto un'intuizione nuova, ha letteralmente stravolto il vecchio. Ciò non vuol dire che lo rinnego. Chi mi segue da anni mi può dire, ed è vero, mi può dire, ah ma tu stai dicendo l'opposto di quello che dicevi prima. Sì, io sono il primo che fino a ieri diceva, legge lo specchio, lo specchio, lo specchio, lo specchio, lo specchio, lo specchio. ok, oggi te la stravolgo, questo non vuol dire incoerenza questo vuol dire evoluzione perchè? perchè è come se tu a un bambino gli chiedessi qualcosa e lui ti desse una risposta e poi la stessa domanda gliel'andassi a fare dopo 20 anni la risposta sarà diversa sarà diversa prova a chiedergli al bambino cosa pensi i tuoi genitori a 6 anni e poi chiediglielo a 20 anni, poi chiediglielo a 40 anni, poi chiediglielo a 80 anni e vedrai che le risposte che ti darà saranno completamente diverse. Sono incoerenti? No, è evoluto, è cresciuto, cioè ha aumentato le conoscenze, ha aumentato le esperienze, ha aumentato la conoscenza dell'argomento. Non ti parlo di genitori, ma può essere degli animali, del cibo, è come se tu dicessi che ne so, cosa pensi a me quando avevo dieci anni della coca cola? io ti direi buonissima, la berrei sempre, figo a trent'anni ti direi buona, a quaranta ti dico è un veleno, ora che mi dici? ma Daniele sei diventato incoerente, dieci anni fa dicevi che era buona, oggi mi dici che è un veleno eh sì, ma in quei dieci anni, penso alla coca cola, già mi viene male in quei dieci anni sono aumentate le mie conoscenze aumentando le mie conoscenze quello che prima per me era una cosa certa è diventata una cosa assurda dopo quindi sono state letteralmente stravolte questa è una cosa abbastanza banale che accade a tutti ma su determinati campi ti vengono ad attaccare dicendo di vabbè ma hai cambiato sei incoerente No, sono semplicemente evoluti. Quindi se ieri ti dicevo che la PNL era il top del top, oggi dico la PNL è utilissima ma ha enormi limiti. Cioè, diciamo che il mondo ci indirizza, dobbiamo sempre partire da un obiettivo di base enorme, fondamentale, che non deve mai essere... o meglio, dobbiamo sempre partire da un contesto di base che non dobbiamo mai trascendere. Cioè, è come se noi dicessimo andiamo a studiare il comportamento dei leoni, dimenticando che quei leoni sono in uno zoo. Tu non puoi studiarmi i leoni a prescindere dal contesto, perché il comportamento di un leone dentro uno zoo è diverso dal comportamento di un leone libero nella savana. quindi non trascendiamo dal contesto, il nostro contesto è fondamentale, infatti una delle parole che io vi ho sempre detto è contestualizzare, cioè le cose vanno contestualizzate, non potete prendere, è un po' il grande errore della medicina, che decontestualizzano la malattia, cioè io ho un male allo stomaco, piade alla pillola. Contestualizza, che stai facendo nella vita? Qual è il problema? Che tipo di vita sta vivendo? E tutta una serie di cose. Che altri sintomi hai? Contestualizzalo. Invece la medicina tradizionale, quella allopatica occidentale, cosa che invece in Asia, la Ayurveda ad esempio, fa esattamente l'opposto. La Ayurveda, la medicina indiana, che è un vero e proprio studio, i sette anni, più altri sette se non ricordo male in specializzazioni, a differenza dell'allopatica che ti dà, l'allopatica è quella nostra, no? Che tu hai un dolore e ti diamo una pilolina per farti smettere il dolore. La maggior parte dei casi non cura, copre, o se cura danneggia qualcos'altro. La Ayurveda invece vede l'integrità della persona, l'interezza della persona, del suo contesto, del suo stile di vita, e crea un percorso per cambiare la vita della persona in maniera tale che ci sia una guarigione totale corpo mente e spirito. ci stiamo allargando, volevo dire tutt'altro, ma va bene così quindi tutto questo per dire che la crescita, l'evoluzione della specie, della nostra specie, della nostra persona avviene nel tempo grazie all'aumento delle conoscenze e aumentando le conoscenze è anche abbastanza normale che quello che era prima viene visto in maniera totalmente diversa attenzione, io non rinnego i passaggi precedenti perché sono stati fondamentali per arrivare ad adesso. Una cosa che io dico sempre è che una persona ha bisogno di meditare per arrivare al punto di imparare e di comprendere che la meditazione non serve. Però per arrivare a capire che la meditazione non serve devi meditare. Sembra un po' un paradosso. ok cioè io prima per arrivare a uno stato alterato di coscienza di un certo tipo ed entrare in contatto con la mia parte superiore per riuscire ad avere delle intuizioni bla bla bla bla bla bla devo fare metti di lì e le luci, la meditazione, gli incensi, musichette, famo e tutta una serie di cose cose che tra l'altro per se andare a suonare la trovate le mie meditazioni le ho fatte per tanti anni erano fondamentali, perché sennò non entravamo in quello stato. E prima fai la meditazione frazionata, e fai il rilassamento autogeno, e poi vai agli scalini, poi vai giù, lascia l'ego sopra, metti te sotto, apri le porti, vai nei chiavi, vai nei boschi, fai, dici, imbricci, imbrogli, poi t'arriva lì, arriva il tuo sé superiore, gli fai una domanda, e finalmente t'arriva la risposta. Iniziamo con sta benedetta legge dello specchio. Iniziamo sta perla. Come vi dicevo, non stiamo rinnegando il vecchio ma stiamo evolvendo a un passo nuovo. Io sono sempre stato quello che fino a ieri vi diceva la persona che incontri, il contesto in cui ti trovi, l'ambiente in cui ti trovi, le situazioni in cui ti trovi, i traumi che attiri o in cui ti trovi sono lo specchio di quello che tu devi comprendere di te, di quello che tu devi vedere di te che non è qualcosa di sbagliato, ma è qualcosa che probabilmente adesso è disfunzionale cioè, come dire, che nel momento in cui tu ti trovi di fronte all'insegnante di, che ne so, geografia all'università Se stai seduto di fronte all'insegnante di Geografia nell'aula d'esame, quell'insegnante ti sta facendo da specchio, cioè ti sta ricordando che tu devi superare l'esame di Geografia. Se hai studiato, lo superi, quell'insegnante non lo vedi più. Se non hai studiato e non lo superi, quell'insegnante ti si riproporrà davanti e quindi ti ricorderà di nuovo che c'hai quella materia che devi superare. magari non esattamente lui sarà un altro ma sarà sempre un cazzo di insegnante di geografia che ti ricorderà daje daje che tu la geografia la devi imparare questa è la legge dello specchio cioè di fronte a te le persone fanno da specchio per aiutare le persone, gli eventi, i traumi, i contesti, quello che sia, qualunque cosa è un tuo specchio affinché, quindi avviene per aiutarti a vederti meglio e capire quali sono quei nei della tua vita che devono essere ancora risolti ok? benissimo e questa in teoria è la legge che tutti conosciamo e fin qua ci può anche stare ma ma ma quello che io mi chiedo è anzi e vi dirò anche un'altra cosa quelli di voi che hanno sperimentato la legge dello specchio ditemi voi se non è vero ditemi voi se non è vero Vi è capitato che è più facile agli altri vedere che voi vi trovate sempre di fronte alla stessa situazione? Vi trovate a rifare sempre le stesse cose? Vi trovate a mettere in scena sempre le stesse commedie? Vi trovate a fare sempre o a incontrare persone sempre simili e voi da dentro non ve ne accorgete? vi è capitato che siano gli altri a notare quei nei che sono ancora sulla vostra testa e voi non li riuscite a vedere malgrado avete lo specchio di fronte o no? ditemi se è così o no ecco Sara inizia a dire sì Vi rendete conto che gli altri, quelli esterni, si sempre cose, stessi errori, gli altri sono più capaci a vedere i vostri nei, i vostri punti disfunzionali, il vostro prezzemolo tra i denti? e voi no, malgrado avete specchi ovunque, cioè noi viviamo all'interno di una stanza degli specchi la metafora più giusta dovrebbe essere così noi viviamo di fronte, o meglio, noi viviamo dentro una stanza degli specchi, dove abbiamo specchi ovunque che ci riflettono a 360 gradi, sopra, sotto, in mezzo, dietro, davanti, ovunque perché questo è il mondo circostante ricordiamoci che il mondo circostante è il nostro specchio tridimensionale vero e fin qui ci siamo ma come cazzo è possibile che noi viviamo all'interno di una stanza degli specchi e non vediamo quello che gli altri vedono su di noi e noi che siamo in mezzo agli specchi non lo vediamo allora o sto specchio non funziona o noi siamo ciecati perché ora capite per quale motivo io direi questa sera di trovare una metafora diversa del concetto dello specchio perché quello che ho fatto poco fa e che ho fatto prima o prima ancora inizia a sergiare questa perla era farvi notare come tutti voi avete notato che io ho dei puntini sulla testa e voi dicevate, Daniele che cosa sono questi puntini sulla testa? io prendevo uno specchio e dicevo, aspetta, come? Voi mi dite che ho dei puntini? Io vedo qua, oh, ho uno specchio in mano, oh, non li vedo! Ora, questa pantomima è in realtà quello che accade alla maggior parte delle persone vivono in una stanza degli specchi si specchiano costantemente con persone che gli fanno vedere, o con eventi o con traumi, che gli fanno vedere le cose che si devono risolvere e loro, cazzo, non le vedono! Poi arriva un terzo, arriva un'altra persona che glieli fa notare e dice, oh, ma che c'hai i puntini sulla testa? C'ho i puntini! Ah, che cazzo sta a dire? No, è vero, io non vedo niente! Quello arriva da fuori, ti guarda due minuti, ti dice due robe, lui se ne accorge o lei se ne accorge, e tu che campi dentro una cazzo di stanza degli specchi, hai gli specchi ovunque di fronte a te, perché i tuoi specchi sono i tuoi genitori, i tuoi fratelli, i tuoi sorelli, il tuo cane, il tuo gatto. la cimice che c'hai in casa, l'ape che ti gira in giro, qualunque roba, qualunque cosa che ti capita, internet, la borsa valori, il calcio, qualunque roba ti capita è il tuo specchio. Quindi tu hai migliaia di opportunità quotidiane per capire cosa ti sta riflettendo, quindi cosa viene riflesso di te, cosa devi capire di te e non lo vedi, poi arriva uno stronzo da fuori, te lo dice e tu lo neghi pure, allora questa non può essere chiamata teoria dello specchio, questa o è teoria della benda agli occhi o è teoria del coccio o è teoria della deficienza o è teoria della cecità assoluta, ma chiamiamola in un'altra maniera, vi prego, perché se questa fosse veramente uno specchio, noi dovremmo vederci in questo cazzo di specchio e dire, oh, guarda, uno specchio, c'ho dei puntini, e che cazzo ce vuò, mo me li levo, oh, va, tiè, guarda che bello, che ce vuò, è uno specchio, lo vedo. E lo specchio serve a questo per poter vedere, chi si trucca lo sa benissimo, per vedere le imperfezioni e levarsele. E allora che minchia serve avere 7000 specchi di fronte, avere le imperfezioni e non vederle? Non possiamo chiamarlo teoria dello specchio. Chiamiamola teoria del cecato, chiamiamola teoria del coccio, chiamiamola teoria del pezzo di legno, chiamiamola teoria del non voglio vedere un cazzo perché mi va bene così, chiamiamola del non rompete i maroni, io voglio stare così, non voglio cambiare manco per niente, non mi dite manco se ho dei nei in testa perché non me li voglio levare. Chiamiamola in un'altra maniera, ma non chiamiamola, vi prego, teoria dello specchio, più rispetto a questi poveri specchi che se poi li rompi c'è pure sette anni di disgrazia. cioè Porelli non è giusto per rispetto agli oggetti lo specchio nasce per specchiarci se voi vi specchiate con gli occhi chiusi non vedete una minchia è questo il concetto gli altri è vero che sono degli specchi per noi ma se noi continuiamo a stare bendati in una stanza degli specchi noi non vedremo mai niente è come se noi fossimo dei ciechi in una stanza degli specchi e Quando a un cieco, nella stanza degli specchi, arriva uno che a voce gli racconta e gli mostra, o meglio, gli fa comprendere qualcosa che potrebbe servire per evolvere, diventiamo pure sordi. Ma ricordate le tre scimmiette? No, non vedo, non sento, non parlo. Ecco, questo siamo noi. Noi non vogliamo vedere, non vogliamo sentire e a volte parliamo a sproposito, quindi se stessimo zitti sarebbe pure meglio. quindi direi che la teoria dello specchio non ha senso non ha senso perché se fosse vera presupporrebbe che di fronte noi stessimo con gli occhi aperti ma non è così perché se la teoria dello specchio fosse vera io quei pallini appena li vedo me li levo non ci metto vent'anni per vedere una cazzo di cosa che è palese agli altri e non a me che ci vivo di fronte agli specchi allora io tempo fa ho parlato e ho lanciato come idea all'interno di un flow il concetto di cecità selettiva che accade spesso nelle relazioni e che in realtà cade spesso sempre cioè abbiamo spesso parlato dell'attenzione selettiva l'attenzione selettiva è il principio per cui noi vediamo solo ciò su cui poniamo l'attenzione quindi se quello per cui poi a volte ve l'ho detto mille volte noi stiamo cercando un mazzo di chiavi ce l'abbiamo là davanti ma non lo vediamo non lo vediamo ci passiamo mille volte e non lo vediamo perché magari noi siamo convinti di averlo lasciato da un'altra parte, quindi la nostra attenzione è da un'altra parte, noi lo cerchiamo da un'altra parte e malgrado ce l'abbiamo lì non ce ne rendiamo conto. A volte capita con gli occhiali, ce l'hai addosso e vai in giro, dove stanno gli occhiali, dove stanno gli occhiali e ce l'hai là, cioè sei gredino. perché la tua attenzione è spostata completamente da un'altra parte sapete che l'attenzione è limitata, l'attenzione razionale è limitata a questo benetto 7 più o meno 2 cioè a poche informazioni in unità di tempo quindi se quelle informazioni sono tutte da una parte noi non ci rendiamo conto che gli occhiali ce li abbiamo addosso ecco, e questo è il concetto di attenzione selettiva che muove la mente umana a 360 gradi però durante, se non ricordo male, un corso sulle relazioni che trovate su una era gratis vi lanciai lo spunto della cecità selettiva perché ad esempio nelle relazioni cosa facciamo? noi quando come dire, proiettiamo il nostro ideale su una persona, vediamo soltanto le cose positive e diventiamo ciechi sulle cose negative c'è gente che ha avuto relazioni di 10-15 anni e delle cose palesi che si riteravano decine e decine di volte faceva finta di non vederle non le vedeva Quando poi la relazione si chiude, improvvisamente la cecità selettiva, cioè tutto quello che non si è visto, entra in attenzione selettiva e appaiono tutte magicamente. Questo vuol dire che la mente non è che le aveva cancellate, le aveva acquisite, ma le aveva opportunamente nascoste, perché in quel momento era meglio così. Ed ecco perché lo specchio non ha senso, perché se noi di fronte ci troviamo delle persone che sono il nostro specchio, ma noi andiamo a nascondere selettivamente proprio quei punti, quei comportamenti, quei nei che rispecchiano esattamente i nostri, noi i nostri non li vedremo mai, esattamente come non vedremo mai quelli dell'altra persona. E quando la relazione terminerà, che sia di lavoro, d'amore, quello che sia, andremo a dare la colpa all'altra persona e è colpa sua che merda, bastardo in realtà non rendendoci conto che quello serviva a noi per comprendere quello che noi dobbiamo comprendere ricordatevi, attenzione il concetto dello specchio non è che le persone che incontriamo o gli eventi che incontriamo anche perché questo, ad esempio, anche in questo caso lo specchio non è realistica come metafora perché non sempre le persone di fronte a noi sono esattamente come noi ma possono essere, e molto spesso è così, sono esattamente come qualcun altro non come noi quindi l'idea dello specchio è letteralmente fuorviante ecco perché io consiglierei questa sera di trovare un nome nuovo vi faccio un esempio molto pratico ed è una cosa che capiterà molto spesso tendenzialmente noi attireremo persone molto simili alle persone che ci hanno creato i traumi nella maggior parte dei casi i nostri genitori quindi è abbastanza presumibile che tenderemo ad attirare l'opposto o meglio che tenderemo ad attirare persone simili al genitore del sesso opposto quindi se io sono maschio potrei tendere a attirare persone, quindi donne simili a mia madre finché io non mi risolvo la lezione che mia madre doveva darmi oppure potrei attirare persone che sono l'esatto opposto di mia madre. Ricordiamoci che noi attiriamo, una cosa conosciamo, o quella strada o l'opposto di quella strada. Quindi se il nostro genitore ci ha segnato una strada, noi conosciamo o dritto o dall'altra parte, cioè quello è, ok? Quindi se mia madre era tendenzialmente negativa, io ho la persona negativa per eccellenza o la persona positiva per eccellenza. Non ho un'aria di mezzo. Per esempio, puoi fare un esempio, ovviamente non è così generalizzato. quindi in realtà io non vado ad attirare uno che è uguale a me ma vado ad attirare qualcuno che è uguale a mia madre o qualcuno che è uguale a mio padre o qualcuno che è l'opposto di mio padre o qualcuno che è l'opposto di mia madre che con me non c'entrano niente a livello di specchio cioè non rispecchiano me ma stanno rispecchiando qualcun altro ovvero le proiezioni probabilmente di quelle persone che mi hanno creato i traumi che stanno dentro di me qui non è neanche valido dire cioè usare il concetto di specchio perché non rispecchiano me è come se io entrassi in una stanza degli specchi dove però la mia immagine non si riflette ma si riflette quella degli altri cioè di quelle persone dentro di me che non ho ancora risolto e allora cominciamo a ragionare e allora cominciamo a ragionare perché noi non vediamo noi stessi nello specchio, noi vediamo quelle proiezioni delle persone che hanno creato i traumi che ancora ci portiamo dentro e che ancora condizionano la nostra vita che sono dentro di noi e che noi da fuori non vediamo ed ecco che gli specchi ci mostrano loro è come se noi avessimo una foto della nostra brava famigliola, io e i miei due genitori e nello specchio si vedono solo i miei genitori e non mi vedo io quindi il concetto di specchio è totalmente fuorviante perché le persone che vediamo di fronte a noi non sono come noi, sono palesemente diverse ma sono lo specchio di quello che ancora dobbiamo risolverci quindi di ciò che abbiamo dentro di noi che ovviamente noi non vediamo non solo che non vediamo ma appunto per il concetto di cecità selettiva per cui noi non vogliamo vedere le cose che ci hanno fatto male noi quegli elementi di quelle persone che andranno a rispecchiare le fonti dei nostri traumi non le vogliamo vedere e quindi non cresciamo mai quindi succederà che quella persona s'allontana e arriverà un'altra uguale ed ecco che poi nelle relazioni ad esempio nei lavori eccetera succedono sempre le stesse cose si tirano sempre le stesse persone lo stesso tipo di persone e lo schemino il giochino viene rimesso in scena la commedia costantemente reiterata reiterata reiterata reiterata da fuori bambini di 10 anni dicono alla madre mamma ma non ti rendi conto che stai facendo sempre la stessa identica cosa e la mamma non se ne rende conto il bambino lo vede perché da fuori è più semplice da dentro no ecco perché voi vedavate i miei puntini e io guardandomi allo specchio non li vedevo era questo il concetto, era questa la metafora, era questa l'idea che vi volevo far passare in maniera anche metaforica, semplice, da giullare, ridicola ma che spero vi entri nella testa noi abbiamo tanti nei addosso, tanti punti neri tante robe che dovremmo risolvere attenzione ve lo ripeto per la miliardesima volta sai mai qualcuno se fosse entrato qua per la prima volta le cose che i nei, i cosiddetti punti neri quelle ombre della nostra vita non sono cattive se cercherete o penserete di trattare Quelle parti di voi, in maniera ostile, vi faranno un culo così. Perché quelle parti non sono cattive, non sono ostili, non ce l'hanno con voi. Sono soltanto ora disfunzionali rispetto a quanto erano funzionali quando eravate piccoli. Ma non l'avete ancora capito. cioè la guerra è finita ma voi state ancora facendo la guerra, nella maggior parte dei casi, poi in molti casi sono ancora funzionali, ricordiamoci, in genere se un qualcosa esiste all'interno della vostra mente, del vostro corpo, della vostra vita, esiste perché c'è ancora un beneficio secondario, qui la PNL docet, c'è sempre un beneficio secondario, se non ci fosse un beneficio secondario non esisterebbe un comportamento. Il problema è, noi lo vogliamo vedere questo beneficio secondario? il mondo attorno a noi ci propone mille specchi per mostrare il nostro beneficio secondario e noi non lo vogliamo vedere perchè finchè non ammetteremo a noi stessi i nostri benefici secondari perchè facciamo determinate cose e vi posso garantire che spesso non è bello da ammettere io tempo fa dissi un aforisma che dovremmo creare un aforisma durante un flow che secondo me lo devo mettere per iscritto da qualche parte la nostra evoluzione inizia quando ci rendiamo conto di essere persone di merda cioè quando ci rendiamo conto di essere dei pezzi di merda non è sempre così, ma molto spesso questa aforisma colpisce in pieno. Perché finché noi crediamo di essere dei Cristi in terra, invece di prendere atto dei nostri pensieri, dei nostri schemi, di quello che vorremmo intrinsecamente, di quello che vorremmo nel profondo, quando ammettiamo o ammetteremo a noi stessi determinate cose, allora possiamo cominciare a muoverci. Ecco qualcuno prima mi chiedeva, e quindi come facciamo a risolverci queste cose. Prima di tutto scopriamo i benefici secondari, scopriamo davvero nel profondo cosa vogliamo, davvero nel profondo cosa vogliamo, perché io lo dico spesso ad esempio sui figli, A volte ci sono genitori o mammi o padri che hanno voluto un figlio semplicemente per mettere un bollino sul marito o sulla moglie, per legare una relazione, per essere sicuri di qualcosa, oppure ad esempio per avere una quota del patrimonio della persona, per vivere di rendita. ma non lo diranno mai, ma neanche a loro stessi. Sono le cosiddette dissonanze cognitive. Le dissonanze cognitive esistono per creare delle spiegazioni plausibili agli altri, ma soprattutto a noi, per evitare di giudicarci come dei pezzi di merda. Quindi, il primo passaggio fondamentale non dovrebbe essere il concetto dello specchio, ma dovrebbe essere l'andare oltre le dissonanze cognitive, cioè le scuse che noi creiamo a noi stessi per dare la colpa agli altri praticamente, o per essere fighi nei confronti degli altri, per crearci una storiella valida, plausibile, da raccontare al mondo e da raccontarci a noi per star bene tutti. Perché sennò ci sentiremo dei pezzi di merda. Invece è proprio lì che inizia l'evoluzione. Cioè quando noi inizieremo a renderci conto dei nostri più reconditi pensieri, dei nostri più reconditi bisogni, dei nostri più reconditi sogni, dei nostri più reconditi pulsioni, allora lì potremmo cominciare a lavorare su qualcosa di serio, perché se no lavoreremo sempre su cose inutili, su storielle create per gli altri, su dei falsi obiettivi. c'era Jodorowsky che diceva non ricordo adesso in quale forma però lui diceva sarebbe opportuno iniziare ad ammettere i nostri peggiori pensieri perché molti di noi hanno pensato cose veramente brutte magari hanno pensato di stuprare, di essere stuprati, di violentare, di ammazzare, di far di tutto di più ok ma nel momento in cui noi ammettiamo questi pensieri, da lì possiamo cominciare a lavorare se invece noi prendiamo questi cosi e diciamo no no no questi non sono miei, via buttiamo al secchio i miei sono gli unicorni, gli arcobaleni, gli angeli, gli arcangeli ed è lì che devo iniziare ti stai prendendo per il culo allora se ti vuoi prendere per il culo per altri 40 anni, bene ma se vogliamo cominciare a fare le cose seriamente, andiamo a lavorare lì sopra e cerchiamo di capire perché cioè capite è come dire io entro in una casa dove c'è un cubolo di merda e poi c'è dall'altra parte un peluche di Hello Kitty e io cosa faccio? entro e vado verso il peluche ah che bella questa casa che figa c'è il peluche wow che bellissima guarda anche dall'altra parte perché finché ti abbraccerai al peluche e penserai che la vita è tutta peluche e unicorni poi non ti potrai lamentare se le cose non vanno come nelle favole perchè le favole te le sei create soltanto a copertura della merda che c'è da spalare se invece iniziassimo a vedere quello, lasciassimo un attimo le lochite degli unicorni e iniziassimo a prendere una pala e cominciare a prendere l'atto che esiste e a levare quella, allora dopo potremmo anche andare più sui unicorni e rendere quei sogni realtà perchè sennò resteranno sempre sogni a copertura di qualcosa che non vogliamo vedere, che non vogliamo sentire e di cui non vogliamo neanche sentire la puzza ok? per cui questo è il concetto di fondo ecco perché vi dicevo la regola dello specchio non quadra non quadra per niente, non quadra e non ci sta neanche bene cioè non è neanche, ci fuorvia, ci depista completamente da quello che dovremmo andare a cercare gli altri non riflettono noi gli altri riflettono le proiezioni di quelle persone che ci hanno creato quelle cose che dobbiamo ancora risolvere Nella maggior parte dei casi. Infatti, una delle cose che le persone dicono più spesso è, ma quello è completamente diverso da me. Io non sono come lui. Ed è vero. Ed è vero. Ma, nella maggior parte dei casi, quella persona è la rappresentazione del padre, della madre, della sorella, del fratello, dello zio, del nonno, di quello che ti ha stuprato, di quello che ti ha violentato, di quello che ti ha venduto gli organi, eccetera. ditemi ora voi le vostre idee su questo e magari cominciamo a ragionare su una teoria nuova o meglio sul nome nuovo perché come ho detto spesso il linguaggio è la prima forma di manipolazione, quella più potente per cui noi possiamo concepire solo ciò che il linguaggio ci permette di concepire ma il linguaggio non avendolo creato noi è già manipolativo a monte quindi chi ha creato il linguaggio l'ha creato per manipolarci quindi se ci viene Adesso questo periodo è un continuo già da un po' di anni, no? Veniamo bombardati dal concetto io sono Dio, tu sei Dio, io sono la divinità, la divinità è in me, tu sei il Dio che è in me, namastè, namastè, namastè vuol dire io vedo in te il Dio che è in me, e tutte quelle cose là. Io vedo in te il Dio che è... non mi ricordo esattamente, però insomma è sempre io sono Dio, tu sei Dio, siamo tutti due D, D, D. A posto, ok. Vabbè, ma se ci vogliamo vedere tutti come degli dèi, ragazzi bravi ok però non vi lamentate siete degli dei allora in quanto dei voi potreste avere la capacità della creazione quindi volete creare qualcosa createla se siete degli dei create se non riuscite a creare una minchia lasciate perdere non siete degli dei cioè tornate un attimo a terra non siete il nuovo buddha non siete la reincarnazione di Shiva non siete la vita nuova di Gesù Cristo siete un misero mortale fatto da cenere che tornerà a essere cenere e che in questi pochi anni di vita sulla terra potrà scegliere se far finta di non vedere tutto quello che l'universo, la sua anima, le madonne, i cristi, i santi gli pongono davanti affinché lui evolva potrà far finta di non vedere oppure potrà impegnarsi a vivere in questo ben di dio e dire cazzo che figata spettacolare ma sapete perché vi faccio questa riflessione oggi perché a distanza di ben 27 anni 27 anni io mi ritrovo nella mia città d'origine io come vi ho detto ho questa è la mia quindicesima vita in questa stessa vita cioè dove ho cambiato letteralmente 15 vite però che cosa è accaduto che queste 15 vite sono state sempre in posti diversi, con persone diverse, luoghi diversi eccetera ma in ogni vita o in molte di esse era rimasto qualcosa di sospeso sapete che cos'è accaduto e che cosa sta accadendo in questi mesi? che l'universo mi sta facendo dei regali che a volte sono veramente delle batoste belle buone però se le volessimo andare a vedere come come quello che sono cioè dei doni della nostra anima, dell'universo, della coscienza collettiva, di chi crea il tutto, del tutto, del tutto, del quel che è sono dei veri e propri doni che arrivano uno dietro l'altro per farmi fare un ulteriore passaggio evolutivo tra cui chiudere tutti i sospesi. Ve lo dicevo l'altra volta. in uno degli ultimi flow dove vi parlavo della scomparsa di mia madre vi parlavo dell'importanza della chiusura dei sospesi oggi mio padre l'altro giorno mio padre ha scritto un'ulteriore poesia di cui tra l'altro prima o poi pubblicherò il libro perché sto scoprendo in questi giorni le poesie di mio padre che ha scritto per mia madre per la sua vita, su di me, bellissime e sono 80 anni di vita sono 80 anni di vita messe in poesie tra l'altro alcune molto belle, alcune molto tristi, alcune molto belle poesie che possono essere anche riutilizzate se volete magari per conquistare una donna o per chissà cosa oppure semplicemente per scoprire la vita come passata di una persona che poi è quella che ha creato me non che conti qualcosa però quello fa capire anche una parte di me quindi io leggendole capisco una parte di me una delle ultime poesie è stata proprio su questo, cioè su quante cose non ha detto non ha detto a mia madre, non abbia detto a mia madre per tempo e le dice ora che è morta per cui i sospesi fanno sempre male, mentre liberarsi dei sospesi è la cosa più salubre o salubre, non si ricorda mai come si dice, che si possa fare e per cui mi ritrovo e mi sono ritrovato in questi giorni mentre ero in giro per varie città d'Italia e sono state tutte le città che hanno ospitato le mie vite precedenti E della cosa particolare, perché mi sono ritrovato a rivivere dei pezzi di ognuna. Cioè, in una c'era un sospeso, in un'altra c'era un altro sospeso, in un'altra c'era un altro sospeso ancora, e qui c'è un altro sospeso. Cazzo, li sto chiudendo tutti! E me li sta facendo arrivare uno dietro l'altro. per carità sono costosi per carità sono pericolosi sono delle rotture di coglioni enormi ti creano stress sì però se la volessimo vedere tutta andavano risolti allora probabilmente da quello che io oggi mi sto rendendo conto sempre di più probabilmente tutto questo mi sta aiutando a fare il prossimo passaggio che è un passaggio verso quella serenità ultima che vorrei raggiungere stato di serenità che poi mi permette di mettermi totalmente anche al servizio degli altri dicevo prima ci sono dei progetti che ho in mente sulla salute sia mentale che fisica e progetti che andranno sempre più avanti dove davvero possiamo riscrivere pagine della psicologia, della salute, possiamo portare a guarigioni, possiamo portare... possiamo lasciare qualcosa che potrà tornare utile ai posteri, davvero, ma tutti assieme, non da solo, perché non è una cosa che posso fare da solo. Però per fare questo ho bisogno di serenità, ho bisogno di strutture tecniche, ho bisogno di... ho bisogno di tranquillità, di tempo, di mente libera. allora sembra quasi che l'universo, la mia anima, oggi mi stia attirando all'interno del covo iniziale, cioè dove sono nato, perché per me la casa natale dove sono nato è l'ancora per eccellenza cioè proprio l'ancora per eccellenza, perché lì ho vissuto i miei primi 20 anni di vita dove si è creato, dove c'è stato tutto l'imprinting, dove c'è stata la creazione di identità primaria e stare lì io mi rendo conto oggi come oggi con le nuove conoscenze che ho di quanto il mio umore cambi di come riesco ad entrare ed uscire in maniera automatica e neanche lo voglio mi diventa anche difficile uscirne in modalità completamente diverse per cui è arrivato il momento di chiudere tutto questo e in questi giorni sto chiudendo sospesi infatti mi vedete poco online un po' perché sono in giro, un po' perché le strutture tecniche non ci sono, l'altra volta ho trasmesso da Milano, e probabilmente tutto questo mi fa da specchio, ma non mio, perché io non sono questo, io non sono uno che si stressa, io non sono uno che vuole casini, io non sono uno che vuole guerre, io non sono uno che vuole tutta una serie di rotture di coglioni, ma arrivano quindi questo risuona o meglio rispecchia in questo caso quei sospesi che ho ancora dentro con le vite passate, cioè con quelle vite di questa vita quindi col passato di questa stessa vita che non ho ancora risolto e che probabilmente mi arrivano oggi per evitare che domani mi rompano la serenità che magari servirà per fare molto altro quindi meglio adesso tutta una serie o tre scatole almeno entri in quella modalità di problem solver e le risolvi tutte a razzo e poi te ne vai tranquillo e finalmente puoi realizzare qualcosa che può davvero cambiare il mondo e meglio il mondo insomma quel piccolo mondo delle persone che vorranno seguirmi o che seguiranno sto giullare che parla una volta ogni tanto e potrebbe essere così, questa è l'idea che mi sono fatto perché quando inizi a vedere, e io sono abituato a vedere questo, cioè a cercare di unire quei puntini per comprendere il messaggio che ti arriva da fuori ecco direi che più che più che uno specchio potrei dire... potrei quasi chiamarlo... potrei quasi chiamarla la teoria dell'amplificatore potrei quasi chiamarla la teoria del megafono perché quello che ci accade fuori ogni giorno è un amplificatore di quello che dentro noi non vogliamo vedere Per cui, se... ecco, direi che la teoria dell'amplificatore ci può stare. Se noi dentro abbiamo un piccolo bimbo interiore, una piccola parte di noi, sapete l'angioletto e il diavoletto, quelli che vengono rappresentati nei fumetti di Topolino e Paperino. Se noi abbiamo un personaggino del genere che da dentro cerca di strillare ma noi facciamo finta di non sentirlo, eppure quel personaggino ha bisogno di essere risolto, ha bisogno di essere accudito, ha bisogno di essere ascoltato, ha delle cose importanti da dire e se non lo ascolteremo rischia che poi quell'esserino lì dentro che sta cercando di strillare ci diventa un tumore, ci diventa una malattia, ci diventa un problema vero. Allora, visto che noi non riusciamo, non vogliamo ascoltare quello che sta dentro, a volte non riusciamo, eh. Potremmo anche volerlo, ma non ci riusciamo. Cosa accade? Ci arrivano gli amplificatori da fuori. Che non sono degli specchi, sono degli amplificatori. Sono degli amplificatori. Quindi che succede? Se noi abbiamo un problema magari con il nostro padre, allora? non lo vogliamo sentire, quel problemino, quel piccolo padre, quella sorta di piccolo avatar di nostro padre che sta dentro, che sta cercando di farsi in strada, noi magari anche con la PNL facciamogli abbassiamo la voce, usiamo tutte le tecniche per sotterrarlo, per nasconderlo, per non sentirlo, ci viene fuori uno che non è come nostro padre, ma è che è dieci volte più stronzo del nostro padre, che ha le stesse caratteristiche moltiplicate per dieci, Così, amplificandole, si spera che le vediamo. L'universo spera, la nostra anima spera, che noi riusciremo a vederle. E se non vogliamo sentire quella proiezione del nostro padre interna, ci abbiamo questo fuori che ci scassa i coglioni ogni singolo giorno, esattamente con le stesse manie di nostro padre, per farcelo ricordare. Poi per carità conosco gente che ce l'ha avute di fronte per dieci anni e ha fatto finta che non vede manco questo che ce l'aveva di fronte, però Lì vuol dire che sei ciecato, e lì non passa dal concetto di amplificatore al concetto di ciecità. Eh, però... Non c'è perché fa niente, no? Però uno c'è prova. Cioè, comunque sia, l'universo continua, no? Dai e dai e dai e che cosa succederà? Magari questa persona amplificherà ancora di più. Magari prima amplifica a 2, poi a 5, poi a 10, poi a 100. Finché cazzo lo dovrai sentire prima o poi, lo dovrai vedere. E se questa persona non basta, ne arriverà un'altra che arriverà a 1000. finché non lo capirai quindi più che un concetto di specchio direi è un concetto di amplificatore ecco questa sera nasce il concetto di amplificatore che va a sostituire il concetto dello specchio le persone che incontriamo gli eventi i traumi gli incidenti i fallimenti tutto quel che è sono un amplificatore di quello che è dentro di noi non vogliamo ancora risolvere. Vedi, noi abbiamo un piccolo Neo qua che facciamo finta di non vedere, vediamo se si attacca ancora. Abbiamo un piccolo, questo è il terzo, questi sono i terzi occhi che si usano per gli indiani. Se noi abbiamo un piccolo Neo qua e facciamo finta di non vedere, incontriamo una persona che non c'ha il Neo, c'ha un bubone qua. Cioè proprio qua, così grosso. Che cazzo, lo dovrai vedere prima o poi, no? Vedi quello c'ha il bubone? Ecco, quel bubone è la proiezione di questo Neo. Capisci che c'è qualcosa di te che devi risolvere in realtà ancora meglio questo neo non sta qua ma sta dentro per cui noi letteralmente fuori non lo vediamo quindi noi vediamo il bubone nell'altra persona diciamo io non sono come lui mica c'ho il bubone qua no ce l'hai dentro ce l'hai dentro quindi quella pustola non è esterna ma interna e se l'hai attirata vuol dire che risuona con qualcosa che dentro di te ancora non è stato risolto. Quindi ricordiamoci il concetto di legge d'attrazione, noi attiriamo le persone che risuonano con noi o meglio ancora con quelle parti di noi che ancora stanno strillando, che ancora stanno emettendo vibrazioni, che ancora hanno bisogno di attenzioni, che ancora hanno bisogno di essere ascoltate. Quindi cosa faranno quelle parti di noi che hanno bisogno di essere ascoltate? si trovano una persona che parli per loro, una sorta di puppet, un burattino, una sorta di ventriloquo che parli per loro. bella questa idea del ventriloquo, no? Cioè, le persone sono dei ventriloqui al contrario, cioè o meglio, noi siamo il ventriloquo, quindi quella parte di noi che non abbiamo risolto è il ventriloquo e si trova il burattino fuori, cioè se lo attira proprio il burattino fuori che fa parlare con la sua voce. Quindi noi attraverso le persone che incontriamo cerchiamo che parlano con quelle parti di noi che non abbiamo ancora risolto, magari con la proiezione di nostra madre, con la proiezione di nostro padre, con la proiezione nostro di sorella, con quello che è. Ce l'abbiamo sempre a fianco come datore di lavoro, come compagno di vita, come compagna, con quello che è, che ci ricordano ogni giorno che stanno parlando con quella voce nostra interiore. Quindi direi che lo specchio in tutto questo non c'entra assolutamente una mazza assolutamente una mazza direi da oggi di toglierci dall'idea di questo concetto di specchio ed entrare nell'ottica di un amplificatore, nell'ottica di un ventriloquo, nell'ottica di un pupazzo amplificato. Ecco, la teoria del pupazzo amplificato. Bene, mi piace. Il pupazzo amplificato. Mi dispiace, come dire, abbassare le persone, sapete, tutti quanti dicono le persone che tu sei Dio, gli altri so Dio, no. non lasciate perdere, quello è dopo ce ne voglio prima di arrivare a Dio ce ne voglio ancora. Famo così che gli altri che incontriamo sono dei pupazzi che parlano con le nostre voci interiori. Se noi riuscissimo ad ascoltare quei pupazzi che amplificano la nostra voce interiore saranno loro stessi che ci potranno dare le soluzioni per risolverceli. Finché penseremo che è colpa del pupazzo stiamo dando la colpa a una parte di noi che sta parlando attraverso un pezzo di carne lo so che è brutto da dire però ve l'ho detto iniziamo a crescere quando ammettiamo a noi stessi le cose più brutte i pupazzi non ci saranno più quando non avremo più delle voci interiori che avranno bisogno di pupazzi esterni per poter parlare. Il che potrà accadere o che noi impariamo a parlare da soli con le nostre parti, cosa che sarebbe anche più facile perché così poi non attiri più nessuno che deve essere l'amplificatore. Il concetto del pupazzo amplificatore. Quindi abbiamo bisogno di pupazzi e amplificatori, ma perché? Perché noi non riusciamo a parlare con le nostre parti. Infatti, questo è quello che è accaduto a me per tanti anni. Finché non andavo a capire le mie parti interiori da risolvere, non facevo altro che attirare persone simili a quelle parti che io dovevo risolvere. Quando poi, come vi dicevo prima, prima della perla, no? Vi dicevo, io ho dovuto meditare per anni per arrivare a capire che meditare non serviva. però per poter arrivare a quel punto dovevo meditare, che è un paradosso però così, cioè io per parlare con le mie parti interiori dovevo meditare, meditavo a fa di mille scamotagi per riuscire a parlare con le mie parti interiori. Quando poi ci arrivi e le comprendi non hai più bisogno della meditazione, però mi è servita la meditazione per arrivarci. Oggi come oggi, quindi prima attiri i pupazzi, prima fase, quella che abbiamo tutti. poi può darsi che qualche fortunato riesca a comprendere la teoria del pupazzo amplificato e non più dello specchio e cominci invece di ascoltare i pupazzi e di perdere vite appresso ai pupazzi comincia, lascia avere i pupazzi, si chiude un attimo dentro se stesso, fa silenzio e comincia a ascoltare i ventriloqui, quindi quelli che da dentro emettevano le voci dei pupazzi. A quel punto i pupazzi non ci servono più, cominciamo a ascoltare noi stessi, quindi usciamo da fuori a dentro, andiamo da fuori a dentro. Entrando dentro possiamo dare voce a quei personaggi, a quei personaggi che abbiamo dentro di noi, comprenderli, accudirli, risolverli. A quel punto, quando arriviamo a questo punto, le persone che attireremo non saranno più delle voci amplificate dei nostri traumi, ma saranno persone come noi. Allora sì che possiamo parlare di teorie dello specchio. Ma dove? Allora parliamo di legge di attrazione. Perché ricordiamoci, e qui stiamo di nuovo nel concetto di legge di attrazione che tanto piace alla gente, noi attiriamo quelli che vibrano alla vibrazione di quello che strillate più dentro di noi, non a quello che pensiamo noi. Questo deve essere chiaro. Chiaro. Noi attiriamo i nostri ECHI, quindi se noi stessimo in dieci davanti a un canyon e uno sussurra e fa ciao e l'eco sta zitto un altro fa ciao e l'altro fa oh l'altro fa bah e l'altro fa oh! qual è che si sentirà come eco? quello che ha strillato di più quindi non è ciò che noi siamo che torna indietro ma è quello che strilla di più che torna indietro Quindi l'eco amplifica la voce di quello che strilla di più. Quindi noi attiriamo fuori ciò che risuona perfettamente con la parte di noi che sta strillando di più, non con quello che noi mandiamo nella meditazioncina di 5 minuti la sera prima di andare a dormire. Ricordiamocelo. quello accade dopo quando dentro c'è silenzio quando dentro ci sarà silenzio non ci sono più parti che strillano e che ti dicono io sono la protezione di tuo padre tu mi devi ancora risolvere e quello strilla e ti arriva fuori un pupazzo che pare tuo padre poi parli io sono la protezione di tua madre mi devi ancora risolvere salveres famme e te mandano gli spilloni allora te arriva la proiezione di tu madre e poi arriva la sorella e poi il fratello poi lo zio poi nonno poi quando hanno finito tutti che ve li siete risolti a quel punto tutti stanno zitti allora posso fare la meditazione di Daniele Penna che prendo mando l'intenzione e finalmente so io che strillo e dico voglio una persona così e ricevi una persona così ma prima ti arriva questo a voglia uff Prima ascoltate e mettetevi in ascolto di tutte quelle persone che strillano dentro di voi. Poi, forse, potremo cominciare ad attirare qualcosa che ci interessa. Marika, Daniele, come si risolve con la proiezione che strilla? Eh, Marika, prima aiutatevi a ascoltare. Se strilla, ci avrà qualcosa da dire, no? Prima è passato quello là che vende le pannocchie, strillava. Strillava, se tu... Se io continuo a parlare mentre quello delle pannocchie strilla, io non capirò mai che sta dicendo... ...che vuol dire il pilanghielo, cioè la pannocchia. Se io invece faccio silenzio, smetto di parlare come ho fatto prima... ...e ho detto, oh, c'è qualcuno che strilla. Facciamo silenzio, mettiamo il microfono fuori e ascoltiamo... ...che minchia vuole questo che strilla. Perché sta a strilla'? C'avrai un tuo buon motivo. E infatti c'aveva un suo buon motivo. Voleva vendere le pannocchie. se non avesse strillato quel povero carretto come poteva sapere il mondo circostante che quello stava qua ad offrirti un ottimo pannocchio, un'ottima pannocchia bollita dove ci potevi spalmare del burro e del sale non l'avresti mai potuto sapere lo puoi sapere solo quando t'azzitti come se sordì fai silenzio, stai dentro e ascolti che cazzo c'ha da strillà c'avrà un suo buon motivo ascoltatelo no? eh Scusate, il bambino è quello che fa quando vuole qualcosa, te lo dice, non lo ottiene comincia a strillare, non lo ottiene strilla di più, non lo ottiene ancora te sfascia qualcosa e fa bene finché non lo ascolti, è uguale, la logica è sempre la stessa Se non lo capisci, quel bambino dice, ah sì? Non mi ascolti? Mo' vedi che cosa ti attiro? Mo', aspetta, fammi vedere un attimo in giro che c'è sta'? Quello là, uè, quello là, quello là, quello me piace, vieni qua. Mo' te ce faccio mett'assieme, faccio finta che te innamori su cazzi tua, quello parlerà a ca' la voce mia e vedi come te lo butto. Eh, questo accade. Poi, c'è chi lo capisce, come Gerardo dopo un po', c'è chi non lo capisce. Magari per anni e anni e anni c'è chi non lo capisce mai, c'è chi che lo capisce dopo che morono. Quindi questo è il concetto fondamentale. Cioè, comprendiamo questo. Abbiamo risolto le nostre voci interiori? Abbiamo ascoltato tutte quelle parti che strillano? Perché finché queste strillano e non le ascolteremo, attireremo dei loro pupazzetti che useranno come dei ventriloqui. che parleranno con le loro voci. Quando le risolveremo attireremo quello che è più simile a noi, cioè altre persone che non usano noi come pupazzo, perché non ce lo dimentichiamo. Non è che siamo solo noi che attiriamo gli altri come pupazzi, ma noi siamo i pupazzi degli altri. quindi noi inizieremo a essere degli dèi, degli umani, delle persone con una propria identità che attirano quello che vogliono solo quando noi ci siamo liberati dalle nostre voci delle nostre parti di noi che strillano allora attireremo persone come noi perché non strilla più nessuno, a quel punto posso chiedere io ed è quello che è capitato per me dopo tantissimi anni a voi a mandare intenzioni, sì, e arrivavano sempre sì qualcosa però poi c'era sempre qualche altro pezzo del pupazzetto amplificato finchè no capisci e questo possono volerci decenni nel mio caso c'è un Bruti veramente oltre 40 anni oggi posso dire ripeto non ho bisogno di pupazzi esteriori magari sono eventi come sta succedendo quindi ricordate anche gli eventi non solo le persone cioè che ne sono una denuncia, una multa, un fallimento, sono comunque dei pupazzi, cioè sono comunque degli amplificatori, sono degli amplificatori di cose che devi capire. Quindi non fossilizziamoci solo sulle persone, questa è una cosa importante da capire, non fossilizziamoci solo sulle persone, perché gli amplificatori sono qualunque cosa. Quando poi invece riusciremo ad ascoltarli da soli dentro di noi non abbiamo bisogno più di quelli fuori. Quindi se prima avevo bisogno di fallire, perdere soldi, ammalarmi eccetera, oggi non ne ho più bisogno perché ho un contatto diretto con le parti interiori. Se qualcosa mi sfuggisse, e mi capitasse subito fuori, allora me ne renderei conto. A volte anch'io sbaglio. Ho fatto qualche cazzata qualche giorno fa, vabbè. Sto pagando, va bene così. Fortunatamente le mie cazzate sono sempre finanziarie. Per cui devo dire che la mia parte interiore più profonda ha scelto il mezzo finanziario per punirmi. Non quello di salute. e adesso che sto un po' più a contatto con mio padre capisco anche perché perché una parte che in qualche modo ancora risuona con lui e lo sto capendo proprio in questi giorni per cui adesso sto lavorando su questo, sto facendo un po' più attenzione e me ne sarei dovuto accorsi qualche settimana fa me ne sto accorgendo adesso, ho avuto bisogno di alcuni pupazzetti esteriori che me l'hanno detto, quindi di alcuni amplificatori io direi che la teoria andrebbe più chiamata verso la teoria dell'amplificatore perchè un pupazzo potrebbe diventare fuorviante perchè si impersonifica in qualcuno ma in realtà gli amplificatori sono qualunque cosa un amplificatore è un incidente in macchina un amplificatore è una malattia un amplificatore è una perdita monetaria un amplificatore è un fallimento un amplificatore è un malessere un amplificatore è un furto un amplificatore è qualunque cosa quindi deve essere staccato dal concetto di persona può essere un evento ambientale e questo non deve essere preso sotto gamma. Marika, quando uno incontra sempre persone stalker cosa può voler dire? Marika, bella domanda. Beh, forse in qualche modo ti fa piacere avere le attenzioni delle persone. Perché se... o forse ti sono mancate le attenzioni da piccola. quindi potrebbero essere dei pupazzi che ti amplificano la richiesta di attenzioni potrebbe darsi che magari tu da piccola eri una che continuavi a volere attenzioni ai tuoi genitori e loro non te li davano quindi potrebbe darsi che li suonino con lo stalker che in te può essere no? dimmi tu Davide dice sarebbe più intuitiva se ci abituassimo a chiamare la legge di risonanza si Davide allora avrebbe più senso la legge di risonanza che la vera legge rimane il fatto che il diapason quindi quello che viene fuori e che attira e che risuoni devi capirlo con cosa risuona per cui non è facile cioè a volte si dice ecco una delle cose più fuorvianti che abbiamo sentito in giro è che si attirano gli opposti in realtà non è così si attirano esattamente le persone uguali ma non a noi a quelle parti di noi che devono ancora avere voce che devono ancora parlare, che non sono state ancora ascoltate. Dani, le voci dentro di noi sono create dai condizionamenti o dal karma? Dalla schizofrenia. Se senti le voci sei schizofrenico. Siamo tutti schizofrenici. Non dite che sentite le voci raga, non dite che sentite le voci in giro che sennò va arriva un TSO al volo. Se sentite le voci ve mettono subito sotto psicofarmaci. Quindi voi non sentite le voci. Ricordatevi tutti voi che state qua online e tutti quelli che mi seguiranno, voi non sentite le voci. Voi avete semplicemente delle parti ancora irrisolte che parlano attraverso delle voci esterne non cominciate a dire che sentite le voci non sia mai mai non dite oh sai sento le voci no no no no no asciaperde che prima senti le voci poi vedi gli amici immaginari eeeeeeeeee potete rinchiudere asciafà Danny come facciamo a trovare la soluzione? eh Silvia te l'ho detto la prima parte è sempre la conoscenza cioè ascoltali La prima parte è sempre la comprensione. Cioè, smettiamo di negare a noi stessi l'evidenza. Questa è la prima fase. Quando smetteremo di negare a noi stessi l'evidenza, forse cominceremo a capirci qualcosa. Se uno ti dice, oh c'è il prezzemolo nei denti e tu dici, no non è vero, come fai a risolvere? Ascoltalo, guardate allo specchio e levate il prezzemolo, è facile. Però la prima fase è ammettere uno, la prima fase è ascoltare quello che gli amplificatori ti dicono. La seconda fase è prenderne atto. La terza fase è fare. Qualcosa che lo cambi. Come si fa a cambiare? Dipende da quello di che parliamo. Che ne so che ti dicono gli amplificatori. Perché se ti parlano di denaro, dovrai risolvere qualcosa col denaro. Se ti parlano di relazioni, sarà per quello. Se ti parlano di salute, sarà per quello. Cioè, dipende da quello che gli amplificatori dicono. Che ne so. Ognuno c'ha il suo, eh. Cioè, mica te lo posso dire. Mica sono... Io sono un giullare. Davide Araneo dice che basta mettere in dubbio la narrazione del fuffavirus per guadagnarsi un chiasseo. Ah, sì, sì, Davide, assolutamente. No, no, non dire niente sul virus, scherzo. Roberto Renzi riporta una battuta che voleva farti una barzelletta, o meglio, di una... di una... di un disegno di questa vocina, di questo personaggino interno che dice alla mente che sta di fronte allo psicologo e gli fa, oh, digli che non senti nessuna voce. No, psicologo, non sento nessuna voce. ok pure napoleon hill senti le voci allora ragazzi vi svelo un segreto vi svelo un segreto se sentite le voci vedete gli angeli vedete le fatine parlate con gli ufo insomma se rientrate tra questo tipo di categorie ci sono due modalità per uscirne o fate assolutamente silenzio e non lo dite a nessuno, o cominciate a scrivere libri e fate corsi. due sono la via di mezzo non è accettata cioè c'è gente che vi fa pagare 9.000 euro per fare i master per entrare in contatto con gli angeli e con gli arcangeli se fate i corsi con questi personaggi vi vedono le fatine vedono le fatine attorno a voi parlano con gli elfi vi portano nei boschi di notte per andare a vedere le fatine e capire come trovare gli elfi queste persone si fanno pagare per fare corsi e fanno un gran business ora la stessa persona se non avesse scritto libri se non facesse i corsi se non ci fossero i videocorsi in giro se non facesse tutto questo e dicesse una roba del genere in giro verrebbe internata immediatamente quindi non c'è una via di mezzo cioè o stai zitto o fai corsi o scrivi libri e diventi pure famoso perché se no ti internano questa è la cosa quindi questo è un grande consiglio che vi do è attenzione questo nuovo concetto degli amplificatori può essere una può essere questa nuova versione del concetto dello specchio che come si dice upgrada e sostituisce questa roba dello specchio e vi esorto a ragionare su tutto questo e a darmi magari dei feedback in futuro e soprattutto quando qualcuno vi tirerà fuori questa idea dello specchio, vuoi dire aspetta un attimo perché c'è c'è quel personaggio lì che si chiama Daniele Penna andate a far vedere questo video di Daniele Penna dove magari ti fa questo upgrade dal concetto di specchio ad amplificatore ecco io amo i Flow per questo perché Questa sera sono partito soltanto con questa idea di questa rivoluzione dell'idea lo specchio e quello che è venuto fuori mi ha piacevolmente colpito perché sono venute fuori mentre ragionavo cose interessanti, me la dovrò risentire. Però è molto molto bella. mi piace l'idea dell'amplificatore nata qui on the flow come si suol dire più che on the road on the flow del motivo per cui davvero io ringrazio sempre voi perché i flow sono per me un impegno non tanto per voi si a voi servono ma servono soprattutto a me perché questo mi costringe a fermarmi per due ore e stare per due ore nel flow cioè nell'ascolto.










