La MAPPA NON E' IL TERRITORIO. Il Segreto per risolvere i conflitti - Daniele Penna Risponde

Daniele Penna explains how our beliefs and values filter what we see, so two people experience the same conflict completely differently. To resolve it, you have to doubt your own view enough to step into theirs, then pull back to watch both sides from outside. Our egos clash because we're defending different maps of reality.
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Perché ho studiato PNL? Si dice la mappa nel territorio, quindi la nostra mappa è quella mappa interiore fatta di credenze, valori, bisogni, identità eccetera, almeno quello che ci racconta la PNL, perché adesso se vi dovessi mettere le nuove conoscenze ve la sconvolgerei tutte, però diamo per buona questa. Nel momento in cui noi diciamo che la nostra mappa è fatta alle nostre credenze e la pianela gli dice vabbè devi fare ricalco e guida nelle mappe degli altri. La cosa assurda qual è? Che questo è un paradosso. Cioè, il paradosso qual è? Il paradosso è che per fare ricalco e guida, quindi per ricalcare la mappa di un'altra persona, io devo avere un dubbio sulle mie credenze. E avere un dubbio sulle mie credenze vuol dire che le mie credenze non sono più delle credenze. Quindi mettere in dubbio la mia stessa mappa. Cioè, è un po' una pippa mentale, attenzione, seguitene, non è semplicissima da capire. Se io ho la credenza che la carne fa bene, ok? e mi trovo di fronte a un vegano io per poter entrare nella sua mappa dovrei entrare nella sua logica e nella sua logica la carne è il male assoluto Satana con le corna e Lucignolo messo assieme o Lucifer o Lucignolo o quello dei Pinocchio la mia conoscenza di religione è fantastica quindi io se per entrare nella sua mappa dovrei rinnegare completamente la mia oppure metterla in dubbio il poter entrare nella mappa dell'altra persona già metterebbe in dubbio la vostra, il che sarebbe già molto utile, perché pensare con le scarpe di un altro, spesso e volentieri, vi fa vedere le cose da un altro punto di vista, tra l'altro questa è una tecnica che si usa spesso in coaching, nelle coaching tradizionali, quelle che trovate a pagamento, che è molto utile quando quando se stai in una relazione di qualunque tipo e c'è una discordia all'interno di questa relazione, è sempre opportuno, quando si va in dissidio, è classico ego contro ego. Vi ricordate ego? Abbiamo sempre qua il nostro ego, l'ego questo, ok? Questa è l'immagine dell'ego, il nostro simbolo dell'ego. E così va Ego contro Ego, quindi Ego contro Ego non c'ho un altro Ego, per fare Ego contro Ego faccio questo che è Ego, non c'ho un altro Ego, cosa posso fare per Ego? Non c'ho niente che possa rappresentare un Ego, niente. Nei miei oggetti da scena non ho un altro Ego. Insomma, se questo è l'Ego, e faccia da ego. Cazzo vuoi? L'ego contro ego non fanno altro che io ce l'ho più lungo, no io ce l'ho più lungo. Quindi quando si va a giocare ego contro ego è semplicemente un voler avere ragione e l'altro deve avere torto. Peccato che se non si entra nelle scarpe dell'altro non saprai mai il punto di vista dell'altra persona. Sono stati fatti esperimenti, ve l'avevo detto l'altra volta, in cui si mettono due persone con delle grosse con dei grossi preconcetti uno sull'altro, uno di fronte all'altro, e si parlano questi qui, ciò che ricorderanno di questa conversazione è normalmente meno del 50% e soprattutto è trasformata del 50%. Cioè uno dice una cosa, l'altro si ricorda l'opposto. quindi la nostra mente è in grado di trasmutare, traslare, cambiare, trasformare, sminchia quello che volete fino al 50% di un'informazione ascoltata due minuti prima perché vedono solo e ascoltano solo ciò che rientra nella loro mappa, tutto il resto lo dimenticano ricordate l'attenzione selettiva, ve l'avrò ripetuto mille volte, ok? questo è il principio quindi è utile durante un dissidio fermarsi un attimo, quindi togliersi un attimo dal proprio e uscire, distaccarsi, dissociarsi e mettersi nelle scarpe dell'altra persona e capire qual è il suo ambito mentale che gli permette di fare tutto sto casino il secondo passaggio è quello di mettersi dalla parte dell'osservatore, cioè di una persona che li osserva, che non ha nessun rapporto, questi qua li guardi, questi qua litigano, che cazzo... è una terza dissociazione, è quella dell'universo. Oddi Dio se siete credenti di quello che vi pare. Che dall'alto vede questo, ma non solo vede questi due, vede anche tutto il contesto attorno. In una visione più ampia diventa più facile capire l'altra persona e trovare magari un accordo. Certo che finché si sta sbroccati nel proprio embolo, nella propria personalità incazzata, che io c'ho ragione, tu non conti niente, tu non capisci, soprattutto se entra nel giudizio estremo, Quindi le persone vengono giudicate senza conoscere assolutamente niente della loro mappa e allora è finita. infatti lì non se ne esce e questo è uno dei mezzi, tra l'altro uno dei condizionamenti più grossi creato dal sistema proprio perché così voi state sempre incazzati o bene o male, state sempre con qualche paranoia di qualche problema di gente che rompe le scatole e state stressati e non vi preoccupate di altro. Fate le brave vacche da mungere senza rompere le scatole dal sistema. Questo è il concetto.










