LA METAFORA DEL MARE - Le Perle del Follow the Flow di Daniele Penna

Daniele Penna uses the image of ocean waves breaking against a wall as a metaphor for human habits: waves (vibrations) repeatedly hit a wall, bounce back, slow and combine with incoming waves until a large wave causes significant damage. He connects this pattern to people who repeat the same behaviors despite harm, contrasts human ability to change with the sea’s slow erosive persistence, and frames the choice to stop repeating as an exercise of free will.
Chapters
Osservavo l'altra sera sulle onde io ero praticamente al di sopra di un muro dove si infrangevano le onde se avete mai osservato le onde che si infrangono su un muro o su una scogliera notate che E attenzione, le onde sono onde, quindi sono vibrazioni, cioè siamo nella base del funzionamento della mente umana, del funzionamento della vita, del funzionamento dell'universo intero. Quindi le onde sono proprio, probabilmente, l'esternazione più palese del concetto delle vibrazioni, cioè quello che muove tutto, che muove ognuno di noi. Allora, questa è una perla, eh, attenzione. Allora, la stavo osservando semplicemente e notavo come, io poi sono un appassionato di schemi, la mia mente vede schemi ovunque, cioè mi sembra ormai Walsh la cosa quella di Beautiful Mind, che vede i piccioni a scoprire gli schemi, cioè sono diventato paranoico, vedo schemi in qualunque cosa, pure dove non ci stanno vedo schemi, mi rendo conto che sto creando persone peggio di me, cioè... Ho scoperto persone che fanno più attenzione anche ai miei minimi dettagli. No, ma perché? Allora, quello lì, quell'uccello ha mosso il becco da quella parte, mentre quell'altro ha mosso la zampina di là, mentre io mi stavo mettendo il dito nel naso e mi è venuto un prurito al coso sinistro. Spera, fermi! È esagerato. Sto creando dei mostri. e quindi in questo delirio di schematudine in questo delirio di schematudine in questo delirio di schematudine notavo questa ripetizione notavo questo schema nelle onde e che cosa succedeva? succedeva che mi ero reso conto, ma soprattutto perché mi ero reso conto? perché periodicamente arrivava un'onda che mi arrivava in faccia qui io stavo lì a guardare da sopra e guardavo le onde, una, due, tre e poi arriva SPAM e una mi arrivava in faccia, mi è bagnata poi la riguardavo, una, due, tre, tre, quattro, SPAM un'altra onda forte mi arrivava in faccia quando sta cosa qui l'ha fatta per un po' di volte, aspetta qui c'è uno schema, cioè non è possibile Non è possibile che il mare conta le onde e fa uno schema e dice 1, 2, 3 onda grande, 1, 2, 3 onda grande, 1, 2, 3, 4 onda grande. E' possibile. Cioè, che c'è? Qualcuno che ha la piscina onde, che fanno quella di riccione, che è ben preciso il getto d'acqua. Mi faceva un po' strano sta cosa. E quindi guardavo sto schema nelle onde. Poi però mi sono reso conto di una cosa. Mentre guardavo questo, mi sono reso conto che cosa è che accadeva? che l'onda arrivava, si infrangeva sul muro e tornava indietro Nel frattempo ne arrivava un altro, quindi tornando indietro cosa faceva? Rallentava quella che stava arrivando, ma non la fermava, eh. Rallentava quella che stava arrivando, la scavalca... praticamente che faceva? Cioè, qui c'era il muro, no? Ve lo voglio far comprendere, perché secondo me qui c'è un'illuminazione indifferente. Prendiamo il cuore. Allora, qui c'era il muro, ok? Arrivò la prima onda, pum. che faceva? Questa si infrangeva e tornava indietro. Nel frattempo qui ce n'era un'altra, mi serve un'altra mano, come faccio? Lo devo mettere in bocca. Insomma, questa tornava indietro, scavalcava questa, quindi la rallentava leggermente e poi questa si infrangeva di nuovo, che ritornava indietro e quindi che faceva? Questa rallentava la seconda, questa rallentava la prima e arrivava la terza. Che succedeva però? Che queste qui, a mano a mano che tornavano indietro, gonfiavano quella che stava arrivando. Quindi, rallentavano la prima, poi rallentavano, e poi si aggiungevano a quella che arrivava dopo. Quindi, la prima onda arrivava, si infrangeva, tornava indietro, rallentava la seconda, ma non la fermava, e questa si schiantava, tornava indietro, rallentava ancora, ma nel frattempo si gonfiava. Quindi dopo due, tre, arrivava un ondone di quelli che me fracicava, perché lì, essendomi bagnato da questo schema, non capite male, essendomi, come dire, dopo aver piato sta sveglia in faccia dall'acqua che continuava a bagnarmi costantemente, ripetutamente nello stesso schema, ho cercato di capirne il senso e secondo me è un senso molto più interessante di quello che può sembrare cioè non è una semplice onda perché può esserci il senso della vita lì cioè, il senso può essere che quando noi arriviamo con una nostra vibrazione, quella di fondo, e troviamo un muro su cui ci schiantiamo, cosa facciamo? non è che la capiamo, torniamo indietro quindi rimbalziamo su questo muro torniamo indietro e rallentiamo la nuova vibrazione che sta arrivando a quel punto la seconda arriva si schianta anche lei quindi trova di nuovo sto muro e torna indietro di nuovo sto cercando di darvela con una logica e ce l'ho in testa ma non è facile chiarirla in pratica qual è la logica? la logica è che noi continuiamo a reiterare i nostri stessi schemi e le nostre stesse azioni e le nostre stesse vibrazioni impattando sul muro quindi prendendo le crepate sulla nostra capoccia ma non cambiando niente e cercando di rifare la stessa cosa in maniera leggermente diversa rischiantandoci di nuovo sullo stesso muro per poi tornare indietro e rifare la stessa cosa per poi tornare indietro fino a che non arriva l'onda quella grossa che ti schianta seriamente in pratica continuiamo a ripetere, ripetere, ripetere fino a che poi ci facciamo male è stato questo il senso il senso è stato questo di quelle vibrazioni cioè la nostra vibrazione che è fondamentalmente sempre la stessa perché se non si cambia alla base rimane sempre la stessa in modi diversi perché arriva prima l'onda di qua poi arriva l'onda un po' di qua poi un po' inclinata però alla fine il concetto era sempre questo 3-4 e arrivava la botta e arrivava e si schiantava di più e ti faceva male Questo credo che è quello che accade nella vita di molte persone. Continuano a reiterare costantemente gli stessi schemi fino a che si fanno male. Ma non è che poi si fanno male e capiscono. No, ricominciano. E dici, ma sono masochisti. Eh, che devo fa'? Per cui... Per cui il mare lo fa perché non può fare altro. Però c'è da dire una cosa, eh. Attenzione. Il mare ha un'altra prerogativa. il mare è un'altra prerogativa, che continuando costantemente a infrangersi su quel cemento, su quella scogliera, prima o poi la scava. Ci vorrà tempo, ma prima o poi la scava. Per cui, il mare c'ha quel tempo, ed è la sua prerogativa. Ma noi non siamo così. noi abbiamo la possibilità di capire le cose di battere la testa contro quei muri e scegliere se smettere di batterla oppure di tornare indietro e rifare la stessa cosa perché noi quando battiamo la testa contro un muro potremo pure decidere di fermarci e cambiare strada invece di tornare indietro e di riprendere la rincorsa per schiantarci sempre di più perché è quello che mi ha insegnato il mare Cioè tu dai una capocciata, non sei contento, torni indietro, prendi la rincorsa e ne dai un'altra più forte. In realtà c'è un sacco di gente che fa così. E vuole pure avere ragione, dice, no, perché adesso ho capito, torno indietro, un'altra capocciata, vedi, SPAM! Finché non si fracassano le corna. Eh vabbè. Però ognuno è libero di sceglie, nel libero arbitrio è quello, quindi se siete liberi di sceglie è un po' quello che vi pare.










