La Parabola delle Stampelle - Tratta dal libro dei racconti dei Saggi dell'India - CONDIVIDILA

Italian narrated parable: a king, after fracturing his legs, decrees that everyone must walk with crutches under penalty of death. Over generations the law normalizes disability until, after the king's death, a solitary old man rejects the custom and secretly teaches children to walk unaided. Their demonstrations provoke arrests, executions, and social ostracism, but small groups continue to practice and spread the idea of regained freedom of movement.
Chapters
Il re cadde da cavallo fratturandosi le gambe così gravemente da perderne completamente l'uso. Imparò dunque a muoversi con le stampelle ma sopportava male la propria invalidità. Vedersi attorno le persone valide della corte gli divenne presto insopportabile e gli guastò l'umore. Rifiutò di mostrarsi meno mato. Poiché non posso essere simile agli altri, pensò un mattino d'estate, ciascuno sarà simile a me. Fece dunque notificare nelle sue città e nei suoi paesi l'ordine definitivo dell'uso delle stampelle per tutti, pena la morte immediata. Dall'oggi al domani l'intero regno fu popolato di persone rese invalide. All'inizio alcuni provocatori si fessero vedere in giro senza alcun sostegno. Fu certo difficile acciuffarli di corsa, ma tutti prima o poi vennero arrestati, condannati e giustiziati per servire da esempio. Nessuno osò ripetere la provocazione. Per proteggere la prole, le madri insegnarono subito i loro bambini a camminare con le stampelle. Bisognava abituarsi, e ci si abituò. Il re visse fino a tarda età. Nacquerò parecchie generazioni senza che si vedesse mai nessuno circolare liberamente sulle sue gambe. Gli anziani scomparvero senza dire nulla delle loro lontane passeggiate, senza osare infondere nella mente dei figli e dei nipoti il pericoloso desiderio di diambulare senza sostegno. Alla morte del re, alcuni vecchi tentarono di liberarsi delle stampelle, ma era troppo tardi. I loro corpi malandrati ne avevano ormai bisogno, i superstiti di solito non riuscivano più a stare dritti, rimanevano prostrati su qualche sedia o distesi su un letto. Questi tentativi isolati vennero considerati come innocui deliri di vecchi rimbambiti. Inutilmente raccontarono che un tempo si camminava liberamente, senza stampelle. Vennero guardati dall'alto verso il basso con l'indulgenza ilare con cesseri imbecilliti. Ma sì, nonno, andiamo! Era senza dubbio ai tempi in cui il becco dei polli aveva i denti! e con un sorriso sulla bocca e uno scambio di occhiate scrollavano il capo ascoltando la vecchia voce prima di andare a ridere di nascosto. Lontano, lassù sulla montagna, viveva un vigoroso vecchio solitario che, appena morto il re, gettò le stampelle nel fuoco senza esitare. In realtà erano anni che non usava le stampelle in casa o in luoghi isolati. le usava nel villaggio per evitare le noie, ma, non avendo né sposa né figli, non si era privato del piacere della sua bella camminata. Non esponeva altri che se stesso, e per di più in tutta segretezza. Il mattino dopo si recospa valdamente in piazza e, rivolto ai suoi compaesani sbalorditi, disse, ascoltatemi, dobbiamo ritrovare la nostra libertà di movimento. La vita può riprendere il suo corso naturale, poiché il re invalido è ormai morto. chiediamo che venga abrogata la legge che costringeva gli esseri umani a camminare con le stampelle tutti lo guardavano i più giovani furono immediatamente tentati la piazza abbrulicò ben presto di bambini, di adolescenti e di altri sportivi che tentavano di muoversi senza stampelle ci furono risate, cadute, scorticature, lividi ma anche arti rotti poiché i muscoli delle gambe e della schiena non avevano mai imparato a sorreggere il corpo Il capo della polizia intervenne. Smettetela, smettetela, è troppo pericoloso. Tu, vecchio, vai a esibirti nelle fiere. È chiaro che gli uomini non sono fatti per camminare senza stampelle. Guarda quante piaghe, quanti bernoccoli e quante fratture ha provocato la tua follia. Lasciaci vivere normalmente. Sparisci e se vuoi vivere tranquillo, non tentare più di traviare questa bella gioventù. Il vecchio alzò le spalle e se ne tornò a casa a piedi. Ma, scesa la notte, udì grattare piano alla sua porta. Era un rumore così leggero che lo attribuì a un ramo agitato del vento. Non aprì. Allora qualcuno bussò distintamente alla porta. — Chi siete? Che cosa volete? — chiese. — Apri, nonno, per favore, vi sbigliò una voce. E il vecchio aprì. Dieci paia di occhi brillanti lo guardavano con ardore. Un ragazzino, fattosi avanti, mormorò, vogliamo imparare a camminare come te. Accetteresti di prenderci come discepoli? Discepoli? Maestro, è questo il nostro desiderio. Bambini, me non sono un maestro, sono solo un uomo in gamba, nel senso più semplice della parola. Maestro, per favore, supplicarono all'unisono. Il vecchio ebbe voglia di ridere, ma contemplandoli un attimo si commosse. Capì che la faccenda era seria, molto seria, e che quei bambini erano davvero coraggiosi, ardenti e pieni di vita. L'avvenire era nelle loro mani. Spalancò la porta per accoglierli. E fu così che, per mesi, senza dire niente a nessuno, i ragazzini si recarono dal vecchio da soli, o in due alla volta, per non dare nell'occhio. Quando furono abbastanza abili andarono a piedi insieme al villaggio. Guardate, dissero, osservateci, è facile e divertente! Fate dunque come noi! Un'ondata di panico invase i cuori timorosi. Gli abitanti del villaggio aggrottarono le soprasciglia, li additarono, si spaventarono molto. Intervenne la polizia a cavallo per far cessare lo scandalo. Il vecchio fu arrestato, portato in tribunale, condannato secondo l'editto reale e giustiziato per aver pervertito dieci innocenti. I suoi discepoli, disgustati dal trattamento inflitto al loro maestro, dichiararono a gran voce sulle piazze che camminavano e ne erano soddisfatti e mostrarono a chi volesse vederli quanto fosse comodo avere le mani libere e le gambe leste. Le loro dimostrazioni vennero giudicate fallaci, furono arrestati e gettati in prigione. Si ritenne tuttavia che fossero stati trascinati nell'errore e si concessero loro le circostanze attenuanti, quindi furono condannati solo appena leggere. Alcuni ostinati però non vollero rinunciare a sostenere che bisognasse camminare senza stampelle. Intanto la comunità era inquieta, sconvolta nelle proprie abitudini dal loro strano comportamento. Li allontanò per prudenza dal villaggio, invitandoli ad esibirsi nelle fiere. Per coloro che erano rimasti e che insistevano davvero in modo eccessivo si dovette talvolta applicare con rigore la legge. In generale tuttavia vennero piuttosto commiserati e trattati come gli scemi del villaggio, tenuti a distanza dai bambini e dalle buone famiglie. ancora oggi durante le veglie serali si bisbiglia con parole velate che esistono malgrado tutto quella nel mondo gruppetti che non sembrano dei mentecatti e che sostengono di camminare da soli senza stampelle impossibile da verificare si insegna ai bambini che sono solo favole Sottotitoli e revisione a.










