La Storia del Signor X - Un racconto che fa riflettere ed emozionare! di Daniele Penna

A narrated short story by Daniele Penna about "il signor X," a man who wakes with total amnesia (likely after an airplane accident), is rescued from a dark cave by local people, and is nursed back to health. Initially totally dependent—emotionally and physically—on a caring woman (and intermittently a helper-man), he slowly regains strength, learns the local language and customs, and forms complex social bonds. Over years he moves from helplessness to increasing autonomy: early friendship and rivalry with the helper-man, four years to become mobile and explore the village, twelve years of deep learning and confidence, and ultimately a separation after twenty-one years of being sheltered. Themes: identity, dependency vs. autonomy, socialization and cultural adaptation, gratitude and the difficulty of separation.
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About 4 years.
Twelve years.
Twenty-one years.
Chapters
La storia che sto per raccontarti è la storia del signor X. Lo chiamiamo così perché quando questa storia ebbe inizio il signor X era vittima di un'amnesia totale. Non ricordava né il suo nome, né la sua vita passata, né com'era arrivato fin lì. L'ipotesi più probabile è che avesse avuto un incidente mentre si trovava su un aereo. Quando rinvenne, ebbe la sensazione di trovarsi una caverna buia, e capì di non avere nulla di rotto, perché riusciva a muovere gli arti, ma faceva fatica a far funzionare il cervello. E ben presto perse di nuovo i sensi. Non aveva la più pallida idea di quanto tempo avesse trascorso in quella caverna. Debole e indifeso, ogni tanto si assopiva, poi faceva qualche movimento e si riaddormentava. dal momento che non provava freddo, non aveva fame e si sentiva perfettamente a proprio agio. Non faceva alcuno sforzo per scuotersi dal suo torpore. e preferiva lasciare le cose così come stavano. Ma qualunque paradiso è presto perduto, e un giorno a suo risveglio scoprì che lo stavano trascinando piuttosto bruscamente fuori dalla caverna. In predall'ansia cacciò un urlo di terrore. Per la prima volta da quando aveva avuto l'incidente, pensò che la sua vita era in pericolo. Era una sensazione primordiale e opprimente che si trasmetteva ad ogni cellula, ogni singolo capillare del suo corpo. Uscendo dal buio si sentì lacerare il cervello dalla luce abbagliante e non riuscì a vedere nulla. Le orecchie gli rimbombavano per il rumore, il freddo gli penetrava in tutti i pori. Per lui era come se gli indigeni che lo avevano trascinato fuori dal suo nascondiglio l'avessero gettato nell'inferno. Tuttavia non sembravano intenzionati ad ucciderlo. Lo coprirono e lo adagiarono per terra e il signor X si addormentò di nuovo esausto. Nei primi giorni e nelle settimane successive dormì quasi tutto il tempo. Era così debole che non riusciva neppure a sollevare la testa. Tutte le sue energie erano concentrate all'interno, nello sforzo di restare vivo. Era incapace di parlare ed era alla mercè di questi indigeni, per ogni sua necessità. E così quando si svegliava chiamava a voce alta, e se non veniva nessuno si metteva a piangere sconsolato. Forse il suo comportamento ti può sembrare un po' poco dignitoso, però prova a metterti nei suoi panni. Era debole, era inerbe, circondato da sconosciuti di cui non conosceva né i modi né le intenzioni. Non era quasi in grado di ragionare, ci vedeva poco e tutto quello che sapeva era che era vivo, ma che era anche in condizioni di dipendenza totale. Ma fortunatamente il panico a poco a poco cominciò a diminuire e la sua mente piano piano emergeva da quello stato confusionale. a mano a mano che gli tornavano le forze riusciva a concentrare l'attenzione per pochi istanti su quanto lo circondava e cercava di cogliere qualche indizio sul luogo in cui si trovava e sulla bontà delle intenzioni di questi indigeni locali e così subito notò che era stato affidato alle cure di una donna in particolare e che di solito era sempre lei che accorreva quando aveva bisogno di qualcosa anche se ogni tanto c'era un uomo che le faceva ad aiutare Questa donna lo trattava con delicatezza e sembrava persino che gli si fosse affezionata. E così cominciò a sentirsi abbastanza rassicurato per quanto riguardava la sua sorte. Certo, la nostalgia che provava per la pace, per la tranquillità di quella caverna non era ancora cessata, ma piano piano si attenuava. e mentre il tempo passava il signor X era sempre più attento all'ambiente che lo circondava. Un giorno accadde un fatto positivo che lo incoraggiò a pensare che avrebbe imparato a cavarsela. Si accorse che la donna gli sorrideva e lui le sorrisse a sua volta. Suscitò la sua allegria. Tanto che lei addirittura fece venire gli altri perché venissero a vederlo. E così lui regalò anche agli altri un bel sorriso, convinto che, se era questo quello che volevano, era giusto accontentarli. A mano a mano che il tempo passava, il signor X recuperava energia. ma era un processo lento e continuava soprattutto a dormire durante i momenti di veglia, mentre restava supino a guardare il soffitto cercava di capire in che genere di luogo era capitato e su come sarebbero state le persone che avrebbe incontrato quando fosse stato in grado di alzarsi e andare in giro dava per scontato che la donna che si occupava di lui avesse più o meno le stesse caratteristiche del resto della popolazione perciò assorbiva tutte le informazioni che riusciva a dedurre dal suo comportamento Studiava il suo tono di voce per capire se era felice o scontenta. Osservava come lo trattava per intuire se doveva prepararsi ad affrontare un popolo ostile o pacifico. Teneva il conto di quanto tempo passava dal momento in cui faceva segno di essere affamato a quando lei gli portava il cibo, in modo da sapere se in seguito avrebbe dovuto lottare per sfamarsi o se avrebbe ottenuto tutto subito ciò di cui aveva bisogno. Ascoltava di nascosto ciò che si diceva intorno a lui, anche se non capiva la lingua, per capire se quello era un luogo in cui tutti litigavano facilmente o se andavano abbastanza d'accordo ed erano socievoli fra di loro. Scrutava l'espressione che assumeva il volto della donna mentre lo accudiva, per sapere se era agente dalle idee puritane o dai modi naturali. sapendo che la sua vita dipendeva dal fatto che quel popolo fosse più o meno disposto ad accettarlo una volta che avesse potuto frequentarlo era particolarmente interessato a quello che la donna pensava di lui ne studiava i comportamenti per sapere se l'avrebbero trovato simpatico, bello, attraente, se avrebbe suscitato simpatie e interesse o se l'avrebbero ignorato era così preoccupato che cominciò a gradire di se stesso ciò che lei gradiva e approvare avversione per tutto quello che lei rifiutava in lui, senza accorgersene finì per servirsi di lei come di uno specchio che rifletteva la sua persona. Era così dipendente da lei che quando se ne andava si domandava disperatamente se sarebbe tornata e la paura di essere abbandonato lo riempiva nuovamente di ansia. Era talmente circondato dalle sue attenzioni che gli ci volle molto tempo per rendersi conto che lei era una persona che aveva la sua vita, che non era dedicata a lui esclusivamente, e che loro erano due persone diverse. All'inizio l'aveva vista solo come un prolungamento di sé, le gambe che andavano avanti e indietro per servirlo, le braccia che gli portavano le cose alla bocca. La sua debolezza l'aveva reso terribilmente egocentrico, come tutti i malati. A causa del lungo tempo che passavano assieme, fra il signor X e la donna si stabilì una profonda intesa. Elaborarono un lungo linguaggio fatto di suoni e gesti. Lessi era sempre dimostrata attenta alle sue esigenze, ma ora lui cominciava a capirle di più, a intuire i suoi stati d'animo e ad interpretare le sue espressioni. Ogni tanto ridevano tutte e due allegramente, altre volte invece stavano insieme in silenzio. Si facevano degli scherzi o si prendevano in giro a vicenda. Una volta lui per gioco le diede un pizzicotto per farle vedere che gli stavano ritornando le forze, ma ebbe la sorpresa di vederla ritrarsi tutta irritata e di sentirla inveire contro di lui. non aveva avuto intenzione di farle del male decise che ciò voleva dire che gli indigeni non gradivano un comportamento aggressivo e che sarebbe stato prudente da parte sua di simulare qualsiasi impulso di quel tipo con il maschio che a sua volta suscitava in lui sempre più simpatia e fiducia poteva permettersi gesti più rozzi e questo gli faceva molto piacere perché gli dava la possibilità di fare un po' di esercizio fisico che gli era molto utile da entrambi imparava il modo di esprimere l'amore in quella cultura e cercava di imitarli poiché si rendeva conto che la sua sopravvivenza dipendeva dalle loro amorevoli cure se non era in grado di farsi amare da queste due persone con cui aveva tanta confidenza difficilmente avrebbe potuto sperare nella benevolenza degli altri abitanti perciò stava molto attento a cercare in tutti i modi di compiacerli Era ormai chiaro che sarebbe sopravvissuto e che avrebbe dovuto trascorrere un lungo periodo di tempo con questa gente, per cui il signor X cercò di imparare la lingua con conseguenze positive e negative. Era soddisfatto di comunicare con sempre maggiore facilità, ma nello stesso tempo si rammaricava per la perdita di quella comunicazione diretta, non verbale che c'era stata fra lui e la donna. Ne aveva nostalgia, la stessa che aveva provato per la caverna e che a mano a mano che acquistava esperienze e maggiore capacità di badare a se stesso, gli sarebbe nata nei confronti di altre forme di piacevole intimità. Ma sapeva che non avrebbe potuto rimanere per sempre in uno stato di dipendenza. Anche la donna ne era consapevole, tant'è vero che cominciò a fargli capire che doveva essere lui che occuparsi della propria igiene personale. Per la prima volta da quando viveva con quella gente, il signor X scoprì di avere un potere decisionale, di poter scegliere se adeguarsi o meno alle proposte che gli venivano fatte. provava un certo piacere nel saggiare i limiti concessi alla sua autonomia e tutto faceva pensare che ne sarebbe nato uno scontro tra la sua volontà e quella della donna ma quest'ultima si sforzò di conservare la sua tranquillità e il suo buon umore e il signor X, acquistava a cuore il suo affetto e la sua approvazione, decise di fare del suo meglio per assecondare i desideri non c'è da sorprendersi se l'acquisto da parte del signor X di una personalità sempre più spiccata lo portò ad innamorarsi della donna Le chiese di sposarlo, ma lei gli fece notare che oltre al fatto che era necessario che lo accudisse ancora per un lungo periodo di tempo, era già sposata con l'uomo che veniva ad aiutarla. Per lui la prima obiezione aveva lo stesso peso che avrebbe avuto la decisione di un paziente di sposare la propria infermiera. E in quanto alla seconda decise di affrontare il problema senza mezzi termini. Disse all'uomo che intendeva sposare la donna e che avrebbe preferito che lui non mettesse più piedi in casa sua. Quello si fece una bella risata e si limitò a ritornare da lui tutte le sere. ragionando sul da farsi e domandandosi se avrebbe avuto bisogno di ricorrere a dei mezzi violenti per togliere quell'uomo di mezzo il signor X presi in considerazione le varie possibilità fu molto sorpreso quando si rese conto che l'uomo, che era molto più forte di lui e forse anche in grado di indovinare le sue intenzioni avrebbe colpito per primo precludendogli qualsiasi possibilità di prenderne il posto questa minaccia di castrazione per quanto fosse solo frutto della sua fantasia, lo spaventò a tal punto che rinunciò a qualsiasi tentativo di sostituirsi a lui. Passò addirittura all'estremo opposto, in osseguio alla teoria secondo cui quando vedi che non puoi battere il tuo avversario è meglio che ti allehi con lui, decise di identificarsi con l'uomo e si sforzò di diventare sempre più simile a lui. Alla fine di questo episodio erano diventati buoni amici e comuni ammiratori della stessa donna. Quando si verificò questo contrattempo, il signor X era con loro da circa 4 anni e la lezione che ne trasse fu che avrebbe fatto meglio ad ampliare i suoi orizzonti, così cominciò ad avventurarsi fuori da solo. All'inizio non riusciva neppure a camminare, ma a mano a mano che i muscoli gli si erano rinforzati, aveva fatto qualche passo con l'aiuto della donna ed ora riusciva a cavarsela abbastanza bene anche senza il suo aiuto. Usciva a visitare il villaggio, ma non si avventurava troppo lontano in modo da poter chiedere aiuto in caso di bisogno. Fece conoscenza con gli abitanti delle case vicine, osservò i loro costumi, ampliò il suo vocabolario ed imparò cose nuove. Per quanto poteva vedere, aveva avuto ragione di ritenere che la donna fosse un tipico esemplare del resto della popolazione e confermò molte delle conclusioni che aveva tratto quando aveva solo lei su cui basarsi. Una delle più gradevoli era che anche gli altri lo trovavano simpatico e attraente e ciò era per lui fonte di gioiosa fiducia in se stesso. Non aveva difficoltà a stringere amicizia con i locali, essi amavano il suo sorriso, il suo vigore e apprezzavano gli sforzi che faceva per imparare e per prendere confidenza con il mondo in cui si era trovato a vivere. Ad ogni successo si sentiva stimolato a raggiungerne un altro e l'esperienza con l'uomo e la donna gli aveva insegnato a trarre frutto dei suoi fallimenti e a non scoraggiarsi. Per il signor X era motivo di grande soddisfazione poter essere sempre più autonomo dopo aver trascorso tanto tempo in stato di dipendenza e, poiché non aveva molti problemi, vivere sereno e tranquillo. Per i suoi custodi era motivo di fierezza vederlo imparare i segreti del mestiere e non facevano nulla per frenarlo. ma erano sempre pronti ad intervenire, si abusava delle sue forze o delle sue capacità e così egli godeva allo stesso tempo del massimo grado di indipendenza e di dipendenza la cultura in cui viveva non era poi così semplice come aveva creduto all'inizio era portato a generalizzare facilmente sulle persone e la loro vita ma poi imparò ad accettare la complessità e le contraddizioni non si limitò più a cercare solo le risposte e cominciò ad essere interessato nelle domande si rese conto che era più utile fare deduzioni che trarre conclusioni. Divenne un accanito collezionista di fatti. Intanto il tempo passava e il signor X se la cavava benissimo. Il passato gli tornava in mente solo nelle rare occasioni in cui qualcosa minacciava di andare storto e si infilava in lui l'ansia dei primi tempi. Poiché aveva imparato così tante cose nei dodici anni che aveva trascorso in quel luogo, si era convinto di aver conosciuto tutto e fu sorpreso di scoprire che l'uomo e la donna, che un tempo gli erano sembrati onniscenti, in realtà non sapevano poi un gran che. Era chiaro che lui li aveva superati e che non aveva più bisogno di loro. Ora la forza e l'entusiasmo non gli venivano più da loro, ma dagli amici. Questi lo capivano e accettavano i cambiamenti di umore, gli interessi continuamente mutevoli, le preoccupazioni, l'impazienza. Da una parte si sentiva in colpa per aver voltato le spalle all'uomo e la donna che gli avevano salvato la vita. Ma poi si disse, dentro di sé, che tutto sommato non era stato lui a chiedere di portarlo nel loro mondo. Tanto il periodo precedente era stato tranquillo, quanto questo era turbolento. Ma solo dopo che fu terminato ed egli fu in grado di guardarsi indietro, capì che non avrebbe potuto essere altrimenti. L'agitazione interiore, che aveva fomentato il suo spirito di ribellione, nasceva dalla consapevolezza che l'unico modo per scoprire chi era realmente e da dove veniva, era quello di proiettarsi verso l'esterno, lasciare la sua casa, staccarsi da quest'uomo e da questa donna. Era stato un periodo di prova in cui aveva navigato, restando attaccato agli ormeggi. Ritrovò tutta la sua gratitudine nei confronti di quei due. Capì che erano saggi in alternativa generosi. Vide che avevano fatto del loro meglio e che l'amavano. Si rese conto che anche lui li amava, e questo non solo non lo sminuiva, ma l'arricchiva. e si l'avevano tenuto al riparo per 21 anni, ed ora sapevano che dovevano lasciarlo andare. Il loro compito era finito, ora toccava a lui trovare la sua gente. Niente nella vita fu così difficile per il signor X come separarsi da loro.










